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della Confederazione italiana agricoltor
i

2 luglio 2003

Anno 45 - n. 120

 

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini
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ATTUALITA'

   Assemblea dei soci dell’Ases: il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, eletto presidente dell’Associazione

    Il 30 giugno e’ entrato in vigore il Testo Unico degli Espropri

DAL TERRITORIO •    La Conferenza regionale di organizzazione della Cia dell’Umbria

•   Mobilitazione unitaria degli allevatori in provincia di Bari

 

 

ATTUALITA'

Assemblea dei soci dell’Ases: Giuseppe Politi eletto presidente dell’Associazione

Il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, è il nuovo presidente dell’Ases (Associazione solidarietà e sviluppo). La nomina è avvenuta a conclusione dell’assemblea dei soci
convocata nei giorni scorsi a Marghera per rinnovare il Consiglio di amministrazione. Politi è stato eletto alla unanimità su proposta del presidente uscente Norberto Bellini, il quale ha rilevato che la partecipazione del vicepresidente vicario della Cia ad un recente viaggio in Paraguay, è stata la testimonianza non solo di una adesione personale, ma ha rappresentato il momento più alto di convergenza tra la Confederazione italiana agricoltori e l’Ases.
“Politi -ha detto il presidente uscente di Ases- ha potuto in quella occasione constatare personalmente la piena concretezza e la validità dei progetti della nostra Associazione, che si caratterizzano per una vera promozione umana, ed ha espresso piena solidarietà e appoggio alle nostre iniziative. Ora, con la sua nomina a presidente, la nostra Associazione diventa l’organizzazione non governativa di riferimento della Cia nazionale”.
L’Ases, nasce nel Veneto nel 1991 ad opera di un gruppo di persone tra cui vari appartenenti all’allora Confederazione italiana coltivatori sensibili ai problemi delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, in particolare dei contadini e delle fasce sociali più emarginate.
L’attività dell’Ases, grazie al cofinanziamento dell’Unione europea, negli anni è aumentata considerevolmente. Sono stati realizzati progetti di sviluppo rurale e socio-sanitari in Paraguay, Mozambico, Bolivia, Perù, Brasile e Congo.
Nel suo intervento, Politi oltre a ribadire l’importanza dello spirito di solidarietà che muove l’Associazione, ha sottolineato anche il valore che una tale struttura può avere nel contesto della politica agricola della Cia nazionale.
Il nuovo consiglio di amministrazione dell’Ases risulta, quindi, così composto: presidente, Giuseppe Politi; vicepresidente con funzioni di direzione, Norberto Bellini; Claudio Guccinelli, esperto in cooperazione e gestione dei progetti in loco; Claudio Beltrame e Paolo Stocco, esperti nel settore socio-sanitario; Andrea Contò, esperto in formazione; Rita Pasquali, esperta nel settore di educazione allo sviluppo.

 

