22 maggio 2002


sommario

 

IN EUROPA 

•    Bruxelles proporrà di sostenere la produzione agricola di qualità 
•    Il quadro di valutazione del mercato interno dimostra che si sono compiuti progressi, ma che rimangono alcuni ostacoli agli scambi 

APPUNTAMENTI

•    Consiglio direttivo e assemblea di Turismo verde 

DOCUMENTI

•    Il Libano e il Comitato Mediterraneo della Fipa. Positivi risultati della visita del presidente Avolio a Beirut 


 

IN EUROPA

Bruxelles proporrà di sostenere
la produzione agricola di qualità  

I commissari all’Agricoltura ed alla Protezione dei consumatori hanno stimato che il sostegno apportato attualmente dalla politica per lo sviluppo rurale ai programmi ambientali dovrà essere esteso per incoraggiare anche l’applicazione delle norme di qualità, per appoggiare la produzione biologica, per rinforzare la multifunzionalità dell’agricoltura, per sostenere le iniziative commerciali dei piccoli imprenditori agricoli e dei produttori tradizionali.

Fischler ha sottolineato che la “condizionalità” degli aiuti diretti, per il momento, applicabile in maniera facoltativa dagli Stati membri in rapporto alla protezione dell’ambiente, dovrà essere migliorata, in modo da interessare anche la sicurezza alimentare e la protezione degli animali ed evitare le distorsioni della concorrenza tra gli Stati membri.

Byrne ha affermato che occorrerà valutare la legislazione sull’etichettatura per modernizzarla e per semplificarla. Bruxelles è intenzionata a presentare una proposta che interessi le indicazioni nutrizionali, funzionali e sanitarie degli alimenti.

 

 

Il quadro di valutazione del mercato interno dimostra che si sono compiuti progressi, 
ma che rimangono alcuni ostacoli agli scambi

Da un esame dell’ultimo quadro di valutazione del mercato interno risulta che persistono significativi ritardi nell’attuazione a livello nazionale di molti atti di legislazione comunitaria approvati dai ministri degli Stati membri in sede di Consiglio e dal Parlamento europeo. Al momento attuale solo sette Stati membri (Svezia, Danimarca, Finlandia, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio e Spagna) hanno conseguito l’obiettivo fissato dai vertici dell’Unione in occasione del Consiglio europeo di Stoccolma della primavera 2001, consistente in un divario nel recepimento della legislazione comunitaria pari od inferiore all’1,5 per cento, il che equivale ad aver recepito nella legislazione nazionale almeno il 98,5 per cento delle direttive pertinenti al mercato interno. Per conseguire tale obiettivo il Regno Unito e il Belgio hanno compiuto progressi particolarmente rilevanti nell’ultimo semestre mentre la Francia, la Grecia, la Germania e l’Irlanda sono i Paesi più lontani dal raggiungerlo. La Commissione invita anche pressantemente gli Stati membri a dedicare una maggiore attenzione alla corretta prassi d’applicazione della normativa sul mercato interno per ridurre i problemi di natura pratica che incontrano imprese e cittadini desiderosi di usufruire dei diritti loro spettanti nell’ambito del mercato interno. Il quadro di valutazione pone in risalto gli ostacoli tecnici alla libera circolazione dei beni nel mercato interno. L’analisi sembra indicare che nei settori in cui tali ostacoli persistono, come ad esempio in quello dei prodotti per l’edilizia, i risultati economici globali vengono frenati. I risultati di un’indagine sui prezzi, relativa ad articoli generici di drogheria e per il consumo domestico, rilevano fortissime differenze di prezzo tra i Paesi europei: per uno stesso prodotto i consumatori di alcuni Stati membri possono pagare più del doppio di quelli d’altri Stati membri.

Il commissario Frits Bolkestein, responsabile per il mercato interno, ha commentato che “è deludente che al momento solo sette Stati membri abbiano conseguito l’obiettivo fissato dal Consiglio europeo, consistente nel ridurre all’1,5 per cento o meno i loro divari di recepimento. In conseguenza di ciò a Barcellona i vertici dell’Unione non hanno potuto far altro che prolungare fino alla primavera del 2003 il termine per il raggiungimento di tale obiettivo. Consentitemi di parlare senza mezzi termini, non vi possono essere scuse per il fatto di non aver rispettato i termini fissati dagli stessi Stati membri per l’attuazione di provvedimenti d’importanza cruciale. È tempo per gli Stati membri che non sono ancora in regola di adempiere i loro obblighi giuridici e politici. Il Consiglio di Barcellona ha, inoltre, fissato un obiettivo di ‘tolleranza zero’ per le direttive in ritardo di due o più anni. Mancanze così lampanti d’iniziativa lasciano importanti vuoti nel tessuto del mercato interno, a detrimento di cittadini ed imprese”.

