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ATTUALITA'
Contributi agricoli: urgente risolvere il problema
della cartolarizzazione
La Cia sollecita un immediato incontro
con il governo e lInps
Gravi difficoltà si registrano per le imprese agricole del
Sud
Trovare al più
presto una soluzione al problema della cartolarizzazione, che affligge
da tempo lagricoltura, soprattutto meridionale, aggravando una
situazione ormai insostenibile per le aziende. E quanto chiede
la Cia-Confederazione italiana agricoltori al governo e alle istituzioni.
La Cia ritiene prioritario un intervento del genere per dare respiro
e fiducia ai produttori agricoli, oggi in grande difficoltà
Inoltre, per la Cia, non è più possibile che il confronto
sul problema si arresti di fronte a intralci di ordine tecnico, dovute
principalmente alla cessione dei crediti dallInps alle società
di cartolarizzazione. Questi ostacoli devono essere superati dalla
consapevolezza dellaspetto sociale del problema e dal riconoscimento
del contributo che il settore agricolo, pur tra mille difficoltà,
garantisce al sistema economico-produttivo, creando ricchezza e sviluppo
nel Paese.
Per questo motivo, la Cia ha sollecitato allInps, ai ministeri
del Lavoro e del Tesoro la convocazione urgente di un incontro nel
quale affrontare e risolvere definitivamente la questione.
Pubblichiamo di seguito la lettera di
richiesta dell'incontro con i ministri Tremonti, Maroni e con il Commissario
Inps Sassi:
La Cia., facendo seguito alle richieste ripetutamente
avanzate nel passato di intervento sul problema della cartolarizzazione
dei crediti contributivi e fortemente preoccupata da una situazione
diventata ormai insostenibile sul territorio, sollecita un immediato
confronto sul tema, anche alla luce delle medesime esigenza manifestata
nellincontro che si è svolto ieri tra Ministro delle
Politiche Agricole e Organizzazioni Professionali.
La Cia ritiene necessario individuare una soluzione definitiva e adeguata,
che superi le difficoltà di carattere tecnico fin qui incontrate.
Ciò nella consapevolezza dellaspetto sociale del problema
e del contributo che il settore agricolo, pur tra mille difficoltà,
garantisce al sistema economico-produttivo, creando ricchezza e sviluppo
nel paese.
Distinti saluti
Massimo Pacetti"
Pac: necessarie nuove ed equilibrate regole. Economia nazionale: opportuna
una verifica in Parlamento
Dichiarazioni del presidente della
Cia Massimo Pacetti. Incontro con il ministro delle Politiche agricole
Giovanni Alemanno
E stato un confronto articolato e approfondito che ha
permesso di focalizzare alcune importanti questioni che riguardano
lagricoltura italiana. E quanto ha affermato il
presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori al termine
dellincontro di oggi tra il ministro delle Politiche agricole
Giovanni Alemanno e i rappresentanti delle organizzazioni professionali
agricole.
Nel corso dellincontro -ha sottolineato Pacetti- sono emerse
alcune idee possibili per cercare di risolvere problemi di rilevanza
per il settore agricolo, fra i quali la costituzione dellAnagrafe
bovina, il sistema di sostegno per i capi bovini morti in stalla e
le modalità di redazione dei decreti legislativi attuativi
della legge delega in agricoltura.
Comunque, al di là di questi particolari aspetti affrontati
nellincontro, il presidente della Cia ha espresso posizioni
su due temi fondamentali per il futuro dellagricoltura in Italia:
la riforma della Politica agricola Ue e la situazione attuale della
nostra economia.
Pacetti ha rilevato che la prossima settimana a Lussemburgo si svolge
un importante Consiglio dei ministri agricoli. Siamo ormai giunti
-ha sostenuto- ad una fase cruciale che potrebbe portare alla definizione
di nuove ed equilibrate regole che auspichiamo possano offrire un
nuovo quadro di riferimento per gli agricoltori Ue e per quelli dellarea
mediterranea e garantire una buona e solida base negoziale per le
prossime trattative commerciali del Wto.
