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ATTUALITA'
Assemblea dei soci
dellAses: Giuseppe Politi eletto presidente dellAssociazione
Il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe
Politi, è il nuovo presidente dellAses (Associazione
solidarietà e sviluppo). La nomina è avvenuta a conclusione
dellassemblea dei soci
convocata nei giorni scorsi a Marghera per rinnovare il Consiglio
di amministrazione. Politi è stato eletto alla unanimità
su proposta del presidente uscente Norberto Bellini, il quale ha rilevato
che la partecipazione del vicepresidente vicario della Cia ad un recente
viaggio in Paraguay, è stata la testimonianza non solo di una
adesione personale, ma ha rappresentato il momento più alto
di convergenza tra la Confederazione italiana agricoltori e lAses.
Politi -ha detto il presidente uscente di Ases- ha potuto in
quella occasione constatare personalmente la piena concretezza e la
validità dei progetti della nostra Associazione, che si caratterizzano
per una vera promozione umana, ed ha espresso piena solidarietà
e appoggio alle nostre iniziative. Ora, con la sua nomina a presidente,
la nostra Associazione diventa lorganizzazione non governativa
di riferimento della Cia nazionale.
LAses, nasce nel Veneto nel 1991 ad opera di un gruppo di persone
tra cui vari appartenenti allallora Confederazione italiana
coltivatori sensibili ai problemi delle popolazioni dei paesi in via
di sviluppo, in particolare dei contadini e delle fasce sociali più
emarginate.
Lattività dellAses, grazie al cofinanziamento dellUnione
europea, negli anni è aumentata considerevolmente. Sono stati
realizzati progetti di sviluppo rurale e socio-sanitari in Paraguay,
Mozambico, Bolivia, Perù, Brasile e Congo.
Nel suo intervento, Politi oltre a ribadire limportanza dello
spirito di solidarietà che muove lAssociazione, ha sottolineato
anche il valore che una tale struttura può avere nel contesto
della politica agricola della Cia nazionale.
Il nuovo consiglio di amministrazione dellAses risulta, quindi,
così composto: presidente, Giuseppe Politi; vicepresidente
con funzioni di direzione, Norberto Bellini; Claudio Guccinelli, esperto
in cooperazione e gestione dei progetti in loco; Claudio Beltrame
e Paolo Stocco, esperti nel settore socio-sanitario; Andrea Contò,
esperto in formazione; Rita Pasquali, esperta nel settore di educazione
allo sviluppo.
Il 30 giugno e
entrato in vigore il Testo Unico degli Espropri
Il dpr.327 dell'8.6.01,
modificato dal decreto legislativo 302 del 27.12.02, contiene disposizioni
legislative e regolamentari in materia di espropriazioni per pubblica
utilità, i cui contenuti attengono sia il riordino che l' innovazione
della materia, per cui il testo unico degli espropri rappresenta una
riforma reale.
Gli aspetti salienti sono i seguenti:
A) L'ambito di applicazione è conforme alla tradizione : beni
immobili e diritti reali su di essi, quindi anche i diritti di godimento
dei locatari. art.1
B) La definizione di autorità espropriante ricomprende sia
l'autorità amministrativa sia il soggetto privato . art. 3
C) La conferma del principio per cui i beni appartenenti al demanio
pubblico non sono espropriabili , salva la preventiva sdemanializzazione
, diversamente da quanto avviene per i beni patrimoniali pubblici
.art. 4
D) Nuove regole sulla competenza in base a cui l'autorità competente
per la realizzazione dell'opera è anche competente all'emanazione
degli atti dello stesso procedimento espropriativo .art. 6
In termini pratici ed in senso positivo si ottiene una notevole semplificazione
perchè il soggetto che esegue l'opera non deve rivolgersi ad
altro soggetto per l'autorizzazione , con risparmio di tempo e di
disfunzioni burocratiche .
In concreto tale procedura in senso negativo toglie all'autorità
espropriante il carattere di terzo che costituiva una garanzia per
l'espropriato .
E) In merito ai vincoli diversi dai piani urbanistici generali è
stato ampliato il campo di interventi volti ad ottenerli con la conseguente
semplificazione degli atti di approvazione da parte delle autorità
al fine della dichiarazione di pubblica utilità . art. 10
F) La partecipazione degli interessati è agevolata in termini
di avviso personalizzato del procedimento in atto e di relative osservazioni
da parte degli espropriandi .art.11
G) La determinazione provvisoria dell'indennità di espropriazione
comporta un'acconto pari all'80% di essa a favore del proprietario
che ne abbia accettato la determinazione ed abbia acconsentito l'immissione
nel possesso del bene.
