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ATTUALITA'
Riforma della Pac:
chiudere al più presto
Necessari miglioramenti per le produzioni italiane
Una dichiarazione del presidente della Cia Massimo Pacetti
Speriamo che questa
tela di Pelenope trovi al più presto un Ulisse da coprire.
Cosi il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo
Pacetti ha commentato le trattative sulla riforma della Politica agricola
comune che in queste settimane hanno visto i ministri dellUe
in un complesso e faticoso confronto a Lussemburgo.
Indubbiamente -ha aggiunto Pacetti- con le varie bozze di compromesso
sono stati compiuti passi avanti. E questo dimostra anche la validità
delle indicazioni e del lavoro svolto dalla Cia a sostegno dellazione
del ministro Gianni Alemanno, a cui va dato atto del forte impegno
sviluppato in difesa dellagricoltura nazionale. Il nostro non
è stato un impegno a vuoto. Essere presenti direttamente al
negoziato con una delegazione ci ha permesso di fornire un utile contributo.
Comunque -ha sottolineato il presidente della Cia- restano alcuni
punti fortemente critici. Essi riguardano, in particolare, il grano
duro e lesigenza di coprire gli svantaggi nei prezzi della macellazione
della carne bovina. Ulteriori miglioramenti devono essere apportanti
al settore del riso e della frutta in guscio. Ovviamente, vanno salvaguardate
le produzioni mediterranee e non va sottaciuta lesigenza di
un aumento della nostra quota di latte.
Daltra parte, le perplessità della Cia rispetto
alla graniticità del disaccoppiamento -ha rilevato Pacetti-
sono state superate, in modo, quindi, da evitare rischi di abbandono,
specie nelle zone interne, e sul lavoro. Mentre è preoccupante
ciò che riguarda la modulazione in quanto si rischia di privare
di risorse, ma anche di prospettiva, unagricoltura fortemente
legata al territorio come quella italiana. Questo è uno sforzo
che la Commissione Ue deve poter compiere.
La trattativa -ha concluso Pacetti- va perciò chiusa
al più presto. Vanno superate le contrapposizioni che attualmente
ingessano il negoziato e che rischierebbero di essere penalizzanti
in sede di Wto.
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DAL
TERRITORIO
Il vicepresidente vicario Giuseppe Politi
interviene alla direzione regionale della Cia toscana
Si è tenuta nei giorni scorsi la riunione
della direzione regionale della Cia toscana che ha approvato il rendiconto
2002, presentato nella forma tradizionale e nel combinato di gruppo
(comprendente undici soggetti tra enti, associazioni e società)
. Alla riunione ha preso parte il vicepresidente vicario nazionale
Giuseppe Politi il quale, concludendo i lavori, ha manifestato la
propria soddisfazione per lenorme lavoro organizzativo svolto
dalla Cia della Toscana.
Abbiamo ha ribadito- Politi- discusso, lavorato seriamente
e con convinzione al rinnovamento della Cia. Abbiamo assunto impegni
e decisioni che vogliamo assolutamente rispettare.
Non possiamo permetterci il lusso ha detto ancora- che
pezzi della Confederazione soffrano altrove delle carenze e dei ritardi
organizzativi. La Cia può andare avanti e crescere, ma ciò
è possibile solo a patto che si affermino con orgoglio i tratti
unitari di una Confederazione nazionale organizzata secondo un modello
federalista.
Politi, dopo aver affermato che su questa direttrice si sono fatti
enormi passi in avanti, vedi i nuovi statuti, i regolamenti, il codice
etico, il modello unico di rendiconto, ha così continuato:
Si tratta di scelte importanti che pongono la Cia nella condizione
di poter programmare meglio il proprio lavoro.
Il rendiconto 2002 ha concluso il vicepresidente vicario-
presentato dalla Confederazione toscana è un segnale importante.
E una prima verifica , sia pure parziale, che il lavoro svolto
in questi mesi ha avuto ed ha un valore che lascia ben sperare per
la crescita complessiva della nostra organizzazione.
Nel presentare il rendiconto, Valentino Vannelli, della presidenza
regionale, ha affermato che già dal 2003 si registrano segnali
di ripresa, tali da ritenere che il risultato negativo possa essere
ammortizzato nei prossimi esercizi senza dover adottare misure di
carattere eccezionale.
La relazione sociale di missione ha proseguito Vannelli-
è una novità assoluta per la Cia della Toscana. Con
essa la Cia compie un ulteriore passo in avanti nel processo di rinnovamento
della Confederazione, ispirato alla responsabilità della gestione
e alla piena condivisione delle scelte.
