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ATTUALITA'
"Prezzi. Produzione, mercato, consumo":
domani il convegno nazionale Cia
Stabilità dei prezzi, più
trasparenza e informazione per i consumatori, rapporti più
stretti e maggiore collaborazione nellintera filiera. Sono queste
le linee guida che la Confederazione italiana agricoltori intende
sviluppare, anche alla luce delle cronache di questi giorni, per cercare
di riportare tranquillità su un fronte, appunto quello dei
prezzi, che ultimamente ha visto susseguirsi tensioni, contrasti,
polemiche e speculazioni.
La Cia ha per questo organizzato un convegno dal titolo: "Prezzi.
Produzione, mercato, consumo", che si terrà domani mercoledì
16 luglio a partire dalle ore 10.00 presso lHotel Quirinale
in Via Nazionale 7 a Roma. Infatti, è attraverso il contributo
di tutti i rappresentanti della filiera, dalla produzione alla trasformazione,
dal mercato al consumo che si intende costruire un rapporto nuovo
che permetta di avviare una moderna fase economica. Il tutto con la
massima chiarezza, evitando ingiustificati rincari e tutelando gli
interessi degli agricoltori, degli industriali, dei commercianti e
soprattutto dei consumatori.
Introdurrà i lavori del convegno, Mino Rizzioli, Vicepresidente
nazionale Cia e svolgerà una comunicazione Paolo Surace Responsabile
Osservatorio economico Cia. Interverranno: Marco Venturi Presidente
nazionale Confesercenti, Roberto Fiammenghi Direttore acquisti alimentari
Coop Italia, Paolo Landi Presidente Adiconsum, Arturo Semerari Presidente
Ismea, Roberto Pasca di Magliano Direttore generale del Ministero
delle Attività produttive, Demetrio Corno Consigliere delegato
per il mercato della Federalimentare e Gianni Alemanno ministro delle
Politiche agricole. Concluderà i lavori Massimo Pacetti, presidente
nazionale Cia.
Siccità: in agricoltura un raccolto
su tre è andato distrutto. Non solo al Nord, è emergenza
in tutta Italia
Nelle regioni settentrionali i danni alle colture superano ormai
i 3,5 miliardi di euro. Nel Centro e nel Sud si arriva a 1,5 miliardi
di euro. Si preannuncia un calo del valore aggiunto in agricoltura
del 2 per cento. Per le produzioni è una vera falcidia. Si
registrano tagli produttivi che vanno dal 15 al 60 per cento. Manca
il foraggio per gli animali. A forte rischio tutte le coltivazioni
autunnali: si prevede poco vino e olio ai minimi storici degli ultimi
50 anni.
Non solo al Nord. La siccità è ormai emergenza in tutto
il Paese. Secondo i dati della Cia, si cominciano a contare danni
rilevanti anche nelle regioni del Centro e del Sud Italia. La situazione
sta assumendo dimensioni sempre più catastrofiche. Per le produzioni
agricole è ormai una vera falcidia. Cereali, ortofrutta, riso,
mai, latte, uva, olive registrano flessioni che vanno dal 15 al 60
per cento. Insomma, un raccolto su tre è andato distrutto.
I danni più gravi si stanno comunque avendo nelle regioni settentrionali,
soprattutto nelle zone a ridosso del Bacino del Po. Al momento lagricoltura
del Nord è costretta a fare i conti con una ferita
che supera i 3,5 miliardi di euro. Non certo migliore è, tuttavia,
il quadro del Centro-Sud. In queste regioni si hanno forti cali alle
produzioni di barbabietole da zucchero (meno 20 per cento), di foraggio
(meno 50 per cento), di ortofrutta (meno 25-30 per cento), di uva
(meno 10-15 per cento), di olive (meno 30-35 per cento). Il tutto
quantificabile in un danno complessivo che si avvicina a 1,5 miliardi
di euro.
