18 aprile 2001

testata nuovaagricoltura

ATTUALITA'

• Carne bovina: Pacetti scrive ad Amato e Formigoni. Chiesti interventi urgenti per le aziende in crisi
• Afta epizootica: lettera della Cia al ministero della Sanità

 

IN EUROPA

• Consiglio informale dell’Agricoltura a Ostersund (Svezia): "Produzione alimentare: sostenibilità, sicurezza e eticità"
• Il Parlamento europeo giudica insufficiente la proposta di Bruxelles per le leguminose da foraggio. (pag. 3)
• Bruxelles rinforza le regole sul trasporto animale
• Il nuovo presidente del Copa/Cogeca

 

DAL TERRITORIO

• La Cia di Puglia sollecita la convocazione della Conferenza regionale sull’acqua e sull’emergenza idrica
• La Cia di Salerno presenta un progetto al Mipaf valorizzare i prodotti tipici, tradizionali e biologici
• Convegno della Cia di Verona su agricoltura e sicurezza alimentare

 

APPUNTAMENTI • Firenze: convegno su "Percorsi di formazione e opportunità di lavoro per lo sviluppo dell’agricoltura e delle aree rurali"

 

   

 

ATTUALITA'

Carne bovina: Pacetti scrive ad Amato
e Formigoni. Chiesti interventi
urgenti per le aziende in crisi

Nei giorni scorsi il presidente della Cia della Lombardia Umberto Borelli (come abbiamo riportato sull’agenzia) ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Giuliano Amato e al presidente della Giunta regionale lombarda Roberto Formigoni nella quale ha espresso la forte preoccupazione per l’attuale situazione economica che coinvolge le aziende agricole produttrici di carne bovina. Borelli ha chiesto, quindi, "l’adozione di provvedimenti che intervengano con priorità ed urgenza a sostegno delle aziende agricole per evitare l’ulteriore aggravamento della situazione, che potrebbe diventare irreversibile".

Le preoccupazioni, le analisi e le considerazioni della Cia lombarda sono condivise dalla Cia nazionale. Anche il presidente Massimo Pacetti ha, infatti, inviato una lettera al presidente Amato e al presidente Formigoni nella quale si sottolinea che le difficoltà ed i ritardi colpiscono in maniera più generale l’intera zootecnia bovina da carne italiana.

"In questo quadro -ha rilevato Pacetti- la Cia ritiene necessario attuare rapidamente le azioni previste a sostegno delle aziende, che riguardano l’operatività degli interventi comunitari e tutte le misure specifiche previste dalla legge 49/2001".

Pacetti ha concluso rinnovando l’esigenza di un impegno straordinario di tutte le parti interessate in maniera tale da recuperare i ritardi sinora accumulati e di fornire le attese risposte agli allevatori italiani.

 

 

Afta epizootica: lettera della Cia
al ministero della Sanità

Il responsabile dell’ufficio zootecnico della Cia, Enzo Mastrobuoni, ha inviato il 17 aprile una lettera al direttore del dipartimento alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria del ministero della sanità, Romano Marabelli, per segnalare alcuni problemi relativi alle misure di protezione contro l’afta epizootica. Di seguito pubblichiamo il contenuto della lettera.

Egregio direttore, Le segnalo alcuni problemi inerenti l’ultima ordinanza relativa alle "misure di protezione contro l’afta epizootica".

Il primo riguarda la necessità di correggere la casistica dei trasporti di animali verso gli impianti di macellazione nel caso in cui nell’azienda siano stati introdotti animali delle specie sensibili. Con la formulazione attuale, infatti, si provoca un blocco di fatto delle aziende.

Sarebbe utile, pertanto, modificare all’articolo 2, comma 1, la lettera b) specificando che è consentito che, nel caso vi siano stati introduzioni di altri animali delle specie sensibili, è consentito il solo trasporto dedicato allo stabilimento di macellazione di capi precedentemente presenti in azienda.

Il secondo problema riguarda il permanere del blocco della movimentazione di animali, in particolare da ristallo, dagli altri Paesi Ue. Tale situazione sta determinando seri problemi agli allevamenti da ingrasso del nostro Paese che si riforniscono prevalentemente dalla Francia.

