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Il 12 aprile Francesco Rutelli alla Cia. Richiesto un incontro con Silvio Berlusconi I dirigenti della Cia incontreranno, presso la sede nazionale di via Mariano Fortuny 20, giovedì prossimo 12 aprile, alle ore 17, il candidato premier del centro-sinistra Francesco Rutelli. Un analogo invito è stato formulato al candidato premier del centro-destra Silvio Berlusconi al fine di poter avere un confronto sui problemi dellagricoltura e sulle politiche da adottare nella prossima legislatura per lo sviluppo del settore. Di seguito pubblichiamo le lettere inviate dal presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti a Rutelli e Berlusconi. La lettera a Francesco Rutelli Egregio Onorevole, La ringrazio vivamente per aver accolto la nostra richiesta di incontro per affrontare i problemi dellagricoltura. Proprio in vista di questo appuntamento Le invio una sintesi delle nostre proposte e il documento che è stato alla base della manifestazione nazionale che abbiamo tenuto a Roma lo scorso 21 marzo. In attesa di incontrarLa il prossimo 12 aprile, nella nostra sede, dove sarà possibile discutere con Lei la questione dellagricoltura italiana, Le formulo i più distinti saluti. La lettera a Silvio Berlusconi Egregio Presidente, in occasione della nostra manifestazione a Roma del 21 marzo scorso, Le abbiamo inviato il documento con le proposte per lo sviluppo dellagricoltura. Sono proposte che gradiremmo discutere, in maniera approfondita, con Lei. Per questo motivo Le alleghiamo una sintesi delle nostre proposte e Le rinnoviamo linvito a fissare un incontro con la dirigenza della nostra Confederazione per un confronto serio sulle tematiche agricole. In attesa di un Suo positivo riscontro, Le formulo distinti saluti.
Zootecnia: la Cia indica la strada per uscire dalla grave emergenza. Restano prioritarie qualità e sicurezza alimentare Convegno a Reggio Emilia. Gli interventi del presidente Massimo Pacetti e di Giulio Fantuzzi La grave crisi provocata dal morbo della cosiddetta "mucca pazza" ha fatto precipitare la zootecnia italiana in uno stato di prolungata emergenza dalla quale, ancora oggi, non sembra si possa facilmente uscire. Fino a quando durerà? E la domanda preoccupata ed incessante che si pongono gli operatori del settore e la società tutta. Per cercare di dare una risposta al quesito la Confederazione italiana agricoltori dellEmilia Romagna ha promosso un convegno, che si è svolto oggi a Reggio Emilia, sul tema: "La qualità della nostra zootecnia e la sicurezza alimentare: per quanto ancora emergenza?" DallEmilia Romagna allEuropa, il convegno ha voluto esaminare tutte le strade percorribili per garantire la sicurezza alimentare dei consumatori e premiare la zootecnia che ha puntato sulla qualità. Ai lavori sono intervenuti il presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti e il membro della Presidenza e presidente regionale della Cia dellEmilia Romagna Giulio Fantuzzi. "Io credo -ha esordito Fantuzzi nella sua relazione introduttiva- che il consumatore di oggi dia al concetto di sicurezza alimentare un significato ben preciso legato allidea di qualità. La rintracciabilità è la strada maestra, quindi, che ci consente di aggiungere valore a tutte le filiere. Essa coesiste col biologico, sul cui sviluppo è giusto scommettere, con i circuiti tutelati del Dop e dellIgp, cui la nostra Regione affida una fetta del 30 per cento della sua produzione lorda vendibile, ma anche con tutto il resto del prodotto zootecnico regionale e nazionale, purché si attrezzi per scommetterci degnamente. "Abbiamo -ha continuato Fantuzzi- gestito male lemergenza e adesso gestiamo male anche la preparazione del dopo. Il ministro Pecoraro Scanio ha annunciato qualche giorno fa un suo piano di riforma della Pac, noi ci accontentiamo di ambizioni più modeste. Mettiamoci intorno al tavolo e discutiamo a bocce ferme, concertiamo alcune ipotesi di lavoro, poi su quelle si affonderà anche a Bruxelles, come si fece nella maratona verde che partorì Agenda 2000. "Noi, come Cia, restiamo fedeli alla linea di stare in Europa con lEuropa. Fuori di lì, labbiamo ribadito a chiare lettere con il recente convegno