Secondo la Cia, sono così a forte rischio le colture autunnali,
a cominciare dalla vendemmia che, pur registrando perdite che vanno
dal 10 al 20 per cento, dovrebbe essere di qualità. Analogo
discorso per lolio doliva, la cui produzione dovrebbe
registrare un taglio del 30-40 per cento attestandosi tra le annate
meno produttive degli ultimi 50 anni. Il prodotto, comunque, sarà
di alta qualità.
Nel Nord la situazione, vista limpossibilità in moltissimi
casi di irrigare i campi a causa del costante e preoccupante calo
dei livelli di fiumi (in testa il Po), continua a peggiorare di giorno
in giorno. Interi raccolti di mais e cerali sono andati persi. Piantagioni
di pesche, di albicocche e di meloni sono state dimezzate dalla carenza
idrica. Analogamente gli ortaggi hanno visto ridurre del 30-40 per
cento le produzioni (in particolare, pomodoro, insalate, radicchio,
melanzane, zucchine). E intanto comincia a scarseggiare il foraggio
per gli animali. Sta di fatto che la produzione di latte, anche per
il gran caldo e la forte umidità che stanno stressando le mucche,
è scesa tra il 15 e il 20 per cento.
Davanti ad una situazione del genere, la Cia chiede limmediato
accertamento dei danni e pronti interventi a sostegno dei produttori
agricoli che per il secondo anno consecutivo si trovano a fare i conti
con un consistente calo del valore aggiunto in agricoltura. Flessione
che nel 2002 è stata dell1,5 per cento e che a fine 2003
potrebbe superare abbondantemente il 2 per cento. Valore aggiunto
che rischia di andare non oltre i 25 miliardi di euro (nello scorso
anno è stato pari a 28 miliardi di euro).
Danni alle colture
| Nord Italia |
3,5 miliardi di euro |
| Centro Italia |
850 milioni di euro |
| Sud Italia |
650 milioni di euro |
La Lombardia è
a secco: sempre più gravi i danni per l'agricoltura
La Cia Lombardia chiede che venga riconosciuto rapidamente lo stato
di calamità naturale. Pesanti perdite per mais, latte e barbabietole.
Stimato un danno di 800 milioni di euro
Sembra non avere fine l'emergenza nelle campagne lombarde. L'assenza
di precipitazioni e le temperature elevate stanno mettendo in crisi
l'agricoltura lombarda: il mais e le coltivazioni foraggiere -secondo
il monitoraggio della Confederazione italiana agricoltori della Lombardia-
avranno flessioni produttive di quasi il 30% con evidenti contraccolpi
nei prossimi mesi sulle attività zootecniche. La produzione
di latte, rispetto ai mesi primaverili, registra un calo generalizzato
del 15-20%, e difficoltà si evidenziano anche per gli ortaggi
a pieno campo. Anche per la vite, notoriamente resistente alla siccità,
si dovrà ricorrere in alcuni casi ad irrigazioni d'emergenza
per i nuovi impianti. Dati preoccupanti arrivano dal settore bieticolo
che stima perdite vicine al 20%, così come saranno molto ingenti
i danni per le risaie se non ci saranno piogge nelle prossime settimane.
"E' una situazione che desta grande preoccupazione -rileva Mario
Lanzi, presidente della Cia Lombardia- e che richiede un impegno straordinario
di tutti i soggetti istituzionali e del settore. Alla Regione Lombardia
e alle Amministrazioni provinciali chiediamo di accelerare al massimo
i tempi per il riconoscimento dello stato di calamità naturale
e di prevedere interventi straordinari per fronteggiare la riduzione
dei redditi agricoli, quasi 800 milioni di euro in Lombardia, causata
dalla mancata produzione e dall'aumento dei costi".
Tra le priorità d'azione la Cia Lombardia indica la necessità
di un coinvolgimento diretto delle rappresentanze agricole nel governo
dell'emergenza idrica, in particolar modo nella definizione delle
priorità d'uso. Vanno quindi previsti interventi di natura
finanziaria per garantire il capitale d'esercizio alle imprese agricole
alle prese con questa grave situazione.
