Agenzia di informazione
della Confederazione italiana agricoltor
i

6 giugno 2003

Anno 45 - n. 101

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini
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ATTUALITA'

   Contributi agricoli: urgente risolvere il problema della cartolarizzazione

   Pac: necessarie nuove ed equilibrate regole. Economia nazionale: opportuno una verifica in Parlamento

     Ambiente: polemiche e demagogia non servono. Occorre attivare da subito azioni concrete       


   Il Patronato Inac fa il bilancio del primo anno di attività in Svizzera

   Cento metri di prodotti tipici: così la Cia partecipa all’anteprima del film “La meglio gioventù”

DAL TERRITORIO

•    A Bologna il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna

•    Eletta la presidenza dell'Associazione pensionati Cia di Reggio-Emilia

•   Venezia: la Cia festeggia con i bambini la conclusione del progetto "Scuola in fattoria"

APPUNTAMENTI

•   La riforma fondiaria in Maremma: un convegno a Grosseto

•   Bandiera Verde Agricoltura: iniziativa pilota della Cia di Ancona

 

ATTUALITA'

Contributi agricoli: urgente risolvere il problema della cartolarizzazione
La Cia sollecita un immediato incontro con il governo e l’Inps

Gravi difficoltà si registrano per le imprese agricole del Sud

Trovare al più presto una soluzione al problema della cartolarizzazione, che affligge da tempo l’agricoltura, soprattutto meridionale, aggravando una situazione ormai insostenibile per le aziende. E’ quanto chiede la Cia-Confederazione italiana agricoltori al governo e alle istituzioni.
La Cia ritiene prioritario un intervento del genere per dare respiro e fiducia ai produttori agricoli, oggi in grande difficoltà
Inoltre, per la Cia, non è più possibile che il confronto sul problema si arresti di fronte a intralci di ordine tecnico, dovute principalmente alla cessione dei crediti dall’Inps alle società di cartolarizzazione. Questi ostacoli devono essere superati dalla consapevolezza dell’aspetto sociale del problema e dal riconoscimento del contributo che il settore agricolo, pur tra mille difficoltà, garantisce al sistema economico-produttivo, creando ricchezza e sviluppo nel Paese.
Per questo motivo, la Cia ha sollecitato all’Inps, ai ministeri del Lavoro e del Tesoro la convocazione urgente di un incontro nel quale affrontare e risolvere definitivamente la questione.

Pubblichiamo di seguito la lettera di richiesta dell'incontro con i ministri Tremonti, Maroni e con il Commissario Inps Sassi:

La Cia., facendo seguito alle richieste ripetutamente avanzate nel passato di intervento sul problema della cartolarizzazione dei crediti contributivi e fortemente preoccupata da una situazione diventata ormai insostenibile sul territorio, sollecita un immediato confronto sul tema, anche alla luce delle medesime esigenza manifestata nell’incontro che si è svolto ieri tra Ministro delle Politiche Agricole e Organizzazioni Professionali.
La Cia ritiene necessario individuare una soluzione definitiva e adeguata, che superi le difficoltà di carattere tecnico fin qui incontrate.
Ciò nella consapevolezza dell’aspetto sociale del problema e del contributo che il settore agricolo, pur tra mille difficoltà, garantisce al sistema economico-produttivo, creando ricchezza e sviluppo nel paese.
Distinti saluti

Massimo Pacetti"


Pac: necessarie nuove ed equilibrate regole. Economia nazionale: opportuna una verifica in Parlamento

Dichiarazioni del presidente della Cia Massimo Pacetti. Incontro con il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno

