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Segni
di ripresa per il settore ovi-caprino Dopo un lungo periodo di crisi, dovuto alla forte concorrenza del prodotto straniero offerto sul mercato italiano a prezzi nettamente inferiori a quelli delle carni nostrane, l’andamento della produzione e del commercio del bestiame e delle carni ovi-caprine sta invertendo la tendenza. Il patrimonio ovi-caprino, infatti, in lieve espansione: 11,1 milioni di capi ovini (+1,1 per cento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente) e 1, 4 milioni di caprini (+0,8 per cento). La produzione interna di carni ovi-caprine, secondo le stime più recenti, è aumentata nel 2001 del 4 per cento rispetto al 2000 e sarebbe dovuta crescere all’incirca della stessa percentuale nel corso del 2002. Ma non è andata così. Diversi fattori intervengono a determinare tale situazione: la crescente attenzione dei consumatori verso le produzioni di alta qualità provenienti dagli allevamenti nazionali, ma anche lo spostamento di una parte della domanda di carni bovine verso altri tipi di carni. Il comparto in realtà ha beneficiato in misura assai ridotta del calo della domanda e dei consumi di carni bovine conseguente alla crisi della Bse, anche perché ha pagato la questione della “blue tongue”. La richiesta interna si è, infatti, orientata in prevalenza verso le carni suine e di pollame. Nel mese pre-pasquale il mercato, è stato rafforzato dalla stagionale tendenza all’acquisto di bestiame ovi-caprino destinato al consumo dei giorni festivi. Il prodotto nazionale è stato, quindi, venduto senza difficoltà a prezzi superiori di circa il 15 per cento rispetto a quelli dell’anno scorso. I segni di moderato miglioramento del mercato del bestiame ovi-caprino potrebbero preludere al recupero delle perdite di reddito subite dagli allevatori italiani negli ultimi anni. Il prezzo di vendita dei nostri prestigiosi agnelli e capretti è stato bloccato da anni su livelli non remunerativi, mentre i costi dei pascoli e della mano d’opera sono tornati a crescere. La garanzia di qualità delle carni nostrane dovrà trovare, tuttavia, forme sempre più chiare di organizzazione mercantile mediante la diffusione su tutto il territorio nazionale dei marchi di origine delle carni provenienti dalle regioni italiane. Già da ora i consumatori più attenti possono, comunque, riconoscere il prodotto dei nostri pascoli e della nostra tradizione, come hanno fatto per le feste di Pasqua, premiando il mercato interno degli agnelli e dei capretti. A
Bruxelles la riunione Si è tenuta a Bruxelles la riunione della Commissione femminile del Copa. All’ordine del giorno l’elezione del nuovo presidente e dell’Ufficio di presidenza. Per la prima volta è stata eletta un’italiana. Matilde Casa trentotto anni imprenditrice zootecnica torinese, vice delegata nazionale del coordinamento delle donne della Coldiretti, proposta ed eletta con il sostegno della delegazione italiana,composta da Paola Ortensi della Confederazione italiana agricoltori e da Alessandra White della Confagricoltura. Altro punto di rilievo è risultato il dibattito sullo stato di programmazione dei lavori della III Conferenza mondiale delle agricoltrici che si svolgerà dal 2 al 4 ottobre prossimi a Madrid. Nella ricerca di proposte per rendere la Conferenza, orientata nel suo programma sulla realtà delle donne rurali e, in particolare, di quelle dei Paesi poveri, più adeguata anche agli interessi delle imprenditrici agricole, hanno prevalso i suggerimenti di impostazione da indicare agli organizzatori proposti da Paola Ortensi. L’esponente della Cia, tra le altre cose, dovrà relazionare sulla Conferenza a fine maggio nel Comitato permanente delle donne della Fipa che si riunirà nelle giornate del Congresso della Fipa stessa al Cairo.