"Al di là dell'emergenza di queste settimane -sottolinea
Lanzi- è sempre più evidente che l'attuale modello di
sviluppo rischia di compromettere seriamente gli equilibri naturali
e i mutamenti climatici ne sono la testimonianza più evidente.
Nell'acquosissima Lombardia, per usare l'espressione di Carlo Cattaneo,
che si confronta in questi giorni con la mancanza di un elemento -l'acqua
appunto- che è stato il cardine del suo sviluppo economico,
e non solo agricolo, siamo di fonte alla necessità di una profonda
riflessione sui rischi di mutamenti irreversibili all'ecosistema causati
da un modello di sviluppo sempre più insostenibile".
Siccità: stato
di emergenza e monitoraggio dei danni alle colture e della disponibilità
idrica
La Cia dell'Emilia-Romagna: avviare
immediatamente un piano per le infrastrutture
La situazione di crisi
provocata dalle elevate temperature e dallassenza prolungata
di pioggia si sta facendo sempre più drammatica per le imprese
agricole dellEmilia- Romagna: la mancanza d'acqua riduce le
produzioni e aumenta i costi per irrigare.
La Cia dellEmilia-Romagna, allarmata per tutto ciò, ha
avviato unaccurata indagine sulla situazione idrica esistente
sul territorio, sullo stato delle colture e sollecita le autorità
a monitorare i prezzi dei prodotti ortofrutticoli immessi sul mercato.
Gravi preoccupazioni emergono dalla situazione del comparto frutticolo,
colto da questa crisi nella fase delicata di accrescimento del frutto
e nella formazione dellapparato gemmario per il prossimo anno.
Sono inoltre in atto fisiopatie da squilibrio idrico e termico con
recrudescenze di attacchi di acari e maculatura bruna. I frutti si
presentano di una calibratura mediamente inferiore e si delineano
preoccupazioni sulla loro conservablità.
Nel comparto viticolo si è ad un punto critico e se non vi
sarà un sufficiente apporto idrico nei prossimi giorni la situazione
potrà degenerare con la impallinatura dei grappoli
e la conseguente caduta quantitativa della produzione. Sufficientemente
tranquilla e sotto controllo invece la situazione fitosanitaria.
Per le colture in pieno campo orticole mais sorgo
soia bietola e per le colture foraggere, già
gravate dallandamento negativo nella fase di semina, sono in
atto fenomeni di forte stress idrico, al limite del non ritorno se
non vi sarà una consistente inversione meteo o tramite interventi
di irrigazione di soccorso.
Anche i comparti zootecnico e lattiero-caseario risentono negativamente
dellandamento climatico e registrano un calo della produzione.
Vista la situazione, la Cia chiede alla Regione Emilia-Romagna
lattivazione immediata delle procedure di monitoraggio dei danni
provocati alle colture e della disponibilità idrica in tutto
il territorio regionale per una eventuale dichiarazione di stato di
calamità naturale in tutte le Province, oltre che la predisposizione
di piani di emergenza per garantire interventi di approvvigionamento
e irrigazione di soccorso.
La Cia ribadisce che lagricoltura utilizza la risorsa idrica
per la produzione di derrate alimentari ed è impegnata ad adottare
tutte le misure per il risparmio e luso razionale della risorsa
idrica per fronteggiare lemergenza e per la formulazione di
un equo Bilancio idrico in ambito regionale.
La Cia dellEmilia-Romagna condivide la richiesta dello stato
di emergenza avanzata dal presidente della Regione Vasco Errani al
Governo e chiede inoltre il rispetto delle priorità previste
dalla Legge Galli, che prevedono la precedenza dellutilizzo
agricolo delle fonti idriche, successivamente ai fabbisogni idrici
della popolazione.