Poiché ciò dipende dalle decisioni che vengono assunte in sede comunitaria, sarebbe auspicabile un’iniziativa italiana affinché, stante il non verificarsi di nuovi focolai di afta in Francia, fin dal prossimo Comitato veterinario venga risolto tale problema.

Certo della Sua attenzione invio cordiali saluti.

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IN EUROPA

Consiglio informale dell’Agricoltura a Ostersund (Svezia): "Produzione alimentare: sostenibilità, sicurezza e eticità"

Dall’8 al 10 aprile scorso si sono riuniti a livello informale i Quindici ministri dell’agricoltura per discutere sugli aggiustamenti da apportare alla riforma della Pac.

Il commissario Franz Fischler nel suo intervento alla riunione di Ostersund ha ribadito che l’agricoltura europea non è un settore come gli altri e che non lo sarà mai.

L’agricoltura europea è più della produzione di cereali e di carne bovina.

Essa ingloba prestazioni ambientali, qualità e sicurezza alimentare e la Pac deve tener conto di queste esigenze supplementari.

La domanda di beni alimentari aumenta di giorno in giorno, mentre, l’offerta è sottomessa ai fattori climatici, ecologici, sociali e sanitari, alle influenze congiunturali ed ai cicli di produzione.

La Pac ha il compito essenziale di gestire tutte queste particolarità dell’offerta e di contribuire al miglioramento della competitività agricola europea. Realtà che nel contesto della liberalizzazione delle politiche commerciali diventa sempre più importante.

L’epoca in cui l’obiettivo principale dell’agricoltura era quello di produrre il più possibile è passato ormai da molto tempo.

L’agricoltura deve confrontarsi con le nuove attese della società.

La garanzia della qualità, le questioni etiche legate alla produzione degli animali, gli obiettivi ecologici e la garanzia delle funzioni culturali dell’agricoltura sono sempre di più in primo piano, anche se è evidente che gli obiettivi tradizionali come la preservazione di uno zoccolo economico solido per l’agricoltura e l’approvvigionamento alimentare a prezzi adeguati non hanno assolutamente perso la loro attualità.

La Pac ha perfettamente integrato l’evoluzione delle attese della società ed i suoi obiettivi sono determinati dalle nuove esigenze.

Gli obiettivi della Pac non devono essere modificati, ma sarà necessario procedere, per quanto riguarda gli strumenti, ad un certo numero di adattamenti.

Agenda 2000 ha permesso di adattare l’importo degli aiuti agricoli ai costi delle aziende sia esse grandi o piccole.

Gli Stati membri hanno attualmente la possibilità di ridurre gli aiuti del 20 per cento al massimo e di utilizzare gli importi liberati per delle misure di sviluppo rurale supplementari.

Sfortunatamente solo la Francia e la Gran Bretagna stanno ricorrendo a tale misura, e forse sarebbe meglio renderla obbligatoria.

Franz Fischler ha ripetuto un suo quesito: perché dedicare solo il 10 per cento dei crediti disponibili allo sviluppo rurale?

Agenda 2000, valida fino al 2006, sarà oggetto di un’analisi di mezzo percorso (per i cereali, semi oleosi, carne bovina, quote latte e spese agricole) e se sarà necessario dovranno esser formulate delle proposte per aiutare la realizzazione degli obiettivi fissati, sempre nel rispetto delle prospettive finanziarie.

Ciò non è comunque sufficiente, infatti, non ci si può limitare ad un dibattito su ciò che mangeremo e berremo domani e sul futuro dell’agricoltura nel suo insieme, seppur ad un alto livello politico.

Serve un dialogo con la società ed è per questo che insieme al commissario della Dg Sanco, D. Byrne, (anche lui presente a Ostersund) abbiamo cominciato a mettere in atto delle strutture utili per un dialogo sociale al quale sono invitati tutte le associazioni di consumatori, per la protezione dell’ambiente, per la difesa ed il benessere degli animali, i rappresentanti del commercio, della trasformazione e naturalmente degli agricoltori.

E’ stata organizzata di recente una tavola rotonda a Bruxelles sul tema la qualità, la sicurezza e la produzione delle derrate alimentari.

