13 maggio 2003

Anno 45 - n. 085

Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

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sommario

 

ATTUALITA'

•     Quote latte: presidio di produttori ieri in piazza a Mantova. Subito il ddl di riordino e rilancio del settore

 

DAL TERRITORIO •     Cia di Catania: riunione sul problema del virus della tristezza degli agrumi
•     La Cia di Bari mobilitata sul decreto delle quote-latte
•     Lombardia: a gonfie vele la sesta edizione di "Per corti e cascine"

 

APPUNTAMENTI

•      "La Confederazione italiana agricoltori tra politica e rappresentanza": seminario nazionale a Roma


 

ATTUALITA'

Quote latte: presidio di produttori 
ieri in piazza a Mantova.
Subito il ddl di riordino e rilancio del settore

Centinaia di produttori della Cia mobilitati su tutto il territorio nazionale per riaffermare l’esigenza di una politica nuova per il “pianeta latte”. Intervento del presidente Massimo Pacetti all’iniziativa di Mantova, presente anche il vicepresidente Mino Rizzioli.

Approvare in tempi brevi il disegno di legge per il riordino del regime delle quote, predisporre un effettivo ed equilibrato rilancio dell’intero settore lattiero-caseario, sviluppare una concreta azione a livello Ue per un consistente aumento della quota nazionale almeno pari alla reale produzione e, quindi, per un graduale superamento dell’attuale sistema di quote. E’ quanto ha sollecitato ieri il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti intervenendo a Mantova al sit-in in piazza Mantegna promosso dall’organizzazione alla vigilia delle decisioni dei ministri Ecofin in materia di quote e a sostegno di una politica realmente incisiva per rivitalizzare, tutelare e promuovere il “pianeta latte” in Italia.

Alla manifestazione della Cia, che rientra in una generale mobilitazione per una politica nuova nei confronti del settore lattiero-caseario, hanno partecipato numerosi allevatori e di dirigenti della Confederazione (era presente anche il vicepresidente nazionale Mino Rizzioli). Durante il sit-in si è svolta anche una distribuzione di latte e di prodotti lattiero-caseari, con un volantinaggio proprio per far capire alla gente le motivazioni dell’iniziativa e per far pressioni su Governo e Parlamento al fine di procedere al più presto all’approvazione del provvedimento in discussione.

“La nostra -ha sostenuto il presidente della Cia- è una mobilitazione responsabile e costruttiva. E’ giunto il momento di procedere con la dovuta incisività in un settore come quello del latte che ha necessità di interventi realmente mirati. In questo modo intendiamo riaffermare le ragioni della stragrande maggioranza dei produttori che hanno rispettato le regole e le quote loro assegnate. Per quelli, invece, che hanno splafonato lo Stato dovrà mettere in atto tutte le necessarie misure per far sì che il pagamento del prelievo non comporti il rischio di chiusura aziendale”.

Pacetti ha sottolineato che l’approvazione del disegno di legge di riordino delle quote latte permetterà al nostro Paese di affrontare il confronto in sede comunitaria su tutta la materia riguardante il latte. “Questo anche al fine -ha detto- di poter meglio far valere le ragioni che sono alla base dalla nostra richiesta di aumento delle quote di produzioni”

“Del resto -ha aggiunto il presidente della Cia- le conclusioni dell’avvocato generale della Corte di Giustizia Ue, Philippe Leger, sulla questione delle quote latte confermano la correttezza sostanziale del comportamento dell’Italia rafforzano l’esigenza di una approvazione entro tempi rapidi del disegno di legge di riordino”.

Infine, Pacetti, nel ribadire la necessità di un rilancio organico del settore, ha riaffermato l’importanza di promuovere azioni che favoriscano il consumo di latte italiano e di prodotti lattiero-caseari tipici e di qualità.

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DAL TERRITORIO

Cia di Catania: riunione sul problema 
del virus della tristezza degli agrumi


Il 12 maggio scorso si è svolta presso la Cia di Catania una  importante iniziativa  sul  problema relativo al virus della tristezza per gli agrumi. Oltre al residente della Cia regionale, Carmelo Gurrieri, e della Cia provinciale di Catania, Gaspare Bullaro, erano presenti molti  produttori dell’area interessata, una rappresentanza della Cia calabra ed i responsabili nazionali del settore Ortofrutta Giuliana Roncolini e del settore  florovivaistico Giovanni Li Volti. La problematica è stata illustrata, dal punto di vista tecnico-scientifico, dal prof. Davino dell’Università di Catania.

