Agenzia di informazione
della Confederazione italiana agricoltor
i

15 luglio 2003

Anno 45 - n. 129

 

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini
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Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail ufficiostampa@cia.it

 

ATTUALITA'

   "Prezzi. Produzione, mercato, consumo": domani il convegno nazionale Cia

   Siccità: in agricoltura un raccolto su tre è andato distrutto. Non solo al Nord, è emergenza in tutta Italia

   La Lombardia è a secco: sempre più gravi i danni per l'agricoltura

   Emilia Romagna. Siccità: stato di emergenza e monitoraggio dei danni alle colture e della disponibilità idrica

   Siccità. Cia Lazio: stato di calamità e tavolo di crisi

DAL TERRITORIO


•   
Sottoscritto il nuovo prezzo del latte alla stalla per la campagna 2003 in Puglia

•    Caldo e stress idrico: ulteriori danni alle produzioni in provincia di Taranto

•    “Olio extra vergine di oliva, evidenze di un’azione protettiva per l’uomo”: un convegno della Cia Umbria

•   Incontro sullo Statuto della Regione Lazio

•    Marche: presentata "La strada della Fattorie" la guida dei sapori di una volta

 

 

ATTUALITA'

 

"Prezzi. Produzione, mercato, consumo": domani il convegno nazionale Cia

Stabilità dei prezzi, più trasparenza e informazione per i consumatori, rapporti più stretti e maggiore collaborazione nell’intera filiera. Sono queste le linee guida che la Confederazione italiana agricoltori intende sviluppare, anche alla luce delle cronache di questi giorni, per cercare di riportare tranquillità su un fronte, appunto quello dei prezzi, che ultimamente ha visto susseguirsi tensioni, contrasti, polemiche e speculazioni.
La Cia ha per questo organizzato un convegno dal titolo: "Prezzi. Produzione, mercato, consumo", che si terrà domani mercoledì 16 luglio a partire dalle ore 10.00 presso l’Hotel Quirinale in Via Nazionale 7 a Roma. Infatti, è attraverso il contributo di tutti i rappresentanti della filiera, dalla produzione alla trasformazione, dal mercato al consumo che si intende costruire un rapporto nuovo che permetta di avviare una moderna fase economica. Il tutto con la massima chiarezza, evitando ingiustificati rincari e tutelando gli interessi degli agricoltori, degli industriali, dei commercianti e soprattutto dei consumatori.
Introdurrà i lavori del convegno, Mino Rizzioli, Vicepresidente nazionale Cia e svolgerà una comunicazione Paolo Surace Responsabile Osservatorio economico Cia. Interverranno: Marco Venturi Presidente nazionale Confesercenti, Roberto Fiammenghi Direttore acquisti alimentari Coop Italia, Paolo Landi Presidente Adiconsum, Arturo Semerari Presidente Ismea, Roberto Pasca di Magliano Direttore generale del Ministero delle Attività produttive, Demetrio Corno Consigliere delegato per il mercato della Federalimentare e Gianni Alemanno ministro delle Politiche agricole. Concluderà i lavori Massimo Pacetti, presidente nazionale Cia.

 

Siccità: in agricoltura un raccolto su tre è andato distrutto. Non solo al Nord, è emergenza in tutta Italia


Nelle regioni settentrionali i danni alle colture superano ormai i 3,5 miliardi di euro. Nel Centro e nel Sud si arriva a 1,5 miliardi di euro. Si preannuncia un calo del valore aggiunto in agricoltura del 2 per cento. Per le produzioni è una vera falcidia. Si registrano tagli produttivi che vanno dal 15 al 60 per cento. Manca il foraggio per gli animali. A forte rischio tutte le coltivazioni autunnali: si prevede poco vino e olio ai minimi storici degli ultimi 50 anni.


