Agenzia di informazione
della Confederazione italiana agricoltor
i

12 giugno 2003

Anno 45 - n. 105

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini
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ATTUALITA'

   Riforma della Pac: l’Italia ha le capacità e le potenzialità per svolgere un ruolo di primo piano

   Siccità: alle stelle i prezzi di frutta e ortaggi. Dimezzate molte produzioni agricole

   E' emergenza nelle campagne lombarde

   Commissione Bilancio della Camera: Pacetti e Rizzioli incontrano l’on. Blasi

   Lavoratori extracomunitari: i nuovi ingressi sono una risposta alle sollecitazioni della Cia

DAL TERRITORIO

•  Campania: la Cia mobilitata per i danni della gelata dell’aprile scorso 

   Cartolarizzazione: Le proposte della Cia Puglia all’incontro con i parlamentari e le forze politiche del centrosinistra

•   Edificazione nelle zone agricole: incontro a Mira (Ve)

   Abruzzo: assemblea costitutiva dell'Associazione regionale "Donne in Campo

 

ATTUALITA'


Riforma della Pac: l’Italia ha le capacità e le potenzialità per svolgere un ruolo di primo piano
Il presidente Pacetti: la Cia è per un’agricoltura orientata al mercato, alla qualità e alla tutela dei consumatori

“Nella difficile trattativa in corso a Lussemburgo per la riforma della Politica agricola comunitaria l’Italia ha le capacità e le potenzialità per svolgere un ruolo di primo piano, superando un eventuale blocco determinato dall’accordo franco-tedesco sia sulle risorse che sui tempi di attuazione. E ottenere risultati che garantiscano le produzioni nazionali e un equilibrato uso degli strumenti indicati nella riforma Fischler”.
E’ quanto ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti, alla guida della delegazione confederale presente a Lussemburgo e che ha indicato, in particolare, la necessità di una tutela delle produzioni mediterranee che vanno meglio definite poiché nella proposta di compromesso ci sono ancora poche certezze.
Per quanto riguarda gli strumenti, secondo il presidente della Cia, le aperture nei confronti di un disaccoppiamento parziale e verticale potranno soddisfare le esigenze del grano duro, delle carni bovine e del riso. “La degressività -ha detto- può essere concepita laddove serva a garantire il futuro dell’Ocm olio d’oliva e degli altri Ocm mediterranei. Comunque, per l’olio d’oliva la Commissione Ue deve impegnarsi entro ottobre a definire la proposta di riforma dell’Ocm, precisando gli impegni fino da oggi”.
Pacetti ha sostenuto che ogni sforzo negoziale dovrà tendere ad una posizione di forza dell’Unione europea nella trattativa in sede Wto. “Va evitata -ha rilevato- l’ipotesi che a Cancun sia rimessa in discussione la riforma e siano formulate ulteriori concessioni”.
Concludendo, il presidente della Cia ha ribadito che la riforma che scaturirà dai negoziati dovrà garantire un’agricoltura orientata al mercato, alla qualità delle produzioni ed alla tutela dei consumatori. “Saranno questi gli elementi distintivi che ci sembrano importanti per la definizione di un positivo negoziato. In ogni caso, è necessario che la trattativa si concluda prima del prossimo vertice di Salonicco”.

Siccità: alle stelle i prezzi di frutta e ortaggi
Dimezzate molte produzioni agricole


Crescono del 20 per cento i consumi di energia elettrica da parte delle aziende agricole per far funzionare le strutture irrigue. In calo la produzione di latte. Se non intervengono novità, i danni per l’agricoltura e la zootecnia potrebbero superare i due miliardi di euro.

