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Wto:
occorre evitare un altro pericoloso fallimento Una
dichiarazione del presidente della Cia Massimo Pacetti preoccupato per la
mancanza di un valido compromesso. I paesi in via di sviluppo devono
essere pienamente coinvolti. “Bisogna
evitare assolutamente un altro pericoloso fallimento. La prossima
Conferenza Wto che si terrà a settembre a Cancun, in Messico, deve
sciogliere i nodi di fondo che finora hanno bloccato il negoziato sul
commercio internazionale”. Lo ha affermato il presidente della
Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti, preoccupato per
la mancanza di un compromesso che possa assicurare le basi per un accordo
equilibrato tra le parti. “Lo
scorso 31 marzo -ha rilevato Pacetti- doveva essere la scadenza per
stendere un documento comune sulle regole di base per arrivare preparati
all’appuntamento di Cancun, come era stato fissato a Doha nel 2001.
Purtroppo anche questa data é passata senza che si raggiungesse
un’intesa. Le proposte del presidente del Comitato agricoltura del Wto, Stuart Harbinson, non hanno agevolato il
raggiungimento del consenso e non hanno tenuto conto degli impegni e delle
novità scaturite dalla Conferenza di Doha, nel corso della quale il
carattere multifunzionale e la difesa delle produzioni tutelate erano
state valutate positivamente”. “Ecco
perché -ha aggiunto il presidente della Cia- dobbiamo impegnarci tutti,
ciascuno nella propria dimensione operativa, affinché si lavori
intensamente alla buona riuscita della prossima Conferenza di Cancun.
Certo, le difficoltà ci sono e non sono solo quelle tecniche del
negoziato. C’é nell’aria una tendenza a cadere nel pessimismo e,
quindi, nella chiusura”. “La
Conferenza di Doha -ha sottolineato Pacetti- aveva rappresentato un
importante passo avanti per il superamento della crisi politica dopo
l’11 settembre. Stati Uniti ed Unione europea avevano compreso
l’importanza di un approccio multilaterale alla soluzione dei problemi.
Seattle era così veramente lontana. Ed ora, invece, sembra non esser più
il punto di riferimento per l’avvio di un negoziato che riporti al
centro dell’attenzione la volontà di liberalizzare gli scambi e di
considerare un nuovo approccio alla soluzione delle problematiche dello
sviluppo”. Per
questo motivo, secondo il presidente della Cia, “é ancora più
importante impegnarci affinché il processo di liberalizzazione degli
scambi, secondo l’approccio dell’equa condivisione degli impegni,
continui a guidare le intenzioni dei negoziatori, coinvolgendo pienamente
i paesi in via di sviluppo. A
Cancun dobbiamo arrivare ad un accordo equo, ad una giusta ridistribuzione
delle risorse e delle ricchezze e alla creazione di un modello sostenibile
di sviluppo planetario”. “La
nostra speranza, pertanto, é quella che le parti, come ha evidenziato lo
stesso direttore generale del Wto, continuino ad operare per pervenire ad
un accordo non solo nel negoziato agricolo, ma anche -ha concluso Pacetti-
in quello relativo ai servizi, alla riduzione delle tariffe sui prodotti
industriali, ai rapporti tra commercio ed ambiente”. Tabacco:
la Cia favorevole alla privatizzazione Il
presidente Pacetti evidenzia l’importanza di
una politica attenta verso la tabacchicoltura
“Siamo
favorevoli alla privatizzazione dell'Eti purché la
cordata che subentrerà garantisca la continuazione
dell'esperienza e del know-how e i livelli occupazionali italiani
del settore”. E’ quanto ha affermato il presidente della
Confederazione italiana agricoltori
Massimo
Pacetti intervenendo
alla presentazione dello studio sulla
filiera del tabacco organizzata dalla Confagricoltura. “Se
si riesce a dare concretezza ad un processo di competitività
tale da realizzare gli obiettivi prefissati
per l'impresa, il nostro giudizio sarà certamente positivo, ma
contemporaneamente -ha aggiunto Pacetti- auspichiamo una soluzione in
tempi brevi della vicenda”. Pacetti
ha comunque garantito l'impegno della Confederazione italiana agricoltori
ad appoggiare iniziative che rispondano a precise caratteristiche. “Se
ci sono imprese che possono realizzare
determinati obiettivi -ha rilevato- noi ci adopereremo per fare in
modo che si mantengano in Italia punti di presenza e di gestione del
settore”. Soffermandosi