“E’ stato un confronto articolato e approfondito che ha permesso di focalizzare alcune importanti questioni che riguardano l’agricoltura italiana”. E’ quanto ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori al termine dell’incontro di oggi tra il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno e i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole.
Nel corso dell’incontro -ha sottolineato Pacetti- sono emerse alcune idee possibili per cercare di risolvere problemi di rilevanza per il settore agricolo, fra i quali la costituzione dell’Anagrafe bovina, il sistema di sostegno per i capi bovini morti in stalla e le modalità di redazione dei decreti legislativi attuativi della legge delega in agricoltura.
Comunque, al di là di questi particolari aspetti affrontati nell’incontro, il presidente della Cia ha espresso posizioni su due temi fondamentali per il futuro dell’agricoltura in Italia: la riforma della Politica agricola Ue e la situazione attuale della nostra economia.
Pacetti ha rilevato che la prossima settimana a Lussemburgo si svolge un importante Consiglio dei ministri agricoli. “Siamo ormai giunti -ha sostenuto- ad una fase cruciale che potrebbe portare alla definizione di nuove ed equilibrate regole che auspichiamo possano offrire un nuovo quadro di riferimento per gli agricoltori Ue e per quelli dell’area mediterranea e garantire una buona e solida base negoziale per le prossime trattative commerciali del Wto”.
Il presidente della Cia, tuttavia, ha messo in risalto le difficoltà che oggi si riscontrano nel sistema economico e produttivo nazionale, come è emerso in modo chiaro dalle recenti analisi della Banca d’Italia e dallo stesso mondo imprenditoriale italiano. “Siamo in presenza di un quadro congiunturale complesso, con un’inflazione che non si riduce e una competitività sempre più precaria. Problemi che , quindi, condizionano anche il settore agricolo. Ecco perché una tale situazione necessita al più presto di un ampio approfondimento e di una verifica nella sede più propria, che è quella del Parlamento, da molti auspicata. Questo per tracciare le linee e soluzioni, sicuramente praticabili, per uscire dallo stallo. Indicazioni delle quali tenere conto nella stesura del Dpef e nella legge finanziaria del 2004”.

 

Ambiente: polemiche e demagogia non servono. Occorre attivare da subito azioni concrete

La Cia in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. L’agricoltura non è responsabile della carenza idrica.

Sulle politiche ambientali, sull’ uso razionale dell’acqua, sulla salvaguardia del territorio occorre fare meno polemiche e demagogia e impegnarsi, invece, in azioni concrete. Lo rileva la Cia- Confederazione italiana agricoltori in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente che si svolge oggi.
Anche se i fenomeni ambientali hanno degli effetti evidenti solo a medio-lungo termine, viene naturale, per la Cia, fare un bilancio dello stato dell’ambiente nel nostro Paese e nel Pianeta. Nel 2003, anno internazionale dell’acqua, si sono moltiplicati i vertici che hanno avuto per oggetto tematiche ambientali generali e specifiche: si è passati dal summit mondiale dell’ambiente a Johannesburg al Forum internazionale sull’acqua di Kyoto.
Proprio la coincidenza di questi grandi consessi internazionali è stata, secondo la Cia, l’occasione per aggiornare la situazione ambientale nei suoi elementi principali e per rinnovare gli impegni sulle grandi emergenze ambientali (numero di persone da sottrarre al rischio della morte per sete; quantitativo di energia da produrre con fonti rinnovabili; riduzione nell’uso di pesticidi e fitofarmaci). Dal momento che questi obiettivi non possano essere raggiunti se non ad una scadenza medio-lunga, normalmente al 2015-2020, evidentemente essi non sono preventivamente verificabili.
Dunque, se il bilancio è ancora in sospeso, ciò che è preoccupante è che, se in quelle sedi internazionali si auspicano utili forme di collaborazione vaste per sconfiggere fenomeni così complessi e drammatici, nella pratica corrente e quotidiana si privilegia una sorta di caccia ai responsabili delle emergenze ambientali e a volte si bersagliano i settori più deboli.
Ne sono un esempio, a livello nazionale, le critiche apparse nella “Mappa della crisi idrica” presentata recentemente dal Wwf o dichiarazioni di esperti che sostengono come l’Italia sia la nazione in Europa che spreca il maggior quantitativo di acqua in agricoltura.
In questo modo -evidenzia la Cia- ancora una volta non si comprende o si fa finta di non comprendere. Innanzitutto, il clima della nostra penisola, e del Mezzogiorno in particolare, richiede quantitativi di dosi irrigue più alte delle medie europee; secondariamente, l’acqua è fattore decisivo e limitante solo per l’agricoltura, nel senso che non può sussistere altrimenti in regimi aridi e che permette, in quelli temperati una preziosa diversificazione produttiva.
Ciò non toglie che anche le Organizzazioni professionali agricole debbano e sono impegnate a ricercare tutte le soluzioni perché si arrivi ad un contenimento progressivamente dei consumi idrici.
Questo può avvenire, secondo la Cia, con la sostituzione di reti irrigue obsolete, con una opportuna manutenzione, con sistemi irrigui “a domanda”, con l’utilizzazione di specie vegetali meno idroesigenti, con lo sviluppo della ricerca scientifica orientata e applicata. Pertanto, il mondo agricolo ricerca la solidarietà e l’alleanza di tutte le forze economiche, sociali e culturali interessate.
Proprio per questo la Cia ritiene invece fuorvianti semplificazioni e forzature che rischiano unicamente di mettere all’indice i produttori agricoli. Va condotta, invece, un’iniziativa, innanzitutto culturale, come quella intrapresa dalla Cia tesa a garantire le produzioni agricole nel rispetto dell’ambiente e degli interessi della collettività nazionale.