L'acqua è un bene prezioso per l'ambiente, la salute dei cittadini,
gli animali e le imprese e va per questo conservata. Bisogna uscire
dal contingente e dire basta alle reti idriche colabrodo che perdono
il 30-40 per cento dell'acqua lungo il percorso, e avviare immediatamente
un serio piano per le infrastrutture: i problemi della disponibilità,
della tutela, del risparmio e luso razionale dellacqua
sono endemici e vanno affrontati con un ventaglio di interventi teso
a preservare questa risorsa indispensabile alla sopravvivenza del
pianeta.
Siccità. Cia Lazio: stato di calamità
e tavolo di crisi
la Cia del Lazio ha espresso grande preoccupazione
per lo stato del clima della regione che sta pregiudicando il reddito
di tanti agricoltori. Oltre ai danni, ingentissimi, si stima che anche
le produzioni per le quali i raccolti sono ancora da fare siano fortemente
compromesse. in particolare Le piante di olivo e le viti stanno già
subendo gli attacchi di insetti e agenti patogeni che sono favoriti
dalla mancanza di acqua e dall'alto tasso di umidità. La Cia
Lazio si sta attivando perché i comuni avviino l'iter per le
richieste dello stato di calamità e perché la Regione
promuova al più presto un tavolo di crisi che veda la partecipazione
di quanti gestiscono le acque nella regione al fine di monitorare
la situazione e trovare soluzioni idonee a scongiurare nei prossimi
anni tali eventi.
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DAL
TERRITORIO
Sottoscritto il nuovo
prezzo del latte alla stalla per la campagna 2003 in Puglia
E stata molto sofferta ed ha avuto un percorso difficile la
firma del nuovo accordo interprofessionale del prezzo del latte alla
stalla, per la campagna 2003 per la Regione Puglia.
Dopo linterruzione della trattativa, più di un mese fa,
quando gli allevatori pugliesi chiedevano soltanto la conferma del
vecchio prezzo pari ad euro 387 al litro + Iva (compresa la refrigerazione),
la situazione era degenerata: solo pochi acquirenti avevano mantenuto
il vecchio prezzo, la maggior parte di essi aveva ribassato unilateralmente
e in maniera consistente il prezzo del latte, mentre si assisteva
paradossalmente ad un ingiustificato aumento del prezzo del latte
fresco e dei suoi derivati al consumo.
La Cia Puglia ha così promosso la mobilitazione degli allevatori,
che ha visto limpegno della Cia provinciale di Bari, unitamente
a Coldiretti e Confagricoltura e deciso di intraprendere lazione
sindacale bloccando loperatività di alcuni caseifici,
mobilitando centinaia di allevatori.
Importante e decisiva, scaturita dallazione sindacale è
stata la convocazione dell 11 luglio scorso, da parte dellAssessore
regionale allAgricoltura Nino Marmo, dei rappresentanti della
filiera lattiero-casearia pugliese i quali dopo una lunga discussione
in tarda serata sono pervenuti al seguente accordo:
- Costituzione dellassociazione per la valorizzazione della
produzione lattiero casearia pugliese entro la fine di luglio 2003;
- Successiva promozione di un Consorzio per la valorizzazione e tutela
della produzione lattiero-casearia pugliese;
- Realizzazione di un piano di promozione a sostegno della produzione
tipica pugliese di qualità;
- Impegno delle organizzazioni a provvedere entro il mese di settembre
p.v. ad un impegno di spesa degli enti camerali a favore della promozione,
valorizzazione e certificazione dei prodotti caseari ottenuti da materie
prime di origine totalmente pugliese;
- Priorità nella concessione di sostegni per la partecipazione
alle attività promozionali, agli aderenti allAssociazione.
Le parti hanno quindi concordato di confermare il prezzo del latte
fresco alla stalla pagato nella scorsa campagna lattiera, cioè
pari ad euro 0,387 più IVA (compresa la refrigerazione), valido
dal 1° aprile 2003 al 29 febbraio 2004.
