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Rottamazione
agricola: illustrata Come
già annunciato in precedenti note pubblicate sulle agenzie del 20 maggio
e del 5 giugno scorsi, per
l’anno 2002, le richieste di agevolazioni hanno sviluppato un importo
che ha raggiunto e superato il limite delle disponibilità finanziarie per
la rottamazione di macchine agricole. Il
ministero delle Politiche agricole ha ritenuto opportuno illustrare la
situazione e le conseguenze derivanti da un non prevedibile afflusso di
richieste di agevolazione in una propria nota inviataci ieri e che di
seguito pubblichiamo. Nei
giorni tra la comunicazione inviata alle organizzazioni professionali
agricole e alle associazioni di categoria dei costruttori e rivenditori di
macchine agricole (17 maggio con nostra comunicazione sull’agenzia del
20 maggio) e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale (27 maggio)
dell’avvenuto raggiungimento dell’impegno dell’80 per cento delle
risorse disponibili per l’anno 2002, si sono verificati comportamenti
non coerenti né con le disposizioni del decreto attuativo della norma, né
con gli impegni assunti dalle parti interessate in sede di Tavolo di
concertazione, presso il ministero delle Politiche agricole, per
l’attuazione della norma. E’
intenzione del ministero, assieme alla Guardia di finanza esercitare un
controllo sul rispetto delle norme. In ogni caso, come si evince dalla
circolare, è da evitarsi qualsiasi altro impegno, da parte dei
coltivatori, per l’attivazione dei benefici. La
circolare del Mipaf La
legge in oggetto, come è noto, ha previsto lo stanziamento di 50 miliardi
per l’anno 2001 e di 10 miliardi per ciascuno degli esercizio 2002 e
2003, da destinare, quale contributo (10 per cento), per la rottamazione
di macchine agricole a fronte di analogo sconto effettuato dal
rivenditore. Con
la legge finanziaria dell’anno 2002 il contributo per quest’ultimo
anno è stato aumentato da 10 miliardi a 40 miliardi di lire. L’intervento
ha trovato attuazione attraverso il decreto interministeriale n. 51579 del
27 agosto 2001. Per
l’anno 2001, a fronte dello stanziamento di 50 miliardi, le richieste di
contributo hanno riguardato l’importo di 38 miliardi circa. Non
avendo potuto formalizzare il richiamato impegno di spesa entro il 31
dicembre 2001 il ministero dell’Economia e delle finanze ha considerato
l’intero importo di lire 50 miliardi quale residuo di stanziamento
applicando sullo stesso la riduzione del 20 per cento, poi ridotta al 10
per cento. Dato
quanto premesso per l’anno 2002 le risorse finanziarie disponibili allo
stato attuale ammontano complessivamente a circa 47 miliardi, di cui 40
miliardi propri dell’esercizio e 7 miliardi derivanti dai residui di
stanziamento dell’anno precedente. L’importo
in questione potrebbe essere portato a 52 miliardi qualora la richiesta
formulata al ministro dell’Economia e delle finanze portasse
all’azzeramento della riduzione dei residui di stanziamento. L’operatività
del decreto interministeriale, attraverso il quale vengono erogati i
contributi, prevede un meccanismo automatico sino alla utilizzazione
dell’80 per cento dello stanziamento, mentre il restante 20 per cento
dell’importo deve essere autorizzato dall’Amministrazione Pertanto,
i rivenditori, dal momento in cui viene raggiunta l’utilizzazione
dell’80 per cento dello stanziamento, devono procedere ad inviare
all’Amministrazione non più le fatture di vendita, ma i contratti che,
se autorizzati, potranno essere trasformati in fatture e, quindi, godere
del contributo dello Stato. In
attuazione di quanto disposto dal decreto, in data 17 maggio 2002, è
stata data comunicazione alle Associazioni interessate ed inviata una
specifica nota alla Gazzetta Ufficiale per comunicare il raggiungimento
della utilizzazione dell’80 per cento dello stanziamento disponibile. La
Gazzetta Ufficiale ha pubblicato l’avviso il giorno 27 maggio scorso. Dal
giorno 17, momento in cui era stato raggiunto meno dell’80 per cento
dello stanziamento disponibile (29 miliardi sui 40), al giorno 21 maggio
sono pervenute all'Amministrazione circa 20 miliardi di richieste di
contributo, per un importo complessivo di 48,5 miliardi di lire. Il
giorno 22 maggio sono pervenute ulteriori richieste di contributo per
circa 8 miliardi, per un totale complessivo di 56 miliardi. Allo
stato attuale, si stima che le richieste di contributo potranno
raggiungere 80 miliardi di lire. Naturalmente,
l’Amministrazione sta procedendo alle verifiche delle domande inviate in
doppia copia, nonché dell’ammissibilità di tutte le richieste. Si
sta, inoltre, predisponendo un sistema di controllo, attraverso la Guardia
di Finanza, per verificare se quanto disposto dal decreto
interministeriale sia stato rispettato ed in primo luogo se si è
proceduto alla consegna della macchina vecchia al fine della rottamazione. Al
di là delle verifiche che possono essere realizzate, si pone un problema