Il presidente della Cia, tuttavia, ha messo in risalto le difficoltà
che oggi si riscontrano nel sistema economico e produttivo nazionale,
come è emerso in modo chiaro dalle recenti analisi della Banca
dItalia e dallo stesso mondo imprenditoriale italiano. Siamo
in presenza di un quadro congiunturale complesso, con uninflazione
che non si riduce e una competitività sempre più precaria.
Problemi che , quindi, condizionano anche il settore agricolo. Ecco
perché una tale situazione necessita al più presto di
un ampio approfondimento e di una verifica nella sede più propria,
che è quella del Parlamento, da molti auspicata. Questo per
tracciare le linee e soluzioni, sicuramente praticabili, per uscire
dallo stallo. Indicazioni delle quali tenere conto nella stesura del
Dpef e nella legge finanziaria del 2004.
Ambiente: polemiche
e demagogia non servono. Occorre attivare da subito azioni concrete
La Cia in occasione della Giornata mondiale dellambiente. Lagricoltura
non è responsabile della carenza idrica.
Sulle politiche ambientali, sull uso razionale dellacqua,
sulla salvaguardia del territorio occorre fare meno polemiche e demagogia
e impegnarsi, invece, in azioni concrete. Lo rileva la Cia- Confederazione
italiana agricoltori in occasione della Giornata mondiale dellambiente
che si svolge oggi.
Anche se i fenomeni ambientali hanno degli effetti evidenti solo a
medio-lungo termine, viene naturale, per la Cia, fare un bilancio
dello stato dellambiente nel nostro Paese e nel Pianeta. Nel
2003, anno internazionale dellacqua, si sono moltiplicati i
vertici che hanno avuto per oggetto tematiche ambientali generali
e specifiche: si è passati dal summit mondiale dellambiente
a Johannesburg al Forum internazionale sullacqua di Kyoto.
Proprio la coincidenza di questi grandi consessi internazionali è
stata, secondo la Cia, loccasione per aggiornare la situazione
ambientale nei suoi elementi principali e per rinnovare gli impegni
sulle grandi emergenze ambientali (numero di persone da sottrarre
al rischio della morte per sete; quantitativo di energia da produrre
con fonti rinnovabili; riduzione nelluso di pesticidi e fitofarmaci).
Dal momento che questi obiettivi non possano essere raggiunti se non
ad una scadenza medio-lunga, normalmente al 2015-2020, evidentemente
essi non sono preventivamente verificabili.
Dunque, se il bilancio è ancora in sospeso, ciò che
è preoccupante è che, se in quelle sedi internazionali
si auspicano utili forme di collaborazione vaste per sconfiggere fenomeni
così complessi e drammatici, nella pratica corrente e quotidiana
si privilegia una sorta di caccia ai responsabili delle emergenze
ambientali e a volte si bersagliano i settori più deboli.
Ne sono un esempio, a livello nazionale, le critiche apparse nella
Mappa della crisi idrica presentata recentemente dal Wwf
o dichiarazioni di esperti che sostengono come lItalia sia la
nazione in Europa che spreca il maggior quantitativo di acqua in agricoltura.
In questo modo -evidenzia la Cia- ancora una volta non si comprende
o si fa finta di non comprendere. Innanzitutto, il clima della nostra
penisola, e del Mezzogiorno in particolare, richiede quantitativi
di dosi irrigue più alte delle medie europee; secondariamente,
lacqua è fattore decisivo e limitante solo per lagricoltura,
nel senso che non può sussistere altrimenti in regimi aridi
e che permette, in quelli temperati una preziosa diversificazione
produttiva.
Ciò non toglie che anche le Organizzazioni professionali agricole
debbano e sono impegnate a ricercare tutte le soluzioni perché
si arrivi ad un contenimento progressivamente dei consumi idrici.