La siccità fa sentire i suoi primi deleteri effetti. Speculazioni e rincari artificiosi stanno caratterizzando i mercati al dettaglio di frutta fresca, ortaggi e verdure. Negli ultimi giorni si sono registrati aumenti che vanno dal 5 al 35 per cento. Contemporaneamente, le aziende agricole hanno visto aumentare del 20 per cento i consumi di energia elettrica per far fronte alla carenza di acqua con l’utilizzo di strutture irrigue; mentre molte produzioni, proprio a causa della mancanza di un’adeguata irrigazione (in molte zone del Nord non piove da più di due mesi), si sono praticamente dimezzate. A rilevarlo è la Confederazione italiana agricoltori che sottolinea la gravità della situazione agricola che rischia di divenire drammatica se non ci saranno immediati interventi.
La Cia evidenzia che ancora una volta, in presenza di un’emergenza, si verifica la solita rincorsa dei prezzi. Aumenti in molti casi ingiustificati, ma che puntualmente danneggiano i consumatori e gli stessi produttori agricoli che, pur in difficoltà, hanno mantenuto i prezzi pressoché stabili. Rincari si sono verificati un po’ per tutti i generi ortofrutticoli: dalle albicocche (che sono cresciute del 33,3 per cento) alle ciliegie (più 11,1 per cento), alle pesche (10,6 per cento), dalle melanzane (più 5,5) ai peperoni (9,6 per cento), alle zucchine (9,4 per cento).
Purtroppo, secondo la Cia, c’è il rischio che anche in questa occasione sul fronte dei prezzi si faccia soltanto confusione. Ed è per questo motivo necessaria la massima chiarezza e trasparenza. Gli Osservatori preposti debbono funzionare realmente e segnalare tempestivamente speculazioni e aumenti artificiosi dei prezzi non solo dell’ortofrutta, ma di tutti i prodotti. Dobbiamo evitare balletti delle cifre, con inopportuni e stucchevoli scaricabarili tra le categorie interessate. C’è l’esigenza di serietà soprattutto nei confronti dei consumatori.
Anche sul fronte della produzione le cose non vanno certo meglio. Anzi. La Cia segnala, infatti, pesanti tagli alle produzione di frutta, in particolare albicocche (tra il 35 e il 45 per cento), ciliegie (dal 15 al 20 per cento), pesche (dal 10 al 15 per cento). A rischio, oltretutto, è anche la prossima vendemmia (molti vigneti registrano gli effetti della carenza idrica). Cali produttivi si hanno, al momento, anche per il mais (20 per cento), per le barbabietole (più del 15 per cento), per il grano duro (intorno al 10 per cento). Sono flessioni produttive che stanno caratterizzando un po’ tutte le regioni, dal Nord al Centro e al Sud del Paese.
Le temperature torride di questi giorni, oltre a rischiare di compromettere i raccolti, hanno già ridotto -evidenzia la Cia- di oltre il 10 per cento anche la produzione di latte in Lombardia. Riduzioni che, comunque, si registrano in molte province del Nord, in particolare, della Pianura Padana.
Una situazione che rischia di provocare danni ingenti. Secondo i primi calcoli della Cia, si paventa una perdita che potrebbe superare i due miliardi di euro, determinando così anche per il 2003 una nuova annata fortemente negativa (nel 2002 gli agricoltori hanno registrato perdite per 4 miliardi di euro proprio a causa delle avversità atmosferiche), che inevitabilmente avrà riflessi pesanti per la competitività delle imprese.


E' emergenza nelle campagne lombarde


E' ormai emergenza nelle campagne lombarde: le temperature di questi giorni e il perdurare del lungo periodo di assenza di precipitazioni rischiano -rileva con preoccupazione la Confederazione italiana agricoltori della Lombardia- di compromettere l'attività agricola e zootecnica.
"Proprio in queste settimane che vedono numerose iniziative nell‚ambito dell'‚Anno internazionale del'acqua‚ -sottolinea Mario Lanzi, presidente della Cia Lombardia- assistiamo a una vera e propria emergenza idrica nella nostra regione, pur ricca di fiumi e laghi. E' necessario quindi un impegno straordinario per evitare le gravi ripercussioni economiche sull'agricoltura lombarda che già con preoccupazione si profilano".
Alle istituzioni regionali e locali la Cia Lombardia chiede l'immediata attivazione di provvedimenti urgenti che garantiscano l'approvvigionamento dell'acqua per gli utilizzi agricoli, accompagnati da assegnazioni straordinarie di carburante agevolato per fronteggiare l'emergenza irrigua e il condizionamento degli allevamenti zootecnici.
„Le temperature di questi giorni, oltre a rischiare di compromettere i raccolti, hanno già ridotto di oltre il 10% la produzione di latte. La nostra Confederazione sta monitorando costantemente la situazione nelle provincie lombarde e ha già allertato le istituzioni locali per un'eventuale richiesta dello stato di calamità naturale".