Il Patronato Inac fa il bilancio del primo anno di attività in Svizzera


Giuseppe Politi, vicepresidente vicario nazionale della Cia, sottolinea i traguardi raggiunti nell’area del Canton Ticino

“Il nostro Patronato ha saputo in questi anni adeguarsi alle nuove esigenze che emergono dal tessuto economico e sociale. Ha saputo capire e orientare il nuovo che si affaccia nel panorama dei bisogni e dei diritti. Si è trasformato, potenziando le proprie strutture e la qualità dei suoi servizi, per rispondere adeguatamente alle attese dei cittadini.
Se oggi possiamo fare anche nella evoluta Svizzera un bilancio positivo dell’attività del nostro Patronato, è perché abbiamo creduto e crediamo fermamente nella funzione insostituibile di uno strumento al servizio delle categorie sociali più deboli e indifese”.
E’ quanto ha sostenuto il vicepresidente vicario della Cia, Giuseppe Politi intervenendo a Lugano all’Assemblea del Patronato Inac del Canton Ticino .
Politi, dopo aver sottolineato il carattere plurietnico del Patronato della Cia in Svizzera ha così concluso: “Sta qui la ragione del nostro successo, in quanto difensori di diritti faticosamente conquistati da parte di immigrati che hanno alle spalle storie di sacrifici, di rinunce e di orrori”.
Il Patronato Inac luganese, insediatosi da poco più di un anno, è già punto di riferimento per l’intera collettività ticinese. Caratterizzatosi per la sua peculiarità interetnica, è impegnato in una costante azione di aggregazione sociale non solo dei cittadini italiani residenti in Svizzera, ma anche per i tanti immigrati dal Kossovo, dall’Albania, dalla Turchia e dall’Africa che cercano di costruirsi un futuro più solido e più degno.
Ai lavori dell’Assemblea è intervenuto il presidente nazionale dell’Inac, Alberto Giombetti, il quale ha tracciato l’identikit del Patronato alle soglie del Terzo millennio.
“E’ un Patronato –ha detto- diverso e con compiti flessibili. Ciò implica la necessità di un’organizzazione “dinamica” non solo in grado di modificarsi continuamente per rispondere alle nuove esigenze, ma anche e soprattutto in grado di prevenire i bisogni, di fare emergere quelli ancora inespressi, di proiettarsi sempre più nel territorio e nei luoghi di lavoro. Un Patronato che svolge, accanto alle sue tradizionali funzioni, anche quella più articolata di soggetto attivo nella promozione e nello sviluppo delle attività di tutela”.
Giombetti ha poi dato notizia di alcune variazioni di incarichi decise dalla Cia nazionale. In virtù di ciò, Pietro Palumbo lascerà l’incarico di presidente dell’Ufficio Inac di Lugano per permettere la nomina di Antonio Giubilei che, in passato, ha ricoperto importanti incarichi confederali e di presidente dell’Inac nazionale.
Alla riunione erano presenti, oltre al direttore cantonale del Patronato Inac, Mario Dalla Corte, anche Pietro Palumbo, Antonio Giubilei e Danila Minel della Cia nazionale.

