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Infrastrutture:
uno sviluppo che tenga conto Martedì
6 maggio convegno a Roma della Cia con il ministro alle Politiche agricole
Alemanno e il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Martinat. Un
modello di sviluppo che sappia coniugare l’efficienza delle
infrastrutture a servizio dell’agricoltura e la funzionalità della
mobilità con la vitalità delle imprese agricole e con la valorizzazione
dell’ambiente e del paesaggio. Questo l’obiettivo che si pone la
Cia-Confederazione italiana agricoltori che sulla questione relativa alla
realizzazione delle opere infrastrutturali, ferroviarie, stradali e
irrigue vuole fornire un contributo aperto e costruttivo per favorirne lo
sviluppo equilibrato, senza provocare effetti negativi, di carattere
economico e sociali, sia nei confronti del mondo agricolo che
dell’ambiente. D’altra
parte, l’allargamento dell’Unione europea e la definizione dei nuovi
corridoi di comunicazione stradali, autostradali, ferroviari, influiranno
sull’economia, sui settori produttivi, sul territorio, sulla mobilità
di merci e persone. Grandi opere che comporteranno conseguenze anche
sull’integrità fondiaria delle aziende agricole e sull’assetto del
territorio rurale. Di tutto questo si parlerà martedì prossimo 6 maggio a Roma in un convegno nazionale promosso dalla Cia sul tema “Sviluppo, infrastrutture, agricoltura, territorio. Le grandi opere per la crescita economica del Paese e per la valorizzazione delle imprese agricole”. Ai
lavori, aperti dal vicepresidente Mino Rizzioli e conclusi dal presidente
Massimo Pacetti, interverranno, fra gli altri, il ministro delle Politiche
agricole Gianni Alemanno, il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti
Ugo Martinat, il coordinatore dell’Area agricoltura della Conferenza dei
presidenti delle Regioni Nicola Marmo, l’assessore all’Agricoltura e
all’Ambiente dell’Emilia Romagna Guido Tampieri, l’assessore
all’Ambiente e mobilità del veneto Renato Chisso, il responsabile del
Dipartimento economia della Direzione Ds Pier Luigi Bersani, il prof.
Giorgio Franceschetti, dell’Università di Padova. Sono previsti,
inoltre, interventi dei rappresentanti dell’Anas, di Trenitalia, dall’Anci,
dell’Aiscat. La relazione sarà svolta da Nicola Stolfi, della Direzione
nazionale della Cia. così i bambini imparano a mangiare e bere frutta Nelle
aule “un fiume di succo” grazie alla campagna della Confederazione
italiana agricoltori “spremi l’arancia e studia con più gusto”! La
frutta fa bene alla salute, ma gli italiani sembrano averlo dimenticato e
non lo insegnano ai loro figli. La Cia-Confederazione italiana
agricoltori, quindi, porterà quintali di arance nelle scuole per
orientare i più piccoli al consumo consapevole di un alimento
straordinario per gusto e proprietà salutari. Infatti,
osservando i dati relativi ai consumi di frutta in Italia, degli ultimi
cinque anni, emerge in maniera chiara che le abitudini alimentari degli
italiani stanno cambiando. Il crollo delle vendite di frutta (circa l’8%
solo nell’ultimo anno) oltre a mettere in difficoltà i produttori,
costituisce un preoccupante campanello d’allarme per il nostro
modello alimentare. Per
questo motivo, la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha deciso di
entrare nelle scuole per promuovere, fra i più piccoli, il consumo di un frutto senza pari al
mondo: l’arancia. Duecento grammi, tanto pesa un’arancia media,
contengono una quantità di vitamina c superiore al nostro
fabbisogno giornaliero (come spiegheranno per l’occasione esperti
nutrizionisti). La
Cia-Confederazione italiana agricoltori porterà il
prossimo lunedì 5 maggio, nella scuola romana A. Malaspina, centinaia di
quintali di arance rosse di Sicilia (Igp- indicazione geografica protetta)
e con l’aiuto di moderne macchine spremiagrumi, a partire dalle ore
10.00, assieme agli scolari verranno spremute migliaia di arance, dando
vita così ad una colossale e collettiva merenda di metà mattinata a base
del prezioso succo rosso. Con
“spremi l’arancia e studia con più gusto” l’alimento agricolo
approda nelle scuole, con benefici di tutti: dei bambini per la loro
educazione alimentare, dell’agricoltura italiana per valorizzazione
delle sue produzioni, come nel caso dell’agrumicoltura italiana, vanto
del nostro Paese ora in grande difficoltà.
