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ATTUALITA'
Infrastrutture:
una convenzione nazionale
per concertare gli interventi, salvaguardare l’agricoltura e attenuare
l’impatto sul territorio
La
proposta è stata lanciata nel convegno nazionale della Cia. Tale
convenzione dovrebbe essere siglata dai ministeri interessati, regioni,
Anas, Trenitalia e organizzazioni professionali.
Il presidente Pacetti: saper coniugare l’efficienza delle grandi
opere con la tutela dell’ambiente e del settore agricolo. Interventi del
ministro Alemanno e del viceministro Martinat.
Una
convenzione nazionale tra i ministeri interessati, Regioni, l’Anas,
Trenitalia e organizzazioni professionali al fine di individuare le
priorità delle grandi opere infrastrutturali, favorire accordi-quadro
regionali, accelerare intese che già sono in avanzata fase di trattativa
come quella con l’Anas a livello nazionale, migliorare e snellire le
procedura per gli espropri nei confronti degli agricoltori, trovare i
sistemi più idonei per attenuare l’impatto sull’ambiente. E' quanto
ha chiesto ieri il presidente della Confederazione italiana agricoltori
Massimo Pacetti concludendo a Roma il convegno nazionale sul tema
“sviluppo, infrastrutture, agricoltura, territorio” al quale sono
intervenuti il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno e il
viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Ugo Martinat.
Ai lavori, aperti dal vicepresidente nazionale della Cia Mino Rizzioli,
sono intervenuti anche l’assessore all’Agricoltura e all’Ambiente
dell’Emilia Romagna Guido Tampieri, il prof. Giorgio Franceschetti,
dell’Università di Padova, Emanuele D’Innella, della Direzione
generale dell’Anas e l’onorevole Francesco Raffaldini, dei Democratici
di Sinistra. La relazione introduttiva è stata svolta da Nicola Stolfi,
della Direzione nazionale della Cia. Al convegno hanno partecipato anche
il vicepresidente vicario della Cia Giuseppe Politi e il vicepresidente
Francesco Serra Caracciolo e numerosi rappresentanti centrali e regionali
della Confederazione.
“La
convenzione -ha rilevato Pacetti- rappresenterebbe un necessario punto di
unificazione di tutta la discussione in atto e potrebbe essere un volano
importante per agevolare le esigenze delle varie realtà territoriali”.
“Come
per la discussione sulla politica agricola comune, sulle riforme e sulla
tutela e valorizzazione dell’ambiente, anche sulla questione relativa
alle infrastrutture -ha detto il presidente della Cia- vogliamo svolgere
un ruolo propositivo, assumendoci tutte le nostre responsabilità.
Vogliamo, insomma, contribuire ad uno sviluppo del Paese fondato
sull’equilibrio, salvaguardando le esigenze dell’agricoltura che non
deve subire ulteriori effetti da un impatto non equilibrato delle
infrastrutture”.
“Il problema delle infrastrutture -ha detto Pacetti- riveste un aspetto
fondamentale. D’altra parte, nella globalizzazione la modernizzazione di
un Paese si misura proprio sulla sua capacità di creare un valido
apparato infrastrutturale, di sviluppare corridoi di comunicazione, di
mettere in atto grandi opere irrigue importanti sia per le città che per
il mondo agricolo e rurale. Ovviamente, non si può parlare di
infrastrutture solo in termini positivi. Vi sono aspetti negativi che
vanno presi nella dovuta considerazione”.
“Sappiamo, infatti, che le infrastrutture -ha aggiunto il presidente
della Cia- non sono unicamente un problema economico, ma investe questioni
di carattere sociale. Abbiamo visto che nel nostro Paese, che già
presenta una difficile morfologia, in molti casi si è avuto un approccio
non certo facile tra il territorio e le infrastrutture. E proprio
l’agricoltura, sotto questo particolare aspetto, è stato il settore che
più degli altri è stato colpito dall’impatto delle infrastrutture. Il
caso di espropri per la costruzione di autostrade e di linee ferroviarie
(in particolare dell’alta velocità) è emblematico”.
“La Cia, comunque su questo delicato problema -ha evidenziato Pacetti-
ha assunto da sempre un atteggiamento positivo, di confronto aperto. Non
abbiamo mai avuto posizioni di chiusura e preconcette. Siamo del parere
che, pur riscontrando evidenti perplessità, la legge Obiettivo, quella
appunto relativa alle infrastrutture, alle grandi opere, debba procedere,
tenendo però conto delle realtà ed esigenze locali. E soprattutto non si
deve penalizzare l’agricoltura che finora, invece, ha subito gli effetti
più pesanti, non solo economici ma anche sociali, dell’impatto con le
infrastrutture”.