Omc:
definito il calendario per i negoziati agricoli La sessione speciale del Comitato per l’agricoltura dell’Omc, del 26 marzo scorso, ha concordato il programma di lavoro che, entro il 31 marzo 2003, permetterà la presentazione dei principi chiave per la negoziazione della riforma dell’accordo agricolo. I negoziati agricoli, iniziati e condotti in forma separata, sono, dopo Doha, parte integrante di un unico programma negoziale globale, definito dalla dichiarazione ministeriale della IV Conferenza ministeriale dell’Omc. I membri dell’Omc dovranno presentare, entro il 31 marzo 2003, le modalità e gli obiettivi per il raggiungimento dei tre punti previsti a Doha: 1) miglioramento sostanziale dell’accesso ai mercati; 2) riduzione, in previsione di un loro ritiro progressivo, di tutte le forme di sovvenzione alle esportazioni; 3) riduzione sostanziale dei sostegni interni che causano delle distorsioni commerciali. Il
programma di lavoro per l’elaborazioni delle modalità inizierà con
delle riunioni tecniche dove verranno esaminate le possibilità per ognuno
dei tre pilastri. Il trattamento speciale per i Pvs farà parte integrante
di queste riunioni e le questioni non commerciali verranno anch’esse
prese in considerazione. Le idee elaborate entro la fine del 2002 verranno
raccolte in un documento di visione d’insieme. Il
calendario delle riunioni 2002: - 20 giugno:
sovvenzioni alle esportazioni e restrizioni; - 4 settembre: accesso al mercato; - 27 settembre: sostegno interno; - 22 novembre: proseguimento dei lavori; -
entro il 18 dicembre definizione del progetto di documento di visione
d’insieme. 2003
- fine gennaio: revisione globale della situazione in base al documento di visione d’insieme; - progettazione della prima proposta del documento sulle modalità; - fine febbraio: commenti sulla prima proposta del documento sulle modalità; - progettazione della seconda proposta del documento sulle modalità; - fine marzo: considerazioni sul testo finale. Le modalità e gli obiettivi saranno usati dagli Stati membri per produrre, entro la V Conferenza ministeriale dell’Omc in Messico, nel novembre 2003, le loro prime offerte o progetti globali d’impegno da cui partiranno i veri negoziati che dovranno concludersi il primo gennaio 2005. Nuovo
ciclo di negoziati Omc La Commissione sta preparando la posizione dell’Unione europea a proposito delle indicazioni geografiche in vista del nuovo ciclo di negoziati commerciali lanciati a Doha in novembre. Nella dichiarazione ministeriale di Doha è stato convenuto di negoziare la creazione del sistema multilaterale di notifica e di registrazione delle indicazioni geografiche per i vini e gli alcolici, entro la prossima Conferenza ministeriale del 2003. L’importanza di questo sistema di registrazione risiede nella protezione delle indicazioni geografiche europee tramite la realizzazione di un meccanismo che regoli le controversie nel quadro dell’Omc. La Commissione ha intenzione di estendere la protezione delle indicazioni geografiche ad altri prodotti agricoli. La Commissione (Dg Commercio), inoltre, desidera trovare gli argomenti per convincere gli altri Stati membri dell’Omc dell’utilità del sistema di registrazione. A tal fine intende raccogliere informazioni sulle difficoltà riscontrate dagli operatori europei negli scambi commerciali, riguardanti il vino, con i Paesi terzi. Ha elaborato, quindi, un questionario inviato alle organizzazioni del settore vitivinicolo, alle cooperative e ad altri operatori. Una volta raccolte le risposte al questionario, la sintesi delle varie risposte verrà discussa nel corso della riunione del gruppo di lavoro vino del Copa. Un funzionario responsabile del negoziato assisterà alla suddetta riunione del gruppo di lavoro, presenterà lo stato di avanzamento della questione e gli aspetti che la Commissione intende far progredire nell’ambito dei negoziati. Vi sarà uno scambio di vedute in merito alle domande inviate dalla Commissione e ad altre questioni relative alle indicazioni geografiche, da un punto di vista internazionale.