di carattere finanziario. Infatti, con le risorse finanziarie attualmente
disponibili (47 miliardi), potrebbero essere soddisfatte le richieste
pervenute fino al giorno 21 maggio, considerando sia le fatture che i
contratti nell’ambito della stessa categoria, ovvero tutte soggette ad
autorizzazione ministeriale. Nel
caso in cui il ministero dell’Economia e delle finanze dovesse rendere
disponibili gli ulteriori 5 miliardi, relativi ai residui di stanziamento,
l’Amministrazione procederà con le autorizzazioni fino alla concorrenza
di tale ulteriore importo. Considerato,
inoltre, che anche con l’eventuale disponibilità complessiva di 52
miliardi tutte le richieste presentate non potranno essere soddisfatte, il
ministro Alemanno ha dato mandato all’Amministrazione di valutare le
opportune iniziative per fare in modo che tutte le richieste presentate,
fino alla data del 27 maggio 2002 (data di pubblicazione dell’avviso in
Gazzetta Ufficiale), possano essere soddisfatte, tenendo anche conto dello
stanziamento già previsto per l’anno 2003 (10 miliardi). Verso
la ratifica dell’accordo istitutivo dell’Organizzazione internazionale
Un
recente disegno di legge del Governo italiano permetterà al Parlamento di
ratificare un accordo internazionale, siglato a Parigi nei mesi scorsi,
che prevede l’istituzione dell’Organizzazione internazionale della
vite e del vino in sostituzione di un analogo organismo (Office
international de la vigne et du vin) creato nel 1924. L’adattamento
degli obiettivi, dei mezzi, delle risorse e procedure del vecchio accordo
si è reso necessario a causa dell’accresciuto numero di Paesi aderenti,
che attualmente sono 45. La
Cia, nell’esprimere apprezzamento, ritiene che la ratifica
dell’accordo sia un ulteriore passo in avanti in direzione della
riconosciuta importanza del settore vitivinicolo. Piero
Petrelli, responsabile dell’ufficio vitivinicolo della Confederazione,
ha, infatti, rilevato che con tale accordo si rafforza la vitivinicoltura
e si tutelano meglio sia i produttori che i consumatori. “E’ significativo il fatto -ha sostenuto- che, rispetto al vecchio accordo, venga introdotta anche la lingua italiana a dimostrazione del ruolo e del peso che la nostra vitivinicoltura ha a livello internazionale”. (Politiche delle produzioni e di mercato)
Convegno
della Cia del Veneto La
Cia del Veneto ha organizzato un convegno sul tema “La bonifica oggi e
domani”, che si svolgerà il 10 giugno alle ore 9.30 a Padova. Con
tale iniziativa la Cia regionale intende portare un contributo alla
discussione in atto sia rispetto alle funzioni ed ai compiti dei Consorzi
di bonifica, sia in riferimento alle prospettive di autogoverno di questi
enti. I
lavori saranno aperti dal presidente della Cia veneta, Mino Rizzioli.
Seguiranno le relazioni del vicepresidente
regionale, Alessandro Ghiro, che affronterà il tema “Consorzi di
bonifica: un patrimonio per la gestione della sicurezza idraulica nei
sistemi locali” e del coordinatore nazionale della Cia per le Politiche
di Bonifica, Marino Berton, sul tema “Il ruolo dei Consorzi di bonifica
per la sussidiarietà ed il decentramento, nell’ambito della riforma
dello Stato federalista”. I
lavori del convegno saranno conclusi dal presidente nazionale della
Confederazione, Massimo Pacetti. Seminario
nazionale a Roma L’Inail,
con un comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 113 del 16 maggio
scorso, ha reso noto che, ai sensi dell’art. 9 del decreto legislativo
38/2000, ha emanato il bando per la presentazione delle domande di
finanziamento dei programmi di adeguamento delle strutture e
dell’organizzazione alle normative di sicurezza ed igiene del lavoro
delle piccole e medie imprese e dei settori agricolo ed artigianale, in
attuazione del decreto legislativo 626/1994. Tale bando, disponibile sul
sito internet dell’Inail e presso tutte le sedi dell’Istituto,
contiene le modalità ed i termini per la presentazione delle domande, che
dovrà avvenire tra il primo ed il 30 luglio prossimo. Al
fine di approfondire tali tematiche, nonché far chiarezza su alcune
difficoltà ancora esistenti nello sviluppo del lavoro relativo alla
questione Isee, il Patronato Inac ed il Caf-Cia hanno organizzato per il
prossimo 14 giugno a Roma, alle ore 10.30, presso l’Hotel Fleming, un
seminario nazionale. Nel
corso dei lavori, Angelo Siveri, amministratore delegato del Caf-Cia, e
Danila Minel, responsabile ufficio Isee dell’Inac, presenteranno i
problemi relativi alla questione Isee. Nel
pomeriggio, Mauro Fanti, direttore centrale prevenzione dell’Inail,
illustrerà i bandi Inail per l’ammissione agli incentivi in materia di
prevenzione. Il
convegno sarà concluso dal vicepresidente nazionale della Cia, Paolo De
Carolis. Le
iniziative della Cia della Liguria Si
apre un mese intenso per le iniziative dedicate all’agricoltura in
Liguria e organizzate dalla Confederazione Italiana Agricoltori regionale.
