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DAL
TERRITORIO
Mais transgenico: per la Cia Piemonte ci
vuole realismo
Far rispettare le leggi vigenti, rimborsando chi ha agito in buona
fede, ma anche assumere un ''atteggiamneto realistico''. Questa la
posizione che la Cia Piemonte assumerà oggi, nel corso della
riunione programmata all' assessorato regionale all' Agricoltura del
Piemonte, sui 400 ettari di campi di mais contaminati dai semi Ogm
(geneticamente modificati).
Il presidente regionale della Cia, Attilio Borromi, che partecipera'
all' incontro con i rappresentanti delle altre organizzazioni agricole,
sostiene che "gli Ogm sono ormai tra noi e la situazione e' compromessa".
Impossibile, dunque, evitare le contaminazioni delle sementi, per
cui ''la tolleranza zero puo' essere proclamata, non costa niente
ed e' politicamente corretta, ma non realizzata concretamente''. Si
possono al massimo ''contenere i danni, come ha intenzione di fare
l 'Unione Europea''.
Reggio Emilia: caldo
e siccità falcidiano il raccolto dei cereali
In deciso calo la produzione cerealicola in provincia di Reggio Emilia.
Mentre le operazioni di mietitrebbiatura di frumento ed orzo sono
praticamente concluse in tutta larea di pianura, ed in avvio
nellarea collinare e montana, la Cia reggiana compie una prima
valutazione, basandosi sui dati riferiti dagli operatori, sulla prima
delle grandi campagne annuali che interessano lagricoltura:
il raccolto dei cereali autunno-vernini (così chiamati in relazione
al periodo di semina).
La resa media delle produzioni dorzo, frumento tenero e duro,
sta facendo registrare un calo quantificabile in circa 20-25%, quindi
unentità davvero notevole. Le ragioni sono molteplici:
cè linfluenza della siccità di questo periodo,
ma lintero ciclo delle piantine ha incontrato condizioni sfavorevoli;
dalle semine ritardate per le piogge dellautunno scorso, alleccessiva
crescita invernale dovuta a temperature elevate ed alle abbondanti
precipitazioni, fino alle gelate primaverili ed alla chiusura
anticipata della crescita per il caldo di giugno. Infatti, più
della siccità è stato il caldo eccessivo a provocare
un vero e proprio arresto della crescita delle piantine, inducendo
gli operatori ad anticipare i tempi della raccolta.
Il dato medio, secondo la stessa Cia, è soggetto a possibili
correzioni, in quanto si osservano situazioni estremamente differenziate,
anche nellambito del medesimo territorio: si va da minimi di
30 a massimi di 60 quintali per ettaro, cosa difficilmente spiegabile,
anche ammettendo che agricoltori più attenti alle tecniche
di lavorazione abbiano ottenuto risultati migliori.
Dal punto di vista qualitativo invece, il risultato si presenta molto
buono: livello medio
proteico e peso ettolitrico sono interessanti, frutto anche del fatto
che si sono registrati pochissimi problemi fitosanitari a carico dei
cereali. Sul risultato produttivo finale, peserà anche un aumento
(contenuto) delle superfici seminate, che nella nostra provincia ha
riguardato in particolare lorzo, cereale nobile
duso zootecnico.
Unultima indicazione riguarda i mercati, che ancora non quotano
la nuova produzione, ma che almeno inizialmente non dovrebbero subire
particolari scossoni stante la consistenza delle riserve a livello
internazionale.
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Semina 2002
|
Semina 2003
|
| Cereali |
Ettari (Ha)
|
Produz. (q)
|
Resa x Ha (q)
|
Ettari
|
Resa
|
| Frum. tenero |
10.500
|
613.500
|
58,4
|
10.400
|
43,8/46,7
|
| Frumento duro |
400
|
23.200
|
58
|
300
|
43,5/46,4
|
| orzo |
3.500
|
187.500
|
53.6
|
3.900
|
40,2/42,9
|
| Totali |
14.400
|
824.200
|
/
|
14.600
|
/
|
Fonte: elaborazioni Cia Reggio E. su dati Istat
e propri
Danni da lupi agli allevamenti,
un incontro della Cia dell'Umbria
Gli agricoltori chiedono giusti risarcimeiiti ed in tempi brevi
Centinaia di capi abbattuti, 30 bovini, 170 ovini e caprini, 20 equini,
per un danno di oltre 80.000 euro, queste alcune delle cifre relative
ai danni causati da branchi di lupi o da cani randagi nel primo semestre
dell'anno nei comuni di Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia, Pascelupo
e Sigillo nella zona dei parco di Monte Cucco.
Per fare il punto della situazione, ma anche per individuare un percorso
amministrativo efficace per contenere questi animali selvatici o inselvatichiti
e per indennizzare adeguatamente gli allevatori colpiti, la Confederazione
Italiana Agricoltori dell'Umbria ha indetto un apposito incontro a
Sigillo, presso la sede del Parco. All'evento sono intervenuti, tra
gli altri, il Presidente Regionale ed il Segretario dell'area Alto
Chiascio della Cia, Walter Trivellizzi e Stefano Facchini, Massimo
Buconi, Assessore Provinciale alla Gestione Faunistico Venatoria,
Gonario Guaitini Dirigente dei Servizio Veterinario della Regione
dell'Umbria, Giovanni Grilli in rappresentanza dell'Ente Parco, Gaetano
Rossi in rappresentanza della Comunità montana Alto Chiascio,
Umberto Sergiacomi dei Servizio Gestione Faunistica della Regione
dell'Umbria ed il Sindaco di Sigillo Catia Mariani.