Cento metri di prodotti tipici: così la Cia partecipa all’anteprima del film “La meglio gioventù”

La manifestazione si svolgerà domenica 8 giugno all’Auditorium di Roma, dove la Confederazione allestirà una lunga tavolata e offrirà a tutti i partecipanti all’iniziativa (più di 2500 persone) vini, spumanti, formaggi, salumi, prosciutti, pane, dolci, miele, frutta e olive.
Oltre cento metri di tavoli imbanditi con prodotti tipici e di qualità, più di mille bottiglie tra vini doc e spumanti, 250 chili di formaggi dop, 180 chili di dolci regionali, due quintali di olive, 5 porchette per circa 300 chili, più di 350 chili di salumi, prosciutti e insaccati. E’ quanto allestirà e offrirà la Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione dell’anteprima del film di Marco Tullio Giordana “La meglio gioventù”, premiato all’ultimo Festival di Cannes, che si terrà domenica prossima 8 giugno a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica.
All’iniziativa, promossa dal comune di Roma e da Rai Fiction, vedrà la partecipazione di oltre 2500 persone, tra cui molti esponenti politici, del mondo economico e dello spettacolo, della cultura. La Cia, attraverso il contributo delle sue sedi regionali e di numerose aziende iscritte, ha così voluto allietare la particolare manifestazione con la degustazione di tantissimi prodotti tipici.
Nel giardino pensile della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium, dove avverrà l’anteprima del film, verrà allestita una lunga tavolata (più di cento metri) dove saranno esposti e offerti i prodotti. Tra essi, vi saranno bottiglie di Asti Spumante, di Barbera, di Dolcetto, di Grignolino, di Malvasia, di Pinot grigio, di Merlot, di Tocai, di Cabernet, di Chardonnay, di Prosecco, di Montepulciano d’Abruzzo, di Cesanese del Piglio, di Grechetto, di Monrubio, di Aglianico, di Insolia.
Molto ricca anche la varietà dei formaggi: Raschera, Bra, Toma , Robiola, Montasio, Parmigiano Reggiano, Ricotta stagionata al fumo del ginepro, Pecorino romano e alle erbe aromatiche, Caciocavallo, Mozzarella, Caprino.
Ampia scelta anche per i salumi, i prosciutti e gli insaccati. Si va dal salame di cinghiale al Prosciutto di Parma, dalla porchetta alla salamela di tratturo, dal salame alla cacciatora alla salsiccia Lucanica, al Capocollo.
Accanto alle confezioni di miele pregiato, alle confetture artigianali di frutta (ciliegie, pesche, mirtilli, albicocche) e a cesti di fragole e di ciliegie , si potranno gustare dolci tipici regionali: la Fregolotta, dolci alle nocciole di Caprarola, dolci secchi lucani, biscotti al limone e alle mandorle, dolci di Cori.
Infine, pane di Matera e di Altamura, taralli, olive Maiatica di Ferrandina e di Cerignola , olio d’oliva dop e igp.

 

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DAL TERRITORIO

A Bologna il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna

Si è svolto a Bologna, il 5 giugno scorso, il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna.
Il presidente regionale Giulio Fantuzzi nella sua relazione introduttiva, ha affermato che "l'esigenza di riequilibrio si fa sentire , a vari livelli, nella nostra agricoltura: dall'esigenza di riforma della vecchia Pac ad un comportamento di maggior coerenza tra fatti e parole della politica governativa, per non dimenticare poi il riequilibrio tra la nuova invasiva centralità del Mipaf e la competenza costituzionale delle Regioni. Nè sottovalutare il riequilibrio tra l'immagine sopravvalutata del consumatore e quella ingiustamente trascurata dell'impresa agricola".
Il presidente della Cia regionale si è poi soffermato sui problemi suil problemi delle quote latte, su quelli dei settori ortofrutticolo e lattiero della regione, sulla realizzazione di un federalismo concreto e sui problemi dell'Unione Europea e della sua politica agricola. "Bisogna evitare -ha concluso Fantuzzi- che fallisca ogni timido tentativo di riequilibrio nella distribuzione delle risorse della Pac tra Paesi, comparti, territori e aziende".

