Agenzia di informazione
della Confederazione italiana agricoltor
i

9 giugno 2003

Anno 45 - n. 102

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini
Direzione, Redazione, Amministrazione : via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma
Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail ufficiostampa@cia.it
ATTUALITA'

   “Vuoi star bene. Mangia bene”: medici di famiglia e agricoltori
insieme per una corretta alimentazione degli italiani

   Formazione a distanza con tecnologia Internet. Web-Fad: un metodo sperimentato per promuovere formazione continua ed autogestita dalle singole strutture Cia

DAL TERRITORIO •    Più unitarietà e programmazione negli interventi di politica lattiero casearia
La Cia Lombardia attiva i ricorsi per legittimare i diritti della quota B

•   Un progetto della Cia di Bari per la valorizzazione del grano duro.
Costituito il Consorzio Produttori Grano Duro della Murgia Barese


APPUNTAMENTI •   Tavola rotonda della Cia Umbria sulla qualità dell'offerta agrituristica

 

ATTUALITA'

“Vuoi star bene. Mangia bene”: medici di famiglia e agricoltori
insieme per una corretta alimentazione degli italiani


L’accordo tra la FIMMG e la Cia illustrato mercoledì 11 giugno in una conferenza stampa.

“Vuoi star bene. Mangia bene”. Sotto questo slogan parte una campagna all’educazione alimentare che ha come promotori la Federazione dei medici di famiglia (FIMMG) e la Cia. Attraverso un accordo operativo, siglato nei giorni scorsi, le due organizzazioni si pongono come obiettivo primario quello di favorire una giusta e salutare alimentazione, anche attraverso i consumi dei prodotti tipici italiani da tutti riconosciuti come elementi importanti per una dieta ideale.
D’altra parte, gli italiani, in particolar modo i bambini, mangiano in maniera squilibrata e molte volte ignorano i principi di una corretta alimentazione. E questo ha favorito l’incrementarsi di gravi patologie: ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e del metabolismo, obesità e neoplasie.
E proprio da qui parte l’iniziativa promossa dai medici di famiglia e della Cia. I primi, con i quali i cittadini hanno un contatto costante, costituiscono un punto di riferimento privilegiato per meglio fornire gli elementi essenziali in grado di correggere un’errata alimentazione e favorire un giusto apporto nutrizionale.
Gli agricoltori, con la loro professionalità e con tradizioni consolidate, possono garantire qualità e genuinità degli alimenti.
Per illustrare l’accordo e le iniziative future, il segretario generale della FIMMG Mario Falconi e il presidente della Cia Massimo Pacetti terranno il prossimo 11 giugno, alle 11.30, una conferenza stampa, che si svolgerà a Roma presso la sede nazionale della Cia (via Mariano Fortuny, 20).



Formazione a distanza con tecnologia Internet. Web-Fad: un metodo sperimentato per promuovere formazione continua ed autogestita dalle singole strutture Cia

