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della Confederazione italiana agricoltor
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7 luglio 2003

Anno 45 - n. 123

 

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini
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DAL TERRITORIO


•   Mais transgenico: per la Cia Piemonte ci vuole realismo

•   Reggio Emilia: caldo e siccità falcidiano il raccolto dei cereali

•   Danni da lupi agli allevamenti, un incontro della Cia dell'Umbria

•   Taranto: positivo l'intervento della Regione per le gelate di aprile, deludente per la siccità 2002

 

APPUNTAMENTI •   Si riunisce la Giunta nazionale Cia

•   Il sistema lattiero caseario tra nuove regole e mercato: Forum a Benevento

 

DAL TERRITORIO

 

Mais transgenico: per la Cia Piemonte ci vuole realismo


Far rispettare le leggi vigenti, rimborsando chi ha agito in buona fede, ma anche assumere un ''atteggiamneto realistico''. Questa la posizione che la Cia Piemonte assumerà oggi, nel corso della riunione programmata all' assessorato regionale all' Agricoltura del Piemonte, sui 400 ettari di campi di mais contaminati dai semi Ogm (geneticamente modificati).
Il presidente regionale della Cia, Attilio Borromi, che partecipera' all' incontro con i rappresentanti delle altre organizzazioni agricole, sostiene che "gli Ogm sono ormai tra noi e la situazione e' compromessa". Impossibile, dunque, evitare le contaminazioni delle sementi, per cui ''la tolleranza zero puo' essere proclamata, non costa niente ed e' politicamente corretta, ma non realizzata concretamente''. Si possono al massimo ''contenere i danni, come ha intenzione di fare l 'Unione Europea''.

 

Reggio Emilia: caldo e siccità falcidiano il raccolto dei cereali

In deciso calo la produzione cerealicola in provincia di Reggio Emilia. Mentre le operazioni di mietitrebbiatura di frumento ed orzo sono praticamente concluse in tutta l’area di pianura, ed in avvio nell’area collinare e montana, la Cia reggiana compie una prima valutazione, basandosi sui dati riferiti dagli operatori, sulla prima delle grandi campagne annuali che interessano l’agricoltura: il raccolto dei cereali autunno-vernini (così chiamati in relazione al periodo di semina).
La resa media delle produzioni d’orzo, frumento tenero e duro, sta facendo registrare un calo quantificabile in circa 20-25%, quindi un’entità davvero notevole. Le ragioni sono molteplici: c’è l’influenza della siccità di questo periodo, ma l’intero ciclo delle piantine ha incontrato condizioni sfavorevoli; dalle semine ritardate per le piogge dell’autunno scorso, all’eccessiva crescita invernale dovuta a temperature elevate ed alle abbondanti precipitazioni, fino alle gelate primaverili ed alla “chiusura” anticipata della crescita per il caldo di giugno. Infatti, più della siccità è stato il caldo eccessivo a provocare un vero e proprio arresto della crescita delle piantine, inducendo gli operatori ad anticipare i tempi della raccolta.
Il dato medio, secondo la stessa Cia, è soggetto a possibili correzioni, in quanto si osservano situazioni estremamente differenziate, anche nell’ambito del medesimo territorio: si va da minimi di 30 a massimi di 60 quintali per ettaro, cosa difficilmente spiegabile, anche ammettendo che agricoltori più attenti alle tecniche di lavorazione abbiano ottenuto risultati migliori.
Dal punto di vista qualitativo invece, il risultato si presenta molto buono: livello medio
proteico e peso ettolitrico sono interessanti, frutto anche del fatto che si sono registrati pochissimi problemi fitosanitari a carico dei cereali. Sul risultato produttivo finale, peserà anche un aumento (contenuto) delle superfici seminate, che nella nostra provincia ha riguardato in particolare l’orzo, cereale “nobile” d’uso zootecnico.
Un’ultima indicazione riguarda i mercati, che ancora non quotano la nuova produzione, ma che almeno inizialmente non dovrebbero subire particolari scossoni stante la consistenza delle riserve a livello internazionale.

 
Semina 2002
Semina 2003
Cereali
Ettari (Ha)
Produz. (q)
Resa x Ha (q)
Ettari
Resa
Frum. tenero
10.500
613.500
58,4
10.400
43,8/46,7
Frumento duro
400
23.200
58
300
43,5/46,4
orzo
3.500
187.500
53.6
3.900
40,2/42,9
Totali
14.400
824.200
/
14.600
/

Fonte: elaborazioni Cia Reggio E. su dati Istat e propri

 