Questo può avvenire, secondo la Cia, con la sostituzione di
reti irrigue obsolete, con una opportuna manutenzione, con sistemi
irrigui a domanda, con lutilizzazione di specie
vegetali meno idroesigenti, con lo sviluppo della ricerca scientifica
orientata e applicata. Pertanto, il mondo agricolo ricerca la solidarietà
e lalleanza di tutte le forze economiche, sociali e culturali
interessate.
Proprio per questo la Cia ritiene invece fuorvianti semplificazioni
e forzature che rischiano unicamente di mettere allindice i
produttori agricoli. Va condotta, invece, uniniziativa, innanzitutto
culturale, come quella intrapresa dalla Cia tesa a garantire le produzioni
agricole nel rispetto dellambiente e degli interessi della collettività
nazionale.
Il Patronato Inac fa il bilancio del primo
anno di attività in Svizzera
Giuseppe Politi, vicepresidente vicario nazionale
della Cia, sottolinea i traguardi raggiunti nellarea del Canton
Ticino
Il nostro Patronato ha saputo in questi
anni adeguarsi alle nuove esigenze che emergono dal tessuto economico
e sociale. Ha saputo capire e orientare il nuovo che si affaccia nel
panorama dei bisogni e dei diritti. Si è trasformato, potenziando
le proprie strutture e la qualità dei suoi servizi, per rispondere
adeguatamente alle attese dei cittadini.
Se oggi possiamo fare anche nella evoluta Svizzera un bilancio positivo
dellattività del nostro Patronato, è perché
abbiamo creduto e crediamo fermamente nella funzione insostituibile
di uno strumento al servizio delle categorie sociali più deboli
e indifese.
E quanto ha sostenuto il vicepresidente vicario della Cia, Giuseppe
Politi intervenendo a Lugano allAssemblea del Patronato Inac
del Canton Ticino .
Politi, dopo aver sottolineato il carattere plurietnico del Patronato
della Cia in Svizzera ha così concluso: Sta qui la ragione
del nostro successo, in quanto difensori di diritti faticosamente
conquistati da parte di immigrati che hanno alle spalle storie di
sacrifici, di rinunce e di orrori.
Il Patronato Inac luganese, insediatosi da poco più di un anno,
è già punto di riferimento per lintera collettività
ticinese. Caratterizzatosi per la sua peculiarità interetnica,
è impegnato in una costante azione di aggregazione sociale
non solo dei cittadini italiani residenti in Svizzera, ma anche per
i tanti immigrati dal Kossovo, dallAlbania, dalla Turchia e
dallAfrica che cercano di costruirsi un futuro più solido
e più degno.
Ai lavori dellAssemblea è intervenuto il presidente nazionale
dellInac, Alberto Giombetti, il quale ha tracciato lidentikit
del Patronato alle soglie del Terzo millennio.
E un Patronato ha detto- diverso e con compiti flessibili.
Ciò implica la necessità di unorganizzazione dinamica
non solo in grado di modificarsi continuamente per rispondere alle
nuove esigenze, ma anche e soprattutto in grado di prevenire i bisogni,
di fare emergere quelli ancora inespressi, di proiettarsi sempre più
nel territorio e nei luoghi di lavoro. Un Patronato che svolge, accanto
alle sue tradizionali funzioni, anche quella più articolata
di soggetto attivo nella promozione e nello sviluppo delle attività
di tutela.
Giombetti ha poi dato notizia di alcune variazioni di incarichi decise
dalla Cia nazionale. In virtù di ciò, Pietro Palumbo
lascerà lincarico di presidente dellUfficio Inac
di Lugano per permettere la nomina di Antonio Giubilei che, in passato,
ha ricoperto importanti incarichi confederali e di presidente dellInac
nazionale.
Alla riunione erano presenti, oltre al direttore cantonale del Patronato
Inac, Mario Dalla Corte, anche Pietro Palumbo, Antonio Giubilei e
Danila Minel della Cia nazionale.