Non solo al Nord. La siccità è ormai emergenza in tutto il Paese. Secondo i dati della Cia, si cominciano a contare danni rilevanti anche nelle regioni del Centro e del Sud Italia. La situazione sta assumendo dimensioni sempre più catastrofiche. Per le produzioni agricole è ormai una vera falcidia. Cereali, ortofrutta, riso, mai, latte, uva, olive registrano flessioni che vanno dal 15 al 60 per cento. Insomma, un raccolto su tre è andato distrutto.
I danni più gravi si stanno comunque avendo nelle regioni settentrionali, soprattutto nelle zone a ridosso del Bacino del Po. Al momento l’agricoltura del Nord è costretta a fare i conti con una “ferita” che supera i 3,5 miliardi di euro. Non certo migliore è, tuttavia, il quadro del Centro-Sud. In queste regioni si hanno forti cali alle produzioni di barbabietole da zucchero (meno 20 per cento), di foraggio (meno 50 per cento), di ortofrutta (meno 25-30 per cento), di uva (meno 10-15 per cento), di olive (meno 30-35 per cento). Il tutto quantificabile in un danno complessivo che si avvicina a 1,5 miliardi di euro.
Secondo la Cia, sono così a forte rischio le colture autunnali, a cominciare dalla vendemmia che, pur registrando perdite che vanno dal 10 al 20 per cento, dovrebbe essere di qualità. Analogo discorso per l’olio d’oliva, la cui produzione dovrebbe registrare un taglio del 30-40 per cento attestandosi tra le annate meno produttive degli ultimi 50 anni. Il prodotto, comunque, sarà di alta qualità.
Nel Nord la situazione, vista l’impossibilità in moltissimi casi di irrigare i campi a causa del costante e preoccupante calo dei livelli di fiumi (in testa il Po), continua a peggiorare di giorno in giorno. Interi raccolti di mais e cerali sono andati persi. Piantagioni di pesche, di albicocche e di meloni sono state dimezzate dalla carenza idrica. Analogamente gli ortaggi hanno visto ridurre del 30-40 per cento le produzioni (in particolare, pomodoro, insalate, radicchio, melanzane, zucchine). E intanto comincia a scarseggiare il foraggio per gli animali. Sta di fatto che la produzione di latte, anche per il gran caldo e la forte umidità che stanno stressando le mucche, è scesa tra il 15 e il 20 per cento.
Davanti ad una situazione del genere, la Cia chiede l’immediato accertamento dei danni e pronti interventi a sostegno dei produttori agricoli che per il secondo anno consecutivo si trovano a fare i conti con un consistente calo del valore aggiunto in agricoltura. Flessione che nel 2002 è stata dell’1,5 per cento e che a fine 2003 potrebbe superare abbondantemente il 2 per cento. Valore aggiunto che rischia di andare non oltre i 25 miliardi di euro (nello scorso anno è stato pari a 28 miliardi di euro).

Danni alle colture

Nord Italia 3,5 miliardi di euro
Centro Italia 850 milioni di euro
Sud Italia 650 milioni di euro




 

La Lombardia è a secco: sempre più gravi i danni per l'agricoltura

La Cia Lombardia chiede che venga riconosciuto rapidamente lo stato di calamità naturale. Pesanti perdite per mais, latte e barbabietole. Stimato un danno di 800 milioni di euro

