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ATTUALITA'
Olio
d’oliva: accuse strumentali e infondate
da parte della stampa tedesca
Un
altro attacco all’agricoltura italiana e sempre dalla Germania. Dopo
le fragole e la pasta, questa volta sono presi di mira i nostri
olivicoltori. Il giornale tedesco “Die Welt” li accusa di frodare
l’Unione europea per ottenere le sovvenzioni comunitarie.
Il
giornale denuncia trucchi nella produzione italiana e afferma in modo
sarcastico che “gli italiani non sarebbero in effetti italiani se
non avessero sfruttato in maniera insolente la domanda (di prodotto) a
proprio vantaggio”.
“Die
Welt” afferma addirittura che per accrescere la produzione vengono
falsificate, nel nostro Paese, le foto aeree per il rilevamento degli
alberi di olivo.
Immediata
è stata la replica del presidente della Cia Massimo Pacetti alle
accuse strumentali e infondate del giornale tedesco.
“Il
sistema italiano dei controlli, con l’Agenzia Agecontrol, è un
sistema -ha affermato- che funziona in modo piuttosto fermo e rigido.
Molti Paesi non sono efficienti come l’Italia. Dubito che ad
Agecontrol possa sfuggire la quantità esatta delle produzioni con il
controllo capillare sui modelli “F” nei frantoi. E’ una vecchia
questione già verificata in passato sul piano comunitario e già
ampiamente risolta”.
“Con
le aereofotogrammetrie -ha aggiunto Pacetti- si ha una fotografia
esatta degli alberi di olivo. I controlli vengono assicurati dal Mipaf
e non è mai stata constatata alcuna irregolarità”.
Olio
d’oliva: per il Cno è un attacco
per
ledere l’immagine di un prodotto
tipico
del nostro Paese
Agli
attacchi della stampa tedesca ha risposto prontamente anche il
Consorzio nazionale degli olivicoltori (Cno).
“Prima
le fragole poi la pasta, ora è il turno dell’olio d’oliva. Le
denunce -a mezzo stampa- che la Germania catapulta contro l’agroalimentare
made in Italy, rappresentano -ha affermato il presidente del Cno
Giovanni Mercuri- un attacco senza prove e senza regole”.
“Il
tentativo di ledere la nostra immagine e quella di un prodotto
straordinario e specificatamente italiano come l’olio d’oliva, può
recare -ha aggiunto- un danno di enormi proporzioni per l’economia
del Paese. Nel meridione d’Italia circa un milione di persone vive
del reddito dell’olivicoltura e quindi dell’olio. Il nostro
comparto e i nostri produttori sono i più controllati all’interno
della Comunità europea, gli stessi si adoperano con enormi sacrifici
per garantire un olio sano e di alta qualità. Tutto questo,
nonostante gli riconoscano, negli scambi di mercato, meno di 5000 lire
per un kg di olio extravergine d’oliva. La nostra non è una difesa
di parte, siamo stati i primi ad osteggiare il regolamento 2815/98
sull’origine del prodotto, perché eravamo le vittime di quella
normativa ed adesso, ci accusano addirittura di averla utilizzata a
nostro favore”.
Mercuri
ha, inoltre, rilevato “truffe dell’Italia sugli aiuti alla
produzione di olio d’oliva? Falsità. E’ facilmente riscontrabile
nella documentazione in possesso degli organismi competenti in materia
(vedi Agecontrol).
E’
altresì innegabile che ci siano alcune irregolarità, ma frodi
isolate e di poca entità, e comunque non si tratta di un fenomeno
esclusivamente italiano, ma si verificano all’interno di tutti gli
Stati produttori dell’Unione europea”.
“Siamo
molto preoccupati -ha concluso il presidente del Cno- per questi falsi
luoghi comuni che, da troppo tempo, gettano discredito sul nostro
mondo della produzione ed implicitamente sui nostri amministratori“.
Aliquota
zero per tutte le coltivazioni sotto serra
sino al 30 settembre
In
riferimento alla notizia pubblicata sull’agenzia di ieri 2 luglio,
si specifica che la proroga fino al 30 settembre 2001, dell’aliquota
zero dell’accisa sul gasolio, è applicata alle coltivazioni sotto
serra.
