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ATTUALITA'
Medici
di famiglia e agricoltori insieme per una corretta alimentazione e
in difesa dei consumatori
Illustrato oggi l'accordo tra la Fimmg e la Cia
Un italiano su tre ha problemi di colesterolo, tre
su dieci sono in sovrappeso, il 10 per cento della popolazione è
obesa (il 4 per cento tra i bambini), l11 per cento soffre di
ipertensione arteriosa, le malattie vascolari rappresentano la prima
causa di morte nel nostro Paese. E un quadro allarmante anche
perché queste crescenti e gravi patologie sono direttamente
collegate ad una non corretta alimentazione, a cattive abitudini alimentari.
Cè, quindi, lesigenza più volte avvertita
di favorire un giusto apporto nutrizionale in maniera da correggere
un modo di mangiare da parte degli italiani, soprattutto dei bambini,
squilibrato. Troppo spesso, addirittura, si ignorano, i principi di
una sana e corretta alimentazione.
In questa logica si inserisce laccordo siglato tra la Federazione
italiana medici di famiglia (FIMMG) e la Cia-Confederazione italiana
agricoltori. Accordo che ha come obiettivo prioritario proprio quello
di favorire una giusta, salutare ed equilibrata alimentazione.
Sotto lo slogan Vuoi star bene. Mangia bene, i medici
di famiglia e gli agricoltori come hanno spiegato oggi, nel
corso di una conferenza stampa, il segretario generale della FIMMG
Mario Falconi e il presidente della Cia Massimo Pacetti- opereranno
insieme per far sì che gli italiani possano seguire una equilibrata
dieta alimentare, in grado di prevenire i rischi di patologie anche
gravi.
I medici di famiglia, con i quali i cittadini hanno un costante contatto
(più di un milione al giorno), rappresentano un privilegiato
punto di riferimento per meglio fornire tutti quegli elementi essenziali
capaci di correggere una squilibrata alimentazione e, nello stesso
tempo, possono sviluppare unefficace comunicazione - in virtù
anche dellalto livello di stima che riscuotono da parte dei
cittadini - riguardante i rischi che si corrono da una dieta non corretta.
Dal canto loro, gli agricoltori, grazie alla professionalità
e a tradizioni ormai consolidate nel tempo, possono garantire la qualità
e la genuinità degli alimenti.
Quindi, con laccordo tra FIMMG e Cia, che avrà nei prossimi
mesi ulteriori sviluppi attraverso adeguate iniziative rivolte ai
cittadini, si possono attuare metodologie di prevenzione atte a ridurre
i rischi di una cattiva alimentazione, a promuovere la salute e a
far conoscere e rilanciare la tipicità dei prodotti italiani,
da tutti riconosciuti come elementi importanti per una dieta ideale.
Daltronde, la ricchezza delle nostre tradizioni agricolo-alimentari
garantisce una risposta più che sufficiente non solo per tutti
i gusti, ma anche per tutte le necessità dietologiche, siano
esse per il mantenimento di uno stato di benessere che per i fini
più squisitamente terapeutici.
"Si tratta -ha affermato il presidente Pacetti- di un importante
accordo che potrà offrire ai medici la possibilità di
assolvere un ruolo importante in un contesto sociale nel quale è
sempre più stringente il rapporto tra malattia ed errata alimentazione
e alla Cia di poter mettere a disposizione tutto il suo bagaglio di
esperienze professionali ed organizzative, assieme ad una larga gamma
di prodotti, offerti da aziende impegnate sul terreno di una produzione
ancorata ad una sapienza antica".
"Lo scopo -ha concluso il presidente della Cia- è quello
di diffondere sempre più il concetto della cosiddetta dieta
mediterranea, nutriente e gustosa, in grado di prevenire malattie
di tipo cardiovascolare, obesità, alcune patologie oncologiche.
Insomma, un rapporto di stretta collaborazione per attivare nelle
scuole, tra le famiglie e i consumatori vere e proprie campagne di
informazione al fine di dare un indirizzo certo ed organico, non solo
sui rischi cui si va incontro con una cattiva alimentazione, ma anche
della possibilità di prevenire le stesse".