Cia
di Taranto: lettera aperta sul problema La
Cia di Taranto insieme alla federazione provinciale dei coltivatori
diretti ha inviato lo scorso 23 aprile, una lettera aperta indirizzata al
Prefetto di Taranto, ai Parlamentari
e Consiglieri Regionali della provincia di Taranto, all’Assessore
regionale dei lavori pubblici, agricoltura e industria, ai dirigente del
Genio civile di Taranto, al Sindaco e
Assessore dell’agricoltura del Comune di Castellaneta e al comandante
della Polizia municipale del Comune di Castellaneta sul problema dei pozzi
trivellati in Castellaneta. In
essa si rileva “la grave preoccupazione degli operatori agricoli le cui
aziende ricadono in agro di Castellaneta – contrada “Terzo Dieci”
(in prossimità di Castellaneta Marina), per la realizzazione di pozzi di
notevole portata a servizio del parco a tema “Felifonte”, ove tra
l’altro è previsto un lago artificiale navigabile di tre ettari con
capacità superiore ai 60.000 metri cubi”. “Il
cospicuo emungimento dai pozzi -si legge nella lettera- produrra’ un
sicuro abbassamento della falda sotterranea, con effetti devastanti sulla
possibilità di captazione delle acque dai pozzi esistenti sia di proprietà
di privati che del Consorzio di Bonifica “Stornara e Tara” e che
asservono centinaia di ettari di terreni vocati a colture di alto pregio
(uva da tavola, ortaggi, frutticoltura e agrumi), che danno reddito a
numerosissime famiglie di coltivatori e lavoratori agricoli”. “Una
tale drammatica realtà -secondo la Cia di Taranto- minerà le stesse
possibilità di sopravvivenza delle aziende agricole, già duramente
colpite da frequenti calamità atmosferiche, come da ultima la devastante
gelata dell’8-9 aprile scorso”. La
Cia di Taranto chiede pertanto “di verificare la regolarità delle
procedure di realizzazione dei pozzi a servizio del parco a tema, la
sussistenza delle prescritte autorizzazioni, nonché di valutare, prima
della loro entrata in funzione, gli effetti sulla falda sotterranea e
sulle residue possibilità di captazione per le aziende agricole del
territorio”.
Convegno
nazionale della Cia a Città di Castello “Realtà
e prospettive del settore tabacco. Il tabacco tra la riforma dell’Ocm e
la revisione di medio termine”, questo il tema del
convegno nazionale organizzato dalla Cia per il prossimo 3 maggio,
alle ore 9.30, a Città di Castello, presso la Sala convegni del Centro
Servizi. Con
tale iniziativa, la Cia si propone di contribuire ad approfondire le
problematiche derivanti dalla prevista revisione intermedia della Riforma
dell’Ocm tabacco e dei mutamenti del quadro internazionale, con
particolare riferimento alla privatizzazione dell’Eti, alla mancanza di
alternative produttive altrettanto remunerative, alle ricadute
sull’occupazione. Il
convegno sarà presieduto dal vicepresidente nazionale della Cia Mino
Rizzioli. Seguirà
il saluto del sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini e
l’introduzione del presidente regionale della Cia Umbria Walter
Trivellizzi. Tra gli interventi programmati quello dell’assessore
regionale all’Agricoltura Gianpiero Bocci e del direttore di Unitab
Oriano Gioglio. I
lavori saranno conclusi dall’intervento del presidente nazionale della
Cia Massimo Pacetti. E’ prevista, inoltre, la partecipazione del presidente della Commissione Agricoltura del Senato Maurizio Ronconi, del presidente di Unitab Roberto Di Menno Di Bucchianico, del presidente dell’Apti Rinaldo Chidichimo. | |
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