| ||||||||||||
|
Manifestazione
della Cia del 21 marzo: L’iniziativa
è stata organizzata dalla Lega Pesca Il pregiato,
salutare e saporito pesce azzurro sbarca domani 19 marzo a Roma. Nelle due
aree predisposte dalla Confederazione italiana agricoltori a Roma in
piazza del Popolo in vista della manifestazione del 21 marzo, la Lega
Pesca ha promosso l’iniziativa per riaffermare il ruolo che la pesca
ricopre nell’ambito dell’agro-alimentare del nostro Paese e per
sollecitare una politica più attenta verso i problemi del settore ittico.
Un settore che come l’agricoltura ha bisogno di una svolta fatta di
interventi e di politiche innovative. Ed è per questo che la Lega Pesca
ha aderito alla manifestazione del prossimo 21 marzo a Roma. Il pesce che verrà distribuito domani in piazza del Popolo arriverà direttamente dalla marineria marchigiana di Fano, area di vocazione ittica tra le principali sia a livello regionale che nazionale. Tre degustazioni gratuite sono previste nell’arco della giornata e saranno offerte dalla Cooperativa fanese Coomarpesca, una delle più antiche cooperative di pescatori sorte in Italia, aderente alla Lega Pesca.
Continuano
le adesioni Condivisione per le
tematiche alla base della manifestazione nazionale del prossimo 21 marzo
è stata espressa al presidente della Cia Massimo Pacetti anche dall’Unima
(Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola) tramite il suo
presidente Luigi Mulinelli e dall’Unavi (Unione nazionale associazioni
venatorie italiane) tramite il presidente Giacomo Lanzini. Il presidente dell’Unima
ha espresso a Pacetti, tra le altre cose, “la consapevolezza che gli
agromeccanici, che fanno capo ad Unima, rappresentano, ormai, un
“fattore strutturale” proprio di quella agricoltura che la Cia
persegue con tanta tenacia”. Apprezzamento per il lavoro
svolto dalla Cia è giunto anche dall’Unavi, che ha ribadito a Pacetti
l’importanza del ruolo svolto dalla Cia “finalizzato alla corretta
gestione del territorio con il duplice scopo di qualificare, per il bene
del Paese, il sistema della ruralità e di realizzare una concreta
conservazione ambientale e, di riflesso, faunistica”. Lo stesso presidente della
Regione Lazio, Francesco Storace, ha comunicato al presidente Pacetti la
partecipazione della Regione all’iniziativa di venerdì prossimo con il
proprio gonfalone.
Cumulo
lavoro-pensione: la Cia Proroga
del termine per il pagamento delle somme dovute a sanatoria delle
violazioni verificatesi in materia di cumulo tra pensioni e redditi di
lavoro. E’ quanto chiesto in una lettera, che di seguito pubblichiamo,
al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dal presidente della
Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti. Lettera che era stata
preceduta da un telegramma inviato rispettivamente al premier e al
ministro del Welfare Roberto Maroni. Egregio Presidente, la
legge finanziaria 2003, n. 289 del 27/12/2002, all’articolo 44 concede
la possibilità ai pensionati lavoratori, soggetti al divieto totale o
parziale di cumulo tra pensione e redditi da lavoro, di sanare le
violazioni verificatesi in passato dietro pagamento, entro il 17 marzo, di
un importo determinato sulla base di particolari criteri stabiliti dalla
stessa legge. L’Istituto della
previdenza sociale con notevole ritardo alla fine di febbraio ha,
indiscriminatamente, inviato a numerosi pensionati la comunicazione con la
quale illustra la possibilità offerta dalla legge n.289/02
che determina la somma una tantum per eliminare definitivamente il
divieto di cumulo negli anni precedenti. Si può facilmente immaginare la
confusione che tali lettere hanno generato nei soggetti destinatari, non
autonomamente in grado di valutare il da farsi, soprattutto in
considerazione dell’imminente scadenza e per effetto di informazioni
spesso incomplete o fuorvianti delle agenzie dell’Istituto. La situazione si rileva
ancora più grave ed incerta in relazione al mondo agricolo data la
peculiarità e complessità delle situazioni soggettive interessate. La Confederazione italiana
agricoltori chiede, pertanto, di voler prorogare il predetto termine del
16 marzo anche al fine di consentire alle organizzazioni interessate ed in
modo particolare agli Enti di Patronato, investiti della problematica, una
serena ed approfondita disamina relativa alla fondatezza delle richieste
formulate dall’Inps peraltro in modo generico ed indiscriminato. Olio
d’oliva: costituita la Federdop Nei giorni scorsi i
rappresentanti di quattordici Consorzi di tutela e valorizzazione di
altrettante Dop dell’olio di oliva hanno costituito un organismo di
rappresentanza e di coordinamento a livello nazionale, aperto alle altre
Dop che in seguito vorranno aderire. Resta aperta, a parere
della Confederazione italiana agricoltori, la questione dell’opportunità
che si tenga in considerazione anche la realtà delle Igp, a partire da
quella Toscana. Tale iniziativa fa seguito
ad un’attività di raccordo di questa importante esperienza di
valorizzazione delle produzioni di qualità legate al territorio portata
avanti su impulso unitario della Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Cno ed
Unaprol. Regolarizzazione
vigneti Il Comitato di gestione
vino, nella riunione che si è svolta il 12 marzo scorso, ha espresso il
parere favorevole sul progetto di regolamento che differisce al 31 luglio
prossimo il termine ultimo per la regolarizzazione dei vigneti, previsto
all’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento Ce n. 1493/99.