Il vice presidente della Cia, Mino Rizzioli, concludendo l'incontro ha affrontato alcuni punti. L'Europa -ha affermato- ci riserva delle incognite: non è stato, infatti, ancora definito un percorso istituzionale e si rischia così di creare solo un'Europa dei mercati.
La Confederazione -ha continuato il vicepresidente Cia- si sta impregnando affinchè la Pac si doti degli strumenti necessari per garantire la competitività delle imprese nella sfida dei mercati. L'agricoltura del futuro dovrà coniugare le potenzialità dell'agricoltura multifunzionale, quindi, la difesa dell'ambiente, l'offerta turistica, la difesa di prodotti e di tradizioni tipiche, con la produttività dell'impresa agricola.
E' necessario -ha affermato Rizzioli- che vangano al più presto attuate le riforme del fisco, del lavoro, della ricerca e avviate le infrastrutture. Senza azioni mirate in questi campi, si rischia un arretramento del paese. E l'arretramento colpirebbe l'agricoltura in primo luogo.
L'agricoltura emiliano-romagnola -ha concluso Rizzioli-
nonostante una serie di problemi, che possono riguardare settori come la zootecnia o l'ortofrutta, è un'agricoltura che ha insite notevoli potenzialità.

 

Eletta la presidenza dell'Associazione pensionati Cia di Reggio-Emilia

I pensionati della Cia reggiana hanno eletto di recenti i nuovi dirigenti. Confermato presidente dell'Anp- Cia reggiana è Nefro Lasagni che sarà affiancato da una presidenza nell'ottica di un rafforzamento organizzativo dell'Associazione, che conta ben 8.300 deleghe di pensionati nella provincia. Vice presidenti sono stati eletti Enzo Salati, che curerà le attività sociali e ricreative e Enrico Cavalletti, che seguirà l'attività dell'Associazione in montagna. Membro di presidenza è Sante Ferrari che avrà compiti organizzativi e di raccordo con la Cia ed i suoi servizi e che in qualità di ex-presidente continuerà a prestare il proprio contributo di capacità ed esperienza.

 

Venezia: la Cia festeggia con i bambini la conclusione del progetto "Scuola in fattoria"

Gran festa il 5 giugno alla scuola elementare “Giotto” di Dolo

Bambini e adulti hanno festeggiato con una maxi merenda all’aria aperta la conclusione dell’iniziativa, promossa dall'associazione “Scuola in Fattoria” della Confederazione Italiana Agricoltori di Venezia e che mirava ad avvicinare le giovani generazioni all'agricoltura, al suo mondo, alla sua cultura.
Il primo ringraziamento, fatto del Presidente della Cia Mario Quaresimin, è stato dedicato ai giovani studenti “per l’ottimo lavoro svolto e per l’impegno”. Un plauso, ripreso anche dai rappresentanti della Provincia e delle amministrazioni comunali è andato anche agli insegnati che si sono resi disponibili ad inserire questo laboratorio nel programma scolastico.
Il lavoro che è stato svolto, grazie alla collaborazione dei plessi scolastici e dei tecnici della Cia, si è sviluppato sia nelle imprese rurali che in classe. I bambini, infatti sono prima stati preparati a livello teorico e successivamente sono stai coinvolti sul campo, visitando alcune aziende agricole, dove hanno potuto guardare, toccare, odorare e spesso assaggiare molti prodotti agricoli: dall latte alle arance ma anche agli insetti utili alle piante. Un modo innovativo per avvicinare le nuove generazioni ad una cultura, quella agricola, che sembra sempre meno radicata nei giovani.
Un grande banchetto a base di sano latte e prodotti derivati (formaggi, yogurt ...) ha concluso la mattinata.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Provincia di Venezia, le amministrazioni comunali, con l’adesione di ben otto plessi scolastici ripartiti tra Dolo, Campolongo Maggiore , Gazzera- Mestre.
Hanno partecipato alla giornata conclusiva Giuseppe Scaboro, assessore alle attività produttive della Provincia di Venezia; Milla Malluppini assessore pubblica istruzione comune di Campolongo; Claudio Bertolin Sindaco di Dolo; Gaspari Manuele assessore attività produttive Dolo; Elsa Marchiori insegnate funzione obbiettivo Dolo; Loredana Baldassarra dirigente scolastica circolo di Dolo; Mario Quaresimin presidente Cia Venezia; Silvano Borile responsabile Cia mandamentale; Erika Scarpa progetto “Scuola i Fattoria” – Cia Venezia.