Giornata della terra: il valore della riforma
fondiaria
Incontro della Fondazione Abc a Grosseto
Dopo Capaccio (Salerno)
del novembre dello scorso anno, ieri 10 giugno a Grosseto si è
ripetuta con successo la seconda Giornata della Terra
dedicata ai cinquantanni della riforma agraria, promossa dalla
Fondazione Avolio-Benigno-Cia per il progresso dellagricoltura
e dalla Cia provinciale, con il patrocinio del Comune e della Provincia.
Questa volta lattenzione è stata puntata sulla riforma
fondiaria della Maremma che ha costituito uno degli eventi più
importanti del dopoguerra sia per gli aspetti politici che per quelli
economici e sociali. Un avvenimento importante che si concretizza
nel 1953 e che ha visto un impegno e una lotta pera la terra da parte
di migliaia di agricoltori, amministratori e tecnici che, attraverso
unazione dallalto valore socio-economico, danno vita ad
un nuovo assetto economico e ridisegnano completamente lintero
territorio.
Tutti aspetti che durante il convegno di Grosseto, che si è
svolto presso il Teatro degli Industri, sono stati ben inquadrati
e messi in evidenza. I vari relatori hanno infatti rievocato e analizzati
i fatti storici e politici che hanno caratterizzato cinquantanni
fa la riforma fondiaria in Maremma e, nello stesso tempo, sottolineato
che da quegli importanti eventi si è costruito una moderna
e competitiva agricoltura.
Sono stati qualificati interventi che hanno permesso di sviluppare
un discorso anche in prospettiva, proprio perché a più
di mezzo secolo dalla riforma oggi è possibile tracciare un
quadro futuro dellagricoltura italiana che deve affrontare non
solo sfide interna, ma anche questioni di carattere europeo (la riforma
della Politica agricola Ue e lallargamento) e internazionale
(negoziato Wto e globalizzazione).
Ai lavori, presieduti dal presidente dal presidente della Cia della
Toscana Enzo Pierangioli, hanno portato il loro saluto il sindaco
di Grosseto Alessandro Antichi e il presidente della provincia Lio
Scheggi e sono intervenuti il presidente della Cia di Grosseto Giancarlo
Innocenti, lon. Emo Bonifazi, il rag. Alessandro Valentino Simoncelli,
il prof. Alessandro Pacciani, il presidente nazionale della Cia Massimo
Pacetti, mentre le conclusioni sono state svolte dal presidente della
Fondazione Abc Giuseppe Avolio.
Nella sua introduzione, Innocenti ha tracciato un quadro chiaro e
complessivo sul ruolo che la riforma fondiaria ha avuto nella Maremma.
Lon. Bonifazi ha invece messo in risalto il valore della lotta
per la terra e per la libertà. Simoncelli, dal canto suo, ha
affrontato il tema degli assegnatati verso limpresa, con particolare
riferimento allazione che ha avuto lEnte Maremma. Il prof.
Pacciani ha analizzato gli aspetti relativi al passaggio dalla riforma
fondiaria al distretto rurale.
Nel suo intervento, il presidente nazionale della Cia si è
soffermato sul tema Una moderna agricoltura per lo sviluppo
equilibrato dellItalia e dellEuropa. Dopo aver rievocato
alcuni aspetti che hanno caratterizzato la riforma agraria nel nostro
Paese e in Maremma in particolare, Pacetti ha insistito sulla necessità
di sviluppare oggi una nuova e più incisiva politica nei confronti
dellagricoltura e delle sue imprese. Una politica che permetta
ai nostri produttori di affrontare con strumenti e mezzi adeguati
le grandi sfide poste dal contesto europeo e internazionale.
Occorre, secondo il presidente della Cia, una svolta capace di rilanciare
con forza l agricoltura che deve essere inserita e protagonista
di un progetto generale di progresso. Un progetto reale e riformatore
per compiere un positivo salto in avanti e far sì che le imprese
agricole diventino il cardine di questa rinnovata azione.
Imprese e aziende ha rimarcato Pacetti- che sono diffuse sul
territorio e che rappresentano una fonte di ricchezza per consolidare
il nuovo rapporto tra agricoltura e società, fra territorio
e ambiente, tra economia e qualità della vita.