Agrinform ha sviluppato un sistema per la Formazione a distanza (Fad) basato su tecnologia Web.
La Web-Fad, realizzata da Agrinform, riassume in sé caratteristiche tali da essere particolarmente adatta alle esigenze di qualunque Ente o Società che debba periodicamente svolgere attività di formazione:
• Qualsiasi struttura di livello sia Nazionale che territoriale, in qualunque momento, può avviare un qualsiasi progetto di formazione su ogni genere di argomento e diretto ad ogni tipo di utenza;
• L’estremo grado di flessibilità tecnologica rende sia l’avvio che la conduzione del progetto formativo ampiamente autogestibile dal responsabile del corso attraverso molteplici processi automatizzati, pienamente interattivi e di semplice fruizione;
• Il livello di personalizzazione dei corsi è pressoché totale sia per chi organizza l’attività formativa che per l’utenza;
• Il monitoraggio continuo dell’attività garantisce al managment corsuale informazioni costanti sull’andamento, l’utilizzo ed i risultati conseguiti dall’utenza;
I punti sinteticamente esposti sopra evidenziano come, attraverso un raffinato utilizzo di tecnologia web, si possano facilmente realizzare complessi progetti mirati alla formazione continua in ogni contesto ed in tutte le strutture abbattendo i costi legati alle attività corsuali tradizionali: trasferte, orario, dotazione strumentale delle aule, allievi in numero predeterminato, ecc..
Entrando nel dettaglio delle possibilità è evidente come, attraverso l’utilizzo diffuso di WebFad, una struttura confederale, sia essa di livello nazionale o regionale o provinciale, possa gestire un processo formativo molto articolato incentrato su tematiche che spaziano dalla materia fiscale a quella assistenziale a quella tecnico-informatica, ecc.., ed orientato ad aiutare una graduale evoluzione delle conoscenze degli associati, dei tecnici, dei funzionari. Fermo restando la necessità di un docente esperto nella predisposizione di lezioni utilizzabili con questo genere di strumenti, la potenzialità di WebFad che proponiamo si manifesta nella capacità di:
• Avere più corsi contemporaneamente avviati
• Possibilità che un allievo partecipi a più corsi
• Graduali momenti di verifica
• Possibilità per ogni allievo di inserirsi nel piano formativo in qualunque momento
• Nessun vincolo sul numero dei partecipanti
Tutto questo permette al prodotto di essere utilizzato da funzionari, addetti e tecnici della struttura organizzatrice, ma anche la partecipazione di agricoltori, produttori e tecnici aziendali esterni.
Per gestione autonoma della WebFad è opportuno spiegare di che cosa si tratta. Una volta deciso l’avvio di un progetto, avvalendosi solo delle normali conoscenze informatiche di base e l’uso di internet, il supervisore di ogni piano formativo può organizzare i moduli, le lezioni, i test e determinare il grado di difficoltà. Oltre a ciò forma le classi, pubblica autonomamente il materiale informativo, decide tempi e processi, rimanendo sempre autosufficiente.
La fase di sperimentazione di WebFad, che ha visto alcune strutture (Agia, Cipat, Cia Imprese, Anabio) impegnate a gestire progetti formativi di sicuro interesse, si è conclusa con successo. Quindi WebFad è ormai da considerarsi un prodotto collaudato e a disposizione di tutti.
Per esperienze già fatte ed in parte sopraelencate, ricordiamo la possibilità di allestire anche subito alcuni corsi di informatica di base o di utilizzo dei più diffusi prodotti Office (word, excell).


torna al sommario

 

 

DAL TERRITORIO

Più unitarietà e programmazione negli interventi di politica lattiero casearia
La Cia Lombardia attiva i ricorsi per legittimare i diritti della quota B

Secondo la Confederazione italiana agricoltori della Lombardia, tra le questioni aperte nel comparto lattiero caseario ve ne sono tre che necessitano di decisioni in un quadro di unitarietà e programmazione: la definizione del prezzo del latte e il mercato, la ricerca e la sperimentazione e, non ultimo, le quote latte e gli investimenti produttivi.
Il mercato dei formaggi grana -rileva la Cia Lombardia- ha ripreso vitalità e segna progressivamente dati positivi. Un dato che si realizza contestualmente ad un livello basso delle scorte, ai riconoscimenti comunitari a salvaguardia della tipicità e contrattazioni vivaci in un periodo tradizionalmente poco attivo per il mercato. "Sono segnali di ripresa strutturale che sconfessano -afferma il presidente regionale della Cia, Mario Lanzi- la tesi industriale di imporre una drastica riduzione del prezzo del latte, che diversamente va ricollocato ben al disopra degli acconti pagati".
E' opportuno quindi secondo la Cia Lombardia riflettere se nella vertenza sul rinnovo del prezzo per il 2003 occorra un diverso approccio contrattuale. In tema di ricerca, i segnali di apertura compiuti dall'Ersaf e dalla Commissione attività produttiva della Regione Lombardia per garantire risorse alla ricerca e sperimentazione sono apprezzabili. Tuttavia ancora insufficienti: serve un impegno politico e un progetto di ricerca a sostegno del sistema lattiero caseario regionale che individui nelle esperienze professionali sul territorio un punto strategico. In merito alle quote latte, secondo il giudizio della Cia Lombardia, i vari interventi previsti nella nuova legge sulla riforma del sistema della quote quali, la chiusura del contenzioso pregresso, la commercializzazione delle quote, l'intervento di abbandono e la conseguente riassegnazione, non ultima la possibilità di un aumento della quota nazionale, avranno tempi diversi di realizzazione. Tali provvedimenti sono fatti economici determinanti per la programmazione della produzione lattiera e gli investimenti aziendali, ed esiste pertanto la necessità di un'unitarietà d'attuazione.
"Gli allevatori, soprattutto per la precarietà dei prezzi agricoli, devono -aggiunge Lanzi- poter effettuare delle scelte imprenditoriali su dati certi. Non solo per ciò che concerne il pagamento delle multe, ma anche per quante e quali quote saranno disponibili sul mercato, quanto potrà essere riassegnato e quanta potrà essere compensata della quota B tagliata. Occorre individuare azioni finanziarie a disposizione sia della soluzione del pregresso e sia per chi ha già fatto investimenti di quote produttive,
per creare condizioni d'equità e sostenibilità. Inoltre rimane aperta, particolarmente per le prime campagne, la questione delle responsabilità pubbliche nella vicenda. Infine rimane la situazione della quota B, che storicamente è parte integrante della produzione delle aziende a conduzione familiare, posizione per altro sostenuta anche dalla Regione Lombardia".
A questo proposito la Cia Lombardia e l'Associazione interprovinciale produttori latte bovino hanno presentato i ricorsi amministrativi, sulle ultime assegnazioni, per legittimare tali diritti, anche in funzione del fatto che si possa verificare un'impossibilità di una sua completa compensazione.