sui problemi legati alla Politica agricola comune, il presidente della Cia
ha affermato che “la nuova Ocm dovrà confermare l’attuale
strutturazione, fermo restando alcune modifiche volte a favorire la qualità
e la produzione di gruppi varietali maggiormente rispondenti alle esigenze
del mercato”. Infine,
Pacetti ha sostenuto l’esigenza di una politica di difesa e
valorizzazione della tabacchicoltura italiana ed europea per salvaguardare
gli aspetti sociali, occupazionali ed economici che il settore comporta. Nocciole:
la Cia e le organizzazioni italiane In
seguito al progressivo peggioramento della situazione di mercato delle
nocciole, la Confederazione italiana agricoltori, insieme alle altre
organizzazioni agricole italiane e spagnole, ha chiesto al Copa-Cogeca di
prendere una chiara posizione attraverso una formale richiesta alla
commissario Ue all’Agricoltura, Franz Fischler, dell’applicazione
della clausola di salvaguardia. Riportiamo di seguito il testo della
lettera che il Copa ha predisposto. Signor
Commissario, il Copa ed il Cogeca desiderano richiamare la Sua attenzione
sulla situazione del mercato delle nocciole, molto critica dal 2001. In
effetti, nella campagna 2001/2002, il volume delle nocciole in guscio
importato dalla Turchia è aumentato del 25 per cento rispetto alla
campagna precedente e il prezzo ha registrato una diminuzione del 26 per
cento. Le prospettive per la campagna 2002/2003 sono molto negative in
quanto il quantitativo di nocciole in guscio importato dalla Turchia
supera già le 180.000 tonnellate. Ciò equivale pressoché alla media
delle importazioni delle ultime cinque campagne. La vendita della
produzione comunitaria di nocciole viene paralizzata non soltanto dal
volume importato ma anche dal ritmo settimanale sostenuto delle
importazioni. Inoltre, il prezzo è inferiore del 72 per cento al prezzo
medio delle ultime cinque campagne. È il motivo per il quale il Copa ed il Cogeca chiedono alla Commissione europea di proporre rapidamente misure di mercato come l'instaurazione di una clausola di salvaguardia che limiti le importazioni di nocciole provenienti dalla Turchia. Se non risulta possibile applicare la clausola di salvaguardia, la Commissione europea deve proporre l'attuazione di una misura speciale volta a garantire la sussistenza del settore delle nocciole dell'Ue.
Catania:
l’assemblea zonale dell’Associazione
I
lavori sono stati presieduti da Gaspare Bullaro, presidente provinciale
della Cia di Catania, che ha sottolineato l’importanza dei pensionati
all’interno della Confederazione e il ruolo fondamentale che hanno nella
società. La
relazione è stata svolta da Ruggiero Pardo, componente della presidenza
provinciale della Cia, il quale ha illustrato la piattaforma dell’Anp in
preparazione della terza Assemblea congressuale dell’Associazione ed in
particolar modo sui tagli alle spese dello stato sociale, sugli indebiti
pensionistici e sull’aumento a 516 euro di tutte le pensioni integrate
al minimo. Infine, si è soffermato sulla guerra in Iraq auspicando una
soluzione politica del conflitto in atto. Ha
concluso i lavori dell’assemblea Giuseppe Politi, vicepresidente vicario
della Cia nazionale, il quale ha parlato della guerra e dei disastri che
essa produce. Politi
ha sottolineato, inoltre, i tagli fatti dal governo sullo stato sociale,
mettendo in crisi anche i diritti acquisiti. “Il Governo disattende gli
impegni assunti sui due anelli più deboli -ha ribadito- che sono
l’agricoltura ed i pensionati. Le Asl non possono essere gestite in
maniera aziendalistica e bisogna garantire un’assistenza sanitaria nelle
aree rurali e non solo in quelle urbane”. Il
vicepresidente vicario si è, poi, soffermato sulla riforma federale dello
Stato, che ha creato disparità di trattamento tra i cittadini delle varie
regioni. Infine,
Politi ha evidenziato il ruolo importante che i pensionati rivestono nella
società e nel nostro Paese. Siccità:
soddisfatta la Cia di Sassari La
Cia di Sassari, per quanto riguarda la sezione della Nurra, ha ottenuto un
primo riscontro in merito alle richieste di riduzione dei contributi
previdenziali per fronteggiare i danni provocati dalla siccità del
periodo febbraio- settembre dello scorso anno. Il ministro delle Politiche