Altre azioni verranno organizzate in futuro:

1) tavole rotonde in ogni Stato membro (Germania-Berlino 7 giugno 2001, Francia-Parigi 11 luglio 2001) per discutere delle attese di tutti gli interessati in materia di prodotti alimentari e di agricoltura;

2) dibattiti mediatici pubblici su internet (Belgio: Dialogo su internet 6 giugno 2001);

3) conferenza sul ruolo ed i compiti dei responsabili politici;

4) conferenza degli attori europei sulla sicurezza dei prodotti alimentari;

5) una nuova tavola rotonda a livello europeo per esaminare i progressi realizzati (tra un anno).

 

 

Il Parlamento europeo giudica insufficiente
la proposta di Bruxelles per le leguminose
da foraggio

Il Parlamento europeo ha giudicato troppo restrittiva la proposta della Commissione per incrementare la produzione di proteine vegetali, permettendo solo la coltivazione biologica delle leguminose da foraggio sulle terre a set aside.

Il Parlamento europeo in base alla procedura di consultazione ha reso in tempi brevi il suo parere ed il Consiglio agricolo potrà prendere la sua decisione nella sessione del 24 aprile prossimo, dissociandola dalla proposta presentata dalla Commissione per limitare la produzione di carne bovina, su cui si dovrà pronunciare in maggio.

I deputati hanno affermato che occorre autorizzare, in un primo momento, l’uso delle terre a set aside per tutte le colture di leguminose da foraggio (quelle che partecipano al programma agroambientale e quelle che a partire dal 2002 sono specializzate nell’allevamento tradizionale) e non solo quelle biologiche.

Anzi il Parlamento europeo chiede che su tutte le terre messe a riposo vengano coltivate le piante proteiche come i semi oleosi, i chicchi di lino, i piselli, i fagioli ed i lupini.

L’Assemblea europea chiede che la proposta così emendata entri in vigore subito affinché si possa avere il primo raccolto dopo il 15 agosto 2001.

 

 

Bruxelles rinforza le regole sul trasporto animale

Il 9 aprile scorso la Commissione ha proposto la fissazione di nuove regole in materia di trasporto animale per lunghe distanze nell’Unione europea. Verranno introdotte, per i veicoli da trasporto bestiame con più di otto ore di viaggio, norme sull’areazione, la temperatura e l’igrometria.

Nuove norme verranno introdotte per la sorvegliare i veicoli.

I nuovi veicoli dovranno essere equipaggiati conformemente alle nuove norme a partire 1 gennaio 2002, mentre quelli vecchi avranno una proroga di un anno.

 

 

Il nuovo presidente del Copa/Cogeca

Gerd Sonnleitner è stato eletto il 6 aprile scorso in seno al presidium nuovo presidente del Copa/Cogeca, succedendo così al finlandese Noel Devish.

Gerd Sonnleitner è presidente: della Federazione tedesca degli agricoltori (Dbv) dal 1997, del Consiglio di amministrazione della banca del Credito agricolo e del Fondo per la promozione dei prodotti agricoli.

Oltre alle importanti cariche suddette G. Sonnleitner è anche un agricoltore della ricca regione bavarese.

Il presidium del Copa/Cogeca ha eletto inoltre i quattro vice presidenti: Jean-Paul Bastian (Fnsea-Francia), Peter Gaemelke (Danimarca), Ben Gill (Nfu-Gran Bretagna) e Joao Pedro Machado (Cap-Portogallo).

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DAL TERRITORIO 

La Cia di Puglia sollecita la convocazione
della Conferenza regionale sull’acqua
e sull’emergenza idrica

Nei giorni scorsi la Confederazione italiana agricoltori della Puglia ha partecipato ad un incontro per sollecitare la convocazione della Conferenza regionale sull’acqua e sull’emergenza idrica, al quale erano presenti anche il direttore dell’Istituto agronomico mediterraneo, Cosimo Lacirignola e il direttore regionale dell’Inea, Giacomo Casiello.

