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Presentato oggi a Roma nella sede della Cia il progetto Qualit@giovane I giovani agricoltori
sbarcano nella Gli obiettivi del progetto
illustrati in una conferenza stampa dal presidente della
confederazione Massimo Pacetti, dal vicepresidente Paolo
De Carolis I giovani imprenditori agricoli della Cia sbarcano nella "new economy". Aprono le porte alle-commerce e puntano decisamente sulla qualità e sulla tipicità dei prodotti che garantiscono con la propria firma e li mettono in vendita attraverso i mezzi telematici ai consumatori. Questo il senso del progetto Qualit@giovane dellAssociazione giovani imprenditori agricoli (Agia) presentato oggi a Roma, nel corso di una conferenza stampa, dal presidente della Cia Massimo Pacetti, dal vicepresidente Paolo De Carolis, dal presidente dei giovani agricoltori Gianluca Cristoni. Presenti anche i membri della Direzione nazionale dellAgia, in rappresentanza di tutte le regioni. I soci dellAgia sono circa 30 mila e il sito contiene un prototipo di 28 giovani imprenditori agricoli che, viste le adesioni già raccolte, è destinato a svilupparsi in maniera consistente. Obiettivo del progetto -è stato spiegato- è dare una maggiore informazione sulle produzioni, creando un rapporto diretto tra i giovani imprenditori e consumatori, che sono sempre più attenti alla qualità, alla tipicità e salubrità dei prodotti agricoli. "Questa iniziativa è unulteriore dimostrazione -ha spiegato il presidente Pacetti- di unagricoltura che cresce, che introduce nuove tecnologie, che punta con forza alla qualità. E unagricoltura giovane e competitiva che cerca nuovi spazi sui mercati nazionali e mondiali e vuole un accordo saldo con la società, con i consumatori. Verso questa rinnovata strategia la Cia sta orientando la sua politica e le sue azioni". "In questi ultimi anni -ha aggiunto il presidente - molte sono state le iniziative legislative a sostegno dellimprenditoria giovanile. Bisogna, però, che le agevolazioni per favorire linsediamento dei giovani in agricoltura siano seguite da provvedimenti concreti ed adeguati che permettano un consolidamento dellattività dimpresa". "Il progetto dellAgia -ha rilevato Pacetti- sinserisce nella più ampia azione della Cia per una politica che guardi allagricoltura come ad un fattore decisivo per lo sviluppo e che riporti limpresa agricola al centro delle strategie economiche e sociali del Paese. Unazione che la Confederazione ha riaffermato con grande decisione durante la manifestazione nazionale che si è tenuta lo scorso 21 marzo a Roma con la partecipazione di oltre 150 mila agricoltori provenienti da tutta Italia". "Lo slogan della manifestazione La nostra qualità è la vostra sicurezza -ha sottolineato il presidente- evidenzia limpegno della Cia per la sicurezza alimentare, per la tutela del consumatore. Quindi, Qualit@giovane è una delle direttrici di questa iniziativa e con essa i giovani vogliono contribuire a consolidare il rapporto tra agricoltura e società". "Sono sempre di più i giovani imprenditori agricoli -ha affermato il vicepresidente della Cia De Carolis- interessati alle moderne tecnologie, ai mercati telematici. E sono, pertanto, pronti ad investire nellinnovazione e nellinformatica. Il che significa nuova occupazione. Essi guardano con attenzione allEuropa e ai nuovi scenari internazionali. Chiedono, però, le condizioni necessarie per poter operare con efficacia e competitività in uneconomia sempre più globalizzata. Sollecitano politiche che permettano un facile insediamento giovanile nellattività imprenditoriale agricola e che consentano alle imprese di sviluppare le loro grandi potenzialità e di superare il pressante problema fondiario. Puntano sulla salubrità e sulla qualità dei prodotti, di cui difendono la tipicità legata al territorio". "E proprio con Qualit@giovane -ha detto De Carolis- si vuole dare unaccelerazione ad una scelta che vede lagricoltura forte delle sue tradizioni e della sua cultura, ma proiettata con sempre più decisiva nella "new economy". Infatti, oltre ad illustrare le esperienze dei giovani agricoltori per tutelare la qualità e la tipicità dei prodotti, nel sito si possono acquistare i prodotti che i giovani garantiscono con la propria firma". Il progetto on-line dellAgia sarà accompagnato, nei prossimi mesi, da seminari sugli aspetti legati alla qualità e alla tracciabilità dei prodotti. Obiettivo è creare un confronto costruttivo con i consumatori. "Per avere giovani imprenditori capaci di competere a livello internazionale -ha rilevato Cristoni- è necessario attivare gli strumenti più idonei. Occorre operare nellinformazione e nella formazione, oltre che nel rafforzamento del momento associativo. Con Qualit@giovane, un progetto dellAgia mirato alla valorizzazione del lavoro dei giovani, abbiamo dato vita ad un vero e proprio network finalizzato ad uninformazione chiara e trasparente verso i consumatori". "In Qualit@giovane -ha detto il presidente dellAgia- è possibile trovare lelenco di tutti i prodotti di qualità: Dop, Igp, vini Docg, Igt e Doc, prodotti tradizionali e prodotti biologici. Il consumatore che entra nel sito ha una panoramica completo nel mondo della qualità e sa come orientarsi nella scelta dei prodotti da acquistare".
