| ||||||||||||||
|
Semi
Ogm: basta
con la demagogia Una
dichiarazione del presidente Pacetti “Basta
con la demagogia e con le strumentalizzazioni sui semi Ogm. E’, invece,
assolutamente prioritario tutelare i produttori che hanno appena finito di
seminare mais e soia e quelli che dovranno approvvigionarsi di semi nelle
prossime settimane. D’altra parte, il quadro emerso dal monitoraggio
dell’Ense evidenzia che la contaminazione accidentale di Ogm delle
sementi presenti in Italia, come ha confermato anche il ministero delle
Politiche agricole, è largamente al di sotto (anche di 100 volte) dei
livelli ipotizzati in ambito comunitario”. Lo ha affermato il presidente
della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti. “La
posizione della Cia -ha detto il presidente confederale- è stata chiara
sin dall’inizio. L’obiettivo di avere disponibilità di semi esenti da
Ogm è da perseguire nel tempo, sia con la ricerca in laboratorio che con
la sperimentazione su campo, ed in ogni caso tenendo ben fermo il
principio di precauzione. Oggi c’è assoluto bisogno di certezze per i
coltivatori. Ed è per questo che ribadiamo l’impellente necessità di
un provvedimento, da parte dei ministeri competenti, che fissi una soglia
di tolleranza realistica e praticabile”. “In
questa fase -ha aggiunto Pacetti- occorre avere un comportamento
responsabile. Atteggiamenti preconcetti non pagano e creano soltanto
ulteriore confusione tra i produttori e i consumatori. La tolleranza zero
Ogm nei semi -ha concluso il presidente della Cia- non è il punto da cui
partire, ma è l’obiettivo prioritario a cui arrivare. D’altronde,
tutti sono attualmente a conoscenza che il seme tradizionale disponibile
in Italia non è assolutamente sufficiente per garantire le semine”.
Dalla
parte dei consumatori, per la sicurezza alimentare, in difesa della qualità.
Su questi tre capisaldi si fonda la campagna d’informazione “La forza
naturale della carne” promossa dalla Confederazione italiana agricoltori
con il contributo dell’Unione europea, e presentata oggi, nel corso di
una conferenza stampa, dal presidente Massimo Pacetti e dal
sottosegretario alle Politiche agricole Gianpaolo Dozzo. Erano presenti
anche il vicepresidente Paolo De Carolis e il membro della Presidenza
nazionale Francesco Serra-Caracciolo, oltre ai rappresentanti dell’Ue e
delle associazioni dei consumatori. L’iniziativa
della Cia è capillare e si sviluppa sull’intero territorio nazionale.
Con essa -ha spiegato Pacetti- si vuole mettere a conoscenza i cittadini
delle regole che produttori, distributori e commercianti sono obbligati a
rispettare a garanzia della qualità dei prodotti. La campagna della Cia,
quindi, vuole rendere trasparente al consumatore l’intero processo,
dall’allevamento alla tavola, della carne bovina. Dal primo gennaio
2002, infatti, c’è l’obbligo dell’etichettatura che permette di
individuare la provenienza e le qualità igienico-sanitarie del prodotto.
Una documentazione importante che il cittadino italiano, al momento
dell’acquisto, deve ben comprendere e, soprattutto, pretendere. La
campagna d’informazione della Cia -ha rilevato il presidente- intende
contribuire a tutto ciò, aiutando il consumatore a capire il “percorso
della qualità” che permette di mangiare carni sicure e genuine. In
questa ottica, la Cia ha organizzato, in collaborazione con la
Federconsumatori, il Codacons, il Movimento consumatori e l’Acu, una
serie di seminari di studio per formare quadri delle associazioni stesse
che ricoprono il ruolo importante di educazione e di difesa dei cittadini.
Gli incontri si terranno a Bologna, a Roma, a Bari e ad Ancona. Dopo
la vicenda Bse -ha aggiunto Pacetti- è indispensabile ricostruire un
rapporto di fiducia tra la filiera della carne bovina e i consumatori. E
la campagna di informazione promossa dalla Cia intende rispondere a questa
esigenza. D’altra parte, lo scenario che si è andato delineando negli
ultimi quindici mesi a seguito della Bse non è certo confortante: 61 casi
accertati, consumi di carne bovina scesi del 9 per cento, oltre 41 mila
tonnellate di carne ritirate dal mercato attraverso le misure predisposte
dall’Unione europea, circa 679 mila analisi compiute nei laboratori, una
perdita per l’intera filiera (produzione, trasformazione, distribuzione)
superiore ad un miliardo di euro. Dati
che, quindi, confermano la drammaticità e la gravità di una crisi che,
nonostante i segni di ripresa, ha avuto conseguenze fortemente negative.