Nel suo intervento il ministro Alemanno ha annunciato un Tavolo
agroalimentare, da tenersi poco prima della stagione estiva, finalizzato
all’esame delle questioni delle infrastrutture (irrigue e dei
trasporti). Il ministro ha, però, sollecitato le organizzazioni agricole
ad arrivare preparate all’appuntamento con una posizione condivisa che
tenga conto anche delle istanze delle regioni. A proposito dei rapporti
che queste ultime hanno con l’amministrazione centrale, Alemanno ha
suggerito loro di superare “oziosi scambi” di accuse. “Solo così
-ha concluso- il messaggio degli interessi diffusi dell’agricoltura può
giungere sui tavoli degli altri ministeri più sensibili ad interessi
maggiormente concentrati”.
A sua volta, il viceministro delle infrastrutture Martinat si è mostrato
favorevole alle proposte della Cia per la concertazione degli interventi
per le infrastrutture, in modo da tener conto delle peculiarità del
sistema agricolo come chiesto dalla Confederazione anche in vista
dell’allargamento dell’Unione europea.
Negli ultimi anni a
livello nazionale ed europeo -è stato sottolineato nel corso del
convegno- emerge che la dotazione infrastrutturale italiana, se rapportata
ai maggiori paesi Europei -Germania, Regno Unito, Francia e Spagna-
risulta estremamente deficitaria: essa è, infatti, distante ben 24 punti
percentuali dal Regno Unito, stato europeo che dispone della migliore rete
infrastrutturale, e del 22 per cento dalla Germania, la seconda in
classifica.
Questa condizione influisce evidentemente sul livello di gradimento da
parte degli utenti: così una recentissima indagine promossa dalla
Commissione Europea sul grado di soddisfazione degli utenti in alcuni
servizi di base nell’Europa dei 15 posiziona il nostro paese
all’ultimo posto sia per l’acqua (con il 59 per cento dei
soddisfatti), sia per i trasporti pubblici locali (con il 50 per cento che
per le ferrovie (con il 42 per cento).
La Cia, senza entrare nel merito sulle priorità delle opere da
realizzare, ed anche se è ancora prematuro un giudizio definitivo, nutre
alcune perplessità sulla gestione della legge. Dai dati contenuti nella
finanziaria per il 2003, si evince, ad esempio, che le risorse destinate
alle infrastrutture sono stazionarie rispetto a quelle dell’anno
precedente (-0,2 per cento in termini reali). Il quadro diventa ancor meno
incoraggiante se si considera che già nel 2002 le risorse destinate a
nuove opere infrastrutturali risultavano diminuite rispetto all’anno
precedente dell’1,1 per cento in termini reali.
Obiettivo
prioritario -è stato detto nel convegno- è, dunque, quello di un modello
di sviluppo che sappia coniugare l’efficienza delle infrastrutture a
servizio dell’agricoltura e la funzionalità della mobilità con la
vitalità delle imprese agricole e con la salvaguardia dell’ambiente e
del paesaggio.
Il
Coordinamento "Donne d'impresa" al seminario del Cnel
sull'occupazione femminile
Si
è svolto lo scorso 5 maggio al Cnel un interessante workshop di
approfondimento sul tema "Occupazione femminile: quali modelli
interpretativi?", promosso dalla Commissione Politiche del Lavoro e
Politiche Sociali e dalla Commissione Informazione, al quale è stato
invitato il Coordinamento "Donne d'impresa". Per la Cia era
presente Carmina Avolio.
La giornata, aperta da una breve relazione introduttiva di Silvia Costa,
ha preso vita partendo dai dati forniti da alcune analisi dell'Istat,
sull'occupazione e su fecondità e partecipazione delle donne, del Cnr,
sul confronto fra le politiche di conciliazione in Europa, e dell'Isfol,
sulla legge 53/00 sui congedi parentali, che sono stati analizzati
approfonditamente dalle rispettive ricercatrici e che hanno fornito,
partendo dai numeri, interessanti spunti di riflessione tanto che
Francesca Santoro, vicepresidente del Cnel, ha suggerito, nelle sue
conclusioni, di lavorare sulla possibilità di trasformare una singola
giornata in una serie di appuntamenti sistematici tra il Cnel ed il
Coordinamento "Donne d'impresa"
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DAL
TERRITORIO
Bari:
folta partecipazione al corso per potatori
Numerosissime
le richieste di partecipazione al corso per potatori organizzato dalla Cia
di Santeramo (Bari) con il patrocinio del Comune. L’imprevisto successo
dell’iniziativa è stato causato dall’interesse che ha coinvolto non
solo gli addetti ai lavori, ma ha entusiasmato anche tanti hobbisti e
curiosi che hanno voluto fare un’esperienza di riscoperta della
trasformazione umana compatibile della natura. Un corso con sessioni
pratiche e stage in azienda, strutturato in due lezioni settimanali di due
ore circa per un totale di 24 lezioni, al quale hanno portato il loro
contributo anche la Cia provinciale di Bari ed il Comune di Santeramo.
