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ATTUALITA'
Riforma della Pac: lItalia ha le capacità
e le potenzialità per svolgere un ruolo di primo piano
Il presidente Pacetti: la Cia è per
unagricoltura orientata al mercato, alla qualità e alla
tutela dei consumatori
Nella difficile trattativa in corso a Lussemburgo per la riforma
della Politica agricola comunitaria lItalia ha le capacità
e le potenzialità per svolgere un ruolo di primo piano, superando
un eventuale blocco determinato dallaccordo franco-tedesco sia
sulle risorse che sui tempi di attuazione. E ottenere risultati che
garantiscano le produzioni nazionali e un equilibrato uso degli strumenti
indicati nella riforma Fischler.
E quanto ha affermato il presidente della Cia-Confederazione
italiana agricoltori Massimo Pacetti, alla guida della delegazione
confederale presente a Lussemburgo e che ha indicato, in particolare,
la necessità di una tutela delle produzioni mediterranee che
vanno meglio definite poiché nella proposta di compromesso
ci sono ancora poche certezze.
Per quanto riguarda gli strumenti, secondo il presidente della Cia,
le aperture nei confronti di un disaccoppiamento parziale e verticale
potranno soddisfare le esigenze del grano duro, delle carni bovine
e del riso. La degressività -ha detto- può essere
concepita laddove serva a garantire il futuro dellOcm olio doliva
e degli altri Ocm mediterranei. Comunque, per lolio doliva
la Commissione Ue deve impegnarsi entro ottobre a definire la proposta
di riforma dellOcm, precisando gli impegni fino da oggi.
Pacetti ha sostenuto che ogni sforzo negoziale dovrà tendere
ad una posizione di forza dellUnione europea nella trattativa
in sede Wto. Va evitata -ha rilevato- lipotesi che a Cancun
sia rimessa in discussione la riforma e siano formulate ulteriori
concessioni.
Concludendo, il presidente della Cia ha ribadito che la riforma che
scaturirà dai negoziati dovrà garantire unagricoltura
orientata al mercato, alla qualità delle produzioni ed alla
tutela dei consumatori. Saranno questi gli elementi distintivi
che ci sembrano importanti per la definizione di un positivo negoziato.
In ogni caso, è necessario che la trattativa si concluda prima
del prossimo vertice di Salonicco.
Siccità: alle
stelle i prezzi di frutta e ortaggi
Dimezzate molte produzioni agricole
Crescono del 20 per cento i consumi di energia elettrica da parte
delle aziende agricole per far funzionare le strutture irrigue. In
calo la produzione di latte. Se non intervengono novità, i
danni per lagricoltura e la zootecnia potrebbero superare i
due miliardi di euro.
La siccità fa sentire i suoi primi deleteri effetti. Speculazioni
e rincari artificiosi stanno caratterizzando i mercati al dettaglio
di frutta fresca, ortaggi e verdure. Negli ultimi giorni si sono registrati
aumenti che vanno dal 5 al 35 per cento. Contemporaneamente, le aziende
agricole hanno visto aumentare del 20 per cento i consumi di energia
elettrica per far fronte alla carenza di acqua con lutilizzo
di strutture irrigue; mentre molte produzioni, proprio a causa della
mancanza di unadeguata irrigazione (in molte zone del Nord non
piove da più di due mesi), si sono praticamente dimezzate.
A rilevarlo è la Confederazione italiana agricoltori che sottolinea
la gravità della situazione agricola che rischia di divenire
drammatica se non ci saranno immediati interventi.
La Cia evidenzia che ancora una volta, in presenza di unemergenza,
si verifica la solita rincorsa dei prezzi. Aumenti in molti casi ingiustificati,
ma che puntualmente danneggiano i consumatori e gli stessi produttori
agricoli che, pur in difficoltà, hanno mantenuto i prezzi pressoché
stabili. Rincari si sono verificati un po per tutti i generi
ortofrutticoli: dalle albicocche (che sono cresciute del 33,3 per
cento) alle ciliegie (più 11,1 per cento), alle pesche (10,6
per cento), dalle melanzane (più 5,5) ai peperoni (9,6 per
cento), alle zucchine (9,4 per cento).