Il procedimento prende l'avvio entro i 30 g.g. successivi alla dichiarazione
di pubblica utilità, con la compilazione dell'elenco dei beni
che , diversamente del passato in cui era semplicemente depositato,
viene notificato individualmente ai proprietari. art. 20
H) La difesa attiva offerta al proprietario in caso di disaccordo
sulla determinazione dell'indennità, costituisce una novità
e consente vantaggiosamente a questi di designare un suo tecnico di
fiducia all'interno di un ufficio peritale presso il tribunale competente.
art. 21
I) Fissazione di un'indennità aggiuntiva per il proprietario
coltivatore diretto in caso di esproprio di area edificabile utilizzata
a scopi agricoli. art. 37
J) Mantenimento delloccupazione durgenza. art. 22 bis
K) Conferma dei criteri di composizione della commissione provinciale
per la determinazione del valore agricolo. art. 41
L) L'indennità per imposizione di servitù e per danni
indiretti a favore di soggetti non espropriati comporta il giusto
risarcimento per coloro subiscano una permanente diminuizione del
valore del fondo per la perdita ed il ridotto esercizio del diritto
di proprietà conseguente l'esecuzione di un'opera di pubblica
utilità.art. 44
L'aver inserito nel novero degli aventi diritto all'indennità
risarcitoria anche questi ultimi è il recepimento in un corpo
legislativo di quanto negozialmente già riconosciuto nei protocolli
d'intesa con le Regioni, comprese in particolare nel programma di
potenziamento del sistema ferroviario.
La progressione dei tutelati in caso di esproprio, innovativamente
anche in modo indiretto , è merito della trattativa condotta
dalle organizzazioni di categoria come la CIA con gli enti territoriali
pubblici a difesa degli interessi socio-economici ed ambientali degli
imprenditori agricoli: un chiaro esempio di come la contrattazione,
nell'autonomia dei privati , anticipi e favorisca l'operato del legislatore.
M) Conferma della doppia giurisdizione: amministrativa in merito alle
controversie aventi come oggetto le procedure di esproprio, ordinaria
in merito alla determinazione dellindennità espropriativa.
art. 53
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DAL
TERRITORIO
La Conferenza regionale
di organizzazione della Cia dellUmbria
Le conclusioni del vicepresidente vicario
nazionale, Giuseppe Politi
La Confederazione italiana
agricoltori dellUmbria ha raggiunto in questi ultimi anni importanti
traguardi che attengono ad una più radicata presenza nel territorio;
allo sviluppo della sua azione propositiva per rendere lagricoltura
sempre più competitiva e di qualità; ad una accresciuta
capacità di far fronte alle esigenze dei propri associati nel
quadro di profondi mutamenti che si affacciano nel panorama agricolo
nazionale e internazionale. A fotografare tale realtà è
stata la Conferenza regionale di organizzazione che la Cia ha svolto
nei giorni scorsi a Giano dellUmbria e alla quale ha partecipato
il vicepresidente vicario nazionale, Giuseppe Politi.
Politi, concludendo i lavori, si è soffermato a lungo sul grande
lavoro organizzativo della Confederazione per rinnovare la propria
struttura nelle sue varie articolazione e per adeguarla alle nuove
esigenze.
Insieme ha detto- abbiamo scelto di cambiare, mantenendo
ed affermando con maggiore determinazione, i principi fondamentali
che hanno sempre ispirato la nostra organizzazione, quali la collocazione
ideale nellambito delle forze che si muovono per costruire una
società più giusta, democratica, laica ed ispirata al
valore della tolleranza e delle differenze.
Politi, dopo aver affermato il carattere autonomo ed unitario della
Confederazione ed aver ribadito la scelta del federalismo, della trasparenza
e della collegialità, ha fatto riferimento alle importanti
innovazioni nella vita interna della organizzazione, con particolare
riferimento al nuovo regolamento, al codice etico e al modello unico
di rendiconto.
Tali innovazioni ha continuato il vicepresidente vicario-
hanno lobiettivo di valorizzare il patrimonio di idee e di uomini
presente nella nostra organizzazione; di dare una ulteriore spinta
al significato dellappartenenza; di porre il nostro associato
al centro del sistema confederale, quale soggetto privilegiato destinatario
di una moltitudine di diritti, ma anche di doveri.
