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Farm
bill Usa, c’è il rischio Una delle novità
di rilievo del nuovo Farm bill è, infatti, costituita dall’introduzione
dei cosiddetti pagamenti anticiclici (counter-cyclical payments) che
completano la rete di protezione che l’Amministrazione offre agli
agricoltori ed agli esportatori Usa. I pagamenti anticiclici sono un
sussidio pagato direttamente agli agricoltori totalmente accoppiato, cioè
legato agli andamenti dei prezzi di mercato. Essi
sono pari alla differenza tra il prezzo obiettivo, fissato nella legge, ed
il prezzo effettivo medio dell’annata agraria, comprensivo degli aiuti
diretti già percepiti dagli agricoltori. In sostanza, gli agricoltori Usa
sanno che, comunque, alla fine otterranno, per il loro prodotto, un prezzo
congruo e garantito. Congruo, perché il prezzo obiettivo è fissato ad un
livello sensibilmente superiore alle attuali quotazioni di mercato (per
esempio, per il grano il prezzo obiettivo è fissato a 142 dollari a
tonnellata, mentre il prezzo di mercato di aprile è stato 103 dollari a
tonnellata), garantito, perché, come detto, l’integrazione varia in
funzione degli andamenti di mercato. “L’Amministrazione
Usa -ha aggiunto Pacetti- ha, in tal modo, accettato il sostanziale
fallimento dell’idea che fu alla base del Farm bill del 1996: l’idea
che un sistema di pagamenti totalmente disaccoppiati fosse sufficiente a
mettere al riparo gli agricoltori dagli eccessivi ribassi dei prezzi dei
prodotti agricoli”. “Questo -ha
rilevato il presidente- conferma quanto la Cia sostiene da tempo: non si
possono confondere le misure di sostegno dei redditi degli agricoltori con
le politiche di promozione della qualità, di sviluppo delle imprese e
delle loro capacità competitive. Poiché i redditi agricoli sono
continuamente erosi dal progressivo calo dei prezzi agricoli, non sono
possibili, e tanto meno efficaci, forme di sostegno artificiosamente
scollegate dalla variabile prezzi. Ciò ci insegna l’evoluzione recente
della legislazione agraria negli Usa. Dobbiamo fare molta attenzione a
parlare di aiuti disaccoppiati, come spesso avviene in questi mesi di
dibattito sulla riforma intermedia della Pac. Non dobbiamo mai dimenticare
che l’obiettivo al quale non possiamo rinunciare è la difesa del
reddito degli agricoltori dalle turbolenze del mercato”. Il sistema dei
sussidi disaccoppiati fu ideato, e messo in pratica, a metà degli anni
’90, in un periodo di alti prezzi agricoli: in tale situazione, un
pagamento totalmente disaccoppiato avrebbe garantito un beneficio
aggiuntivo agli agricoltori indipendente dalle favorevoli condizioni del
mercato. Quanto è avvenuto negli anni successivi è storia nota:
basta ricordare che gli Usa hanno aumentato, dal 1998 ad oggi, di 17,2
miliardi di dollari le erogazioni a favore dell’agricoltura, per
fronteggiare le calamità naturali, e soprattutto le difficoltà
economiche degli agricoltori. Nuove
regole per l’etichettatura dei vini Si tratta della
nuova normativa riguardante l’etichettatura dei vini che contiene la
giustamente criticata lista delle menzioni tradizionali dei vini su cui,
nel marzo scorso, si registrò il voto contrario dell’Italia. Si
ricorderà che a farne le spese sono stati soprattutto il Vin Santo, che
l’Italia dovrà condividere con la Grecia, e il Marsala che dovrà
cedere al Porto i termini “Ruby” e “Vintage”. Con questo
regolamento, che verrà applicato a partire dal 1 gennaio 2003, si
completa la gamma dei provvedimenti esecutivi conseguenti alla nuova Ocm
del vino varata nel 1999. La Cia ritiene
realistico il provvedimento in quanto ha evitato l’etichettatura dei
vini da tavola con l’indicazione del vitigno e dell’annata, mentre
tende a salvaguardare gli obiettivi di tutela degli interessi legittimi
dei consumatori e dei
produttori, a far funzionare meglio il mercato interno
e a sviluppare i prodotti di qualità. E’ evidente,
secondo la Cia, che su questa materia è necessario fare ulteriori
progressi negli accordi multila
Definite
le regole per le detrazioni Irpef Sono elementi
di diniego la data di inizio lavori, la tipologia degli interventi, la
