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ATTUALITA'
Quote
latte: presidio di produttori
ieri in piazza a Mantova.
Subito il ddl di riordino e rilancio del settore
Centinaia
di produttori della Cia mobilitati su tutto il territorio nazionale per
riaffermare l’esigenza di una politica nuova per il “pianeta latte”.
Intervento del presidente Massimo Pacetti all’iniziativa di Mantova,
presente anche il vicepresidente Mino Rizzioli.
Approvare in tempi brevi il disegno di legge per il riordino del regime
delle quote, predisporre un effettivo ed equilibrato rilancio
dell’intero settore lattiero-caseario, sviluppare una concreta azione a
livello Ue per un consistente aumento della quota nazionale almeno pari
alla reale produzione e, quindi, per un graduale superamento
dell’attuale sistema di quote. E’ quanto ha sollecitato ieri il
presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti
intervenendo a Mantova al sit-in in piazza Mantegna promosso
dall’organizzazione alla vigilia delle decisioni dei ministri Ecofin in
materia di quote e a sostegno di una politica realmente incisiva per
rivitalizzare, tutelare e promuovere il “pianeta latte” in Italia.
Alla manifestazione della Cia, che rientra in una generale mobilitazione
per una politica nuova nei confronti del settore lattiero-caseario, hanno
partecipato numerosi allevatori e di dirigenti della Confederazione (era
presente anche il vicepresidente nazionale Mino Rizzioli). Durante il
sit-in si è svolta anche una distribuzione di latte e di prodotti
lattiero-caseari, con un volantinaggio proprio per far capire alla gente
le motivazioni dell’iniziativa e per far pressioni su Governo e
Parlamento al fine di procedere al più presto all’approvazione del
provvedimento in discussione.
“La
nostra -ha sostenuto il presidente della Cia- è una mobilitazione
responsabile e costruttiva. E’ giunto il momento di procedere con la
dovuta incisività in un settore come quello del latte che ha necessità
di interventi realmente mirati. In questo modo intendiamo riaffermare le
ragioni della stragrande maggioranza dei produttori che hanno rispettato
le regole e le quote loro assegnate. Per quelli, invece, che hanno
splafonato lo Stato dovrà mettere in atto tutte le necessarie misure per
far sì che il pagamento del prelievo non comporti il rischio di chiusura
aziendale”.
Pacetti
ha sottolineato che l’approvazione del disegno di legge di riordino
delle quote latte permetterà al nostro Paese di affrontare il confronto
in sede comunitaria su tutta la materia riguardante il latte. “Questo
anche al fine -ha detto- di poter meglio far valere le ragioni che sono
alla base dalla nostra richiesta di aumento delle quote di produzioni”
“Del resto -ha aggiunto il presidente della Cia- le conclusioni
dell’avvocato generale della Corte di Giustizia Ue, Philippe Leger,
sulla questione delle quote latte confermano la correttezza sostanziale
del comportamento dell’Italia rafforzano l’esigenza di una
approvazione entro tempi rapidi del disegno di legge di riordino”.
Infine, Pacetti, nel ribadire la necessità di un rilancio organico del
settore, ha riaffermato l’importanza di promuovere azioni che
favoriscano il consumo di latte italiano e di prodotti lattiero-caseari
tipici e di qualità.
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DAL
TERRITORIO
Cia di Catania:
riunione sul problema
del virus della tristezza degli agrumi
Il 12 maggio scorso si è svolta presso la Cia di Catania una
importante iniziativa sul
problema relativo al virus della tristezza per gli agrumi. Oltre al
residente della Cia regionale, Carmelo Gurrieri, e della Cia provinciale
di Catania, Gaspare Bullaro, erano presenti molti produttori
dell’area interessata, una rappresentanza della Cia calabra ed i
responsabili nazionali del settore Ortofrutta Giuliana Roncolini e del
settore florovivaistico Giovanni Li Volti.
La problematica è stata illustrata, dal punto di vista
tecnico-scientifico, dal prof. Davino dell’Università di Catania.
Da
parte dei presenti è stato preso atto che la situazione in Italia sta
diventando allarmante, dato che vari focolai sono stati già individuati
non solo nella piana di Catania, ma anche
in alcune aree della Calabria,
del Tarantino, della Campania e della Sardegna.
Pur trattandosi solo di alcune aziende, la terribile aggressività di questo virus obbliga tutti i soggetti, dai
vivaisti agli agricoltori alle autorità pubbliche, ad affrontare con
urgenza e senso di responsabilità questa emergenza.
E’ stato, infatti, ricordato che negli anni passati in Spagna non
si riuscì a tenere sotto controllo l’epidemia e questo significò,
purtroppo, nel giro di alcuni anni, l’eradicamento di ben 40 milioni di
piante.