 

Un progetto della Cia di Bari per la valorizzazione del grano duro

Costituito il Consorzio Produttori Grano Duro della Murgia Barese

"Promuovere e stringere accordi di filiera per valorizzare e sviluppare il comparto della pasta e del pane, tipici prodotti di consumo italiani che si vanno affermando in maniera positiva sui mercati internazionali" questo l'obbiettivo dichiarato della Cia rispetto al settore produttivo della cerealicoltura da grano duro. E' recente la proposta di un protocollo di intesa interprofessionale a livello nazionale e la costituzione, voluta e promossa dalla Cia, di una Unione Seminativi nazionale unitaria che concentra in un unico polo di valenza europea le associazioni di prodotto cerealicole. Su questo filone si è mossa la Confederazione Agricoltori di Bari che ha promosso la costituzione di un Consorzio Produttori grano duro della Murgia Barese, aderente all'Associazione regionale Pugliacereali, con la finalità di organizzare in sede locale la produzione e la commercializzazione del grano destinato alla pastificazione e alla panificazione. "L'approvazione in via definitiva della DOP del pane di Altamura" ha dichiarato il presidente provinciale della CIA Francesco Caruso "rappresenta un'occasione di sviluppo da non perdere. Noi produttori siamo disposti a fare la nostra parte e abbiamo già provveduto ad organizzarci in forma consortile per garantire il necessario approvvigionamento del grano duro così come previsto dal disciplinare approvato nella DOP. Si può lavorare subito in un contesto di filiera per valorizzare il risultato ottenuto e portare giovamento economico all'intero sistema territoriale locale al quale è demandata la produzione del pane DOP".
Nella sala Conferenze del Monastero del Soccorso in Altamura, si è tenuta intanto la presentazione ufficiale del neocostituito Consorzio ed un incontro con gli industriali pastai ed il mondo della ricerca e della sperimentazione. Hanno partecipato infatti al dibattito il cav. Vincenzo Divella, nella duplice veste di presidente della Camera di Commercio di Bari e di industriale pastaio, presidente di Italmopa nazionale, e il dott. Natale Difonzo, direttore dell'Istituto Sperimentale per la cerealicoltura di Foggia. Nel suo intervento Divella ha fornito ampia disponibilità da parte industriale a definire accordi per la fornitura di grano duro di qualità: "se è vero che siamo costretti ad importare annualmente quasi un terzo del fabbisogno di grano duro a causa dell'insufficienza della produzione nostrana, è anche vero che non abbiamo alcun interesse, da industriali, a rivolgerci all'estero, a patto di vedere garantite le nostre esigenze di fornitura della materia prima, in termini di quantità e qualità, dal sistema produttivo nazionale e, nella fattispecie, locale. Siamo convinti che occorre far sistema per valorizzare al meglio i nostri prodotti e non abbiamo difficoltà a riconoscere valore aggiunto al grano di qualità. Una nostra posizione, già rappresentata all'Unione Europea, è quella di premiare la qualità della materia prima con risorse adeguate".
Dal canto suo il dott. Difonzo ha messo a disposizione le conoscenze e l'esperienza maturata sul campo dall'Istituto sperimentale, dichiarandosi ottimista rispetto alla costruzione di un sistema che veda insieme la produzione, la ricerca, l'industria molitoria e di trasformazione. "Già da anni siamo in grado di selezionare varietà colturali più produttive e dalle caratteristiche qualitative adeguate alle richieste dell'industria pastaia e della panificazione. I nostri campi sperimentali sono vetrine a disposizione degli agricoltori e abbiamo sviluppato tecniche di coltivazione ottimali per le nostre aree produttive". Peppino Creanza, vicepresidente del Consorzio, ha manifestato la volontà delle aziende consorziate a pervenire ad un sistema di tracciabilità e certificazione che garantisca in piena trasparenza la materia prima, quale obbiettivo primario del Consorzio. Condividendo le considerazioni fin qui fatte, Matteo Valentino, presidente di Pugliacereali, ha sottolineato che agli sforzi e ai costi aggiuntivi che gli agricoltori sono pur disposti a sopportare deve però fare riscontro un maggior reddito che premi la qualità.
Le conclusioni dell'iniziativa sono state tenute da Antonio Barile, presidente regionale della CIA di Puglia, il quale ha rimarcato la situazione di pesante difficoltà vissuta dalla categoria ed in particolare dai cerealicoltori, in assenza di una politica agricola regionale che preveda incentivi adeguati a chi vuol produrre qualità e che deve quindi porre in essere processi produttivi più costosi. All'inerzia regionale, priva di progetti sulla cerealicoltura e dotata di un piano di sviluppo rurale che non considera i temi dello sviluppo economico delle aree interne della regione, fa riscontro la tendenza dell'Unione Europea a penalizzare i prodotti mediterranei ed in particolare il grano duro. Le ultime prese di posizione del Parlamento europeo accolgono almeno in parte le richieste della Cia di mantenere inalterato il livello di intervento sul grano duro e di incentivare con risorse aggiuntive i piani di qualità e di commercializzazione associata tendenti a rafforzare i rapporti di filiera. Circa il pane Dop "è evidente – ha dichiarato Barile – che questo importante risultato non può andare a vantaggio dei soli fornai, ma deve portare ricchezza, con il contributo di tutti, su tutto il sistema locale, con i giusti vantaggi per i produttori che saranno impegnati a garantire, con il loro grano duro, il rispetto del disciplinare indispensabile perché il pane prodotto possa fregiarsi della DOP di Pane di Altamura".

