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ATTUALITA'
Lavoro:
arrivare ad un’intesa per rasserenare
il clima sociale
Una
dichiarazione del vicepresidente della Cia Paolo De Carolis
“Siamo
da sempre favorevoli al dialogo sociale e un accordo sarebbe positivo per
porre fine al clima pesante che ormai aleggia nel Paese”. E’ quanto ha
affermato il vicepresidente della Cia Paolo De Carolis in merito al
confronto fra le parti sociali sui temi del lavoro.
“Un’intesa
-ha detto- renderebbe più costruttive anche le relazioni sindacali,
coinvolgendo tutti i rappresentanti dei lavoratori, senza alcuna
esclusione”.
“Raggiungere
un accordo sui delicati temi del lavoro -ha aggiunto De Carolis-
significherebbe apportare un notevole miglioramento alle attuali
condizioni degli incentivi e degli ammortizzatori sociali a favore dei
lavoratori disoccupati o più indigenti e permetterebbe di arrivare ad una
soluzione sull’applicazione dell’art.18 sui licenziamenti, causa
finora di forti tensioni sociali, salvaguardando comunque i diritti
acquisiti”.
Uso
del bromuro di metile:
Pacetti scrive ai ministri Alemanno e Sirchia
In
base all’accordo di Montreal, recepito dal Regolamento UE 2037/2000,
l’Italia dovrà ridurre entro il 2003 del 75% rispetto ai consumi
registrati nel 1991 il consumo di bromuro di metile come fumigante del
terreni e ad abolirlo totalmente entro il 31 dicembre 2004. Unica
possibilità di “salvaguardia” consiste nel fatto che tale consumo
potrà essere ammesso, oltre la scadenza prefissata, per i cosiddetti
“usi critici”, ossia quando si verificano due condizioni:
un’alterazione del mercato a causa dell’assenza del bromuro di metile
e la mancanza di alternative applicabili e accettabili dal punto di vista
ambientale e sanitario.
A
fronte di ciò, negli ultimi anni gli agricoltori italiani hanno fatto
grandi progressi nella riduzione dell’uso del bromuro di metile, (oltre
il 50%) grazie all’utilizzo di tecniche avanzate, come quella delle
plastiche VIF, insieme ad una generale razionalizzazione delle sue
applicazioni, in rotazione con altri prodotti chimici. Comunque,
considerando che il bromuro di metile rimane ancora vitale per la
floricoltura, e per tutte le produzioni serricole di pomodori, peperoni,
melanzane e fragole, per le quali in Italia non esistono prodotti
alternativi la Confederazione Italiana Agricoltori si è mobilitata per
assicurare una transizione all’uso di questo particolare fumigante, tale
da non provocare uno shock nelle produzioni nazionali.
Per
questo il Presidente della Cia Massimo Pacetti ha indirizzato una lettera
a Giovanni Alemanno, ministro
delle Politiche Agricole, e Girolamo Sirchia, ministro della Salute, per
sollevare la questione e per far valere a livello di Unione Europea le
preoccupazioni italiane sulla
definizione degli “usi critici” favorevole alle nostre produzioni come
anche sulla ricerca scientifica per soluzioni alternative.
Convocato
il Tavolo interprofessionale
per la carne bovina
Nel
corso della riunione del Tavolo interprofessionale per la carne bovina,
che si è svolta ieri, è stato fatto il punto della situazione interna
all’organizzazione e alla struttura del Tavolo e si è discusso sulle
iniziative da intraprendere per fronteggiare i problemi più urgenti.
All’incontro
hanno partecipato i rappresentanti di Col diretti, Confagricoltura,
Anca-Lega Coop, Assocarni e Aia come segreteria tecnica.
Per
la Cia era presente Enzo Mastrobuoni, responsabile nazionale
dell’ufficio zootecnico della Confederazione, il quale, nel suo
intervento, ha sottolineato l’esigenza di definire il ruolo del
dell’interprofessione, lavorando in tempi brevi alla definizione
giuridica di un organismo così come previsto dalle norme attuali.
Mastrobuoni
ha posto, altresì, la necessità di individuare le priorità di
intervento dell’interprofessione scegliendo le questioni sulle quali da
subito è possibile concordare insieme azioni concrete.
In
conclusione il Tavolo si è dato l’obiettivo di convocare per il 4
luglio una riunione di carattere tecnico per predisporre lo statuto
dell’interprofessione assieme a un documento relativo all’anagrafe
zootecnica e allo smaltimento dei materiali a rischio specifico.