di Milano dedicato proprio alla sicurezza alimentare, non cè alcuna scappatoia. Occorre, però, spingere perché lUnione europea batta un colpo più forte e risoluto. "Ancora troppe deroghe -ha detto poi Fantuzzi- troppi particolarismi, vedi la storia della bistecca con losso, caratterizzano le sue politiche. E quella per la sicurezza alimentare è una di quelle grandi politiche dove lEuropa può giustificare ai cittadini il suo valore aggiunto più autentico: saperli informare, saperli proteggere nel loro bene più prezioso, la salute". "In tale direzione -ha concluso Fantuzzi- il Libro bianco sulla sicurezza alimentare deve poter avanzare speditamente, così come lAgenzia alimentare europea deve diventare operativa, magari sistemata in una nobile e bella città della nostra regione come Parma, che sicuramente saprebbe ben meritare e valorizzare tale opportunità". Nelle sue conclusioni, il presidente Massimo Pacetti ha ribadito le tre priorità indicate dalla Cia per affrontare lemergenza della zootecnia bovina italiana: rivedere le disposizioni normative che prevedono labbattimento integrale della mandria, allorché si riscontra un caso di Bse; lattuazione dellanagrafe zootecnica, oggi caratterizzata da ritardi e difficoltà operative assai gravi; la revisione delle proposte per la modifica dellOcm delle carni bovine presentate nel febbraio scorso dal Commissario Ue Franz Fischler. E indispensabile, quindi, lintervento immediato -ha ricordato Pacetti- dei ministri dellAgricoltura e della Sanità e delle autorità regionali affinché si affrontino in maniera adeguata ed organica i problemi attualmente sul tappeto, evitando ulteriori questioni che rischiano di aggravare pesantemente la già drammatica crisi del settore zootecnico italiano. Il presidente Pacetti, dopo aver rilevato che la qualità è un obiettivo irrinunciabile per la Cia ed è stato uno dei punti alla base della grande manifestazione nazionale del 21 marzo scorso a Roma, ha sottolineato che in sede europea occorre un impegno forte da parte del Governo italiano in modo che le nostre ragioni siano sostenute con la necessaria convinzione. Pacetti ha affermato che è urgente discutere e definire, coinvolgendo adeguatamente tutti i protagonisti della filiera della carne bovina, una piattaforma nazionale di scelte e di indirizzi strategici che permetta di tutelare e valorizzare gli interessi degli allevatori italiani in ambito comunitario. Il presidente Pacetti ha, infine, rilevato che la Cia si farà interprete in tutto il Paese e con i vari soggetti istituzionali economici interessati delle ragioni degli allevatori, convinta che il loro lavoro e la loro professionalità costituiscono un patrimonio da salvaguardare. Al dibattito sono intervenuti, tra gli altri, Salvatore Magazzù, degli uffici della Commissione europea, Giovanni Paganelli dei servizi veterinari della Regione Emilia Romagna, Maurizio Ceci del servizio produzioni e mercato della Regione, Adelfo Magnavacchi, direttore del Crpa, Carlo Bonizzi, segretario generale dellAia. I lavori sono stati presieduti dal presidente della Cia di Reggio Emilia, Ivan Bertolini. Emergenza sementi transgeniche: aperto dal ministro un tavolo tecnico con le organizzazioni professionali e lEnse Il ministro per le Politiche agricole ha aperto ufficialmente un tavolo tecnico con le Organizzazioni professionali agricole e lEnse per monitorare le difficoltà che già si sono riscontrate sul mercato delle sementi di soia e mais, allinizio della campagna cerealicola ormai avviata. Nel corso dellincontro, a cui hanno partecipato, per la Cia, Carla Donnini, responsabile seminativi, e Giuliana Roncolini, responsabile sementi, il ministro ha ascoltato le denunce sia della parte agricola che dellEnse, sullaccertata carenza sul mercato di circa il 20 per cento delle sementi di soia rispetto a quelle impiegate nella scorsa campagna. lEnse ha ribadito, inoltre, la disponibilità di seme di soia di produzione nazionale solo per una minima parte rispetto alle esigenze complessive e, quindi, lurgenza di assicurare limport dai paesi terzi. Riguardo al pericolo di importazioni di seme geneticamente modificato, il ministro ha rassicurato le organizzazioni agricole su tre