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Polizze
assicurative: la riduzione Il
presidente della Cia Pacetti scrive al ministro Alemanno e chiede un’
immediata modifica del provvedimento. “La decisione di ridurre al 15 per cento il limite massimo del parametro contributivo, da parte del ministero delle Politiche agricole, per le assicurazioni agevolate contro la grandine, è penalizzante nei confronti degli imprenditori agricoli e sta provocando malumore e proteste in numerose zone del Paese”. E’ quanto sottolinea in una lettera inviata al ministro Giovanni Alemanno il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti. Nella
lettera, Pacetti fa notare, inoltre, che
“la concomitanza di tale riduzione con le richieste di aumento,
da parte delle compagnie assicurative, del costo delle polizze aggiunge un
ulteriore elemento negativo nei confronti dei produttori in un settore
competitivo, qual è quello della frutta, ma anche fortemente esposto alle
perturbazioni climatiche e di mercato”. Pacetti
evidenzia che la Cia ha
ritenuto opportuno sostenere la proposta del ministro di modificare la
filosofia dell'intervento dello Stato in materia di assicurazioni
agricole. “Spostare,
infatti, gli interventi dalle azioni ex-post a quelle preventive
-sottolinea il presidente- non può che, alla lunga, avere un effetto
positivo sul reddito delle imprese agricole e sulla stabilità dei
prezzi”. Ora,
però, la modifica apportata,
secondo Pacetti, può provocare nel breve tempo scompensi o difficoltà
per le imprese. “Il timore, da noi espresso, di una insufficienza delle
risorse assegnate alle azioni di sostegno pubblico per la stipula delle
polizze antigrandine, purtroppo, si è realizzato”. Per
il presidente della Cia è, quindi, necessario
un urgente intervento di ridefinizione del limite massimo del parametro
contributivo o, in alternativa, un incremento delle dotazioni finanziarie
già previste nella legge di bilancio per il 2003. “Ciò è
indispensabile -conclude Pacetti- sia per rispondere positivamente alle
richieste di intervento giunte alla Cia da più parti e sia per dare
continuità ad una azione complessiva di modernizzazione di tutto il
sistema assicurativo”.
Il Governo
approva le nuove norme Il
Consiglio dei Ministri, nella seduta di venerdì 11 aprile scorso, ha
approvato un disegno di legge costituzionale che modifica gli articoli
117, 118 e 116, del Titolo V, parte prima, della Costituzione così come
modificata dalla legge costituzionale 3/2001. Rispetto alla precedente modifica, all’articolo 117 viene operata una profonda risistemazione delle materie di competenza esclusiva statale o regionale eliminando le materie a competenza concorrente tra Stato e Regioni. Tra le potestà legislative esclusive dello Stato figurano le calamità naturali e le emergenze nazionali; le norme generali sulla tutela della salute, del lavoro e della previdenza sociale; la determinazione dei livelli essenziali dei diritti civili e sociali; la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; la tutela della concorrenza; le norme generali sull’alimentazione e le organizzazioni comuni dei mercati agricoli. Le Regioni esercitano la loro potestà legislativa, con l’introduzione della norma che obbliga al rispetto dell’interesse nazionale, in tutte le altre materie non specificate , in particolare, in agricoltura in ambito regionale; nel governo del territorio; nell’istruzione e formazione professionale; nella promozione della cooperazione; nella ricerca scientifica e nella innovazione tecnologica. Come si vede a differenza del precedente testo, l’agricoltura è suddivisa tra competenze esclusive statali e regionali. Tale ripartizione, tuttavia, non è estremamente chiara. Il disegno di legge dovrà ora seguire la trafila ordinaria di ogni legge di modifica costituzionale con il previsto doppio passaggio alle Camere.
