3 luglio  2001

testata nuovaagricoltura

ATTUALITA'

•    Olio d’oliva: accuse strumentali e infondate da parte della stampa tedesca
•    Olio d’oliva: per il Cno è un attacco per ledere l’immagine di un prodotto tipico del nostro Paese
•    Aliquota zero per tutte le coltivazioni sotto serra sino al 30 settembre
•    Giornate di confronto in Francia per l’Aiel sulle esperienze già operanti delle filiera legno-energia 

 

IN EUROPA

•    Le proposte e le posizioni politiche di revisione della Pac durante il periodo di Agenda 2000
•    Ogm: posticipata la presentazione delle proposte della Commissione
•    Autorità alimentare europea: accordo politico del Consiglio 

 

DAL TERRITORIO

•    Intitolato a Salvatore Genco il parco urbano di Mussomeli
•    La Cia di Napoli lamenta l’inapplicabilità del Por agricoltura 

 

APPUNTAMENTI

•    Inaugurazione della nuova sede della Cia di Ascoli Piceno
•    A Barga la Festa regionale del pensionato
•    La Cia della Toscana e di Siena incontrano gli allevatori di cavalli 

   

 

ATTUALITA'

Olio d’oliva: accuse strumentali e infondate 
da parte della stampa tedesca

Un altro attacco all’agricoltura italiana e sempre dalla Germania. Dopo le fragole e la pasta, questa volta sono presi di mira i nostri olivicoltori. Il giornale tedesco “Die Welt” li accusa di frodare l’Unione europea per ottenere le sovvenzioni comunitarie.

Il giornale denuncia trucchi nella produzione italiana e afferma in modo sarcastico che “gli italiani non sarebbero in effetti italiani se non avessero sfruttato in maniera insolente la domanda (di prodotto) a proprio vantaggio”.

“Die Welt” afferma addirittura che per accrescere la produzione vengono falsificate, nel nostro Paese, le foto aeree per il rilevamento degli alberi di olivo.

Immediata è stata la replica del presidente della Cia Massimo Pacetti alle accuse strumentali e infondate del giornale tedesco.

“Il sistema italiano dei controlli, con l’Agenzia Agecontrol, è un sistema -ha affermato- che funziona in modo piuttosto fermo e rigido. Molti Paesi non sono efficienti come l’Italia. Dubito che ad Agecontrol possa sfuggire la quantità esatta delle produzioni con il controllo capillare sui modelli “F” nei frantoi. E’ una vecchia questione già verificata in passato sul piano comunitario e già ampiamente risolta”.

“Con le aereofotogrammetrie -ha aggiunto Pacetti- si ha una fotografia esatta degli alberi di olivo. I controlli vengono assicurati dal Mipaf e non è mai stata constatata alcuna irregolarità”.

 

 

Olio d’oliva: per il Cno è un attacco per ledere l’immagine di un prodotto tipico del nostro Paese

Agli attacchi della stampa tedesca ha risposto prontamente anche il Consorzio nazionale degli olivicoltori (Cno).

“Prima le fragole poi la pasta, ora è il turno dell’olio d’oliva. Le denunce -a mezzo stampa- che la Germania catapulta contro l’agroalimentare made in Italy, rappresentano -ha affermato il presidente del Cno Giovanni Mercuri- un attacco senza prove e senza regole”.

“Il tentativo di ledere la nostra immagine e quella di un prodotto straordinario e specificatamente italiano come l’olio d’oliva, può recare -ha aggiunto- un danno di enormi proporzioni per l’economia del Paese. Nel meridione d’Italia circa un milione di persone vive del reddito dell’olivicoltura e quindi dell’olio. Il nostro comparto e i nostri produttori sono i più controllati all’interno della Comunità europea, gli stessi si adoperano con enormi sacrifici per garantire un olio sano e di alta qualità. Tutto questo, nonostante gli riconoscano, negli scambi di mercato, meno di 5000 lire per un kg di olio extravergine d’oliva. La nostra non è una difesa di parte, siamo stati i primi ad osteggiare il regolamento 2815/98 sull’origine del prodotto, perché eravamo le vittime di quella normativa ed adesso, ci accusano addirittura di averla utilizzata a nostro favore”.