agricole Alemanno ha, infatti, provveduto alla pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale n.59 di marzo di un decreto che prevede misure di
riduzione dei contributi previdenziali assicurativi per titolari
coltivatori diretti e imprenditori agricoli a titolo principale. “Si
tratta di una riduzione del 25 per cento degli oneri dovuti all’Inps per
il 2002 –ha sottolineato il presidente della Cia di Sassari Eugenio
Maddalon- che spetta anche alle aziende agricole ricadenti nei territori
agevolati, come comuni svantaggiati e montani”. Un’altra
richiesta del presidente provinciale della Cia riguarda le zone della
Nurra di Alghero, Olmeto, Porto Torres, Sassari e Stintino, per le quali
viene richiesto il riconoscimento di “zone svantaggiate”. L’aggiornamento
sulla valutazione delle zone in questione è finalizzato ad una
considerazione più equa e meno discriminante, secondo Maddalon, delle
imprese del territorio, che ad oggi vengono private delle agevolazioni
previdenziali, degli incentivi per l’indennità compensativa e dei
crediti agevolati. Delegazione
dell’Agia di Modena a contatto Una
delegazione della Cia provinciale di Modena, composta da venticinque
persone, tra tecnici e produttori, ha partecipato ad una visita
a Città del Capo in Sudafrica. L’iniziativa, promossa dall’Agia
provinciale della Cia di Modena, in collaborazione con l’Apl
(Associazione piacentina latte) di Piacenza, ha permesso di conoscere gli
aspetti produttivi della regione del Western Cape, tra le più produttive
del Sudafrica e nota per la specializzazione fruttiviticola. Oltre ai
centri di ricerca e sperimentazione come il Dipartimento di agricoltura di
Elsemburg e la Wesgro (l’agenzia governativa per la promozione e la
realizzazione di investimenti nel settore agricolo), il gruppo ha visitato
allevamenti con bovine da latte, cantine vinicole e vigneti e lo
stabilimento Parmalat in Sudafrica. Scopo del viaggio era quello di
entrare in contatto con la realtà agricola del luogo, incontrare
imprenditori del settore agroalimentare e portare alla luce le reali
possibilità di interscambi economici con questo Paese. Nella
regione del Capo, estesa su di una superficie pari al 50 per cento di
quella italiana, infatti, ci sono 11mila imprese agricole, 2mila e
cinquecento delle quali di piccole dimensioni, dove complessivamente vi
lavorano 250mila addetti. In
generale, è emerso che il settore primario e quello agroalimentare creano
occupazione a circa mille e cinquecento persone. Un quadro completo
dell’agricoltura sudafricana e della regione del Capo è stata fornita
dai tecnici della Wesgro, l’Agenzia sudafricana per la promozione e gli
investimenti nel settore primario, che ha stretti collegamenti con i
dipartimenti agricoli del Ministero e le aziende
sperimentali. La
Cia di Modena, nel suo reportage del viaggio in Africa, ha evidenziato,
inoltre, che l’export dei prodotti agricoli (il 60 per cento) è indice
di un Sudafrica in forte competizione con i Paesi caratterizzati da un’
agricoltura sviluppata. Per fare qualche esempio, il valore dell’export
della regione del Capo nel 2001 è stato complessivamente di 20 milioni di
Rand (un Rand è circa 10 centesimi di euro) e in testa alla classifica
ci sono i prodotti frutticoli e viticoli: d’altra parte la
viticoltura sudafricana è concentrata per il 90 per cento in questa
regione. Nel
mondo agricolo sudafricano, inoltre, l’utilizzo di Ogm è ammesso e
regolamentato per alcune produzioni cerealicole come il mais, ma anche per
soia e cotone, come peraltro esiste una disciplina sulla dicitura da
utilizzare nei confronti di prodotti Ogm o Ogm free. Anche i lieviti
modificati geneticamente vengono utilizzati nella vinificazione, un
comparto che si è molto sviluppato utilizzando moderne tecniche di
coltivazione e adottando vitigni affermati come il merlot, il cabernet,
shiraz, ma anche il pinotage, frutto dell’incrocio tra vitigni di pinot
ed hermitage, quest’ultimo molto resistente ai climi siccitosi. D’altra parte, la Cia di Modena fa notare come anche il Sudafrica abbia qualificato le proprie produzioni per poter fare breccia nei mercati mondiali, anche nel settore del biologico.
Convegno
di approfondimento della Cia Nel
pomeriggio di oggi, 2 aprile, si svolgerà a Bagnacavallo un convegno
della Cia di Ravenna sul tema “Agriturismi e nuove fattorie a Ravenna.