Con
tale provvedimento si proroga la disposizione già contenuta nella
legge finanziaria per il 2001, che stabiliva l’aliquota zero fino al
30 giugno.
La
disposizione è contenuta nel decreto legge 30 giugno 2001, n. 246 che
dovrà, ora, essere convertito entro 60 giorni. Il riferimento è
contenuto all’articolo 1 comma 3, che specifica come le modalità di
erogazione siano quelle del decreto 375/2000, su cui la Cia sta
continuando la propria iniziativa per una radicale semplificazione
delle norme procedurali previste.
Giornate
di confronto in Francia
per
l’Aiel sulle esperienze già operanti
delle
filiera legno-energia
Su
invito dell’Itebe, l’Istituto tecnico europeo della filiera
legno-energia, il presidente dell’Aiel Marino Berton ed il tecnico
di settore Giustino Mezzalira sono venuti in contatto con diverse
esperienze di produzione di energia dal legno già operanti
nell’area nord-est della Francia, lungo la strada che localmente
viene definita dell’energia dal legno. L’iniziativa si è svolta
in due giornate durante le quali sono stati visitati sia impianti per
singole unità familiari e/o aziendali, sia impianti di servizio
collettivo.
Per
la Confederazione italiana agricoltori ha partecipato Domenico
Mastrogiovanni, responsabile delle politiche forestali.
L’elemento
principale emerso è come tali forme di utilizzazione del legno, in
particolare di quegli assortimenti meno pregiati, di fatto, oltre a
partecipare ad una gestione forestale sostenibile del bosco,
contribuiscono ad alimentare forme di occupazione a livello locale ed
una multifunzionalità e pluriattività dei territori, accrescendo le
possibili attività per gli operatori locali, in particolare per gli
agricoltori e gli addetti al settore forestale, con la costruzione di
quel mix economico che rende più dinamici i contesti territoriali
rurali.
Altro
fattore riscontrato è stata l’esibita proposizione dell’impiego
del legno per la produzione di energia,
quale elemento di marketing territoriale con la diffusione di
forme di impiego di energie rinnovabili progressivamente su tutto il
territorio nazionale, in linea con quanto previsto dall’applicazione
del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici e sulla riduzione
dei gas nocivi per l’atmosfera.
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IN EUROPA
Le
proposte e le posizioni politiche
di revisione della Pac
durante
il periodo di Agenda 2000
Le
proposte di Franz Fischler
Lo
sviluppo rurale, il secondo pilastro della Pac, è la strada del
futuro, poiché è il miglior strumento per prendere in considerazione
le attese della società.
Con
i programmi dello sviluppo rurale è possibile sostenere gli
agricoltori che lavorano nelle zone svantaggiate, le misure
agroambientali, le foreste e creare fonti alternative di reddito per
coloro che vogliono restare in agricoltura. In questo campo è stato
promosso il principio della sussidiarietà e sono state trovate
soluzioni per azioni specifiche e per stati e regioni.
Adesso,
con le valutazioni di mezzo percorso bisognerà creare maggiori
incentivi per la produzione di output di qualità, assicurare la
salute alimentare, adeguare gli standard per il benessere animale a
tutti gli agricoltori senza limitarli ad un tipo specifico e
realizzare un miglior sistema di controllo per i prodotti agricoli
comunitari operante in tutta l’Unione europea.
Occorre,
ormai, che il sistema agricolo sia economicamente, ecologicamente e
socialmente sostenibile e per fare ciò è necessaria la
“riorentazione” degli aiuti pubblici per favorire l’agricoltura
estensiva e per incoraggiare la produzione agricolo-biologica e la
diversificazione degli agricoltori.
La
Commissione è consapevole del fatto che una “riorentazione” della
Pac è un processo delicato ed assicura che non verrà imposto
brutalmente un nuovo modello.