copia dell’autorizzazione o concessione se necessaria, le finalità dei
lavori ed altre formalità che attestano la titolarità del bene e la
regolarità con le procedure fiscali in essere. Ai fini della
rendicontazione, tutte le spese ammissibili devono essere fatturate ed i
pagamenti vanno effettuati con bonifico bancario o altra idonea
documentazione se previsto. La detrazione ammessa potrà essere suddivisa
in cinque o dieci annualità a scelta del contribuente. Il testo
propone elementi di novità per i proprietari dei boschi e per coloro che
possono effettuare lavori in bosco aprendo ad elementi solidali che
passano attraverso gli strumenti della defiscalizzazione
per quei proprietari e quelle imprese che sul territorio operano
su programmi e progetti. I meccanismi di rendicontazione cosi come
previsti dall’art. 1 al punto 4 saranno oggetto di approfondimento nel
prossimi giorni perché aprono interessanti opportunità per la
multifunzionalità dell’impresa agricola nell’ambito dei vari contesti
territoriali che caratterizzano il paese. I tempi per
l’attuazione del provvedimento sono troppo limitati se pensiamo alla
tipologia, stagionalità e alle procedure necessarie per poter operare in
bosco; resta un’interessante principio che però ha bisogno di tempi
adeguati per dare risultati concreti. Pubblichiamo di
seguito il testo del regolamento in materia di agevolazioni fiscali
previste per gli interventi di manutenzione e salvaguardia dei boschi in
attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 1.
I soggetti che ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche
intendono avvalersi della detrazione d’imposta del 36 per cento delle
spese sostenute per la esecuzione degli inter-venti di cui all’articolo
9, comma 6, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono tenuti a: a)
trasmettere, prima dell’inizio dei lavori, all’Ufficio delle Entrate,
individuato con provvedimento del Direttore dell’agenzia delle Entrate,
mediante raccomandata, una comunicazione redatta su apposito modello
approvato con il medesimo provvedimento, dalla quale, tra l’altro,
risulti la data in cui avranno inizio gli interventi di manutenzione e
salvaguardia dei boschi nonché i dati catastali identificativi
dell’area; b)
allegare alla comunicazione di cui alla lettera a): 1)
copia della concessione ovvero della autorizzazione rilasciata, se
prevista dalla vigente legislazione, dalle Regioni, dagli organismi di
gestione di aree protette o dagli altri organismi competenti per legge in
materia; 2)
una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
attestante che gli interventi di manutenzione e salvaguardia dei boschi
sono finalizzati alla tutela ambientale e alla difesa del territorio
e del suolo dai rischi di dissesto geologico; 3)
copia delle ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili
relativa all’anno 2001, se dovuta; 4)
se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione
dell’atto che ne costituisce titolo, nonché la dichiarazione del
possessore di
consenso all’esecuzione dei lavori; c)
comunicare, prima dell’inizio dei lavori, preventivamente all’azienda
sanitaria locale territorialmente competente,
mediante raccomandata, la data di inizio degli interventi; d)
conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici finanziari, le
fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente
sostenute nell’anno 2002 per la realizzazione degli inter-venti di
manutenzione e salvaguardia dei boschi e la ricevuta del bonifico bancario
attraverso il quale è stato effettuato il pagamento, ai sensi
dell’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600. Se le cessioni di beni e le prestazioni di servizi
sono effettuate da soggetti non tenuti all’osservanza delle disposizioni
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
la prova delle spese può essere costituita da altra idonea
documentazione; e)
trasmettere, per i lavori il cui importo complessivo supera la somma di
euro 51.645,69, pari a lire 100.000000, dichiarazione di esecuzione dei
lavori sottoscritta da un soggetto iscritto negli albi dei dottori
agronomi e forestali ovvero da altro soggetto abilitato all’esecuzione
degli stessi. 2.
