14 aprile 2003

Anno 45 - n. 069

Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

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sommario

 

ATTUALITA'

•     Polizze assicurative: la riduzione del contributo pubblico penalizza le aziende agricole
•     Il Governo approva le nuove norme sul federalismo: le novità per l'agricoltura

 

DAL TERRITORIO •     Riforma nuova Ocm olio di oliva: riuniti a Bari i dirigenti della Cia
•     Caserta: una delegazione della Cia ha incontrato il direttore generale della Direzione immigrazione del Welfare
•     Conclusa l'Assemblea congressuale dell'Associazione pensionati della Basilicata
•    Maltempo: preoccupazione della Cia dell'Umbria per la persistenza delle basse temperature

 

APPUNTAMENTI

•      Domani a Senigallia il Congresso dell'Anp-Cia


 

ATTUALITA'

Polizze assicurative: la riduzione del contributo pubblico penalizza le aziende agricole

Il presidente della Cia Pacetti scrive al ministro Alemanno e chiede un’ immediata modifica del provvedimento.

“La decisione di ridurre al 15 per cento il limite massimo del parametro contributivo, da parte del ministero delle Politiche agricole, per le assicurazioni agevolate contro la grandine, è penalizzante nei confronti degli imprenditori agricoli e sta provocando malumore e proteste in numerose zone del Paese”. E’ quanto sottolinea in una lettera inviata al ministro Giovanni Alemanno il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti.

Nella lettera, Pacetti fa notare, inoltre, che  “la concomitanza di tale riduzione con le richieste di aumento, da parte delle compagnie assicurative, del costo delle polizze aggiunge un ulteriore elemento negativo nei confronti dei produttori in un settore competitivo, qual è quello della frutta, ma anche fortemente esposto alle perturbazioni climatiche e di mercato”.

Pacetti evidenzia che  la Cia ha ritenuto opportuno sostenere la proposta del ministro di modificare la filosofia dell'intervento dello Stato in materia di assicurazioni agricole.  “Spostare, infatti, gli interventi dalle azioni ex-post a quelle preventive -sottolinea il presidente- non può che, alla lunga, avere un effetto positivo sul reddito delle imprese agricole e sulla stabilità dei prezzi”.

Ora, però, la modifica  apportata, secondo Pacetti, può provocare nel breve tempo scompensi o difficoltà per le imprese. “Il timore, da noi espresso, di una insufficienza delle risorse assegnate alle azioni di sostegno pubblico per la stipula delle polizze antigrandine, purtroppo, si è realizzato”.

Per il presidente della Cia è, quindi,  necessario un urgente intervento di ridefinizione del limite massimo del parametro contributivo o, in alternativa, un incremento delle dotazioni finanziarie già previste nella legge di bilancio per il 2003. “Ciò è indispensabile -conclude Pacetti- sia per rispondere positivamente alle richieste di intervento giunte alla Cia da più parti e sia per dare continuità ad una azione complessiva di modernizzazione di tutto il sistema assicurativo”.

 

 

Il Governo approva le nuove norme 
sul federalismo: le novità per l’agricoltura

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di venerdì 11 aprile scorso, ha approvato un disegno di legge costituzionale che modifica gli articoli 117, 118 e 116, del Titolo V, parte prima, della Costituzione così come modificata dalla legge costituzionale 3/2001.

Rispetto alla precedente modifica, all’articolo 117 viene operata una profonda risistemazione delle materie di competenza esclusiva statale o regionale eliminando le materie a competenza concorrente tra Stato e Regioni. Tra le potestà legislative esclusive dello Stato figurano le calamità naturali e le emergenze nazionali; le norme generali sulla tutela della salute, del lavoro e della previdenza sociale; la determinazione dei livelli essenziali dei diritti civili e sociali; la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; la tutela della concorrenza; le norme generali sull’alimentazione e le organizzazioni comuni dei mercati agricoli.

Le Regioni esercitano la loro potestà legislativa, con l’introduzione della norma che obbliga al rispetto dell’interesse nazionale, in tutte le altre materie non specificate , in particolare, in agricoltura in ambito regionale; nel governo del territorio; nell’istruzione e formazione professionale; nella promozione della cooperazione; nella ricerca scientifica e nella innovazione tecnologica.