 

Commissione Bilancio della Camera: Pacetti e Rizzioli incontrano l’on. Blasi

Il presidente della Cia Massimo Pacetti e il vicepresidente Mino Rizzioli si sono incontrati ieri a Roma presso la sede nazionale della Confederazione con l’onorevole Gianfranco Blasi, della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera. E’ stato un incontro cordiale e costruttivo durante il quale sono state affrontate e discusse alcune tematiche ritenute fondamentali per lo sviluppo del Sud. Tra queste, particolare attenzione è stata dedicata all’agricoltura, alla tutela e valorizzazione del territorio, alle infrastrutture, all’irrigazione. In tale contesto, Pacetti ha sottolineato l’esigenza di un confronto che favorisca l’avvio di riforme adeguate in grado di accompagnare la revisione della Politica agricola comune e di contribuire alla crescita economica delle regioni meridionali.
Il presidente della Cia ha, inoltre, evidenziato la necessità di intervenire in maniera rapida e efficace, e soprattutto con risorse adeguate, per sanare i gravi danni subiti dall’agricoltura meridionale a causa delle avversità atmosferiche della scorsa primavera.
L’on. Blasi, dal canto suo, ha avuto parole di apprezzamento per le iniziative della Cia e si è impegnato per costruire ulteriori momenti di confronto per approfondire le varie questioni sul tappeto in vista del Dpef e della Finanziaria 2004.


Lavoratori extracomunitari: i nuovi ingressi sono una risposta alle sollecitazioni della Cia

Il decreto sui lavoratori stagionali, firmato oggi dal Presidente del Consiglio dei ministri, e che prevede l’ingresso di 19.500 immigrati, è la risposta alle costanti pressioni esercitate in questi mesi dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, preoccupata che le quote autorizzate all’inizio dell’anno non fossero sufficienti a coprire il fabbisogno di lavoratori extracomunitari nelle aziende agricole.
Adesso occorre, afferma la Cia, che i passaggi per la pubblicazione del decreto in “Gazzetta Ufficiale” siano quanto più brevi possibili, soprattutto per consentire la normalizzazione di alcune situazioni particolarmente difficili sul territorio. Anche per questo motivo è necessario che la ripartizione regionale delle quote sia rispondente alle esigenze del territorio e in generale del settore agricolo.
La Cia, infine denuncia una situazione di generale confusione dovuta alla ritardata attuazione del regolamento attuativo della Bossi-Fini, nonché al problema del tutto irrisolto dei tempi per espletare le procedure di assunzione.

 

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DAL TERRITORIO

 

Campania: la Cia mobilitata per i danni della gelata dell’aprile scorso

Domani sit-in dei produttori sotto i ministeri delle Politiche agricole e dell’Economia

Non si placa la protesta di migliaia di imprenditori agricoli campani, duramente colpiti dai danni provocati dalla gelata dell’aprile scorso, di fronte alle mancate risposte del governo rispetto agli indennizzi attesi. L'intero comparto agricolo della Campania rischia, infatti, il collasso economico con conseguenze pesantissime per il già precario equilibrio sociale ed economico che caratterizza l’intero Mezzogiorno.
Per scongiurare questa tragica eventualità, la Confederazione italiana agricoltori, insieme a Confagricoltura e Coldiretti, ha dichiarato una mobilitazione permanente articolata nell’attivazione di un presidio in località Pastorano (presso l’ingresso dell’autostrada a Capua).
Numerosi i produttori e trattori presenti con i motori accesi sono pronti a convergere sulla capitale domani venerdì 13 giugno, dove intendono protestare presso i ministeri delle Politiche Agricole e dell'Economia per il ritardo che si sta registrando per il varo dei provvedimenti straordinari concordati per consentire alle aziende colpite di superare il grave momento e di ritornare alla normalità.
“Le gelate dell’aprile scorso hanno distrutto le produzioni ortofrutticole in vaste aree della regione Campania privando migliaia di imprese agricole dell’unica fonte di reddito” -sottolinea Aniello Troiano presidente della Cia Campania- “.
“Le percentuali di danno registrate -aggiunge Troiano- hanno raggiunto il 100 per cento e gli imprenditori, oltre ai bisogni primari, non sono in grado di soddisfare le necessità per la ripresa produttiva e gli impegni finanziari presi, vedendo concretizzare gravi minacce per il futuro dell’intera economia campana”.
Da due mesi le Organizzazioni agricole hanno chiesto al governo un provvedimento straordinario per attivare provvidenze concrete a favore dei produttori danneggiati.
A tutt’oggi, nonostante la disponibilità manifestata dal ministro Alemanno ad accogliere le proposte avanzate, si registra un ritardo inaccettabile nel reperimento delle risorse necessarie per finanziare il provvedimento.
La stima del danno complessivo a livello regionale è di 335 miliardi di Euro.
Il governo, secondo la Cia della Campania, quindi, deve impegnarsi a risolvere una situazione drammatica per l’intera economia della Regione.