La
Commissione Ue programma La Commissione Ue ha proposto di eliminare progressivamente, a partire dal gennaio 2006, i quattro antibiotici ancora in uso come fattori di crescita nell’alimentazione animale. Vuole, inoltre, intraprendere anche una semplificazione determinante delle regole attuali sugli additivi (aromi o vitamine usate nell’alimentazione e nell’acqua per l’abbeveraggio degli animali), permettendo: - l’inserimento sul mercato dei futuri additivi solo dopo l’autorizzazione (non superiore ai dieci anni) rilasciata dall’Autorità europea per la sicurezza degli alimenti, per specie animali specifiche e nel rispetto di dosaggi massimi; - agli additivi autorizzati dall’attuale legislazione di restare sul mercato previa domanda, nei prossimi sette anni, di riesame e di nuova autorizzazione. Tutte le autorizzazioni potranno essere rinnovate di altri dieci anni presentando una domanda alla Aesa almeno un anno prima della data di scadenza. Autorità
europea per l’ambiente: un miglior isolamento L’Autorità europea per l’ambiente (Aea), in un rapporto sull’aumento delle distanze per l’isolamento delle colture transgeniche (colza, mais e barbabietole), ha proposto che le particelle coltivate con colza, mais e barbabietole transgeniche, vengano circondate da “barriere vegetali” di 4 a 8 metri di larghezza costituite, in parte, dall’equivalente pianta transgenica coltivata accanto, al fine di assorbire la maggior quantità di polline liberato nell’atmosfera o trasportato dagli insetti ed evitare in tal modo il fenomeno dell’impollinazione incrociata con le piante prodotte nelle vicinanze. Le barriere vegetali verrebbero distrutte dopo la fioritura. L’Aea sostiene, inoltre, che bisognerebbe incoraggiare la creazione di piante transgeniche che abbiano un metodo biologico destinato ad evitare il trasferimento dei gene tra varietà.
“Lingua
blu”: la protesta degli allevatori sardi Si è tenuta nei giorni scorsi in Sardegna l’annunciata manifestazione degli allevatori indetta dalla Cia, dalla Coldiretti e dalla Confagricoltura. Sono stati presidiati i porti di Cagliari ed Olbia per attirare l’attenzione del governo e dell’opinione pubblica sui gravissimi danni provocati dalla cosiddetta “lingua blu” al patrimonio zootecnico sardo. In modo particolare è stato sottolineato il problema relativo al divieto di movimentazione dei capi bovini. L’elevata densità di bestiame cui si aggiunge la carenza di foraggi a causa della grave siccità, non consente più ai produttori la normale conduzione dell’azienda: non si vende più, molti bovini muoiono letteralmente di fame e a tutto ciò si aggiungono problemi sanitari per l’abbandono delle carcasse degli animali nelle campagne. Stando così le cose, agli allevatori non è rimasto altro che inscenare una nuova forma di protesta che si è sviluppata nel porto di Olbia con il blocco delle merci in arrivo dalla Penisola. La manifestazione sarda
non è passata inosservata: il ministro della Salute Sirchia ha, infatti,
convocato a Roma i rappresentanti delle organizzazioni agricole,
allevatori e una folta delegazione di sindaci dei comuni maggiormente
colpiti. Per la Cia erano presenti Enzo Mastrobuoni, responsabile
nazionale del settore zootecnico, Renato Lilliu, presidente regionale e
Fabio Chessa, direttore della confederazione di Sassari. Il ministro si è impegnato all’istituzione di una autorità unica nazionale che possa gestire l’emergenza e coordinare le competenze e ha dichiarato che già nel prossimo Consiglio dei ministri il governo esaminerà i provvedimenti che potranno essere adottati per indennizzare gli allevatori per i danni subiti in questi ultimi anni. Se le risultanze che perverranno la prossima settimana dal Comitato tecnico-scientifico saranno favorevoli, è probabile anche che già dal mese di aprile venga consentita la movimentazione del bestiame vaccinato verso le regioni del centro-sud. “Nel mese di maggio, poi, terminata la vaccinazione -ha promesso il ministro Sirchia- potrà essere consentita la libera movimentazione del bestiame su tutto il territorio nazionale”. A
Frosinone la riunione A Frosinone, convocata da Erminia Vitello in qualità di responsabile provinciale e regionale di “Donne in campo”, si è tenuta una riunione delle associate. Durante la riunione, alla quale era presente il presidente nazionale dell’Associazione “Donne in campo” Paola Ortensi e il presidente provinciale della Cia Mario Mancini, si sono affrontati, in particolare, i temi della commercializzazione dei prodotti. La decisione più significativa che è stata presa è quella di