La direzione, presieduta dal presidente regionale, Enzo Pierangioli,
è proseguita con numerosi interventi che hanno apprezzato il
lavoro svolto e sottolineato unanimemente la necessità di proseguire
nellopera di razionalizzazione e riorganizzazione della Confederazione
a tutti i livelli.
Manca lacqua
per lagricoltura nella provincia di Taranto
"Sarà inviato un esposto alla Procura della Repubblica
di Taranto perche' siano accertate eventuali responsabilita' nella
mancata erogazione agli agricoltori jonici della quantità d'acqua
necessaria per irrigare i campi". Lo hanno affermato in una conferenza
stampa Nicola Spagnuolo e Vito Rubino, rispettivamente presidente
e vice presidente provinciali della Confederazione Italiana Agricolttori
di Taranto, riguardo l'emergenza acqua che investe la provincia.
"Se la situazione entro i prossimi giorni non cambierà
-hanno affermato- gli agricoltori presidieranno punti strategici della
zona occidentale della provincia.
'L' emergenza acqua sottolineano - sta causando condizioni
drammatiche a migliaia di agricoltori; ma quest'anno l'assurdo è
che gli invasi sono pieni. Basti pensare che alla stessa data dell'anno
scorso c'erano 235 milioni di metri cubi di acqua, mentre quest' anno
gli invasi ne hanno a disposizione 822 milioni. E la diga di Senise,
che l' anno scorso aveva 58.000 metri cubi d' acqua, quest'anno ne
ha ben 289.000.
Eppure -ribadiscono- gli agricoltori di una fascia di 13 ettari della
zona occidentale della provincia (da Palagiano a Ginosa) sono ''praticamente
a secco''.
Sotto accusa, in particolare, e' la gestione dell'accordo di programma
siglato nel '99 fra i presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata,
Raffaele Fitto e Filippo Bubbico, in base al quale dalla diga di Senise
sarebbero stati erogati 2.800 litri d'acqua al secondo al Consorzio
di bonifica Stornara e Tara, che poi li avrebbe distribuiti nei campi.
''Invece - denunciano i responsabili della Cia di Taranto - di acqua
ne arriva la metà, 1.400 litri al secondo, l'equivalente di
nove-dieci ore di erogazione d' acqua ogni dieci giorni, che ovviamente
non sono sufficienti ad evitare la distruzione delle colture''.
Ad essere colpiti sono in particolare 4.000 ettari di vigneto, 300
di agrumeto, 1.900 ettari di ortaggi, che appartengono a 2.200 agricoltori.
'L' acqua non arriva o arriva in quantità insufficiente
- rilevano - e a quel punto si farà fronte con i pozzi artesiani
almeno chi li ha nei propri terreni; intanto una parte delle colture
gia' si puo' considerare irrimediabilmente compromessa'.
E i responsabili provinciali della Cia denunciano, infine, 'le
lentezze burocratiche nei confronti degli agricoltori colpiti dalle
calamità naturali, poi sulle loro teste sono ricadute,
anche le gelate e le grandinate.
Agrigento: le organizzazioni agricole preoccupate
per la sitazione idrica
Le Organizzazioni agricole della provincia
di Agrigento -Cia, Coldiretti e Confagricoltura- esprimono in una
nota congiunta, preoccupazione per lo stato di confusione in cui opera
il Consorzio di bonifica Ag. 3. Questo, infatti, malgrado un'annata
particolarmente piovosa e gli invasi praticamente pieni, non riesce
a far partire la campagna irrigua in gran parte del comprensorio nonostante
la grande disponibilità delle organizzazioni stesse a proprorre
soluzioni ed interventi per governare la difficile situazione del
Comprensorio irriguo.
Cia, Coldiretti e Confagricoltura denunciano il crescente malumore
nella categoria per la mancanza di manutenzione di gran parte degli
impianti, ancorchè di recente realizzazione e per l'insostenibilità
dell'attuale gestione straordinaria, che a distanza di 10 anni dall'approvazione
della Legge 45/95 di riordino dei Consorsi di bonifica, sottrae ai
produttori la gestione democratica dei Consorzi.
Il ritorno alla gestione ordinaria -affermano le Organizzazioni agricole-
è la condizione indispensabile perchè in un'area come
quella della provincia di Agrigento in cui, il controllo e la gestione
delle risorse idriche è fondamentale per lo sviluppo dell'economia
agricola, il volere mantenere il Consorzio Ag. 3 nell'attuale gestione
straordinaria significa una precisa volontà del governo nel
non voler portare a soluzione i gravi problemi dell'emergenza idrica
e dello sviluppo dell'agricoltura agrigentina.