Sembra non avere fine l'emergenza nelle campagne lombarde. L'assenza di precipitazioni e le temperature elevate stanno mettendo in crisi l'agricoltura lombarda: il mais e le coltivazioni foraggiere -secondo il monitoraggio della Confederazione italiana agricoltori della Lombardia- avranno flessioni produttive di quasi il 30% con evidenti contraccolpi nei prossimi mesi sulle attività zootecniche. La produzione di latte, rispetto ai mesi primaverili, registra un calo generalizzato del 15-20%, e difficoltà si evidenziano anche per gli ortaggi a pieno campo. Anche per la vite, notoriamente resistente alla siccità, si dovrà ricorrere in alcuni casi ad irrigazioni d'emergenza per i nuovi impianti. Dati preoccupanti arrivano dal settore bieticolo che stima perdite vicine al 20%, così come saranno molto ingenti i danni per le risaie se non ci saranno piogge nelle prossime settimane.
"E' una situazione che desta grande preoccupazione -rileva Mario Lanzi, presidente della Cia Lombardia- e che richiede un impegno straordinario di tutti i soggetti istituzionali e del settore. Alla Regione Lombardia e alle Amministrazioni provinciali chiediamo di accelerare al massimo i tempi per il riconoscimento dello stato di calamità naturale e di prevedere interventi straordinari per fronteggiare la riduzione dei redditi agricoli, quasi 800 milioni di euro in Lombardia, causata dalla mancata produzione e dall'aumento dei costi".
Tra le priorità d'azione la Cia Lombardia indica la necessità di un coinvolgimento diretto delle rappresentanze agricole nel governo dell'emergenza idrica, in particolar modo nella definizione delle priorità d'uso. Vanno quindi previsti interventi di natura finanziaria per garantire il capitale d'esercizio alle imprese agricole alle prese con questa grave situazione.
"Al di là dell'emergenza di queste settimane -sottolinea Lanzi- è sempre più evidente che l'attuale modello di sviluppo rischia di compromettere seriamente gli equilibri naturali e i mutamenti climatici ne sono la testimonianza più evidente. Nell'acquosissima Lombardia, per usare l'espressione di Carlo Cattaneo, che si confronta in questi giorni con la mancanza di un elemento -l'acqua appunto- che è stato il cardine del suo sviluppo economico, e non solo agricolo, siamo di fonte alla necessità di una profonda riflessione sui rischi di mutamenti irreversibili all'ecosistema causati da un modello di sviluppo sempre più insostenibile".

 

Siccità: stato di emergenza e monitoraggio dei danni alle colture e della disponibilità idrica
La Cia dell'Emilia-Romagna: avviare immediatamente un piano per le infrastrutture

La situazione di crisi provocata dalle elevate temperature e dall’assenza prolungata di pioggia si sta facendo sempre più drammatica per le imprese agricole dell’Emilia- Romagna: la mancanza d'acqua riduce le produzioni e aumenta i costi per irrigare.
La Cia dell’Emilia-Romagna, allarmata per tutto ciò, ha avviato un’accurata indagine sulla situazione idrica esistente sul territorio, sullo stato delle colture e sollecita le autorità a monitorare i prezzi dei prodotti ortofrutticoli immessi sul mercato.
Gravi preoccupazioni emergono dalla situazione del comparto frutticolo, colto da questa crisi nella fase delicata di accrescimento del frutto e nella formazione dell’apparato gemmario per il prossimo anno. Sono inoltre in atto fisiopatie da squilibrio idrico e termico con recrudescenze di attacchi di acari e maculatura bruna. I frutti si presentano di una calibratura mediamente inferiore e si delineano preoccupazioni sulla loro conservablità.
Nel comparto viticolo si è ad un punto critico e se non vi sarà un sufficiente apporto idrico nei prossimi giorni la situazione potrà degenerare con la “impallinatura” dei grappoli e la conseguente caduta quantitativa della produzione. Sufficientemente tranquilla e sotto controllo invece la situazione fitosanitaria.
Per le colture in pieno campo – orticole – mais – sorgo – soia – bietola e per le colture foraggere, già gravate dall’andamento negativo nella fase di semina, sono in atto fenomeni di forte stress idrico, al limite del non ritorno se non vi sarà una consistente inversione meteo o tramite interventi di irrigazione di soccorso.
Anche i comparti zootecnico e lattiero-caseario risentono negativamente dell’andamento climatico e registrano un calo della produzione.
Vista la situazione, la Cia chiede alla Regione Emilia-Romagna l’attivazione immediata delle procedure di monitoraggio dei danni provocati alle colture e della disponibilità idrica in tutto il territorio regionale per una eventuale dichiarazione di stato di calamità naturale in tutte le Province, oltre che la predisposizione di piani di emergenza per garantire interventi di approvvigionamento e irrigazione di soccorso.
La Cia ribadisce che l’agricoltura utilizza la risorsa idrica per la produzione di derrate alimentari ed è impegnata ad adottare tutte le misure per il risparmio e l’uso razionale della risorsa idrica per fronteggiare l’emergenza e per la formulazione di un equo Bilancio idrico in ambito regionale.
La Cia dell’Emilia-Romagna condivide la richiesta dello stato di emergenza avanzata dal presidente della Regione Vasco Errani al Governo e chiede inoltre il rispetto delle priorità previste dalla Legge Galli, che prevedono la precedenza dell’utilizzo agricolo delle fonti idriche, successivamente ai fabbisogni idrici della popolazione.
L'acqua è un bene prezioso per l'ambiente, la salute dei cittadini, gli animali e le imprese e va per questo conservata. Bisogna uscire dal contingente e dire basta alle reti idriche colabrodo che perdono il 30-40 per cento dell'acqua lungo il percorso, e avviare immediatamente un serio piano per le infrastrutture: i problemi della disponibilità, della tutela, del risparmio e l’uso razionale dell’acqua sono endemici e vanno affrontati con un ventaglio di interventi teso a preservare questa risorsa indispensabile alla sopravvivenza del pianeta.