organizzare la presentazione dell’Associazione in modo estremamente
visibile e con l’occasione mettere a punto un dettagliato programma di
lavoro che tenga conto delle idee e delle richieste che costantemente si
evidenziano. Il tutto in sintonia con l’Associazione nazionale e dando
un peso al tesseramento quale strumento principe di adesione
all’Associazione. Eridania:
giudizio positivo La Confederazione italiana agricoltori dell’Emilia Romagna rilancia il giudizio positivo, già espresso dalla Cia a livello nazionale, sulla conclusione della trattativa tra Begin-Say e la cordata Sadam-Coprob-Finbieticola per l’acquisizione dell’Eridania. Il successo di questa transazione dà vita non solo ad un’iniziativa unitaria di grande valore che consente il mantenimento delle attività industriali bieticolo-saccarifere dell’Eridania in Italia, ma costituisce anche un forte segnale di generale rafforzamento dell’associazionismo dei produttori nel nostro Paese. L’acquisizione di Eridania-8 stabilimenti, una quota vicina al 50 per
cento del mercato italiano e un fatturato di circa 500 milioni di euro, da
parte della cordata Sadam-Coprob-Finbieticola, rappresenta una
straordinaria opportunità per i produttori bieticoli della regione. La parte agricola arriverà a detenere, infatti, il 39 per cento del mercato, diventando il nuovo leader nazionale nel comparto dello zucchero. La Cia dell’Emilia Romagna sottolinea che la nuova società potrà svolgere un ruolo decisivo nelle scelte strategiche volte a salvaguardare il settore bieticolo-saccarifero, contribuendo anche alla costruzione di più avanzate relazioni contrattuali e interprofessionali con il resto dell’industria alimentare. La crescita del ruolo imprenditoriale dell’associazionismo agricolo dovrà ora cimentarsi nella definizione di un piano industriale e di un progetto finanziario sicuramente assai impegnativi. La
Cia del Trentino chiede Il decreto Maroni del 4 febbraio scorso ha assegnato, alla provincia di Trento, 7.000 permessi d’ingresso di lavoratori stagionali extracomunitari per coprire le necessità di tutti i settori economici. Secondo la Cia del Trentino tale numero è insufficiente, essendo inferiore a quello dei permessi concessi lo scorso anno per i soli lavoratori agricoli. A tutt’oggi le disponibilità per l’assunzione di raccoglitori di frutta e vendemmiatori sono ferme a quota 5.500 unità, mentre le richieste superano già le 9.000. Anche sul fronte della limitazione secondo il Paese di provenienza, i risultati raggiunti sono assolutamente insoddisfacenti. I raccoglitori extracomunitari provenienti da Paesi non candidati all’ingresso nella Comunità europea, sono autorizzati solo se già in passato assunti da imprese agricole italiane. Nella regione, secondo i dati campione forniti dalla Cia, circa un quarto
dei lavoratori stagionali agricoli provengono da Stati non contemplati dal
decreto Maroni, quali Jugoslavia, Croazia, Macedonia, Bielorussia,
Moldavia, Ucraina, ma anche i Paesi del Nord dell’Africa (Marocco
soprattutto) e di altri continenti (America Latina). La Confederazione italiana agricoltori chiede, pertanto, ai rappresentati parlamentari e alle istituzioni di attivarsi immediatamente al fine di rimuovere sia l’ostacolo allo svolgimento della propria attività economica, rappresentato dall’insufficiente numero di permessi d’ingresso concessi, sia l’imposizione di rientro attraverso la Slovenia. Questo per permettere alle imprese agricole, che non sono ovviamente disponibili a lasciare il raccolto sulle piante, il rispetto delle norme di legge. La Cia ricorda, inoltre, che questi ingressi, nominativamente richiesti ad inizio anno, autorizzati dalle ambasciate e consolati italiani nei Paesi d’origine, comunicati alle autorità di pubblica sicurezza al loro arrivo, temporaneamente limitati al periodo d’effettivo lavoro, non sono causa d’aumento del numero di persone illegalmente presenti sul territorio nazionale. Cia
