29 marzo 2001

testata nuovaagricoltura

ATTUALITA'

• La Presidenza della Cia indica tre priorità per la zootecnia bovina italiana
• Parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni allo schema di decreto per l’attuazione della rottamazione agricola per il triennio 2001/2003

 

DAL TERRITORIO

• Inaugurata la nuova sede della Cia di Terlizzi
• Toscana: le Associazioni dei pensionati reclamano una maggiore attenzione

 

   

ATTUALITA'

La Presidenza della Cia indica tre priorità
per la zootecnia bovina italiana

La Presidenza della Cia, riunita oggi a Roma per esaminare le questioni relative alla zootecnia bovina, afflitta dai gravi problemi di mercato dovuti alla Bse, sollecita l’attenzione e l’intervento immediato dei ministri dell’Agricoltura, della Sanità e delle Autorità regionali su tre questioni prioritarie.

La prima concerne la necessità di rivedere le disposizioni normative che prevedono l’abbattimento integrale della mandria, allorché si riscontra un caso di Bse in un allevamento.

Dopo che si è verificata l’assoluta negatività dei test su tutti i capi abbattuti, dei primi tre allevamenti nei quali si riscontrò la Bse, è opportuno sospendere la procedura dell’abbattimento integrale delle mandrie per i casi di Bse successivamente individuati e aprire una riflessione che porti ad adottare strategie d’intervento alternative. Vista la sporadicità tuttora esistente della Bse nei nostri animali, va evitata, infatti, un’inutile e dispendiosa ecatombe che aggraverebbe i problemi della nostra zootecnia e delle pubbliche finanze senza offrire elementi di certezza in più ai consumatori, visto che comunque tutti i capi che vengono immessi nella catena alimentare sono obbligatoriamente testati.

Si deve quindi dare corso ad una modifica dell’articolo 13 del Decreto ministeriale del 7 gennaio 2000, impegnando, con un’apposita iniziativa italiana, l’Unione europea ad adottare una regola uniforme per procedure di abbattimento selettivo nelle mandrie con casi conclamati di Bse.

La seconda questione riguarda l’attuazione dell’anagrafe zootecnica, caratterizzata da ritardi e difficoltà operative assai gravi.

A tutt’oggi la parzialità dei dati messi a regime non consente all’Organismo pagatore, l’Agea, di erogare i premi comunitari se non per una modesta percentuale di domande.

Anche il provvedimento relativo alla distruzione dei capi bovini, a seguito del regolamento 2777/00, oltre ai diversi problemi tecnici registrati in precedenza, rischia di non produrre i benefici attesi dagli allevatori previsti, in mancanza del completamento dell’anagrafe. Urge quindi un’accelerazione dell’impegno a realizzare tutte le procedure nazionali e regionali affinché si possa rispettare la scadenza dei pagamenti della Pac zootecnica, prevista per il 30 giugno, senza causare un ulteriore danno al sistema zootecnico nazionale.

La terza questione, infine, riguarda le proposte per la modifica dell’Ocm delle carni bovine presentate nel mese di febbraio dal Commissario Fischler. La Cia ricorda che presto, tali proposte, torneranno al centro della discussione nel Consiglio agricolo europeo in vista dell’adozione finale. E’ necessaria la massima consapevolezza di quale colpo l’approvazione eventuale del pacchetto Fischler infliggerebbe alla zootecnia da carne italiana, già messa a dura prova da un regime di aiuti comunitari fortemente discriminatorio e che solo con Agenda 2000 si era cercato, almeno in parte, di correggere.

Infatti, le misure previste relative alla introduzione di quote individuali, al ripristino del limite dei 90 capi e alla riduzione dei plafond nazionali vanno nella direzione opposta del sostegno ai comportamenti imprenditoriali volti alla produzione di qualità, così come da tempo sostenuto dalla Cia. In questo quadro è necessario dare rapida attuazione anche ai provvedimenti nazionali recentemente emanati.

Occorre quindi un impegno forte del Governo italiano affinché le ragioni del nostro Paese in sede comunitaria siano sostenute con la necessaria convinzione, sulla base di una piattaforma nazionale di scelte e di indirizzi strategici che va al più presto definita e discussa coinvolgendo adeguatamente tutti i protagonisti della filiera da carne.