(Politiche delle produzioni e di mercato)
La
Cia alla “Conferenza internazionale
sullo sviluppo sostenibile in agricoltura
e lo sviluppo rurale nelle regioni di montagna”
L'iniziativa,
svoltasi ad Adelboden in Svizzera dal 16 al 20 giugno, organizzata dal
Governo Svizzero, in collaborazione con l'Onu e la Fao, alla quale hanno
partecipato 200 delegati provenienti dalle aree montuose dei cinque
continenti, si inserisce nel quadro delle celebrazioni per l’“Anno
internazionale delle montagne” ed ha l'obiettivo di fornire un
contributo specifico alla realizzazione del 2° Summit mondiale sullo
sviluppo sostenibile, previsto per il prossimo autunno a Johannesburg.
Per
la Cia è intervenuto Andrea Negri della Direzione Nazionale e
Vicepresidente di Euromontana che, dopo aver illustrato le posizioni della
Confederazione, ha fatto un breve resoconto dei lavori della 3a Assise
europea della montagna che si è svolta ad Inverness nello scorso mese di
maggio. Negri, in particolare, si è soffermato sull'attualità del
dibattito a livello comunitario per quanto concerne la riforma della
politica agricola e le preoccupazioni e le aspettative degli agricoltori
delle montagne europee. In questo contesto Negri ha esposto i temi
affrontati nella Assise di Inverness con particolare attenzione per le
problematiche legate alla valorizzazione dei prodotti di qualità, al
riconoscimento delle “esternalità positive” prodotte dall'agricoltura
di montagna ed alla necessità di realizzare delle sinergie tra la
salvaguardia delle risorse ambientali e lo svolgimento di attività
economiche in montagna. Negri ha, infine, ricordato la necessità di
realizzare un raccordo forte tra le aree montane, che vengono considerate
dalla Ue “zone ad handicap naturali permanenti” con i territori delle
isole e delle aree scarsamente popolate che pure hanno, da questo punto di
vista, notevoli elementi comuni.
L'obiettivo,
ha perciò ricordato Negri, è quello di realizzare una sorta di
“alleanza” tra territori diversi ma caratterizzati da un elemento
comune cioè dall'essere tutti territori ad handicap naturali permanenti
per i quali, ad Inverness, il Commissario della Ue Barnier ha assicurato
un'attenzione particolare che potrebbe tradursi nel riconoscimento di uno
specifico “obiettivo montagna”.
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DOCUMENTI
Gli
interventi all’Assemblea nazionale della Cia
a Bruxelles
Il
18 giugno scorso si è svolta a Bruxelles l’Assemblea nazionale della
Confederazione italiana agricoltori durante la quale è stato presentato
un documento di analisi e proposte sulla revisione di medio termine della
Politica agricola comune. Documento (pubblicato integralmente
sull’Agenzia nei giorni scorsi) che, al termine dei lavori, è stato
consegnato al presidente della Commissione Ue Romano Prodi.
L’Assemblea
è stata aperta dalla relazione del presidente massimo Pacetti (di cui
abbiamo pubblicato il testo integrale) e vi hanno preso parte il ministro
delle Politiche agricole Giovanni Alemanno, il capo di gabinetto del
commissario all’Agricoltura Franz Fischler Corrado Pirzio Biroli, il
segretario generale del Copa-Cogeca Risto Volanen, il segretario generale
della Cea Christophe Hemard, il capo divisione del Segretariato Sezione
Agricoltura del Ces Silvia Calamandrei, il parlamentare europeo italiano
Francesco Fiori, membro della Commissione Agricoltura dell’Assemblea di
Strasburgo e relatore sulla riforma della Pac.
Di
seguito pubblichiamo una sintesi degli interventi.
Il
ministro Alemanno, nel suo
intervento, ha affermato che l’Ue deve avere le idee chiare su come
difendere la propria agricoltura dall’incremento delle sovvenzioni
americane tramite il “Farm Bill”, ma deve anche negoziare con gli Usa
un’intesa, in quanto non è possibile che i due blocchi economici più
importanti del mondo si muovano in rotta di collisione.
Alemanno,
nell’apprezzare le proposte della Cia sulla Pac, ha affermato che ci
vuole più spazio nell’Europa agricola per la qualità, la sicurezza
alimentare, la tutela dell’ambiente e l’occupazione nelle campagne. Ma
anche più spazio per l’agricoltura italiana. Con questo pacchetto di
richieste il ministro si prepara all’appuntamento, in vista della
revisione di medio termine della Pac. “L’agricoltura italiana –ha
detto- oggi corrisponde ad un 16 per cento dell’agricoltura europea, ma
beneficia di una erogazione soltanto dell’11-12 per cento. Quindi, la
nostra è un’agricoltura che dà più di quello che riceve”.