Purtroppo, secondo la Cia, cè il rischio che anche in
questa occasione sul fronte dei prezzi si faccia soltanto confusione.
Ed è per questo motivo necessaria la massima chiarezza e trasparenza.
Gli Osservatori preposti debbono funzionare realmente e segnalare
tempestivamente speculazioni e aumenti artificiosi dei prezzi non
solo dellortofrutta, ma di tutti i prodotti. Dobbiamo evitare
balletti delle cifre, con inopportuni e stucchevoli scaricabarili
tra le categorie interessate. Cè lesigenza di serietà
soprattutto nei confronti dei consumatori.
Anche sul fronte della produzione le cose non vanno certo meglio.
Anzi. La Cia segnala, infatti, pesanti tagli alle produzione di frutta,
in particolare albicocche (tra il 35 e il 45 per cento), ciliegie
(dal 15 al 20 per cento), pesche (dal 10 al 15 per cento). A rischio,
oltretutto, è anche la prossima vendemmia (molti vigneti registrano
gli effetti della carenza idrica). Cali produttivi si hanno, al momento,
anche per il mais (20 per cento), per le barbabietole (più
del 15 per cento), per il grano duro (intorno al 10 per cento). Sono
flessioni produttive che stanno caratterizzando un po tutte
le regioni, dal Nord al Centro e al Sud del Paese.
Le temperature torride di questi giorni, oltre a rischiare di compromettere
i raccolti, hanno già ridotto -evidenzia la Cia- di oltre il
10 per cento anche la produzione di latte in Lombardia. Riduzioni
che, comunque, si registrano in molte province del Nord, in particolare,
della Pianura Padana.
Una situazione che rischia di provocare danni ingenti. Secondo i primi
calcoli della Cia, si paventa una perdita che potrebbe superare i
due miliardi di euro, determinando così anche per il 2003 una
nuova annata fortemente negativa (nel 2002 gli agricoltori hanno registrato
perdite per 4 miliardi di euro proprio a causa delle avversità
atmosferiche), che inevitabilmente avrà riflessi pesanti per
la competitività delle imprese.
E' emergenza nelle campagne lombarde
E' ormai emergenza nelle campagne lombarde: le temperature di questi
giorni e il perdurare del lungo periodo di assenza di precipitazioni
rischiano -rileva con preoccupazione la Confederazione italiana agricoltori
della Lombardia- di compromettere l'attività agricola e zootecnica.
"Proprio in queste settimane che vedono numerose iniziative nellambito
dell'Anno internazionale del'acqua -sottolinea Mario Lanzi,
presidente della Cia Lombardia- assistiamo a una vera e propria emergenza
idrica nella nostra regione, pur ricca di fiumi e laghi. E' necessario
quindi un impegno straordinario per evitare le gravi ripercussioni
economiche sull'agricoltura lombarda che già con preoccupazione
si profilano".
Alle istituzioni regionali e locali la Cia Lombardia chiede l'immediata
attivazione di provvedimenti urgenti che garantiscano l'approvvigionamento
dell'acqua per gli utilizzi agricoli, accompagnati da assegnazioni
straordinarie di carburante agevolato per fronteggiare l'emergenza
irrigua e il condizionamento degli allevamenti zootecnici.
Le temperature di questi giorni, oltre a rischiare di compromettere
i raccolti, hanno già ridotto di oltre il 10% la produzione
di latte. La nostra Confederazione sta monitorando costantemente la
situazione nelle provincie lombarde e ha già allertato le istituzioni
locali per un'eventuale richiesta dello stato di calamità naturale".