La Bse, come si ricorderà, è esplosa in maniera dirompente nel gennaio
dello scorso anno e per oltre quattro mesi ha praticamente messo in
ginocchio l’intero settore della carne bovina, con i consumatori sempre
più disorientati e allarmati che hanno ridotto sensibilmente gli
acquisti. Gli
allevatori italiani hanno vissuto settimane drammatiche e le misure
approvate, pur importanti, non sono state sufficienti a ripianare una
situazione estremamente difficile. Con
l’adozione delle misure sanitarie relative al blocco dell’utilizzo
delle farine animali, alla eliminazione dei materiali a rischio,
l’asportazione della colonna vertebrale ed i test anti Bse, si è messo
in campo -ha detto Pacetti- un efficace sistema di prevenzione dei rischi.
Anche queste iniziative, secondo la Cia, hanno comportato maggiori costi
per la filiera, solo parzialmente recuperati con i provvedimenti europei e
nazionali. Per
quanto riguarda gli aspetti finanziari, poiché gli interventi realizzati
nel corso del 2001 hanno coperto parzialmente la perdita di reddito degli
allevatori ed inoltre bisognerà garantire ancora per i prossimi mesi
l’operatività della filiera (ritiro e smaltimento delle carcasse nonché
distruzione dei materiali a rischio), è necessario, come da tempo
richiesto dalla Cia, attivare nuovi stanziamenti. A questo proposito -ha concluso il presidente della Cia- il nuovo decreto sulla Bse rappresenta un parziale contributo per l’intera filiera. Comunque, è urgente la sua pronta conversione in legge perché diventi al più presto operativo.
Consiglio
agricoltura del 22 aprile scorso Ordine
del giorno 1)
Presentazione del memorandum della Presidenza spagnola sulle pari
opportunità nel mondo rurale; 2)
presentazione del memorandum della Presidenza spagnola sui Fondi
veterinari dell’Unione europea; 3)
aggiornamento sulla situazione della Bse; 4)
presentazione da parte della Commissione della proposta di regolamento
sugli additi destinati all’alimentazione animale; 5)
ricerca di un accordo politico sulla proposta di regolamento relativa alle
condizioni di politica sanitaria applicabile ai movimenti non commerciali
degli animali da compagnia. Risultati
della riunione 1)
Pari opportunità nel mondo rurale: il Consiglio ha incaricato il Csa di
preparare il dossier in vista dell’approvazione delle conclusioni
durante il dibattito pubblico della riunione di maggio del Consiglio
agricoltura. La Presidenza dell’Unione europea e la Commissione hanno
organizzato una conferenza sulle pari opportunità che si terrà in Spagna
a Santander il 14 ed il 15 giugno prossimo; 2)
fondi veterinari dell’Ue: la maggioranza delle delegazioni ha accolto
favorevolmente il memorandum della Presidenza sui mezzi da utilizzare per
il miglioramento del ruolo dei fondi e sulle misure da attuare per
assicurare un finanziamento efficace dei costi imposti agli Stati membri
dalle nuove responsabilità nella gestione della salute e della sicurezza
alimentare. Il Consiglio ha incaricato i servi veterinari di approfondire
l’esame del memorandum e l’idea di un’assicurazione agricola; 3)
accordo politico sulla proposta di regolamento relativa alle condizioni di
politica sanitaria applicabile ai movimenti non commerciali degli animali
da compagnia: il Consiglio ha raggiunto l’accordo sulla proposta ed ha
convenuto la procedura di adozione della posizione comune in occasione
della riunione indetta per il prossimo mese di maggio; 4)
proposta di regolamento sugli additi destinati all’alimentazione
animale: la proposta è stata accolta positivamente dalle delegazioni.