Come si vede a differenza del precedente testo, l’agricoltura è suddivisa tra competenze esclusive statali e regionali. Tale ripartizione, tuttavia, non è estremamente chiara.

Il disegno di legge dovrà ora seguire la trafila ordinaria di ogni legge di modifica costituzionale con il previsto doppio passaggio alle Camere.

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DAL TERRITORIO

Riforma nuova Ocm olio di oliva: riuniti 
a Bari i dirigenti della Cia

Alla riunione è intervenuto Giuseppe Politi, vicepresidente vicario nazionale

Il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, ha concluso nei giorni scorsi a Bari i lavori dei dirigenti provinciali della Cia, riuniti per una prima valutazione di quella che potrebbe essere una possibile riforma dell’Ocm olio d’oliva.

Nel suo intervento Politi ha sottolineato che “il mercato dell’olio d’oliva rappresenta una grande opportunità per l’olivicoltura pugliese, un’opportunità che va colta legando la qualità della produzione ad una strategia commerciale che punti alla sua valorizzazione e che ponga le condizioni  per superare l’attuale ruolo di fornitrice di prodotti sfusi penalizzante per la realtà economica locale”.

“Ristrutturare in positivo il quadro economico di riferimento -ha continuato Politi- è condizione indispensabile per affrontare con tranquillità la discussione sulla riforma dell’Ocm sull’olio di oliva. La qualità del prodotto deve innanzitutto essere riconosciuta e pagata in termini di prezzo sul mercato, ancorché incentivata e supportata dalla politica agricola europea”.

Per il vicepresidente vicario, la riforma dell’aiuto deve partire da un presupposto di base: il mantenimento dell’attuale livello di intervento anche nel percorso di ampliamento dell’Ue in corso.

“L’olio d’oliva -ha detto infine- è una coltura mediterranea che, per distribuzione e diffusione sul territorio, non può subire penalizzazioni. Ecco perché dobbiamo presentarci uniti all’appuntamento della riforma chiedendo che la discussione venga avviata al più presto durante il semestre italiano di guida dell’Unione”.

All’incontro, introdotto dal presidente provinciale, Francesco Caruso, hanno partecipato il presidente regionale della Cia, Antonio Barile e il presidente dell’Associazione olivicola della provincia, Gennaro Sicolo, oltre al vicepresidente Giuseppe Marcario.

La relazione di apertura è stata svolta da Paolo Surace, dell’Osservatorio economico nazionale, il quale ha sottolineato il rischio di una riduzione delle risorse destinabili all’aiuto alla produzione dell’olio d’oliva in caso di mancato inserimento della riforma nel pacchetto oggi in discussione.

“Sarebbe auspicabile -ha detto- un intervento di disaccoppiamento parziale che mantenga una rete di sicurezza a vantaggio degli olivicoltori, rispetto alle notevoli oscillazioni del mercato, prevedendo un aiuto di base minimo ed una integrazione mirata a programmi di miglioramento qualitativo e di organizzazione del mercato”.

La validità della tempestiva iniziativa del provinciale di Bari è stata sottolineata dai numerosi interventi degli olivicoltori e dei dirigenti della Cia, gran parte dei quali hanno collocato la problematica della riforma dell’aiuto comunitario nel quadro economico complessivo della produzione.

La discussione sarà portata a tutti i livelli della Confederazione provinciale e tra gli olivicoltori per contribuire, in maniera attiva e consapevole, alla definizione di un chiaro e condiviso orientamento.

 

 

Caserta: una delegazione della Cia 
ha incontrato il direttore generale 
della Direzione immigrazione del Welfare

Si è concluso nel pomeriggio di venerdì scorso, 11 aprile,  l’incontro con il direttore generale della Direzione immigrazione del ministero del Welfare , dott. Silveri. Una folta delegazione della Cia provinciale di Caserta, accompagnata da Alberto Giombetti, presidente nazionale del Patronato Inac, e Claudia Merlino, responsabile Lavoro e relazioni sindacali della Cia nazionale.