Toscana: frutti di
bosco per il rilancio della Val di Sieve
Presentato un innovativo progetto per la creazione di nuovi impianti
in terreni per lo più marginali. Ne è nata una cooperativa
di 15 aziende che questanno produrrà 35 quintali di frutti
di bosco
Lamponi, mirtilli, ribes e more, piccoli frutti sempre più
apprezzati e richiesti dalla gastronomia, sono ora in arrivo sulle
tavole toscane direttamente dalle colline del Mugello e della Val
di Sieve.
Li propone la Cooperativa Il Paniere che si è recentemente
costituita grazie a un progetto promosso dal CIPAAT Sviluppo rurale
di Firenze , sostenuto e cofinanziato dalla Comunità montana
Montagna fiorentina, con la collaborazione della Confederazione Italiana
Agricoltori di Firenze, dellAmbito Territoriale Caccia ATC e
del Credito Cooperativo di Rufina.
La Cooperativa è stata presentata il 20 giugno a Firenze nellOratorio
di SantAmbrogio.
Il Paniere nasce da un sogno di rilancio dellagricoltura
della Val Sieve ha spiegato Nello Puccioni responsabile della
produzione e animatore del progetto per conto del Cipaat Sviluppo
Rurale di Firenze In questa area bisognava far nascere altre
produzioni oltre al vino e allolio, dove potessero essere competitivi
anche i piccoli produttori, con modeste estensioni di terreno. Ed
i frutti di bosco sono lideale, gli impianti non richiedono
troppo lavoro ed aumentano velocemente la capacità produttiva.
Siamo partiti nel 2002 - ha affermato Filippo Ginanni, Presidente
della Cooperativa - questanno si dovrebbero raccogliere 35 quintali
e arrivare a 100-120 quintali già dal prossimo anno, fino a
una media di 200 quintali lanno. Sono prodotti apprezzati dal
mercato e remunerativi, basti pensare che da un ettaro di coltivazione
si può ricavare lamponi per un valore di circa 56 mila Euro.
Per noi questa è unesperienza da valorizzare e
da riproporre in altre zone della regione dice Giordano Pascucci,
vicepresidente di Cia, Confederazione Italiana agricoltori, Toscana
. Ci dimostra che laggregazione di piccole aziende nella
realizzazione di attività cosiddette minori, anche in aree
marginali, può offrire un originale volano economico per lo
sviluppo delle aree rurali.
Alla Cooperativa Il Paniere aderiscono ora 15 aziende
collocate nei comuni di Pontassieve, Pelago, Rufina, Dicomano e Reggello.
Vi lavorano circa 35 persone su 26 mila metri quadrati di nuovi impianti.
Delle 15 aziende 4 sono gestite da donne e 5 da giovani agricoltori;
5 fanno produzione biologica mentre tutte le altre seguono le indicazioni
della coltivazione integrata.
I prodotti de Il Paniere sono commercializzati nei supermercati Coop
e nella ristorazione e pasticcerie.
Per il futuro la cooperativa prevede la realizzazione di nuovi impianti,
la messa a dimora di nuovi cultivar, la creazione di una catena di
trasformazione e confezionamento dei prodotti (per produzione surgelate
e distillati).
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APPUNTAMENTI
Convocata l'Assemblea nazionale Cia
Si riunirà a
Roma, il 24 giugno alle ore 9,30, presso il Centro Congressi Frentani,
in via dei Frentani 4, l'Assemblea Nazionale della Confederazione
Italiana Agricoltori per trattare il seguente ordine del giorno:
a) situazione politica nazionale;
b) la riforma della Politica agricola comunitaria;
c) approvazione bilancio consuntivo 2002;
d) approvazione bilancio preventivo 2003;
e) approvazione regolamento nazionale;
f) approvazione del codice etico;
g) approvazione dello "schema di bilancio unico" nazionale
h) varie.
In arrivo il numero di giugno del mensile
della Cia Toscana
E in arrivo agli abbonati il numero
di giugno di dimensione agricoltura, il mensile della
Cia Toscana che da alcuni mesi si è rinnovato nella sua veste
grafica ed è più ricco di notizie.
Questo numero, in occasione della decima edizione della Festa regionale
del Pensionato che si terrà a Pontremoli (MS) il 29 giugno
2003, ha realizzato un inserto speciale dedicato ai pensionati.
Oltre a contenere contributi specifici rivolti alla categoria, sono
presenti una intervista al neopresidente nazionale dellAssociazione
pensionati della Cia Mario Pretolani, un intervento del presidente
della Cia Toscana Enzo Pierangioli, ed un intervento del Prof. Angelo
Passaleva vicepresidente della Regione Toscana nonché assessore
alle politiche sociali.
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