"C’è un’enorme sottovalutazione -ha affermato Antonio Barile, presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori- dell’effettiva situazione idrica nella Puglia. Manca un’analisi accurata delle risorse idriche disponibili e un piano per mettere a disposizione della regione tutta l’acqua necessaria per i consumi civili e per l’irrigazione. Già oggi stimiamo una perdita di produzione lorda vendibile (plv) di oltre 700 miliardi. Ci sono danni da un lato per ben 200 miliardi alle colture cerealicole e foraggere, dall’altro si prevede una riduzione di investimenti per il pomodoro per 200 miliardi e di oltre 300 per le altre colture orticole".

"Siamo preoccupati per lo stress idrico che stanno subendo le nostre colture arboree -ha continuato Barile-proprio nella fase fenologica decisiva della fioritura. Pensiamo ai vigneti, agli oliveti ai frutteti, che rischiano di subire una forte perdita di prodotto a causa della ridotta riserva idrica sotterranea, determinata dalle scarse piogge invernali".

"La Cia di Puglia -ha proseguito il presidente regionale- sollecita ancora una volta la convocazione della Conferenza regionale sull’acqua e la prevenzione della siccità che veda riuniti intorno a un tavolo il governo regionale e nazionale, esperti, rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole e degli organismi preposti alla gestione dell’acqua. L’obiettivo è quello di predisporre un piano d’intervento per affrontare l’emergenza e attuare iniziative a medio termine. E’ scandaloso che vi siano risorse idriche inutilizzate o che vengono addirittura disperse. Un esempio clamoroso è la mancata utilizzazione dell’acqua della Diga di Campolattaro, in Campania, dove abbiamo una disponibilità di ben 100milioni di metri cubi di acqua".

"Occorre un piano per l’utilizzazione ottimale delle risorse idriche -ha proseguito Antonio Barile- che preveda investimenti a favore delle aziende agricole pugliesi, finalizzati alla creazione di nuovi e moderni impianti irrigui a basso consumo di acqua".

"La Cia di Puglia chiede, quindi -ha concluso il presidente- misure speciali a favore delle aziende agricole che per la siccità subiscono danni o sono impossibilitate a produrre, per consentire il recupero del mancato reddito".

 

 

La Cia di Salerno presenta un progetto al Mipaf valorizzare i prodotti tipici, tradizionali e biologici

Sei prodotti locali che godono del marchio Dop o Igp, 599 aziende biologiche in tutta la provincia di Salerno, un patrimonio di alimenti tradizionali che potrebbe costituire una grande fonte di ricchezza, queste potenzialità stentano a trasformarsi in benefici economici per il territorio. Per superare questo paradosso la Confederazione italiana agricoltori di Salerno, ha presentato un programma di iniziative con il quale concorre al bando emesso dal ministero delle Politiche agricole. Il progetto punta allo sviluppo di una cultura della qualità sui prodotti agroalimentari salernitani, informando e sensibilizzando i consumatori e insistendo sui temi della sicurezza alimentare.

Saranno coinvolti migliaia di cittadini, grazie alla disponibilità delle aziende agrituristiche associate a Turismo verde, che propone, inoltre, escursioni e degustazioni di prodotti tipici.

L’iniziativa dovrebbe svolgersi nei mesi di giugno e ottobre, poi, verrà indetta una manifestazione in piazza a Salerno, per far conoscere i prodotti tipici, tradizionali e biologici delle provincia. Infine la promozione di mense biologiche. Per questo motivo la Cia sollecita una legge regionale per favorirne l’apertura e ha pianificato iniziative di sensibilizzazione in scuole, ospedali e Comuni.

 

 

Convegno della Cia di Verona
su agricoltura e sicurezza alimentare

Creare valore al produttore e creare valori al consumatore. Queste le parole chiave attorno a cui si è sviluppato il dibattito a Nogara nell’ambito del convegno, organizzato dall’Amministrazione Comunale e dalla Cia di Verona, sul tema "Agricoltura e sicurezza alimentare".

"Alla sfiducia dei consumatori -ha affermato il sindaco Paolo Andreoli- si deve rispondere con sistemi di qualità che coinvolgano tutta la filiera e che assicurino un’informazione chiara e completa al consumatore".