Commissione Bilancio
della Camera: Pacetti e Rizzioli incontrano lon. Blasi
Il presidente della
Cia Massimo Pacetti e il vicepresidente Mino Rizzioli si sono incontrati
ieri a Roma presso la sede nazionale della Confederazione con lonorevole
Gianfranco Blasi, della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione
della Camera. E stato un incontro cordiale e costruttivo durante
il quale sono state affrontate e discusse alcune tematiche ritenute
fondamentali per lo sviluppo del Sud. Tra queste, particolare attenzione
è stata dedicata allagricoltura, alla tutela e valorizzazione
del territorio, alle infrastrutture, allirrigazione. In tale
contesto, Pacetti ha sottolineato lesigenza di un confronto
che favorisca lavvio di riforme adeguate in grado di accompagnare
la revisione della Politica agricola comune e di contribuire alla
crescita economica delle regioni meridionali.
Il presidente della Cia ha, inoltre, evidenziato la necessità
di intervenire in maniera rapida e efficace, e soprattutto con risorse
adeguate, per sanare i gravi danni subiti dallagricoltura meridionale
a causa delle avversità atmosferiche della scorsa primavera.
Lon. Blasi, dal canto suo, ha avuto parole di apprezzamento
per le iniziative della Cia e si è impegnato per costruire
ulteriori momenti di confronto per approfondire le varie questioni
sul tappeto in vista del Dpef e della Finanziaria 2004.
Lavoratori extracomunitari: i nuovi ingressi
sono una risposta alle sollecitazioni della Cia
Il decreto sui lavoratori stagionali, firmato
oggi dal Presidente del Consiglio dei ministri, e che prevede lingresso
di 19.500 immigrati, è la risposta alle costanti pressioni
esercitate in questi mesi dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori,
preoccupata che le quote autorizzate allinizio dellanno
non fossero sufficienti a coprire il fabbisogno di lavoratori extracomunitari
nelle aziende agricole.
Adesso occorre, afferma la Cia, che i passaggi per la pubblicazione
del decreto in Gazzetta Ufficiale siano quanto più
brevi possibili, soprattutto per consentire la normalizzazione di
alcune situazioni particolarmente difficili sul territorio. Anche
per questo motivo è necessario che la ripartizione regionale
delle quote sia rispondente alle esigenze del territorio e in generale
del settore agricolo.
La Cia, infine denuncia una situazione di generale confusione dovuta
alla ritardata attuazione del regolamento attuativo della Bossi-Fini,
nonché al problema del tutto irrisolto dei tempi per espletare
le procedure di assunzione.
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DAL
TERRITORIO
Campania: la Cia mobilitata
per i danni della gelata dellaprile scorso
Domani sit-in dei produttori sotto i ministeri
delle Politiche agricole e dellEconomia
Non si placa la protesta
di migliaia di imprenditori agricoli campani, duramente colpiti dai
danni provocati dalla gelata dellaprile scorso, di fronte alle
mancate risposte del governo rispetto agli indennizzi attesi. L'intero
comparto agricolo della Campania rischia, infatti, il collasso economico
con conseguenze pesantissime per il già precario equilibrio
sociale ed economico che caratterizza lintero Mezzogiorno.
Per scongiurare questa tragica eventualità, la Confederazione
italiana agricoltori, insieme a Confagricoltura e Coldiretti, ha dichiarato
una mobilitazione permanente articolata nellattivazione di un
presidio in località Pastorano (presso lingresso dellautostrada
a Capua).
Numerosi i produttori e trattori presenti con i motori accesi sono
pronti a convergere sulla capitale domani venerdì 13 giugno,
dove intendono protestare presso i ministeri delle Politiche Agricole
e dell'Economia per il ritardo che si sta registrando per il varo
dei provvedimenti straordinari concordati per consentire alle aziende
colpite di superare il grave momento e di ritornare alla normalità.
Le gelate dellaprile scorso hanno distrutto le produzioni
ortofrutticole in vaste aree della regione Campania privando migliaia
di imprese agricole dellunica fonte di reddito -sottolinea
Aniello Troiano presidente della Cia Campania- .
Le percentuali di danno registrate -aggiunge Troiano- hanno
raggiunto il 100 per cento e gli imprenditori, oltre ai bisogni primari,
non sono in grado di soddisfare le necessità per la ripresa
produttiva e gli impegni finanziari presi, vedendo concretizzare gravi
minacce per il futuro dellintera economia campana.
