7 maggio 2003

Anno 45 - n. 081

Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini

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sommario

 

ATTUALITA'

•     Infrastrutture: una convenzione nazionale per concertare gli interventi, salvaguardare l'agricoltura e attenuare l'impatto sul territorio
•    Il Coordinamento "Donne d'impresa " al seminario del Cnel sull'occupazione femminile

 

DAL TERRITORIO •     Bari: folta partecipazione al corso per potatori
•     Anche la Cia di Teramo alla kermesse "I tesori della terra picena"

 

APPUNTAMENTI

•      "Le strade dell'olio": iniziativa nelle Marche
•      Riforma Pac: incontro a Valenzano sulle proposte Ue


 

ATTUALITA'

Infrastrutture: una convenzione nazionale 
per concertare gli interventi, salvaguardare l’agricoltura e attenuare l’impatto sul territorio

La proposta è stata lanciata nel convegno nazionale della Cia. Tale convenzione dovrebbe essere siglata dai ministeri interessati, regioni, Anas, Trenitalia e organizzazioni professionali.  Il presidente Pacetti: saper coniugare l’efficienza delle grandi opere con la tutela dell’ambiente e del settore agricolo. Interventi del ministro Alemanno e del viceministro Martinat.

Una convenzione nazionale tra i ministeri interessati, Regioni, l’Anas, Trenitalia e organizzazioni professionali al fine di individuare le priorità delle grandi opere infrastrutturali, favorire accordi-quadro regionali, accelerare intese che già sono in avanzata fase di trattativa come quella con l’Anas a livello nazionale, migliorare e snellire le procedura per gli espropri nei confronti degli agricoltori, trovare i sistemi più idonei per attenuare l’impatto sull’ambiente. E' quanto ha chiesto ieri il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti concludendo a Roma il convegno nazionale sul tema “sviluppo, infrastrutture, agricoltura, territorio” al quale sono intervenuti il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno e il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Ugo Martinat.

Ai lavori, aperti dal vicepresidente nazionale della Cia Mino Rizzioli, sono intervenuti anche l’assessore all’Agricoltura e all’Ambiente dell’Emilia Romagna Guido Tampieri, il prof. Giorgio Franceschetti, dell’Università di Padova, Emanuele D’Innella, della Direzione generale dell’Anas e l’onorevole Francesco Raffaldini, dei Democratici di Sinistra. La relazione introduttiva è stata svolta da Nicola Stolfi, della Direzione nazionale della Cia. Al convegno hanno partecipato anche il vicepresidente vicario della Cia Giuseppe Politi e il vicepresidente Francesco Serra Caracciolo e numerosi rappresentanti centrali e regionali della Confederazione.

“La convenzione -ha rilevato Pacetti- rappresenterebbe un necessario punto di unificazione di tutta la discussione in atto e potrebbe essere un volano importante per agevolare le esigenze delle varie realtà territoriali”.

“Come per la discussione sulla politica agricola comune, sulle riforme e sulla tutela e valorizzazione dell’ambiente, anche sulla questione relativa alle infrastrutture -ha detto il presidente della Cia- vogliamo svolgere un ruolo propositivo, assumendoci tutte le nostre responsabilità. Vogliamo, insomma, contribuire ad uno sviluppo del Paese fondato sull’equilibrio, salvaguardando le esigenze dell’agricoltura che non deve subire ulteriori effetti da un impatto non equilibrato delle infrastrutture”.

“Il problema delle infrastrutture -ha detto Pacetti- riveste un aspetto fondamentale. D’altra parte, nella globalizzazione la modernizzazione di un Paese si misura proprio sulla sua capacità di creare un valido apparato infrastrutturale, di sviluppare corridoi di comunicazione, di mettere in atto grandi opere irrigue importanti sia per le città che per il mondo agricolo e rurale. Ovviamente, non si può parlare di infrastrutture solo in termini positivi. Vi sono aspetti negativi che vanno presi nella dovuta considerazione”.

“Sappiamo, infatti, che le infrastrutture -ha aggiunto il presidente della Cia- non sono unicamente un problema economico, ma investe questioni di carattere sociale. Abbiamo visto che nel nostro Paese, che già presenta una difficile morfologia, in molti casi si è avuto un approccio non certo facile tra il territorio e le infrastrutture. E proprio l’agricoltura, sotto questo particolare aspetto, è stato il settore che più degli altri è stato colpito dall’impatto delle infrastrutture. Il caso di espropri per la costruzione di autostrade e di linee ferroviarie (in particolare dell’alta velocità) è emblematico”.

