|
ATTUALITA'
Siccità: simpennano
i prezzi di frutta e verdure
Mercati sempre più invasi da prodotti
stranieri La Cia segnala: la grave emergenza alimenta rincari e speculazioni.
La mancata produzione nazionale, a causa della carenza idrica, accentua
le importazioni: attualmente oltre il 40 per cento di prodotti ortofrutticoli
in vendita è di provenienza estera. I danni per lagricoltura
superano abbondantemente i 5 miliardi di euro.
Siccità: non
solo danni alle produzioni agricole (quantificabili, al momento, in
5 miliardi di euro, una cifra destinata inevitabilmente a crescere),
ora cè solo lo spettro concreto dei rincari. Secondo
la Cia-Confederazione italiana agricoltori, si stanno registrando
aumenti su tutti i prodotti ortofrutticoli. Aumenti che si verificano
soprattutto per la frutta estiva (pesche, albicocche, susine, meloni),
ma tensioni evidenti si hanno anche per alcuni orticoli, come il radicchio,
le insalate, le melanzane, i pomodori, le zucchine, i peperoni.
Sono rincari che al consumo vanno dal 10-15 per cento per le albicocche,
dal 20-30 per cento per le pesche e le susine. Analoghi incrementi
si hanno in particolare, per le lattughe, salite del 20-30 per cento,
per il radicchio (10-15 per cento), per i pomodori (5-10 per cento),
per i peperoni e le zucchine (5-7 per cento). Aumenti, rileva la Cia,
sono da registrare anche per le prime mele e pere che stanno arrivando
sui mercati i cui prezzi, rispetto allo sorso anno, sono cresciuti
di oltre il 25 per cento.
Stesso discorso per luva che ha subito finora rincari del 10-15
per cento.
Unica eccezione sono i prodotti zootecnici che stanno avendo una costante
flessione: carni bovine (-5 per cento), carni suine (- 4 per cento),
carni ovine (-2 /-3 per cento).
La Cia sottolinea, comunque, che molti prodotti ortofrutticoli (oltre
il 40 per cento) che oggi i consumatori trovano nei mercati provengono
dallestero: Spagna, Marocco, Tunisia, Francia, Grecia, Turchia.
Questo è dovuto alla carenza idrica che praticamente ha dimezzato
la produzione nazionale di alcune coltivazioni (è il caso di
pesche, albicocche, susine, ma anche di orticoli).
Altre produzioni estere (uva, mele, pere), visti i gravi danni provocati
dalla siccità, sono destinate ad invadere i nostri mercati
agro-alimentari. Molti centri commerciali sono stati, infatti, costretti
ad importare e questo sta determinando una lievitazione dei prezzi.
Sta di fatto però -denuncia la Cia- che alcuni aumenti sono
ingiustificati e alimentati soltanto da manovre speculative che si
vanno ad innescare quando vi è unemergenza in atto. Da
qui lesigenza di migliorare trasparenza e informazione del mercato
e la necessità di più puntuali controlli da parte degli
Osservatori preposti. Concetti sui quali ruoterà il convegno
sui prezzi promosso a Roma dalla Cia per mercoledì prossimo
16 luglio.
La Cia ricorda, inoltre, che anche per lolivo, seppur non sia
una coltura idroesigente, il protrarsi del fenomeno siccitoso così
esasperato potrebbe compromettere seriamente lannata di raccolta
2003-2004, con inevitabili ripercussioni sul prezzo del mercato degli
extravergini. Fatti salvi i prezzi per oli dimportazione (Spagna,
Grecia, Tunisia), sarà molto difficile acquistare, da novembre,
un litro di olio extravergine doliva italiano sotto 5,5 euro.
Pubblicità:
gli spot Fiorucci e Ferrero danneggiano l'agriturismo
Presentati da Turismo
Verde-Cia due ricorsi al Garante per pubblicità ingannevole
Gli spot di Fiorucci e Ferrero che promuovono
i loro prodotti legandoli all'agriturismo devono essere ritirati perchè
danneggiano l'immagine di questo settore e forniscono una pubblicità
ingannevole.
Questi i motivi che hanno spinto l'Associazione Turismo Verde della
Cia, insieme alla Cia di Pisa, a presentare ricorso contro i due spot
e a chiedere al Garante della concorrenza e del mercato di 'difendere
la produzione agricola e l'immagine delle imprese agrituristiche'.
Nello spot Fiorucci si mostra un gruppo di amici che arriva in una
casa di campagna che crede essere l'agriturismo da loro cercato: chiedono
di poter mangiare i prodotti dell'azienda e ricevono salumi dell'industria
laziale, che mangiano lodandone la bontà e genuinità.
In quello Ferrero, invece, una famiglia che soggiorna in una azienda
agrituristica, prima della colazione entra nel granaio, affonda le
mani nei cereali conservati in tini di legno e nella sequenza successiva
trova sulla tavola le merendine 'kinder colazione più', presentate
come tipiche della colazione in agriturismo.
I messaggi pubblicitari in questione -secondo Turismo Verde-Cia- sono
volti ad ingenerare nel consumatore l'errata assimilazione tra i prodotti
industriali e i prodotti artigianali e tipici offerti dalle aziende
agrituristiche e ad attribuirne i pregi. L'attività agrituristica
-ricorda infatti Turismo Verde- può essere esercitata unicamente
da un imprenditore agricolo e la somministrazione di cibi o bevande
deve utilizzare prodotti prevalentemente provenienti dall'azienda
agricola.