Da parte dei presenti è stato preso atto che la situazione in Italia sta diventando allarmante, dato che vari focolai sono stati già individuati non solo nella piana di Catania, ma anche  in alcune aree della Calabria,  del Tarantino, della Campania e della Sardegna.  Pur trattandosi  solo di alcune aziende, la terribile  aggressività di questo virus obbliga tutti i soggetti, dai vivaisti agli agricoltori alle autorità pubbliche, ad affrontare con urgenza e senso di responsabilità questa emergenza.  E’ stato, infatti, ricordato che negli anni passati in Spagna non si riuscì a tenere sotto controllo l’epidemia e questo significò, purtroppo, nel giro di alcuni anni, l’eradicamento di ben 40 milioni di piante.

Oltre al rafforzamento dei controlli su tutto il materiale di propagazione a cui i vivaisti sono già tenuti, gli stessi agrumicoltori interessati dovranno al più presto estirpare  le piante infette per evitare che il virus, attraverso gli afidi, possa estendersi  in modo incontrollato.

A tal fine è importante il monitoraggio già avviato dai  Servizi Fitosanitari Regionali, anche in applicazione di un decreto ministeriale del 1996 che già  indicava le linee-guida nei confronti della lotta obbligatoria contro il virus della tristezza.  E’, tuttavia, altrettanto importante ed  urgente che, oltre ad intensificare le attività di controllo previste dal decreto, e le misure in ordine all’attività di certificazione del materiale di moltiplicazione, vengano previste immediate incentivazioni agli agricoltori per supportare la loro attività di estirpazione.

Secondo la Cia, dovranno responsabilmente attivarsi su questo piano sia le autorità regionali che nazionali,  convogliando risorse finanziarie da più capitoli di spesa verso i produttori agricoli  ed i vivaisti interessati. I contributi potranno provenire sia dalle risorse dei Por, sia   dagli interventi  di reimpianto finanziati  dal Piano agrumicolo sia, infine, nell’ambito delle possibilità previste dalla legge nazionale sulle calamità naturali.

E’ stato, infine, sottolineato come sia altrettanto urgente mettere in piedi una rete di laboratori accreditati che abbiano le strutture idonee per la diagnostica e che diano il necessario supporto tecnico-scientifico all’attività di prevenzione e controllo  di questo grave fenomeno.

 

 

La Cia di Bari mobilitata 
sul decreto delle quote-latte

Un milione e mezzo di quintali di latte l’anno: la base essenziale per la produzione di prodotti come mozzarelle, scamorze, burrate, ricotta; oltre 2 mila aziende in gran parte ubicate in zone svantaggiate con circa 70 mila capi bovini e 96.500 capi ovi-caprini, con produzioni di formaggi e carni di qualità.  Questa la consistenza del patrimonio zootecnico della provincia di Bari, che la Cia provinciale di Bari intende difendere e tutelare.                 

E’ partito da Gioia del Colle l’allarme della Cia sulla situazione della zootecnia della Murgia, con una manifestazione di allevatori che si è conclusa con la chiamata alla mobilitazione della categoria da parte del presidente provinciale Francesco Caruso.

L’incontro è stato presieduto da Dino Petruzzi, vicepresidente della Cia della Puglia, il quale ha affermato l’impegno della Cia regionale verso il settore zootecnico, “Asse trainante dell’economia delle zone svantaggiate e montane -ha affermato-legato fortemente al territorio e, pertanto, suscettibile di sviluppo integrato insieme alle attività turistiche, di multifunzionalità, di sviluppo della filiera corta che migliori il reddito aziendale”.   

Nel suo intervento il presidente Caruso ha ribadito che “la zootecnia della nostra provincia è stretta in una morsa che mette a dura prova la pazienza degli allevatori e in forse la sopravvivenza stessa delle aziende.   Nonostante gli investimenti fatti dagli allevatori per garantire la sanità e la qualità del latte prodotto e i miglioramenti tecnologici che hanno portato la produzione agli alti livelli qualitativi attuali, nell’ultimo decennio la zootecnia si è ridotta in Puglia del 53 per cento”.    

“Alle note vicende della Bse e della lingua blu si aggiungono -ha sottolineato il presidente provinciale- l’incertezza nell’approvvigionamento idrico, l’aumento vertiginoso dei costi aziendali (foraggi, mangimi, energia, ecc.), la carenza delle infrastrutture nel territorio, la burocrazia inefficiente, gli enormi ritardi nel pagamento dei premi comunitari, le spese di smaltimento delle carcasse delle bestie morte, la criminalità e l’insicurezza delle famiglie che risiedono in campagna”.

