25 marzo 2002


sommario

 

ATTUALITA'

•    Lotta al terrorismo e dialogo sociale: la Cia partecipa domani alla riunione convocata dal Governo a Palazzo Chigi
•    Distillazione di crisi dei vini da tavola: aiuto straordinario ai produttori 

 

IN EUROPA 

•    Allargamento: riuniti i quindici ministri dell’Agricoltura e i dieci dei paesi candidati all’adesione
•    Protezione delle foreste

DAL TERRITORIO

•    Cia di Trapani: convegno sulla politica delle acque e Consorzi di bonifica
•    Pensioni minime e sanità al centro dell’Assemblea dell’Anp della Cia di Grosseto
•    Costituito il Centro di assistenza agricola “Caa Cia Lombardia”
•    Assemblea della Cia dell’Umbria sull’emergenza idrica 

 

APPUNTAMENTI

•    Assemblea provinciale della Cia di Salerno 


 

ATTUALITA'

Lotta al terrorismo e dialogo sociale:
la Cia partecipa domani alla riunione convocata dal Governo a Palazzo Chigi

La Confederazione italiana agricoltori parteciperà domani, 26 marzo, alle ore 17, a Palazzo Chigi alla riunione, convocata dal Governo, con le parti sociali sul problema della lotta al terrorismo e sul dialogo sociale.

La delegazione della Cia sarà composta dal presidente nazionale Massimo Pacetti e dal vicepresidente Paolo De Carolis.

 

 

Distillazione di crisi dei vini da tavola: aiuto straordinario ai produttori

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee n. 64 del 7 marzo scorso, la decisione del Consiglio che autorizza la concessione di un aiuto straordinario, da parte del governo italiano, per la distillazione di crisi prevista dal regolamento Ce n. 346 del 25 febbraio 2002.

La decisione consente il pagamento di un aiuto integrativo per una quantità massima di 4 milioni di ettolitri di vino e per un ammontare che non può superare gli 8.27 milioni di euro.

Sulla base delle determinazioni comunicate dall’Agea, l’aiuto integrativo sarà corrisposto direttamente ai produttori in base al grado alcolico effettivo accertato e in rapporto ai quantitativi distillati in ambito nazionale.

L’Agea dovrà adottare ogni iniziativa per provvedere alla concessione di tale aiuto direttamente ai produttori che abbiano rispettato le disposizioni comunitarie e nazionali vigenti.

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IN EUROPA

Allargamento: riuniti
i quindici ministri dell’Agricoltura
e i dieci dei Paesi candidati all’adesione

Il 19 marzo scorso i ministri dell’Agricoltura dell’Ue si sono incontrati con quelli dell’Europa centro-orientale per procedere ad un primo giro di tavola comune sulle proposte negoziali elaborate dalla Commissione in campo agricolo e presentate nel gennaio scorso.

I partecipanti si sono soffermati:

- sulla durata del periodo transitorio, previsto dal 2004 al 2013, per l’introduzione progressiva degli aiuti diretti;

- sulle difficoltà di applicare l’acquis comunitario, soprattutto le norme comunitarie in materia di sicurezza alimentare;

- sul periodo (1995-1999) fissato dalla Commissione per stabilire le quote di produzione (latte e zucchero) e altri strumenti di gestione dell’offerta;

- sui periodi specifici per la definizione delle rese di riferimento per settore;

- sulle possibilità lasciate ai futuri Stati membri di completare, sotto condizioni, gli aiuti diretti a titolo del regime comunitario per gli aiuti nazionali.

I rappresentanti dei Paesi candidati, evidenziando il rischio di una squilibrata concorrenza tra i futuri agricoltori e quelli comunitari, in caso di trattamenti differenziati, hanno sostenuto, ancora una volta, ma con toni meno aspri, l’applicazione al 100 per cento degli aiuti diretti a partire dal 2007 e il miglioramento delle loro quote di produzione.

La maggior parte dei ministri dei Paesi candidati, ad eccezione di quello polacco, hanno riconosciuto che il documento presentato dalla Commissione è, ormai, una base negoziale ed è probabile che le proposte di negoziato “Paese per Paese”, previste per i primi di aprile, riprenderanno i principi enunciati a gennaio dalla Commissione.