Prosegue, infatti, il ciclo di attività riguardante i temi salienti del
comparto agricolo, un ciclo iniziato già nell’ottobre scorso con un
convegno dedicato al distretto floricolo, seguito da eventi dedicati alla
Legge di orientamento del settore (novembre 2001) e ad uno dei settori
produttivi agricoli più importanti per la Liguria, l’olivicoltura
(febbraio 2002). Questo
percorso troverà una sua prosecuzione, nel mese di giugno, attraverso una
serie di appuntamenti di rilievo, che andranno a toccare altri temi
sensibili di un comparto, appunto quello agricolo, che in tempi recenti ha
mostrato una particolare vitalità testimoniata da una diffusa volontà di
investimenti e di innovazioni. Il
primo appuntamento è per il prossimo 13 giugno presso la Camera di
commercio di Genova, durante il quale la Cia della Liguria terrà un
convegno dedicato alla zootecnia. Le imprese zootecniche in Liguria
scontano elevate difficoltà strutturali legate alla conformazione del
territorio e ambientali, nonostante questo il settore riesce ad esprimere
il 10 per cento della produzione lorda vendibile regionale. È a partire
da questi dati che si intende riflettere sulle modalità e le opportunità
per un sostegno ed una concreta valorizzazione della zootecnia. Una
valorizzazione che, secondo la Cia, passa attraverso tre direttrici da
realizzare simultaneamente, il sostegno alla crescita dell’efficienza
aziendale verso un un aumento
del valore aggiunto, un piano di interventi diretti a colmare gli
svantaggi, sia strutturali che relativi ai costi di produzione patiti
dalle imprese, il riconoscimento della funzione pluriattiva delle imprese
agricole, entità di sicura tutela e valorizzazione ambientale e
territoriale, oltre che strettamente produttive. Un
secondo appuntamento è per sabato 15 giugno presso la Sala del Museo
dell’Olivo e della Civiltà Contadina ad Arnasco, in provincia di
Savona. In questa occasione la Cia e l’Agia affronteranno il tema dei
prodotti tipici e di nicchia, con una particolare attenzione alle
opportunità d’impresa e reddito che queste tipologie di produzione
possono offrire. Un
terzo appuntamento è per il prossimo 20 giugno a Varese Ligure, in
provincia di La Spezia, per un incontro attraverso il quale tracciare un
bilancio dell’esperienza legata alle produzioni biologiche realizzate in
quella zona, confrontandola con le varie iniziative di valorizzazione
attuate in Toscana. Questo
intenso ciclo di impegni si concluderà il 22 giugno con una tavola
rotonda, presso la Camera di commercio di Imperia, alla quale
parteciperanno il presidente regionale della Cia, Ivano Moscamora,
esponenti delle Camere di commercio, delle istituzioni regionali e
provinciali e del Gruppo di azione locale, incaricato di attivare le
risorse del programma europeo Leader+. I temi sui quali si impernierà
tutta la discussione saranno l’affermazione del legame tra il prodotto
agricolo e il territorio e il percorso che è possibile intraprendere in
questa direzione grazie ad un maggiore coordinamento fra agricoltura e
turismo. Parte
il progetto della Cia di Teramo per la valorizzazione dei prodotti tipici La
Cia provinciale di Teramo, in collaborazione con le altre organizzazioni
agricole della provincia, ha realizzato un progetto, patrocinato anche
dalla Camera di commercio, dal titolo “Borsa del prodotto tipico”. Tale
progetto si prefigge l’obiettivo di far incontrare la domanda e
l’offerta al fine di valorizzare al massimo le produzioni tipiche
locali. In sostanza, il lavoro è stato quello di rilevare da una parte
produttori e loro produzioni, dall’altra i ristoratori ed i punti
vendita, per poi far incontrare le due parti. Tale
incontro avverrà fisicamente in una serie di iniziative, a partire da
oggi 7 giugno a Villa Vomano, in diverse località a coprire l’intero
territorio della provincia. Gli altri incontri si svolgeranno il prossimo
17 giugno a Castellalto, il 18 giugno ad Atri e il 19 giugno a Corropoli. Per
l’occasione è stato istituito un apposito sito internet
(www.fattorieteramane.it), in cui ogni utente, se produttore, può
inserire il tipo di prodotto, il prezzo, i quantitativi oppure, se
commerciante, consultare la banca dati e dichiarare le proprie necessità.
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