|
ATTUALITA'
Vuoi star bene.
Mangia bene: medici di famiglia e agricoltori
insieme per una corretta alimentazione degli italiani
Laccordo tra la FIMMG e la Cia illustrato mercoledì
11 giugno in una conferenza stampa.
Vuoi star bene.
Mangia bene. Sotto questo slogan parte una campagna alleducazione
alimentare che ha come promotori la Federazione dei medici di famiglia
(FIMMG) e la Cia. Attraverso un accordo operativo, siglato nei giorni
scorsi, le due organizzazioni si pongono come obiettivo primario quello
di favorire una giusta e salutare alimentazione, anche attraverso
i consumi dei prodotti tipici italiani da tutti riconosciuti come
elementi importanti per una dieta ideale.
Daltra parte, gli italiani, in particolar modo i bambini, mangiano
in maniera squilibrata e molte volte ignorano i principi di una corretta
alimentazione. E questo ha favorito lincrementarsi di gravi
patologie: ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e del
metabolismo, obesità e neoplasie.
E proprio da qui parte liniziativa promossa dai medici di famiglia
e della Cia. I primi, con i quali i cittadini hanno un contatto costante,
costituiscono un punto di riferimento privilegiato per meglio fornire
gli elementi essenziali in grado di correggere unerrata alimentazione
e favorire un giusto apporto nutrizionale.
Gli agricoltori, con la loro professionalità e con tradizioni
consolidate, possono garantire qualità e genuinità degli
alimenti.
Per illustrare laccordo e le iniziative future, il segretario
generale della FIMMG Mario Falconi e il presidente della Cia Massimo
Pacetti terranno il prossimo 11 giugno, alle 11.30, una conferenza
stampa, che si svolgerà a Roma presso la sede nazionale della
Cia (via Mariano Fortuny, 20).
Formazione a distanza con tecnologia Internet.
Web-Fad: un metodo sperimentato per promuovere formazione continua
ed autogestita dalle singole strutture Cia
Agrinform ha sviluppato un sistema per
la Formazione a distanza (Fad) basato su tecnologia Web.
La Web-Fad, realizzata da Agrinform, riassume in sé caratteristiche
tali da essere particolarmente adatta alle esigenze di qualunque Ente
o Società che debba periodicamente svolgere attività
di formazione:
Qualsiasi struttura di livello sia Nazionale che territoriale,
in qualunque momento, può avviare un qualsiasi progetto di
formazione su ogni genere di argomento e diretto ad ogni tipo di utenza;
Lestremo grado di flessibilità tecnologica rende
sia lavvio che la conduzione del progetto formativo ampiamente
autogestibile dal responsabile del corso attraverso molteplici processi
automatizzati, pienamente interattivi e di semplice fruizione;
Il livello di personalizzazione dei corsi è pressoché
totale sia per chi organizza lattività formativa che
per lutenza;
Il monitoraggio continuo dellattività garantisce
al managment corsuale informazioni costanti sullandamento, lutilizzo
ed i risultati conseguiti dallutenza;
I punti sinteticamente esposti sopra evidenziano come, attraverso
un raffinato utilizzo di tecnologia web, si possano facilmente realizzare
complessi progetti mirati alla formazione continua in ogni contesto
ed in tutte le strutture abbattendo i costi legati alle attività
corsuali tradizionali: trasferte, orario, dotazione strumentale delle
aule, allievi in numero predeterminato, ecc..
Entrando nel dettaglio delle possibilità è evidente
come, attraverso lutilizzo diffuso di WebFad, una struttura
confederale, sia essa di livello nazionale o regionale o provinciale,
possa gestire un processo formativo molto articolato incentrato su
tematiche che spaziano dalla materia fiscale a quella assistenziale
a quella tecnico-informatica, ecc.., ed orientato ad aiutare una graduale
evoluzione delle conoscenze degli associati, dei tecnici, dei funzionari.
Fermo restando la necessità di un docente esperto nella predisposizione
di lezioni utilizzabili con questo genere di strumenti, la potenzialità
di WebFad che proponiamo si manifesta nella capacità di:
Avere più corsi contemporaneamente avviati
Possibilità che un allievo partecipi a più corsi
Graduali momenti di verifica
Possibilità per ogni allievo di inserirsi nel piano
formativo in qualunque momento
Nessun vincolo sul numero dei partecipanti
Tutto questo permette al prodotto di essere utilizzato da funzionari,
addetti e tecnici della struttura organizzatrice, ma anche la partecipazione
di agricoltori, produttori e tecnici aziendali esterni.