I quindici ministri dell’Unione europea hanno dato il loro sostegno all’approccio della Commissione, ad eccezione dei Paesi Bassi, della Svezia, della Gran Bretagna e in misura minore della Germania, che ricordano che l’introduzione degli aiuti diretti nei Paesi candidati non è prevista nelle previsioni finanziarie di Agenda 2000.

I ministri olandese, tedesco e francese hanno affermato che determinare, oggi, il tasso degli aiuti che i Paesi candidati riceveranno dal 2007 al 2013 pregiudicherebbe il futuro della Pac, prima della riforma.

La Francia e la Germania si sono opposte al sistema degli aiuti semplificati perché hanno stimato che la produzione di tali Paesi sarebbe in tal modo meno controllata rispetto a quella dei Paesi membri dell’Ue.

Quasi tutti gli Stati membri giudicano eque le proposte della Commissione sulle quote di produzione, sulle superfici di riferimento, sui premi per il settore bovino e sulle misure di sviluppo rurale.

Solo il rappresentante olandese e quello austriaco sono intervenuti al momento della discussione con i ministri dei Paesi candidati e hanno affermato che in futuro i nuovi Paesi dovranno cessare di utilizzare l’argomento del trattamento discriminatorio per chiedere più aiuti diretti visto che essi beneficeranno di aiuti supplementari di sviluppo rurale, dei quali gli Stati membri dell’Ue non dispongono.

Studio della Commissione

La direzione generale dell’agricoltura della Commissione europea ha elaborato, in previsione della riunione interministeriale, uno studio dove si è affermato che i Paesi candidati, anche senza gli aiuti diretti, avranno, grazie all’adesione, dei sensibili miglioramenti nel livello dei redditi agricoli.

L’adesione all’Ue migliorerà considerevolmente le prospettive degli agricoltori dei Paesi candidati, senza creare grossi squilibri di mercato nell’Unione allargata. Sono stati considerati quattro diversi scenari: “niente allargamento”, “introduzione della politica agricola comune (Pac) senza pagamenti diretti”, “Pac con pagamenti diretti” e “posizione negoziale del Paese candidato”. La simulazione dimostra che perfino negli scenari di ristrutturazione più pessimistici, l’adesione all’Ue avrà effetti positivi sul reddito degli agricoltori dei Paesi candidati. La relazione corrobora, inoltre, il punto di vista della Commissione secondo cui l’erogazione immediata e integrale dei pagamenti diretti creerebbe considerevoli distorsioni e ineguaglianze sociali e ostacolerebbe la necessaria ristrutturazione, dato che il reddito degli agricoltori dei Paesi candidati potrebbe più che raddoppiare. Lo studio sottolinea che gli effetti positivi dell’appartenenza all’Ue potranno essere avvertiti soltanto se si procederà alla ristrutturazione necessaria per adeguarsi alle norme di produzione Ue.

Secondo la relazione, è probabile che persino l’applicazione di misure di mercato, quali l’intervento con pagamenti diretti zero, farà aumentare di circa il 30 per cento il reddito agricolo negli otto Paesi candidati dell’Europa centrale e orientale (Peco-8(1)) entro il 2007. L’incremento sarebbe particolarmente significativo nella Repubblica Ceca (+60 per cento), in Lettonia (+59 per cento), in Estonia (+55 per cento), in Slovacchia (+45 per cento) e in Polonia (+35 per cento). L’applicazione di pagamenti diretti nella misura del 100 per cento sulla base di periodi di riferimento recenti triplicherebbe tale effetto (reddito +89 per cento), mentre l’accettazione delle posizioni negoziali dei Paesi candidati quadruplicherebbe l’effetto positivo sul reddito (+123 per cento).

In proposito il commissario Fischler ha dichiarato: “Le conclusioni sono chiare. Conviene essere dentro l’Ue piuttosto che fuori. L’appartenenza all’Unione comporterà vantaggi considerevoli per gli agricoltori dei Paesi candidati. Tuttavia, lo studio contiene anche un chiaro messaggio, l’assegno in bianco non esiste. Per trarre vantaggio dall’appartenenza i Paesi candidati devono conformarsi alle norme di produzione Ue e, a tal fine, devono impegnarsi a ristrutturare nella misura necessaria, in particolare nel settore dell’allevamento. Per questo motivo abbiamo proposto di rafforzare lo sviluppo rurale mediante misure specifiche quali il sostegno per le aziende a livello di semi sussistenza”.