Da due mesi le Organizzazioni agricole hanno chiesto al governo un
provvedimento straordinario per attivare provvidenze concrete a favore
dei produttori danneggiati.
A tuttoggi, nonostante la disponibilità manifestata dal
ministro Alemanno ad accogliere le proposte avanzate, si registra
un ritardo inaccettabile nel reperimento delle risorse necessarie
per finanziare il provvedimento.
La stima del danno complessivo a livello regionale è di 335
miliardi di Euro.
Il governo, secondo la Cia della Campania, quindi, deve impegnarsi
a risolvere una situazione drammatica per lintera economia della
Regione.
Cartolarizzazione: le proposte della Cia Puglia
allincontro con i parlamentari e le forze politiche del centrosinistra
Una dichiarazione del Presidente regionale della Cia Puglia Antonio
Barile
In questi giorni lInps sta recapitando a migliaia di agricoltori
pugliesi, le cartelle esattoriali per il recupero forzoso della debitoria
contributiva relativa alla cosiddetta cartolarizzazione dei contributi
previdenziali in agricoltura. Tale recupero - ha affermato il Presidente
regionale della Cia Puglia Antonio Barile- da parte dellInps
sta avvenendo senza alcuna verifica delleffettivo debito. Infatti,
in molto casi o il debito è stato già pagato o i contributi
da pagare si riferiscono alla mancata applicazione dei benefici previsti
dalla legislazione sul risarcimento dei danni per calamità
atmosferiche.
In altri casi ancora il debito verso lInps è dovuto al
peso economico eccessivo dei costi contributivi sui bilanci delle
aziende agricole, particolarmente delle 43.000 aziende pugliesi, che
assumono ben 14 milioni giornate lavorative, pari a circa il 20% della
manodopera agricola impiegata in Italia.
La Cia Puglia -ha continuato Barile- evidenzia che la questione è
stata da molto tempo posta allattenzione dei parlamentari e
del governo, e che più volte è stato chiesto un intervento
legislativo preciso per evitare penalizzazioni ulteriori agli imprenditori
agricoli. La Cia Puglia, infatti, ha proposto a tutti i parlamentari
pugliesi in occasione dellapprovazione della legge Finanziaria
2003 uno specifico emendamento, che non è stato accolto.
La Cia Puglia ha sottoposto ai parlamentari pugliesi una proposta
che consente di chiudere questannosa questione.
1. Sospensione immediata, per almeno un anno, della procedura di recupero
della debitoria Inps maturata al 31 dicembre 2002 per contributi previdenziali
dei coltivatori diretti e per lassunzione di manodopera agricola;
2. Consentire, anche attraverso lestensione interpretativa dellart.
12 della legge finanziaria 2003, la sanatoria delle cartelle esattoriali
relative ai ruoli di pagamento dei contributi previdenziali delle
aziende agricole effettivamente debitrici.
Le aziende agricole dovranno avere la possibilità di regolarizzare
la propria posizione con il pagamento del 20-25% delle somme dovute,
al netto di sanzioni, interessi e benefici non goduti ai sensi della
Legge 185\92 sulle calamità atmosferiche. Ciò costituirebbe
un vantaggio per lInps oltre che per gli agricoltori, in quanto
lInps incasserebbe il 20-25% contro l8,6% previsto dalla
cartolarizzazione
3. Individuare, per coloro che hanno versato i contributi negli ultimi
5 anni 1998-2002, la possibilità di trasformare parte dell'importo
pagato in agevolazioni o credito dimposta da utilizzare per
la compensazione di tasse e contributi futuri.
4. Affrontare in modo organico la questione dei costi contributivi
per portarli a livelli di sopportabilità economica per le aziende
agricole, tenendo conto dei costi medi europei.
5. Favorire lemersione degli imprenditori agricoli attraverso
un provvedimento una tantum che preveda per tutto il 2003 la possibilità
delliscrizione degli elenchi dei CD presso lInps, senza
lapplicazione di sanzioni o iscrizioni retroattive per chi ha
svolto attività di lavoratore dipendente in agricoltura.
