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ATTUALITA'
Ogm: dal Parlamento Europeo una decisione
di grande ragionevolezza
Una dichiarazione del presidente della Cia
Massimo Pacetti
“L’approvazione da parte del Parlamento Europeo
delle nuove regole per l’etichettatura e la rintracciabilità
di alimenti e mangimi contenenti Organismi geneticamente modificati
(Ogm) va interpretata come soluzione di grande ragionevolezza ed
equilibrio”. E’ quanto rileva il presiedente della Cia-Confederazione
italiana agricoltori Massimo Pacetti il quale sottolinea che “i
contenuti della decisione sono stati sempre sostenuti dalla nostra
Organizzazione”.
“Ci appare strano -aggiunge il presidente della Cia- che oggi chi
in passato aveva sostenuto posizioni contrarie e di chiusura si
accodi al coro dei consensi”.
“La decisione dell’Europarlamento -fa notare Pacetti- obbliga all’etichettatura
chi immette sul mercato alimenti e mangimi contenenti percentuali
superiori allo 0,9 per cento di Ogm. La Commissione, inoltre, creerà
un apposito registro alle quali regole tutti gli operatori interessati
si dovranno attenere per l’attivazione di un sistema di tracciabilità,
così come già avviene per la carne bovina. La stessa
Commissione riferirà periodicamente al Parlamento Europeo
sull’efficacia delle norme”.
“Inoltre, il Parlamento Europeo -evidenzia il presidente della Cia-
ha demandato alla Commissione Ue la decisione di definire uno schema
quadro per consentire agli Stati membri di stabilire le regole per
evitare contaminazioni accidentali tra agricolture tradizionali
e biologiche e quelle che utilizzano Ogm. In questo modo saranno
le valutazioni economiche ed ambientali a guidare i comportamenti
e non le posizioni preconcette”.
“Sta, comunque, di fatto che con questa decisione -conclude Pacetti-
hanno prevalso sugli atteggiamenti e di chiusura la ragionevolezza
e l’equilibrio garantendo libertà di scelta ai produttori,
sicurezza e informazione ai consumatori e si apre la possibilità
di una definizione politica a livello internazionale della controversia
in atto sulla moratoria ”.
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DAL
TERRITORIO
Il vicepresidente vicario Politi interviene al convegno
su: “L’opera dell’agricoltore nella prevenzione del dissesto idrogeologico”
Si è tenuto ieri ad Ercolano il convegno,
promosso dalla Cia della Campania, nell'ambito della manifestazione
"Campi estivi", per discutere sull’intreccio indissolubile
tra agricoltura e prevenzione del dissesto idrogeologico, al quale
ha partecipato il vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe Politi.
Ai lavori, presieduti dal presidente della Cia di Salerno, Daniele
Petrone ed introdotti dal vicepresidente della Cia campana, Giuseppe
Corona, sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Cia
di Caserta Lino Martone; il professore Franco Ortolani, ordinario
di geologia all’università di Napoli; l’assessore regionale
all’Agricoltura, Vincenzo Alta; l’assessore all’Ambiente, Ugo De
Flavis, nonché i segretari dei bacini regionali del Sarno,
Marcello Postiglione, di quello nord occidentale Campania, Antonio
Cantone e del Liri-Garigliano-Volturno, Giuseppe D’Occhio.
“Il problema del dissesto idrogeologico –ha affermato Politi- è
diventato nel nostro paese un fenomeno endemico, diffuso su tutto
il territorio nazionale. E’un problema che deve far riflettere seriamente
e porre il legislatore innanzi a scelte precise, orientate a creare
le premesse di uno sviluppo armonico e razionale dell’agricoltura
nelle aree più a rischio e svantaggiate”.
Politi, dopo aver ricordato che tutelare il territorio vuol dire
gettare le premesse per la creazione di una ricchezza, di un valore
aggiunto per il nostro paese e la nostra economia, ha precisato
che, in questo contesto, rilevante se non determinante appare il
problema dell’acqua.
Abbiamo –ha continuato il vicepresidente vicario- troppe volte assistito
alla realizzazione di bacini artificiali di raccolta dell’acqua
senza le dovute opere di protezione del suolo o la realizzazione
di bacini costruiti ancor prima di attrezzare i sistemi di irrigazione.
Sono quindi gli sprechi e la cattiva gestione le cause principali
della crisi idrica nel nostro paese.