delle Marche: un nuovo regolamento sull’agriturismo Grande soddisfazione dopo l’approvazione, nella seduta del Consiglio regionale dei giorni scorsi, della nuova legge sull’agriturismo. Decisivo il ruolo di Turismo verde della Cia delle Marche che ha sostenuto un continuo confronto con tutte le componenti politiche e le istituzioni pubbliche coinvolte in materia. “Si tratta di una vittoria piena dell’agricoltura come intero comparto -ha dichiarato Luisa Taffi, presidente regionale di Turismo verde- in quanto riafferma fortemente la centralità dell’attività agricola e, quindi, della connessione e della complementarietà con l’attività agrituristica”. Infatti, il 35 per cento dei prodotti alimentari utilizzati per l’attività agrituristica deve provenire dall’azienda stessa, il 45 per cento da altre aziende singole o associate operanti sul territorio regionale e solo il 20 per cento da altri canali, quali la distribuzione. Il nuovo regolamento va nella direzione di uno stimolo alla produttività del comparto regionale e verso una riconferma dell’attenzione alla tipicità agro-alimentare locale. “Ne conseguirà -ha aggiunto Luisa Taffi- un aumento delle opportunità di guadagno per gli agricoltori e per tutti quei giovani che intendono intraprendere l’attività agricola nella nostra regione”. Un passo avanti molto importante, visto e considerato che l’attività agrituristica ha, dal 1985 ad oggi, quadruplicato il proprio peso economico all’interno del settore agricolo creando un nuovo e ancora più vivo interesse verso l’intero comparto. La
Cia di Messina a tutela delle aree protette L’agenzia di stampa diramata dal presidente del Parco dei Nebrodi, che rilancia una strategia di sistema delle aree protette in Sicilia per ritornare ad essere attori protagonisti dello sviluppo della Regione, vede la Confederazione italiana agricoltori impegnata a rafforzare questo metodo innovativo di pensare e operare. La Confederazione italiana agricoltori di Messina già nel 1981, quando in Sicilia iniziò questa grande ed umana avventura della costituzione dei Parchi regionali, ha sempre creduto e operato affinché questi fossero non solo un’occasione di tutela, ma anche una grande possibilità di sviluppo. Oggi -si legge in una nota diffusa dal presidente della Cia provinciale, Francesco Calanna- non possiamo non condividere la proposta che le aree protette debbano diventare una delle gambe del progetto di sviluppo e di modernizzazione della nostra Sicilia, utilizzando in una logica di sistema tutte le opportunità che derivano dall’utilizzazione dei fondi di Agenda 2000 e rifuggendo da tentazioni localistiche e rivendicazionistiche che sono altra cosa rispetto all’esigenza di partecipazione dal basso di tutti i soggetti presenti nel territorio in una logica di programmazione negoziata.
Domani
a Roma seminario nazionale dell’Inac su bilanci, convenzioni e obblighi fiscali A seguito delle competenze e degli obblighi degli enti di Patronato di cui alla legge 152/2001, è stato organizzato un seminario nazionale di approfondimento sulla composizione dei bilanci territoriali, sulle convenzioni con organismi pubblici e privati e con i legali, nonché sui conseguenti obblighi fiscali. Il seminario si svolgerà domani 4 aprile a Roma, presso il centro Congressi Frentani alle ore 10. I lavori, aperti da Paolo De Carolis vicepresidente Cia, saranno introdotti da Pietro Palumbo vicepresidente Inac. Interverranno, tra gli altri, Francesco Ansanelli dell’Ufficio organizzazione della Cia sui bilanci del Patronato Inac, composizione e struttura, l’avvocato Sergio Di Lollo sulle convenzioni e i rapporti con organismi pubblici e privati e con i legali e Massimo Bagnoli dell’Ufficio Fiscale sugli obblighi fiscali e scritture contabili. Le conclusioni saranno svolte da Alberto Giombetti, presidente del Patronato Inac. Cia
delle Marche: convegno sullo
statuto La Confederazione italiana agricoltori delle Marche ha organizzato per il prossimo 8 aprile ad Ancona, presso l’Assam alle ore 9.30, un convegno sul tema “Statuto e nuovo ruolo dell’Ente regionale Marche: le riflessioni della Cia”. I lavori saranno introdotti da Franco Fiori e presieduti da Nevio Lavagnoli, presidente e vicepresidente della Cia regionale. Interverrà, inoltre, Luigi Minardi, presidente del Consiglio regionale. Le conclusioni saranno svolte da Alfonso Pascale, vicepresidente nazionale della Confederazione. | |
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