Per gestione autonoma della WebFad è opportuno spiegare di
che cosa si tratta. Una volta deciso lavvio di un progetto,
avvalendosi solo delle normali conoscenze informatiche di base e luso
di internet, il supervisore di ogni piano formativo può organizzare
i moduli, le lezioni, i test e determinare il grado di difficoltà.
Oltre a ciò forma le classi, pubblica autonomamente il materiale
informativo, decide tempi e processi, rimanendo sempre autosufficiente.
La fase di sperimentazione di WebFad, che ha visto alcune strutture
(Agia, Cipat, Cia Imprese, Anabio) impegnate a gestire progetti formativi
di sicuro interesse, si è conclusa con successo. Quindi WebFad
è ormai da considerarsi un prodotto collaudato e a disposizione
di tutti.
Per esperienze già fatte ed in parte sopraelencate, ricordiamo
la possibilità di allestire anche subito alcuni corsi di informatica
di base o di utilizzo dei più diffusi prodotti Office (word,
excell).
torna al sommario
DAL
TERRITORIO
Più unitarietà
e programmazione negli interventi di politica lattiero casearia
La Cia Lombardia attiva i ricorsi
per legittimare i diritti della quota B
Secondo la Confederazione italiana agricoltori della Lombardia, tra
le questioni aperte nel comparto lattiero caseario ve ne sono tre
che necessitano di decisioni in un quadro di unitarietà e programmazione:
la definizione del prezzo del latte e il mercato, la ricerca e la
sperimentazione e, non ultimo, le quote latte e gli investimenti produttivi.
Il mercato dei formaggi grana -rileva la Cia Lombardia- ha ripreso
vitalità e segna progressivamente dati positivi. Un dato che
si realizza contestualmente ad un livello basso delle scorte, ai riconoscimenti
comunitari a salvaguardia della tipicità e contrattazioni vivaci
in un periodo tradizionalmente poco attivo per il mercato. "Sono
segnali di ripresa strutturale che sconfessano -afferma il presidente
regionale della Cia, Mario Lanzi- la tesi industriale di imporre una
drastica riduzione del prezzo del latte, che diversamente va ricollocato
ben al disopra degli acconti pagati".
E' opportuno quindi secondo la Cia Lombardia riflettere se nella vertenza
sul rinnovo del prezzo per il 2003 occorra un diverso approccio contrattuale.
In tema di ricerca, i segnali di apertura compiuti dall'Ersaf e dalla
Commissione attività produttiva della Regione Lombardia per
garantire risorse alla ricerca e sperimentazione sono apprezzabili.
Tuttavia ancora insufficienti: serve un impegno politico e un progetto
di ricerca a sostegno del sistema lattiero caseario regionale che
individui nelle esperienze professionali sul territorio un punto strategico.
In merito alle quote latte, secondo il giudizio della Cia Lombardia,
i vari interventi previsti nella nuova legge sulla riforma del sistema
della quote quali, la chiusura del contenzioso pregresso, la commercializzazione
delle quote, l'intervento di abbandono e la conseguente riassegnazione,
non ultima la possibilità di un aumento della quota nazionale,
avranno tempi diversi di realizzazione. Tali provvedimenti sono fatti
economici determinanti per la programmazione della produzione lattiera
e gli investimenti aziendali, ed esiste pertanto la necessità
di un'unitarietà d'attuazione.
"Gli allevatori, soprattutto per la precarietà dei prezzi
agricoli, devono -aggiunge Lanzi- poter effettuare delle scelte imprenditoriali
su dati certi. Non solo per ciò che concerne il pagamento delle
multe, ma anche per quante e quali quote saranno disponibili sul mercato,
quanto potrà essere riassegnato e quanta potrà essere
compensata della quota B tagliata. Occorre individuare azioni finanziarie
a disposizione sia della soluzione del pregresso e sia per chi ha
già fatto investimenti di quote produttive,
per creare condizioni d'equità e sostenibilità. Inoltre
rimane aperta, particolarmente per le prime campagne, la questione
delle responsabilità pubbliche nella vicenda. Infine rimane
la situazione della quota B, che storicamente è parte integrante
della produzione delle aziende a conduzione familiare, posizione per
altro sostenuta anche dalla Regione Lombardia".