E' per questo che -secondo l'Associazione agrituristica della Cia-
gli spot devono essere bloccati: per tutelare una tradizione fortemente
radicata nelle nostre campagne, basata su saporti autentici e sul
frutto del sapere e della cultura tradizionale dei nostri agricoltori.
Ricondurre l'agritursmo ad un'alimentazione basata su produzioni alimentari
industriali, sgnifica danneggiare l'immagine e la credibilità
dell'agricoltura.
torna al sommario
DAL
TERRITORIO
I regionali Cia delle
Marche e dellUmbria affrontano congiuntamente le tematiche fiscali
Alla riunione ha partecipato il vicepresidente vicario nazionale,
Giuseppe Politi
Riunione congiunta della Cia delle Marche
e dellUmbria, il 10 luglio scorso a Marotta (Pesaro), per analizzare
i risultati della attività di raccolta e compilazione dei modelli
730 appena conclusa e per presentare un progetto di collaborazione
più ampio ed efficace tra le due Confederazioni regionali nellambito
dei servizi fiscali. Alla riunione era presente il vicepresidente
vicario nazionale, Giuseppe Politi, che ha concluso i lavori. Hanno
partecipato, inoltre, Walter Trivellizzi, presidente della Cia dellUmbria;
Franco Fiori, presidente della Cia delle Marche; Massimo Bagnoli,
responsabile nazionale dellufficio fiscale.
Politi ha giudicato positivo che due regioni realizzino una integrazione
dei servizi fiscali ed ha aggiunto che questo metodo può essere
attuato anche per i Patronati Inac.
Il vicepresidente vicario, ha inoltre anticipato che verrà
realizzato, nei prossimi mesi, un progetto informatico innovativo,
necessario e da supporto alla erogazione dei servizi e alla organizzazione
del lavoro.
Aprendo i lavori, Franco Fiori ha affermato che i dati relativi alla
campagna 730 sono positivi (oltre 1.000 dichiarazioni in più
nellambito del Ced) e che la riforma fiscale in atto, con la
delega al Governo per la riforma della fiscalità in agricoltura,
avrà effetti importanti sui nostri servizi, e quindi è
necessario adottare nuove strategie, al fine di evitare il rischio
di un consistente calo di attività per i prossimi anni. Di
qui il progetto di maggiore collaborazione tra le due regioni.
Walter Trivellizzi, ha aggiunto che la collaborazione si può
allargare a tutti i servizi che non sono disciplinati da normative
regionali che, ovviamente, impediscono, una uniformità di gestione.
I responsabili degli uffici fiscali della Cia delle Marche e dellUmbria
hanno illustrato il progetto, entrando nel merito degli obiettivi
che si intendono perseguire e delle azioni da mettere in atto, in
particolare una formazione continua e mirata degli operatori degli
uffici periferici delle due regioni, la informazione, interna e verso
le imprese, una più efficace assistenza agli uffici territoriali,
la dotazione di alcuni strumenti di documentazione, lutilizzo
delle nuove forme di comunicazione (internet, forum, ecc..).
Daniela Sarnari, della presidenza regionale dellUmbria, ha evidenziato,
fra laltro, lesigenza di una maggiore collaborazione anche
per i servizi riguardanti il credito.
Massimo Bagnoli, infine, ha messo in evidenza limportanza di
forme di collaborazione tra regioni limitrofe, sottolineando il ruolo
che il Caf e Cia-imprese Srl possono avere in un progetto di questo
tipo, in particolare per quanto riguarda la formazione degli operatori
e lutilizzo della banca dati nazionale.
La Cia Puglia partecipa a riunione con
il mondo imprenditoriale femminile
Si è svolto il 10 luglio scorso, presso la
sede della Regione Puglia, un incontro con il mondo imprenditoriale
femminile pugliese. Obiettivo dellincontro, focalizzare lattenzione
sulle migliori azioni da avviare, nellambito della ri-programmazione
del Programma Operativo Regionale Puglia, al fine di facilitare limprenditorialità
e loccupazione femminile locale.
Per la Cia Puglia è intervenuta Rosanna Devito del Direttivo
Regionale di Donne in Campo e il Vice Presidente Matteo Valentino.
Durante lincontroè stato presentato inoltre il Terzo
rapporto sullintegrazione del principio delle pari opportunità
Case study: le imprenditrici pugliesi, curato dalla società
Cles, valutatore indipendente del POR Puglia.
Il vicepresidente regionale, intervenendo ha espresso apprezzamento
per il lavoro svolto dal gruppo d'Animazione circa lanalisi
delle misure attivate nei Por e gli effetti positivi riscontrati da
parte dellimprenditorialità femminile locale, in particolare
nel settore agricolo.
torna al sommario
APPUNTAMENTI
"Il sistema lattiero caseario
tra nuove regole e mercato": Forum a Mantova
Si terrà a Mantova il 17 luglio, presso la sede Cciaa, un Forum
su: "il sistema lattiero caseario tra nuove regole e mercato".
Dopo l'apertura dei lavori svolta dal presidente della Cia Lombardia
Mario Lanzi, interverranno Fabio Del Bravo dell'Ismea, Massimo Mangiavacchi
dell'Unalat, Fausto Marri di Assolatte, Valerio Orlandini di Granlatte
Vito Orsatti del Consorzio latterie sociali mantovane "Virgilio"
ed Enzo Mastrobuoni della Cia nazionale. Dopo il dibattito concluderà
i lavori, Mino Rizzioli vicepresidente nazionale della Cia.
torna al sommario
|