21 giugno 2002


sommario

 

ATTUALITA'

•     Lavoro: arrivare ad un’intesa per rasserenare il clima sociale.
•     Uso del bromuro di metile: Pacetti scrive ai ministri Alemanno e Sirchia.
•     Convocato il Tavolo interprofessionale per la carne bovina.
•     La Cia alla “Conferenza internazionale sullo sviluppo sostenibile in agricoltura e lo sviluppo rurale nelle regioni di montagna”.

 

DOCUMENTI

•     Gli interventi all’Assemblea nazionale della Cia a Bruxelles.


 

ATTUALITA'

Lavoro: arrivare ad un’intesa per rasserenare 
il clima sociale

Una dichiarazione del vicepresidente della Cia Paolo De Carolis

“Siamo da sempre favorevoli al dialogo sociale e un accordo sarebbe positivo per porre fine al clima pesante che ormai aleggia nel Paese”. E’ quanto ha affermato il vicepresidente della Cia Paolo De Carolis in merito al confronto fra le parti sociali sui temi del lavoro.

“Un’intesa -ha detto- renderebbe più costruttive anche le relazioni sindacali, coinvolgendo tutti i rappresentanti dei lavoratori, senza alcuna esclusione”.

“Raggiungere un accordo sui delicati temi del lavoro -ha aggiunto De Carolis- significherebbe apportare un notevole miglioramento alle attuali condizioni degli incentivi e degli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori disoccupati o più indigenti e permetterebbe di arrivare ad una soluzione sull’applicazione dell’art.18 sui licenziamenti, causa finora di forti tensioni sociali, salvaguardando comunque i diritti acquisiti”.

           

 

Uso del bromuro di metile: 
Pacetti scrive ai ministri Alemanno e Sirchia

In base all’accordo di Montreal, recepito dal Regolamento UE 2037/2000, l’Italia dovrà ridurre entro il 2003 del 75% rispetto ai consumi registrati nel 1991 il consumo di bromuro di metile come fumigante del terreni e ad abolirlo totalmente entro il 31 dicembre 2004. Unica possibilità di “salvaguardia” consiste nel fatto che tale consumo potrà essere ammesso, oltre la scadenza prefissata, per i cosiddetti “usi critici”, ossia quando si verificano due condizioni: un’alterazione del mercato a causa dell’assenza del bromuro di metile e la mancanza di alternative applicabili e accettabili dal punto di vista ambientale e sanitario.

A fronte di ciò, negli ultimi anni gli agricoltori italiani hanno fatto grandi progressi nella riduzione dell’uso del bromuro di metile, (oltre il 50%) grazie all’utilizzo di tecniche avanzate, come quella delle plastiche VIF, insieme ad una generale razionalizzazione delle sue applicazioni, in rotazione con altri prodotti chimici. Comunque, considerando che il bromuro di metile rimane ancora vitale per la floricoltura, e per tutte le produzioni serricole di pomodori, peperoni, melanzane e fragole, per le quali in Italia non esistono prodotti alternativi la Confederazione Italiana Agricoltori si è mobilitata per assicurare una transizione all’uso di questo particolare fumigante, tale da non provocare uno shock nelle produzioni nazionali.

Per questo il Presidente della Cia Massimo Pacetti ha indirizzato una lettera a Giovanni Alemanno,  ministro delle Politiche Agricole, e Girolamo Sirchia, ministro della Salute, per sollevare la questione e per far valere a livello di Unione Europea le preoccupazioni italiane  sulla definizione degli “usi critici” favorevole alle nostre produzioni come anche sulla ricerca scientifica per soluzioni alternative.

 

 

Convocato il Tavolo interprofessionale 
per la carne bovina

Nel corso della riunione del Tavolo interprofessionale per la carne bovina, che si è svolta ieri, è stato fatto il punto della situazione interna all’organizzazione e alla struttura del Tavolo e si è discusso sulle iniziative da intraprendere per fronteggiare i problemi più urgenti.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Col diretti, Confagricoltura, Anca-Lega Coop, Assocarni e Aia come segreteria tecnica.

Per la Cia era presente Enzo Mastrobuoni, responsabile nazionale dell’ufficio zootecnico della Confederazione, il quale, nel suo intervento, ha sottolineato l’esigenza di definire il ruolo del dell’interprofessione, lavorando in tempi brevi alla definizione giuridica di un organismo così come previsto dalle norme attuali.

Mastrobuoni ha posto, altresì, la necessità di individuare le priorità di intervento dell’interprofessione scegliendo le questioni sulle quali da subito è possibile concordare insieme azioni concrete.