“Chi rimane fuori dall’Unione europea ha scarse prospettive, soprattutto nel settore delle carni bovine e in quello lattiero-caseario. Lo studio convalida la strategia della Commissione. È evidente che con le nostre proposte in materia di pagamenti diretti (25 per cento -30 per cento -35 per cento dal 2004 al 2006) la situazione degli agricoltori di tutti i Paesi candidati migliorerà rispetto alla non adesione. Lo studio indica che un certo livello di pagamenti diretti è necessario per stabilizzare i redditi, ma basta un sostegno modesto sotto forma di aiuti diretti per garantire a tutti i Peco un effetto positivo sui redditi in conseguenza dell’allargamento”.

D’altro canto, la relazione spiega che aiuti diretti nella misura del 100 per cento determinerebbero una situazione nella quale un agricoltore medio ungherese o ceco riceverebbe di colpo più del doppio del salario medio nazionale. Ciò comprometterebbe gli incentivi alla riconversione occupazionale in Paesi con piccole strutture agricole, determinando distorsioni e disuguaglianze sociali.

Le conclusioni(2)

Scarse prospettive per gli agricoltori dei Peco non aderenti

- Senza adesione all’Unione europea, è probabile che l’output (valore della produzione) degli otto Peco candidati all’adesione nel 2004 (Peco-8) aumenti soltanto lievemente nel settore delle colture e continui a diminuire nel settore dell’allevamento qualora tali Paesi siano ancora fuori dell’Ue nel 2007.

- Nel settore delle colture, l’aumento massimo si registrerebbe in Slovacchia (+6 per cento), mentre in Lituania la produzione vegetale diminuirebbe del 3 per cento. Le prospettive sono molto più pessimistiche per il settore della produzione animale di tutti i Paesi tranne la Slovenia e, in misura minore, la Repubblica Ceca, con una diminuzione della produzione. Tale tendenza è particolarmente marcata negli Stati baltici e in Ungheria. Di conseguenza, si prevede che il reddito dei Peco-8 diminuirà mediamente del 4 per cento rispetto al 2002. Le uniche eccezioni a questa diminuzione generalizzata del reddito sono rappresentate dalla Slovenia e, in misura minore, dalla Repubblica Ceca. Polonia e Ungheria sarebbero, invece, entrambe prossime alla media.

La misura in cui i Paesi candidati potranno trarre beneficio dall’Unione dipenderà dalla loro capacità di conformarsi alla vigente normativa (acquis comunitari) e alle norme di produzione nel settore dell’allevamento; ciò vale, in particolare, per i Paesi con un grande settore a livello di semi sussistenza. Lo studio non prevede siffatti problemi nel settore della produzione vegetale.

La Commissione ha proposto misure intese a garantire che questi Paesi possano beneficiare di tali vantaggi entro il 2007, mediante un aiuto alla ristrutturazione nell’ambito dello sviluppo rurale e una misura specifica che aiuti il settore di semi sussistenza a conformarsi pienamente alle norme commerciali.

La ristrutturazione, che è necessaria, sarebbe molto più dolorosa in una situazione di non adesione, che non permette di beneficiare di programmi specifici di sviluppo rurale e dei programmi dei Fondi strutturali.

Un livello modesto di sostegno sotto forma di aiuti diretti basta a garantire a tutti i Peco effetti positivi
sul reddito in conseguenza dell’allargamento

- L’applicazione di pagamenti diretti nella misura del 100 per cento sulla base di periodi di riferimento recenti triplica l’effetto sul reddito (+89 per cento) rispetto alla sola politica dei prezzi, mentre le posizioni negoziali dei Paesi candidati quadruplicano tale effetto (+123 per cento).

- Con le proposte della Commissione europea (25 per cento -30 per cento -35 per cento) la situazione dei Paesi candidati è comunque più favorevole rispetto ad una situazione di non adesione, anche negli scenari di ristrutturazione più pessimistici.

- L’adesione, quindi, ha un’incidenza positiva sul reddito nei Peco-8, in particolare, alla luce delle strutture salariali nazionali.