Domani Francesco
Rutelli Domani, 12 aprile, i dirigenti della Cia incontreranno, presso la sede nazionale di via Mariano Fortuny 20, alle ore 17, il candidato premier del centro-sinistra Francesco Rutelli. Nel corso della riunione ci sarà un confronto sui problemi dellagricoltura e sulle politiche da adottare nella prossima legislatura per lo sviluppo del settore. Un analogo incontro è stato richiesto al candidato premier del centro-destra Silvio Berlusconi.
La Cia sul decreto sui
flussi Dopo numerose proteste e sollecitazioni, finalmente il presidente del Consiglio Amato ha firmato il decreto che fissa le quote dingresso dei lavoratori extracomunitari. Decreto che arriva con due mesi di ritardo, già ad inizio di campagna di raccolta di prodotti in alcune parti dItalia, con grave nocumento delle aziende agricole, impossibilitate a reperire mano dopera, in attesa appunto di tale decreto. Oltre tutto norme di attuazione porteranno ulteriori ritardi, che i ministeri coinvolti debbono assolutamente recuperare, se si vogliono evitare manifestazioni di protesta dei produttori che si vedono in pericolo i frutti di un intero anno di lavoro. E quanto ha affermato la Cia appena giunta la notizia dalla Presidenza del Consiglio, auspicando lattribuzione delle quote dingresso alle singole regioni, entro pochi giorni, soprattutto là dove le "anticipazioni" non hanno trovato alcun riscontro, come ad esempio in Toscana, in determinate province quali Arezzo e Grosseto.
La Cia partecipa alla Giornata Europea dei Parchi Si svolgerà il prossimo 24 maggio La Cia ha concesso il patrocinio alla "Festa europea dei parchi", organizzata dalla Federazione italiana parchi e riserve naturali, per il prossimo 24 maggio. Ladesione della Cia è stata ancora più convinta dal momento che questanno la Federazione parchi ha voluto dedicare la Festa al tema dellagricoltura e del mondo rurale. Per programmare, attorno a quella data, di comune accordo tra le nostre strutture territoriali e i singoli Parchi e riserve naturali, il maggior numero possibile di iniziative (Convegni, mostre, visite guidate in aziende, gite, ospitalità agrituristiche, vendite di prodotti agricoli) nelle aree protette, la Cia nazionale, (erano presenti Alfonso Pascale e Nicola Stolfi) ha organizzato il 10 aprile un incontro tra le sue strutture regionali e la segreteria della Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali, (era presente Luigi Bertone). Si è così convenuto che dalla prossima settimana la Federazione segnalerà il programma generale delle iniziative in evoluzione nel suo sito internet www.parks.it sulla cui base le nostre strutture territoriali potranno programmare al meglio la loro partecipazione nel singolo parco oppure segnalare eventualmente una nuova iniziativa debitamente concordata con lEnte parco proposto. Considerata limportanza delliniziativa (nellultima edizione del 2000 si sono organizzati 500 eventi nei parchi e nelle riserve) la Cia ha manifestato la sua totale disponibilità attiva alla buona riuscita ed ha proposto che un risultato importante sarebbe la diffusione e la firma nei parchi del Protocollo di intesa "Valorizzazione e sostegno dellagricoltura nelle aree protette italiane" sottoscritto a livello nazionale tra le tre Organizzazioni professionali agricole e le federparchi allinizio del 2000.