Mercuri ha, inoltre, rilevato “truffe dell’Italia sugli aiuti alla produzione di olio d’oliva? Falsità. E’ facilmente riscontrabile nella documentazione in possesso degli organismi competenti in materia (vedi Agecontrol).

E’ altresì innegabile che ci siano alcune irregolarità, ma frodi isolate e di poca entità, e comunque non si tratta di un fenomeno esclusivamente italiano, ma si verificano all’interno di tutti gli Stati produttori dell’Unione europea”.

“Siamo molto preoccupati -ha concluso il presidente del Cno- per questi falsi luoghi comuni che, da troppo tempo, gettano discredito sul nostro mondo della produzione ed implicitamente sui nostri amministratori“.

  

 

Aliquota zero per tutte le coltivazioni sotto serra 
sino al 30 settembre

In riferimento alla notizia pubblicata sull’agenzia di ieri 2 luglio, si specifica che la proroga fino al 30 settembre 2001, dell’aliquota zero dell’accisa sul gasolio, è applicata alle coltivazioni sotto serra.

Con tale provvedimento si proroga la disposizione già contenuta nella legge finanziaria per il 2001, che stabiliva l’aliquota zero fino al 30 giugno.

La disposizione è contenuta nel decreto legge 30 giugno 2001, n. 246 che dovrà, ora, essere convertito entro 60 giorni. Il riferimento è contenuto all’articolo 1 comma 3, che specifica come le modalità di erogazione siano quelle del decreto 375/2000, su cui la Cia sta continuando la propria iniziativa per una radicale semplificazione delle norme procedurali previste.

 

 

Giornate di confronto in Francia per l’Aiel sulle esperienze già operanti delle filiera legno-energia

Su invito dell’Itebe, l’Istituto tecnico europeo della filiera legno-energia, il presidente dell’Aiel Marino Berton ed il tecnico di settore Giustino Mezzalira sono venuti in contatto con diverse esperienze di produzione di energia dal legno già operanti nell’area nord-est della Francia, lungo la strada che localmente viene definita dell’energia dal legno. L’iniziativa si è svolta in due giornate durante le quali sono stati visitati sia impianti per singole unità familiari e/o aziendali, sia impianti di servizio collettivo.

Per la Confederazione italiana agricoltori ha partecipato Domenico Mastrogiovanni, responsabile delle politiche forestali.

L’elemento principale emerso è come tali forme di utilizzazione del legno, in particolare di quegli assortimenti meno pregiati, di fatto, oltre a partecipare ad una gestione forestale sostenibile del bosco, contribuiscono ad alimentare forme di occupazione a livello locale ed una multifunzionalità e pluriattività dei territori, accrescendo le possibili attività per gli operatori locali, in particolare per gli agricoltori e gli addetti al settore forestale, con la costruzione di quel mix economico che rende più dinamici i contesti territoriali rurali.

Altro fattore riscontrato è stata l’esibita proposizione dell’impiego del legno per la produzione di energia,  quale elemento di marketing territoriale con la diffusione di forme di impiego di energie rinnovabili progressivamente su tutto il territorio nazionale, in linea con quanto previsto dall’applicazione del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici e sulla riduzione dei gas nocivi per l’atmosfera.

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IN EUROPA

Le proposte e le posizioni politiche di revisione della Pac durante il periodo di Agenda 2000


Le proposte di Franz Fischler

Lo sviluppo rurale, il secondo pilastro della Pac, è la strada del futuro, poiché è il miglior strumento per prendere in considerazione le attese della società.

Con i programmi dello sviluppo rurale è possibile sostenere gli agricoltori che lavorano nelle zone svantaggiate, le misure agroambientali, le foreste e creare fonti alternative di reddito per coloro che vogliono restare in agricoltura. In questo campo è stato promosso il principio della sussidiarietà e sono state trovate soluzioni per azioni specifiche e per stati e regioni.