Quanta nuova offerta rurale serve per una società che cambia?”. Ai
lavori parteciperanno, tra gli altri, il presidente della Cia provinciale
Alberto Asioli, il presidente nazionale di Turismo Verde Andrea Negri, che
concluderà i lavori, ed il sindaco Mario Mazzotti. Arriva
a Catanzaro la campagna “Spremi l’arancia La
campagna della Cia, partita da Catania, “Spremi l’arancia e studia con
più gusto” è approdata anche in Calabria. La campagna di informazione,
volta a far apprezzare le arance tra gli studenti delle scuole italiane,
vuole essere anche un test di gradimento tra alunni, genitori ed
insegnanti sul consumo del prodotto fresco di cui è perfettamente
visibile l’origine. Tale
iniziativa in Calabria assume poi una valenza straordinaria, in quanto la
regione è collocata al secondo posto per quantità e qualità di agrumi.
Due gli appuntamenti: nella scuola elementare di Catanzaro Sieri Crichi e
nella scuola elementare annessa al convitto nazionale Galluppi. Gli oltre
600 scolari delle due scuole, insieme ai loro insegnanti, faranno
colazione con una spremuta di arance rosse offerte dalla cooperative “Le
Clementine” e “L’Arcobaleno” di Corigliano Calabro e dalla
cooperativa “Rossa di Sicilia” di Catania. A
conclusione dei due appuntamenti saranno compilati dei questionari sulle
abitudini alimentari, che costituiranno il supporto necessario per lo
sviluppo di un progetto nazionale che mirerà a fornire alle scuole
interessate i necessari strumenti e prodotti utili a garantire la
disponibilità quotidiana di alimento agricolo fresco. Si
riunisce il Coordinamento “Donne d’impresa” Domani
3 aprile alle ore 10,30 a Roma, presso la sede della Confcommercio, si
riunirà il Coordinamento Donne d’Impresa. All’ordine del giorno,
l’analisi delle attività in corso di svolgimento con Unioncamere e con
il Cnel. Per la Cia saranno presenti Paola Ortensi, presidente
dell’Associazione “Donne in campo”, e Carmina Avolio.
Il
Congresso regionale
dell’Anp-Liguria Si
terrà domani 3 presso la Camera di Commercio di Genova
il primo congresso regionale dell’Associazione pensionati della
Cia della Liguria. Il congresso tira le somme anzitutto dello sforzo
organizzativo interno teso a realizzare una rappresentanza degli interessi
dei pensionati strutturata ed efficiente, in grado di operare con
efficacia sia a livello sindacale presso le istituzioni competenti,
anzitutto la Regione Liguria, sia in cooperazione con le altre
associazioni di pensionati delle altre sigle dei datori di lavoro e con
gli altri organismi interprofessionali (come i Cupla). I
temi affrontati nel congresso dell’Anp saranno quelli di stretto
interesse dei pensionati in senso lato: le pensioni, la sanità, i servizi
sociali, con un particolare interesse dedicato alla vivibilità nel
territorio e alle problematiche sociali degli anziani nelle zone interne
della regione. Sulle
pensioni l’Anp-Liguria si associa alle passate iniziative e alle attività
attuali dell’associazione che, a livello nazionale, ha denunciato
l’iniquità dell’aumento a un milione di lire delle pensioni sociali. Sulla
sanità, denuncia uno stato di bilancio, a livello regionale, pressoché
fallimentare, con una situazione finanziaria che, dopo uno studio
approfondito delle documentazioni relative, appare più grave di quanto
finora ammesso dalla Giunta. Sui
servizi sociali evidenzia la scarsa attività di gran parte delle
istituzioni competenti, laddove l’assistenza all’anziano è
concentrata nei grandi centri urbani per di più con scarsi risultati. Su
questi temi l’Anp regionale si pone come interlocutore propositivo
rispetto alle istituzioni competenti e riconosce la concertazione come la
pratica fondamentale per la ricerca di soluzioni efficaci ai problemi che,
in una regione a prevalenza di anziani come la Liguria, colpiscono una
fascia debole e maggioritaria della popolazione, i cui interessi
l’Associazione pensionati è chiamata a difendere e promuovere. La
Cia partecipa al convegno dell’Onilfa su donne e vino La
Commissione nazionale Pari opportunità e l’Onilfa (Osservatorio
nazionale per l’imprenditoria ed il lavoro femminile in agricoltura)
hanno organizzato per il prossimo 10 aprile, presso la Fiera di Verona, un
convegno sul tema “Grappoli si nasce, vino si diventa”. Per la Cia parteciperà Paola Ortensi, presidente dell’Associazione “Donne in campo”. | |
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