In
tal senso, il commissario Franz Fischler ha implicitamente proposto di
rendere obbligatoria la modulazione degli aiuti diretti che
attualmente viene applicata solamente in Francia ed in Gran Bretagna.
Il
regolamento 1259/99 sulla modulazione prevede che ciascun Stato
membro:
1)
adotti misure appropriate in materia ambientale, tenuto conto della
situazione specifica dei terreni agricoli utilizzati o della
produzione interessata, nonché dei possibili effetti sull’ambiente
(eco-condizionalità). Tali misure possono comprendere degli incentivi
di carattere agroalimentare;
2)
possa decidere di ridurre gli importi dei pagamenti relativi ai regimi
coinvolti sulla base di alcuni parametri, quali, la manodopera
impiegata in azienda agricola (unità di lavoro annuale) se inferiore
a determinati limiti stabiliti dagli Stati membri, la prosperità
globale dell’azienda stessa espressa in “margine lordo
standard”, se superiore a determinati limiti stabiliti dagli Stati
membri, gli importi complessivi percepiti in base ai regimi di
sostegno interessati nel corso di un anno civile, se superiori ad un
determinato “plafond”. La riduzione non può, comunque, essere
superiore al 20 per cento dell’importo complessivo dei pagamenti
spettanti a ciascun agricoltore per i regimi in causa;
3)
sia obbligato ad utilizzare gli importi trattenuti, entro limiti da
fissare, nell’ambito del regolamento per lo sviluppo rurale n.
1257/99 e precisamente, prepensionamento, zone svantaggiate e zone
soggette a restrizioni ambientali, impegni agroalimentari,
imboschimento.
La
posizione della Presidenza belga dell’Ue
Il
Belgio, che ha ereditato dalla Svezia la Presidenza dell’Unione
europea per il prossimo semestre, non intende occultare il dibattito
sul futuro della Pac, ma attenersi al calendario definito a Berlino.
L’attuazione
del “Libro bianco” sulla sicurezza alimentare, la creazione
dell’Autorità alimentare europea, l’armonizzazione della
regolamentazione sulle derrate alimentari, l’igiene alimentare,
l’integrazione della multifunzionalità dell’agricoltura nei
futuri negoziati Omc, l’esame delle questioni veterinarie,
fitosanitarie e di sicurezza alimentare nell’ambito
dell’allargamento e la stabilizzazione del settore della carne
bovina sono le priorità della Presidenza belga nel settore agricolo.
La
posizione dell’Italia
prima del Governo Berlusconi
La
posizione dell’Italia è stata presentata dall’ex ministro
dell’Agricoltura, Pecoraro Scanio, al Consiglio agricoltura dell’Ue
il 24 aprile scorso, in un documento di 15 pagine contenente i
seguenti punti:
1) la salute umana, la salvaguardia del mondo rurale e la sicurezza
dei redditi agricoli dovrebbero essere le priorità delle spese
agricole;
2) le Ocm necessitano di una progressiva riforma, per esempio,
introdurre in modo più esplicito la possibilità di far dipendere una
parte dei premi per il settore delle carni bovine dalla produzione
biologica; eliminare progressivamente il regime delle quote latte;
autorizzare sulle terre a setaside la produzione delle proteine
vegetali; accordare degli incentivi ai produttori di riso biologico;
3) la Pac attuale risulta difficilmente compatibile con le prospettive
dell’allargamento. Occorre applicare ai nuovi Stati membri una Pac
già riformata e coinvolgerli da subito nelle discussioni sulla
riforma;
4) il principio di precauzione deve esser riconosciuto in seno all’Omc
per permettere agli Stati dell’Unione europea di scegliere
liberamente dei prodotti senza Ogm e di sapere se le sementi o gli
alimenti che importano sono o meno geneticamente modificati.
La
posizione della Francia
La
Pac deve essere l’oggetto di una revisione operata in profondità.
Prima di tutto, occorre passare ad un nuovo rapporto con gli
agricoltori europei. Il rapporto, concluso 40 anni fa con questi, che
spingeva a produrre di più per rispondere ai problemi di
autosufficienza alimentare dopo i disastri legati alla seconda guerra
mondiale, è decisamente superato.
