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della Confederazione italiana agricoltor
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10 luglio 2003

Anno 45 - n. 126

 

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini
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ATTUALITA'

   Siccità: dimezzate le produzioni di frutta e ortaggi. Grano, riso e mais ai minimi storici. Olivicoltura falcidiata. E le mucche producono sempre meno latte

   Ogm: prima di distruggere i campi completare gli accertamenti. Gli agricoltori vanno totalmente risarciti dei danni subiti

DAL TERRITORIO
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All'ippodromo di Treviso trionfano i sapori della Marca

•   L’acqua per l'irrigazione negata in Sila, agricoltori in piazza

 

 

ATTUALITA'

Siccità: dimezzate le produzioni di frutta e ortaggi. Grano, riso e mais ai minimi storici. Olivicoltura falcidiata. E le mucche producono sempre meno latte


Produzioni di frutta e ortaggi praticamente dimezzate, quelle di grano, mais, riso e barbabietola da zucchero ai minimi storici, vendemmia ai livelli più bassi dal dopoguerra, olivicoltura falcidiata, agrumi a grave rischio, latte che continua a registrare un sensibile calo produttivo (10-15 per cento solo nelle ultime due settimane). Questo il quadro disastroso dell’agricoltura italiana colpita pesantemente dalla siccità che in poco più di due mesi (dalla fine dell’aprile scorso) ha devastato campi coltivati in tutto il Paese. Secondo i dati elaborati dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, migliaia di ettari di colture sono stati bruciati dalla mancanza di acqua e dal gran caldo, così che molti raccolti sono andati completamente distrutti. Si annuncia, quindi, un’altra annata agraria, dopo quella del 2002, fortemente negativa, con un calo della produzione tra il 10 e il 12 per cento e con danni per l’intero settore che si potrebbero attestare intorno ai 5 miliardi di euro. Ed è per questo che in moltissime zone è stato chiesto lo stato di calamità naturale.
Per la Cia, che avviato sul territorio nazionale un accurato monitoraggio per quantificare i danni e attivare tutti gli strumenti necessari per venire incontro alle esigenze delle imprese agricole pesantemente colpite, i danni si annunciano gravi in tutte le aree del Paese. Dal Nord al Centro, al Sud e alle Isole la situazione è allarmante. Fiumi (il Po è sceso di oltre 7 metri) e bacini idrici sono sempre più a secco, soprattutto nella Pianura Padana; mentre nel Mezzogiorno per paradosso le dighe hanno un riempimento nettamente superiore rispetto a quello dello scorso anno, ma per contrasti di gestione l’acqua non viene distribuita. Ad esempio nella provincia di Taranto, zona particolarmente colpita (4 mila ettari di vigneti, 300 di agrumeti,1900 di ortaggi distrutti che hanno interessato 2200 agricoltori), quest’anno gli invasi hanno 822 milioni di metri cubi d’acqua a disposizione contro i 235 milioni del 2002. Sta di fatto che la Cia ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica affinché siano accertate eventuali responsabilità della mancata erogazione dell’acqua.
Il problema della carenza d’acqua -sostiene la Cia- diventa naturalmente ancora più grave nelle zone non fornite da nessun sistema di irrigazione né pubblico né privato, ma che sfruttano semplicemente la pioggia. Emblematico è il caso della provincia di Milano in cui si registrano gravi danni al mais.
“La siccità diventa sempre meno emergenza e sempre più fenomeno endemico in Italia e ciò -afferma il presidente della Cia Massimo Pacetti- sia per cause naturali sia per gravi responsabilità delle autorità. Oggi, purtroppo, abbiamo a che fare con un sistema irriguo nazionale fatiscente e che causa notevoli perdite: su 100 litri 30 finiscono sprecati lungo la strada”.
“Le soluzioni ad un fenomeno così grave -aggiunge il presidente della Cia- non possono essere che essere complesse e differenziate. Dal punto di vista tecnico c’è la necessità di potenziare e rinnovare gli impianti irrigui. Dal punto di vista gestionale, invece, occorre una razionalizzazione degli interventi e delle competenze, mentre dal punto di vista scientifico bisogna indirizzare e sviluppare la ricerca verso varietà vegetali meno idroesigenti, soprattutto quelle caratteristiche dell’area mediterranea. Ovviamente, queste sono soluzioni che si possono avere solo nel medio e lungo termine. Nell’attuale situazione di emergenza, però, si devono indennizzare adeguatamente gli agricoltori colpiti dalla siccità, anche se per quanto riguarda la sistemazione delle reti si potrebbe iniziare ad intervenire con rapidità”.