 

Siccità. Cia Lazio: stato di calamità e tavolo di crisi

la Cia del Lazio ha espresso grande preoccupazione per lo stato del clima della regione che sta pregiudicando il reddito di tanti agricoltori. Oltre ai danni, ingentissimi, si stima che anche le produzioni per le quali i raccolti sono ancora da fare siano fortemente compromesse. in particolare Le piante di olivo e le viti stanno già subendo gli attacchi di insetti e agenti patogeni che sono favoriti dalla mancanza di acqua e dall'alto tasso di umidità. La Cia Lazio si sta attivando perché i comuni avviino l'iter per le richieste dello stato di calamità e perché la Regione promuova al più presto un tavolo di crisi che veda la partecipazione di quanti gestiscono le acque nella regione al fine di monitorare la situazione e trovare soluzioni idonee a scongiurare nei prossimi anni tali eventi.


 

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DAL TERRITORIO

 

Sottoscritto il nuovo prezzo del latte alla stalla per la campagna 2003 in Puglia


E’ stata molto sofferta ed ha avuto un percorso difficile la firma del nuovo accordo interprofessionale del prezzo del latte alla stalla, per la campagna 2003 per la Regione Puglia.
Dopo l’interruzione della trattativa, più di un mese fa, quando gli allevatori pugliesi chiedevano soltanto la conferma del vecchio prezzo pari ad euro 387 al litro + Iva (compresa la refrigerazione), la situazione era degenerata: solo pochi acquirenti avevano mantenuto il vecchio prezzo, la maggior parte di essi aveva ribassato unilateralmente e in maniera consistente il prezzo del latte, mentre si assisteva paradossalmente ad un ingiustificato aumento del prezzo del latte fresco e dei suoi derivati al consumo.
La Cia Puglia ha così promosso la mobilitazione degli allevatori, che ha visto l’impegno della Cia provinciale di Bari, unitamente a Coldiretti e Confagricoltura e deciso di intraprendere l’azione sindacale bloccando l’operatività di alcuni caseifici, mobilitando centinaia di allevatori.
Importante e decisiva, scaturita dall’azione sindacale è stata la convocazione dell’ 11 luglio scorso, da parte dell’Assessore regionale all’Agricoltura Nino Marmo, dei rappresentanti della filiera lattiero-casearia pugliese i quali dopo una lunga discussione in tarda serata sono pervenuti al seguente accordo:
- Costituzione dell’associazione per la valorizzazione della produzione lattiero casearia pugliese entro la fine di luglio 2003;
- Successiva promozione di un Consorzio per la valorizzazione e tutela della produzione lattiero-casearia pugliese;
- Realizzazione di un piano di promozione a sostegno della produzione tipica pugliese di qualità;
- Impegno delle organizzazioni a provvedere entro il mese di settembre p.v. ad un impegno di spesa degli enti camerali a favore della promozione, valorizzazione e certificazione dei prodotti caseari ottenuti da materie prime di origine totalmente pugliese;
- Priorità nella concessione di sostegni per la partecipazione alle attività promozionali, agli aderenti all’Associazione.
Le parti hanno quindi concordato di confermare il prezzo del latte fresco alla stalla pagato nella scorsa campagna lattiera, cioè pari ad euro 0,387 più IVA (compresa la refrigerazione), valido dal 1° aprile 2003 al 29 febbraio 2004.
"Questo è il risultato – ha dichiarato il presidente regionale della Cia Antonio Barile – anche della politica non ribassista portata avanti dalla Cia Puglia che ha sempre sostenuto che ottenere lo stesso prezzo dell’anno scorso era il minimo risultato utile che si potesse raggiungere e che si dovesse ancora operare per un aumento del prezzo: vi erano infatti tutte le condizioni sia a causa dell’aumento dei costi di produzione per gli allevatori, sia perché è in gioco lo stesso futuro del settore caseario pugliese".