“La Cia, comunque su questo delicato problema -ha evidenziato Pacetti- ha assunto da sempre un atteggiamento positivo, di confronto aperto. Non abbiamo mai avuto posizioni di chiusura e preconcette. Siamo del parere che, pur riscontrando evidenti perplessità, la legge Obiettivo, quella appunto relativa alle infrastrutture, alle grandi opere, debba procedere, tenendo però conto delle realtà ed esigenze locali. E soprattutto non si deve penalizzare l’agricoltura che finora, invece, ha subito gli effetti più pesanti, non solo economici ma anche sociali, dell’impatto con le infrastrutture”.

Nel suo intervento il ministro Alemanno ha annunciato un Tavolo agroalimentare, da tenersi poco prima della stagione estiva, finalizzato all’esame delle questioni delle infrastrutture (irrigue e dei trasporti). Il ministro ha, però, sollecitato le organizzazioni agricole ad arrivare preparate all’appuntamento con una posizione condivisa che tenga conto anche delle istanze delle regioni. A proposito dei rapporti che queste ultime hanno con l’amministrazione centrale, Alemanno ha suggerito loro di superare “oziosi scambi” di accuse. “Solo così -ha concluso- il messaggio degli interessi diffusi dell’agricoltura può giungere sui tavoli degli altri ministeri più sensibili ad interessi maggiormente concentrati”.

A sua volta, il viceministro delle infrastrutture Martinat si è mostrato favorevole alle proposte della Cia per la concertazione degli interventi per le infrastrutture, in modo da tener conto delle peculiarità del sistema agricolo come chiesto dalla Confederazione anche in vista dell’allargamento dell’Unione europea.

Negli ultimi anni a livello nazionale ed europeo -è stato sottolineato nel corso del convegno- emerge che la dotazione infrastrutturale italiana, se rapportata ai maggiori paesi Europei -Germania, Regno Unito, Francia e Spagna- risulta estremamente deficitaria: essa è, infatti, distante ben 24 punti percentuali dal Regno Unito, stato europeo che dispone della migliore rete infrastrutturale, e del 22 per cento dalla Germania, la seconda in classifica.

Questa condizione influisce evidentemente sul livello di gradimento da parte degli utenti: così una recentissima indagine promossa dalla Commissione Europea sul grado di soddisfazione degli utenti in alcuni servizi di base nell’Europa dei 15 posiziona il nostro paese all’ultimo posto sia per l’acqua (con il 59 per cento dei soddisfatti), sia per i trasporti pubblici locali (con il 50 per cento che per le ferrovie (con il 42 per cento).

La Cia, senza entrare nel merito sulle priorità delle opere da realizzare, ed anche se è ancora prematuro un giudizio definitivo, nutre alcune perplessità sulla gestione della legge. Dai dati contenuti nella finanziaria per il 2003, si evince, ad esempio, che le risorse destinate alle infrastrutture sono stazionarie rispetto a quelle dell’anno precedente (-0,2 per cento in termini reali). Il quadro diventa ancor meno incoraggiante se si considera che già nel 2002 le risorse destinate a nuove opere infrastrutturali risultavano diminuite rispetto all’anno precedente dell’1,1 per cento in termini reali.

Obiettivo prioritario -è stato detto nel convegno- è, dunque, quello di un modello di sviluppo che sappia coniugare l’efficienza delle infrastrutture a servizio dell’agricoltura e la funzionalità della mobilità con la vitalità delle imprese agricole e con la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio.

 

Il Coordinamento "Donne d'impresa" al seminario del Cnel sull'occupazione femminile

Si è svolto lo scorso 5 maggio al Cnel un interessante workshop di approfondimento sul tema "Occupazione femminile: quali modelli interpretativi?", promosso dalla Commissione Politiche del Lavoro e Politiche Sociali e dalla Commissione Informazione, al quale è stato invitato il Coordinamento "Donne d'impresa". Per la Cia era presente Carmina Avolio.

La giornata, aperta da una breve relazione introduttiva di Silvia Costa, ha preso vita partendo dai dati forniti da alcune analisi dell'Istat, sull'occupazione e su fecondità e partecipazione delle donne, del Cnr, sul confronto fra le politiche di conciliazione in Europa, e dell'Isfol, sulla legge 53/00 sui congedi parentali, che sono stati analizzati approfonditamente dalle rispettive ricercatrici e che hanno fornito, partendo dai numeri, interessanti spunti di riflessione tanto che Francesca Santoro, vicepresidente del Cnel, ha suggerito, nelle sue conclusioni, di lavorare sulla possibilità di trasformare una singola giornata in una serie di appuntamenti sistematici tra il Cnel ed il Coordinamento "Donne d'impresa"

 

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DAL TERRITORIO

Bari: folta partecipazione al corso per potatori

Numerosissime le richieste di partecipazione al corso per potatori organizzato dalla Cia di Santeramo (Bari) con il patrocinio del Comune. L’imprevisto successo dell’iniziativa è stato causato dall’interesse che ha coinvolto non solo gli addetti ai lavori, ma ha entusiasmato anche tanti hobbisti e curiosi che hanno voluto fare un’esperienza di riscoperta della trasformazione umana compatibile della natura. Un corso con sessioni pratiche e stage in azienda, strutturato in due lezioni settimanali di due ore circa per un totale di 24 lezioni, al quale hanno portato il loro contributo anche la Cia provinciale di Bari ed il Comune di Santeramo.