Ogm: prima di distruggere i campi completare gli accertamenti
Gli agricoltori vanno totalmente risarciti dei danni subiti


Una dichiarazione del presidente della Cia Massimo Pacetti


“Una cosa deve essere certa: i produttori agricoli vanno risarciti totalmente di tutti i danni che subiranno dalla distruzione delle coltivazioni”. E’ quanto ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti in merito alla vicenda dei 400 ettari di terreni coltivati in Piemonte e contaminati da Ogm.
“Comunque -ha aggiunto Pacetti- prima di procedere alla distruzione delle coltivazioni è assolutamente necessario che vengano completate in maniera chiara tutte le analisi per avere un esatto accertamento della contaminazione. Occorre procedere con la massima attenzione, evitando che ancora una volta a rimetterci siano soltanto e unicamente gli agricoltori, certamente non responsabili di quanto sta avvenendo”.
“Tuttavia, se gli accertamenti confermassero la contaminazione -ha sottolineato il presidente della Cia- occorre capire da dove sono venute le sementi contaminate da Ogm e come sono potute entrare nel nostro Paese. Se così fosse, il problema, come più volte la Cia ha sostenuto, è quello relativo alle frontiere, dove è necessario rendere possibili controlli efficaci”.
“Questa vicenda -ha affermato ancora Pacetti- ripropone l’impellente esigenza di trovare una soluzione al problema degli Ogm. D’altro canto, ad una questione del genere non si possono dare risposte con atteggiamenti preconcetti e di netta chiusura. Ci vuole ragionevolezza e senso di responsabilità, sulla stessa stregua della recente decisione in materia di Ogm presa dal Parlamento Europeo”.
“La Cia, nell’esprimere piena solidarietà ai produttori agricoltori piemontesi coinvolti nella vicenda, evidenzia -ha concluso il presidente- come sia stato un errore riproporre, anche per questa campagna, la stessa circolare dello scorso anno che fissava la tolleranza zero. Ora bisogna correre ai ripari e individuare al più presto gli elementi necessari per risolvere il problema”.

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DAL TERRITORIO

All'ippodromo di Treviso trionfano i sapori della Marca

Si è svolta la prima giornata del Palio dei Comuni, manifestazione, organizzata dalla Cia di Treviso, che anima l’estate trevigiana, mettendo insieme tutto il meglio della provincia: cultura, spettacolo, enogastronomia, otto serate da trascorrere, riscoprendo le bellezze del territorio e i sapori dei prodotti agroalimentari proposti dalla Cia di Treviso.
La prima serata, domenica 6 luglio è stata un vero successo: grande partecipazione di pubbblico che fino a tardi ha assistito agli spettacoli dei comuni di Treviso, Castelfranco, Conegliano, Mogliano, Oderzo, Vittorio Veneto, confortato dalla degustazione dei prodotti tipici trevigiani offerti dagli sponsor, in collaborazione con la Cia di Treviso e l’associazione agrituristica Turismo Verde. Vincitore della serata il comune di Mogliano Veneto, rappresentato dai figuranti del Palio dei Quartieri.
Protagonisti della degustazione della seconda serata, venerdì 11 luglio, i formaggi della tradizione casearia locale, offerti dalle Latterie Trevigiane, e la gustosa sopressa trevigiana, accompagnati dai vini del Consorzio di tutela Vini Montello e Colli Asolani e della Scuola enologica di Conegliano.
Nella stessa serata i comuni di Vedelago, Quinto di Treviso, Casale sul Sile, Casier, Istrana, Morgano, Roncade, Silea, Montebelluna si sfideranno, esibendosi in spettacoli e proponendo una vetrina del loro territorio e delle loro ricchezze artistiche, per aggiudicarsi i voti del pubblico e accedere alla finale del 6 settembre. Un’occasione per scoprire il fascino del mondo dell’ippica, per apprezzare la bellezza dei cavalli e per valorizzare e promuovere i prodotti locali, nella suggestiva cornice dell’Ippodromo con le corse di trotto, i figuranti in costume, le bande musicali e gli spettacoli per i bambini.