Oltre a sollecitare i ministri competenti, la Presidenza della Cia, sulla base di queste tre priorità, si farà interprete in tutto il Paese e con tutti i soggetti istituzionali ed economici interessati, delle ragioni degli allevatori, convinta che il frutto del loro lavoro e della loro professionalità costituisca un grande patrimonio da salvaguardare e valorizzare.

 

 

Parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni allo schema di decreto per l’attuazione della rottamazione agricola per il triennio 2001/2003

La Conferenza Stato-Regioni, nella sua seduta del 22 marzo 2001, ha dato parere favorevole allo schema di decreto per l’attuazione della rottamazione agricola per il triennio 2001/2003.

Rispetto alle informazioni fornite in una precedente nota della nostra agenzia la Conferenza ha modificato la norma che riguarda il titolo di proprietà della macchina o attrezzatura da rottamare.

La proprietà dovrà essere in capo al beneficiario antecedentemente al primo gennaio 2001 per gli interventi di tutto il triennio di attuazione della norma.

Lo schema di decreto è stato già trasmesso agli uffici comunitari e sarà prossimamente inviato alla firma dei ministri interessati per il necessario concerto.

Non appena ci sarà data copia definitiva dello schema sarà nostra cura pubblicarlo integralmente sull’Agenzia. Rimangono, infatti, da definire alcune norme relative alla registrazione delle macchine presso gli uffici regionali preposti. (Osservatorio economico)

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DAL TERRITORIO 

Inaugurata la nuova sede della Cia di Terlizzi

Nei giorni scorsi è stata inaugurata la nuova sede della sezione di Terlizzi (Bari) della Confederazione italiana agricoltori. Alla cerimonia del taglio del nastro tricolore, sono intervenuti l’assessore provinciale all’agricoltura, Carmela Procino, alcuni consiglieri provinciali, il presidente provinciale della Cia, Francesco Caruso, le delegazioni di alcuni movimenti e partiti politici locali, il presidente della Cia di Terlizzi, Giuseppe De Noia ed il presidente dell’associazione provinciale florovivaisti, Raffaele Cipriani.

Giuseppe De Noia, nel suo intervento, ha illustrato i progetti che la Cia di Terlizzi ha in cantiere, mentre Raffaele Cipriani si è soffermato soprattutto sulle potenzialità del settore floricolo locale.

Francesco Caruso ha, infine, espresso parole di elogio per l’attività svolta sul territorio dalla sezione terlizzese della Confederazione, per le originali proposte che vengono presentate a livello regionale, nazionale ed internazionale e per la nuova e più accessibile sede.

La Cia di Terlizzi ha, quindi, iniziato il suo nuovo corso, con l’obiettivo di essere un importante punto di riferimento non solo per gli agricoltori ed i florovivaisti ma anche per tutta la città.

 

 

Toscana: le Associazioni dei pensionati reclamano una maggiore attenzione

Illegittima sul piano giuridico ed estremamente grave la decisione assunta dalla Giunta regionale della Toscana di escludere il rappresentante indicato unitariamente dalle Associazioni pensionati della Cia, della Confartigianato, della Coldiretti, della Confcommercio, della Confesercenti e della Cna dalla Commissione regionale prevista dalla legge 72/97.

"Le nostre associazioni -si legge nel documento- che in Toscana rappresentano oltre 205 mila pensionati ritengono, pertanto, questa scelta discriminatoria ed inaccettabile. Tutto ciò anche per il fatto che questa decisione giunge ad un anno dalle elezioni regionali, in ritardo rispetto ai tempi di insediamento della Commissione e dopo che è già stato presentato ufficialmente il piano sociale regionale per il 2001 da parte della Giunta".

Le Associazioni dei pensionati che fanno capo alle organizzazioni del lavoro autonomo, inoltre, esprimono un giudizio negativo sull’operatività della Commissione anche nella passata legislatura.

"Le organizzazioni dei pensionati -prosegue la nota- rivolgono un pressante invito alla Giunta, al Consiglio regionale affinché si ponga rapidamente mano all’aggiornamento della legge regionale 72/97 e, in particolare, si stabilisca che il metodo della concertazione, a cui debbono poter partecipare tutte le organizzazioni sindacali dei pensionati senza discriminazione alcuna quando sono in discussione provvedimenti che investono direttamente la categoria, sia la strada da perseguire e sancire anche sul piano legislativo".

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