 

Caldo e stress idrico: ulteriori danni alle produzioni in provincia di Taranto

La Cia di Taranto segnala che nella zona occidentale della provincia vi sono stati ulteriori danni alla produzione di agrumi, uva da tavola, olivo, fruttiferi, cereali e foraggere.
Infatti, a seguito delle alte temperature e dello stress idrico delle scorse settimane, la produzione agricola ha registrato un ulteriore perdita che varia dal 40% al 60% di prodotto.
Tutto questo va ad aggiungersi alle perdite già subite con le gelate e le grandinate accompagnate da vento forte.
In particolare il caldo eccessivo e lo stress dovuto alla mancanza di acqua hanno infatti provocato:
- la cascola (caduta) degli agrumi oltre quella fisiologica del periodo;
- eccesso di acini piccoli sui grappoli di uva;
- la cascola delle olive in tutte le varietà da olio e da mensa;
- la pezzatura poco sviluppata dei fruttiferi;
- i cereali e le foraggere hanno avuto una produzione notevolmente ridotta.
La Cia, rendendosi interprete del grave stato di disagio dei produttori agricoli già fortemente penalizzati dalle precedenti e continue calamità, chiede agli organi preposti di effettuare urgenti sopralluoghi per delimitare i danni e dare ai produttori, così duramente colpiti, concrete ed immediate risposte.

 

“Olio extra vergine di oliva, evidenze di un’azione protettiva per l’uomo”: un convegno della Cia Umbria


Il 13 luglio a Spoleto si è tenuto un convegno dal titolo: “Olio extra vergine di oliva, evidenze di un’azione protettiva per l’uomo” organizzato dall’Associazione Umbra Produttori Olio ed Olive in collaborazione con l’Istituto Nutrizionale Carapelli di Firenze.
L’incontro, moderato dalla Dr.ssa Alissa Mattei, presidente Istituto nutrizionale Carapelli, ha visto la presentazione degli innovativi risultati emersi dagli studi effettuati dall’équipe del professor Galli della Facoltà di Farmacia dell’Università di Milano e promossi dall’Istituto Nutrizionale Carapelli, i quali hanno dimostrato un’importante funzione protettiva e antiossidante dei fenoli, componenti minori contenuti nell’olio di oliva, tassello fondamentale della dieta mediterranea.
E proprio l’olio extravergine umbro, che deriva per la gran parte dalla cultivar Moraiolo, è fra quelli maggiormente ricco di fenoli.
“L’olio extravergine di oliva umbro – spiega Giuseppe Natale, Direttore dell’Associazione Umbra Produttori Olio ed Olive (A.U.P.O.O.) – sta facendo registrare un trend di crescita molto importante, con le oltre 6200 tonnellate di olio certificato D.O.P. nel corso di quest’anno, superando i dati degli anni passati.
“Per rilanciare il settore olivicolo – ha dichiarato il dott. Paolo de Carolis, Presidente del Consorzio Nazionale Olivicoltori - occorrono tre fattori: una politica produttiva adeguata; maggiore ricerca, sperimentazione e introduzione di nuove tecnologie; maggiori investimenti per la promozione e l’informazione dei consumatori”.
Nel corso del suo intervento Walter Trivellizzi, Presidente regionale Cia ha sottolineato l’importanza di un’appropriata conoscenza scientifica che sta alla base di una seria politica della qualità, anche per non basare l’attività agricola su scelte episodiche ed emotive come sta avvenendo, purtroppo, per gli Ogm. “Le ricerche presentate qui dall’Istituto Nazionale Carapelli – ha concluso Trivellizzi – vanno decisamente in questo senso e sono perciò fondamentali per il progresso dell’olivicoltura di grande qualità, per la quale la Cia sta lavorando da tanto tempo”.
“Puntiamo sulla qualità della produzione, sulla qualificazione forte del settore olivicolo per difendere la produzione italiana e tutto il comparto agroalimentare che si rifà al miglior sistema di qualità”. Queste le parole di Massimo Pacetti, Presidente Nazionale Cia, sul tema del convegno. Pacetti è intervenuto anche sul problema del granoturco geneticamente modificato e sui danni prodotti dalla siccità all’intero comparto agricolo.
Hanno, inoltre, portato il loro contributo all’incontro il sindaco di Spoleto Massimo Brunini, Enzo Fedeli Presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto Carapelli, Stefano Leonangeli Direttore Generale della Carapelli, Roberto Fiammenghi Direttore Acquisti Coop Italia, Emanuele Plata Consigliere Delegato Crai.