Il mercato interno svolge una funzione d’importanza cruciale nel perseguimento dell’obiettivo dell’Unione di diventare l’economia più dinamica del mondo entro il 2010. Esso fornisce ai cittadini dell’Unione una scelta più ampia di beni e servizi di qualità, nonché, una maggiore libertà di viaggiare, di lavorare, di studiare e i vivere in altri Paesi dell’Unione. Esso consente un’allocazione più efficiente delle risorse e incrementa le occasioni commerciali per le nostre imprese. Il mercato interno può, però, raggiungere il suo pieno potenziale soltanto se le direttive concordate vengono efficacemente attuate ed applicate dagli Stati membri.

Il quadro di valutazione del mercato interno tiene sotto pressione gli Stati membri presentandone le rispettive prestazioni per quanto riguarda il recepimento della suddetta legislazione. Questa impostazione si è dimostrata valida, il divario medio di recepimento dell’Unione ha registrato un continuo calo passando dal 6,3 per cento del 1997 all’attuale 1,8 per cento.

Attualmente sembra che un gruppo di testa di Stati membri abbia conseguito l’obiettivo dell’1,5 per cento in diverse occasioni e abbia preso provvedimenti i quali stanno ad indicare che continuerà a farlo in futuro. La sfida per gli altri Stati membri è quella di raggiungere il gruppo di testa. Francia e Germania, in particolare, sembrano però aver raggiunto un punto morto, dato che nessuno di questi due Paesi ha realizzato progressi significativi negli ultimi sei-dodici mesi (la Francia accusa addirittura un regresso rispetto al novembre scorso).

 

Recepimento delle direttive sul mercato interno

Divario d’implementazione per Stato membro
al 15 aprile 2002 (in percentuale)

F     El    D     Irl    L     A     P    I       B      E      Uk   Nl    Fin   Dk    S
3,1  2,7  2,4  2,4   2,3  2,1  2,   11,7  1,5   1,5   1,5   1,3  0,9   0,7   0,7

Il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 ha fatto della riforma economica mirante a dare impulso al mercato interno un obiettivo altamente prioritario, e questo messaggio è stato ribadito dai Consigli europei successivi. Ciò comporta la frequente approvazione di nuove direttive, il cui tempestivo recepimento nelle legislazioni nazionali richiede un impegno costante; ogni rallentamento può rapidamente portare uno Stato membro ad accusare un ritardo. Anche gli Stati membri che attualmente hanno conseguito l’obiettivo dell’1,5 per cento dovranno, dunque, continuare ad impegnarsi intensivamente. Vari Stati membri hanno visto l’arretrato aumentare di una o più direttive nei mesi successivi alla pubblicazione del quadro di valutazione del novembre 2001.

 

Variazione nel numero di direttive
in pendenza dal 15 ottobre 2001

Fin    L     E     F      Irl    I    Nl   Dk    D   El     S    P    A    B     Uk

+4   +4   +3   +2  +1    0    0    -1    -2   -3    -3   -5    11  -11  -20

La tabella che segue costituisce l’elenco delle cose da fare per gli Stati membri mentre in preparazione del Consiglio europeo della primavera 2003. La prima riga indica il numero di direttive che gli Stati membri dovranno aver recepito nella legislazione nazionale per rispettare (o continuare a rispettare) l’obiettivo dell’1,5 per cento stabilito dal Consiglio europeo. La seconda indica il numero di direttive che andranno recepite entro la primavera 2003 per soddisfare il nuovo obiettivo dello 0 per cento relativo alle direttive con più di due anni di ritardo. Recepire nelle legislazioni nazionali queste direttive più vecchie risulterà particolarmente difficile: se il ritardo è già superiore ad un anno non è plausibile attribuirlo semplicemente a lungaggini amministrative od a problemi relativi ai calendari parlamentari.