Aiuti diretti nella misura del 100 per cento hanno un fortissimo effetto sui redditi che potrebbe compromettere gli incentivi alla riconversione occupazionale e creare distorsioni e disuguaglianze sociali

- Senza adesione all’Ue, un’azienda agricola media di 20 ettari nei Peco-8 genera reddito sotto forma di valore aggiunto equivalente a 1,2 salari nazionali, rispetto a 0,9 nell’Ue-15.

- L’adesione senza pagamenti diretti determinerebbe un aumento del 50 per cento del reddito di un’azienda di 20 ettari (da un importo corrispondente approssimativamente a 1,2 salari a 1,8 salari dopo l’adesione).

- Pagamenti diretti integrali fondati su periodi di riferimento recenti determinerebbero un aumento del reddito del 117 per cento (facendolo corrispondere a 2,6 salari lordi annuali medi).

- Con pagamenti diretti nella misura del 100 per cento fondati sulle richieste dei Peco il reddito aumenterebbe approssimativamente del 150 per cento (passando da 1,2 salari a 3 salari nazionali rispetto alla situazione di non adesione).

- Con livelli così elevanti di pagamenti diretti, ai fattori della produzione, ossia alla manodopera, converrebbe rimanere nel settore agricolo invece di cercare lavoro in altri settori. In molti Paesi pagamenti diretti di tale entità potrebbero, inoltre, determinare importanti distorsioni e disuguaglianze sociali.

Il mercato unico favorirà la crescita e la competitività degli agricoltori Peco

- Anche senza pagamenti diretti per i Paesi candidati, lo studio prevede un aumento della produzione cerealicola, con conseguente aumento delle eccedenze. Saranno positivi anche gli effetti sulla produzione di carni bovine e di prodotti lattiero-caseari, ma non tali da determinare un aumento significativo rispetto agli attuali livelli di produzione. È questa una chiara indicazione della capacità concorrenziale all’interno del mercato unico.

- Si prevede un calo di produzione soltanto per la suinicoltura, settore che si distingue per la competitività relativa. L’aumento della produzione di pollame, a seguito di rapidi investimenti, riuscirà probabilmente a soddisfare la crescente domanda sui nuovi mercati. Tale evoluzione sarebbe possibile per i segmenti più dinamici del settore delle carni suine.

- L’integrazione nel mercato unico determinerà una certa specializzazione della produzione agricola in produzione vegetale nei Peco e in produzione animale nell’Ue-15.

L’allargamento non determinerà grossi squilibri
di mercato nell’Unione allargata

- Nel settore delle colture, le eccedenze di frumento non dovrebbero determinare grossi problemi dato che il frumento Ue sarà competitivo sui mercati mondiali. L’eccedenza di granturco dei Peco potrebbe essere assorbita completamente dall’Ue-15. Soltanto la segala e altri cereali (principalmente l’avena) potrebbero avere difficoltà a trovare sbocchi sui mercati mondiali.

- Per quanto riguarda l’allevamento, i mercati delle carni bovine nell’Ue-25 saranno gestibili, qualora non si verifichino grandi variazioni nelle preferenze dei consumatori. Dopo l’adesione non si verificheranno grosse perturbazioni sui mercati comunitari di prodotti lattiero-caseari, purché le quote vengano fondate su periodi di riferimento recenti.

Si sottolinea che le simulazioni in questione non rispecchiano gli ulteriori effetti positivi sul reddito derivanti dalle misure di sviluppo rurale potenziate proposte dalla Commissione.

Lo studio completo è disponibile sul sito web della Dg  Agricoltura: http://europa.eu.int/comm/agriculture/publi/reports/ceecimpact/index_en.htm

(1) Tutti i Peco tranne Bulgaria e Romania

(2) Lo studio “Analysis of the Impact on Agricultural Markets and Incomes of Ee Enlargement to the CeeCs” si fonda sul modello di simulazione europeo (Esim) ed è stato condotto presso la Dg Agri. Sono stati simulati quattro scenari: 1. “situazione di partenza”, che presuppone la non adesione e politiche agricole invariate nei Peco, 2. “Pac”, attuazione della Pac senza pagamenti diretti. Le quote di produzione si fondano su un periodo di riferimento recente, 3. “Pac Pd”, attuazione della Pac con pagamenti diretti integrali. Le quote di produzione si fondano su un periodo di riferimento recente, 4. “posizione Pc”, attuazione della Pac con quote e pagamenti diretti integrali. I pagamenti diretti e le quote si fondano sulla posizione dei paesi candidati presentata anteriormente al luglio 2001.