Adesso, con le valutazioni di mezzo percorso bisognerà creare maggiori incentivi per la produzione di output di qualità, assicurare la salute alimentare, adeguare gli standard per il benessere animale a tutti gli agricoltori senza limitarli ad un tipo specifico e realizzare un miglior sistema di controllo per i prodotti agricoli comunitari operante in tutta l’Unione europea.

Occorre, ormai, che il sistema agricolo sia economicamente, ecologicamente e socialmente sostenibile e per fare ciò è necessaria la “riorentazione” degli aiuti pubblici per favorire l’agricoltura estensiva e per incoraggiare la produzione agricolo-biologica e la diversificazione degli agricoltori.

La Commissione è consapevole del fatto che una “riorentazione” della Pac è un processo delicato ed assicura che non verrà imposto brutalmente un nuovo modello.

In tal senso, il commissario Franz Fischler ha implicitamente proposto di rendere obbligatoria la modulazione degli aiuti diretti che attualmente viene applicata solamente in Francia ed in Gran Bretagna.

Il regolamento 1259/99 sulla modulazione prevede che ciascun Stato membro:

1) adotti misure appropriate in materia ambientale, tenuto conto della situazione specifica dei terreni agricoli utilizzati o della produzione interessata, nonché dei possibili effetti sull’ambiente (eco-condizionalità). Tali misure possono comprendere degli incentivi di carattere agroalimentare;

2) possa decidere di ridurre gli importi dei pagamenti relativi ai regimi coinvolti sulla base di alcuni parametri, quali, la manodopera impiegata in azienda agricola (unità di lavoro annuale) se inferiore a determinati limiti stabiliti dagli Stati membri, la prosperità globale dell’azienda stessa espressa in “margine lordo standard”, se superiore a determinati limiti stabiliti dagli Stati membri, gli importi complessivi percepiti in base ai regimi di sostegno interessati nel corso di un anno civile, se superiori ad un determinato “plafond”. La riduzione non può, comunque, essere superiore al 20 per cento dell’importo complessivo dei pagamenti spettanti a ciascun agricoltore per i regimi in causa;

3) sia obbligato ad utilizzare gli importi trattenuti, entro limiti da fissare, nell’ambito del regolamento per lo sviluppo rurale n. 1257/99 e precisamente, prepensionamento, zone svantaggiate e zone soggette a restrizioni ambientali, impegni agroalimentari, imboschimento.


La posizione della Presidenza belga dell’Ue

Il Belgio, che ha ereditato dalla Svezia la Presidenza dell’Unione europea per il prossimo semestre, non intende occultare il dibattito sul futuro della Pac, ma attenersi al calendario definito a Berlino.

L’attuazione del “Libro bianco” sulla sicurezza alimentare, la creazione dell’Autorità alimentare europea, l’armonizzazione della regolamentazione sulle derrate alimentari, l’igiene alimentare, l’integrazione della multifunzionalità dell’agricoltura nei futuri negoziati Omc, l’esame delle questioni veterinarie, fitosanitarie e di sicurezza alimentare nell’ambito dell’allargamento e la stabilizzazione del settore della carne bovina sono le priorità della Presidenza belga nel settore agricolo.


La posizione dell’Italia prima del Governo Berlusconi

La posizione dell’Italia è stata presentata dall’ex ministro dell’Agricoltura, Pecoraro Scanio, al Consiglio agricoltura dell’Ue il 24 aprile scorso, in un documento di 15 pagine contenente i seguenti punti:

1) la salute umana, la salvaguardia del mondo rurale e la sicurezza dei redditi agricoli dovrebbero essere le priorità delle spese agricole;

2) le Ocm necessitano di una progressiva riforma, per esempio, introdurre in modo più esplicito la possibilità di far dipendere una parte dei premi per il settore delle carni bovine dalla produzione biologica; eliminare progressivamente il regime delle quote latte; autorizzare sulle terre a setaside la produzione delle proteine vegetali; accordare degli incentivi ai produttori di riso biologico;

3) la Pac attuale risulta difficilmente compatibile con le prospettive dell’allargamento. Occorre applicare ai nuovi Stati membri una Pac già riformata e coinvolgerli da subito nelle discussioni sulla riforma;

4) il principio di precauzione deve esser riconosciuto in seno all’Omc per permettere agli Stati dell’Unione europea di scegliere liberamente dei prodotti senza Ogm e di sapere se le sementi o gli alimenti che importano sono o meno geneticamente modificati.


