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Il
presidente Pacetti al 58° Congresso dell’Associazione enotecnici “La sempre maggiore quota e percentuale di vino di qualità ( Doc, Docg, ma anche Igt di alto pregio) nelle nostre esportazione -ha detto il presidente della Cia- è il segno tangibile di uno sforzo collettivo e complessivo che parte dalle vigne e arriva sino alle cantine. Un lavoro sapiente e di grande professionalità che ha permesso al vino italiano di conquistare nuovi spazi e accrescere l’immagine stessa dell’Italia nel mondo”. “Il nostro lavoro, tuttavia, non va limitato alla sola qualificazione dei vini di alta qualità o tutelati. Esso -ha detto- investe anche i vini da tavola, quelli che quotidianamente le nostre famiglie consumano. Il settore del vino, d’altra parte, sta conoscendo un’evoluzione rapida, continua, a volte vorticosa, non solo in termini economici e sociali, ma anche sotto l’aspetto finanziario. E questo significa che il comparto ha ormai assunto un ruolo centrale e nevralgico nella nostra agricoltura. Oggi, infatti, si parla di futures, di quotazioni di mercato dei vini, delle uve”. “In alcune regioni del nostro territorio -ha aggiunto Pacetti- il terreno vitato vale quanto un Eldorado. Ulteriore prova che il vino italiano è apprezzato in tutto il mondo per qualità e richiama sempre di più investimenti dall’estero. E ciò è frutto di sapienza, conoscenza, capacità e voglia di fare. E’ frutto di una voglia di migliorare continua, di applicare la conoscenza, di risollevarsi ( come è accaduto dopo il metanolo), di adeguare la tradizione, alle innovazioni tecnologiche”. “D’altronde, cos’è una innovazione, se non una tradizione ben riuscita? E proprio l’innovazione -ha rilevato- è il presente e il domani di ogni imprenditore. E’ la scommessa quotidiana non solo con il mercato, ma con se stessi”. “Altre sfide, però, ci attendono. Abbiamo davanti -ha sottolineato Pacetti- l’ormai prossimo allargamento dell’Unione Europea ad altri Paesi, che aprirà nuovi e interessanti mercati, le mutate regole della Politica agricola comune, che potrebbero coinvolgere anche il settore vitivinicolo. Non bisogna essere, tuttavia, presuntuosi. Il settore vitivinicolo per molti aspetti vive di sua luce. Ma non dappertutto è così. Vi sono zone d’ombre, difficoltà e problemi, che vanno risolti con interventi mirati e con nuove politiche”. “In questa direzione, come Confederazione italiana agricoltori, stiamo lavorando per cercare di superare gli attuali ostacoli. Ed è in questo senso che -ha affermato-vanno sfruttate tutte le possibilità che oggi si presentano. In particolare, la Politica agricola comune ed alcune sue misure possono essere utili per dare ulteriore slancio al settore vitivinicolo. Tra queste misure, mi limito ad elencarne una. Si tratta di quella relativa alla qualità. Le nuove proposte del Commissario Ue all’agricoltura Franz Fischler indicano, infatti, una misura a favore della qualità per i vini tutelati. E’ un elemento importante che, credo, vada sviluppato in maniera opportuna per dare agli imprenditori una spinta -ha concluso Pacetti-decisa verso l’irrinunciabile miglioramento del prodotto”.