 

 

Protezione delle foreste

Il Consiglio agricoltura ha approvato il 18 marzo scorso, dopo una procedura di codecisione con il Parlamento europeo, la proroga per un anno delle azioni condotte nel quadro dei due regolamenti comunitari sulla protezione delle foreste contro l’inquinamento atmosferico e gli incendi. Tale proroga comporta delle spese rispettive di 7,5 milioni di euro e 10,5 milioni di euro, ovvero un aumento di 2 milioni di euro rispetto alla proposta iniziale della Commissione.

Il 30 giugno la Commissione presenterà un rapporto sulle misure a protezione delle foreste, una proposta che le riesamini e una analisi costi-benefici.

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DAL TERRITORIO

Cia di Trapani: convegno sulla politica 
delle acque e Consorzi di bonifica

Si è svolto nei giorni scorsi, nell’Aula consiliare del comune di Campobello di Mazara, il convegno della Cia di Trapani sul tema “Politica delle acque e Consorzi di bonifica”, che è stato concluso dal vicepresidente nazionale Alfonso Pascale.

Erano presenti numerosi agricoltori in rappresentanza di tutte le sedi comunali dell’Organizzazione e diversi esponenti delle Istituzioni, tra cui gli assessori dei Comuni di Alcamo, Campobello di Mazara e Partanna. I lavori sono stati aperti da Giovanni Gulotta della Presidenza provinciale della Confederazione, mentre la relazione è stata svolta dal presidente provinciale Giuseppe Aleo.

“La situazione idrica della nostra Isola -ha detto Aleo-è talmente grave e diffusa che va affrontata urgentemente, in quanto, l’aggravarsi dei fenomeni climatico-ambientali ha messo in ginocchio l’economia agricola”.

“Va denunciata con forza -ha proseguito- l’assoluta mancanza di qualsiasi intervento strutturale e legislativo da parte delle Istituzioni e va considerato che per il ritardo nel collaudo degli invasi vanno a finire inutilmente al mare milioni di metri cubi di acqua ogni anno. In Sicilia non ci sono Autorità di bacino né sono stati avviati gli Ambiti territoriali ottimali e permane un’estrema frammentazione dei servizi idrici”.

“Inoltre -ha denunciato Aleo- i Consorzi di bonifica sono ancora commissariati. Bisogna aprire, perciò, una vertenza acqua a livello regionale e nello stesso tempo elaborare nuovi sistemi irrigui tecnologicamente avanzati per determinare nuove forme di risparmio delle risorse idriche. A tale fine la Cia di Trapani ha annunciato per la seconda decade d’aprile un’iniziativa con la partecipazione di ricercatori e studiosi italiani e stranieri”.

Dopo la relazione sono intervenuti il dott. La Barbera, dirigente del Consorzio di bonifica Agrigento 3, l’avv. Manzo, presidente dell’Unione cooperative provinciale, il dott. Di Girolamo, presidente della Cantina sociale Madonna del Piraino di Salaparuta, il dott. Calamia, responsabile Cia per l’assistenza tecnica e Pippo Di Falco della Presidenza regionale della Confederazione.

Concludendo i lavori, il vicepresidente della Cia Alfonso Pascale ha elogiato il nuovo presidente della Confederazione di Trapani per la piena riuscita dell’iniziativa e per le proposte emerse dal convegno ed ha sottolineato che, per risolvere il problema dell’acqua, occorre affermare la cultura della prevenzione e soppiantare quella dell’emergenza.

“Quando si è costretti ad attivare costantemente la Protezione civile e a nominare commissari straordinari -ha affermato Pascale- non si fanno preventivi e si spende a piè di lista con controlli meno stringenti”.

“L’allarme lanciato dai servizi di sicurezza -ha continuato il vicepresidente nazionale- sui possibili rischi di interferenza delle cosche mafiose nei processi di ammodernamento delle attività di gestione delle acque dovrebbe indurre, invece, ad intensificare gli sforzi per tornare all’ordinarietà dei meccanismi di governo del territorio”.