Erano presenti, inoltre, Lino Martone, presidente della Cia di Caserta, Salvatore Ciardiello, in rappresentanza della Cia della zona aversana, Papale Raffaele, presidente dell’Assilc, Busico Franco, per la Cia della zona di S.Maria Capua Vetere, e numerosi produttori, tra i quali, Munno Giovanni, Di Maiola Paolo, Papale Luigi, Pagano Franco, Iodice Gennaro, Nacca Pasquale, Ventrone Crescenzo e Sabatino Pasquale.

L’incontro è stato proficuo anche se non è stata risolta tutta la partita del fabbisogno  di manodopera stagionale per l’agricoltura della provincia di Caserta

La mancanza di decreti attuativi alla  Legge Bossi-Fini non consente di emanare, al momento decreti specifici per ampliare l’ingresso di manodopera.

E’ possibile utilizzare ancora i decreti della vecchia normativa Turco-Napolitano ed in particolare l’ultimo del 2002. Si possono, così, recuperare nuove dotazioni per alcune aree, utilizzando le quote non attivate della manodopera argentina e anche qualche coda di nazionalità albanese e magrebina.

In questo contesto, il direttore generale Silveri predisporrà un atto, che sottoporrà alla firma del ministro per attribuire alla provincia di Caserta altre 1100 unità.

Si tratta di un importante risultato, ottenuto soprattutto grazie alla tenacia degli agricoltori che si sono battuti e che sono stati apprezzati per la scelta chiara e trasparente di voler lavorare nella legalità.

La partita non è chiusa, ma occorre per la sistemazione totale che ci sia l’impegno in prima persona della Regione Campania, criticata fortemente poiché non avrebbe fatto giungere entro il 20 novembre scorso la programmazione del fabbisogno di manodopera immigrata stagionale.

Naturalmente, gli agricoltori toglieranno il presidio, ma rimangono in allerta e vigili affinché quanto promesso sia effettivamente attuato entro i prossimi 7/10 giorni.

Rimane comunque alta la tensione per i danni provocati dalle gelate e per i quali un intero comparto dell’agricoltura campana e della provincia di Caserta, quello ortofrutticolo, perde totalmente il reddito del 2003.

Per domani 15 aprile è previsto un vertice nazionale tra Governo, Regione e le tre organizzazioni professionali agricole Cia, Confagricoltura e Coldiretti. Regionali, che, oltre alla vicenda “diossina”, dovrà affrontare la nuova emergenza, preoccupandosi di trovare le risorse necessarie.

Al momento è urgente che la Provincia e lo Stapa Cepica (ex Ispettorato agrario) quantifichino rapidamente il danno, anche per consentire le operazioni di reimpianto delle ortive laddove possibile.

Il presidente dell’Assilc, Papale, dichiara di essere, anche se parzialmente, soddisfatto del risultato raggiunto e rivolge un invito a tutti gli agricoltori, proprio per le argomentazioni che sono emerse, ad organizzarsi nell’Assilc, perché tutta la moderna questione della manodopera immigrata non può essere affrontata senza una appropriata programmazione ed un’adeguata organizzazione delle imprese, anche per sopperire alla carenza delle superate strutture di collocamento.

 

Conclusa l’Assemblea congressuale
dell’Associazione dei pensionati della Basilicata

“Una forte Associazione pensionati per potenziare lo Stato sociale e per tutelare gli anziani delle aree rurali”. E’ stato questo il tema dominante della terza Assemblea congressuale dell’Associazione pensionati della Cia della Basilicata che si è svolta il 12 aprile a Potenza.

I lavori, presieduti da Paolo Carbone, vicepresidente della Cia regionale, sono stati aperti con un intervento di Nicola Manfredelli, presidente della Confederazione regionale e proseguiti con la relazione di Donato Di Stefano, vicepresidente regionale. Al dibattito sono intervenuti, oltre a numerosi delegati, anche Gennaro Straziuso, assessore alla Sanità, Donato Salvatore, assessore all’Agricoltura, Agatino Mancusi, presidente della commissione Riforme istituzionali della Regione, i quali hanno apprezzato e condiviso le proposte dell’Assemblea e si sono impegnati a migliorare e a rendere più efficienti i servizi nelle aree extraurbane. Le conclusioni sono state affidate a Biagio Di Bella, della Cia nazionale, il quale, nel suo intervento, si è soffermato sulle questioni di fondo che sono al centro dell’interesse e dell’azione dell’Associazione dei pensionati: sanità, assistenza e servizi sociali, aumento delle pensioni integrate al minimo.