“L’idea,
che covava da tempo, è partita per le continue e pressanti lamentele che,
in tempo di potatura, le aziende associate rivolgevano alla nostra sede
per la carenza cronica di personale specializzato”. E’ quanto ha
affermato Franco La Barile, presidente della Cia di Santeramo, nel tirare
le somme dell’iniziativa.
“La
potatura è oramai affidata in gran parte ad anziani e pensionati esperti
del mestiere -ha ribadito- sempre più impegnati e, quindi, poco
disponibili a fronte di una domanda che mantiene alto il suo livello,
nonostante tutte le difficoltà che incontra oggi economicamente la
gestione dell’impresa agricola. In verità, il problema della manodopera
specializzata si fa sentire pesantemente e si aggiunge al già rilevante
problema degli stagionali sempre più scarsamente reperibili, rendendo
difficile la vita delle aziende che non vengono aiutate dalle politiche
restrittive imposte da questo governo ai flussi di manodopera
extracomunitari, che avrebbero potuto almeno in parte alleviare il
problema”.
“Iniziative
come questa di Santeramo, resa possibile anche grazie all’impegno e al
lavoro capillare svolto dalla nostra responsabile Angela Perulli -ha
dichiarato il presidente provinciale della Cia di Bari Francesco Caruso-
hanno valenza soprattutto per il contatto che viene realizzato, in questo
modo, tra i giovani ed il mondo agricolo. Intensificheremo, pertanto,
momenti come questi, che portano ad ottenere brillanti risultati”.
Anche
la Cia di Teramo alla kermesse
“I tesori della terra picena”
Anche
la Cia provinciale di Teramo ha partecipato, lo scorso fine settimana a
Grottammare, alla manifestazione “I tesori della terra picena” (di cui
abbiamo dato notizia nell’agenzia di ieri) organizzata dalla Cia di
Ascoli Piceno, con un proprio stand espositivo di prodotti tipici del
tramano.
Inoltre, la Cia di Teramo ha organizzato, all’interno della kermesse,
una cena di degustazione “Vizi e virtù del tramano”, per far
conoscere i piatti tipici della tradizione teramana, tra i quali salumi e
formaggi, pane olio e fave, primi piatti, dolci, vini.
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APPUNTAMENTI
“Le
strade dell’olio”: iniziativa nelle Marche
Si
intitola “Le strade dell’olio… passeggiare per oliveti e fattorie
nelle Marche” l’iniziativa organizzata dall’Aioma in collaborazione
con la Cia di Ascoli Piceno e la Cia regionale delle Marche. Sei le
aziende del Piceno che hanno aderito e che apriranno le porte domenica 11
maggio, dalle ore 14 alle 19.30, per assaggi di olio marchigiano e
passeggiate negli oliveti.
Le Marche è, infatti, una delle maggiori regioni italiane produttrici di
olio; l’ultimo dato disponibile parla di 40 mila quintali di olio
prodotto.
L’iniziativa è sta ideata per avvicinare le famiglie alle aziende
produttrici di olio e, più in generale, di tutti i prodotti tipici. Oltre
alle visite e alle degustazioni, gli organizzatori hanno previsto la
possibilità di pranzare e cenare all’interno degli agriturismi. Le
aziende che hanno aderito a questa iniziativa sono quelle di Giuseppe De
Carolis e Agritur Casa Vecchia di Lapedona, Conca d’Oro di Appignano del
Tronto, Cooperativa Case Rosse di Poggio di Bretta, Il Castagneto di
Lisciano e Villa Cicchi di Rosara.
Riforma
Pac: incontro a Valenzano
sulle proposte Ue
Il
prossimo 13 maggio si terrà un incontro a Valenzano, in provincia di
Bari, presso lo Iam, l’Istituto agronomico mediterraneo, sulle proposte
della Commissione europea per la riforma della Pac.
Perla Confederazione italiana agricoltori parteciperanno Francesco
Serra-Caracciolo, vicepresidente nazionale, Domenico Mastrogiovanni, del
Settore economico della Cia nazionale, e Antonio Barile, presidente
regionale della Cia della Puglia.
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