Per i lavori iniziati prima della data di entrata in vigore del presente
regolamento gli adempimenti di cui al comma 1, lettere a) e b), sono
effettuati entro sessanta giorni da questa ultima data. 3.
Il pagamento delle spese detraibili è disposto mediante bonifico bancario
dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del
beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva ovvero il codice
fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. 1.Il
contribuente opera irrevocabilmente la scelta della ripartizione della
detrazione in cinque o dieci quote annuali costanti e di pari importo
nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui la
spesa é stata sostenuta. 1)
Ai fini dei controlli concernenti la detrazione, le banche presso le quali
sono disposti i bonifici trasmettono all’agenzia delle Entrate in via
telematica, con le modalità ed entro il termine individuato da apposito
provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate, i dati
identificativi del mittente, dei beneficiari della detrazione e dei
destinatari dei pagamenti. 1)
La detrazione non è riconosciuta in caso di: a)
violazione di quanto previsto all’articolo 1, commi 1 e 2; b)
effettuazione di pagamenti secondo modalità diverse da quelle previste
dall’articolo 1, comma 3, limitatamente a questi ultimi; c)
esecuzione di interventi difformi da quelli comunicati ai sensi
dell’articolo 1; d)
violazione delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza
sul luogo di lavoro, nonché di obbligazioni contributive accertate dagli
organi competenti e comunicate alla direzione regionale delle Entrate
territorialmente competente; e)
violazione delle norme in materia ambientale e forestale. Iniziative
dell’Unima con prove in
campo Come negli anni
scorsi, queste manifestazione fanno parte di una serie di prove in campo
volute dall’ Unima e dal Cic per sostenere la divulgazione e lo sviluppo
del settore riguardante le tecniche colturali a basso impatto ambientale e
la fertilizzazione con ammendanti organici. Visto
l’aumento crescente del numero di Centri di Compostaggio sul territorio
nazionale e la conseguente maggiore disponibilità di ammendamenti
organici compostati per uso agricolo, il tema delle prove è incentrato su
“tecniche e macchine per la distribuzione in campo e l’interramento
del compost di qualità”. Le
manifestazioni avranno il seguente programma: il 17 maggio a
Milano, il 24 maggio a Padova, il 25 maggio a Rovigo, il 7 giugno a
Torino, il 14 giugno a Perugia, il 15 giugno a Macerata, il 28 giugno a
Modena, il 5 luglio a Pesaro, il 6 luglio ad Ancona, il 10 luglio a
Ravenna.Altre iniziative ci saranno a settembre, ottobre e novembre. Le sedi
regionali e provinciali della Cia potranno avere maggiori informazioni
sulle iniziative prendendo contatto con le Associazioni aderenti all’Unima. Costituita
a Roma la “Fondazione Avolio-Benigno-Cia per
il progresso dell’agricoltura” La decisione di
costituire la Fondazione fu adottata dalla Presidenza della Cia nella
seduta del 5 novembre 2001. Alla firma
dell’atto, oltre a Massimo Pacetti, Giuseppe Avolio, Elisa Benigno e
Piero Bendia, erano presenti, il Vice Presidente della Cia Paolo De
Carolis, Giuseppe Politi della Presidenza Cia e responsabile
dell’organizzazione, Alfredo Bernardini, capo dell’Ufficio Stampa
della Cia, Antonio Giubilei della Direzione della Cia, Sebastiano Mancini
del settore amministrativo della Cia, Aladino Lombardi, che assieme al
Dott. Paltrinieri, ha svolto la funzione di testimone. La
costituzione, ad iniziativa della Confederazione italiana agricoltori,
della “Fondazione ABC per il progresso dell’agricoltura”,
rappresenta una scelta di carattere culturale. Essa consente alla Cia di
poter recare, nella forma più coerente ed efficace, un contributo non
marginale alla affermazione del ruolo positivo dell’agricoltura
nell’economia e nella società. La Fondazione,
infatti, è un’Associazione a carattere culturale, che ha come obiettivo
principale quello di effettuare studi e ricerche sui temi più rilevanti e
attuali riguardanti l’agricoltura italiana, europea e mondiale;