Andreoli ha ricordato, inoltre, come la zona sia stata interessata negli ultimi tempi da numerose emergenze in relazione al tipo di agricoltura che si applica dall’influenza aviaria alla Bse, dalla vescicolare dei suini alle restrizioni dell’afta epizootica. Emergenze che pongono l’esigenza di varare politiche agricole che leghino i sistemi di produzione alla valorizzazione del lavoro, del territorio e dell’ambiente.

Giorgio Vincenzi, direttore di "Vita in campagna", ha evidenziato le risultanze di un questionario proposto ai consumatori che mette in luce come le etichette poste sui prodotti non siano comprensibili ai più. La stragrande maggioranza degli intervistati, inoltre, ha affermato di fidarsi degli approvvigionamenti effettuati direttamente in azienda.

"Dunque -ha sostenuto Vincenzi- l’agricoltura non viene vista come la causa di quanto sta avvenendo, anzi ci si accorge finalmente che dietro le produzioni finali c’è l’agricoltura e l’agricoltore".

Utili, allora, iniziative come "fattorie aperte" e "fattorie didattiche" che hanno lo scopo di far scoprire alle nuove generazioni il valore intrinseco dell’attività agricola.

"Bisogna fornire una corretta informazione su cosa significa sicurezza alimentare e qualità. La sicurezza alimentare rientra nei costi generali e deve essere garantita da un sistema pubblico di norme e di controlli, mentre la qualità deve essere riconosciuta ai produttori poiché presuppone costi nei processi produttivi e professionalità aggiuntive sui quali investe e rischia l’imprenditore", così ha puntualizzato il presidente provinciale della Confederazione italiana agricoltori Giambattista Polo che ha fatto notare, inoltre, come l’agricoltore oggi conosca forti frustrazioni. Infatti, "l’agricoltura è ormai un’impresa ad alto rischio in quanto la riduzione dei ricavi e l’aumento dei costi sono fattori che minano il reddito dei produttori".

Evidenziando "il rischio di produzione, dove il rischio biologico differenzia e penalizza il settore rispetto ad altri, e quello di mercato dove competizione vuol dire abbassamento dei costi con il risultato che ne risentono le produzioni tipiche e l’occupazione - ha affermato Polo- che è nell’ambito di una nuova informazione ai consumatori che l’agricoltura può trovare il vero valore aggiunto".

Per Giancarlo Baldin della Federconsumatori, "va data attivazione al Libro bianco approvato dall’Unione europea con la creazione di un’Authority nel campo della sicurezza alimentare. Occorre un forte sistema di controlli. E’ necessaria una politica che invece di finanziare il prodotto finanzi i comparti produttivi".

Successivamente gli interventi dei numerosi produttori presenti hanno denunciato l’assenza di norme certe ed applicabili quando vi sono le emergenze e l’esplodere in queste circostanze, paradossalmente, di una esasperazione burocratica.

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APPUNTAMENTI

Firenze: convegno su "Percorsi di formazione
e opportunità di lavoro per lo sviluppo dell’agricoltura e delle aree rurali"

Si svolgerà domani 19 aprile, alle ore 9.30 presso il salone Auditorium della Camera di commercio di Firenze, un convegno promosso dalla Confederazione italiana agricoltori e Cipa-at della Toscana sul tema "Percorsi di formazione e opportunità di lavoro per lo sviluppo dell’agricoltura e delle aree rurali".

La Cia ed il Cipa-at, con questa iniziativa sottopongono alla società toscana le proprie proposte ed i propri progetti, sollecitando un confronto finalizzato a sviluppare collaborazioni e partnerchip nel territorio.

Gli interventi di politica attiva del lavoro, di orientamento e di formazione professionale rappresentano strumenti essenziali per la promozione di nuove opportunità di lavoro, per l’adeguamento delle competenze degli imprenditori, dei tecnici e dei quadri operanti nel settore e per la crescita dell’agricoltura di qualità, sostenibile e multifunzionale.

I lavori, aperti da Enzo Pierangioli presidente della Cia regionale, saranno introdotti da Marco Failoni presidente Cipa-at della Toscana.

Le conclusioni saranno svolte da Massimo Pacetti, presidente nazionale della Cia.

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