Solo gli additivi autorizzati, secondo la procedura prevista da tale
proposta, potranno esser utilizzati; 5)
proposta italiana di una conferenza sul futuro dei giovani agricoltori in
attesa di definire delle nuove strategie per lo sviluppo delle giovani
generazioni: il Consiglio sosterrà a pieno l’iniziativa italiana; 6)
il Consiglio ha deciso favorevolmente sulla firma dei due Accordi di
associazione tra l’Unione europea e l’Algeria da un lato ed il Libano
dall’altro. Il
Comitato franco-spagnolo per l’ortofrutta Il
Comitato franco-spagnolo, dopo aver constatato che il rapporto della
Commissione del gennaio 2001 sull’applicazione del regolamento del 1996
e che il documento di febbraio 2002 della Presidenza spagnola
dell’Unione europea sull’aggiustamento dell’Ocm ortofrutta hanno
rilanciato la riflessione, intende difendere la semplificazione delle
disposizioni attuali e una migliore coerenza rispetto alle misure
comunitarie per lo sviluppo rurale. Il Comitato auspica un rafforzamento
delle organizzazioni di produttori grazie ad una chiarificazione dei
criteri di riconoscimento e ad un maggior interesse verso la realizzazione
comune delle strutture. La
Francia ha, inoltre, evidenziato l’importanza che attribuisce alla
semplificazione del regime per l’estensione degli accordi
interprofessionali. Per alimentare il dibattito su questo punto la
Presidenza spagnola ha sottoposto, ai gruppi tecnici del Consiglio, un
breve documento sui problemi che sembrano determinare i criteri attuali di
riconoscimento delle organizzazioni interprofessionali. Per esempio, si
chiede agli esperti di vedere se non sarebbe meglio modificare il termine
dei due mesi che intercorre tra la data di notifica di un accordo
interprofessionale alla Commissione e la sua messa in atto, così come il
periodo di un anno che deve passare prima che gli accordi
interprofessionali adottati vengano estesi agli operatori non affiliati. Se
la Francia e la Spagna sono favorevoli alle organizzazioni
interprofessionali, l’Italia chiede uno studio sui loro effetti sul
settore. Intervento
di Fischler Intervenendo
di fronte alla Commissione agricoltura del Parlamento europeo il
commissario Franz Fischler ha ribadito che il suo obiettivo è quello di
accrescere i trasferimenti dei fondi dal primo (politiche di mercato) al
secondo pilastro (sviluppo rurale) della Pac. Egli ha riconosciuto che
diversi Stati membri erano avversi alla modulazione perché il regolamento
attuale prevede l’obbligo di impiegare i crediti comunitari risparmiati
in nuovi programmi di sviluppo rurale. Programmi che richiedono un
cofinanziamento nazionale supplementare. Il commissario ha, quindi,
annunciato che intenderà proporre l’utilizzo dei fondi risparmiati per
programmi già esistenti, in modo da ridurre il carico finanziario per il
Paese in questione. La
Commissione ha trasmesso al Consiglio Le
nove proposte (quella per Malta non è ancora pronta), a parte alcuni
aggiustamenti nelle quote di produzione e nei premi, riprendono i principi
enunciati lo scorso gennaio dalla Commissione, ovvero un’introduzione
progressiva, in dieci anni, degli aiuti diretti ai futuri Stati membri, in
cambio di un sostegno accresciuto allo sviluppo rurale. In base a queste proposte la Presidenza spagnola spera di poter definire una posizione comune a fine giugno in modo da poter chiudere i negoziati, con i Paesi candidati, entro il 2002.
Nasce
l’Associazione dei produttori Nei
giorni scorsi, promossa dalla Confederazione italiana agricoltori di
Oristano, è nata l’Associazione provinciale dei produttori di piante
officinali, denominata “Essenthya”. Costituita
da 15 soci fondatori (14 aziende ed un tecnico), ai quali si aggiungeranno
alla prima assemblea ordinaria altri 15 soci ordinari (12 aziende e tre
tecnici). Il sodalizio, impostato giuridicamente sotto forma di Onlus,
intende porsi come uno strumento di accompagnamento rivolto alla
produzione, anche se ne fanno parte alcune aziende già in attività. Uno
degli obiettivi principali è, infatti, quello di fornire informazione e
fare formazione per qualificare la professionalità delle aziende e il
prodotto. Rappresenta,
inoltre, una risposta all’interesse crescente verso un settore in
continua espansione e con grosse potenzialità di mercato. Verrà subito
presentato un progetto alla Regione Sardegna sui fondi del Programma
operativo regionale, per realizzare un lavoro che consenta
sperimentazione, formazione, definizione del mercato e indirizzi
colturali. L’Assemblea dei soci ha provveduto a eleggere gli organi esecutivi, nominando presidente il tecnico e artefice dell’iniziativa, Giorgio Cauli. Socio e referente presso la Confederazione italiana agricoltori del progetto di sviluppo è il presidente della Cia di Oristano, Serafino Mura, dove ha sede legale l’associazione stessa.
Pacetti
partecipa Si
svolgerà il prossimo 25 aprile a Braccagni, in provincia di Grosseto, la
24° Fiera agricola del Madonnino. All’iniziativa
parteciperà il presidente nazionale della Confederazione italiana
agricoltori Massimo Pacetti. Cia
di Ancona: la prima festa La
Confederazione italiana agricoltori della provincia di Ancona, in
collaborazione con il comune di Castel Colonna e la Provincia di Ancona,
ha organizzato per il
prossimo 28 aprile, presso il ristorante “Osteria sul lago” in località
Cesano Bruciata di Castel Colonna alle ore 10, la prima “Festa del
salame di Frattula”. In contemporanea si svolgerà una mostra-mercato dei prodotti tipici locali, tra cui il salame di Frattula, la lonza ed altri insaccati, il formaggio pecorino dei Colli Ostrensi, i vini rossi e bianchi eccellenti, provenienti da Castel Colonna e dalle “Terre di Frattula”, le fave, il miele millefiori del Senigagliese, l’olio extravergine di oliva locale e il pane casareccio. | |
|
| |
|
|
|