 

Carico di direttive da recepire nelle legislazioni nazionali entro la primavera 2003 per conseguire gli obiettivi fissati dal Consiglio

El    F    Irl   A    D    L    P   Uk   B    E    I     Nl   Fin   S    Dk
Per l’obiettivo dell’1,5%           
81  80  77   74   73  70  69  59   58   58  57  54   52   52   49
Per l’obiettivo dello 0%      
13  18  11    7   15   16   6    5    10  12   5    7    1      2    2

 

Infrazioni

Il numero complessivo di procedimenti per infrazione relativi al recepimento nelle legislazioni nazionali delle norme pertinenti al mercato interno ed alla loro applicazione è aumentato del 2 per cento nei mesi successivi alla pubblicazione del quadro di valutazione del novembre 2001 e supera attualmente i 1500 casi. A Francia e Italia fa tuttora capo quasi il 30 per cento delle infrazioni complessive.

 

Casi pendenti d’infrazione per Stato membro

F       I       D     Irl    E     B     El     Uk    A     Nl    P    Dk   Fin   S     L
205   193  138  138  137 129  123  108   80   57   53   40   38    37  32

La revisione 2002 della strategia per il mercato interno (si veda il comunicato stampa Ip/02/541) ha fissato un nuovo obiettivo nell’intento di ridurre del 10 per cento, almeno entro la primavera del 2003, il numero dei procedimenti per infrazione connessi alla scorretta applicazione della normativa sul mercato interno. L’Irlanda (100 casi) e la Spagna (96 casi) presentano il numero più elevato d’infrazioni di questo tipo; idealmente questi casi andrebbero risolti in modo pragmatico.  

Colmare le lacune della normativa

Il quadro di valutazione riferisce anche in merito ai progressi compiuti nell’attuare provvedimenti volti a migliorare il funzionamento del mercato interno. Soltanto il 50 per cento degli interventi mirati contemplati dalla strategia del mercato interno tuttavia è stato realizzato in tempo. Entro la fine dell’anno occorrerà portare a termine 13 interventi, tra cui l’adozione delle proposte volte a modernizzare e semplificare la normativa dell’Unione nel campo degli appalti pubblici ed a porre in essere un brevetto comunitario, oltre che provvedimenti nel campo dei servizi finanziari, dell’energia, dei trasporti e della politica della concorrenza.

La piena integrazione dei mercati finanziari potrebbe aggiungere ogni anno 43 miliardi di euro al Pil dell’Unione. Il piano d’azione relativo ai servizi finanziari ha fatto registrare apprezzabili progressi: sono stati portati a termine 27 interventi su 42.

 

Libera circolazione dei beni

Il Consiglio europeo di Barcellona ha chiesto alla Commissione di riferire nel quadro di valutazione in merito agli ostacoli tecnici agli scambi commerciali. In una prima risposta quattro brevi analisi relative a diversi settori industriali (apparecchiature terminali per telecomunicazioni, prodotti per l’edilizia, biciclette e birra) mettono in luce il persistere di alcuni importanti strozzature nonché i progressi compiuti.

Circa la metà degli scambi intracomunitari di beni è coperta da una legislazione armonizzata dell’Unione che agevola la libera circolazione dei beni stessi. Nell’ambito di questo “settore armonizzato” le apparecchiature terminali per telecomunicazioni (ad esempio telefoni mobili, modem, telecomandi) costituiscono uno dei casi coronati dal successo. D’importanza fondamentale ai fini di tale successo è stato il riconoscimento, da parte d’imprenditori e politici, dell’importanza che il settore avrebbe acquistato come pure della necessità di trovare soluzioni europee per eliminare i principali ostacoli commerciali. Questo settore deve ora far fronte ad una sfida per sostenere il costo dell’introduzione della norma Umts di terza generazione. L’armonizzazione europea continuerà a sostenere il settore nel suo impegno di fornire vantaggi reali ai clienti.

L’armonizzazione europea si è invece finora dimostrata meno riuscita per quanto riguarda i prodotti per l’edilizia. Nonostante gli sforzi considerevoli dell’ultimo decennio sono disponibili poche norme armonizzate a livello europeo e gli scambi di tali prodotti risultano inferiori alla media. A questa situazione si aggiunge il fatto che continuano ad esistere complessi ostacoli tecnici connessi ai regolamenti edilizi nazionali. All’orizzonte si sta tuttavia manifestando una schiarita con l’entrata in vigore di nuove norme europee. Il quadro di valutazione continuerà a seguire i progressi compiuti in questo importante settore.