“La nostra posizione come Confederazione –ha detto ancora Politi-
parte dalla constatazione che la risorsa idrica per l’agricoltura
è elemento essenziale di diversificazione produttiva soprattutto
in aree siccitose come quelle del nostro Mezzogiorno. In questa
direzione la Cia ribadisce il ruolo irrinunciabile dei Consorzi
di bonifica quali strumenti di autogoverno e sollecita il loro impegno
a rinnovarsi per rispondere in modo adeguato alle esigenze dei consorziati.
“La difesa idrogeologica, in ultima analisi –ha concluso Politi-
passa attraverso due fattori concomitanti: da un lato un’azione
di prevenzione dei rischi, dall’altro una presenza fattiva dell’agricoltore
sul territorio, come elemento decisivo di equilibrio naturale, di
salvaguardia e difesa del ruolo insostituibile dell’agricoltura
che poi fonte di vita e di benessere per tutti”.
Nel suo intervento introduttivo, Corona si è dichiarato convinto
che “le radici in genere sono gli strumenti più efficaci
di imbrigliamento della furia della natura, ma che la radice più
salda sia l’attaccamento dell’uomo alla terra”.
Corona ha sviluppato poi un ragionamento sulle politiche idonee
a consolidare e rafforzare l’insediamento agricolo, specialmente
in collina e montagna, recuperando ed innovando quella riserva di
sapienza che l’agricoltore ha accumulato in secoli di esperienza
di sistemazione del suolo e che oggi rischia di andare perduta.
Puglia: crisi idrica la compattezza e le ragioni
del mondo agricolo hanno vinto
Dopo un mese di estenuanti pressioni da
parte della Cia. per far osservare l’accordo di programma del 1999
siglato dalle regioni Puglia e Basilicata riguardante la diga di
Senise, finalmente è stata raggiunta l’intesa per aumentare
l’erogazione di acqua nelle campagne del tarantino per far fronte
all’emergenza agricola.
Nel ringraziare i due Presidenti Bubbico e Fitto il presidente provinciale
della Cia Nicola Spagnuolo ha evidenziato comunque che i danni subiti
dagli agrumeti, vigneti ed ortaggi durante questo mese sono ingenti
e potevano essere evitati se avesse prevalso il buon senso, a questo
si assommano le migliaia di giornate lavorative che gli operai agricoli
perderanno a causa della riduzione della produzione agricola, un
altro aspetto del problema finora sottaciuto. Resta in piedi l’atto
di intimazione e diffida inviato alla Magistratura di Taranto per
accertare eventuali responsabilità da parte dei presidenti
di Puglia e Basilicata e dell’Ente Irrigazione”.
In proposito il vice presidente provinciale della Cia Vito Rubino
ha evidenziato “bisognerà affrontare e risolvere una volta
per tutte il braccio di ferro esistente fra le due regioni per evitare
fra qualche settimana di ritrovarci nella medesima situazione, non
è giusto che siano le aziende agricole a pagare un prezzo
cosi alto in termini di danni subiti - inoltre ha precisato – che
tutte le forze politiche esistenti sul territorio provinciale, tranne
sporadiche iniziative, non hanno caldeggiato il problema dell’emergenza
idrica con la forza necessaria ed opportuna, infatti è trascorso
un mese prima che qualcuno si accorgesse che il mondo agricolo era
in seria difficoltà.
L’auspicio è che una cosa del genere non debba più
accadere in futuro e che le aziende agricole, ancora una volta fortemente
danneggiate, vengano in qualche modo risarcite”.
Grande soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa
da Giuseppe Politi vice presidente nazionale vicario, il quale ha
dichiarato che “ anche in questa occasione il mondo agricolo ha
dovuto lottare contro il sistema e contro la politica, ma ha dimostrato,
con la sua compattezza, la giustezza delle sue azioni e rivendicazioni”.
Il vice presidente del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara Franco
Passeri “ha sottolineato la necessità che in provincia di
Taranto si realizzino opere che possano garantire l’accumulo di
risorse idriche esistenti sul territorio della provincia ed inoltre
sarebbe auspicabile un uso razionale e corretto della risorsa idrica
ed una costante manutenzione degli impianti ormai vetusti, alla
Regione Puglia si chiede maggior controllo e tutela nella ripartizione
delle acque fra le due Regioni”.