La posizione della Francia

La Pac deve essere l’oggetto di una revisione operata in profondità. Prima di tutto, occorre passare ad un nuovo rapporto con gli agricoltori europei. Il rapporto, concluso 40 anni fa con questi, che spingeva a produrre di più per rispondere ai problemi di autosufficienza alimentare dopo i disastri legati alla seconda guerra mondiale, è decisamente superato.

Il “nuovo rapporto” deve servire a produrre meglio in termini di occupazione, di pratiche ambientali per preservare i suoli, le coste, le falde freatiche, in termini di qualità dei prodotti e della sicurezza alimentare.

Le emergenze della Bse, della diossina e dell’afta epizootica, subite dall’agricoltura negli ultimi anni, servono da lezione ed occorre un segno politico forte come la “riorientazione” degli aiuti pubblici alla produzione verso lo sviluppo rurale, visto che gli aiuti di mercato saranno sempre meno legittimati.


La posizione della Germania

La Germania prevede una svolta agricola. In futuro si dovrà produrre ciò di cui si ha bisogno, così l’agricoltura rispetterà gli animali e l’ambiente.

Il ministro tedesco dell’Agricoltura ha ultimamente fatto intendere che applicherà tra breve lo strumento della modulazione a profitto di programmi di sviluppo rurale e di eco-condizionalità.

Esiste, tuttavia, un aspetto molto particolare della posizione tedesca, ovvero l’idea di “rinazionalizzare” la Pac, secondo il principio della sussidiarietà, trasferendo agli Stati membri le competenze in campo agricolo.

Il ministro dell’Agricoltura ha fatto sapere che i suoi concittadini “non vogliono più versare i contributi per i prodotti agricoli, visto che altri settori economici non ne ricevono più. Le riforme agricole non devono più costare all’Ue”.

Tale tesi è decisamente rigettata sia dalla Francia che dal presidente della Commissione europea Romano Prodi, il quale preferisce parlare di una decentralizzazione della gestione delle sovvenzioni agricole.


La posizione dell’Olanda

Il ministro olandese dell’Agricoltura ha affermato, in una recente intervista, che le numerose disposizioni della Pac che perturbano i mercati devono essere soppresse, che i consumatori pagano troppo caro per la loro alimentazione, che il settore agricolo è paralizzato e lo sviluppo sostenibile ne è vittima e che il funzionamento attuale ostacola la concorrenza internazionale, creando dello scontento tra i partner commerciali mondiali.

 

 

Ogm: posticipata la presentazione
delle proposte della Commissione

Attese dall’autunno scorso, poi annunciate per il 27 giugno, le proposte della Commissione, necessarie per completare la nuova direttiva quadro sugli Ogm, sono state di nuovo rimandate. Queste ultime potrebbero esser presentate al Collegio il 13 luglio prossimo, anche se alcuni esperti sostengo una data diversa, gli inizi di settembre.

Il tasso di Ogm tollerato nelle sementi convenzionali non dovrebbe superare lo 0,3 per cento per le varietà che si riproducono per impollinazione incrociata, ad eccezione del mais, delle barbabietole (limite dello 0,5 per cento), lo 0,5 per cento per le varietà che si riproducono per auto-impollinazione e per le piante nate dalla riproduzione vegetativa e lo 0,7 per cento per la soia.

Per gli Ogm, non autorizzati nell’Unione europea, si propone una soluzione temporanea con una soglia dello zero ed una tolleranza legata ai margini di errore dei test pari allo 0,1 per cento.

Le distanze minime richieste per l’isolamento degli Ogm verranno rispettate oppure moltiplicate per 10 per alcuni ibridi.

I periodi di attesa minima per passare da una coltivazione con Ogm a quella equivalente tradizionale deve essere di 1 anno per la soia ed il mais, di 2 anni per il grano e l’orzo, di 5 anni per la colza, le barbabietole, le patate ed i legumi da foraggio.