Il 30 giugno e’ entrato in vigore il Testo Unico degli Espropri

Il dpr.327 dell'8.6.01, modificato dal decreto legislativo 302 del 27.12.02, contiene disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazioni per pubblica utilità, i cui contenuti attengono sia il riordino che l' innovazione della materia, per cui il testo unico degli espropri rappresenta una riforma reale.
Gli aspetti salienti sono i seguenti:
A) L'ambito di applicazione è conforme alla tradizione : beni immobili e diritti reali su di essi, quindi anche i diritti di godimento dei locatari. art.1
B) La definizione di autorità espropriante ricomprende sia l'autorità amministrativa sia il soggetto privato . art. 3
C) La conferma del principio per cui i beni appartenenti al demanio pubblico non sono espropriabili , salva la preventiva sdemanializzazione , diversamente da quanto avviene per i beni patrimoniali pubblici .art. 4
D) Nuove regole sulla competenza in base a cui l'autorità competente per la realizzazione dell'opera è anche competente all'emanazione degli atti dello stesso procedimento espropriativo .art. 6
In termini pratici ed in senso positivo si ottiene una notevole semplificazione perchè il soggetto che esegue l'opera non deve rivolgersi ad altro soggetto per l'autorizzazione , con risparmio di tempo e di disfunzioni burocratiche .
In concreto tale procedura in senso negativo toglie all'autorità espropriante il carattere di terzo che costituiva una garanzia per l'espropriato .
E) In merito ai vincoli diversi dai piani urbanistici generali è stato ampliato il campo di interventi volti ad ottenerli con la conseguente semplificazione degli atti di approvazione da parte delle autorità al fine della dichiarazione di pubblica utilità . art. 10
F) La partecipazione degli interessati è agevolata in termini di avviso personalizzato del procedimento in atto e di relative osservazioni da parte degli espropriandi .art.11
G) La determinazione provvisoria dell'indennità di espropriazione comporta un'acconto pari all'80% di essa a favore del proprietario che ne abbia accettato la determinazione ed abbia acconsentito l'immissione nel possesso del bene.
Il procedimento prende l'avvio entro i 30 g.g. successivi alla dichiarazione di pubblica utilità, con la compilazione dell'elenco dei beni che , diversamente del passato in cui era semplicemente depositato, viene notificato individualmente ai proprietari. art. 20
H) La difesa attiva offerta al proprietario in caso di disaccordo sulla determinazione dell'indennità, costituisce una novità e consente vantaggiosamente a questi di designare un suo tecnico di fiducia all'interno di un ufficio peritale presso il tribunale competente. art. 21
I) Fissazione di un'indennità aggiuntiva per il proprietario coltivatore diretto in caso di esproprio di area edificabile utilizzata a scopi agricoli. art. 37
J) Mantenimento dell’occupazione d’urgenza. art. 22 bis
K) Conferma dei criteri di composizione della commissione provinciale per la determinazione del valore agricolo. art. 41
L) L'indennità per imposizione di servitù e per danni indiretti a favore di soggetti non espropriati comporta il giusto risarcimento per coloro subiscano una permanente diminuizione del valore del fondo per la perdita ed il ridotto esercizio del diritto di proprietà conseguente l'esecuzione di un'opera di pubblica utilità.art. 44
L'aver inserito nel novero degli aventi diritto all'indennità risarcitoria anche questi ultimi è il recepimento in un corpo legislativo di quanto negozialmente già riconosciuto nei protocolli d'intesa con le Regioni, comprese in particolare nel programma di potenziamento del sistema ferroviario.
La progressione dei tutelati in caso di esproprio, innovativamente anche in modo indiretto , è merito della trattativa condotta dalle organizzazioni di categoria come la CIA con gli enti territoriali pubblici a difesa degli interessi socio-economici ed ambientali degli imprenditori agricoli: un chiaro esempio di come la contrattazione, nell'autonomia dei privati , anticipi e favorisca l'operato del legislatore.
M) Conferma della doppia giurisdizione: amministrativa in merito alle controversie aventi come oggetto le procedure di esproprio, ordinaria in merito alla determinazione dell’indennità espropriativa. art. 53

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DAL TERRITORIO

La Conferenza regionale di organizzazione della Cia dell’Umbria

Le conclusioni del vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe Politi