Il presidente della Fondazione Abc, nelle sue conclusioni, ha tra
laltro evidenziato che oggi, a distanza di cinquantanni,
appare più nitida e netta la validità di quelle lotte,
che rivendicavano la riforma non solo nellinteresse immediato
delle forze sociali interessate, ma per favorire lo sviluppo generale
dellItalia e la sua crescita civile e democratica, cioè
per migliorare, a vantaggio di tutti, le condizioni di base -produttive
e ambientali- della società. La riforma agraria, infatti, pur
con tutti i suoi limiti, liberando nuove forze produttive, ha favorito
la trasformazione dellItalia, che da Paese con uneconomia
prevalentemente agricola e un settore primario arretrato, è
diventato un Paese con uneconomia prevalentemente industriale,
collocato fra i 6 Paesi più avanzati del mondo. Nello stesso
tempo, lagricoltura, valorizzando limpresa e utilizzando
i moderni ritrovati della scienza e della tecnica, si è evoluta
ed è, oggi, la prima in Europa per valore aggiunto, che copre,
inoltre, per oltre il 92%, il nostro fabbisogno alimentare.
Avolio ha sottolineato lesigenza di elaborare una nuova strategia
delle riforme. Tale strategia dovrà essere incentrata su un
programma organico, che deve affrontare, per tutti i comparti, sia
i problemi immediati che quelli di prospettiva in modo realistico
e configurarsi, davanti al Paese, come uno strumento valido per il
superamento delle attuali difficoltà delleconomia. Daltra
parte, ci sono tutte le condizioni essenziali per impostare una nuova
politica economica e sociale come strumento per la riforma
del modo di formazione e distribuzione del reddito e mezzo per raggiungere
lobiettivo dellaumento delloccupazione, nonché
del superamento del divario fra Nord e Sud, della diversificazione
ed espansione della base produttiva e salvaguardia del territorio
e dellambiente.
Il presidente della Fondazione Abc ha, inoltre, sollecitato una politica
idonea di riforma agraria in tutti i Paesi del Terzo Mondo. E
questo il solo mezzo valido per avviare a soluzione il drammatico
problema della fame e della denutrizione per milioni di uomini e bambini
in tante parti del mondo. Il Presidente del Brasile, Lula, ha proposto
al G8 di applicare una tassa sulla vendita delle armi da destinare
agli aiuti ai Paesi del Terzo Mondo. Secondo Avolio, tutto ciò
va bene, ma la prima cosa da fare, in questi paesi, a partire dal
Brasile, è una buona legge di riforma agraria per dare la terra
a chi può farla fruttare per garantire il nutrimento a sé
e agli altri.
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DAL
TERRITORIO
Ancona. Prodotti tipici
in mostra a Scisciano: una festa eccellente
Premiate con la Bandiera Verde Agricoltura
sei aziende agricole per limpegno e la professionalità
Il caldo afoso non ha impedito alle centinaia di intervenuti alla
MostraMercato dei Prodotti Tipici di Fattoria in Festa
domenica 8 giugno, a Scisciano di Maiolati Spontini, in provincia
di Ancona, di visitare gli stand degli espositori e di assistere alla
assegnazione delle Bandiere Verdi Agricoltura. Un successo preceduto
dalliniziativa di sabato 7, Il Verdicchio incontra il
Parmigiano Reggiano.
Migliaia di persone hanno potuto visitare gli stand delle tipicità,
molte delle quali disponibili in piccole quantità e perciò
acquistabili solo in occasione di Fattoria in Festa (erba
caciola, la venella di SantElia, la porchetta di
Scisciano, ecc.).
La Bandiera Verde Agricoltura assegnata alle aziende agricole che,
sulla base di una serie di punteggi, hanno ottenuto il riconoscimento
che premia la sapienza, la professionalità, il ruolo delluomo
nellimpresa. Un riconoscimento, quindi, non soltanto al prodotto
tipico e alleccellenza, ma allazienda agricola nel suo
insieme.
Le aziende premiate sono:
1 Monterosso
2 La Terra e il Cielo
3 Terre Cortesi Moncaro
4 Zaccagnini Rosella
5 Fratelli Politi
6 Mognon Floriano
Oltre alle sei aziende, ed alle altre tredici che hanno ricevuto lattestato
di distinzione, la Bandiera Verde Agricoltura è stata assegnata
alla Provincia di Ancona, ai Comuni di Castel Colonna, Castelleone
di Suasa, Serra de Conti, Cupramontana, Staffolo, Montecarotto, Arcevia,
Morro dAlba, Monte San Vito, Senigallia e Maiolati Spontini.