La Cia Puglia -ha concluso Barile- invita tutti parlamentari pugliesi
e il governo regionale affinché venga data una risposta concreta
e rapida alle aspettative di migliaia di agricoltori da parte del
governo Berlusconi, oggi umiliati dalla procedura di riscossione attraverso
le cosiddette ganasce fiscali, che stanno bloccando centinaia di trattori
e ipotecando proprietà immobiliari."
Edificazione nelle
zone agricole: incontro a Mira (Ve)
La Giunta regionale del Veneto ha avviato la riforma della legge regionale
24/85 che disciplina le edificazioni nelle zone agricole. Di come
dovrà essere realizzata la nuova disciplina si è parlato
nellincontro-dibattito organizzato lo scorso 26 maggio a Mira
(VE) dalla Cia di Venezia, che ha voluto contribuire alla discussione
in atto, portando una serie di proposte nellinteresse del territorio
agricolo e degli agricoltori. Le istanze del mondo agricolo sono state
illustrate dal Vicepresidente della Cia di Venezia, Pasquale Compagnin.
Credo che tutti -ha detto Compagnin- possiamo concordare sulla
necessità di rivedere la legge regionale 24/85, che contiene
elementi importanti per la tutela e lo sviluppo del territorio rurale
e delle aziende agricole ma la sua applicazione è stata in
parte disattesa e ha dato origine a meccanismi distorti di interpretazione
che hanno favorito lincremento di edifici non strettamente correlati
allattività agricola. La nuova legislazione urbanistica
deve porre particolare attenzione a tutti quei soggetti che attraverso
la loro attività agricola si rendono partecipi di una funzione
economica, ambientale e di crescita sociale. Per tali motivi occorre
estendere la possibilità di edificare a chiunque eserciti unattività
agricola (non solo agli imprenditori agricoli a titolo principale),
purchè siano rispettati parametri minimi di redditività
e sia garantita la continuità almeno decennale dellesercizio
dellattività agricola. Gli indici di densità per
le abitazioni vanno mantenuti e aggiornati. Per gli annessi rustici
si deve passare da un rapporto in percentuale sul fondo ad una valutazione
sulla loro effettiva funzionalità per lesercizio dellattività
agricola e va inoltre istituito un vincolo ventennale sul mantenimento
della destinazione duso degli stessi. Il rilascio della concessione
edificatoria deve essere subordinato ad azioni di mantenimento e miglioramento
delle condizioni agricole e ambientali. Occorre favorire il trasferimento
delle volumetrie di fabbricati esistenti e non più funzionali
ed evitare, attraverso apposite norme, lo spreco di terreno agricolo.
Le aree a doc e igt e le altre zone particolarmente vocate alla produzione
agricola necessitano di essere individuate negli strumenti urbanistici
comunali come ambiti di salvaguardia del territorio e delle zone agricole,
alla cui individuazione urbanistica e programmatoria devono concorrere
con procedure istituzionalizzzate, le organizzazioni professionali
agricole.
Sulle proposte della Cia hanno espresso parere favorevole sia lassessore
allurbanistica della Provincia di Venezia, Renato Gorgoni sia
quello alle attività produttive Giuseppe Scaboro, che asupicano
un ruolo più incisivo della Provincia nella definizione delle
priorità del territorio. Gorgoni ha inoltre criticato la mancata
convocazione da parte del legislatore regionale, delle organizzazioni
professionali agricole al tavolo della discussione sulla riforma della
legge 24.
Vi è stato un eccessivo consumo di suolo agricolo nella nostra
regione, definita non a caso la più grande villettopoli dEuropa,
e che la nuova legge dovrà porre fine a questo abuso. Nel suo
intervento il sindaco di Mira, Roberto Marcato, ha sottolineato la
necessità da parte di tutti di porre particolare attenzione
ai fenomeni che riguardano il territorio e attribuisce ai comuni la
responsabile attuazione di tale obbligo. La Regione, secondo il sindaco
di Mira, dovrebbe infatti definire delle norme di indirizzo che spetterà
ai singoli comuni tradurre in norme e modalità operative, facendo
attenzione però a calirabre gli interventi sulle specificità
territoriali locali. In rappresentanza dellassessorato regionale
allurbanistica è intervenuto larchitetto Tommaello,
dirigente dellufficio urbanistica della Regione Veneto, che
ha precisato alcuni aspetti della proposta di legge, evidenziando
come la novità principale stia nel diverso approccio che privilegia
limpresa agricola più che limprenditore agricolo.
