16 maggio 2003

Anno 45 - n. 088

Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

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sommario

 

ATTUALITA'

•     Quote latte: siamo in una situazione incomprensibile . Si aprono inquietanti prospettive sul futuro del settore 
•    
Una posizione forte e compatta dell’Ue al negoziato Wto      
•    
Pil:aumenta il valore aggiunto in agricoltura nel primo trimestre 2003.
Ma il 2002 è stato uno dei peggiori con una perdita di 4 miliardi di euro                  

 

DAL TERRITORIO •     La Cia di Taranto ritira la propria adesione dai Gal

 

APPUNTAMENTI

•     A Firenze il secondo Osservatorio economico interregionale della Cia


 

ATTUALITA'

Quote latte: siamo in una situazione incomprensibile
Si aprono inquietanti prospettive sul futuro del settore

Il presidente della Cia Massimo Pacetti: così vengono meno gli impegni assunti al Tavolo agroalimentare.

 
“Sulla vicenda delle quote latte siamo ormai in una situazione incomprensibile. Le positive previsioni delle ultime ore sono state ribaltate in maniera inconcepibile. Nella discussione alla Camera tutto è ancora in alto mare e il decreto sul riordino del sistema rischia di cadere, con pericolose ripercussioni per l’intero settore lattiero-caseario”. Lo ha sostenuto il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti nel commentare le vicende che ieri hanno contraddistinto il dibattito in Aula a Montecitorio.

“In questo modo -ha detto Pacetti- vengono meno gli impegni assunti dal governo in sede di Tavolo agro-alimentare, soprattutto davanti ad un’unanime presa di posizione di tutte le organizzazioni presenti alla riunione che avevano chiesto una pronta conversione in legge del provvedimento sulle quote latte”.

“Adesso, purtroppo, si aprono inquietanti prospettive -ha aggiunto il presidente della Cia- sul futuro del settore lattiero-caseario. E’ assurdo che su una materia così importante s’inseriscano giochi politici, che alla fine vengono pagati dalla stragrande maggioranza dei  produttori che molto hanno investito in qualità e che ora rischiano di trovarsi davanti ad un desolante quadro di incertezze e di difficoltà”.

“L’approvazione del decreto -ha concluso Pacetti- consentirebbe, invece, di garantire al settore regole chiare e agli allevatori tranquillità nella gestione aziendale. Nello stesso tempo permetterebbe al nostro Paese di avere una posizione forte in sede di trattativa comunitaria per ottenere un aumento delle quote di produzioni nazionali. Ora, però, è tutto più oscuro e difficile”.

 

 

Una posizione forte e compatta dell’Ue al negoziato Wto

Il presidente della Cia Massimo Pacetti interviene al presidium del Copa ad Atene

“E’ quanto mai necessario che l’Unione europea e le organizzazioni professionali agricole abbiano una posizione forte e compatta nel prossimo negoziato Wto che si svolgerà a settembre a Cancun, in Messico”. Lo ha sostenuto, oggi ad Atene, il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti intervenendo alla riunione del presidium del Copa, alla quale ha partecipato anche il vicepresidente Francesco Serra Caracciolo.

Il presidente della Cia si è detto pienamente d’accordo con il ministro greco dell’Agricoltura George Drys, presidente di turno dei ministri Ue, che parlando durante l’incontro del Copa ha sostenuto l’esigenza di un effettivo riequilibrio dei prodotti mediterranei nell’ambito della riforma della politica agricola comune. “Un riequilibrio -ha detto Pacetti- per superare l’attuale situazione che penalizza gran parte delle produzioni tipiche mediterranee. Dobbiamo pensare anche ad un riequilibrio dei mercati, ad un riequilibrio territoriale, ad un riequilibrio sociale”.

Parlando sempre  di riforma della Pac, Pacetti ha sottolineato anche la necessità  di modificare la proposta del commissario Ue all’Agricoltura Franz Fischler in materia di aiuti disaccoppiati. “Le conseguenze negative -ha affermato il presidente della Cia- sono ormai evidenti in termini di mercato, territorio, occupazione e prezzi. Per tali motivi la Cia sostiene l’esigenza di forme di aiuti diretti parzialmente disaccoppiati, mantenendo un parziale legame con la produzione per i seminativi, e il grano duro in particolare, e per quanto riguarda il numero dei capi per le macellazioni dei bovini, gli aiuti a forme particolari di allevamento e a quelli al settore ovicaprino”.

 

 

Pil:aumenta il valore aggiunto in agricoltura nel primo trimestre 2003         
Ma il 2002 è stato uno dei peggiori con una perdita di 4 miliardi di euro


La Cia commenta le prime stime economiche. Il settore continua però a vivere una fase di grande incertezza.

           

Aumenta nel primo semestre di quest’anno il valore aggiunto in agricoltura. E’ quanto rileva la Confederazione italiana agricoltori sulla base delle prime stime effettuate dall’Istat sul Prodotto interno lordo nazionale (Pil) che è sceso dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente ed è cresciuto dello 0,8 per cento nei confronti dello stesso periodo dello scorso anno.

Per capire meglio i motivi che hanno determinato  l’aumento del valore aggiunto agricolo -fa notare la Cia- bisognerà attendere i dati definitivi sul Pil, la cui diminuzione è dovuta al calo del valore aggiunto dell’industria, alla crescita, appunto, di quello agricolo e alla stazionarietà dei servizi. Al momento la causa di tale incremento può essere attribuita o al calo dei costi produttivi in agricoltura o ad un aumento dei prezzi. Solo quanto si conosceranno i vari indicatori si potrà dare un giudizio compiuto.