torna al sommario

 

APPUNTAMENTI

Tavola rotonda della Cia Umbria sulla qualità dell'offerta agrituristica


L’orientamento alla Qualità è diventato, sempre più negli anni, il fattore strategico chiave per il successo delle imprese in qualsiasi settore di business. In Umbria l’agriturismo, attività complementare dell’agricoltura, ha conosciuto una forte espansione quantitativa sia in termini di numero di esercizi che di posti letto. Questa attività permette agli agricoltori di unire alla diversificazione produttiva, una migliore valorizzazione delle produzioni agricole e del patrimonio edificato inutilizzato dell’azienda, ma soprattutto contribuisce allo sviluppo socio-economico delle zone rurali.
Si tratta pertanto di un sbocco produttivo eccezionale, a condizione che l’offerta sia ben strutturata, che il prodotto (la parte materiale: la struttura, il cibo, i letti, ) e il servizio dal momento della prenotazione fino alla partenza sia di qualità superiore.
Per questo la Cia dell'Umbria ha organizzato, il 13 giugno alle 10,30 una tavola rotonda dal titolo: "La qualità dell'offerta agrituristica fattore strategico della crescita, del successo aziendale e della competitività settoriale" che si terrà a Bettona in provincia di Perugia, presso la Pinacoteca Comunale. Ai lavori presieduti dal presidente regionale Walter Trivellizzi e introdotti da Antonio Sposicchi, Presidente di Turismo Verde dell'Umbria, interverranno il Sindaco di Bettona Mario Marcantonini; Gianpiero Bocci, Assessore all'Agricoltura e Foreste della Regione Umbria; Gianfranco Maddoli, Assessore al Turismo e Cultura della Regione Umbria; Vinicio Bottacchiari, Direttore di Sviluppumbria; Andrea Jengo, Amministratore Unico dell'Agenzia di Promozione Turistica dell'Umbria. Concluderà i lavori Mino Rizzioli Vice Presidente Nazionale della Confederazione italiana agricoltori.
Al termine della Tavola Rotonda sarà presentata la Guida agrituristica di “Turismo Verde 2003”, promossa dalla Cia ed edita Monteverde.

torna al sommario

 

 


Archivio