In conclusione il Tavolo si è dato l’obiettivo di convocare per il 4 luglio una riunione di carattere tecnico per predisporre lo statuto dell’interprofessione assieme a un documento relativo all’anagrafe zootecnica e allo smaltimento dei materiali a rischio specifico. (Politiche delle produzioni e di mercato)

 

 

La Cia alla “Conferenza internazionale 
sullo sviluppo sostenibile in agricoltura 
e lo sviluppo rurale nelle regioni di montagna”

L'iniziativa, svoltasi ad Adelboden in Svizzera dal 16 al 20 giugno, organizzata dal Governo Svizzero, in collaborazione con l'Onu e la Fao, alla quale hanno partecipato 200 delegati provenienti dalle aree montuose dei cinque continenti, si inserisce nel quadro delle celebrazioni per l’“Anno internazionale delle montagne” ed ha l'obiettivo di fornire un contributo specifico alla realizzazione del 2° Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile, previsto per il prossimo autunno a Johannesburg.

Per la Cia è intervenuto Andrea Negri della Direzione Nazionale e Vicepresidente di Euromontana che, dopo aver illustrato le posizioni della Confederazione, ha fatto un breve resoconto dei lavori della 3a Assise europea della montagna che si è svolta ad Inverness nello scorso mese di maggio. Negri, in particolare, si è soffermato sull'attualità del dibattito a livello comunitario per quanto concerne la riforma della politica agricola e le preoccupazioni e le aspettative degli agricoltori delle montagne europee. In questo contesto Negri ha esposto i temi affrontati nella Assise di Inverness con particolare attenzione per le problematiche legate alla valorizzazione dei prodotti di qualità, al riconoscimento delle “esternalità positive” prodotte dall'agricoltura di montagna ed alla necessità di realizzare delle sinergie tra la salvaguardia delle risorse ambientali e lo svolgimento di attività economiche in montagna. Negri ha, infine, ricordato la necessità di realizzare un raccordo forte tra le aree montane, che vengono considerate dalla Ue “zone ad handicap naturali permanenti” con i territori delle isole e delle aree scarsamente popolate che pure hanno, da questo punto di vista, notevoli elementi comuni.

L'obiettivo, ha perciò ricordato Negri, è quello di realizzare una sorta di “alleanza” tra territori diversi ma caratterizzati da un elemento comune cioè dall'essere tutti territori ad handicap naturali permanenti per i quali, ad Inverness, il Commissario della Ue Barnier ha assicurato un'attenzione particolare che potrebbe tradursi nel riconoscimento di uno specifico “obiettivo montagna”.

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DOCUMENTI

Gli interventi all’Assemblea nazionale della Cia 
a Bruxelles

Il 18 giugno scorso si è svolta a Bruxelles l’Assemblea nazionale della Confederazione italiana agricoltori durante la quale è stato presentato un documento di analisi e proposte sulla revisione di medio termine della Politica agricola comune. Documento (pubblicato integralmente sull’Agenzia nei giorni scorsi) che, al termine dei lavori, è stato consegnato al presidente della Commissione Ue Romano Prodi.

L’Assemblea è stata aperta dalla relazione del presidente massimo Pacetti (di cui abbiamo pubblicato il testo integrale) e vi hanno preso parte il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno, il capo di gabinetto del commissario all’Agricoltura Franz Fischler Corrado Pirzio Biroli, il segretario generale del Copa-Cogeca Risto Volanen, il segretario generale della Cea Christophe Hemard, il capo divisione del Segretariato Sezione Agricoltura del Ces Silvia Calamandrei, il parlamentare europeo italiano Francesco Fiori, membro della Commissione Agricoltura dell’Assemblea di Strasburgo e relatore sulla riforma della Pac.

Di seguito pubblichiamo una sintesi degli interventi.

 

Il ministro Alemanno, nel suo intervento, ha affermato che l’Ue deve avere le idee chiare su come difendere la propria agricoltura dall’incremento delle sovvenzioni americane tramite il “Farm Bill”, ma deve anche negoziare con gli Usa un’intesa, in quanto non è possibile che i due blocchi economici più importanti del mondo si muovano in rotta di collisione.

Alemanno, nell’apprezzare le proposte della Cia sulla Pac, ha affermato che ci vuole più spazio nell’Europa agricola per la qualità, la sicurezza alimentare, la tutela dell’ambiente e l’occupazione nelle campagne. Ma anche più spazio per l’agricoltura italiana. Con questo pacchetto di richieste il ministro si prepara all’appuntamento, in vista della revisione di medio termine della Pac. “L’agricoltura italiana –ha detto- oggi corrisponde ad un 16 per cento dell’agricoltura europea, ma beneficia di una erogazione soltanto dell’11-12 per cento. Quindi, la nostra è un’agricoltura che dà più di quello che riceve”.