Cento metri di prodotti
tipici: così la Cia partecipa allanteprima del film La
meglio gioventù
La manifestazione si svolgerà domenica 8 giugno allAuditorium
di Roma, dove la Confederazione allestirà una lunga tavolata
e offrirà a tutti i partecipanti alliniziativa (più
di 2500 persone) vini, spumanti, formaggi, salumi, prosciutti, pane,
dolci, miele, frutta e olive.
Oltre cento metri di tavoli imbanditi con prodotti tipici e di qualità,
più di mille bottiglie tra vini doc e spumanti, 250 chili di
formaggi dop, 180 chili di dolci regionali, due quintali di olive,
5 porchette per circa 300 chili, più di 350 chili di salumi,
prosciutti e insaccati. E quanto allestirà e offrirà
la Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione dellanteprima
del film di Marco Tullio Giordana La meglio gioventù,
premiato allultimo Festival di Cannes, che si terrà domenica
prossima 8 giugno a Roma presso lAuditorium Parco della Musica.
Alliniziativa, promossa dal comune di Roma e da Rai Fiction,
vedrà la partecipazione di oltre 2500 persone, tra cui molti
esponenti politici, del mondo economico e dello spettacolo, della
cultura. La Cia, attraverso il contributo delle sue sedi regionali
e di numerose aziende iscritte, ha così voluto allietare la
particolare manifestazione con la degustazione di tantissimi prodotti
tipici.
Nel giardino pensile della Sala Santa Cecilia dellAuditorium,
dove avverrà lanteprima del film, verrà allestita
una lunga tavolata (più di cento metri) dove saranno esposti
e offerti i prodotti. Tra essi, vi saranno bottiglie di Asti Spumante,
di Barbera, di Dolcetto, di Grignolino, di Malvasia, di Pinot grigio,
di Merlot, di Tocai, di Cabernet, di Chardonnay, di Prosecco, di Montepulciano
dAbruzzo, di Cesanese del Piglio, di Grechetto, di Monrubio,
di Aglianico, di Insolia.
Molto ricca anche la varietà dei formaggi: Raschera, Bra, Toma
, Robiola, Montasio, Parmigiano Reggiano, Ricotta stagionata al fumo
del ginepro, Pecorino romano e alle erbe aromatiche, Caciocavallo,
Mozzarella, Caprino.
Ampia scelta anche per i salumi, i prosciutti e gli insaccati. Si
va dal salame di cinghiale al Prosciutto di Parma, dalla porchetta
alla salamela di tratturo, dal salame alla cacciatora alla salsiccia
Lucanica, al Capocollo.
Accanto alle confezioni di miele pregiato, alle confetture artigianali
di frutta (ciliegie, pesche, mirtilli, albicocche) e a cesti di fragole
e di ciliegie , si potranno gustare dolci tipici regionali: la Fregolotta,
dolci alle nocciole di Caprarola, dolci secchi lucani, biscotti al
limone e alle mandorle, dolci di Cori.
Infine, pane di Matera e di Altamura, taralli, olive Maiatica di Ferrandina
e di Cerignola , olio doliva dop e igp.
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DAL
TERRITORIO
A Bologna il Consiglio
regionale dell'Emilia Romagna
Si è svolto a
Bologna, il 5 giugno scorso, il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna.
Il presidente regionale Giulio Fantuzzi nella sua relazione introduttiva,
ha affermato che "l'esigenza di riequilibrio si fa sentire ,
a vari livelli, nella nostra agricoltura: dall'esigenza di riforma
della vecchia Pac ad un comportamento di maggior coerenza tra fatti
e parole della politica governativa, per non dimenticare poi il riequilibrio
tra la nuova invasiva centralità del Mipaf e la competenza
costituzionale delle Regioni. Nè sottovalutare il riequilibrio
tra l'immagine sopravvalutata del consumatore e quella ingiustamente
trascurata dell'impresa agricola".
Il presidente della Cia regionale si è poi soffermato sui problemi
suil problemi delle quote latte, su quelli dei settori ortofrutticolo
e lattiero della regione, sulla realizzazione di un federalismo concreto
e sui problemi dell'Unione Europea e della sua politica agricola.