Oltre
al rafforzamento dei controlli su tutto il materiale di propagazione a cui
i vivaisti sono già tenuti, gli stessi agrumicoltori interessati dovranno
al più presto estirpare le
piante infette per evitare che il virus, attraverso gli afidi, possa
estendersi in modo
incontrollato.
A tal
fine è importante il monitoraggio già avviato dai Servizi Fitosanitari Regionali, anche in applicazione di un
decreto ministeriale del 1996 che già
indicava le linee-guida nei confronti della lotta obbligatoria
contro il virus della tristezza. E’,
tuttavia, altrettanto importante ed urgente
che, oltre ad intensificare le attività di controllo previste dal
decreto, e le misure in ordine all’attività di certificazione del
materiale di moltiplicazione, vengano previste immediate incentivazioni
agli agricoltori per supportare la loro attività di estirpazione.
Secondo
la Cia, dovranno responsabilmente attivarsi su questo piano sia le autorità
regionali che nazionali, convogliando
risorse finanziarie da più capitoli di spesa verso i produttori agricoli
ed i vivaisti interessati. I contributi potranno provenire sia
dalle risorse dei Por, sia dagli interventi di
reimpianto finanziati dal
Piano agrumicolo sia, infine, nell’ambito delle possibilità previste
dalla legge nazionale sulle calamità naturali.
E’
stato, infine, sottolineato come sia altrettanto urgente mettere in piedi
una rete di laboratori accreditati che abbiano le strutture idonee per la
diagnostica e che diano il necessario supporto tecnico-scientifico
all’attività di prevenzione e controllo
di questo grave fenomeno.
La
Cia di Bari mobilitata
sul decreto delle quote-latte
Un
milione e mezzo di quintali di latte l’anno: la base essenziale per la
produzione di prodotti come mozzarelle, scamorze, burrate, ricotta; oltre
2 mila aziende in gran parte ubicate in zone svantaggiate con circa 70
mila capi bovini e 96.500 capi ovi-caprini, con produzioni di formaggi e
carni di qualità. Questa la
consistenza del patrimonio zootecnico della provincia di Bari, che la Cia
provinciale di Bari intende difendere e tutelare.
E’ partito da Gioia del Colle l’allarme della Cia sulla situazione
della zootecnia della Murgia, con una manifestazione di allevatori che si
è conclusa con la chiamata alla mobilitazione della categoria da parte
del presidente provinciale Francesco Caruso.
L’incontro è stato presieduto da Dino Petruzzi, vicepresidente della
Cia della Puglia, il quale ha affermato l’impegno della Cia regionale
verso il settore zootecnico, “Asse trainante dell’economia delle zone
svantaggiate e montane -ha affermato-legato fortemente al territorio e,
pertanto, suscettibile di sviluppo integrato insieme alle attività
turistiche, di multifunzionalità, di sviluppo della filiera corta che
migliori il reddito aziendale”.
Nel
suo intervento il presidente Caruso ha ribadito che “la zootecnia della
nostra provincia è stretta in una morsa che mette a dura prova la
pazienza degli allevatori e in forse la sopravvivenza stessa delle
aziende. Nonostante gli
investimenti fatti dagli allevatori per garantire la sanità e la qualità
del latte prodotto e i miglioramenti tecnologici che hanno portato la
produzione agli alti livelli qualitativi attuali, nell’ultimo decennio
la zootecnia si è ridotta in Puglia del 53 per cento”.
“Alle note vicende della Bse e della lingua blu si aggiungono -ha
sottolineato il presidente provinciale- l’incertezza
nell’approvvigionamento idrico, l’aumento vertiginoso dei costi
aziendali (foraggi, mangimi, energia, ecc.), la carenza delle
infrastrutture nel territorio, la burocrazia inefficiente, gli enormi
ritardi nel pagamento dei premi comunitari, le spese di smaltimento delle
carcasse delle bestie morte, la criminalità e l’insicurezza delle
famiglie che risiedono in campagna”.