“Di qui l’esigenza -ha concluso- di dar vita, quanto prima, ad un Tavolo di concertazione tra il Governo regionale e le Organizzazioni professionali agricole per avviare un programma di medio e lungo termine, verificare risorse finanziarie e progetti per il completamento e l’ammodernamento delle opere idriche e riorganizzare tutti gli strumenti di governo e di gestione delle risorse idriche, restituendo finalmente i Consorzi di bonifica ai loro legittimi proprietari, che sono gli agricoltori. Essi, infatti, sono gli unici ad aver fatto investimenti per adottare sistemi irrigui volti al risparmio dell’acqua, ma sono anche i più danneggiati da una crisi drammatica provocata dall’incuria dei pubblici poteri e dall’incapacità di prevenire fenomeni ampiamente annunciati”.

 

 

Pensioni minime e sanità al centro dell’Assemblea dell’Anp della Cia di Grosseto

Si è tenuta a Grosseto l’assemblea dei delegati dell’Associazione pensionati della Confederazione italiana agricoltori provinciale, allargata agli iscritti e aperta alle istituzioni e alle altre organizzazioni di pensionati. La riunione, che aveva lo scopo di discutere i problemi inerenti gli aumenti delle pensioni minime, dell’assistenza sanitaria e dei finanziamenti agli enti locali, oltreché di sottoporre all’esame e all’approvazione dei delegati il programma di attività dell’Associazione per i prossimi mesi, è stata aperta dal presidente provinciale della stessa Luigi Pollini, mentre la relazione introduttiva è stata svolta dal direttore dell’Inac e segretario dell’Associazione Sergio Pieri. Entrambi hanno sottolineato la necessità di continuare l’azione per l’aumento delle pensioni minime che nel 2000 ha visto impegnata l’Anp nella raccolta di migliaia di firme in tutto il territorio nazionale.

I due interventi introduttivi, e in particolare la relazione di Pieri, hanno affrontato i problemi della sanità, denunciando la sospensione dell’abolizione dei ticket sulla diagnostica e il pericolo che, in seguito ai previsti tagli dei finanziamenti alle regioni e ai comuni, si torni a reintrodurre i ticket aboliti precedentemente e i comuni aumentino le tariffe dei servizi ed applichino l’addizionale sull’Irpef.

Il vicepresidente dell’Associazione Zeffiro Rocchi ha poi illustrato il programma delle attività, caratterizzato, soprattutto, dall’impegno a portare avanti il sistema della concertazione con gli enti locali e le istituzioni in genere, insieme al coordinamento tra i pensionati dei lavoratori autonomi e agli altri sindacati dei pensionati per estendere capillarmente l’Associazione sul territorio. Il presidente della Cia di Grosseto, Claudio Martellini, ha rinnovato l’impegno della Confederazione in direzione del rafforzamento dell’Anp.

Il dibattito è stato concluso da un intervento, incisivo e di largo respiro, del segretario generale dell’Associazione nazionale pensionati, Giachino Silvestro, che ha insistito sulla necessità di battersi per impedire la privatizzazione progressiva della sanità e per l’aumento delle pensioni minime, oggetto queste ultime di maggiorazioni delle quali beneficiano, prevalentemente, soggetti che non hanno mai versato contributi previdenziali ed ha sottolineato la necessità di continuare la lotta per coloro che hanno dedicato la vita al lavoro e al sacrificio. (Associazione Pensionati)

 

 

Costituito il Centro di assistenza agricola 
“Caa Cia Lombardia”

Le sedi lombarde della Confederazione italiana agricoltori, lo scorso 22 marzo, hanno costituito il Centro di assistenza agricola “Caa Cia Lombardia”, che offrirà alle imprese agricole attività e servizi legati alle misure previste dal Piano di sviluppo rurale e, più in generale, ai provvedimenti comunitari (integrazione al reddito, misure strutturali, ecc.) previsti dalla Pac.

Il “Caa Cia Lombardia” opererà in convenzione con l’Organismo pagatore regionale e sarà delegato, tra l’altro, ad una prima verifica formale delle domande d’aiuto presentate dagli agricoltori.

