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I dirigenti della Confederazione incontrano il candidato premier del centro-sinistra Agricoltura: Pacetti illustra a Rutelli le proposte della Cia per la prossima legislatura "Sicurezza alimentare, sicurezza ambientale, sicurezza territoriale.Sono questi i presupposti essenziali per una politica agricola orientata alla qualità e capace di ristabilire un rapporto di fiducia con i consumatori".E quanto ha affermato il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti presentando al candidato premier del centro-sinistra Francesco Rutelli il documento "La nostra qualità è la vostra sicurezza" che contiene le proposte dellorganizzazione sulle politiche da adottare nella prossima legislatura per lo sviluppo del settore. Allincontro erano presenti i vicepresidenti della Confederazione Paolo De Carolis e Alfonso Pascale, i membri della Presidenza Francesco Serra-Caracciolo, Giulio Fantuzzi, Vito Lo Monaco e Giuseppe Politi, i rappresentanti dei pensionati, delle donne e dei giovani, e alcuni dirigenti territoriali. La riunione è stata trasmessa in videoconferenza per le sedi regionali e provinciali della Cia e trasmessa in diretta sul Sito internet della Cia. In videoconferenza è intervenuto da Verona anche il ministro delle Politiche agricole Alfonso Pecoraro Scanio. "Oggi, davanti alle pesanti crisi provocate dalla Bse, dallafta epizootica, dallinfluenza aviaria, e ai problemi degli Ogm, lobiettivo prioritario -ha detto il presidente- è quello di porre le basi per una politica che consenta di governare le strategie e di gestire al meglio le emergenze. E, però, lassenza di strategia che non consente una gestione rassicurante delle emergenze. Per questo motivo la Cia ha ritenuto opportuno avviare un confronto aperto e franco con tutte le forze politiche, con i candidati premier, al fine di individuare le soluzioni possibili e praticabili da tradursi in atti di Governo". "La Cia -ha aggiunto Pacetti- ritiene che la concertazione sia il metodo attraverso il quale le forze sociali possono esprimere compiutamente, in piena autonomia, le loro valenze di organizzazioni a vocazione generale degli imprenditori, dialogando con le istituzioni, a tutti i livelli, per cercare di risolvere i problemi del settore". Dopo aver messo in evidenza lo spessore degli atti e dei provvedimenti in campo economico, sociale e agricolo che hanno caratterizzato gli ultimi tempi (tra i quali, il nuovo assetto del Governo e dei ministeri, con un ruolo del ministero delle Politiche agricole di coordinamento e di controllo, le funzioni sempre maggiori delle regioni e degli enti locali, la semplificazione amministrativa, lintroduzione del concetto di sussidiarietà, la positiva azione svolta in seno alla Conferenza di Berlino per la chiusura di Agenda 2000, lingresso nellEuro), il presidente Pacetti ha ricordato alcune emergenze da affrontare, quali, i costi di produzione, in materia di lavoro, carburanti, energia e trasporto; il completamento della banca dati informatizzata dellanagrafe bovina; un piano straordinario per la produzione ortofrutticola, centrato sui trasporti; un sistema di sicurezze nelle campagne e nelle zone rurali; nuove e moderne forme di assicurazioni agevolate. Soffermandosi sulle strategie da sviluppare, Pacetti ha sottolineato che è necessario inserire lagricoltura nelle politiche economiche e sociali e valorizzare la centralità dellimpresa. Il presidente della Cia ha, quindi, indicato le politiche e le azioni che andranno sviluppate e i settori sui quali agire: la formazione; le infrastrutture, i trasporti, la logistica, il credito e lintroduzione delle tecnologie innovative; la ricerca scientifica, che operi nel rispetto del principio della precauzione, ma che non sia preclusa alle capacità dei ricercatori e delle professionalità nazionali; la qualità, con sistemi di incentivazione alle attività volontarie di tracciabilità, allintroduzione di sistemi di certificazione, al sostegno ed alla promozione delle produzioni nazionali tutelate; un fisco che non sia punitivo, ma che sia basato sullequità; una piena estensione dei concetti di multifunzionalità dellimpresa agricola; un completamento del processo di semplificazione amministrativa, di delegificazione e decentramento; gli aspetti sociali, con particolare attenzione ai bisogni degli anziani; il sostegno alle filiere produttive; le agevolazioni per linserimento dei giovani nelle attività agricole e lattuazione della piena parità tra uomini e donne. La Cia - ha evidenziato Pacetti- ritiene indispensabile unazione del futuro Governo anche a livello di commercio mondiale, in sede Wto, in particolare per