“L’idea, che covava da tempo, è partita per le continue e pressanti lamentele che, in tempo di potatura, le aziende associate rivolgevano alla nostra sede per la carenza cronica di personale specializzato”. E’ quanto ha affermato Franco La Barile, presidente della Cia di Santeramo, nel tirare le somme dell’iniziativa.

“La potatura è oramai affidata in gran parte ad anziani e pensionati esperti del mestiere -ha ribadito- sempre più impegnati e, quindi, poco disponibili a fronte di una domanda che mantiene alto il suo livello, nonostante tutte le difficoltà che incontra oggi economicamente la gestione dell’impresa agricola. In verità, il problema della manodopera specializzata si fa sentire pesantemente e si aggiunge al già rilevante problema degli stagionali sempre più scarsamente reperibili, rendendo difficile la vita delle aziende che non vengono aiutate dalle politiche restrittive imposte da questo governo ai flussi di manodopera extracomunitari, che avrebbero potuto almeno in parte alleviare il problema”.

“Iniziative come questa di Santeramo, resa possibile anche grazie all’impegno e al lavoro capillare svolto dalla nostra responsabile Angela Perulli -ha dichiarato il presidente provinciale della Cia di Bari Francesco Caruso- hanno valenza soprattutto per il contatto che viene realizzato, in questo modo, tra i giovani ed il mondo agricolo. Intensificheremo, pertanto, momenti come questi, che portano ad ottenere brillanti risultati”.

 

 

Anche la Cia di Teramo alla kermesse
“I tesori della terra picena”

Anche la Cia provinciale di Teramo ha partecipato, lo scorso fine settimana a Grottammare, alla manifestazione “I tesori della terra picena” (di cui abbiamo dato notizia nell’agenzia di ieri) organizzata dalla Cia di Ascoli Piceno, con un proprio stand espositivo di prodotti tipici del tramano.

Inoltre, la Cia di Teramo ha organizzato, all’interno della kermesse, una cena di degustazione “Vizi e virtù del tramano”, per far conoscere i piatti tipici della tradizione teramana, tra i quali salumi e formaggi, pane olio e fave, primi piatti, dolci, vini.

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APPUNTAMENTI

 “Le strade dell’olio”: iniziativa nelle Marche

Si intitola “Le strade dell’olio… passeggiare per oliveti e fattorie nelle Marche” l’iniziativa organizzata dall’Aioma in collaborazione con la Cia di Ascoli Piceno e la Cia regionale delle Marche. Sei le aziende del Piceno che hanno aderito e che apriranno le porte domenica 11 maggio, dalle ore 14 alle 19.30, per assaggi di olio marchigiano e passeggiate negli oliveti.

Le Marche è, infatti, una delle maggiori regioni italiane produttrici di olio; l’ultimo dato disponibile parla di 40 mila quintali di olio prodotto.

L’iniziativa è sta ideata per avvicinare le famiglie alle aziende produttrici di olio e, più in generale, di tutti i prodotti tipici. Oltre alle visite e alle degustazioni, gli organizzatori hanno previsto la possibilità di pranzare e cenare all’interno degli agriturismi. Le aziende che hanno aderito a questa iniziativa sono quelle di Giuseppe De Carolis e Agritur Casa Vecchia di Lapedona, Conca d’Oro di Appignano del Tronto, Cooperativa Case Rosse di Poggio di Bretta, Il Castagneto di Lisciano e Villa Cicchi di Rosara.

 

 

Riforma Pac: incontro a Valenzano 
sulle proposte Ue

Il prossimo 13 maggio si terrà un incontro a Valenzano, in provincia di Bari, presso lo Iam, l’Istituto agronomico mediterraneo, sulle proposte della Commissione europea per la riforma della Pac.

Perla Confederazione italiana agricoltori parteciperanno Francesco Serra-Caracciolo, vicepresidente nazionale, Domenico Mastrogiovanni, del Settore economico della Cia nazionale, e Antonio Barile, presidente regionale della Cia della Puglia.

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