"Bisogna evitare -ha concluso Fantuzzi- che fallisca ogni timido
tentativo di riequilibrio nella distribuzione delle risorse della
Pac tra Paesi, comparti, territori e aziende".
Il vice presidente della Cia, Mino Rizzioli,
concludendo l'incontro ha affrontato alcuni punti. L'Europa -ha affermato-
ci riserva delle incognite: non è stato, infatti, ancora definito
un percorso istituzionale e si rischia così di creare solo
un'Europa dei mercati.
La Confederazione -ha continuato il vicepresidente Cia- si sta impregnando
affinchè la Pac si doti degli strumenti necessari per garantire
la competitività delle imprese nella sfida dei mercati. L'agricoltura
del futuro dovrà coniugare le potenzialità dell'agricoltura
multifunzionale, quindi, la difesa dell'ambiente, l'offerta turistica,
la difesa di prodotti e di tradizioni tipiche, con la produttività
dell'impresa agricola.
E' necessario -ha affermato Rizzioli- che vangano al più presto
attuate le riforme del fisco, del lavoro, della ricerca e avviate
le infrastrutture. Senza azioni mirate in questi campi, si rischia
un arretramento del paese. E l'arretramento colpirebbe l'agricoltura
in primo luogo.
L'agricoltura emiliano-romagnola -ha concluso Rizzioli-
nonostante una serie di problemi, che possono riguardare settori come
la zootecnia o l'ortofrutta, è un'agricoltura che ha insite
notevoli potenzialità.
Eletta la presidenza dell'Associazione
pensionati Cia di Reggio-Emilia
I pensionati della Cia reggiana hanno eletto
di recenti i nuovi dirigenti. Confermato presidente dell'Anp- Cia
reggiana è Nefro Lasagni che sarà affiancato da una
presidenza nell'ottica di un rafforzamento organizzativo dell'Associazione,
che conta ben 8.300 deleghe di pensionati nella provincia. Vice presidenti
sono stati eletti Enzo Salati, che curerà le attività
sociali e ricreative e Enrico Cavalletti, che seguirà l'attività
dell'Associazione in montagna. Membro di presidenza è Sante
Ferrari che avrà compiti organizzativi e di raccordo con la
Cia ed i suoi servizi e che in qualità di ex-presidente continuerà
a prestare il proprio contributo di capacità ed esperienza.
Venezia: la Cia festeggia
con i bambini la conclusione del progetto "Scuola in fattoria"
Gran festa il 5 giugno alla scuola elementare Giotto
di Dolo
Bambini e adulti hanno festeggiato con una maxi merenda allaria
aperta la conclusione delliniziativa, promossa dall'associazione
Scuola in Fattoria della Confederazione Italiana Agricoltori
di Venezia e che mirava ad avvicinare le giovani generazioni all'agricoltura,
al suo mondo, alla sua cultura.
Il primo ringraziamento, fatto del Presidente della Cia Mario Quaresimin,
è stato dedicato ai giovani studenti per lottimo
lavoro svolto e per limpegno. Un plauso, ripreso anche
dai rappresentanti della Provincia e delle amministrazioni comunali
è andato anche agli insegnati che si sono resi disponibili
ad inserire questo laboratorio nel programma scolastico.
Il lavoro che è stato svolto, grazie alla collaborazione dei
plessi scolastici e dei tecnici della Cia, si è sviluppato
sia nelle imprese rurali che in classe. I bambini, infatti sono prima
stati preparati a livello teorico e successivamente sono stai coinvolti
sul campo, visitando alcune aziende agricole, dove hanno potuto guardare,
toccare, odorare e spesso assaggiare molti prodotti agricoli: dall
latte alle arance ma anche agli insetti utili alle piante. Un modo
innovativo per avvicinare le nuove generazioni ad una cultura, quella
agricola, che sembra sempre meno radicata nei giovani.