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APPUNTAMENTI

 

La riforma fondiaria in Maremma: un convegno a Grosseto

La riforma fondiaria costituisce in Maremma il più grande evento politico amministrativo, economico e sociale del dopoguerra. La lotta per la terra si materializza nell'azione di amministratori, tecnici ed agricoltori che costruiscono una nuova economia e ridisegnano completamente un territorio. A cinquant'anni dall'evento l'intenzione è riparlarne con alcuni protagonisti. E' per questo che si terrà il 10 giugno, a Grosseto, organizzato dalla Fondazione Abc e dalla Cia Toscana, un convegno dal titolo: "Giornata della terra" 1953-2003 il valore della riforma fondiaria.
I lavori, presieduti da Enzo Pierangioli, presidente della Cia toscana, dopo i saluti del Sindaco di Grosseto Alessandro Antichi e di Lio Scheggi presidente della provincia, saranno introdotti dal presidente della Cia di Grosseto Giancarlo Innocenti. Interverrà -dopo l'on. Emo Bonifazi, il rag. Antonio Valentino Simoncelli e il prof. Alessandro Pacciani- Massimo Pacetti presidente nazionale della Cia e concluderà Giuseppe Avolio, presidente della Fondazione Abc.

 

Bandiera Verde Agricoltura: iniziativa pilota della Cia di Ancona

L’agricoltura italiana vive una fase particolarmente vulnerabile, da un lato si avvertono segnali di crisi, dall’altro il coraggio di affrontare il nuovo e la competizione mondiale.
“Di fronte a tutto questo, -ha dichiarato il Presidente Cia della provincia di Ancona, Marco Giardini-abbiamo ritenuto opportuno richiamare l’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica sugli sforzi che si stanno compiendo per tenere alta la bandiera dell’efficienza e della qualità”.
La valorizzazione del territorio e le produzioni tipiche locali, possono assolvere ad una funzione di volàno per il futuro dell’agricoltura, dell’economia, del turismo e dello sviluppo in generale.
Abbiamo, quindi, come Cia della provincia di Ancona, promosso una iniziativa esemplare, pilota, che pensiamo possa contribuire al consolidamento dell’agricoltura, si tratta della Bandiera Verde Agricoltura che verrà assegnata alle Aziende agricole, singole o associate, che si sono distinte in questi ultimi anni e che rispondono ad una serie di requisiti che caratterizzano l’azione svolta dall’imprenditore agricolo.
Oltre alle imprese agricole la Bandiera Verde Agricoltura verrà assegnata anche ad alcune Istituzioni, Aziende e Persone che hanno dedicato particolare attenzione al settore agricolo ed enogastronomico.
La cerimonia di consegna della Bandiera Verde Agricoltura avrà luogo a Scisciano di Maiolati Spontini, l’8 giugno 2003, alle ore 17.30, in occasione di “Fattoria in Festa” – Mostra Mercato dei prodotti tipici locali.
Parteciperà il Presidente Nazionale della Cia, Massimo Pacetti.

 

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