Il “nuovo rapporto” deve servire a produrre meglio in termini di
occupazione, di pratiche ambientali per preservare i suoli, le coste,
le falde freatiche, in termini di qualità dei prodotti e della
sicurezza alimentare.
Le emergenze della Bse, della diossina e dell’afta epizootica,
subite dall’agricoltura negli ultimi anni, servono da lezione ed
occorre un segno politico forte come la “riorientazione” degli
aiuti pubblici alla produzione verso lo sviluppo rurale, visto che gli
aiuti di mercato saranno sempre meno legittimati.
La
posizione della Germania
La
Germania prevede una svolta agricola. In futuro si dovrà produrre ciò
di cui si ha bisogno, così l’agricoltura rispetterà gli animali e
l’ambiente.
Il ministro tedesco dell’Agricoltura ha ultimamente fatto intendere
che applicherà tra breve lo strumento della modulazione a profitto di
programmi di sviluppo rurale e di eco-condizionalità.
Esiste, tuttavia, un aspetto molto particolare della posizione
tedesca, ovvero l’idea di “rinazionalizzare” la Pac, secondo il
principio della sussidiarietà, trasferendo agli Stati membri le
competenze in campo agricolo.
Il ministro dell’Agricoltura ha fatto sapere che i suoi concittadini
“non vogliono più versare i contributi per i prodotti agricoli,
visto che altri settori economici non ne ricevono più. Le riforme
agricole non devono più costare all’Ue”.
Tale tesi è decisamente rigettata sia dalla Francia che dal
presidente della Commissione europea Romano Prodi, il quale preferisce
parlare di una decentralizzazione della gestione delle sovvenzioni
agricole.
La
posizione dell’Olanda
Il
ministro olandese dell’Agricoltura ha affermato, in una recente
intervista, che le numerose disposizioni della Pac che perturbano i
mercati devono essere soppresse, che i consumatori pagano troppo caro
per la loro alimentazione, che il settore agricolo è paralizzato e lo
sviluppo sostenibile ne è vittima e che il funzionamento attuale
ostacola la concorrenza internazionale, creando dello scontento tra i
partner commerciali mondiali.
Ogm:
posticipata la presentazione
delle
proposte della Commissione
Attese
dall’autunno scorso, poi annunciate per il 27 giugno, le proposte
della Commissione, necessarie per completare la nuova direttiva quadro
sugli Ogm, sono state di nuovo rimandate. Queste ultime potrebbero
esser presentate al Collegio il 13 luglio prossimo, anche se alcuni
esperti sostengo una data diversa, gli inizi di settembre.
Il tasso di Ogm tollerato nelle sementi convenzionali non dovrebbe
superare lo 0,3 per cento per le varietà che si riproducono per
impollinazione incrociata, ad eccezione del mais, delle barbabietole
(limite dello 0,5 per cento), lo 0,5 per cento per le varietà che si
riproducono per auto-impollinazione e per le piante nate dalla
riproduzione vegetativa e lo 0,7 per cento per la soia.
Per gli Ogm, non autorizzati nell’Unione europea, si propone una
soluzione temporanea con una soglia dello zero ed una tolleranza
legata ai margini di errore dei test pari allo 0,1 per cento.
Le distanze minime richieste per l’isolamento degli Ogm verranno
rispettate oppure moltiplicate per 10 per alcuni ibridi.
I periodi di attesa minima per passare da una coltivazione con Ogm a
quella equivalente tradizionale deve essere di 1 anno per la soia ed
il mais, di 2 anni per il grano e l’orzo, di 5 anni per la colza, le
barbabietole, le patate ed i legumi da foraggio.
Autorità
alimentare europea:
accordo
politico del Consiglio
Il
Consiglio ha raggiunto il 28 giugno scorso un accordo politico sulla
proposta della Commissione concernente l’instaurazione della Aae e
la fissazione dei principi generali della legislazione alimentare
dell’Unione europea, sostenendo l’approccio integrato che la
Commissione ha elaborato per la sicurezza alimentare.