Anche se in ciò, secondo il consigliere regionale Lucio Tiozzo,
bisogna prestare molta attenzione, perché se è plausibile
favorire le aziende agricole competitive non si possono
fissare criteri di redditività restrittivi e uniformi a livello
regionale, essendoci diverse realtà produttive nel territorio
regionale.
Anche i dottori Agronomi e Forestali a livello di federazione regionale
hanno elaborato un proprio documento in cui sono contenute alcune
osservazioni e proposte sulla riforma della legge urbanistica, che
è stato illustrato dal presidente dellordine di Venezia,
Luciano Galliolo. Il documento concorda sostanzialmente con la posizione
della Cia. Galliolo ha ricordato tra laltro lopportunità
da parte dei comuni di dotarsi del registro fondiario e, infine, di
istituire una apposita commissione per lesercizio delle funzioni
comunali in materia agraria, qualora le commissioni edilizie comunali
fossero abolite.
In attesa di licenziare la nuova legge urbanistica, che conferirà
alle province la delega in materia a partire dal 1° agosto 2003,
la Giunta regionale del Veneto ha emanato una disciplina transitoria
(la l.r. 35/02) che introduce dal 1° gennaio di questanno
un blocco pesante delle edificazioni di abitazioni e annessi rustici,
appesantendo ingiustificatamente il passaggio alla nuova normativa,
come ha sottolineato Alessandro Ghiro, presidente della Cia del Veneto
che chiuso la scaletta degli interventi.
La Cia di Venezia, ha detto il suo presidente Mario Quaresimin che
ha coordinato i lavori, proseguirà nelle sedi opportune a dare
ulteriore voce alle istanze del mondo agricolo per una reale difesa
del territorio agricolo, delle imprese che vi sono insediate, della
grande funzione ambientale che svolge lagricoltura.
Abruzzo: assemblea costitutiva dell'Associazione
regionale "Donne in Campo"
Entusiasmo, voglia d'intrapresa, soddisfazione per i risultati raggiunti
e, pur nella consapevolezza dei problemi e delle difficoltà,
ottimismo per il futuro.
Questi gli elementi che hanno caratterizzato la partecipatissima e
vivace Assemblea costitutiva dell'Associazione abruzzese di "Donne
in Campo".
Un'agricoltura regionale che, con la notevole crescita della presenza
femminile nei diversi comparti -non solo agriturismo ma anche ortofrutticoltura,
viticoltura, olivicoltura e zootecnia- si tinge sempre più
di rosa.
Il Presidente della Cia d'Abruzzo, Domenico Falcone, che ha aperto
e concluso i lavori dell'Assemblea, è partito da questa constatazione
per ribadire il forte impegno della Confederazione, come sancito dal
recente Congresso, nel promuovere e sostenere l'Associazione "Donne
in Campo". Il Presidente ha evidenziato, tra l'altro, l'esigenza
di una migliore e più forte integrazione delle imprenditrici
nella vita confederale e l'impegno a mettere a disposizione delle
stesse gli strumenti ed i servizi della Confederazione con l'obiettivo
della loro crescita professionale, indispensabile per il miglioramento
e la valorizzazione delle produzioni finalizzati all'aumento del reddito
aziendale. Falcone ha, infine, proposto alla neocostituita Associazione
un intenso programma di lavoro che vedrà le imprenditrici agricole
abruzzesi protagoniste di diversi impegni ed iniziative.
All'Assemblea ha partecipato Paola Ortensi, Presidente nazionale di
"Donne in Campo", la quale ha ricordato gli scopi e le finalità
dell'Associazione e, oltre a ripercorrerne le tappe, ha suggerito
diverse idee e proposte che hanno riscontrato la convinta adesione
delle imprenditrici agricole abruzzesi.
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