A questo proposito la Cia Lombardia e l'Associazione interprovinciale
produttori latte bovino hanno presentato i ricorsi amministrativi,
sulle ultime assegnazioni, per legittimare tali diritti, anche in
funzione del fatto che si possa verificare un'impossibilità
di una sua completa compensazione.
Un progetto della
Cia di Bari per la valorizzazione del grano duro
Costituito il Consorzio Produttori Grano Duro della Murgia Barese
"Promuovere e stringere accordi di
filiera per valorizzare e sviluppare il comparto della pasta e del
pane, tipici prodotti di consumo italiani che si vanno affermando
in maniera positiva sui mercati internazionali" questo l'obbiettivo
dichiarato della Cia rispetto al settore produttivo della cerealicoltura
da grano duro. E' recente la proposta di un protocollo di intesa interprofessionale
a livello nazionale e la costituzione, voluta e promossa dalla Cia,
di una Unione Seminativi nazionale unitaria che concentra in un unico
polo di valenza europea le associazioni di prodotto cerealicole. Su
questo filone si è mossa la Confederazione Agricoltori di Bari
che ha promosso la costituzione di un Consorzio Produttori grano duro
della Murgia Barese, aderente all'Associazione regionale Pugliacereali,
con la finalità di organizzare in sede locale la produzione
e la commercializzazione del grano destinato alla pastificazione e
alla panificazione. "L'approvazione in via definitiva della DOP
del pane di Altamura" ha dichiarato il presidente provinciale
della CIA Francesco Caruso "rappresenta un'occasione di sviluppo
da non perdere. Noi produttori siamo disposti a fare la nostra parte
e abbiamo già provveduto ad organizzarci in forma consortile
per garantire il necessario approvvigionamento del grano duro così
come previsto dal disciplinare approvato nella DOP. Si può
lavorare subito in un contesto di filiera per valorizzare il risultato
ottenuto e portare giovamento economico all'intero sistema territoriale
locale al quale è demandata la produzione del pane DOP".
Nella sala Conferenze del Monastero del Soccorso in Altamura, si è
tenuta intanto la presentazione ufficiale del neocostituito Consorzio
ed un incontro con gli industriali pastai ed il mondo della ricerca
e della sperimentazione. Hanno partecipato infatti al dibattito il
cav. Vincenzo Divella, nella duplice veste di presidente della Camera
di Commercio di Bari e di industriale pastaio, presidente di Italmopa
nazionale, e il dott. Natale Difonzo, direttore dell'Istituto Sperimentale
per la cerealicoltura di Foggia. Nel suo intervento Divella ha fornito
ampia disponibilità da parte industriale a definire accordi
per la fornitura di grano duro di qualità: "se è
vero che siamo costretti ad importare annualmente quasi un terzo del
fabbisogno di grano duro a causa dell'insufficienza della produzione
nostrana, è anche vero che non abbiamo alcun interesse, da
industriali, a rivolgerci all'estero, a patto di vedere garantite
le nostre esigenze di fornitura della materia prima, in termini di
quantità e qualità, dal sistema produttivo nazionale
e, nella fattispecie, locale. Siamo convinti che occorre far sistema
per valorizzare al meglio i nostri prodotti e non abbiamo difficoltà
a riconoscere valore aggiunto al grano di qualità. Una nostra
posizione, già rappresentata all'Unione Europea, è quella
di premiare la qualità della materia prima con risorse adeguate".
Dal canto suo il dott. Difonzo ha messo a disposizione le conoscenze
e l'esperienza maturata sul campo dall'Istituto sperimentale, dichiarandosi
ottimista rispetto alla costruzione di un sistema che veda insieme
la produzione, la ricerca, l'industria molitoria e di trasformazione.
"Già da anni siamo in grado di selezionare varietà
colturali più produttive e dalle caratteristiche qualitative
adeguate alle richieste dell'industria pastaia e della panificazione.