Alla luce di ciò la Cia di Bari ritiene indispensabile che siano fornite risposte concrete alla zootecnia della provincia, come la conclusione della trattativa sul prezzo del latte senza alcuna penalizzazione per le imprese zootecniche e sulla base di un progetto di sviluppo di tutta la filiera; l’approvazione del decreto sulle quote latte che punti ad una gestione delle quote aggiuntive e della riserva nazionale e che consegua il raggiungimento della quota minima di 2 mila quintali di latte per azienda; il perseguimento dello sviluppo nelle aree interne per la zootecnia e la cerealicoltura, con la revisione del Por Puglia che garantisca risorse adeguate per raggiungere un sistema zootecnico di qualità (marchi e certificazione, stabilimenti di parcheggio ed ingrasso) ed infrastrutture efficienti (rete idrica potabile, viabilità rurale, servizi di sicurezza e sorveglianza), con la concorrenza delle amministrazioni territoriali; il pagamento dei premi comunitari per rendere efficiente l’anagrafe bovina; il risarcimento agli allevatori dei danni causati dalla vaccinazione contro la “blue tongue” e garantire senza costi per l’azienda lo smaltimento delle carcasse degli animali morti.

“Per il perseguimento di questi obiettivi e per la necessaria sensibilizzazione delle istituzioni e delle forze politiche e sociali -ha ribadito Caruso- l’intera categoria è mobilitata e, nei prossimi giorni, verificheremo insieme alle altre organizzazioni agricole la possibilità di attivare le possibili iniziative sindacali in mancanza di risposte soddisfacenti”.

Tutti questi concetti sono stati condivisi dall’assessore provinciale all’Agricoltura Carmela Procino, la quale ha illustrato come, nell’ambito del piano triennale agricolo varato dalla provincia di Bari, siano previste azioni volte al miglioramento e alla valorizzazione della qualità legata all’evocazione territoriale, alla promozione dei prodotti tipici e alla strutturazione economica in marchi delle produzioni dell’agricoltura barese.

 

 

 

Lombardia: a gonfie vele la sesta edizione 
di “Per corti e cascine”


Si è confermata un successo l’iniziativa “Per corti e cascine”, giunta alla sua sesta edizione, promossa dalla Cia della Lombardia e da Turismo Verde, che ha coinvolto numerosi partners come la Regione, le Camere di Commercio e Trenitalia.

Le due giornate, dedicate all’ospitalità rurale e al mondo agricolo, hanno mosso oltre seimila partecipanti partecipanti, invogliati ad andare “fuori porta” a godere dei piaceri della campagna. Gli otto itinerari nella provincia di Mantova sono stati, così, letteralmente presi d’assalto da nord a sud.

Anche in questo sesto anno l’obiettivo degli organizzatori, di far entrare in contatto i produttori con i consumatori in un viaggio di sapori e tradizioni del mondo contadino attraverso le circa settanta aziende che hanno aderito all’iniziativa, sembra essere stato centrato.

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APPUNTAMENTI

“La Confederazione italiana agricoltori 
tra politica e rappresentanza”: 
seminario nazionale a Roma

 

Tra i temi centrali della recente terza Assemblea congressuale si colloca il ruolo della Confederazione tra politica e rappresentanza. Una organizzazione dinamica, flessibile, con una forte progettualità sul piano politico ed una capacità di verifica continua della propria rappresentanza.

Le novità legate alla legge di orientamento, in particolare il ruolo attribuito alle organizzazioni di produttori, all’interprofessione, nonché l’approssimarsi della riforma della Pac, impongono una migliore conoscenza della situazione ed una riflessione per orientare concretamente il lavoro e l’iniziativa della Confederazione.

Per tale motivo, la Cia ha organizzato un seminario di lavoro sul tema “La Confederazione italiana agricoltori tra politica e rappresentanza”, al quale sono invitati i componenti della Giunta nazionale, i vicepresidenti regionali ed i presidenti e videpresidenti provinciali, nonché i presidenti delle Unioni delle associazioni di prodotto ed i rappresentanti delle altre organizzazioni professionali e della cooperazione, che si svolgerà a Roma il prossimo 15 maggio, presso il Centro Congressi Frentani.

I lavori, alle ore 9.30, saranno presieduti dal vicepresidente vicario Giuseppe Politi ed introdotti dal vicepresidente Mino Rizzioli.

Seguiranno le relazioni di Paolo Surace, della Direzione nazionale, su “Gli effetti della riforma della Pac” e di Carmine Masoni, della Direzione nazionale, su “La rappresentanza economica e la nuova delega in materia di agricoltura”.

Ci saranno, inoltre, degli interventi programmati, tra i quali quello del prof. Vasco Boatto, dell’Università di Padova, su “Riforma della Pac, ricadute sulle imprese e sui settori”, e di altri rappresentanti delle organizzazioni professionali e cooperative.

Successivamente, ci sarà la relazione di Enzo Mastrobuoni, dell’area economica della Cia, su “La rappresentanza della Cia nei settori economici”.

Dopo il dibattito, le conclusioni dei lavori saranno svolte dal presidente nazionale Massimo Pacetti.

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