Danni da lupi agli allevamenti, un incontro della Cia dell'Umbria

Gli agricoltori chiedono giusti risarcimeiiti ed in tempi brevi

Centinaia di capi abbattuti, 30 bovini, 170 ovini e caprini, 20 equini, per un danno di oltre 80.000 euro, queste alcune delle cifre relative ai danni causati da branchi di lupi o da cani randagi nel primo semestre dell'anno nei comuni di Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia, Pascelupo e Sigillo nella zona dei parco di Monte Cucco.
Per fare il punto della situazione, ma anche per individuare un percorso amministrativo efficace per contenere questi animali selvatici o inselvatichiti e per indennizzare adeguatamente gli allevatori colpiti, la Confederazione Italiana Agricoltori dell'Umbria ha indetto un apposito incontro a Sigillo, presso la sede del Parco. All'evento sono intervenuti, tra gli altri, il Presidente Regionale ed il Segretario dell'area Alto Chiascio della Cia, Walter Trivellizzi e Stefano Facchini, Massimo Buconi, Assessore Provinciale alla Gestione Faunistico Venatoria, Gonario Guaitini Dirigente dei Servizio Veterinario della Regione dell'Umbria, Giovanni Grilli in rappresentanza dell'Ente Parco, Gaetano Rossi in rappresentanza della Comunità montana Alto Chiascio, Umberto Sergiacomi dei Servizio Gestione Faunistica della Regione dell'Umbria ed il Sindaco di Sigillo Catia Mariani.
"Ingenti sono stati i danni -ha detto Walter Trivellizzi- che i nostri allevatori hanno subito da parte dei lupi o di cani randagi; le zone maggiormente colpite sono state quelle all'interno dei Parco dei Monte Cucco. Per questo la Cia si è sentita in dovere di portare all'attenzione delle istituzioni questa situazione che ha arrecato ingenti danni economici agli allevatori che hanno perduto grandi quantità di bestiame tra cui, in modo particolare, ovini, bovini ed equini". Sicuramente una situazione difficile che vede da una parte gli allevatori colpiti da questo spiacevole evento e dall'altra le istituzioni che devono quanto prima far fronte ad una spinosa situazione.
"Questo incontro -ha detto Trivellizzi- nasce per poter individuare tutti insieme un percorso amministrativo quanto più possibile efficace e proficuo. Noi, come Confederazione Italiana Agricoltori, chiediamo che vengano fatte delle modifiche alla legge regionale numero 23 dei 1996 che disciplina le modalità di risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica: in primo luogo proponiamo che vengano equiparati i danni che avvengono nella zona caccia programmata (rimborsabili fino al 70%) a quelli che avvengono nei territori ricadenti nei parchi regionali, zone di ripopoiamento e cattura, oasi di protezione e centri pubblici di riproduzione (rimborsabili fino al 100%). Inoltre chiediamo che vi sia un efficace controllo della specie lupo fatto in maniera precisa e puntuale dalle guardie forestali e venatorie attraverso un accurato monitoraggio. Proponiamo che nella valutazione dei danni alle produzioni zootecniche venga considerato anche il costo di smaltimento delle carcasse, oggi totalmente a carico dell'allevatore, e considerare risarcibili i capi dispersi purché documentabili. In conclusione chiediamo che vi sia uno snellimento delle procedure e che gli allevatori danneggiati possano essere risarciti nel tempo più breve possibile".

 

Taranto: positivo l'intervento della Regione per le gelate di aprile, deludente per la siccità 2002

La Cia provinciale di Taranto valuta positivamente gli interventi della Regione Puglia riguardo le gelate avvenute nel mese di aprile scorso in tutta la provincia e che tanti gravi danni hanno prodotto all’agricoltura jonica.
Il Presidente provinciale Nicola Spagnuolo infatti, esprimendo soddisfazione per la celerità dei provvedimenti presi in tal senso dall’Assessorato regionale all’agricoltura, ringrazia l’Ispettorato Provinciale all’Agricoltura di Taranto per la speditezza dei rilievi e dei sopralluoghi e il Codita (Consorzio di Difesa delle Produzioni Intensive della Provincia di Taranto) per la parte che ha riguardato la disponibilità di tutta una serie di dati tecnici sugli eventi calamitosi verificatesi.
La Cia di Taranto, attraverso il suo vice presidente Vito Rubino, esprime invece delusione per quanto riguarda i danni pregressi della siccità soprattutto per quelli riferiti all’anno 2002.
Infatti la Regione Puglia, pur in presenza di una relazione tecnica dell’Ipa di Taranto che evidenziava danni consistenti per siccità in quel periodo, ha “classificato” i danni come dovuti a “piogge torrenziali” escludendo quindi colture e territori che hanno sopportato ingenti danni per siccità, non permettendo quindi che scattassero gli aiuti previsti dalla cosiddetta legge “Omnibus”.
La Cia provinciale auspica che Regione Puglia, alla luce delle attuali e gravi situazioni dell’agricoltura jonica, flagellata e distrutta da siccità, gelate, grandinate e trombe d’aria e in piena crisi idrica nelle campagne (come i recenti problemi con la Basilicata hanno evidenziato), riconsideri la questione della siccità 2002 soprattutto per venire incontro ai produttori agricoli di quelle aree e produzioni che in quell’anno hanno subito la perdita totale del proprio reddito.

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APPUNTAMENTI

 

Si riunisce la Giunta nazionale Cia

Si terrà mercoledì 9 luglio, presso la sede nazionale della Confederazione, la riunione della Giunta nazionale sul seguente o.d.g.: riflessione e iniziative dopo la riforma della Pac; varie.

 

Il sistema lattiero caseario tra nuove regole e mercato: Forum a Benevento

Si terrà a Benevento il 9 luglio, presso la sede provinciale della Cia, un Forum su: "il sistema lattiero caseario tra nuove regole e mercato".
Dopo l'apertura dei lavori svolta dal presidente della Cia Campania Aniello Troiano, interverranno Fabio Del Bravo dell'Ismea, Massimo Mangiavacchi dell'Unalat, Valerio Orlandini di Granlatte ed Enzo Mastrobuoni della Cia nazionale. Dopo il dibattito concluderà i lavori, Mino Rizzioni vicepresidente nazionale della Cia.


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