“La stragrande maggioranza dei pensionati -ha detto Di Bella- continua a percepire una pensione che sicuramente non garantisce neanche i livelli minimi di sopravvivenza. Ecco perché chiediamo al governo di adoperarsi in tal senso, anche nel rispetto degli impegni precedentemente assunti e disattesi, e di aumentare a 516 euro tutte le pensioni integrate al minimo”.

Di Bella si è poi soffermato sulle tante realtà territoriali che vivono non solo lontane dai centri urbani, ma anche da uno standard accettabile di assistenza sociale e sanitaria.

“Dobbiamo fare in modo -ha ribadito- che, soprattutto in queste aree, si tuteli il diritto fondamentale alla salute offrendo servizi qualificati ed efficienti che mettano l’anziano nelle condizioni di poter vivere una vita dignitosa”.

“Per quanto ci riguarda -ha concluso Di Bella- cercheremo di intensificare la nostra presenza sul territorio per individuare nuovi e più opportuni strumenti necessari a soddisfare i bisogni delle categorie più deboli e meno protette”.

Nella sua relazione introduttiva, Donato Di Stefano ha posto l’accento sull’incidenza degli anziani extraurbani, che in Basilicata è superiore alla media delle altre regioni e che raggiunge il 40 per cento.

“Ciò -ha sostenuto Di Stefano- impone una maggiore puntualità degli Enti locali nel ridisegnare la politica dei servizi sociali nelle aree rurali per garantire non solo assistenza agli anziani, ma per venire incontro anche alle loro famiglie”.

Dopo aver ricordato l’incessante azione dell’Associazione dei pensionati della Basilicata in difesa degli anziani e delle loro famiglie, Di Stefano ha sottolineato alcune iniziative dell’Associazione regionale tendenti ad innovare e rendere operativi alcuni servizi domiciliari.

“Un anziano –ha concluso- che può disporre di assistenza e di servizi qualificati anche nelle aree rurali e che può sentirsi quindi protetto, potrà essere certamente utile non solo al contesto sociale, ma anche come elemento di tutela e salvaguardia dell’ambiente e del territorio”.

 

 

Maltempo: preoccupazione della Cia dell’Umbria per la persistenza delle basse temperature

Molta preoccupazione investe in questi giorni il mondo agricolo umbro a causa dei danni provocati dalle gelate, in particolare quella dello scorso lunedì 7 aprile.

Secondo la Cia regionale, le produzioni maggiormente colpite sono grano, viti, barbabietole, alberi da frutta e produzioni ortive.

La Cia dell’Umbria ribadisce che i tempi sono ancora prematuri per la quantificazione precisa dei danni, ma il persistere delle basse temperature potrebbe incidere sensibilmente sull’esito della campagna agraria in corso.

La Cia regionale dell’Umbria seguirà con attenzione l’evolversi della situazione per far sì che vengano tempestivamente attivate tutte le misure necessarie a salvaguardare il reddito degli operatori agricoli danneggiati.

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APPUNTAMENTI

Domani a Senigallia il Congresso dell’Anp-Cia

Si svolgeranno a Senigallia, in provincia di Ancona, presso il Palazzo del Turismo, domani 15 aprile e il 16 aprile prossimi, i lavori della terza Assemblea congressuale nazionale dell’Anp-Cia sul tema “Una forte associazione pensionati: per potenziare lo stato sociale, per tutelare gli anziani delle aree rurali”.

L’Assemblea congressuale sarà aperta, domani alle ore 9.30, dal vicepresidente vicario della Cia Giuseppe Politi.

Dopo il saluto delle autorità presenti, seguirà la relazione del presidente nazionale dell’Associazione pensionati Sandro De Toffol.

I lavori proseguiranno, quindi, con la nomina delle Commissioni e con il dibattito.

La giornata successiva, mercoledì 16 aprile, si aprirà alle ore 9.00 con il dibattito, che culminerà nell’intervento conclusivo del presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti.

La terza Assemblea congressuale dell’Anp terminerà con l’approvazione dei documenti e con l’elezione degli organismi dirigenti.

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