La regolamentazione tecnica non è stata armonizzata nel settore delle biciclette ed ostacoli nazionali di natura tecnica continuano a gravare gli scambi di costi superflui a carico delle imprese di piccole e medie dimensioni che dominano questo settore nell’Unione. Su iniziativa dell’industria ciclistica l’organismo europeo di normazione Cen sta attualmente elaborando una nuova norma europea per le biciclette. Una volta adottata dal Cen tale norma europea dovrebbe portare al ritiro di tutte le norme nazionali e ridurre in tal modo in misura significativa gli ostacoli tecnici agli scambi.

Dopo che nel corso degli ultimi 15 anni si è arrivati a risolvere diversi problemi, nel caso dell’industria europea della birra il principio del reciproco riconoscimento sembra attualmente funzionare bene. Ostacoli tecnici specifici non impediscono più la libera circolazione della birra la di là delle frontiere nazionali. Forti differenze nelle imposte e nelle accise provocano tuttavia gravi distorsioni degli scambi stessi, che intralciano il buon funzionamento del mercato interno.

 

Accisa e Iva in euro per litro di birra

                                Accisa                      Iva                           Totale

                           0,10                         0,02                          0,12
E                            0,10                         0,02                          0,12
L                            0,10                         0,02                          0,12
F                            0,13                         0,03                          0,16
El                           0,14                         0,03                          0,17
P                            0,15                         0,03                          0,18        
I                             0,18                         0,04                          0,22
Nl                           0,21                         0,04                          0,25
B                            0,21                         0,04                          0,25
A                            0,26                         0,05                         0,31
Dk                          0,46                         0,12                          0,58
S                            0,86                         0,22                          1,08
Uk                          0,99                         0,17                          1,16
Irl                           0,99                         0,21                         1,20
Fin                          1,43                         0,31                         1,74


Prezzi dei prodotti di drogheria all’interno dell’Unione

Un’indagine su larga scala finanziata dalla Commissione ha riscontrato la persistenza di significative differenze di prezzo da un Paese europeo all’altro per quanto riguarda i prodotti di drogheria e gli articoli generici destinati all’impiego domestico. Ad esempio, il prezzo di una tavoletta di cioccolato Mars nel Paese più costoso (Danimarca) risulta doppio che nel Paese più economico (Belgio). Analogamente una bottiglia di Coca-Cola costa il doppio in Danimarca di quanto non faccia in Germania.

Differenze di prezzo per prodotti di marca da uno Stato membro all’altro (media = 100)

Prodotto         Prezzo                Prezzo             Rapporto 
                     più elevato          più basso         prezzo
                                                                     min/max

Acqua            Finlandia 189      Francia 44         4,3
minerale
Evian     

Spaghetti        Svezia 138         Italia 59             2,3
Barilla       

Heinz            Italia 138            Germania 66      2,1
Ketchup                

Kellogg’s        Grecia 152          R.Unito 71         2,1
cornflakes              

Tavoletta        Danimarca 143    Belgio 73          2,0
Mars      

Coca-Cola       Danimarca 139    Germania 73     1,9

Fanta              Svezia 146        Paesi Bassi 77   1,9

Schiuma          R.Unito 142         Francia 81         1,8
da barba
Nivea     

Dentifricio        R.Unito 126         Portogallo 76     1,7
Colgate                                      Spagna

Shampoo         Irlanda 126          Spagna 76        1,7
Elvital    

Nescafé            Italia 133              Grecia 77         1,7

 

Queste discrepanze di prezzo non possono essere spiegate da nessun fattore unico, ma una quota considerevole di esse sembrerebbe riconducibile alle differenze tra prodotti e paesi in termini di pressione concorrenziale oltre che a fattori culturali o climatici, preferenze locali e costi di trasporto.

La fortissima differenza di prezzo relativa a certi articoli sembra indicare che alcuni produttori sfruttano la segmentazione del mercato per praticare politiche di prezzo diverse nei vari mercati nazionali. È senz’altro concepibile un’ulteriore convergenza dei prezzi di considerevole portata. Alcuni fattori legati alla regolamentazione sembrano limitare la pressione al ribasso sui prezzi impedendo i tentativi dei dettaglianti di pubblicizzare, commercializzare e vendere oltre frontiera e/o di escogitare strategie su scala europea. Tra gli esempi di questo tipo di casi rientrano differenze nelle disposizioni legislative in tema di comunicazioni commerciali, urbanistica, tipi di prodotto di cui è consentita la vendita ed accordi di franchising. Tutto ciò può rendere più difficile per i dettaglianti far breccia su nuovi mercati e far concorrenza agli operatori già affermati.