Riforma
nuova Ocm olio di oliva: riuniti Alla
riunione è intervenuto Giuseppe Politi, vicepresidente vicario nazionale Il
vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, ha concluso
nei giorni scorsi a Bari i lavori dei dirigenti provinciali della Cia,
riuniti per una prima valutazione di quella che potrebbe essere una
possibile riforma dell’Ocm olio d’oliva. Nel
suo intervento Politi ha sottolineato che “il mercato dell’olio
d’oliva rappresenta una grande opportunità per l’olivicoltura
pugliese, un’opportunità che va colta legando la qualità della
produzione ad una strategia commerciale che punti alla sua valorizzazione
e che ponga le condizioni per
superare l’attuale ruolo di fornitrice di prodotti sfusi penalizzante
per la realtà economica locale”. “Ristrutturare
in positivo il quadro economico di riferimento -ha continuato Politi- è
condizione indispensabile per affrontare con tranquillità la discussione
sulla riforma dell’Ocm sull’olio di oliva. La qualità del prodotto
deve innanzitutto essere riconosciuta e pagata in termini di prezzo sul
mercato, ancorché incentivata e supportata dalla politica agricola
europea”. Per
il vicepresidente vicario, la riforma dell’aiuto deve partire da un
presupposto di base: il mantenimento dell’attuale livello di intervento
anche nel percorso di ampliamento dell’Ue in corso. “L’olio
d’oliva -ha detto infine- è una coltura mediterranea che, per
distribuzione e diffusione sul territorio, non può subire penalizzazioni.
Ecco perché dobbiamo presentarci uniti all’appuntamento della riforma
chiedendo che la discussione venga avviata al più presto durante il
semestre italiano di guida dell’Unione”. All’incontro,
introdotto dal presidente provinciale, Francesco Caruso, hanno partecipato
il presidente regionale della Cia, Antonio Barile e il presidente
dell’Associazione olivicola della provincia, Gennaro Sicolo, oltre al
vicepresidente Giuseppe Marcario. La
relazione di apertura è stata svolta da Paolo Surace, dell’Osservatorio
economico nazionale, il quale ha sottolineato il rischio di una riduzione
delle risorse destinabili all’aiuto alla produzione dell’olio
d’oliva in caso di mancato inserimento della riforma nel pacchetto oggi
in discussione. “Sarebbe
auspicabile -ha detto- un intervento di disaccoppiamento parziale che
mantenga una rete di sicurezza a vantaggio degli olivicoltori, rispetto
alle notevoli oscillazioni del mercato, prevedendo un aiuto di base minimo
ed una integrazione mirata a programmi di miglioramento qualitativo e di
organizzazione del mercato”. La
validità della tempestiva iniziativa del provinciale di Bari è stata
sottolineata dai numerosi interventi degli olivicoltori e dei dirigenti
della Cia, gran parte dei quali hanno collocato la problematica della
riforma dell’aiuto comunitario nel quadro economico complessivo della
produzione. La
discussione sarà portata a tutti i livelli della Confederazione
provinciale e tra gli olivicoltori per contribuire, in maniera attiva e
consapevole, alla definizione di un chiaro e condiviso orientamento. Caserta:
una delegazione della Cia Si
è concluso nel pomeriggio di venerdì scorso, 11 aprile,
l’incontro con il direttore generale della Direzione immigrazione
del ministero del Welfare , dott. Silveri. Una folta delegazione della Cia
provinciale di Caserta, accompagnata da Alberto Giombetti, presidente
nazionale del Patronato Inac, e Claudia Merlino, responsabile Lavoro e
relazioni sindacali della Cia nazionale. Erano
presenti, inoltre, Lino Martone, presidente della Cia di Caserta,
Salvatore Ciardiello, in rappresentanza della Cia della zona aversana,
Papale Raffaele, presidente dell’Assilc, Busico Franco, per la Cia della
zona di S.Maria Capua Vetere, e numerosi produttori, tra i quali, Munno
Giovanni, Di Maiola Paolo, Papale Luigi, Pagano Franco, Iodice Gennaro,
Nacca Pasquale, Ventrone Crescenzo e Sabatino Pasquale. L’incontro