 

 

Autorità alimentare europea:
accordo politico del Consiglio

Il Consiglio ha raggiunto il 28 giugno scorso un accordo politico sulla proposta della Commissione concernente l’instaurazione della Aae e la fissazione dei principi generali della legislazione alimentare dell’Unione europea, sostenendo l’approccio integrato che la Commissione ha elaborato per la sicurezza alimentare.

La proposta di regolamento per l’Aae, che ha avuto l’accordo dei ministri, riprende circa la metà degli emendamenti proposti il 12 giugno dal Parlamento europeo.

La Commissione non approva la posizione del Consiglio sulla composizione del Consiglio di amministrazione.

Dopo l’accordo politico la proposta verrà esaminata in seconda lettura dal Parlamento europeo per l’adozione finale del Consiglio.

 

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DAL TERRITORIO 

Presenti autorità civili e militari 
e una grande folla di agricoltori, artigiani e cittadini


Intitolato a Salvatore Genco
il parco urbano di Mussomeli

Commossa cerimonia domenica nella città natale del dirigente della Cia: 
i discorsi del sindaco Scannella, dell’on. Avolio e del figlio di Totò Enrico

Si è svolta a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, una cerimonia pubblica per l’inaugurazione del “parco urbano pubblico” ubicato nell’ampia vallata verde di Torrevecchia, proprio dirimpetto al centro storico.

La cerimonia, organizzata dall’amministrazione comunale, è stata particolarmente significativa: il “parco urbano”, infatti, è intitolato a Salvatore Genco, già presidente della Cia di Caltanissetta e nativo di Mussomeli.

Davanti all’ingresso del Parco si è radunata, alle ore 18 di domenica, una grande folla: agricoltori, artigiani, anziani e giovani, che, con la loro presenza, hanno tributato un omaggio affettuoso alla memoria di “Totò” Genco, che qui aveva cominciato la sua battaglia per il progresso e per la libertà, organizzando le lotte dei “contadini” per la “conquista” della terra; sviluppando un’incessante iniziativa per risolvere il problema dell’acqua, e per tutte le conquiste di carattere sociale che danno un senso concreto alla democrazia della nostra repubblica.

Totò Genco è stato per anni anche consigliere comunale a Mussomeli, ma la sua “storia” è legata soprattutto all’impegno da lui profuso per la rinascita delle nostre zone, insegnando a tutti, ma, in particolare, alla gente dei campi, il dovere di “fare”, di non aspettare le decisioni degli altri, di essere “protagonisti”, cioè padroni del proprio destino.

In questa attività, non sempre “gratificante”, Totò Genco ha speso gli anni migliori della sua vita. Poi, nella mattinata di una domenica settembrina di 4 anni fa, prese la decisione, solitaria, di “lasciare” lavoro, amici, parenti. Perché? Insondabile mistero della vita! Tutti, colleghi di lavoro, parenti, amici, addolorati e attoniti, si fermarono, rispettosi e commossi.

Dopo quattro anni, la decisione dell’amministrazione comunale di intitolare a Salvatore Genco il parco urbano di nuova istituzione, è come un pubblico riconoscimento del valore dell’opera svolta, con abnegazione e sacrifici, dall’esponente popolare, dirigente della Cic prima e della Cia dopo, per il progresso della società, ma, soprattutto, lo sviluppo dell’agricoltura, che è benessere per tutti!

Lo ha spiegato, alla sua cittadinanza, con parole semplici e sentite, il sindaco di Mussomeli, Totuccio Scannella, che di Genco fu amico e anche, come egli stesso ha detto, allievo.

Una cerimonia semplice, ma calda e ricca di suggestione, proprio come sarebbe piaciuta a Totò. Dopo le parole del sindaco, ha parlato l’on. Giuseppe Avolio, che di Genco fu amico fraterno, il quale, eliminando i fiori di carta della retorica, ha evocato, in modo efficace, la figura di Genco esaltando, soprattutto, il suo “fare” per l’emancipazione e il riscatto dei più deboli. Infine, con accenti commossi, ha parlato del padre -ma anche della madre- il figlio Enrico.