Il testo completo dell’ultimo quadro di valutazione del mercato interno è disponibile sul sito Internet Europa: http://europa.eu.int/comm/internal_market/en/update/score/index.htm  

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APPUNTAMENTI

Consiglio direttivo e assemblea
di Turismo verde

E’ convocato per il prossimo 5 giugno, alle ore 10,30, presso la sede di Turismo verde a Roma, il Consiglio direttivo di Turismo verde della Cia ed a seguire, in seconda convocazione, l’Assemblea con all’ordine del giorno:

1) le dimissioni del vicepresidente;
2) la proposta di nomina del nuovo vice presidente;
3) l’approvazione rendiconto di spesa;
4) il programma di lavoro.

Alla riunione parteciperanno il presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti ed il presidente di Turismo verde Andrea Negri.  

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DOCUMENTI

Il Libano e il Comitato Mediterraneo della Fipa

Positivi risultati della visita
del presidente Avolio a Beirut

Il Libano si può considerare, per la sua posizione geostrategica, la finestra del Medio Oriente sul Mediterraneo. Il Bacino Mediterraneo raccoglie oggi circa 500 milioni di abitanti stabiliti sia sul continente europeo che su quello africano e mediorientale. Ciò può rappresentare, in prospettiva, un grande mercato se i problemi della sicurezza e della collaborazione saranno risolti. La Fipa, riconoscendo l’importanza della regione mediterranea, è impegnata da anni ad operare per favorire una migliore collaborazione tra gli Stati e i popoli in tutti i settori, a cominciare dall’agricoltura. A questo scopo è stato costituito il Comitato Mediterraneo, che contribuisce, nella forma sua propria e in maniera diretta, alla costruzione della pace e della stabilità nella regione, attraverso l’attività delle organizzazioni che ne fanno parte. Rafforzare o costruire associazioni professionali agricole efficienti e forti è un elemento decisivo per garantire, attraverso lo sviluppo dell’agricoltura, un avvenire di prosperità e di pace tra gli Stati e i popoli del Bacino.

Una delegazione della Fipa -su invito della Federazione delle Camere di Industria, Commercio e Agricoltura del Libano (Fcicl)- ha visitato il Paese, dal 16 al 21 febbraio del 2002, al fine di stabilire rapporti di collaborazione. Questa organizzazione, infatti, era presente alla prima Conferenza euromediterranea sull’agricoltura organizzata a Strasburgo nel mese di giugno del 2001 su iniziativa del Comitato Mediterraneo della Fipa con il concorso del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa. L’on. Giuseppe Avolio (Cia), presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa, ha guidato la delegazione. La visita è apparsa opportuna e utile nel momento in cui il Libano firmava un accordo di cooperazione con l’Unione europea.

Il presidente Avolio -nella sede della Fcicl a Beirut- ha ricordato ai suoi ospiti e interlocutori gli obiettivi principali del Comitato Mediterraneo della Fipa, che hanno al centro l’esigenza di superare la situazione attuale, caratterizzata da una concorrenza conflittuale tra le agricolture dei diversi Paesi del Bacino del Mediterraneo.

I Paesi del Mediterraneo realizzano, infatti, tutti, gli stessi prodotti, che maturano nel medesimo periodo e vanno, più o meno, sugli stessi mercati. Non è certamente nell’interesse degli agricoltori che questa situazione di conflittualità perduri. Gli agricoltori, perciò, debbono farsi carico, essi per primi, dei problemi che li riguardano a costruire delle organizzazioni professionali efficienti e forti in grado di svolgere un’azione coordinata in difesa dei reciproci interessi, sia presso le autorità locali che presso quelle nazionali e internazionali. La Fipa, essendo il principale portavoce degli agricoltori a livello internazionale, si è fatta carico di tale situazione ed ha costituito il “Comitato Mediterraneo”, che ha svolto una intensa attività - sui diversi problemi: qualità, diversificazione produttiva, acqua - anche con la collaborazione del Consiglio d’Europa e del Parlamento dell’Ue. Gli agricoltori hanno potuto, così, per la prima volta, far presente il loro punto di vista e le loro esigenze coinvolgendo i membri del Consiglio d’Europa e del Parlamento europeo nell’azione necessaria per superare le difficoltà del presente e creare le condizioni di un futuro fondato sulla collaborazione. La Conferenza euromediterranea sull’agricoltura svoltasi a Strasburgo è stato il punto più alto di questo lavoro; essa dovrà essere continuata e istituzionalizzata.