Importante in questo senso sarà anche la relazione annuale della Banca d’Italia e le considerazioni finali del governatore Antonio Fazio dalle quali si potrà comprendere nel dettaglio i risultati dell’agricoltura 2002 e soprattutto capire quale ruolo potrà avere nel Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef)  a partire dal 2004, anno in cui potrebbe esserci una sostanziale ripresa dell’economia nazionale.

D’altra parte, l’agricoltura italiana viene da un 2002 “nero”. Uno dei peggiori degli ultimi anni., con disastri, alluvioni, siccità, calo della produzione, aumento dei costi e dell’inflazione, diminuzione dei redditi dei produttori agricoli. Un’annata agraria che dovrebbe far  registrare una produzione lorda vendibile pari a 39 miliardi di euro, contro i 43 miliardi di euro del 2001, con un’incidenza sul prodotto interno lordo di circa il 2,6 per cento. Dunque, una serie di drammatiche calamità che hanno provocato una “ferita” di oltre 4 miliardi di euro (circa 8 mila miliardi delle vecchie lire).

In definitiva, in attesa di avere dati più dettagliati sia sul valore della produzione lorda vendibile che su quello dei consumi intermedi, si può ragionevolmente supporre -rileva la Cia- che l’eventuale aumento dei prezzi per effetto delle minori quantità prodotte non ne abbia pienamente compensata l’entità.

D’altro canto, l’aumento dell’inflazione nazionale e dei costi relativi all’acquisto dei mezzi di produzione (esclusi i carburanti) fa supporre un andamento negativo nel 2002  per il settore in termini di valore aggiunto, che prudenzialmente può essere stimato in una riduzione tra l’1 e l’1,5 per cento rispetto al 2001, quando si registrò, invece, un incremento del 3 per cento. Adesso il dato del primo trimestre 2003 inverte la tendenza, ma è ancora tutto da verificare. Anche perché il settore agricolo continua a vivere una fase di grande incertezza.   

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DAL TERRITORIO

La Cia di Taranto ritira la propria adesione dai Gal

La Cia di Taranto comunica con risentimento di aver revocato la propria adesione in riferimento ai Leader plus 2000/2006, in particolare per quanto attiene alla costituzione dei Gal (Gruppi di azione locale) dell’area orientale della provincia, denominata “Terre del primitivo”, e dell’area occidentale, denominata “Luoghi del mito nella terra delle gravine”, In conseguenza dello stravolgimento della funzione e del ruolo degli stessi.

Tale decisione -si legge in una nota diffusa dalla Cia di Taranto- scaturisce dal venir meno delle condizioni iniziali condivise da tutti i partners privati che, dallo scorso novembre, hanno dato origine al Tavolo di partenariato privato che doveva, insieme alle amministrazioni locali dei territori interessati, costituire i Gal.

Per la costituzione dei Gal, secondo la Cia, forze politiche ed amministrazioni locali, in accordo con alcuni soggetti e rappresentanti privati, hanno imposto scelte che contraddicono lo spirito delle direttive comunitarie.

Infatti, l’Unione europea ha previsto la maggioranza rappresentativa e del capitale in capo ai soggetti privati nei Gal. Tale scelta mira a garantire speditezza nell’attuazione dei programmi, rappresentatività del territorio e spessore del valore economico delle iniziative.       

Anziché far prevalere logiche economiche ed imprenditoriali -ribadisce la Cia provinciale- l’accordo trasversale tra amministrazioni, forze politiche ed organizzazioni, mira, invece, ad assicurare incarichi lottizzatori e a porre le mani anche sugli incarichi di direttore dei costituendi organismi.

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APPUNTAMENTI

A Firenze il secondo Osservatorio economico interregionale della Cia

Sarà presentato lunedì prossimo 19 maggio.

 

Dopo Mantova Firenze. Lunedì prossimo 19 maggio verrà presentato nel capoluogo toscano l'Osservatorio economico territoriale per le regioni del centro Italia (Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo) promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori.

All’iniziativa, che si terrà alle ore 15 presso l’Hotel Baglioni, piazza dell’Unità Italiana 6, interverranno il presidente Massimo Pacetti e il vicepresidente Mino Rizzioli.

Come per Mantova, anche l’Osservatorio di Firenze ha l’obiettivo di favorire un dialogo aperto e costruttivo indispensabile per focalizzare i problemi delle regioni centrali e operare per rafforzare la competitività delle realtà produttive territoriali.

Insomma, l’Osservatorio vuole essere uno strumento operativo in grado di fornire un supporto tecnico-economico al territorio, nella logica della sussidiarietà e del federalismo. D’altra parte, proprio le regioni del Centro Italia costituiscono realtà produttive di grande rilievo non solo per quello che concerne l’agricoltura e l’agro-alimentare.

Con l’attivazione di questo secondo Osservatorio, la Cia intende anche proporre uno strumento informativo e di verifica rivolto alle principali forze economiche e sociali presenti nelle varie realtà produttive, anche alla luce degli scenari futuri che scaturiranno dall’allargamento Ue, dalla riforma della Politica agricola comune e dal negoziato Wto.  

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