è stato proficuo anche se non è stata risolta tutta la partita del
fabbisogno di manodopera
stagionale per l’agricoltura della provincia di Caserta La
mancanza di decreti attuativi alla Legge
Bossi-Fini non consente di emanare, al momento decreti specifici per
ampliare l’ingresso di manodopera. E’
possibile utilizzare ancora i decreti della vecchia normativa
Turco-Napolitano ed in particolare l’ultimo del 2002. Si possono, così,
recuperare nuove dotazioni per alcune aree, utilizzando le quote non
attivate della manodopera argentina e anche qualche coda di nazionalità
albanese e magrebina. In
questo contesto, il direttore generale Silveri predisporrà un atto, che
sottoporrà alla firma del ministro per attribuire alla provincia di
Caserta altre 1100 unità. Si
tratta di un importante risultato, ottenuto soprattutto grazie alla
tenacia degli agricoltori che si sono battuti e che sono stati apprezzati
per la scelta chiara e trasparente di voler lavorare nella legalità. La
partita non è chiusa, ma occorre per la sistemazione totale che ci sia
l’impegno in prima persona della Regione Campania, criticata fortemente
poiché non avrebbe fatto giungere entro il 20 novembre scorso la
programmazione del fabbisogno di manodopera immigrata stagionale. Naturalmente,
gli agricoltori toglieranno il presidio, ma rimangono in allerta e vigili
affinché quanto promesso sia effettivamente attuato entro i prossimi 7/10
giorni. Rimane
comunque alta la tensione per i danni provocati dalle gelate e per i quali
un intero comparto dell’agricoltura campana e della provincia di
Caserta, quello ortofrutticolo, perde totalmente il reddito del 2003. Per
domani 15 aprile è previsto un vertice nazionale tra Governo, Regione e
le tre organizzazioni professionali agricole Cia, Confagricoltura e
Coldiretti. Regionali, che, oltre alla vicenda “diossina”, dovrà
affrontare la nuova emergenza, preoccupandosi di trovare le risorse
necessarie. Al
momento è urgente che la Provincia e lo Stapa Cepica (ex Ispettorato
agrario) quantifichino rapidamente il danno, anche per consentire le
operazioni di reimpianto delle ortive laddove possibile. Il presidente dell’Assilc, Papale, dichiara di essere, anche se parzialmente, soddisfatto del risultato raggiunto e rivolge un invito a tutti gli agricoltori, proprio per le argomentazioni che sono emerse, ad organizzarsi nell’Assilc, perché tutta la moderna questione della manodopera immigrata non può essere affrontata senza una appropriata programmazione ed un’adeguata organizzazione delle imprese, anche per sopperire alla carenza delle superate strutture di collocamento. Conclusa
l’Assemblea congressuale “Una
forte Associazione pensionati per potenziare lo Stato sociale e per
tutelare gli anziani delle aree rurali”. E’ stato questo il tema
dominante della terza Assemblea congressuale dell’Associazione
pensionati della Cia della Basilicata che si è svolta il 12 aprile a
Potenza. I lavori, presieduti da Paolo Carbone, vicepresidente della Cia regionale, sono stati aperti con un intervento di Nicola Manfredelli, presidente della Confederazione regionale e proseguiti con la relazione di Donato Di Stefano, vicepresidente regionale. Al dibattito sono intervenuti, oltre a numerosi delegati, anche Gennaro Straziuso, assessore alla Sanità, Donato Salvatore, assessore all’Agricoltura, Agatino Mancusi, presidente della commissione Riforme istituzionali della Regione, i quali hanno apprezzato e condiviso le proposte dell’Assemblea e si sono impegnati a migliorare e a rendere più efficienti i servizi nelle aree extraurbane. Le conclusioni sono state affidate a Biagio Di Bella, della Cia nazionale, il quale, nel suo intervento, si è soffermato sulle questioni di fondo che sono al centro dell’interesse e dell’azione dell’Associazione dei pensionati: sanità, assistenza e servizi sociali, aumento delle pensioni integrate al minimo. “La