Per superare la situazione di concorrenza conflittuale tra le agricolture dei diversi Paesi del Mediterraneo, l’on. Giuseppe Avolio, nella sua qualità di presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa, ha indicato tre punti principali di impegno: il primo punto, concerne la diversificazione delle produzioni allo scopo di eliminare o diminuire la concorrenza conflittuale tra prodotti similari che arrivano a maturazione nello stesso periodo e vanno, prevalentemente, sugli stessi mercati; il secondo punto, strettamente legato al precedente, riguarda la qualità sotto l’aspetto della sanità e della tipicità dei prodotti, che è legata al territorio e che bisogna valorizzare. In effetti, la tipicità è essenziale perché un prodotto realizzato in una certa regione può presentare delle caratteristiche differenti da quelle che presenta lo stesso prodotto realizzato in un’altra regione, sia perché le condizioni pedoclimatiche sono diverse, sia perché i processi produttivi sono differenti in relazione alla tradizione e alla cultura di ciascuna regione; il terzo punto, concerne la disponibilità dell’acqua. Non si può perseguire seriamente la strategia della diversificazione produttiva, del miglioramento della qualità e della tipicità senza garantire agli agricoltori la possibilità di avere a loro disposizione l’acqua in quantità sufficiente. Bisogna considerare l’acqua, per il presente e per il futuro, come il principale problema da risolvere per favorire la diversificazione e il miglioramento della qualità e della tipicità dei prodotti agricoli. A questo proposito, l’on. Avolio ha aggiunto che bisogna operare con tutti i mezzi per favorire la costituzione, in ciascun Paese, di un’”autorità unica” per le acque. Ciò consentirà di poter creare una “autorità unica” delle acque anche a livello internazionale.

L’on. Avolio ha segnalato, infine, il problema relativo alla necessità di consentire agli agricoltori di poter firmare i propri prodotti come garanzia principale da offrire ai consumatori e come mezzo efficace per la tracciabilità delle produzioni agricole. La finalità principale del Comitato Mediterraneo, naturalmente, egli ha detto, resta quella di creare le condizioni necessarie per garantire agli agricoltori redditi sufficienti. Per raggiungere questo obiettivo gli agricoltori debbono collaborare fra loro e unire le forze per avere il peso necessario nel confronto con le istituzioni e con gli altri settori. Ciò si può fare soltanto creando e rafforzando organizzazioni agricole ben strutturate ed efficienti. Gli agricoltori potranno diventare i padroni del proprio destino solo se saranno capaci di costruire essi stessi le soluzioni ai propri problemi e rappresentare, attraverso la Fipa, le esigenze di uno sviluppo equilibrato -di cui l’agricoltura può essere considerata la leva principale- presso le autorità locali, nazionali ed internazionali.

Uno dei ruoli principali del Comitato Mediterraneo, ha detto, infine, l’on. Avolio, è quello di favorire gli scambi di esperienze tra le diverse organizzazioni agricole del Bacino e, mediante lo sviluppo di iniziative e di incontri particolari, di costruire un progetto concreto di sviluppo agricolo per tutta la regione del Mediterraneo.

Il presidente del Comitato agricolo della Fcicl, sig. Raffaele Debbané, ha giudicato i punti illustrati nella sua introduzione dall’on. Avolio molto chiari, interessanti e convincenti. Su questa base -egli ha detto- è possibile costruire una efficace collaborazione tra le due organizzazioni orientata al raggiungimento dei medesimi obiettivi. La ratifica del trattato euromediterraneo, che avrà luogo nei prossimi mesi, aiuterà questo lavoro. Il Libano non è ancora pronto ed ha, perciò, bisogno di ogni aiuto per il suo ingresso nel mercato mondiale.

Il presidente Debbané ha, perciò, sollecitato la sua organizzazione a riflettere sull’impostazione dei problemi data dal presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa e ad agire per realizzare, al più presto, le condizioni di un ingresso delle organizzazioni agricole del Libano nella Fipa in modo da utilizzare la collaborazione per accelerare lo sviluppo e la modernizzazione dell’agricoltura libanese.

