23 aprile 2002


sommario

 

ATTUALITA'

 •    Semi Ogm: basta con la demagogia. Occorrono chiarezza e atteggiamenti responsabili
•    “La forza naturale della carne”: la Cia presenta la campagna di informazione sulla sicurezza alimentare, sull’etichettatura e la tracciabilità della carne bovina 

 

IN EUROPA 

•    Consiglio agricoltura del 22 aprile scorso
•    Il Comitato franco-spagnolo per l’ortofrutta preme per un miglioramento dell’Ocm 
•    Intervento di Fischler sulla modulazione degli aiuti diretti 
•    La Commissione ha trasmesso al Consiglio le sue proposte negoziali individuali per i colloqui agricoli in materia di allargamento 

DAL TERRITORIO •    Nasce l’Associazione dei produttori di piante officinali della Cia di Oristano

 

APPUNTAMENTI

•    Pacetti partecipa alla 24° Fiera agricola del Madonnino 
•    Cia di Ancona: la prima festa del salame di Frattula 


 

ATTUALITA'

Semi Ogm: basta con la demagogia  
Occorrono chiarezza e atteggiamenti responsabili

Una dichiarazione del presidente Pacetti

“Basta con la demagogia e con le strumentalizzazioni sui semi Ogm. E’, invece, assolutamente prioritario tutelare i produttori che hanno appena finito di seminare mais e soia e quelli che dovranno approvvigionarsi di semi nelle prossime settimane. D’altra parte, il quadro emerso dal monitoraggio dell’Ense evidenzia che la contaminazione accidentale di Ogm delle sementi presenti in Italia, come ha confermato anche il ministero delle Politiche agricole, è largamente al di sotto (anche di 100 volte) dei livelli ipotizzati in ambito comunitario”. Lo ha affermato il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti.

“La posizione della Cia -ha detto il presidente confederale- è stata chiara sin dall’inizio. L’obiettivo di avere disponibilità di semi esenti da Ogm è da perseguire nel tempo, sia con la ricerca in laboratorio che con la sperimentazione su campo, ed in ogni caso tenendo ben fermo il principio di precauzione. Oggi c’è assoluto bisogno di certezze per i coltivatori. Ed è per questo che ribadiamo l’impellente necessità di un provvedimento, da parte dei ministeri competenti, che fissi una soglia di tolleranza realistica e praticabile”.

“In questa fase -ha aggiunto Pacetti- occorre avere un comportamento responsabile. Atteggiamenti preconcetti non pagano e creano soltanto ulteriore confusione tra i produttori e i consumatori. La tolleranza zero Ogm nei semi -ha concluso il presidente della Cia- non è il punto da cui partire, ma è l’obiettivo prioritario a cui arrivare. D’altronde, tutti sono attualmente a conoscenza che il seme tradizionale disponibile in Italia non è assolutamente sufficiente per garantire le semine”.

 


“La forza naturale della carne”:
la Cia presenta la campagna di informazione 
sulla sicurezza alimentare, sull’etichettatura
e la tracciabilità della carne bovina

Dalla parte dei consumatori, per la sicurezza alimentare, in difesa della qualità. Su questi tre capisaldi si fonda la campagna d’informazione “La forza naturale della carne” promossa dalla Confederazione italiana agricoltori con il contributo dell’Unione europea, e presentata oggi, nel corso di una conferenza stampa, dal presidente Massimo Pacetti e dal sottosegretario alle Politiche agricole Gianpaolo Dozzo. Erano presenti anche il vicepresidente Paolo De Carolis e il membro della Presidenza nazionale Francesco Serra-Caracciolo, oltre ai rappresentanti dell’Ue e delle associazioni dei consumatori.