"Questo è il risultato ha dichiarato il presidente
regionale della Cia Antonio Barile anche della politica non
ribassista portata avanti dalla Cia Puglia che ha sempre sostenuto
che ottenere lo stesso prezzo dellanno scorso era il minimo
risultato utile che si potesse raggiungere e che si dovesse ancora
operare per un aumento del prezzo: vi erano infatti tutte le condizioni
sia a causa dellaumento dei costi di produzione per gli allevatori,
sia perché è in gioco lo stesso futuro del settore caseario
pugliese".
Caldo e stress idrico:
ulteriori danni alle produzioni in provincia di Taranto
La Cia di Taranto segnala che nella zona occidentale della provincia
vi sono stati ulteriori danni alla produzione di agrumi, uva da tavola,
olivo, fruttiferi, cereali e foraggere.
Infatti, a seguito delle alte temperature e dello stress idrico delle
scorse settimane, la produzione agricola ha registrato un ulteriore
perdita che varia dal 40% al 60% di prodotto.
Tutto questo va ad aggiungersi alle perdite già subite con
le gelate e le grandinate accompagnate da vento forte.
In particolare il caldo eccessivo e lo stress dovuto alla mancanza
di acqua hanno infatti provocato:
- la cascola (caduta) degli agrumi oltre quella fisiologica del periodo;
- eccesso di acini piccoli sui grappoli di uva;
- la cascola delle olive in tutte le varietà da olio e da mensa;
- la pezzatura poco sviluppata dei fruttiferi;
- i cereali e le foraggere hanno avuto una produzione notevolmente
ridotta.
La Cia, rendendosi interprete del grave stato di disagio dei produttori
agricoli già fortemente penalizzati dalle precedenti e continue
calamità, chiede agli organi preposti di effettuare urgenti
sopralluoghi per delimitare i danni e dare ai produttori, così
duramente colpiti, concrete ed immediate risposte.
Olio extra vergine di oliva, evidenze
di unazione protettiva per luomo: un convegno della
Cia Umbria
Il 13 luglio a Spoleto si è tenuto un convegno dal titolo:
Olio extra vergine di oliva, evidenze di unazione protettiva
per luomo organizzato dallAssociazione Umbra Produttori
Olio ed Olive in collaborazione con lIstituto Nutrizionale Carapelli
di Firenze.
Lincontro, moderato dalla Dr.ssa Alissa Mattei, presidente Istituto
nutrizionale Carapelli, ha visto la presentazione degli innovativi
risultati emersi dagli studi effettuati dalléquipe del
professor Galli della Facoltà di Farmacia dellUniversità
di Milano e promossi dallIstituto Nutrizionale Carapelli, i
quali hanno dimostrato unimportante funzione protettiva e antiossidante
dei fenoli, componenti minori contenuti nellolio di oliva, tassello
fondamentale della dieta mediterranea.
E proprio lolio extravergine umbro, che deriva per la gran parte
dalla cultivar Moraiolo, è fra quelli maggiormente ricco di
fenoli.
Lolio extravergine di oliva umbro spiega Giuseppe
Natale, Direttore dellAssociazione Umbra Produttori Olio ed
Olive (A.U.P.O.O.) sta facendo registrare un trend di crescita
molto importante, con le oltre 6200 tonnellate di olio certificato
D.O.P. nel corso di questanno, superando i dati degli anni passati.
Per rilanciare il settore olivicolo ha dichiarato il
dott. Paolo de Carolis, Presidente del Consorzio Nazionale Olivicoltori
- occorrono tre fattori: una politica produttiva adeguata; maggiore
ricerca, sperimentazione e introduzione di nuove tecnologie; maggiori
investimenti per la promozione e linformazione dei consumatori.
Nel corso del suo intervento Walter Trivellizzi, Presidente regionale
Cia ha sottolineato limportanza di unappropriata conoscenza
scientifica che sta alla base di una seria politica della qualità,
anche per non basare lattività agricola su scelte episodiche
ed emotive come sta avvenendo, purtroppo, per gli Ogm. Le ricerche
presentate qui dallIstituto Nazionale Carapelli ha concluso
Trivellizzi vanno decisamente in questo senso e sono perciò
fondamentali per il progresso dellolivicoltura di grande qualità,
per la quale la Cia sta lavorando da tanto tempo.