Bandiera Verde Agricoltura anche per lAssociazione Ricreativa
Scisciano, il Comitato Festa del Covo di Osimo, lazienda Migliori
di Ascoli Piceno, al bibliotecario di Cupramontana Riccardo Ceccarelli
ed al giornalista del Corriere Adriatico Andrea Fraboni.
A tutti costoro il merito di aver dedicato nel corso degli anni particolare
attenzione al settore agricolo, allenogastronomia, alla promozione
e valorizzazione delle tipicità locali.
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APPUNTAMENTI
Bologna: gli operatori
dellagroalimentare si incontrano per la 1° mostra convegno
sui prodotti italiani agroalimentari
La Cia, LAgia e Qualità
Giovane al centro delle iniziative della rassegna bolognese.
Si svolgerà nei
giorni 11, 12 e 13 giugno, a Bologna, la 1° mostra convegno sui
prodotti italiani agroalimentari di qualità per la moderna
distribuzione nazionale e internazionale.
Il 12 giugno con il convegno le nuove sfide dellagroalimentare
italiano si aprirà la manifestazione denominata "Italian
Private Label", che, riservata esclusivamente agli operatori
del settore agroalimentare, oltre ad una vasta area espositiva, propone
nel programma diversi eventi collaterali tra cui convegni e degustazioni
che vedranno protagoniste lAgia e Qualità giovane della
Cia.
LAgia e Qualità giovane allestiranno, infatti, uno stand
che ospiterà oltre 20 aziende produttrici, nonché promuoveranno,
nella serata precedente linaugurazione della rassegna, una degustazione
per la serata di gala.
Il convegno di apertura ospiterà lintervento del Vicepresidente
Vicario della Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
Nel pomeriggio di giovedì 12 giugno e nella mattina del 13,
sono previsti due convegni tecnici Tracciabilità, qualità
e certificazione tra tipicità e private label e La
logistica e la distribuzione per affrontare i nuovi mercati.
Agli stessi, penderanno parte rispettivamente, Marco Pasquale dellUfficio
qualità della Cia ed Efrem Tassinaro responsabile della commercializzazione
della Cia.
Previsto, inoltre, un incontro tra la stampa specializzata (Unaga)
ed i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole.
L'anziano e la pubblica amministrazione:
un convegno in provincia di Padova
Si terrà Lunedì 16 giugno
a Vigonza, organizzato dalla Cia di Padova e patrocinato dall'Anci
del Veneto, un convegno su: "L'anziano e la pubblica amministrazione".
Aspetti sociali, sanitari e finanziari. Confronto di esperienze.
Il futuro sarà dei vecchi. Sembra un paradosso ma lo dimostrano
la demografia, le indagini, i censimenti e chiunque lo può
arguire guardando l'attuale panorama della famigliea italiana. E allora?
La pubblica amministrazione ed, in primis, i Comuni sono gli interlocutori
principali degli anziani e spesso anche il loro punto di riferimento.
Con questa iniziativa la Cia di Padova vuole mettere a confronto delle
esperienze, trarre degli spunti e avanzare delle indicazioni affinchè
la condizione dei "vecchi" possa migliorare in tutti i Comuni
della provincia.
Cia Catanzaro: presentazione di un libro
sul futuro dell'Europa
Venerdì 13 giugno, alle ore 10,00, presso la sala riunioni
della Cia regionale di Catanzaro, sarà presentato il libro
del parlamentare europeo Gianni Pittella, "Il Triangolo della
ricchezza".
Michele Drosi, vice presidente regionale della Cia coordinerà
i lavori, ai qual sarà presente l'autore.
Sono previsti gli interventi di Giuseppe Mangone, presidente regionale
dell Cia, Giovanni Dima, assessore regionale all'agricoltura, Renzo
Turatto, direttore generale del Bilaricio e degli Affari Ue della
regione Calabria e l'on.Agazio Loiero.
La riflessione che Gianni Pitella svolge sulla politica di coesione
nell Unione Europea allargata è parte non secondaria del dibattito
sull'avvenire dell'Europa.
Si tratta, in particolare, di una riflessione importante anche per
l'avvenire del Mezzogiorno d'italia, che e' l'area dove si concentra,
come in una miniera, un insieme di potenzialità inespresse
che debbono potersi liberare dalle costrizioni che le trattengono
e che nella nuova dimensione europea possono trovare nuove opportunità.
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