Cartolarizzazione: le proposte della Cia Puglia all’incontro con i parlamentari e le forze politiche del centrosinistra

Una dichiarazione del Presidente regionale della Cia Puglia Antonio Barile


“In questi giorni l’Inps sta recapitando a migliaia di agricoltori pugliesi, le cartelle esattoriali per il recupero forzoso della debitoria contributiva relativa alla cosiddetta cartolarizzazione dei contributi previdenziali in agricoltura. Tale recupero - ha affermato il Presidente regionale della Cia Puglia Antonio Barile- da parte dell’Inps sta avvenendo senza alcuna verifica dell’effettivo debito. Infatti, in molto casi o il debito è stato già pagato o i contributi da pagare si riferiscono alla mancata applicazione dei benefici previsti dalla legislazione sul risarcimento dei danni per calamità atmosferiche.
In altri casi ancora il debito verso l’Inps è dovuto al peso economico eccessivo dei costi contributivi sui bilanci delle aziende agricole, particolarmente delle 43.000 aziende pugliesi, che assumono ben 14 milioni giornate lavorative, pari a circa il 20% della manodopera agricola impiegata in Italia.
La Cia Puglia -ha continuato Barile- evidenzia che la questione è stata da molto tempo posta all’attenzione dei parlamentari e del governo, e che più volte è stato chiesto un intervento legislativo preciso per evitare penalizzazioni ulteriori agli imprenditori agricoli. La Cia Puglia, infatti, ha proposto a tutti i parlamentari pugliesi in occasione dell’approvazione della legge Finanziaria 2003 uno specifico emendamento, che non è stato accolto.
La Cia Puglia ha sottoposto ai parlamentari pugliesi una proposta che consente di chiudere quest’annosa questione.
1. Sospensione immediata, per almeno un anno, della procedura di recupero della debitoria Inps maturata al 31 dicembre 2002 per contributi previdenziali dei coltivatori diretti e per l’assunzione di manodopera agricola;
2. Consentire, anche attraverso l’estensione interpretativa dell’art. 12 della legge finanziaria 2003, la sanatoria delle cartelle esattoriali relative ai ruoli di pagamento dei contributi previdenziali delle aziende agricole effettivamente debitrici.
Le aziende agricole dovranno avere la possibilità di regolarizzare la propria posizione con il pagamento del 20-25% delle somme dovute, al netto di sanzioni, interessi e benefici non goduti ai sensi della Legge 185\92 sulle calamità atmosferiche. Ciò costituirebbe un vantaggio per l’Inps oltre che per gli agricoltori, in quanto l’Inps incasserebbe il 20-25% contro l’8,6% previsto dalla cartolarizzazione
3. Individuare, per coloro che hanno versato i contributi negli ultimi 5 anni 1998-2002, la possibilità di trasformare parte dell'importo pagato in agevolazioni o credito d’imposta da utilizzare per la compensazione di tasse e contributi futuri.
4. Affrontare in modo organico la questione dei costi contributivi per portarli a livelli di sopportabilità economica per le aziende agricole, tenendo conto dei costi medi europei.
5. Favorire l’emersione degli imprenditori agricoli attraverso un provvedimento una tantum che preveda per tutto il 2003 la possibilità dell’iscrizione degli elenchi dei CD presso l’Inps, senza l’applicazione di sanzioni o iscrizioni retroattive per chi ha svolto attività di lavoratore dipendente in agricoltura.
La Cia Puglia -ha concluso Barile- invita tutti parlamentari pugliesi e il governo regionale affinché venga data una risposta concreta e rapida alle aspettative di migliaia di agricoltori da parte del governo Berlusconi, oggi umiliati dalla procedura di riscossione attraverso le cosiddette ganasce fiscali, che stanno bloccando centinaia di trattori e ipotecando proprietà immobiliari."