Conferenza
stampa della Cia Si è svolta a Bari lo scorso 28 marzo la conferenza stampa della Cia della Puglia sul tema “Valorizzare e sostenere l’agricoltura nelle aree protette”. All’iniziativa sono intervenuti Antonio Barile presidente Cia Puglia, Nicola Stolfi responsabile nazionale Parchi della Cia e Matteo Fusilli presidente della Federparchi. Nel corso della conferenza è emerso che in queste ultime settimane nella regione si stanno assumendo decisioni importanti circa la istituzione di nuovi parchi ai sensi della legislazione vigente. Le aree protette sono territori in cui realizzare azioni dirette a promuovere la multifunzionalità dell’agricoltura; favorire politiche contrattate di preservazione di siti di alto valore biologico; mettere in atto azioni in funzione della diversificazione e della qualità dei prodotti agroalimentari; valorizzare le risorse turistiche locali e le caratteristiche storiche e culturali; preservare e promuovere i mestieri e le conoscenze locali. Infatti, tra le finalità della legge 394/91 figura la “applicazione di metodi di gestione… ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale anche mediante la salvaguardia … delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali”. La Cia Puglia pur condividendo i principi a cui si ispirano le leggi istitutive dei parchi denuncia limiti evidenti contenuti nella legge nazionale 394/91 e in quella regionale 19/97. Occorre quindi apportare modifiche legislative che tutelino e che salvaguardino il ruolo degli agricoltori sul territorio. La “conservazione” del patrimonio corrisponde alla custodia, alla manutenzione e al mantenimento del patrimonio naturale che per il suo straordinario valore ha giustificato l’istituzione delle aree protette. L’esperienza fin qui fatta evidenzia che la realizzazione dei parchi e la tutela delle attività agro-silvo-pastorali ha comportato prevalentemente la proibizione e la imposizione di rigidi vincoli e l’innesco di lungaggini burocratiche, creando soprattutto diffidenza a livello delle comunità locali e non aiutando certo a rendere facile il percorso. Il contenzioso con le comunità residenti è frequentemente legato all’insufficiente considerazione del carattere di ruralità dei sistemi economici locali. Sempre più l’evoluzione della Pac (politica agricola comune) porta alla introduzione di misure di sostegno agli agricoltori, allo scopo di contenere le ripercussioni negative sull’ambiente. Le scelte di programmazione ai vari livelli, vedi il Por (programma operativo regionale) e il Psr (piano di sviluppo rurale), impongono anche alla Regione Puglia l’esigenza di mettere in atto misure tali da rendere compatibile l’azione di protezione con i modi produzione. Anche la recente legge di orientamento in agricoltura conferisce all’agricoltore compiti peculiari relativi alla multifunzionalità propria del suo ruolo sul territorio. La Cia Puglia, quindi, considera non accettabile il criterio finora seguito, cioè quello della esclusiva tutela naturalistica, ritenendo indispensabile affermare che dall’esercizio dell’agricoltura deriva un sistema di produzione ed una azione di manutenzione e di promozione del territorio in grado di assicurare uno sviluppo sostenibile. Al fine di assicurare un sempre maggiore coinvolgimento delle imprese agricole nelle aree naturali protette, la Cia Puglia considera necessario rivedere e rafforzare le intese sottoscritte tra la Federazione italiana parchi e Riserve naturali e le Organizzazioni professionali agricole, allargandole alle associazioni ambientaliste e istituendo un tavolo di confronto sulle politiche dei parchi. La Cia Puglia ritiene necessario un riesame della legislazione nazionale e regionale, inclusi i regolamenti di attuazione che devono tener conto della sussidiarietà e della esigenza di creare condizioni corrette per una politica di valorizzazione del mondo rurale, indispensabile per il pieno successo della tutela ambientale e per lo sviluppo sostenibile del territorio. Per queste ragioni, la Cia Puglia chiede: -
una nuova politica agricola nazionale e regionale che favorisca
l’agricoltura nei parchi, anche assicurando un miglioramento del reddito
agricolo attraverso incentivi e azioni di indirizzo piuttosto che di
prevalente proibizione; - misure di agevolazione in materia fiscale e di contributi previdenziali a favore delle aziende agricole che operano nelle aree parco; - una ricaduta economica concreta sugli agricoltori attraverso la revisione e la rimodulazione delle misure del Por da parte della Regione Puglia; - la promozione tra le Amministrazioni Pubbliche coinvolte nella gestione parco e le Organizzazioni Professionali Agricole di specifiche convenzioni; - un rapporto diretto tra Ente parco e Organizzazioni professionali agricole per la piena applicazione della legge di orientamento; - una reale partecipazione delle Organizzazioni professionali agricole al fine di un coinvolgimento diretto nella stesura dei piani di gestione ed eventuali regolamenti delle aree delimitate; - Il coinvolgimento delle Organizzazioni professionali agricole nella predisposizione, ideazione, realizzazione e verifica dei progetti e delle azioni per la costruzione sul territorio della Rete ecologica nazionale. La sopravvivenza delle aree protette, è gran parte legata al consenso di chi abita e per ottenerlo occorre la trasparenza e la partecipazione effettiva degli agricoltori negli organismi di gestione delle aree protette. E’ necessario prevedere che i provvedimenti generali o particolareggiati di pianificazione territoriale o gestionali di dette aree, che riguardano in qualche modo gli assetti agricoli forestali, debbano essere assunti attraverso un percorso partecipativo e concertativo obbligatorio con le organizzazioni professionali agricole. La