punti: 1) il Mipaf, oltre a sollecitare le autorità sanitarie competenti a fornire al più presto le analisi quantitative della contaminazione Ogm dei lotti provenienti dagli Stati Uniti e bloccati recentemente al porto di Genova, provvederà a svolgere altre analoghe analisi tramite i propri Istituti sperimentali specializzati, dislocati sul territorio; 2) alla luce di una possibile contaminazione accidentale generalizzata di Ogm delle sementi provenienti dai paesi terzi, il ministro sarebbe disponibile a riconoscere la legittimità di una soglia di tolleranza, in conformità con gli orientamenti comunitari che sottolineano limpossibilità di una soglia "0" per le sementi necessarie per gli investimenti colturali primaverili. 3) la situazione di emergenza a livello nazionale che si è venuta a creare dovrà essere tenuta sotto controllo tramite un lavoro continuo di concertazione tra le organizzazioni agricole, lEnse ed il Mipaf. Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare i decreti attuativi della legge di orientamento in agricoltura Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi in via preliminare i tre decreti attuativi della legge delega in materia di agricoltura. Gli schemi di decreto, appositamente perfezionati, saranno trasmessi, per il parere, alla Conferenza Stato-Regioni, che si riunirà il prossimo 19 aprile, e alle commissioni Agricoltura di Camera e Senato. Firmato al Cnel laccordo volontario nazionale per lutilizzo dei biocarburanti-filiera biodiesel Per la Cia è intervenuto il vicepresidente Alfonso Pascale Laccordo volontario nazionale per lutilizzo dei biocarburanti è stato firmato in data odierna presso la sede del Cnel. Laccordo volontario, che rientra fra gli strumenti più idonei previsti nel Patto per lEnergia e lAmbiente sottoscritto nel novembre 1998 dalle rappresentanze delle istituzioni, delle forze economiche e sociali interessate, in seno alla Conferenza nazionale Energia e Ambiente, riguarda la filiera del biodiesel. Per la Cia laccordo è stato firmato dal vicepresidente Alfonso Pascale. Si è concluso positivamente -egli ha dichiarato- liter di formalizzazione di un accordo molto importante alla cui definizione la Cia ha partecipato con impegno e convinzione allo scopo di favorire la produzione nazionale di oleaginose non food, in particolare girasole e colza, finalizzata allo sviluppo di un mercato nazionale del biodiesel, un biocarburante che riveste un significativo interesse in tutta lUnione europea. E in tale ambito -ha continuato Pascale- che rientra la recente stipula dellaccordo interprofessionale per i semi di girasole ad uso non food sottoscritto dalle organizzazioni professionali agricole ed industriali interessate; infatti, laccordo volontario prevede tra gli impegni degli agricoltori e delle industrie di trasformazione la sottoscrizione di accordi specifici. Attualmente gli investimenti ad oleaginose per la produzione di biodiesel in Italia non raggiungono i 15.000 ettari, mentre la potenzialità produttiva di biodiesel è pari a circa 200.000 tonnellate, corrispondenti a circa 200.000 ettari di oleaginose. Auspichiamo -ha affermato il vicepresidente della Cia- che, con la sottoscrizione dellaccordo volontario e dellaccordo interprofessionale, il fabbisogno interno di biodiesel possa essere soddisfatto per una parte significativa dalla produzione nazionale di oleaginose, attuando, tra laltro, un ciclo completo per la diminuzione di emissioni di anidride carbonica sul territorio, a partire dalla materia prima. Allo scopo di raggiungere un così importate obiettivo, la Cia si attiverà presso i propri associati per promuovere ed incentivare la coltivazione delle oleaginose a destinazione non alimentare per la fabbricazione del biodiesel. Nel dichiararsi soddisfatto del risultato raggiunto, Pascale ha ribadito che la scelta dello strumento dellaccordo volontario per attuare gli impegni di riduzione delle emissioni dei sei principali gas serra, fissati nel protocollo di Kyoto del 1997, è la più idonea per il raggiungimento degli obiettivi individuati nella delibera Cipe del 19 novembre 1998 sulle "Linee guida per le politiche e misure nazionali per la riduzione delle emissioni di gas serra".