Un grande banchetto a base di sano latte e prodotti derivati (formaggi,
yogurt ...) ha concluso la mattinata.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Provincia
di Venezia, le amministrazioni comunali, con ladesione di ben
otto plessi scolastici ripartiti tra Dolo, Campolongo Maggiore , Gazzera-
Mestre.
Hanno partecipato alla giornata conclusiva Giuseppe Scaboro, assessore
alle attività produttive della Provincia di Venezia; Milla
Malluppini assessore pubblica istruzione comune di Campolongo; Claudio
Bertolin Sindaco di Dolo; Gaspari Manuele assessore attività
produttive Dolo; Elsa Marchiori insegnate funzione obbiettivo Dolo;
Loredana Baldassarra dirigente scolastica circolo di Dolo; Mario Quaresimin
presidente Cia Venezia; Silvano Borile responsabile Cia mandamentale;
Erika Scarpa progetto Scuola i Fattoria Cia Venezia.
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APPUNTAMENTI
La riforma fondiaria in Maremma: un convegno a Grosseto
La riforma fondiaria costituisce in Maremma il più
grande evento politico amministrativo, economico e sociale del dopoguerra.
La lotta per la terra si materializza nell'azione di amministratori,
tecnici ed agricoltori che costruiscono una nuova economia e ridisegnano
completamente un territorio. A cinquant'anni dall'evento l'intenzione
è riparlarne con alcuni protagonisti. E' per questo che si
terrà il 10 giugno, a Grosseto, organizzato dalla Fondazione
Abc e dalla Cia Toscana, un convegno dal titolo: "Giornata della
terra" 1953-2003 il valore della riforma fondiaria.
I lavori, presieduti da Enzo Pierangioli, presidente della Cia toscana,
dopo i saluti del Sindaco di Grosseto Alessandro Antichi e di Lio
Scheggi presidente della provincia, saranno introdotti dal presidente
della Cia di Grosseto Giancarlo Innocenti. Interverrà -dopo
l'on. Emo Bonifazi, il rag. Antonio Valentino Simoncelli e il prof.
Alessandro Pacciani- Massimo Pacetti presidente nazionale della Cia
e concluderà Giuseppe Avolio, presidente della Fondazione Abc.
Bandiera
Verde Agricoltura: iniziativa pilota della Cia di Ancona
Lagricoltura italiana vive una fase particolarmente
vulnerabile, da un lato si avvertono segnali di crisi, dallaltro
il coraggio di affrontare il nuovo e la competizione mondiale.
Di fronte a tutto questo, -ha dichiarato il Presidente Cia della
provincia di Ancona, Marco Giardini-abbiamo ritenuto opportuno richiamare
lattenzione delle Istituzioni e dellopinione pubblica
sugli sforzi che si stanno compiendo per tenere alta la bandiera dellefficienza
e della qualità.
La valorizzazione del territorio e le produzioni tipiche locali, possono
assolvere ad una funzione di volàno per il futuro dellagricoltura,
delleconomia, del turismo e dello sviluppo in generale.
Abbiamo, quindi, come Cia della provincia di Ancona, promosso una
iniziativa esemplare, pilota, che pensiamo possa contribuire al consolidamento
dellagricoltura, si tratta della Bandiera Verde Agricoltura
che verrà assegnata alle Aziende agricole, singole o associate,
che si sono distinte in questi ultimi anni e che rispondono ad una
serie di requisiti che caratterizzano lazione svolta dallimprenditore
agricolo.
Oltre alle imprese agricole la Bandiera Verde Agricoltura verrà
assegnata anche ad alcune Istituzioni, Aziende e Persone che hanno
dedicato particolare attenzione al settore agricolo ed enogastronomico.
La cerimonia di consegna della Bandiera Verde Agricoltura avrà
luogo a Scisciano di Maiolati Spontini, l8 giugno 2003, alle
ore 17.30, in occasione di Fattoria in Festa Mostra
Mercato dei prodotti tipici locali.
Parteciperà il Presidente Nazionale della Cia, Massimo Pacetti.
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