A Firenze seminario regionale sulla bonifica Ai lavori ha partecipato il vicepresidente nazionale della Cia Alfonso Pascale La Cia della Toscana ha organizzato lo scorso 3 aprile un seminario regionale sulla bonifica al quale hanno partecipato i dirigenti provinciali dellorganizzazione e amministratori dei Consorzi toscani eletti nelle liste promosse dalla Cia. Liniziativa si è svolta a Firenze con la partecipazione del vicepresidente nazionale della Cia Alfonso Pascale ed ha riguardato, in particolare, lapprofondimento di due temi specifici. Il primo ha avuto come riferimento il piano di classifica per il riparto della contribuenza sul quale ha relazionato il prof. Piero Parigibini, consulente dellAnbi. E stato posto in evidenza la necessità di impostare il piano di classifica secondo criteri oggettivi e definiti, come gli indici di soggiacenza, gli indici di comportamento del suolo, gli indici di efficienza della bonifica, utilizzando i parametri economici come ulteriore elemento di riparto allinterno dei sottobacini o delle aree omogenee. Particolare accento è stato posto al fatto che il piano di classifica è uno strumento fondamentale per determinare equità e trasparenza nei confronti di tutti i contribuenti dei Consorzi di bonifica, se realizzato con modalità chiare e comprensibile a tutti, condizioni irrinunciabili, senza le quali la partecipazione dei consorziati risulterebbe compromessa. Il secondo argomento posto allattenzione dei partecipanti ha riguardato il piano generale di bonifica e di tutela del territorio, sul quale ha relazionato Marino Berton responsabile nazionale per le politiche delle bonifica della Cia. Berton ha sottolineato la valenza e la attualità del piano di bonifica in relazione agli altri strumenti di pianificazione, che va aggiornato tenendo conto delle profonde trasformazioni che il territorio ha subito in questi ultimi anni, sia dal punto di vista fisico che sociale, economico ed ambientale. I conflitti sulluso del suolo e la necessità di tutelare le risorse naturali, quali acqua e terra, sono alla base degli impegni a cui sono chiamati i Consorzi di bonifica per fornire alle istituzioni depositarie dei poteri di pianificazione, uno strumento analitico e dettagliato sulla situazione attuale e sui possibili e necessari interventi. Anche in questo caso è stata richiamata la necessità che le regioni prevedano linee guida affinché questi importanti strumenti siano ispirati a criteri uniformi e oggettivi. Nel corso del suo intervento Berton ha descritto uno schema tipo che individua le linee guida per la redazione del piano generale di bonifica e tutela del territorio (Pgbtt). Piano di classifica e piano di bonifica rappresentano in sostanza gli elementi fondamentali per tradurre concretamente i principi di autogoverno e di sussidiarietà che sono alla base, per la Cia, di una efficiente, democratica e partecipata gestione dei Consorzi di bonifica. Enrico Vacirca, responsabile del settore per la Cia Toscana, nel suo intervento ha evidenziato come in un momento in cui le varie leggi di riforma dello Stato attribuiscono valore agli elementi di sussidiarietà orizzontale, come possono esserlo i Consorzi di bonifica, in Toscana le forze politiche perseguono un percorso contrario. "Molto probabilmente si scontano i problemi di una legge nata come fortemente innovativa, ma mai adeguata alle numerose leggi in materia che si sono susseguite dal 1994 ad oggi, nazionali e regionali". Cè necessità di maggiore informazione nei confronti dei cittadini sulle funzioni dei Consorzi e quindi sulla contribuenza. Questa informazione può essere fatta anche trovando alleanze con le Associazioni dei consumatori e degli ambientalisti. E necessario che anche lAssociazione regionale dei Consorzi di bonifica agisca da elemento di coordinamento e di indirizzo. E seguito lintervento di molti dei partecipanti che hanno portato un contributo costruttivo e qualificato, raccolto poi nella proposta finale di costituire un gruppo di lavoro Cia che a livello regionale porti avanti i temi della bonifica e dei consorzi. Nel suo intervento conclusivo, il vicepresidente Pascale ha sottolineato il valore positivo della proposta della Cia di integrare le politiche di tutela dellambiente e delle risorse naturali nelle politiche di sviluppo da realizzare mediante la progettualità locale e lautogoverno dei soggetti economici e sociali. In tal modo la salvaguardia del territorio potrà fondarsi sulla valorizzazione della multifunzionalità dellagricoltura. Pascale ha sottolineato con forza lesigenza di una iniziativa confederale nei confronti dellopinione pubblica che ribadisca le esigenze di rinnovamento dei Consorzi e di adeguamento della legislazione regionale agli indirizzi della legge sulla difesa del suolo. Nel richiamare le proposte sul federalismo, approvate in via preliminare dal Parlamento, il vicepresidente della Cia ha rilevato limportanza del principio di sussidiarietà orizzontale e della scelta di considerare il governo del territorio come materia di legislazione concorrente tra Stato e Regioni. In tale quadro, ha concluso Pascale, sono cresciute le condizioni per rilanciare il ruolo dei Consorzi come strumenti di autogoverno del territorio, da fondare sulla ricostituzione tra i cittadini, a partire dai ragazzi delle scuole, di quel bagaglio di sensibilità, di voglia di partecipazione e di conoscenza attiva intorno ai temi del rapporto tra luomo e lambiente e delle funzioni di salvaguardia svolte dallagricoltura, bagaglio che era consistente nei secoli passati e che lurbanizzazione e lindustrializzazione hanno progressivamente assottigliato.