L’iniziativa della Cia è capillare e si sviluppa sull’intero territorio nazionale. Con essa -ha spiegato Pacetti- si vuole mettere a conoscenza i cittadini delle regole che produttori, distributori e commercianti sono obbligati a rispettare a garanzia della qualità dei prodotti. La campagna della Cia, quindi, vuole rendere trasparente al consumatore l’intero processo, dall’allevamento alla tavola, della carne bovina. Dal primo gennaio 2002, infatti, c’è l’obbligo dell’etichettatura che permette di individuare la provenienza e le qualità igienico-sanitarie del prodotto. Una documentazione importante che il cittadino italiano, al momento dell’acquisto, deve ben comprendere e, soprattutto, pretendere.

La campagna d’informazione della Cia -ha rilevato il presidente- intende contribuire a tutto ciò, aiutando il consumatore a capire il “percorso della qualità” che permette di mangiare carni sicure e genuine.

In questa ottica, la Cia ha organizzato, in collaborazione con la Federconsumatori, il Codacons, il Movimento consumatori e l’Acu, una serie di seminari di studio per formare quadri delle associazioni stesse che ricoprono il ruolo importante di educazione e di difesa dei cittadini. Gli incontri si terranno a Bologna, a Roma, a Bari e ad Ancona.

Dopo la vicenda Bse -ha aggiunto Pacetti- è indispensabile ricostruire un rapporto di fiducia tra la filiera della carne bovina e i consumatori. E la campagna di informazione promossa dalla Cia intende rispondere a questa esigenza. D’altra parte, lo scenario che si è andato delineando negli ultimi quindici mesi a seguito della Bse non è certo confortante: 61 casi accertati, consumi di carne bovina scesi del 9 per cento, oltre 41 mila tonnellate di carne ritirate dal mercato attraverso le misure predisposte dall’Unione europea, circa 679 mila analisi compiute nei laboratori, una perdita per l’intera filiera (produzione, trasformazione, distribuzione) superiore ad un miliardo di euro.

Dati che, quindi, confermano la drammaticità e la gravità di una crisi che, nonostante i segni di ripresa, ha avuto conseguenze fortemente negative. La Bse, come si ricorderà, è esplosa in maniera dirompente nel gennaio dello scorso anno e per oltre quattro mesi ha praticamente messo in ginocchio l’intero settore della carne bovina, con i consumatori sempre più disorientati e allarmati che hanno ridotto sensibilmente gli acquisti.

Gli allevatori italiani hanno vissuto settimane drammatiche e le misure approvate, pur importanti, non sono state sufficienti a ripianare una situazione estremamente difficile.

Con l’adozione delle misure sanitarie relative al blocco dell’utilizzo delle farine animali, alla eliminazione dei materiali a rischio, l’asportazione della colonna vertebrale ed i test anti Bse, si è messo in campo -ha detto Pacetti- un efficace sistema di prevenzione dei rischi. Anche queste iniziative, secondo la Cia, hanno comportato maggiori costi per la filiera, solo parzialmente recuperati con i provvedimenti europei e nazionali.

Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, poiché gli interventi realizzati nel corso del 2001 hanno coperto parzialmente la perdita di reddito degli allevatori ed inoltre bisognerà garantire ancora per i prossimi mesi l’operatività della filiera (ritiro e smaltimento delle carcasse nonché distruzione dei materiali a rischio), è necessario, come da tempo richiesto dalla Cia, attivare nuovi stanziamenti.

A questo proposito -ha concluso il presidente della Cia- il nuovo decreto sulla Bse rappresenta un parziale contributo per l’intera filiera. Comunque, è urgente la sua pronta conversione in legge perché diventi al più presto operativo.

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IN EUROPA

Consiglio agricoltura del 22 aprile scorso

Ordine del giorno

1) Presentazione del memorandum della Presidenza spagnola sulle pari opportunità nel mondo rurale;

2) presentazione del memorandum della Presidenza spagnola sui Fondi veterinari dell’Unione europea;

3) aggiornamento sulla situazione della Bse;

4) presentazione da parte della Commissione della proposta di regolamento sugli additi destinati all’alimentazione animale;

5) ricerca di un accordo politico sulla proposta di regolamento relativa alle condizioni di politica sanitaria applicabile ai movimenti non commerciali degli animali da compagnia.