Cia di Napoli realizza L’iniziativa è stata illustrata da Vincenzo Califano, presidente della Cia di Napoli, e da Gaetano Cola, presidente della Camera di Commercio, con la partecipazione di Aniello Troiano presidente della Cia regionale della Campania. Il programma va in onda tutte le domeniche sull’emittente privata Canale 21 alle ore 9.40 e replicata su altre emittenti della circuitazione privata regionale. Presidio
pacifico davanti Un presidio pacifico, composto da persone provenienti da alcuni paesi della provincia di Caserta, si è svolto davanti alla Prefettura di Caserta. Ad esse si è accompagnata anche una folta delegazione di imprese agricole, guidata dal presidente provinciale della Cia di Caserta Lino Martone e dal presidente regionale della Cia Campania Aniello Troiano, che stata ricevuta dal viceprefetto vicario Urbano, il quale ha dato ampia assicurazione di rappresentare al governo il forte stato di disagio nel quale si trovano gli agricoltori casertani che a causa dell'assenza di manodopera stagionale non sono in grado di programmare adeguatamente i propri piani culturali in settori strategici ed economicamente rilevanti come il tabacco e l'ortofrutta. Si è, inoltre, sottolineata l'inadeguatezza del decreto flussi emanato dal Governo che prevede l'ingresso della irrisoria cifra di 270 lavoratori stranieri a fronte di migliaia di domande effettuate presso la Direzione Provinciale del Lavoro. L'agricoltura campana e casertana si sente penalizzata dall'attuale politica governativa di concessione e regolarizzazione dei flussi di ingresso dei lavoratori immigrati e protesta per non essere costretta ad operare nella clandestinità e nella illegalità. La Cia ribadisce che gli agricoltori campani e casertani vogliono lavorare nella libertà e nella legalità e chiedono, quindi, che all'impresa agricola sia data possibilità di esprimere le proprie potenzialità senza i lacci e i laccioli di una legislazione incurante dei reali bisogni aziendali e delle capacità reali del settore agricolo della nostra Regione di creare sviluppo e dignitosa occupazione per gli immigrati In attesa di riscontri da parte del Governo gli agricoltori si sono autoconvocati nei circoli, nelle aule consiliari e nelle sedi della Cia per confrontarsi e discutere sulla situazione. In tal senso, il presidente regionale della Cia Troiano non ha escluso che proprio a Caserta si possa tenere una manifestazione regionale della Confederazione sui temi e sui problemi che investono l'agricoltura campana. Caserta perché più di ogni altra provincia sta subendo una crisi che può sfociare in una perdita di fiducia verso le Istituzioni e in una situazione di incontrollabile caos e tensione sociale. La
Cia della Sicilia chiede La Cia della Sicilia, che già nelle settimane scorse aveva promosso un confronto pubblico sulle problematiche riguardanti la gestione e le politiche per i Consorzi di Bonifica, ribadisce nuovamente la propria ferma convinzione sulla necessità di evitare l'approvazione da parte dell'Assemblea regionale siciliana di interventi disorganici e disarticolati che nei fatti non risolvono l'annosa questione riguardante il ruolo e la gestione dei Consorzi di Bonifica che non possono continuare ad essere centri di potere, ma devono sempre più diventare strumenti di autogoverno dei produttori agricoli delle risorse idriche. L'ipotesi prevista nella finanziaria regionale, di fatto, non solo non affronta questi nodi, ma produce un ulteriore aggravio di contribuzione del bilancio regionale (circa 9 milioni di euro) e degli stessi produttori agricoli, che ancora una volta saranno chiamati a sostenere un costo non rapportato al servizio e al beneficio irriguo, ma all'appesantimento dell'organico consortile. La Cia regionale auspica, pertanto, che l'Assemblea regionale recepisca gli orientamenti manifestati da tutte le Organizzazioni professionali agricole sulla manovra finanziaria e di bilancio, stralciando l'articolo relativo ai Consorzi di Bonifica e approvando invece gli interventi che si ritengono indispensabili e urgenti quali il completamento dell'erogazione dell'indennità compensativa, l’erogazione dell'indennizzo per l'abbattimento dei capi bovini e ovicaprini affetti da malattie infettive e diffusive, il sostegno al ricambio generazionale nel settore, al ripianamento delle passività agrarie e alla cartolarizzazione dei crediti pregressi vantati dalle aziende agricole nei confronti della Regione.