stragrande maggioranza dei pensionati -ha detto Di Bella- continua a
percepire una pensione che sicuramente non garantisce neanche i livelli
minimi di sopravvivenza. Ecco perché chiediamo al governo di adoperarsi
in tal senso, anche nel rispetto degli impegni precedentemente assunti e
disattesi, e di aumentare a 516 euro tutte le pensioni integrate al
minimo”. Di
Bella si è poi soffermato sulle tante realtà territoriali che vivono non
solo lontane dai centri urbani, ma anche da uno standard accettabile di
assistenza sociale e sanitaria. “Dobbiamo
fare in modo -ha ribadito- che, soprattutto in queste aree, si tuteli il
diritto fondamentale alla salute offrendo servizi qualificati ed
efficienti che mettano l’anziano nelle condizioni di poter vivere una
vita dignitosa”. “Per
quanto ci riguarda -ha concluso Di Bella- cercheremo di intensificare la
nostra presenza sul territorio per individuare nuovi e più opportuni
strumenti necessari a soddisfare i bisogni delle categorie più deboli e
meno protette”. Nella
sua relazione introduttiva, Donato Di Stefano ha posto l’accento
sull’incidenza degli anziani extraurbani, che in Basilicata è superiore
alla media delle altre regioni e che raggiunge il 40 per cento. “Ciò
-ha sostenuto Di Stefano- impone una maggiore puntualità degli Enti
locali nel ridisegnare la politica dei servizi sociali nelle aree rurali
per garantire non solo assistenza agli anziani, ma per venire incontro
anche alle loro famiglie”. Dopo
aver ricordato l’incessante azione dell’Associazione dei pensionati
della Basilicata in difesa degli anziani e delle loro famiglie, Di Stefano
ha sottolineato alcune iniziative dell’Associazione regionale tendenti
ad innovare e rendere operativi alcuni servizi domiciliari. “Un
anziano –ha concluso- che può disporre di assistenza e di servizi
qualificati anche nelle aree rurali e che può sentirsi quindi protetto,
potrà essere certamente utile non solo al contesto sociale, ma anche come
elemento di tutela e salvaguardia dell’ambiente e del territorio”.
Maltempo:
preoccupazione della Cia dell’Umbria Molta
preoccupazione investe in questi giorni il mondo agricolo umbro a causa
dei danni provocati dalle gelate, in particolare quella dello scorso lunedì
7 aprile. Secondo
la Cia regionale, le produzioni maggiormente colpite sono grano, viti,
barbabietole, alberi da frutta e produzioni ortive. La
Cia dell’Umbria ribadisce che i tempi sono ancora prematuri per la
quantificazione precisa dei danni, ma il persistere delle basse
temperature potrebbe incidere sensibilmente sull’esito della campagna
agraria in corso. La Cia regionale dell’Umbria seguirà con attenzione l’evolversi della situazione per far sì che vengano tempestivamente attivate tutte le misure necessarie a salvaguardare il reddito degli operatori agricoli danneggiati.
Domani
a Senigallia il Congresso dell’Anp-Cia Si
svolgeranno a Senigallia, in provincia di Ancona, presso il Palazzo del
Turismo, domani 15 aprile e il 16 aprile prossimi, i lavori della terza
Assemblea congressuale nazionale dell’Anp-Cia sul tema “Una forte
associazione pensionati: per potenziare lo stato sociale, per tutelare gli
anziani delle aree rurali”. L’Assemblea congressuale sarà aperta, domani alle ore 9.30, dal vicepresidente vicario della Cia Giuseppe Politi. Dopo
il saluto delle autorità presenti, seguirà la relazione del presidente
nazionale dell’Associazione pensionati Sandro De Toffol. I
lavori proseguiranno, quindi, con la nomina delle Commissioni e con il
dibattito. La
giornata successiva, mercoledì 16 aprile, si aprirà alle ore 9.00 con il
dibattito, che culminerà nell’intervento conclusivo del presidente
nazionale della Cia Massimo Pacetti. La terza Assemblea congressuale dell’Anp terminerà con l’approvazione dei documenti e con l’elezione degli organismi dirigenti. | |
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