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1 luglio 2003

Anno 45 - n. 119

 

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ATTUALITA'

   L’agricoltura nella morsa della siccità e delle grandinate rischia una “ferita” da 5 miliardi di euro

   Riunione nazionale sui temi della bonifica

DAL TERRITORIO •    Prima giornata dei Campi Estivi promossi dalla Cia Campania

 

 

ATTUALITA'

L’agricoltura nella morsa della siccità e delle grandinate rischia una “ferita” da 5 miliardi di euro

Si registrano diminuzioni in tutte le produzioni: dall’ortofrutta ai cereali, dal riso alla barbabietola da zucchero. Danni anche per i vigneti. Problemi per gli allevamenti zootecnici. Crescono i costi per gli agricoltori. La Cia chiede lo stato di calamità.

Una “ferita” da 5 miliardi di euro. Questo il durissimo pegno che l’agricoltura italiana sarà costretta a pagare a causa della grave siccità che ha colpito l’intera penisola e alla quale si accompagnano violente grandinate che, specie al Nord Italia, hanno devastato intere coltivazioni. La Cia segnala un calo consistente delle produzioni ortofrutticole, di grano duro e tenero, di mais, di barbabietola da zucchero, di riso. Contemporaneamente è a rischio sia la vendemmia che la raccolta delle olive, in quanto pesanti danni si sono registrati nei vigneti, anche di alta qualità, e negli oliveti.
Secondo i primi ancora provvisori calcoli, a fine anno potrebbe aversi una drastica riduzione della produzione lorda vendibile agricola pari al 10-15 per cento. Alla quale vanno aggiunti tutti gli onerosi costi che gli agricoltori stanno sopportando per far fronte alla siccità e alle conseguenze delle grandinate e dei violenti temporali: aumenti dei consumi di energia elettrica (tra il 25 e il 30 per cento) per l’utilizzo di impianti e di strutture di irrigazione, reimpianti delle coltivazioni andati distrutti, il ripristino dei terreni, maggior ricorso al credito ordinario.
Nell’ortofrutta si sono finora registrati cali produttivi per le pesche (meno 25 per cento), per le albicocche (meno 25-30 per cento), per le ciliegie (meno 15 per cento), per i pomodori (meno 25 per cento), per le zucchine (meno 15 per cento), per le melanzane (meno del 20 per cento), per la lattuga (meno 20 per cento), per i fagiolini (meno 10-15 per cento).
Pesanti riduzioni produttive anche per il grano duro e tenero (meno 20 per cento), per il mais (meno 25 per cento), per il riso (meno 15-20 per cento), per le barbabietole da zucchero (meno 15 per cento).
Inoltre, qualora dovesse perdurare anche nei mesi di luglio e agosto l’eccezionale ondata di caldo e di siccità l’olivicoltura italiana quest’anno potrebbe far registrare la peggior annata produttiva degli ultimi quindici anni.
Per questi motivi la Cia chiede lo stato di calamità naturale e l’attivazione di immediati interventi a sostegno delle imprese agricole colpite.

 