raccogliere materiali vari sulle condizioni esistenti nelle campagne e
contribuire a valorizzare il ruolo dell’agricoltura quale fattore di
stabilità sociale, di riequilibrio territoriale e produttivo e di
sicurezza alimentare. A questo fine,
la Fondazione stabilisce rapporti di collaborazione con le Università,
con Enti e Istituti di ricerca e di studio; definisce eventuali
convenzioni con strutture analoghe, pubbliche o private, italiane e
straniere, nello spirito della reciproca convenienza. La Fondazione,
inoltre, mette a disposizione degli studiosi uno strumento valido, la
“biblioteca AB”, di donazione dell’on. Giuseppe Avolio e della
dott.ssa Elisa Benigno, che costituisce la parte preminente del proprio
patrimonio. La
“biblioteca” si compone, infatti, di migliaia di volumi che toccano,
particolarmente, i settori del diritto, dell’economia e della politica
agraria. Vi è, inoltre, una cospicua presenza di testi che riguardano i
temi della storia, della cultura e dell’ambiente agricolo e rurale, del
turismo e dell’agriturismo, nonché questioni di carattere generale di
varia umanità. Essa comprende, altresì, annate complete di periodici e
pubblicazioni specializzate, come anche collane di argomenti diversi
concernenti l’evoluzione della società italiana dall’unità
d’Italia ad oggi. Intento della
Fondazione è quello di far diventare la biblioteca -che sarà aperta al
pubblico- uno strumento valido, soprattutto per i giovani, per una
migliore conoscenza delle questioni e delle esigenze attuali del mondo
agricolo, in collegamento con la storia, le esperienze e i fatti del
passato. La
“biblioteca” potrà, inoltre, proprio per il suo carattere
specialistico, favorire la conoscenza più approfondita delle questioni
principali di politica agraria - rapporti città - campagna, agricoltura-
industria; sufficienza e sicurezza alimentare; diversificazione produttiva
e disponibilità dell’acqua, - fornendo mezzi utili di conoscenza per
un’agricoltura moderna, specializzata e di qualità. La
“Fondazione ABC per il progresso dell’agricoltura”, infine, intende
porre nel suo programma iniziative atte a stimolare lo studio più
particolareggiato delle situazioni locali, rivalutando gli aspetti
positivi delle opere a carattere “monografico”, e pubblicare una
“rassegna” a stampa, con periodicità semestrale, quale efficace
strumento per dare conto della propria attività e, nello stesso tempo,
stimolare l’impegno degli studiosi sui temi prima indicati e divulgarne
i risultati. La rassegna avrà
per titolo “Egeria”. Tale titolo intende sottolineare il carattere di
offerta di consigli – come l’antica Ninfa - utili sia per gli addetti
al settore primario, che per le istituzioni, al fine di favorire scelte
idonee per il progresso dell’agricoltura, che è benessere per tutti. Il lavoro
“culturale” che si propone di svolgere la Fondazione deve essere
inteso come un impegno “alto” che, attraverso la ricerca e la
“divulgazione” di notizie utili a meglio comprendere fenomeni nuovi
emergenti in una società protesa alla “globalizzazione”, possa anche
contribuire a vincere lo scetticismo e a rendere più disponibile
l’atteggiamento delle istituzioni e della pubblica opinione verso il
settore primario e il suo ruolo di riequilibrio – produttivo,
territoriale e sociale - nell’economia e nella società. La Fondazione,
in altre parole, si propone di stimolare l’azione per il progresso
dell’agricoltura e la costruzione di una nuova realtà nelle campagne in
cui la “specializzazione”, base dell’efficienza delle imprese –
che devono tendere a realizzare prodotti tipici e di qualità in grado di
assicurare redditi giusti ai produttori e sicurezza alimentare per i
consumatori - possa favorire lo sviluppo economico equilibrato e il
progresso democratico, in una società armoniosa. L’attività della Fondazione, infine, sarà sempre caratterizzata dalla volontà di contribuire, in via diretta, quale espressione del settore primario, alla ricerca a alla definizione di un quadro generale di nuovi valori i quali dovranno ispirare l’azione delle istituzioni e delle forze sociali per una nuova economia in una nuova società.