Alla luce di ciò
la Cia di Bari ritiene indispensabile che siano fornite risposte concrete
alla zootecnia della provincia, come la conclusione della trattativa sul
prezzo del latte senza alcuna penalizzazione per le imprese zootecniche e
sulla base di un progetto di sviluppo di tutta la filiera;
l’approvazione del decreto sulle quote latte che punti ad una gestione
delle quote aggiuntive e della riserva nazionale e che consegua il
raggiungimento della quota minima di 2 mila quintali di latte per azienda;
il perseguimento dello sviluppo nelle aree interne per la zootecnia e la
cerealicoltura, con la revisione del Por Puglia che garantisca risorse
adeguate per raggiungere un sistema zootecnico di qualità (marchi e
certificazione, stabilimenti di parcheggio ed ingrasso) ed infrastrutture
efficienti (rete idrica potabile, viabilità rurale, servizi di sicurezza
e sorveglianza), con la concorrenza delle amministrazioni territoriali; il
pagamento dei premi comunitari per rendere efficiente l’anagrafe bovina;
il risarcimento agli allevatori dei danni causati dalla vaccinazione
contro la “blue tongue” e garantire senza costi per l’azienda lo
smaltimento delle carcasse degli animali morti.
“Per
il perseguimento di questi obiettivi e per la necessaria sensibilizzazione
delle istituzioni e delle forze politiche e sociali -ha ribadito Caruso-
l’intera categoria è mobilitata e, nei prossimi giorni, verificheremo
insieme alle altre organizzazioni agricole la possibilità di attivare le
possibili iniziative sindacali in mancanza di risposte soddisfacenti”.
Tutti
questi concetti sono stati condivisi dall’assessore provinciale
all’Agricoltura Carmela Procino, la quale ha illustrato come,
nell’ambito del piano triennale agricolo varato dalla provincia di Bari,
siano previste azioni volte al miglioramento e alla valorizzazione della
qualità legata all’evocazione territoriale, alla promozione dei
prodotti tipici e alla strutturazione economica in marchi delle produzioni
dell’agricoltura barese.
Lombardia:
a gonfie vele la sesta edizione
di “Per corti e cascine”
Si
è confermata un successo l’iniziativa “Per corti e cascine”, giunta
alla sua sesta edizione, promossa dalla Cia della Lombardia e da Turismo
Verde, che ha coinvolto numerosi partners come la Regione, le Camere di
Commercio e Trenitalia.
Le due giornate, dedicate all’ospitalità rurale e al mondo agricolo,
hanno mosso oltre seimila partecipanti partecipanti, invogliati ad andare
“fuori porta” a godere dei piaceri della campagna. Gli otto itinerari
nella provincia di Mantova sono stati, così, letteralmente presi
d’assalto da nord a sud.
Anche in questo sesto anno l’obiettivo degli organizzatori, di far
entrare in contatto i produttori con i consumatori in un viaggio di sapori
e tradizioni del mondo contadino attraverso le circa settanta aziende che
hanno aderito all’iniziativa, sembra essere stato centrato.
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APPUNTAMENTI
“La
Confederazione italiana agricoltori
tra politica e rappresentanza”:
seminario nazionale a Roma
Tra
i temi centrali della recente terza Assemblea congressuale si colloca il
ruolo della Confederazione tra politica e rappresentanza. Una
organizzazione dinamica, flessibile, con una forte progettualità sul
piano politico ed una capacità di verifica continua della propria
rappresentanza.
Le novità legate alla legge di orientamento, in particolare il ruolo
attribuito alle organizzazioni di produttori, all’interprofessione,
nonché l’approssimarsi della riforma della Pac, impongono una migliore
conoscenza della situazione ed una riflessione per orientare concretamente
il lavoro e l’iniziativa della Confederazione.
Per tale motivo, la Cia ha organizzato un seminario di lavoro sul tema
“La Confederazione italiana agricoltori tra politica e
rappresentanza”, al quale sono invitati i componenti della Giunta
nazionale, i vicepresidenti regionali ed i presidenti e videpresidenti
provinciali, nonché i presidenti delle Unioni delle associazioni di
prodotto ed i rappresentanti delle altre organizzazioni professionali e
della cooperazione, che si svolgerà a Roma il prossimo 15 maggio, presso
il Centro Congressi Frentani.
I lavori, alle ore 9.30, saranno presieduti dal vicepresidente vicario
Giuseppe Politi ed introdotti dal vicepresidente Mino Rizzioli.
Seguiranno
le relazioni di Paolo Surace, della Direzione nazionale, su “Gli effetti
della riforma della Pac” e di Carmine Masoni, della Direzione nazionale,
su “La rappresentanza economica e la nuova delega in materia di
agricoltura”.
Ci saranno, inoltre, degli interventi programmati, tra i quali quello del
prof. Vasco Boatto, dell’Università di Padova, su “Riforma della Pac,
ricadute sulle imprese e sui settori”, e di altri rappresentanti delle
organizzazioni professionali e cooperative.
Successivamente, ci sarà la relazione di Enzo Mastrobuoni, dell’area
economica della Cia, su “La rappresentanza della Cia nei settori
economici”.
Dopo il dibattito, le conclusioni dei lavori saranno svolte dal presidente
nazionale Massimo Pacetti.
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