Edificazione nelle zone agricole: incontro a Mira (Ve)


La Giunta regionale del Veneto ha avviato la riforma della legge regionale 24/85 che disciplina le edificazioni nelle zone agricole. Di come dovrà essere realizzata la nuova disciplina si è parlato nell’incontro-dibattito organizzato lo scorso 26 maggio a Mira (VE) dalla Cia di Venezia, che ha voluto contribuire alla discussione in atto, portando una serie di proposte nell’interesse del territorio agricolo e degli agricoltori. Le istanze del mondo agricolo sono state illustrate dal Vicepresidente della Cia di Venezia, Pasquale Compagnin. “Credo che tutti -ha detto Compagnin- possiamo concordare sulla necessità di rivedere la legge regionale 24/85, che contiene elementi importanti per la tutela e lo sviluppo del territorio rurale e delle aziende agricole ma la sua applicazione è stata in parte disattesa e ha dato origine a meccanismi distorti di interpretazione che hanno favorito l’incremento di edifici non strettamente correlati all’attività agricola. La nuova legislazione urbanistica deve porre particolare attenzione a tutti quei soggetti che attraverso la loro attività agricola si rendono partecipi di una funzione economica, ambientale e di crescita sociale. Per tali motivi occorre estendere la possibilità di edificare a chiunque eserciti un’attività agricola (non solo agli imprenditori agricoli a titolo principale), purchè siano rispettati parametri minimi di redditività e sia garantita la continuità almeno decennale dell’esercizio dell’attività agricola. Gli indici di densità per le abitazioni vanno mantenuti e aggiornati. Per gli annessi rustici si deve passare da un rapporto in percentuale sul fondo ad una valutazione sulla loro effettiva funzionalità per l’esercizio dell’attività agricola e va inoltre istituito un vincolo ventennale sul mantenimento della destinazione d’uso degli stessi. Il rilascio della concessione edificatoria deve essere subordinato ad azioni di mantenimento e miglioramento delle condizioni agricole e ambientali. Occorre favorire il trasferimento delle volumetrie di fabbricati esistenti e non più funzionali ed evitare, attraverso apposite norme, lo spreco di terreno agricolo. Le aree a doc e igt e le altre zone particolarmente vocate alla produzione agricola necessitano di essere individuate negli strumenti urbanistici comunali come ambiti di salvaguardia del territorio e delle zone agricole, alla cui individuazione urbanistica e programmatoria devono concorrere con procedure istituzionalizzzate, le organizzazioni professionali agricole”.
Sulle proposte della Cia hanno espresso parere favorevole sia l’assessore all’urbanistica della Provincia di Venezia, Renato Gorgoni sia quello alle attività produttive Giuseppe Scaboro, che asupicano un ruolo più incisivo della Provincia nella definizione delle priorità del territorio. Gorgoni ha inoltre criticato la mancata convocazione da parte del legislatore regionale, delle organizzazioni professionali agricole al tavolo della discussione sulla riforma della legge 24.
Vi è stato un eccessivo consumo di suolo agricolo nella nostra regione, definita non a caso la più grande villettopoli d’Europa, e che la nuova legge dovrà porre fine a questo abuso. Nel suo intervento il sindaco di Mira, Roberto Marcato, ha sottolineato la necessità da parte di tutti di porre particolare attenzione ai fenomeni che riguardano il territorio e attribuisce ai comuni la responsabile attuazione di tale obbligo. La Regione, secondo il sindaco di Mira, dovrebbe infatti definire delle norme di indirizzo che spetterà ai singoli comuni tradurre in norme e modalità operative, facendo attenzione però a calirabre gli interventi sulle specificità territoriali locali. In rappresentanza dell’assessorato regionale all’urbanistica è intervenuto l’architetto Tommaello, dirigente dell’ufficio urbanistica della Regione Veneto, che ha precisato alcuni aspetti della proposta di legge, evidenziando come la novità principale stia nel diverso approccio che privilegia l’impresa agricola più che l’imprenditore agricolo. Anche se in ciò, secondo il consigliere regionale Lucio Tiozzo, bisogna prestare molta attenzione, perché se è plausibile “favorire” le aziende agricole competitive non si possono fissare criteri di redditività restrittivi e uniformi a livello regionale, essendoci diverse realtà produttive nel territorio regionale.
Anche i dottori Agronomi e Forestali a livello di federazione regionale hanno elaborato un proprio documento in cui sono contenute alcune osservazioni e proposte sulla riforma della legge urbanistica, che è stato illustrato dal presidente dell’ordine di Venezia, Luciano Galliolo. Il documento concorda sostanzialmente con la posizione della Cia. Galliolo ha ricordato tra l’altro l’opportunità da parte dei comuni di dotarsi del registro fondiario e, infine, di istituire una apposita commissione per l’esercizio delle funzioni comunali in materia agraria, qualora le commissioni edilizie comunali fossero abolite.
In attesa di licenziare la nuova legge urbanistica, che conferirà alle province la delega in materia a partire dal 1° agosto 2003, la Giunta regionale del Veneto ha emanato una disciplina transitoria (la l.r. 35/02) che introduce dal 1° gennaio di quest’anno un blocco pesante delle edificazioni di abitazioni e annessi rustici, appesantendo ingiustificatamente il passaggio alla nuova normativa, come ha sottolineato Alessandro Ghiro, presidente della Cia del Veneto che chiuso la scaletta degli interventi.
La Cia di Venezia, ha detto il suo presidente Mario Quaresimin che ha coordinato i lavori, proseguirà nelle sedi opportune a dare ulteriore voce alle istanze del mondo agricolo per una reale difesa del territorio agricolo, delle imprese che vi sono insediate, della grande funzione ambientale che svolge l’agricoltura.