La proposta di regolamento per l’Aae, che ha avuto l’accordo dei
ministri, riprende circa la metà degli emendamenti proposti il 12
giugno dal Parlamento europeo.
La Commissione non approva la posizione del Consiglio sulla
composizione del Consiglio di amministrazione.
Dopo l’accordo politico la proposta verrà esaminata in seconda
lettura dal Parlamento europeo per l’adozione finale del Consiglio.
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DAL
TERRITORIO
Presenti
autorità civili e militari
e una grande folla di agricoltori, artigiani e cittadini
Intitolato
a Salvatore Genco
il parco urbano di Mussomeli
Commossa
cerimonia domenica nella città natale
del dirigente della Cia:
i discorsi del sindaco Scannella, dell’on. Avolio e del figlio di
Totò Enrico
Si
è svolta a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, una cerimonia
pubblica per l’inaugurazione del “parco urbano pubblico” ubicato
nell’ampia vallata verde di Torrevecchia, proprio dirimpetto al
centro storico.
La cerimonia, organizzata dall’amministrazione comunale, è stata
particolarmente significativa: il “parco urbano”, infatti, è
intitolato a Salvatore Genco, già presidente della Cia di
Caltanissetta e nativo di Mussomeli.
Davanti all’ingresso del Parco si è radunata, alle ore 18 di
domenica, una grande folla: agricoltori, artigiani, anziani e giovani,
che, con la loro presenza, hanno tributato un omaggio affettuoso alla
memoria di “Totò” Genco, che qui aveva cominciato la sua
battaglia per il progresso e per la libertà, organizzando le lotte
dei “contadini” per la “conquista” della terra; sviluppando
un’incessante iniziativa per risolvere il problema dell’acqua, e
per tutte le conquiste di carattere sociale che danno un senso
concreto alla democrazia della nostra repubblica.
Totò Genco è stato per anni anche consigliere comunale a Mussomeli,
ma la sua “storia” è legata soprattutto all’impegno da lui
profuso per la rinascita delle nostre zone, insegnando a tutti, ma, in
particolare, alla gente dei campi, il dovere di “fare”, di non
aspettare le decisioni degli altri, di essere “protagonisti”, cioè
padroni del proprio destino.
In questa attività, non sempre “gratificante”, Totò Genco ha
speso gli anni migliori della sua vita. Poi, nella mattinata di una
domenica settembrina di 4 anni fa, prese la decisione, solitaria, di
“lasciare” lavoro, amici, parenti. Perché? Insondabile mistero
della vita! Tutti, colleghi di lavoro, parenti, amici, addolorati e
attoniti, si fermarono, rispettosi e commossi.
Dopo quattro anni, la decisione dell’amministrazione comunale di
intitolare a Salvatore Genco il parco urbano di nuova istituzione, è
come un pubblico riconoscimento del valore dell’opera svolta, con
abnegazione e sacrifici, dall’esponente popolare, dirigente della
Cic prima e della Cia dopo, per il progresso della società, ma,
soprattutto, lo sviluppo dell’agricoltura, che è benessere per
tutti!
Lo ha spiegato, alla sua cittadinanza, con parole semplici e sentite,
il sindaco di Mussomeli, Totuccio Scannella, che di Genco fu amico e
anche, come egli stesso ha detto, allievo.
Una cerimonia semplice, ma calda e ricca di suggestione, proprio come
sarebbe piaciuta a Totò. Dopo le parole del sindaco, ha parlato l’on.
Giuseppe Avolio, che di Genco fu amico fraterno, il quale, eliminando
i fiori di carta della retorica, ha evocato, in modo efficace, la
figura di Genco esaltando, soprattutto, il suo “fare” per
l’emancipazione e il riscatto dei più deboli. Infine, con accenti
commossi, ha parlato del padre -ma anche della madre- il figlio
Enrico.