 

Risultati della riunione

1) Pari opportunità nel mondo rurale: il Consiglio ha incaricato il Csa di preparare il dossier in vista dell’approvazione delle conclusioni durante il dibattito pubblico della riunione di maggio del Consiglio agricoltura. La Presidenza dell’Unione europea e la Commissione hanno organizzato una conferenza sulle pari opportunità che si terrà in Spagna a Santander il 14 ed il 15 giugno prossimo;

2) fondi veterinari dell’Ue: la maggioranza delle delegazioni ha accolto favorevolmente il memorandum della Presidenza sui mezzi da utilizzare per il miglioramento del ruolo dei fondi e sulle misure da attuare per assicurare un finanziamento efficace dei costi imposti agli Stati membri dalle nuove responsabilità nella gestione della salute e della sicurezza alimentare. Il Consiglio ha incaricato i servi veterinari di approfondire l’esame del memorandum e l’idea di un’assicurazione agricola;

3) accordo politico sulla proposta di regolamento relativa alle condizioni di politica sanitaria applicabile ai movimenti non commerciali degli animali da compagnia: il Consiglio ha raggiunto l’accordo sulla proposta ed ha convenuto la procedura di adozione della posizione comune in occasione della riunione indetta per il prossimo mese di maggio;

4) proposta di regolamento sugli additi destinati all’alimentazione animale: la proposta è stata accolta positivamente dalle delegazioni. Solo gli additivi autorizzati, secondo la procedura prevista da tale proposta, potranno esser utilizzati;

5) proposta italiana di una conferenza sul futuro dei giovani agricoltori in attesa di definire delle nuove strategie per lo sviluppo delle giovani generazioni: il Consiglio sosterrà a pieno l’iniziativa italiana;

6) il Consiglio ha deciso favorevolmente sulla firma dei due Accordi di associazione tra l’Unione europea e l’Algeria da un lato ed il Libano dall’altro.

 

 

Il Comitato franco-spagnolo per l’ortofrutta
preme per un miglioramento dell’Ocm

Il Comitato franco-spagnolo, dopo aver constatato che il rapporto della Commissione del gennaio 2001 sull’applicazione del regolamento del 1996 e che il documento di febbraio 2002 della Presidenza spagnola dell’Unione europea sull’aggiustamento dell’Ocm ortofrutta hanno rilanciato la riflessione, intende difendere la semplificazione delle disposizioni attuali e una migliore coerenza rispetto alle misure comunitarie per lo sviluppo rurale. Il Comitato auspica un rafforzamento delle organizzazioni di produttori grazie ad una chiarificazione dei criteri di riconoscimento e ad un maggior interesse verso la realizzazione comune delle strutture.

La Francia ha, inoltre, evidenziato l’importanza che attribuisce alla semplificazione del regime per l’estensione degli accordi interprofessionali. Per alimentare il dibattito su questo punto la Presidenza spagnola ha sottoposto, ai gruppi tecnici del Consiglio, un breve documento sui problemi che sembrano determinare i criteri attuali di riconoscimento delle organizzazioni interprofessionali. Per esempio, si chiede agli esperti di vedere se non sarebbe meglio modificare il termine dei due mesi che intercorre tra la data di notifica di un accordo interprofessionale alla Commissione e la sua messa in atto, così come il periodo di un anno che deve passare prima che gli accordi interprofessionali adottati vengano estesi agli operatori non affiliati.

Se la Francia e la Spagna sono favorevoli alle organizzazioni interprofessionali, l’Italia chiede uno studio sui loro effetti sul settore.