Costituita
l’Agia dell’Abruzzo Domenico
Falcone, presidente della Cia regionale, ha affermato che “l’elezione
degli organismi regionali dell’Associazione completa la prima tappa di
un percorso organizzativo che, in meno di un anno e mezzo, ha porto alla
costituzione delle Agia provinciali e alla realizzazione di importanti e
qualificate iniziative che hanno premiato l’impegno e l’attenzione
della Cia abruzzese nei confronti delle problematiche e delle aspettative
dei giovani agricoltori”. Il
presidente Pacetti, nel rivolgere alla neocostituita Agia dell’Abruzzo
l’augurio di un proficuo lavoro, ha ricordato l’impegno della
Confederazione nel processo di ringiovanimento del settore agricolo, quale
presupposto per costruire e rafforzare l’agricoltura del futuro. Pacetti
ha, inoltre, evidenziato l’importanza di cogliere tutte le opportunità
riservate ai giovani agricoltori, previste nella programmazione
comunitaria e nei provvedimenti nazionali e regionali. “Giovani
ed impresa -ha concluso il presidente- rappresentano una sfida per
l’agricoltura, che è in continua evoluzione. Proprio su questo tema si
svolgerà a Roma, il 14 e 15 maggio, la II Assemblea nazionale dell’Agia”.
Convegno
a Padova sull’integrazione Ai
lavori sono intervenuti il presidente della Cia regionale Mino Rizzioli,
il presidente della Regione Giancarlo Galan, gli assessori
all’Agricoltura Giancarlo Conta, alle Politiche per l’ambiente Renato
Chisso, alle Politiche per il territorio Antonio Padoin e ai Lavori
pubblici e tutela del suolo Massimo Giorgetti, l’amministratore unico di
Veneto agricoltura Giorgio Carollo e il preside della Facoltà di agraria
Giovanni Bittante. Sia
gli interventi che il dibattito hanno riguardato il futuro del sistema
agricolo in una nuova ottica che vede finalmente riconosciuto e sostenuto
il ruolo multifunzionale del settore, quello produttivo occupazionale e
quello di interesse collettivo a tutela dell’ambiente. Una
lunghezza d’onda che rientra nelle vive attese degli operatori agricoli,
anche per tonificare il reddito d’impresa, favorendo i processi di
qualità e di innovazione, nonché contributi ancora più avanzati,
corretti ed efficaci in termini di custodia del territorio, di tutela
dell’ambiente e di sicurezza alimentare. Il
presidente della Cia regionale Rizzioli ha ricordato, inoltre, la grande
opportunità della legge obiettivo per le infrastrutture nel Veneto e la
necessità di un ruolo propulsivo e di collaborazione del settore
agricolo. La
conferma di una nuova e più avanzata legge regionale sugli espropri e, più
in generale, il risarcimento all’agricoltura per l’impatto
sull’ambiente, causato dalle opere, possono essere riconosciuti
attraverso uno stanziamento di circa 258.500,00 euro nei prossimi cinque
anni a sostegno del Piani di sviluppo rurale per le misure riguardanti il
territorio e l’agroambiente. Più in generale, per il presidente della Cia del Veneto si conferma la necessità per l’agricoltura di affrontare i problemi del territorio all’interno di un nuovo piano di sviluppo insieme alle altre categorie produttive e con un tavolo permanente di concertazione con gli assessori competenti.
Convegno
a Brindisi Oltre
al convegno, presieduto dal presidente aggiunto della Cia provinciale
Angelo Candita, l’iniziativa sarà caratterizzata da una serie di stand
espositivi di prodotti tipici locali delle aziende pugliesi associate alla
Confederazione e da una mostra fotografica delle attività svolte dai
bambini nell’ambito del progetto “Scuola in fattoria”. Cia
della Puglia: presentata una ricerca urazione)
ed all’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità una
ricerca sulla criminalità e sui reati ai danni delle imprese agricole
nella regione. La
presentazione della ricerca sarà oggetto di una conferenza stampa che la
Cia della Puglia ha organizzato per il prossimo 7 maggio alle ore 10 nei
locali della propria sede. Ai lavori saranno presenti, oltre ai ricercatori che hanno curato la ricerca, i membri della presidenza della Cia regionale, Antonio Barile, Donato Petruzzi e Franco Catapano. | |
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