Tra i presenti, notati: il ministro delle Poste del passato Governo,
Cardinale, nonché deputati e senatori, di tutte le parti politiche,
il presidente dell’amministrazione provinciale, autorità civili e
militari. Al gran completo i dirigenti locali, provinciali e regionali
della Cia con alla testa Giuseppe Valenza, presidente di Caltanissetta
e Vito Lo Monaco, presidente regionale -che, alla fine, ha voluto
ringraziare, a nome della Cia regionale, tutti gli intervenuti- e,
infine, la famiglia: i figli Enrico, Giuseppina e Maria Calogera, e la
moglie Cettina, donna esemplare e coraggiosa, che, con mano trepida,
ha tagliato il nastro tricolore sotto la lapide sulla quale è inciso
il nome di Salvatore Genco, all’ingresso del Parco, che ospitando
tra i suoi viali e all’ombra dei suoi alberi e tra i suoi fiori
bimbi e anziani sarà sempre occasione per ricordare la figura e
l’opera di un uomo degno.
La
Cia di Napoli lamenta
l’inapplicabilità del Por agricoltura
Il
Por agricoltura è inadeguato per l’imprenditoria napoletana che
rischia di perdere l’opportunità di accedere ai fondi comunitari di
Agenda 2000, per attuare la modernizzazione e la qualificazione della
filiera produttiva e agroalimentare.
E’ quanto afferma Vincenzo Califano coordinatore della Cia
provinciale di Napoli rilevando le contraddizioni contenute nelle
misure dei bandi per i quali, dal prossimo 5 luglio, potranno essere
presentate le istanze di finanziamento.
“Dall’analisi effettuata -afferma Califano- emerge che la Regione
Campania non ha negoziato con la Comunità europea i prerequisiti per
l’ammissione al finanziamento da parte delle aziende, non tenendo
conto della realtà agricola locale”.
“Se non saranno apportati correttivi indispensabili -prosegue- a
ricalibrare la qualità degli interventi, numerosissime aziende
resteranno fuori gioco per lo sviluppo in campo agricolo e
agroalimentare”.
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APPUNTAMENTI
Inaugurazione
della nuova sede
della
Cia di Ascoli Piceno
Il
prossimo 7 luglio, alle ore 10, verrà inaugurata la nuova sede della
Confederazione italiana agricoltori di Ascoli Piceno, in via Piemonte
8, e l’“Esposizione permanente dei prodotti tipici e di qualità”.
I lavori saranno aperti da Dante Teodori, presidente provinciale della
Cia di Ascoli.
Le conclusioni saranno svolte da Massimo Pacetti presidente nazionale
della Confederazione.
A
Barga la Festa regionale
del
pensionato
Organizzata
dall’Associazione pensionati della Cia della Toscana, si terrà nei
giorni 7 e 8 luglio prossimi a Barga, in provincia di Lucca, la Festa
regionale del pensionato, che è giunta quest’anno alla 8a edizione.
Oltre alla Tavola rotonda di sabato 7 luglio (il programma e i
partecipanti sono stati già pubblicati sull’Agenzia), per domenica
8 luglio, in Piazzale sul Fosso, ci sarà l’intervento del
segretario generale dell’Associazione nazionale pensionati, Giachino
Silvestro.
Il programma
della Festa potrà essere consultato sul sito dell’Associazione www.pensionaticia.it (Associazione
pensionati)
La
Cia della Toscana e di Siena
incontrano gli allevatori di cavalli
Si
svolgerà il prossimo 12 luglio a Cetona (Siena), alle ore 16 presso
la sala polivalente del Comune, un incontro tra la Confederazione
italiana agricoltori della Toscana e di Siena con gli allevatori di
cavalli, per una valutazione congiunta sulle problematiche e
prospettive del comparto.
Nell’occasione verranno presentate la Carta dei servizi della Cia di
Siena e l’Anacsi, l’Associazione nazionale del cavallo da sella
sportivo italiano.
Ai lavori parteciperanno Enzo Mastrobuoni, responsabile nazionale del
settore zootecnico della Cia, Giordano Pascucci, vicepresidente
regionale e Roberto Beligni, vicepresidente provinciale.
La relazione conclusiva sarà svolta da Massimo Pacetti presidente
nazionale della Cia.
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