 

L’acqua per l'irrigazione negata in Sila, agricoltori in piazza


Lungo corteo di trattori da Camigliatello Silano, bloccata per cinque ore la superstrada silvana.
La “ marcia” si è conclusa davanti alla nuova sede della Prefettura a Cosenza

E' stata civile e nel contempo imponente l’annunciata manifestazione di protesta degli agricoltori silani contro il diniego opposto dai competenti organi regionali al rilascio delle tradizionali autorizzazioni ad attingere l’acqua per l’irrigazione nei bacini idrici del comprensorio, il cui perdurare rischia di far perdere alle aziende agricole gli investimenti e le produzioni dell’intera annata agraria.
Circa trecento tra trattori e mezzi meccanici di ogni genere, sormontati dalle bandiere delle organizzazioni di categoria, sono partiti da Camigliatello silano ed hanno attraversato, come un grande serpente motorizzato, la strada statale 107 raggiungendo la Prefettura di Cosenza.
La manifestazione, durata all’incirca cinque ore, ha di fatto bloccato l’importante arteria, ottenendo, malgrado i disagi, comprensione e solidarietà da parte di cittadini e turisti in viaggio per la Sila.
Ad organizzare e gestire la protesta sono state la Cia, la Coldiretti e l’Unione agricoltori, i cui rappresentanti, unitamente ad una delegazione di manifestanti, sono stati ricevuti dal Prefetto D’Amico, che ha confermato il suo impegno per una rapida soluzione della vertenza. In particolare, il Prefetto ha ribadito il giudizio, già espresso nei giorni scorsi attraverso una nota indirizzata all’assessorato regionale ai lavori pubblici ed all’assessorato regionale all’agricoltura, che il diniego delle autorizzazioni all’attingimento, ancorché non condivisibile per le conseguenze derivanti all’agricoltura ed all’intera economia della zona, costituisce una grave violazione della Legge 36/94, nella parte in cui stabilisce che in caso di scarsità di risorse idriche, deve essere assicurata, dopo il consumo umano, priorità all’uso irriguo.
Italo Garrafa, Renzo Caligiuri e Pietro Tarasi, rispettivamente a nome di Cia, Confagricoltura e Coldiretti, hanno denunciato con forza la grave responsabilità assuntasi dai competenti organi della Regione con l’acquiescenza fin qui dimostrata verso la illegittima pretesa di Endesa, società idroelettrica spagnola titolare della concessione, cedutale dall’Enel, per la produzione di energia elettrica, di bloccare le autorizzazioni di attingimento per le irrigazioni.
Il Prefetto D’Amico ha informato la delegazione di avere convocato un urgente incontro con i rappresentanti della Presidenza della Giunta Regionale, i quali, a loro volta, hanno dato notizia di avere già convocato per lunedì 14 luglio la società idroelettrica Endesa e tutti i soggetti istituzionali interessati.
Dopo l’incontro con il Prefetto hanno parlato ai manifestanti, Pietro Tarasi, della Coldiretti, e Italo Garrafa, presidente della Cia, che ha rivolto un forte appello a tenersi pronti per altre ed ancora più incisive proteste che dovessero risultare necessarie.

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