“Con la costituzione del nostro Centro di assistenza agricola, la Confederazione italiana agricoltori della Lombardia -ha affermato il presidente regionale Umberto Borelli- partecipa con impegno alla sfida del decentramento e della sussidiarietà, avvicinando le imprese agricole alla pubblica amministrazione, con l’obiettivo primario della riduzione dei costi, degli adempimenti burocratici e consentendo una più rapida erogazione dei finanziamenti”.

“La professionalità dei nostri tecnici e operatori che opereranno nella struttura del ‘Caa Cia Lombardia’ permetteranno -ha proseguito- risposte rapide alle sempre nuove esigenze delle aziende agricole della nostra regione”.

 

 

Assemblea della Cia dell’Umbria 
sull’emergenza idrica

Si è svolta, nei giorni scorsi a Castiglion del Lago, l’Assemblea indetta dalla Cia dell’Umbria sull’emergenza idrica e sui pesanti riflessi per l’agricoltura.

Come è noto, infatti, tanti agricoltori hanno scelto autonomamente di coltivare specie e varietà che meno risentono degli effetti negativi della crisi idrica, ma che comportano una sensibile diminuzione di reddito.

Nella sua introduzione il presidente regionale della Cia Walter Trivellizzi ha evidenziato fra l’altro tre proposte operative per affrontare tale emergenza:

- la richiesta al Governo di un provvedimento speciale al fine di indennizzare gli agricoltori interessati, lo stesso che è stato richiesto con forza anche dalle regioni meridionali che stanno subendo una pesante situazione di siccità;

- la deroga al divieto di attingimento previsto dall’articolo 18 del Piano stralcio per il Trasimeno elaborato dall’Autorità di bacino del Tevere;

- la priorità nel piano di sviluppo rurale per gli investimenti aziendali finalizzati alla conversione degli impianti di irrigazione a pioggia in impianti di irrigazione meno dispendiosi dal punto di vista idrico.

Tali proposte sono state sostanzialmente condivise dai rappresentanti che hanno partecipato all’Assemblea, tra i quali l’assessore all’Ambiente della Provincia di Perugia Katia Mariani, il presidente della Commissione agricoltura e ambiente della Regione Edoardo Gobbini, l’amministratore unico dell’Arusia Fausto Prosperini, l’ing. Cesare Vignoli per l’Assessorato regionale all’Agricoltura, il sindaco di Castiglion del Lago Fiorello Primi e il presidente della Comunità montana del Trasimeno Sergio Batino.

Sulla richiesta di provvedimento al Governo per indennizzare gli agricoltori, l’Assemblea ha espresso apprezzamento per l’impegno profuso dal presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti che ha già portato a risultati positivi in sede di Conferenza dei presidenti delle Regioni e che si è impegnata a chiedere al Governo l’adozione di un provvedimento straordinario ed urgente per il riconoscimento dello stato di calamità naturale a seguito della perdurante siccità che riguarda molte regioni italiane. La Conferenza, inoltre, chiederà all’esecutivo l’attivazione degli indennizzi previsti dalla legge 185 e una sua modifica, almeno per un anno, che introduca il criterio del riconoscimento della perdita di reddito per mancata produzione, oltre a quello del danno avvenuto e l’attivazione di un efficace negoziato in sede comunitaria.

Le Regioni, a questo proposito chiederanno al Governo di mettere a disposizione adeguate risorse, ferma restando la loro disponibilità ad integrare, dove necessario e con proprie risorse, gli interventi di sostegno.

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APPUNTAMENTI

Assemblea provinciale della Cia di Salerno

E’ convocata per il prossimo 27 marzo l’Assemblea provinciale della Confederazione italiana agricoltori di Salerno, presso il Centro sociale alle ore 16.

I lavori si articoleranno in una prima seduta pubblica, con la comunicazione del presidente uscente Diego Meli e il saluto degli invitati e in una successiva seduta riservata ai delegati, con le dimissioni degli organismi eletti al Congresso del 28 gennaio 1999 e con l’elezione del nuovo presidente provinciale.

Alla riunione parteciperanno, fra gli altri, Massimo Pacetti, presidente nazionale della Confederazione, Antonio Giubilei, della Cia nazionale e Aniello Troiano, vicepresidente regionale della Cia della Campania.

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