"Lalbero
maestro": riuscita iniziativa Si è svolto nel suggestivo palazzo della Corte Virgiliana, a Pietole (Mn), lincontro-dibattito sulle attività didattiche nelle aziende agricole, organizzato congiuntamente dalla Cia di Mantova, dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Mantova e dal Consorzio agrituristico "Verdi Terre dAcqua" con il patrocinio del Provveditorato agli studi di Mantova. Sono intervenuti Bernard Xueref, presidente della Federazione nazionale francese dei Civam (Centri di iniziativa per la valorizzazione dellagricoltura e dellambiente rurali); Franco Frabboni, preside della Facoltà di scienze delleducazione presso lUniversità degli studi di Bologna; Giorgio Vincenzi, vicedirettore del mensile "Vita in campagna"; Eva Schwarzwald, dirigente della Regione Lombardia; Walter Baruzzi, consulente progetti didattici della Coop consumatori. Ha svolto lintervento conclusivo il vicepresidente della Cia Alfonso Pascale che ha rimarcato il valore positivo del Protocollo dintesa sottoscritto dal ministero della Pubblica istruzione e dalla Cia, laddove si riconosce alla Rete "Scuola in fattoria" il ruolo di partner nella promozione di progetti educativi finalizzati alla diffusione della conoscenza tra i giovani del rapporto tra luomo e lambiente e della cultura del mondo agricolo. Richiamando la "Carta della Terra", ratificata dallUnesco nel marzo 2000, Pascale ha sottolineato che lo sviluppo equilibrato del pianeta e la sicurezza alimentare passano attraverso la capacità di integrare nelleducazione formale e nella formazione permanente il sapere, i valori e le capacità necessarie per uno stile di vita sostenibile ed, in tale quadro, ha collocato limpegno della Cia nel favorire lincontro tra lagricoltura reale e non virtuale, la memoria del mondo rurale, la maestria e il saper fare degli agricoltori e le nuove generazioni. Riprendendo, infine, gli argomenti trattati dal prof. Frabboni, il vicepresidente della Cia ha posto in risalto le analogie tra la riforma della scuola e levoluzione delle politiche agricole, entrambe collocate in una dimensione europea: combattere il centralismo con il decentramento e la sussidiarietà, perché nella globalizzazione sono i territori e le loro identità a dover raccogliere la sfida competitiva; superare il nozionismo -che in agricoltura equivale allo sviluppo quantitativo e massivo- con percorsi formativi individualizzati e strategie della qualità fondate sulla valorizzazione delle diversità e sulla multifunzionalità. I lavori sono stati coordinati da Mario Lanzi, presidente della Cia di Mantova, che in apertura ha presentato una raccolta di schede interattive, rivolte a bambini delle scuole elementari, per conoscere lagricoltura e vivere lo spazio rurale. Cia Sicilia:
successo delliniziativa Da oggi anche in Sicilia gli agricoltori potranno usufruire del gasolio ad accisa ridotta per effettuare le lavorazioni allinterno delle proprie aziende. E stato un braccio di ferro estenuante quello che ha visto la Confederazione italiana agricoltori della Sicilia congiuntamente alla Confagricoltura, contrapposte allAssessorato regionale allagricoltura che dopo il primo marzo (data di scadenza ufficiale per la presentazione delle domande) aveva manifestato apertamente la propria volontà a non fare assegnazioni di carburante per le istanza presentate oltre tale termine. "Niente decreto, con tanto di bollo e di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, niente assegnazioni dopo il primo marzo", dicevano fino a due giorni fa allAssessorato regionale allagricoltura, alludendo alla proroga annunciata dal ministro delle Finanze con un comunicato di febbraio. "E possibile solo presentare le domande. Per le assegnazioni, si dovrà attendere". Ma alla fine, dopo due richieste di incontro ufficiali non soddisfatte e numerose manifestazioni di piazza, lassessore ha firmato un provvedimento che autorizza gli ispettorati provinciali a procedere con le assegnazioni.
Prodotti tipici
del Lazio in piazza. La Cia partecipa con Legambiente alliniziativa "Domeniche a piedi" Pecorino, caciotte, salumi, pane e vino dei Castelli romani in piazza. Domenica prossima 8 aprile la Cia del Lazio allestirà a Roma, in via dei Fori Imperiali, uno stand dove saranno offerti ai cittadini prodotti tipici e di qualità della regione. Liniziativa, promossa insieme con Legambiente, si inserisce nel quadro più vasto delle "Domeniche a piedi", che hanno luogo in molte città dItalia. In questo modo, la Cia, con la promozione dei prodotti tipici e di qualità, con la sicurezza alimentare, con la difesa dellambiente e dellimpresa agricola, prosegue la sua azione tesa a ristabilire un rapporto di fiducia con i consumatori e a garantire allagricoltura quel ruolo fondamentale che occupa nella società. Convegno della Cia di Benevento per il rilancio del settore zootecnico Dopo il grande successo della manifestazione nazionale del 21 marzo scorso a Roma, che ha visto una massiccia partecipazione di rappresentanti della Cia di Benevento, è stato organizzato per il prossimo 10 aprile, presso la Rocca dei Rettori alle ore 10, un convegno dal tema "Sannio: investiamo sulla qualità - Caciocavallo Silano, vitellone bianco dellAppennino centrale, pecorino di Laticauda". La Confederazione italiana agricoltori di Benevento, con questa iniziativa, auspica un confronto con tutti gli allevatori per rilanciare il settore zootecnico sannita. Ai lavori parteciperanno, fra gli altri, il presidente e il vicepresidente provinciale della Cia, Aurelio Grasso e Aniello Troiano. Le conclusioni saranno svolte da Giulio Fantuzzi, membro della Presidenza nazionale della Confederazione.
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