"Ingenti sono stati i danni -ha detto Walter Trivellizzi- che
i nostri allevatori hanno subito da parte dei lupi o di cani randagi;
le zone maggiormente colpite sono state quelle all'interno dei Parco
dei Monte Cucco. Per questo la Cia si è sentita in dovere di
portare all'attenzione delle istituzioni questa situazione che ha
arrecato ingenti danni economici agli allevatori che hanno perduto
grandi quantità di bestiame tra cui, in modo particolare, ovini,
bovini ed equini". Sicuramente una situazione difficile che vede
da una parte gli allevatori colpiti da questo spiacevole evento e
dall'altra le istituzioni che devono quanto prima far fronte ad una
spinosa situazione.
"Questo incontro -ha detto Trivellizzi- nasce per poter individuare
tutti insieme un percorso amministrativo quanto più possibile
efficace e proficuo. Noi, come Confederazione Italiana Agricoltori,
chiediamo che vengano fatte delle modifiche alla legge regionale numero
23 dei 1996 che disciplina le modalità di risarcimento dei
danni provocati dalla fauna selvatica: in primo luogo proponiamo che
vengano equiparati i danni che avvengono nella zona caccia programmata
(rimborsabili fino al 70%) a quelli che avvengono nei territori ricadenti
nei parchi regionali, zone di ripopoiamento e cattura, oasi di protezione
e centri pubblici di riproduzione (rimborsabili fino al 100%). Inoltre
chiediamo che vi sia un efficace controllo della specie lupo fatto
in maniera precisa e puntuale dalle guardie forestali e venatorie
attraverso un accurato monitoraggio. Proponiamo che nella valutazione
dei danni alle produzioni zootecniche venga considerato anche il costo
di smaltimento delle carcasse, oggi totalmente a carico dell'allevatore,
e considerare risarcibili i capi dispersi purché documentabili.
In conclusione chiediamo che vi sia uno snellimento delle procedure
e che gli allevatori danneggiati possano essere risarciti nel tempo
più breve possibile".
Taranto: positivo l'intervento della Regione per
le gelate di aprile, deludente per la siccità 2002
La Cia provinciale di Taranto valuta positivamente
gli interventi della Regione Puglia riguardo le gelate avvenute nel
mese di aprile scorso in tutta la provincia e che tanti gravi danni
hanno prodotto allagricoltura jonica.
Il Presidente provinciale Nicola Spagnuolo infatti, esprimendo soddisfazione
per la celerità dei provvedimenti presi in tal senso dallAssessorato
regionale allagricoltura, ringrazia lIspettorato Provinciale
allAgricoltura di Taranto per la speditezza dei rilievi e dei
sopralluoghi e il Codita (Consorzio di Difesa delle Produzioni Intensive
della Provincia di Taranto) per la parte che ha riguardato la disponibilità
di tutta una serie di dati tecnici sugli eventi calamitosi verificatesi.
La Cia di Taranto, attraverso il suo vice presidente Vito Rubino,
esprime invece delusione per quanto riguarda i danni pregressi della
siccità soprattutto per quelli riferiti allanno 2002.
Infatti la Regione Puglia, pur in presenza di una relazione tecnica
dellIpa di Taranto che evidenziava danni consistenti per siccità
in quel periodo, ha classificato i danni come dovuti a
piogge torrenziali escludendo quindi colture e territori
che hanno sopportato ingenti danni per siccità, non permettendo
quindi che scattassero gli aiuti previsti dalla cosiddetta legge Omnibus.
La Cia provinciale auspica che Regione Puglia, alla luce delle attuali
e gravi situazioni dellagricoltura jonica, flagellata e distrutta
da siccità, gelate, grandinate e trombe daria e in piena
crisi idrica nelle campagne (come i recenti problemi con la Basilicata
hanno evidenziato), riconsideri la questione della siccità
2002 soprattutto per venire incontro ai produttori agricoli di quelle
aree e produzioni che in quellanno hanno subito la perdita totale
del proprio reddito.
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APPUNTAMENTI
Si riunisce la Giunta nazionale Cia
Si terrà mercoledì
9 luglio, presso la sede nazionale della Confederazione, la riunione
della Giunta nazionale sul seguente o.d.g.: riflessione e iniziative
dopo la riforma della Pac; varie.
Il sistema lattiero caseario tra nuove regole e mercato:
Forum a Benevento
Si terrà a Benevento il 9 luglio, presso la
sede provinciale della Cia, un Forum su: "il sistema lattiero
caseario tra nuove regole e mercato".
Dopo l'apertura dei lavori svolta dal presidente della Cia Campania
Aniello Troiano, interverranno Fabio Del Bravo dell'Ismea, Massimo
Mangiavacchi dell'Unalat, Valerio Orlandini di Granlatte ed Enzo Mastrobuoni
della Cia nazionale. Dopo il dibattito concluderà i lavori,
Mino Rizzioni vicepresidente nazionale della Cia.
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