Intanto secondo indiscrezioni, a causa di lavori di manutenzione
ad una galleria che veicola l’acqua dalla Basilicata alla Puglia
dalla diga di San Giuliano, nelle prossime ore ci potrà essere
una riduzione nell’erogazione di acqua nelle campagne di Ginosa,
Castellaneta, Palagianello, oltre che del metapontino. Tale situazione
dovrà essere monitorata per evitare il verificarsi di danni
alle colture.
Cia del Lazio: riunione
sulla siccità
La Cia del Lazio, nel corso della riunione
convocata per affrontare alcune problematiche legate alle calamità
naturali, ha incontrato il direttore del Dipartimento Economico
Occupazionale della Regione Lazio dott. Giorgio Camponi, manifestando
in quella sede la grande preoccupazione che nel territorio della
regione sta crescendo per la crisi idrica.
Il Presidente della Cia del Lazio
Alessandro Salvadori ha proposto al direttore di far incontrare,
in una riunione da convocarsi in tempi ristrettissimi, gli assessorati
competenti sul territorio della regione per un accurato monitoraggio
della situazione idrica e per trovare al più presto soluzioni
operative per questa grave siccità.
Al tavolo, che potrebbe configurarsi
come una unità di crisi, dovranno partecipare, oltre all'assessorato
all'agricoltura anche l'assessorato all'ambiente, competente sui
consorzi di bonifica, la Protezione Civile e quanti sono impegnati
nella gestione delle risorse idriche della Regione Lazio.
Questa iniziativa -ha detto Salvadori
- potrà rappresentare un valido metodo per cercare di scongiurare
per il futuro lo spettro della siccità, monitorando e prevenendo
così altri fenomeni calamitosi di questo genere.
Elezioni al Consorzio di Bonifica del
Pollino: la lista unitaria conquista tutti i seggi del consiglio
dei delegati. Forte affermazione dei canditati Cia
Si sono svolte le elezioni del consiglio
dei delegati al Consorzio del Pollino, il cui comprensorio comprende
venti comuni ed una superficie di 96.000 ettari.
Ai candidati della lista unitaria, presentata da Cia, Coldiretti
e Upa sono stati contrapposti candidati espressioni di amministrazioni
comunali e di gruppi di potere locali con l’obiettivo di cancellare
l’autogoverno nella gestione consortile.
La lista delle tre confederazioni ha retto bene lo scontro, conquistando
tutti i 15 seggi. Nell’ambito della lista unitaria, i cinque candidati
della Cia (Maria Pia Bonifati, presidente dell’Associazione
Donne in Campo ed unica donna candidata, Giancarlo Lateano, Carmine
Pirrone, Domenico Milione e Francesco Oliva) sono stati tra i primi
eletti.
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Il 5 luglio la Cia dell'Umbria promuove
un incontro su: "Danni da lupi agli allevamenti
Come è noto negli ultimi tempi nella zona del Parco del Monte
Cucco si sono verificati ingenti danni al bestiame bovino ed ovino
al pascolo causati verosimilmente da lupi o da cani randagi.Al fine
di analizzare la situazione con gli allevatori interessati, per
i quali l’allevamento è spesso l’unica fonte di reddito,
ed anche di individuare un percorso amministrativo efficace sia
per contenere quelle specie selvatiche o inselvatichite sia per
indennizzare adeguatamente gli allevatori colpiti, la Confederazione
italiana agricoltori ha indetto un apposito incontro a Sigillo,
presso la sede del Parco regionale in via Matteotti n. 50, sabato
5 luglio 2003 alle ore 10.All’incontro, a cui prenderanno parte
il Presidente della Cia regionale dell’Umbria, Walter Trivellizzi
e il Segretario dell’Area Alto Chiascio, Stefano Facchini, sono
stati invitati Gianpiero Bocci, Assessore Regionale all’Agricoltura,
Foreste e Caccia; Massimo Buconi, Assessore Provinciale alla Gestione
Faunistico-Venatoria; Gonario Guaitini, Dirigente del Servizio Veterinario
della Regione Umbria; Adriano Giusti, Dirigente del Servizio Programmazione
Forestale, Faunistico-Venatoria ed Economia Montana della Regione
Umbria; il Presidente della Comunità Montana Alto Chiascio
e Sindaco di Costacciaro Giuseppe Morelli; il Presidente del Parco
Regionale del Monte Cucco Emilio Bellucci; il Sindaco di Fossato
di Vico Francesco Monacelli; il Sindaco di Scheggia e Pascelupo
Umberto Bellucci; il Sindaco di Sigillo Catia Mariani.
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