Riunione nazionale sui temi della bonifica

Si è svolta nei giorni scorsi una riunione, presso la sede nazionale della Cia, sui temi della bonifica e dei Consorzi.
L’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (Anbi) ha recentemente costituito un gruppo di lavoro incaricato ad elaborare un documento di indirizzi che si pone l’obiettivo di aggiornare, alla luce della riforma della Costituzione, la collocazione della bonifica nel quadro delle nuove competenze dello Stato e delle Regioni.
Il risultato del gruppo di lavoro, al quale hanno partecipato anche alcuni rappresentanti della nostra confederazione in seno al consiglio dell’Anbi, consiste in un documento di principi che, partendo dalla attuale dottrina e giurisprudenza, disegna un quadro di compiti, funzioni, poteri e ordinamento della bonifica e dei consorzi di bonifica.
Questa elaborazione verrà presumibilmente proposta come contributo anche nell’ambito del dibattito sulla emanazione delle nuove norme attuative del titolo V della Costituzione , ed in particolare in riferimento alle materie di potestà concorrente ed esclusiva dello Stato e delle Regioni.
In particolare il provvedimento “La Loggia” di recentissima approvazione, nel dettare norme di attuazione dell’art. 117 della Costituzione, prevede altresì che “ in sede di prima applicazione, per orientare l’iniziativa legislativa dello Stato e delle Regioni fino all’entrata in vigore delle leggi con le quali il Parlamento definirà i nuovi principi fondamentali, il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore delle legge stessa, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con i Ministri interessati, uno o più decreti legislativi meramente ricognitivi dei principi fondamentali che si traggono dalle leggi vigenti, nelle materie previste dall’art. 117, terzo comma della Costituzione, attenendosi ai principi della esclusività, chiarezza, proporzionalità ed omogeneità “.
Complessivamente gli interventi hanno condiviso l’impostazione del documento Anbi, pur evidenziando la necessità di un rinnovato impegno affinché i principi di autogoverno , di efficienza ed efficacia nella gestione dei Consorzi di Bonifica raggiungano una attuazione completa e generalizzata nel territorio.
I partecipanti alla riunione hanno messo inoltre in evidenza le difficoltà e la diversità nelle varie regioni, che compongono un quadro tutt’altro che omogeneo ed uniforme, sia negli orientamenti dei vari governi regionali, sia nel ruolo e nella qualità della gestione dei Consorzi di Bonifica. E’ stato evidenziato che a fronte di un quadro generale di principi che devono dare giusta collocazione e certezza giuridica ai Consorzi, è altresì necessario adattare il modello consortile alle realtà regionali.
Il vice presidente nazionale Rizzioli, nelle sue conclusioni ha sottolineato la necessità di partire dal territorio e dalle sue esigenze, dagli obiettivi di sviluppo che ciascuna regione si è data, anche attraverso gli strumenti di programmazione generali, ponendo particolare attenzione agli statuti regionali in corso di definizione, al fine di inserire la bonifica e i Consorzi nel quadro delle iniziative per la gestione del territorio e l’uso delle risorse naturali e far emergere il ruolo centrale delle imprese agricole.

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DAL TERRITORIO

Prima giornata dei Campi Estivi promossi dalla Cia Campania

L’eccezionale paesaggio vesuviano ha fatto da cornice alla prima giornata dei Campi Estivi organizzati dall’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli della Cia Campania. Tanti i giovani imprenditori che, da tutta la penisola, hanno raggiunto il Park Hotel Vesuvio. Il Presidente Provinciale Cia di Napoli Vincenzo Califano ha presieduto l’incontro della mattinata dando il via ad un workshop su: Il sistema dei parchi. Il parco Nazionale del Vesuvio.
Nicola Stolfi, responsabile ambientale territorio Cia, nel suo intervento ha messo in evidenza gli aspetti della tutela e della valorizzazione dei parchi, da inserire in una nuova politica comunitaria: individuare strumenti specifici d'intervento volti a favorire forme di agricoltura a minore impatto ambientale inglobate nel contesto territoriale di riferimento. Il Presidente Ente Parco del Vesuvio Amilcare Troiano ha specificato che le aree protette dei parchi devono fare sistema, anche attraverso la qualità della produzione, insieme alle bellezze artistiche ed ambientali. Michele Buonuomo Presidente della lega Ambiente campana ha evidenziato l’importanza del dialogo tra le associazioni ambientaliste e quelle agricole, affinchè insieme si possano adottare politiche a basso impatto ambientale a difesa del territorio. Matteo Ansanelli, segretario nazionale Agia, è intervenuto sul complesso rapporto tra agricoltura e società. Ha evidenziato l’opera dell’agricoltore come manutentore del territorio e come prezioso presidio per la tutela di beni ambientali, paesaggistici e di protezione del territorio. Ha concluso i lavori il vicepresidente nazionale della Cia Mino Rizzioli, che ha affermato il valore di quest’iniziativa che ha dato realmente la possibilità ai giovani della Cia di incontrare e discutere delle tematiche più importanti e attuali del mondo agricolo. Erano presenti, tra gli altri, alla giornata inaugurale del campo estivo, il presidente regionale Cia Aniello Troiano ed il Presidente dell’Agia campana Mario Grasso.

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