Tra i presenti, notati: il ministro delle Poste del passato Governo, Cardinale, nonché deputati e senatori, di tutte le parti politiche, il presidente dell’amministrazione provinciale, autorità civili e militari. Al gran completo i dirigenti locali, provinciali e regionali della Cia con alla testa Giuseppe Valenza, presidente di Caltanissetta e Vito Lo Monaco, presidente regionale -che, alla fine, ha voluto ringraziare, a nome della Cia regionale, tutti gli intervenuti- e, infine, la famiglia: i figli Enrico, Giuseppina e Maria Calogera, e la moglie Cettina, donna esemplare e coraggiosa, che, con mano trepida, ha tagliato il nastro tricolore sotto la lapide sulla quale è inciso il nome di Salvatore Genco, all’ingresso del Parco, che ospitando tra i suoi viali e all’ombra dei suoi alberi e tra i suoi fiori bimbi e anziani sarà sempre occasione per ricordare la figura e l’opera di un uomo degno.

 

 

La Cia di Napoli lamenta
l’inapplicabilità del Por agricoltura

Il Por agricoltura è inadeguato per l’imprenditoria napoletana che rischia di perdere l’opportunità di accedere ai fondi comunitari di Agenda 2000, per attuare la modernizzazione e la qualificazione della filiera produttiva e agroalimentare.

E’ quanto afferma Vincenzo Califano coordinatore della Cia provinciale di Napoli rilevando le contraddizioni contenute nelle misure dei bandi per i quali, dal prossimo 5 luglio, potranno essere presentate le istanze di finanziamento.

“Dall’analisi effettuata -afferma Califano- emerge che la Regione Campania non ha negoziato con la Comunità europea i prerequisiti per l’ammissione al finanziamento da parte delle aziende, non tenendo conto della realtà agricola locale”.

“Se non saranno apportati correttivi indispensabili -prosegue- a ricalibrare la qualità degli interventi, numerosissime aziende resteranno fuori gioco per lo sviluppo in campo agricolo e agroalimentare”.

 

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APPUNTAMENTI

Inaugurazione della nuova sede
della Cia di Ascoli Piceno

Il prossimo 7 luglio, alle ore 10, verrà inaugurata la nuova sede della Confederazione italiana agricoltori di Ascoli Piceno, in via Piemonte 8, e l’“Esposizione permanente dei prodotti tipici e di qualità”.

I lavori saranno aperti da Dante Teodori, presidente provinciale della Cia di Ascoli.

Le conclusioni saranno svolte da Massimo Pacetti presidente nazionale della Confederazione.

 

 

A Barga la Festa regionale
del pensionato

Organizzata dall’Associazione pensionati della Cia della Toscana, si terrà nei giorni 7 e 8 luglio prossimi a Barga, in provincia di Lucca, la Festa regionale del pensionato, che è giunta quest’anno alla 8a edizione. Oltre alla Tavola rotonda di sabato 7 luglio (il programma e i partecipanti sono stati già pubblicati sull’Agenzia), per domenica 8 luglio, in Piazzale sul Fosso, ci sarà l’intervento del segretario generale dell’Associazione nazionale pensionati, Giachino Silvestro.

Il programma della Festa potrà essere consultato sul sito dell’Associazione www.pensionaticia.it (Associazione pensionati)

 

 

La Cia della Toscana e di Siena 
incontrano gli allevatori di cavalli


Si svolgerà il prossimo 12 luglio a Cetona (Siena), alle ore 16 presso la sala polivalente del Comune, un incontro tra la Confederazione italiana agricoltori della Toscana e di Siena con gli allevatori di cavalli, per una valutazione congiunta sulle problematiche e prospettive del comparto.

Nell’occasione verranno presentate la Carta dei servizi della Cia di Siena e l’Anacsi, l’Associazione nazionale del cavallo da sella sportivo italiano.

Ai lavori parteciperanno Enzo Mastrobuoni, responsabile nazionale del settore zootecnico della Cia, Giordano Pascucci, vicepresidente regionale e Roberto Beligni, vicepresidente provinciale.

La relazione conclusiva sarà svolta da Massimo Pacetti presidente nazionale della Cia.

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