La Cia della Lombardia
lancia I prodotti dellagricoltura biologica lombarda arrivano su internet grazie al sito www.cialombardia.org/agricolturabiologica/, realizzato dalla Confederazione italiana agricoltori della Lombardia e dal Cipa-at regionale. Nella guida del sito, le aziende agricole, suddivise per provincia e per tipologia di offerta, presentano on-line le loro produzioni. "E un modo innovativo per ricostruire quel rapporto tra produttori e consumatori -afferma Umberto Borelli, presidente regionale della Cia Lombardia- a dimostrazione, tra laltro, di come lagricoltura biologica sia definitivamente passata da una produzione di nicchia a costituire un importante segmento dellofferta agricola". Tra le altre curiosità, le pagine web ospitano un notiziario su eventi, novità e una rassegna legislativa di interesse per il comparto, nonché una sezione dedicata alle attività, svolte dal Cipa-at della Lombardia, di assistenza tecnica, consulenza e formazione per le aziende agricole biologiche.
Cia di Bari: convegno
sulla libertà La Confederazione italiana agricoltori provinciale di Bari ha organizzato un convegno, che si è svolto a Barletta, sulla libertà di impresa e lo sviluppo della vitivinicoltura barese, al quale hanno partecipato il presidente regionale della Cia, Antonio Barile, il presidente provinciale, Francesco Caruso, e il vicepresidente della commissione Agricoltura del parlamento europeo, Enzo Lavarra. Con questa iniziativa, la Cia, dopo la battaglia per la riduzione delle sanzioni sui vigneti cosiddetti "abusivi", rilancia la libertà di impresa per il settore vitivinicolo, contro la politica delle quote di produzione. "Dopo la regolarizzazione -ha affermato Caruso- resta, infatti, il problema di tanti giovani agricoltori che intendono cimentarsi in un mestiere difficile, ma che può dare reddito puntando soprattutto sulla qualità delle produzioni sempre più richieste dal mercato". "La Cia -ha proseguito il presidente provinciale- non ha mai condiviso la scelta europea delle quote di produzione. Il rischio, è di perdere definitivamente posizioni sul mercato, lulteriore blocco fino al 2010 peggiorerà la situazione e renderà difficile linserimento di forze nuove, dei tanti giovani che vogliono diventare imprenditori". "E mancata e manca tuttora -ha ribadito Antonio Barile- una forte e convincente politica della regione Puglia nel settore. Anche loccasione del Piano di sviluppo rurale della Puglia è unoccasione mancata. Altre regioni hanno potuto inserire elementi di rafforzamento della filiera vitivinicola, mentre da noi è tutto congelato fino al 2004 ed il Por è carente di risorse a causa delle scelte della Regione". Lonorevole Enzo Lavarra ha sottolineato che "si deve lavorare in sede comunitaria per rivedere lattuale impianto della Pac, con il passaggio ad un sistema di aiuti diretti al reddito ed il progressivo processo di abolizione delle quote produttive in favore di soglie o liberalizzazioni totali".
Cia delle Marche: riunione sul Piano di sviluppo rurale e la valorizzazione dei prodotti tipici Nei giorni scorsi si è svolta ad Arcevia (Ancona), presso la Cooperativa "La terra e il cielo", una riunione sul Piano di sviluppo rurale, alla quale hanno partecipato il presidente della Confederazione italiana agricoltori provinciale di Ancona, Marco Giardini, il vicepresidente provinciale, Evasio Sebastianelli ed i tecnici della Cia. Nella riunione tecnico-operativa si è discusso in particolar modo dellagricoltura biologica e a basso impatto ambientale. Gli agricoltori hanno manifestato notevole interesse per questi nuovi incentivi offerti dal Piano che, potrebbero segnare una importante svolta nel campo delle produzioni e in quello della distribuzione alimentare. "Essere più ricchi -ha ricordato il presidente Giardini- avere più soldi, per stare peggio, non ci sembra che sia la società a cui guardare." Ecco perché la Cia, si rivolge alla società ed è impegnata a far conoscere le opportunità che il Piano di sviluppo rurale, i Leader plus e tutte le altre misure nazionali ed europee offrono agli agricoltori. "La Cia delle Marche -ha affermato il vicepresidente Sebastianelli- ha costituito unapposita associazione per difendere e valorizzare i prodotti di fattoria tipici locali, proprio per far comprendere al consumatore che scegliere la qualità conviene". "La cosiddetta tracciabilità -ha concluso Giardini- labbiamo già attuata e questanno presenteremo la filiera di altri prodotti tipici che si andranno ad aggiungere alle produzioni già esistenti, ovvero al biologico, ai vini, agli olii, al formaggio, al miele, alla pasta, al pane alla carne". |