Approda
a Cupramontana La Cia provinciale di Ancona e “Scuola in fattoria” , in collaborazione con la cooperativa jesina produttori ortofrutticoli e con il Comune di Cupramontana, ha organizzato un’iniziativa che si terrà domani primo aprile a Cupramontana per far conoscere le proprietà delle arance agli scolari e per proporre loro uno spuntino veloce ed energetico da sostituirsi alle solite merendine glassate, alle pizzette unte, alle patatine fritte e agli snack vari. La manifestazione si inserisce nella campagna lanciata dalla Cia nelle scuole delle città italiane “Spremi l’arancia …e studia con più gusto”, che partita il 31 marzo si concluderà il 4 aprile prossimo. Il
congresso provinciale Il prossimo 2 aprile, presso la sala conferenze della Cia provinciale di Agrigento, si svolgerà il congresso provinciale dell’Associazione nazionale pensionati. I lavori saranno presieduti dal presidente della Cia di Agrigento Giovanni Greco e conclusi dal responsabile regionale dell’Anp Sicilia Michele Spatafora. Al termine saranno eletti il Comitato provinciale ed i delegati al congresso regionale che si terrà a Pergusa (En) il prossimo 9 aprile. Le
Assemblee congressuali L’Assemblea congressuale dell’Associazione nazionale pensionati della Campania, che si terrà il prossimo 11 aprile, è preceduta da un fitto calendario di assemblee provinciali: ad Avellino il 2 aprile, a Benevento il 4 aprile, a Caserta il 5 aprile, a Napoli nella mattinata del 3 ed a Salerno nel pomeriggio del 3 aprile. I lavori dell’Assemblea congressuale regionale saranno presieduti dal presidente della Cia della Campania Aniello Troiano, le tesi congressuali saranno illustrate dal coordinatore regionale dell’Anp Paolo Paolino e le conclusioni saranno svolte dal presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti. L’Assemblea
congressuale L’Anp-Cia della provincia di Ancona terrà il prossimo 4 aprile, presso l’Agriturismo “Il Rustico” di Arcevia, l’Assemblea Congressuale. I
lavori, presieduti da Marco Giardini, presidente della Cia provinciale di
Ancona, prevedono il saluto del Sindaco di Arcevia Silvio Purgatori, la
relazione di Oriana Patregnani, segretario provinciale dell’Associazione
pensionati, l’intervento del presidente provinciale dell’Anp
Monalduzio Pierdominici e del presidente regionale della Cia Marche Franco
Fiori. Altri
appuntamenti congressuali In preparazione dell'Assemblea congressuale dell’Anp-Cia, di seguito pubblichiamo il calendario di altre Assemblee Congressuali dell'Associazione nazionale pensionati: - 4 aprile a Bari, partecipa Mauro Zaccheo della presidenza regionale della Cia Puglia; - 7 aprile a Foggia, partecipa il presidente regionale della Cia Puglia Antonio Barile; - 8 aprile a Brindisi, partecipa il presidente regionale della Cia Puglia Antonio Barile; - 8 aprile a Campobasso, Regionale Molise, partecipa il segretario generale dell’Anp Giachino Silvestro; - 8 aprile a Cervignano del Friuli (Ud), Regionale Friuli, partecipa il Presidente nazionale dell’Anp Sandro De Toffol; - 8 aprile a Cosenza; - 9 aprile a Verdì (Fr), Regionale Lazio, partecipa il segretario generale dell’Anp Giachino Silvestro; Regionale Marche, partecipa il presidente dell’Anp Sandro De Toffol; Regionale Sicila, partecipa il presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti; - 10 aprile, Regionale Toscana, partecipa il vicepresidente vicario della Cia Giuseppe Politi; Regionale Puglia, partecipa il segretario generale dell’Anp Giachino Silvestro; Regionale Abruzzo, partecipa il presidente dell’Associazione Sandro De Toffol; - 11 aprile, Regionale Lombardia, partecipa il presidente dell’Anp Sandro De Toffol; Regionale Calabria, partecipa il segretario generale Giachino Silvestro; - 12 aprile, Regionale Veneto e Regionale Basilicata. La
terza Assemblea congressuale dell’Anp-Veneto L’Associazione nazionale pensionati della Cia del Veneto terrà la sua terza Assemblea congressuale il prossimo 12 aprile a Villa Franceschi Mira Porte, in provincia di Venezia. Tema dei lavori assembleari sarà “Una forte Associazione pensionati: per potenziare lo Stato sociale, per tutelare gli anziani delle aree rurali”. L’Assemblea si colloca in un momento particolare del nostro Paese: da una parte il nuovo ordinamento federale dello Stato, che assegna alle Regioni e agli Enti locali un ruolo centrale, dall’altra l’aumento della longevità, che impone alle Istituzioni e alla collettività nuove problematiche economiche e sociali ed implica mutamenti nei rapporti familiari, interprofessionali e culturali nella gestione della “questione” anziani. In tal senso, l’Associazione pensionati della Cia ricopre un ruolo fondamentale di identificazione dei bisogni e di verifica delle politiche a favore degli anziani. I lavori della terza Assemblea congressuale dell’Anp-Veneto, presieduti dal presidente della Cia del Veneto Alessandro Ghiro, avranno inizio alle ore 10. Seguirà la relazione di Giovanna Gazzetta, presidente regionale dell’Associazione e la comunicazione di Luana Ravagnan, segretario regionale dell’Anp. Le conclusioni saranno tratte dal vicepresidente nazionale della Cia Mino Rizzioli. | |
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