la difesa delle produzioni Dop e Igp e, a livello europeo, per la tutela delle produzioni mediterranee e un impegno fattivo in occasione della revisione di metà percorso di Agenda 2000. Laccordo tra agricoltura e società proposto dalla Cia -ha concluso Pacetti- si sposa con le recenti affermazioni del commissario Ue Franz Fischler che, durante la riunione dei ministri agricoli del 10 aprile scorso, ha parlato di un futuro dellagricoltura europea basato sullofferta di prodotti di qualità attesi dalla società, con la quale è necessario avviare un dialogo. Lintervento del candidato premier on. Francesco Rutelli Il candidato premier del centro sinistra, Francesco Rutelli, nel prendere la parola, ha manifestato un forte riconoscimento per le battaglie della Cia che sono riuscite a coniugare linteresse di chi lavora e fa impresa con quello generale del Paese. "La mia generazione -ha affermato Rutelli- ha visto il mondo dellagricoltura subire una trasformazione che lo ha portato alla marginalità. Linizio di questo secolo segna, tuttavia, un cambiamento profondo: è finita la percezione del declino del settore agricolo ed è iniziata quella di una ripresa forte. La società italiana ha la consapevolezza dellimportanza del comparto agroalimentare. Lagricoltura da fattore marginale a fattore essenziale: questo è il vero cambiamento". "La concertazione -ha continuato- è un elemento fondamentale per attuare un programma di riforme. Non deve esserci solo il tavolo agroalimentare, presieduto dal presidente del Consiglio, ma i rappresentanti delle organizzazioni degli agricoltori devono partecipare a tutte le scelte e decisioni economiche e sociali". "In Europa -ha aggiunto il candidato premier- dobbiamo contare di più. Abbiamo raggiunto risultati importanti, soprattutto con Agenda 2000. Dobbiamo, però, migliorare: concorrenza, allargamento dei mercati, revisione della Pac, prevedono un impegno ancora maggiore. A livello europeo occorre smettere di attingere continuamente alle risorse del bilancio agricolo Ue. Un Paese come il nostro che per eccellenza punta sulla qualità deve avere delle garanzie internazionali e mondiali ed un ministero forte che lo rappresenti adeguatamente nelle sedi internazionali. Nella prossima legislatura prevediamo di costituire un superministero dellagricoltura". "La Cia -ha continuato Rutelli- propone un accordo tra il consumatore ed il produttore, basato sulla fiducia, che bisogna rafforzare. un accordo molto positivo che evidenzia lattenzione della Confederazione verso i problemi della società, tra i quali, appunto, la sicurezza alimentare e la qualità delle produzioni. Elementi che la Cia ha ben evidenziato durante la manifestazione nazionale che si è tenuta a Roma il 21 marzo scorso". Rutelli ha sottolineato che "stiamo assistendo ad un cambiamento climatico che crea dei grossi problemi, specialmente nelle zone di montagna per le abbondanti piogge. Per questo motivo riveste una grande importanza limpegno di presidio del territorio che svolgono gli agricoltori in queste zone. Impegno che va sostenuto concretamente, come più volte ha sollecitato la Cia". "Il mondo agricolo -ha concluso Rutelli- è cambiato tantissimo anche grazie allazione e allimpegno della Cia. Lagricoltura torna ad essere protagonista nella società. Molti giovani riscoprono lattività agricola. Occorre, pertanto, sostenere e incoraggiare questo processo".
Lintervento in
videoconferenza del ministro delle Politiche agricole Nel suo intervento in videoconferenza, il ministro Pecoraro Scanio ha sottolineato limportanza del metodo della concertazione che ha dato in questi anni risultati estremamente positivi. E un metodo -ha detto- che va proseguito e sviluppato. Il responsabile del dicastero delle Politiche agricole ha ricordato gli importanti provvedimenti approvati in campo agricolo. Tra questi, ha evidenziato i decreti delegati in materia di orientamento in agricoltura, le semplificazioni del quaderno di campagna ("che era -ha rilevato- una vera e propria spada di Damocle per lagricoltura") e leliminazioni di alcuni onerosi obblighi nelle normative sui fitofarmaci (soprattutto per le aziende biologiche). Pecoraro Scanio ha affermato che molte delle richieste avanzate dalla Cia si stanno realizzando. Sono proposte che il ministro ha detto di condividere e che sono state alla base della manifestazione nazionale che si è svolta a Roma il 21 marzo scorso. Il ministro ha aggiunto che il programma agricolo della maggioranza di Governo varato nel 96 è stato realizzato per il 90 per cento. Pecoraro Scanio ha concluso il suo intervento affermando che lagricoltura è lunica garante della sicurezza alimentare e ambientale.