Alemanno,
inoltre, ha sottolineato “la buona sintonia” registrata tra le
linee espresse nel suo documento e l’Assemblea della Cia.
“Le
proposte che abbiamo presentato 1118 febbraio scorso sono ancora valide»
ha ribadito Alemanno che guarda alla revisione di medio termine non come
«un appuntamento di routine ma un vero punto di svolta nella politica
comune. Sia per dare una risposta in positivo al Farm Bill -spiega- sia
per preparare la politica agricola comune alla fine di Agenda 2000,
prevista per il 2006”.
Nel
confronti del Farm Bill, con cui gli Usa hanno aumentato del 70% le loro
sovvenzioni al settore, Alemanno individua un aspetto positivo ed uno
negativo. Il ministro ritiene «un fatto positivo» che il Paese più
sviluppato e potente della terra dimostri di avere una specifica politica
ed una grande attenzione per l'agricoltura. Chiede quindi alla Ue “di
non limitarsi a criticare la posizione americana ma di dare una risposta
europea al sostegno accordato dagli Usa”. Per Alemanno appaiono invece
“distorsive”, e quindi negative, le misure adottate da Washington in
quanto “introducono meccanismi che possono portare ad un aumento della
produzione agricola e di conseguenza delle eccedenze” con riflessi
negativi sui prezzi per i produttori.
Per
il ministro quindi, “l’Ue dovrebbe negoziare con gli Usa una modifica
di questo punto”. “Noi -ha affermato Alemanno- dobbiamo operare per
orientare l’agricoltura verso la qualità, l'ambiente,
l’occupazione”.
Affrontando
ancora i problemi dell’Ue, secondo il ministro, c’è “il grande
pericolo del cambiamento delle sovvenzioni al grano duro e dell’aiuto
supplementare”. In questo modo si colpirebbe una coltivazione presente
in aree a forte ritardo di sviluppo e importante per la nostra filiera
della pasta. “Abbiamo detto con chiarezza a Fischler – ha rilevato
Alemanno- che riteniamo inaccettabile una modifica delle sovvenzioni al
grano duro”.
Pirzio
Biroli, nel suo intervento, ha affermato di non poter, naturalmente,
anticipare niente di quanto il commissario Fischler presenterà il
prossimo 10 luglio in materia di revisione della Pac. “Sapete tutti,
peraltro, che ogni nuova misura –ha sottolineato- dovrà essere
compatibile con il bilancio stabilito a Berlino e valido sino al 2006”.
“Per
gli anni successivi -ha aggiunto il capo di gabinetto di Fischler- saranno
ancora una volta i ministri dell’economia dei ‘Quindici’ a stabilire
il quadro di riferimento finanziario. Vi suggerisco di riflettere sin
d’ora su come rendervi disponibili, come rappresentanti degli
agricoltori, a convenire su nuovi criteri di spesa che siano considerati
con maggior favore dai contribuenti consumatori”.
Pirzio
Biroli ha concluso affermando che “un nuovo rapporto fra il primo e il
secondo ‘pilastro’ e misure più efficaci di sostegno ed incremento
della politica di qualità vanno senza dubbio in questa direzione”.
Risto
Voltanen ha sostenuto che il Copa si batterà con forza per difendere
il bilancio dell’agricoltura anche alla luce dei provvedimenti presi
dagli Usa con il loro Farm Bill. “Se la società ci richiede beni
agricoli (primo ‘pilastro’) e servizi (secondo ‘pilastro’)
-ha detto il segretario generale del Copa-Cogeca-
vogliamo una remunerazione complessiva che non continui a deprimere
il reddito agricolo come negli ultimi tre anni”.
Cristophe
Hemard ha rilevato che la Cea costituisce
il tramite con i paesi e le agricolture dei Peco. “Come Cea -ha
concluso- affrontiamo con impegno e senso di responsabilità (come
dimostrano i nostri congressi e le nostre inziative) le tematiche
dell’allargamento che non dovrà avere ricadute negative né sugli
agricoltori dell’Ue né dei Peco”.
L’on.
Fiori, nel suo intervento, ha
sottolineato l’esigenza di una riforma equilibrata della Pac, ma anche
l’esigenza di rispondere in maniera efficace alla nuova aggressività
degli Usa con il Farm Bill.
Silvia
Calamandrei ha illustrato il parere del Ces soffermandosi su pagamenti
diretti, futuro dello sviluppo rurale, regolazione dell’offerta e
restituzioni all’esportazione.
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