Puntiamo sulla qualità della produzione, sulla qualificazione
forte del settore olivicolo per difendere la produzione italiana e
tutto il comparto agroalimentare che si rifà al miglior sistema
di qualità. Queste le parole di Massimo Pacetti, Presidente
Nazionale Cia, sul tema del convegno. Pacetti è intervenuto
anche sul problema del granoturco geneticamente modificato e sui danni
prodotti dalla siccità allintero comparto agricolo.
Hanno, inoltre, portato il loro contributo allincontro il sindaco
di Spoleto Massimo Brunini, Enzo Fedeli Presidente del Comitato Scientifico
dellIstituto Carapelli, Stefano Leonangeli Direttore Generale
della Carapelli, Roberto Fiammenghi Direttore Acquisti Coop Italia,
Emanuele Plata Consigliere Delegato Crai.
Incontro sullo Statuto della Regione Lazio
La giunta della Cia del Lazio ha incontrato
ieri il Presidente della Commissione statuto on. Francesco De Angelis.
l'incontro era stato richiesto per avere dei primi chiarimenti sullo
Statuto della Regione Lazio che si sta discutendo proprio in questi
giorni in Commissione. Il confronto ha evidenziato come sia delicata
questa materia e quanto dibattimento ci sia ancora da fare. L'on.
De Angelis ha come obiettivo la discussione di tutti gli articoli
entro la fine di luglio così da poter sottoporre all'attenzione
delle parti sociali lo statuto a settembre.
Sarà uno strumento indispensabile - ha detto il presidente
della Cia del Lazio Alessandro Salvadori - per la corretta gestione
Istituzionale e per la codifica delle regole.
Marche: presentata
"La strada della Fattorie" la guida dei sapori di una volta
E' stata presentata a Senigallia il 10 luglio
La strada delle Fattorie una guida realizzata dalla Cia
Marche per riscoprire i sapori di una volta.
"Questa pubblicazione nasce da unidea della Confederazione
Italiana Agricoltori ed è stata pubblicata nella sua prima
edizione nel 2000, anno in cui abbiamo costituito l 'Associazione
Prodotti di Fattoria Tipici Marchigiani', spiega Marco Giardini, presidente
dellAssociazione.
La guida comprende la presentazione di un elenco di aziende
selezionate che producono, trasformano e commercializzano il proprio
prodotto, che fanno quindi filiera e che devono rispettare alcune
regole disciplinari o relative allautocertificazione. La novità
del 2003 è lintroduzione della guida di alcuni ristoranti
tipici, alberghi, bed & breakfast che fanno uso di prodotti provenienti
da aziende e produzioni tipiche locali.
Oltre a questo presenta degli interessanti itinerari che comprendono
città, aziende e ristoranti da visitare, raccogliendo così
linvito degli operatori del turismo e del commercio.
In quattro anni di realizzazione di questa guida, decine di piccole
e medie aziende, in particolare del territorio della provincia di
Ancona, si sono distinte e si sono fatte conoscere non solo a livello
locale, ma anche nazionale ed internazionale. Nelle fattorie segnalate
dalla guida, oltre ai prodotti rari e recuperati si potranno degustare
ed acquistare anche lolio extravergine di oliva, tutti i vini
Doc delle Marche, il miele, il pecorino, i prodotti biologici, gli
ortaggi e la frutta di stagione.
Tra gli altri hanno partecipato alla conferenza stampa giornalisti
del Corriere Adriatico, Il Resto del Carlino e del Messaggero, lAssessore
al turismo della Regione Marche Lidio Rocchi, i rappresentanti della
Confcommercio, della Confesercenti, della CNA, dellAssociazione
degli Albergatori e dei Bagnini.
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