I nostri campi sperimentali sono vetrine a disposizione degli agricoltori
e abbiamo sviluppato tecniche di coltivazione ottimali per le nostre
aree produttive". Peppino Creanza, vicepresidente del Consorzio,
ha manifestato la volontà delle aziende consorziate a pervenire
ad un sistema di tracciabilità e certificazione che garantisca
in piena trasparenza la materia prima, quale obbiettivo primario del
Consorzio. Condividendo le considerazioni fin qui fatte, Matteo Valentino,
presidente di Pugliacereali, ha sottolineato che agli sforzi e ai
costi aggiuntivi che gli agricoltori sono pur disposti a sopportare
deve però fare riscontro un maggior reddito che premi la qualità.
Le conclusioni dell'iniziativa sono state tenute da Antonio Barile,
presidente regionale della CIA di Puglia, il quale ha rimarcato la
situazione di pesante difficoltà vissuta dalla categoria ed
in particolare dai cerealicoltori, in assenza di una politica agricola
regionale che preveda incentivi adeguati a chi vuol produrre qualità
e che deve quindi porre in essere processi produttivi più costosi.
All'inerzia regionale, priva di progetti sulla cerealicoltura e dotata
di un piano di sviluppo rurale che non considera i temi dello sviluppo
economico delle aree interne della regione, fa riscontro la tendenza
dell'Unione Europea a penalizzare i prodotti mediterranei ed in particolare
il grano duro. Le ultime prese di posizione del Parlamento europeo
accolgono almeno in parte le richieste della Cia di mantenere inalterato
il livello di intervento sul grano duro e di incentivare con risorse
aggiuntive i piani di qualità e di commercializzazione associata
tendenti a rafforzare i rapporti di filiera. Circa il pane Dop "è
evidente ha dichiarato Barile che questo importante
risultato non può andare a vantaggio dei soli fornai, ma deve
portare ricchezza, con il contributo di tutti, su tutto il sistema
locale, con i giusti vantaggi per i produttori che saranno impegnati
a garantire, con il loro grano duro, il rispetto del disciplinare
indispensabile perché il pane prodotto possa fregiarsi della
DOP di Pane di Altamura".
torna al sommario
APPUNTAMENTI
Tavola rotonda della Cia Umbria sulla qualità
dell'offerta agrituristica
Lorientamento alla Qualità è diventato, sempre
più negli anni, il fattore strategico chiave per il successo
delle imprese in qualsiasi settore di business. In Umbria lagriturismo,
attività complementare dellagricoltura, ha conosciuto
una forte espansione quantitativa sia in termini di numero di esercizi
che di posti letto. Questa attività permette agli agricoltori
di unire alla diversificazione produttiva, una migliore valorizzazione
delle produzioni agricole e del patrimonio edificato inutilizzato
dellazienda, ma soprattutto contribuisce allo sviluppo socio-economico
delle zone rurali.
Si tratta pertanto di un sbocco produttivo eccezionale, a condizione
che lofferta sia ben strutturata, che il prodotto (la parte
materiale: la struttura, il cibo, i letti, ) e il servizio dal momento
della prenotazione fino alla partenza sia di qualità superiore.
Per questo la Cia dell'Umbria ha organizzato, il 13 giugno alle 10,30
una tavola rotonda dal titolo: "La qualità dell'offerta
agrituristica fattore strategico della crescita, del successo aziendale
e della competitività settoriale" che si terrà
a Bettona in provincia di Perugia, presso la Pinacoteca Comunale.
Ai lavori presieduti dal presidente regionale Walter Trivellizzi e
introdotti da Antonio Sposicchi, Presidente di Turismo Verde dell'Umbria,
interverranno il Sindaco di Bettona Mario Marcantonini; Gianpiero
Bocci, Assessore all'Agricoltura e Foreste della Regione Umbria; Gianfranco
Maddoli, Assessore al Turismo e Cultura della Regione Umbria; Vinicio
Bottacchiari, Direttore di Sviluppumbria; Andrea Jengo, Amministratore
Unico dell'Agenzia di Promozione Turistica dell'Umbria. Concluderà
i lavori Mino Rizzioli Vice Presidente Nazionale della Confederazione
italiana agricoltori.
Al termine della Tavola Rotonda sarà presentata la Guida agrituristica
di Turismo Verde 2003, promossa dalla Cia ed edita Monteverde.
torna al sommario
|