Alemanno, inoltre, ha sottolineato “la buona sintonia” registrata tra le  linee espresse nel suo documento e l’Assemblea della Cia.

“Le proposte che abbiamo presentato 1118 febbraio scorso sono ancora valide» ha ribadito Alemanno che guarda alla revisione di medio termine non come «un appuntamento di routine ma un vero punto di svolta nella politica comune. Sia per dare una risposta in positivo al Farm Bill -spiega- sia per preparare la politica agricola comune alla fine di Agenda 2000, prevista per il 2006”.

Nel confronti del Farm Bill, con cui gli Usa hanno aumentato del 70% le loro sovvenzioni al settore, Alemanno individua un aspetto positivo ed uno negativo. Il ministro ritiene «un fatto positivo» che il Paese più sviluppato e potente della terra dimostri di avere una specifica politica ed una grande attenzione per l'agricoltura. Chiede quindi alla Ue “di non limitarsi a criticare la posizione americana ma di dare una risposta europea al sostegno accordato dagli Usa”. Per Alemanno appaiono invece “distorsive”, e quindi negative, le misure adottate da Washington in quanto “introducono meccanismi che possono portare ad un aumento della produzione agricola e di conseguenza delle eccedenze” con riflessi negativi sui prezzi per i produttori.

Per il ministro quindi, “l’Ue dovrebbe negoziare con gli Usa una modifica di questo punto”. “Noi -ha affermato Alemanno- dobbiamo operare per orientare l’agricoltura verso la qualità, l'ambiente, l’occupazione”.

Affrontando ancora i problemi dell’Ue, secondo il ministro, c’è “il grande pericolo del cambiamento delle sovvenzioni al grano duro e dell’aiuto supplementare”. In questo modo si colpirebbe una coltivazione presente in aree a forte ritardo di sviluppo e importante per la nostra filiera della pasta. “Abbiamo detto con chiarezza a Fischler – ha rilevato Alemanno- che riteniamo inaccettabile una modifica delle sovvenzioni al grano duro”.

Pirzio Biroli, nel suo intervento, ha affermato di non poter, naturalmente, anticipare niente di quanto il commissario Fischler presenterà il prossimo 10 luglio in materia di revisione della Pac. “Sapete tutti, peraltro, che ogni nuova misura –ha sottolineato- dovrà essere compatibile con il bilancio stabilito a Berlino e valido sino al 2006”.

“Per gli anni successivi -ha aggiunto il capo di gabinetto di Fischler- saranno ancora una volta i ministri dell’economia dei ‘Quindici’ a stabilire il quadro di riferimento finanziario. Vi suggerisco di riflettere sin d’ora su come rendervi disponibili, come rappresentanti degli agricoltori, a convenire su nuovi criteri di spesa che siano considerati con maggior favore dai contribuenti consumatori”.

Pirzio Biroli ha concluso affermando che “un nuovo rapporto fra il primo e il secondo ‘pilastro’ e misure più efficaci di sostegno ed incremento della politica di qualità vanno senza dubbio in questa direzione”.

Risto Voltanen ha sostenuto che il Copa si batterà con forza per difendere il bilancio dell’agricoltura anche alla luce dei provvedimenti presi dagli Usa con il loro Farm Bill. “Se la società ci richiede beni agricoli (primo ‘pilastro’) e servizi (secondo ‘pilastro’)  -ha detto il segretario generale del Copa-Cogeca-  vogliamo una remunerazione complessiva che non continui a deprimere il reddito agricolo come negli ultimi tre anni”.

Cristophe Hemard ha rilevato che la Cea  costituisce il tramite con i paesi e le agricolture dei Peco. “Come Cea -ha concluso- affrontiamo con impegno e senso di responsabilità (come dimostrano i nostri congressi e le nostre inziative) le tematiche dell’allargamento che non dovrà avere ricadute negative né sugli agricoltori dell’Ue né dei Peco”.

L’on. Fiori, nel suo intervento, ha sottolineato l’esigenza di una riforma equilibrata della Pac, ma anche l’esigenza di rispondere in maniera efficace alla nuova aggressività degli Usa con il Farm Bill.

Silvia Calamandrei ha illustrato il parere del Ces soffermandosi su pagamenti diretti, futuro dello sviluppo rurale, regolazione dell’offerta e restituzioni all’esportazione.

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