Incontro sullo Statuto della Regione Lazio

La giunta della Cia del Lazio ha incontrato ieri il Presidente della Commissione statuto on. Francesco De Angelis. l'incontro era stato richiesto per avere dei primi chiarimenti sullo Statuto della Regione Lazio che si sta discutendo proprio in questi giorni in Commissione. Il confronto ha evidenziato come sia delicata questa materia e quanto dibattimento ci sia ancora da fare. L'on. De Angelis ha come obiettivo la discussione di tutti gli articoli entro la fine di luglio così da poter sottoporre all'attenzione delle parti sociali lo statuto a settembre.
Sarà uno strumento indispensabile - ha detto il presidente della Cia del Lazio Alessandro Salvadori - per la corretta gestione Istituzionale e per la codifica delle regole.

 

Marche: presentata "La strada della Fattorie" la guida dei sapori di una volta

E' stata presentata a Senigallia il 10 luglio “La strada delle Fattorie” una guida realizzata dalla Cia Marche per riscoprire i sapori di una volta.
"Questa pubblicazione nasce da un’idea della Confederazione Italiana Agricoltori ed è stata pubblicata nella sua prima edizione nel 2000, anno in cui abbiamo costituito l’ 'Associazione Prodotti di Fattoria Tipici Marchigiani', spiega Marco Giardini, presidente dell’Associazione.
“La guida comprende la presentazione di un elenco di aziende selezionate che producono, trasformano e commercializzano il proprio prodotto, che fanno quindi filiera e che devono rispettare alcune regole disciplinari o relative all’autocertificazione. La novità del 2003 è l’introduzione della guida di alcuni ristoranti tipici, alberghi, bed & breakfast che fanno uso di prodotti provenienti da aziende e produzioni tipiche locali”.
Oltre a questo presenta degli interessanti itinerari che comprendono città, aziende e ristoranti da visitare, raccogliendo così l’invito degli operatori del turismo e del commercio.
In quattro anni di realizzazione di questa guida, decine di piccole e medie aziende, in particolare del territorio della provincia di Ancona, si sono distinte e si sono fatte conoscere non solo a livello locale, ma anche nazionale ed internazionale. Nelle fattorie segnalate dalla guida, oltre ai prodotti rari e recuperati si potranno degustare ed acquistare anche l’olio extravergine di oliva, tutti i vini Doc delle Marche, il miele, il pecorino, i prodotti biologici, gli ortaggi e la frutta di stagione.
Tra gli altri hanno partecipato alla conferenza stampa giornalisti del Corriere Adriatico, Il Resto del Carlino e del Messaggero, l’Assessore al turismo della Regione Marche Lidio Rocchi, i rappresentanti della Confcommercio, della Confesercenti, della CNA, dell’Associazione degli Albergatori e dei Bagnini.

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