Nel corso di incontri avuti con gli agricoltori nelle differenti regioni del Paese si è potuto constatare un consenso effettivo intorno all’impostazione dell’attività del Comitato Mediterraneo della Fipa. L’esigenza di favorire la costituzione di organizzazioni agricole forti ed efficienti anche sotto la forma di strutture settoriali per tipo di prodotto, è stata da tutti ritenuta urgente. L’agricoltura libanese, infatti, ha sofferto molto le conseguenze di 17 anni di guerra civile ed ora ha bisogna di ogni sforzo per superare il ritardo. “Il Libano è il bastione dell’agricoltura del medioriente e noi dobbiamo tentare oggi di superare il nostro ritardo migliorando le nostre produzioni agricole e collegandoci con le organizzazioni agricole degli altri Paesi del Mediterraneo” ha dichiarato il responsabile agricolo della Fcicl.

Per ciò che concerne il problema dell’acqua, nel Libano non esiste un’autorità unica per la gestione di questa importante risorsa. Al contrario, i problemi idrici sono affrontati da diversi Ministeri e non esiste alcuna coordinazione su scala nazionale per le scelte da compiere a questo proposito. Conseguenza di tutto ciò è il fatto che l’80% delle risorse idriche del Libano si disperdono nel Mediterraneo senza alcun beneficio concreto per le popolazioni e per l’agricoltura locale.

La necessità di una collaborazione tra gli istituti di ricerca agronomica è stata sollecitata da molti partecipanti agli incontri che sono stati organizzati nelle diverse regioni del Paese. A questo proposito la Fipa, ha sottolineato l’on. Avolio, ha stabilito numerosi rapporti di “partenariato” con le istituzioni internazionali specializzate nella ricerca agricola, che bisogna mettere a profitto.

Per quanto concerne la questione della competitività dell’agricoltura libanese, il presidente Debbané ha riconosciuto che il Libano deve accentuare l’impegno a fornire prodotti di qualità conformi alle norme internazionali. Il Libano, perciò, ha bisogno di assistenza efficace per mettere in moto meccanismi di controllo della qualità rispondenti alle necessità. Per quanto riguarda, invece, la concorrenza il Libano soffre molto a causa dei bassi prezzi praticati dai Paesi vicini, che inondano il mercato libanese degli stessi prodotti. Gli agricoltori del Libano sollecitano, pertanto, che il Paese si doti di una politica agricola nazionale organica in modo da far fronte a tutte le questioni aperte per assicurare un reddito adeguato agli agricoltori e il superamento delle condizioni di difficoltà per quanto concerne i problemi della concorrenza.

Nel corso delle discussioni che si sono svolte nelle diverse regioni con gruppi numerosi di dirigenti agricoli, è emersa con chiarezza una posizione di consenso generale attorno agli orientamenti espressi dall’on. Avolio a nome del Comitato Mediterraneo della Fipa.

In conclusione, gli agricoltori libanesi ritengono che una politica comune e progetti di cooperazione e collaborazione debbono rapidamente prendere forma nel Bacino del Mediterraneo al fine di valorizzare le specificità produttive di tutta la regione superando la concorrenza conflittuale. La cooperazione tra la Fipa e la Fcicl non può che andare in questa direzione.

La visita dei rappresentanti del Comitato Mediterraneo della Fipa in Libano è stata giudicata in modo positivo dalle due parti. Questa visita può favorire l’ingresso degli agricoltori libanesi nel Comitato Mediterraneo e nella Fipa. Ciò potrà contribuire al progresso dell’agricoltura, che è benessere per tutti.

L’on. Giuseppe Avolio era accompagnato, durante la sua visita in Libano, dal dott. Claudio Di Rollo, rappresentante della Cia a Bruxelles, e dalla sig.na Nora Ourabah del Segretariato generale della Fipa. La delegazione del Comitato Mediterraneo è stata ricevuta a Beirut dal sig. Rachid Eddriss, consigliere agricolo della Fcicl, e da Rabih Sabra. In seguito, hanno accolto la delegazione della Fipa i responsabili dei Comitati agricoli della Federazione a Beirut, a Zahle, a Tripoli e a Saida.

Questa nota è stata tradotta da “Fipa Nouvelles Breves” del 22 marzo 2002.  

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