Abruzzo: assemblea costitutiva dell'Associazione regionale "Donne in Campo"


Entusiasmo, voglia d'intrapresa, soddisfazione per i risultati raggiunti e, pur nella consapevolezza dei problemi e delle difficoltà, ottimismo per il futuro.
Questi gli elementi che hanno caratterizzato la partecipatissima e vivace Assemblea costitutiva dell'Associazione abruzzese di "Donne in Campo".
Un'agricoltura regionale che, con la notevole crescita della presenza femminile nei diversi comparti -non solo agriturismo ma anche ortofrutticoltura, viticoltura, olivicoltura e zootecnia- si tinge sempre più di rosa.
Il Presidente della Cia d'Abruzzo, Domenico Falcone, che ha aperto e concluso i lavori dell'Assemblea, è partito da questa constatazione per ribadire il forte impegno della Confederazione, come sancito dal recente Congresso, nel promuovere e sostenere l'Associazione "Donne in Campo". Il Presidente ha evidenziato, tra l'altro, l'esigenza di una migliore e più forte integrazione delle imprenditrici nella vita confederale e l'impegno a mettere a disposizione delle stesse gli strumenti ed i servizi della Confederazione con l'obiettivo della loro crescita professionale, indispensabile per il miglioramento e la valorizzazione delle produzioni finalizzati all'aumento del reddito aziendale. Falcone ha, infine, proposto alla neocostituita Associazione un intenso programma di lavoro che vedrà le imprenditrici agricole abruzzesi protagoniste di diversi impegni ed iniziative.
All'Assemblea ha partecipato Paola Ortensi, Presidente nazionale di "Donne in Campo", la quale ha ricordato gli scopi e le finalità dell'Associazione e, oltre a ripercorrerne le tappe, ha suggerito diverse idee e proposte che hanno riscontrato la convinta adesione delle imprenditrici agricole abruzzesi.

 

 

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