La Confederazione italiana agricoltori dell’Umbria ha raggiunto in questi ultimi anni importanti traguardi che attengono ad una più radicata presenza nel territorio; allo sviluppo della sua azione propositiva per rendere l’agricoltura sempre più competitiva e di qualità; ad una accresciuta capacità di far fronte alle esigenze dei propri associati nel quadro di profondi mutamenti che si affacciano nel panorama agricolo nazionale e internazionale. A fotografare tale realtà è stata la Conferenza regionale di organizzazione che la Cia ha svolto nei giorni scorsi a Giano dell’Umbria e alla quale ha partecipato il vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe Politi.
Politi, concludendo i lavori, si è soffermato a lungo sul grande lavoro organizzativo della Confederazione per rinnovare la propria struttura nelle sue varie articolazione e per adeguarla alle nuove esigenze.
“Insieme –ha detto- abbiamo scelto di cambiare, mantenendo ed affermando con maggiore determinazione, i principi fondamentali che hanno sempre ispirato la nostra organizzazione, quali la collocazione ideale nell’ambito delle forze che si muovono per costruire una società più giusta, democratica, laica ed ispirata al valore della tolleranza e delle differenze.
Politi, dopo aver affermato il carattere autonomo ed unitario della Confederazione ed aver ribadito la scelta del federalismo, della trasparenza e della collegialità, ha fatto riferimento alle importanti innovazioni nella vita interna della organizzazione, con particolare riferimento al nuovo regolamento, al codice etico e al modello unico di rendiconto.
“Tali innovazioni –ha continuato il vicepresidente vicario- hanno l’obiettivo di valorizzare il patrimonio di idee e di uomini presente nella nostra organizzazione; di dare una ulteriore spinta al significato dell’appartenenza; di porre il nostro associato al centro del sistema confederale, quale soggetto privilegiato destinatario di una moltitudine di diritti, ma anche di doveri.
Politi, ha poi ricordato che le decisioni adottate e le azioni messe in atto hanno avviato un nuovo e diverso percorso dal quale non si può più tornare.
“Nell’interesse della Cia e di quanti operano quotidianamente nella nostra Confederazione –ha concluso- l’impegno prioritario è di percorrere questa strada fino in fondo, con umiltà ma anche con grande professionalità, per fare del nostro lavoro una missione e del lavoro degli agricoltori uno strumento efficace di crescita e di sviluppo”.
I lavori della Conferenza sono stati aperti da una relazione del presidente regionale della Cia, Walter Trivellizzi, il quale ha ricordato che il nuovo statuto della Confederazione pone in essere un sistema complesso che deve essere ricondotto a sintesi in tutte le sue articolazioni le quali, a loro volta, devono marciare in maniera coordinata per potere sprigionare tutte le sinergie possibili.
“La conferenza di oggi –ha detto-vuole rispondere a questi interrogativi, vuole essere un momento di confronto tra coloro che operano ai diversi livelli all’interno della organizzazione regionale e che sentono l’importanza e la delicatezza del momento e vogliono adeguare nel modo migliore la macchina organizzativa alle nuove sfide che si presentano.
“Abbiamo –ha detto ancora Trivellizzi- vissuto tanti anni nella Cia, gli anni della giovinezza e della maturità, abbiamo speso gli anni migliori consapevoli di poter raggiungere un grande traguardo. Oggi, con fierezza, possiamo dire che la nostra organizzazione è un punto di riferimento forte per il mondo agricolo, ma anche una grande realtà nel panorama politico ed economico.
“Il nostro obiettivo strategico è stato e resta –ha concluso Trivellizzi- quello di migliorare le condizioni sociali e di reddito nelle campagne, le condizioni dei nostri associati e di quanti operano e vivono quotidianamente all’interno della nostra Confederazione”.
Al dibattito sono intervenuti, oltre al gruppo dirigente regionale al completo, anche numerosi agricoltori che hanno stimolato la discussione e sollecitato approfondimenti.

 

Mobilitazione unitaria degli allevatori in provincia di Bari

L'interruzione della trattativa regionale sul prezzo del latte alla stalla, causata dalla posizione intransigente assunta dalla controparte industriale ed artigianale, ha indotto la mobilitazione degli allevatori su tutto il territorio.
In provincia di Bari, grazie anche all'opera assidua e tenace del gruppo dirigente della Cia, si è giunti a definire una linea di azione unitaria per dare maggior forza alle posizioni degli allevatori.
Secondo il presidente provinciale Francesco Caruso "si sta lavorando unitariamente alla ricerca di una soluzione anche provinciale alla situazione di impasse causata dall'irragionevolezza dei trasformatori. Abbiamo attivato una serie di contatti e stiamo definidendo una linea comune di azione sindacale che eserciti la dovuta pressione nei confronti della controparte. Alle nostre assemblee, già svolte nei giorni scorsi, si stanno aggiungendo le assemblee indette dalla Coldiretti su posizioni unitarie. Il mondo degli allevatori è in fermento non solo per la questione del prezzo del latte alla stalla, ma anche perché in terra di Bari la zootecnia sta vivendo momenti di grande difficoltà ai quali si risponde solo con pallliativi del tutto insufficienti. Negli ultimi anni si è volatilizzato ben il 50% del nostro patrimonio zootecnico e le imprese zootecniche sopravvissute stentano a far quadrare i conti".
Secondo il presidente provinciale la riforma sulle quote approvata dal Governo si è dimostrata ancora una volta un'occasione mancata per mettere mano al riequilibrio del settore: ben il 50% delle aziende zootecniche baresi è al di sotto dei 500 quintali di quota annua e il 75% complessivamente raggiunge a steno i 1000 quintali. In tali condizioni è rimasto inascoltato il grido di allarme perché si utilizzasse lo strumento della riserva nazionale e regionale per un'equa ridistribuzione delle quote. Anche questo sarà un tema della mobilitazione che verrà portato all'attenzione delle forze politiche e di governo territoriali.

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