 

 

Intervento di Fischler
sulla modulazione degli aiuti diretti

Intervenendo di fronte alla Commissione agricoltura del Parlamento europeo il commissario Franz Fischler ha ribadito che il suo obiettivo è quello di accrescere i trasferimenti dei fondi dal primo (politiche di mercato) al secondo pilastro (sviluppo rurale) della Pac. Egli ha riconosciuto che diversi Stati membri erano avversi alla modulazione perché il regolamento attuale prevede l’obbligo di impiegare i crediti comunitari risparmiati in nuovi programmi di sviluppo rurale. Programmi che richiedono un cofinanziamento nazionale supplementare. Il commissario ha, quindi, annunciato che intenderà proporre l’utilizzo dei fondi risparmiati per programmi già esistenti, in modo da ridurre il carico finanziario per il Paese in questione.

 

 

La Commissione ha trasmesso al Consiglio 
le sue proposte negoziali individuali 
per i colloqui agricoli in materia di allargamento

Le nove proposte (quella per Malta non è ancora pronta), a parte alcuni aggiustamenti nelle quote di produzione e nei premi, riprendono i principi enunciati lo scorso gennaio dalla Commissione, ovvero un’introduzione progressiva, in dieci anni, degli aiuti diretti ai futuri Stati membri, in cambio di un sostegno accresciuto allo sviluppo rurale.

In base a queste proposte la Presidenza spagnola spera di poter definire una posizione comune a fine giugno in modo da poter chiudere i negoziati, con i Paesi candidati, entro il 2002.

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DAL TERRITORIO

Nasce l’Associazione dei produttori
di piante officinali della Cia di Oristano

Nei giorni scorsi, promossa dalla Confederazione italiana agricoltori di Oristano, è nata l’Associazione provinciale dei produttori di piante officinali, denominata “Essenthya”.

Costituita da 15 soci fondatori (14 aziende ed un tecnico), ai quali si aggiungeranno alla prima assemblea ordinaria altri 15 soci ordinari (12 aziende e tre tecnici). Il sodalizio, impostato giuridicamente sotto forma di Onlus, intende porsi come uno strumento di accompagnamento rivolto alla produzione, anche se ne fanno parte alcune aziende già in attività.

Uno degli obiettivi principali è, infatti, quello di fornire informazione e fare formazione per qualificare la professionalità delle aziende e il prodotto.

Rappresenta, inoltre, una risposta all’interesse crescente verso un settore in continua espansione e con grosse potenzialità di mercato. Verrà subito presentato un progetto alla Regione Sardegna sui fondi del Programma operativo regionale, per realizzare un lavoro che consenta sperimentazione, formazione, definizione del mercato e indirizzi colturali.

L’Assemblea dei soci ha provveduto a eleggere gli organi esecutivi, nominando presidente il tecnico e artefice dell’iniziativa, Giorgio Cauli. Socio e referente presso la Confederazione italiana agricoltori del progetto di sviluppo è il presidente della Cia di Oristano, Serafino Mura, dove ha sede legale l’associazione stessa.

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APPUNTAMENTI

Pacetti partecipa
alla 24° Fiera agricola del Madonnino

Si svolgerà il prossimo 25 aprile a Braccagni, in provincia di Grosseto, la 24° Fiera agricola del Madonnino.

All’iniziativa parteciperà il presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti.

 

 

Cia di Ancona: la prima festa
del salame di Frattula

La Confederazione italiana agricoltori della provincia di Ancona, in collaborazione con il comune di Castel Colonna e la Provincia di Ancona, ha  organizzato per il prossimo 28 aprile, presso il ristorante “Osteria sul lago” in località Cesano Bruciata di Castel Colonna alle ore 10, la prima “Festa del salame di Frattula”.

In contemporanea si svolgerà una mostra-mercato dei prodotti tipici locali, tra cui il salame di Frattula, la lonza ed altri insaccati, il formaggio pecorino dei Colli Ostrensi, i vini rossi e bianchi eccellenti, provenienti da Castel Colonna e dalle “Terre di Frattula”, le fave, il miele millefiori del Senigagliese, l’olio extravergine di oliva locale e il pane casareccio. 

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