Grave crisi per gli
allevamenti di bovini da carne: Per far fronte allinsostenibile situazione economica che sta colpendo pesantemente gli allevatori di bovini da carne sono necessari interventi urgenti e incisivi. Lo ha ribadito Umberto Borelli, presidente della Confederazione italiana agricoltori della Lombardia, in una lettera inviata al presidente del Consiglio Giuliano Amato e al presidente della Giunta regionale lombarda Roberto Formigoni. "Lattuale situazione ha raggiunto livelli di tale gravità -scrive Borelli- che non credo di usare toni allarmistici affermando che si sta rischiando un fallimento di molte aziende e il conseguente ridimensionamento del settore con grave danno per leconomia italiana, anche considerando che il mantenimento di un adeguato livello di produzione nazionale è condizione preliminare per la salvaguardia delle politiche di qualità in questo comparto alimentare". "Come gli interventi -ha proseguito il presidente- fino ad ora adottati dal Governo e dalla Regione Lombardia siano risultati del tutto inadeguati ad offrire un sostegno alle aziende per superare questo periodo di crisi. Richiamo, quindi -ha concluso il presidente della Cia della Lombardia- la necessità di adottare provvedimenti che intervengano con priorità ed urgenza a sostegno delle aziende agricole per evitare lulteriore aggravamento della situazione, che potrebbe diventare irreversibile".
Calabria: le
organizzazioni agricole chiedono I presidenti delle organizzazioni professionali agricole della Calabria (Giuseppe Mangone per la Cia) hanno richiesto un incontro urgente con il presidente della Giunta regionale Giuseppe Chiaravallotti per affrontare i problemi del settore. Allincontro dovrebbero partecipare gli assessorati allAgricoltura, alla Sanità, al Bilancio e al Personale. In una lettera, i presidenti delle tre organizzazioni evidenziano le questioni più pesanti per lagricoltura calabrese: Zootecnia: la Bse, la Lingua Blu e lAfta hanno paralizzato il mercato della carne, mentre tutti i provvedimenti varati dallUe e dallo Stato, in Calabria, non trovano attuazione, a seguito dellimpossibilità di operare in maniera adeguata e tempestiva dellassessorato alla Sanità, per mancanza di personale. Olivicoltura: il mercato dellolio doliva è ormai da oltre due anni completamente fermo a seguito del prezzo offerto ai produttori che, per lextra vergine, non supera le 3 mila lire a litro. Pataticoltura: centoventimila quintali di giacenza presso le aziende. Il bilancio: recentemente approvato dal Consiglio regionale è stato decurtato nei finanziamenti destinati allagricoltura e, da ciò che è rimasto, sono stati prelevati alcuni miliardi, destinati allArssa per la gestione degli impianti agro-industriali che, com è noto, non producono alcun effetto per il settore agricolo. Inoltre, fanno presente i tre presidenti, nessuno degli emendamenti presentati dalle nostre organizzazioni è stato accolto, mentre tutti gli impegni precedentemente, solennemente assunti per i finocchi, la siccità, la bietola etc. sono stati regolarmente e totalmente disattesi.
Cia Marche: uneconomia forte ha bisogno di unagricoltura forte "Lagricoltura oggi è chiamata, al pari degli altri settori a discutere di sviluppo e occupazione, defiscalizzazione e semplificazione amministrativa, internazionalizzazione, nuovi mercati e strumenti di sviluppo". E quanto ha sostenuto Maurizio Gambini, imprenditore agricolo di Urbino fondatore del consorzio Terra Bio (8 mila ettari per un capitale di circa 240 miliardi di lire) e iscritto alla Confederazione italiana agricoltori delle Marche, nel suo intervento in occasione del convegno nazionale sulla piccola e media impresa, concluso dal candidato premier Francesco Rutelli, tenutosi il 6 aprile scorso a Pesaro. "Troppo spesso, nel passato, lagricoltura è stata dai governi trattata a parte -sostiene Gambini- ignorando come uneconomia forte abbia bisogno di una agricoltura forte. Lagricoltura oggi gioca, infatti, un ruolo fondamentale non solo come settore che produce materie prime indispensabili, ma anche quale garante di sicurezza alimentare, ambientale e territoriale. Lazienda agricola assicura, con la collaborazione delle istituzioni pubbliche preposte alla tutela dei consumatori, produzioni di qualità e contribuisce alla difesa ambientale e territoriale con comportamenti aziendali e imprenditoriali compatibili con lambiente e la difesa delle biodiversità, preservando il territorio e le ricchezze naturali irriproducibili". "Per questo -secondo Gambini- è necessario porre limpresa al centro delliniziativa del governo per disegnare un nuovo modo di fare politica attiva per lo sviluppo anche nel settore agricolo". "Lagricoltura italiana è la prima in Europa per valore aggiunto -ha detto Gambini- occorre, quindi, una politica che sappia coniugare la difesa del reddito degli agricoltori e la qualità delle produzioni con la difesa del consumatore e dellambiente. La Confederazione italiana agricoltori è da anni impegnata su questa linea, soprattutto nellesaltare il ruolo polifunzionale dellimprenditore agricolo specie nelle zone dellentroterra, in armonia con le politiche europee".
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