Politi, ha poi ricordato che le decisioni adottate e le azioni messe
in atto hanno avviato un nuovo e diverso percorso dal quale non si
può più tornare.
Nellinteresse della Cia e di quanti operano quotidianamente
nella nostra Confederazione ha concluso- limpegno prioritario
è di percorrere questa strada fino in fondo, con umiltà
ma anche con grande professionalità, per fare del nostro lavoro
una missione e del lavoro degli agricoltori uno strumento efficace
di crescita e di sviluppo.
I lavori della Conferenza sono stati aperti da una relazione del presidente
regionale della Cia, Walter Trivellizzi, il quale ha ricordato che
il nuovo statuto della Confederazione pone in essere un sistema complesso
che deve essere ricondotto a sintesi in tutte le sue articolazioni
le quali, a loro volta, devono marciare in maniera coordinata per
potere sprigionare tutte le sinergie possibili.
La conferenza di oggi ha detto-vuole rispondere a questi
interrogativi, vuole essere un momento di confronto tra coloro che
operano ai diversi livelli allinterno della organizzazione regionale
e che sentono limportanza e la delicatezza del momento e vogliono
adeguare nel modo migliore la macchina organizzativa alle nuove sfide
che si presentano.
Abbiamo ha detto ancora Trivellizzi- vissuto tanti anni
nella Cia, gli anni della giovinezza e della maturità, abbiamo
speso gli anni migliori consapevoli di poter raggiungere un grande
traguardo. Oggi, con fierezza, possiamo dire che la nostra organizzazione
è un punto di riferimento forte per il mondo agricolo, ma anche
una grande realtà nel panorama politico ed economico.
Il nostro obiettivo strategico è stato e resta ha
concluso Trivellizzi- quello di migliorare le condizioni sociali e
di reddito nelle campagne, le condizioni dei nostri associati e di
quanti operano e vivono quotidianamente allinterno della nostra
Confederazione.
Al dibattito sono intervenuti, oltre al gruppo dirigente regionale
al completo, anche numerosi agricoltori che hanno stimolato la discussione
e sollecitato approfondimenti.
Mobilitazione unitaria
degli allevatori in provincia di Bari
L'interruzione della trattativa regionale sul
prezzo del latte alla stalla, causata dalla posizione intransigente
assunta dalla controparte industriale ed artigianale, ha indotto la
mobilitazione degli allevatori su tutto il territorio.
In provincia di Bari, grazie anche all'opera assidua e tenace del
gruppo dirigente della Cia, si è giunti a definire una linea
di azione unitaria per dare maggior forza alle posizioni degli allevatori.
Secondo il presidente provinciale Francesco
Caruso "si sta lavorando unitariamente alla ricerca di una soluzione
anche provinciale alla situazione di impasse causata dall'irragionevolezza
dei trasformatori. Abbiamo attivato una serie di contatti e stiamo
definidendo una linea comune di azione sindacale che eserciti la dovuta
pressione nei confronti della controparte. Alle nostre assemblee,
già svolte nei giorni scorsi, si stanno aggiungendo le assemblee
indette dalla Coldiretti su posizioni unitarie. Il mondo degli allevatori
è in fermento non solo per la questione del prezzo del latte
alla stalla, ma anche perché in terra di Bari la zootecnia
sta vivendo momenti di grande difficoltà ai quali si risponde
solo con pallliativi del tutto insufficienti. Negli ultimi anni si
è volatilizzato ben il 50% del nostro patrimonio zootecnico
e le imprese zootecniche sopravvissute stentano a far quadrare i conti".
Secondo il presidente provinciale la riforma sulle quote approvata
dal Governo si è dimostrata ancora una volta un'occasione mancata
per mettere mano al riequilibrio del settore: ben il 50% delle aziende
zootecniche baresi è al di sotto dei 500 quintali di quota
annua e il 75% complessivamente raggiunge a steno i 1000 quintali.
In tali condizioni è rimasto inascoltato il grido di allarme
perché si utilizzasse lo strumento della riserva nazionale
e regionale per un'equa ridistribuzione delle quote. Anche questo
sarà un tema della mobilitazione che verrà portato all'attenzione
delle forze politiche e di governo territoriali.
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