Cartolarizzazione
Inps: la Cia “In questi giorni a
migliaia di agricoltori pugliesi l’Inps sta recapitando le cartelle
esattoriali per il recupero forzoso della debitoria contributiva relativa
alla cosiddetta cartolarizzazione dei contributi previdenziali in
agricoltura. Tale recupero da parte dell’Inps sta avvenendo senza alcuna
verifica dell’effettivo debito. Infatti,
in molto casi o il debito è stato già pagato o i contributi da
pagare si riferiscono alla mancata applicazione dei benefici previsti
dalla legislazione sul risarcimento dei danni per calamità atmosferiche. In altri casi ancora il debito verso l’Inps è dovuto al
peso economico eccessivo dei costi contributivi sui bilanci delle aziende
agricole, particolarmente delle 43 mila
aziende pugliesi, che assumono ben 14 milioni giornate lavorative,
pari a circa il 20 per cento della manodopera agricola impiegata in
Italia”. E’ quanto ha affermato Antonio Barile, presidente regionale
della Cia della Puglia, nel corso di un incontro svoltosi ieri a Bari con
i parlamentari pugliesi sul tema della cartolarizzazione dei crediti Inps. “La Cia della Puglia -ha
sottolineato- già da molto tempo aveva posto la questione
all’attenzione dei parlamentari e del governo e più volte aveva chiesto
un intervento legislativo preciso per evitare penalizzazioni ulteriori
agli imprenditori agricoli. La Cia regionale, infatti, ha proposto a tutti
i parlamentari pugliesi in occasione dell’approvazione della legge
Finanziaria 2003 uno specifico emendamento, che non è stato accolto”. Durante l’incontro la Cia
ha, quindi, sottoposto ai parlamentari pugliesi una proposta, che consente
di chiudere quest’annosa questione, riassumibile nei seguenti punti: - sospendere, per almeno un
anno, la procedura di recupero della debitoria Inps maturata al 31
dicembre 2002 per contributi previdenziali dei coltivatori diretti e per
l’assunzione di manodopera agricola; - consentire, anche
attraverso l’estensione interpretativa dell’art. 12 della legge
finanziaria 2003, la sanatoria delle cartelle esattoriali relative ai
ruoli di pagamento dei contributi previdenziali delle aziende agricole
effettivamente debitrici. Le aziende agricole dovranno avere la possibilità
di regolarizzare la propria posizione con il pagamento del 20-25 per cento
delle somme dovute, al netto di sanzioni, interessi e benefici non goduti
ai sensi della Legge 185\92 sulle calamità atmosferiche. Ciò
costituirebbe un vantaggio per l’Inps oltre che per gli agricoltori, in
quanto l’Inps incasserebbe il 20-25 per cento
contro l’8,6 per cento previsto
dalla cartolarizzazione; - individuare, per coloro
che hanno versato i contributi negli ultimi cinque anni 1998-2002, la
possibilità di trasformare parte dell'importo pagato in agevolazioni o
credito d’imposta da utilizzare per la compensazione
di tasse e contributi futuri; - affrontare in modo
organico la questione dei costi contributivi per portarli a livelli di
sopportabilità economica per le aziende agricole, tenendo conto dei costi
medi europei. - favorire l’emersione
degli imprenditori agricoli attraverso un provvedimento una tantum che
preveda per tutto il 2003 la possibilità dell’iscrizione degli elenchi
dei Cd presso l’Inps, senza l’applicazione di sanzioni o iscrizioni
retroattive per chi ha svolto attività di lavoratore dipendente in
agricoltura. “Lanciamo un appello a
tutti parlamentari pugliesi e al governo regionale -ha concluso Barile-
affinché venga data una risposta concreta e rapida alle aspettative di
migliaia di agricoltori oggi umiliati dalla procedura di riscossione,
attraverso le cosiddette ganasce fiscali, che sta bloccando centinaia di
trattori ed automobili. " Convegno
della Cia sulle prospettive della
viticoltura reggiana Un quadro dell’alto
livello qualitativo della viticoltura reggiana è stato delineato ieri nel
corso del convegno “Le prospettive della viticoltura reggiana tra
sanatorie, ristrutturazioni e riforma dell’Ocm vino” organizzato dalla
Cia di Reggio Emilia. Al convegno hanno portato
il loro contributo, tra gli altri, Antonio Senza, della Cia provinciale,
Ivan Bertolini, presidente della Cia reggiana, Luciano Trentini,
funzionario dell’assessorato regionale all’Agricoltura, Gianmatteo
Pesenti, direttore del Consorzio dei vini reggiani, e Corrado Casoli,
presidente di Cantine Riunite. Nel corso dei lavori è
emerso come il comparto, nella provincia di Reggio Emilia, sia secondo
solo al lattiero-caseario, con una produzione, nella passata vendemmia, di
1.388.000 quintali di uve trasformati in 986 mila ettolitri di vino. E’, altresì, emerso
anche un fatturato di circa 64 milioni di euro nel 2001 con 2 milioni di
quintali prodotti, dato che ha portato a stimare anche per il 2002 una
cifra abbastanza vicina, nonostante un calo produttivo che supera il 30
per cento a causa del maltempo autunnale. Dai vari interventi è
anche emersa la necessità di sostituire ancora molto vigneto vecchio e di
trovare una soluzione alla frammentazione accentuata, con 5.600 aziende. Il 2003 sarà un’annata
delicata sui mercati, secondo la Cia provinciale, perché i prezzi
nostrani aumentano a fronte di quelli più concorrenziali di California,
Cile ed Australia. I Consorzi reggiani, tuttavia, sono impegnati in un
lavoro di tutela dei vini locali contro la pirateria internazionale. Dopo
una causa intentata contro tre aziende inglesi che usavano la
denominazione di “Lambrusco”, ora sono intervenuti contro il tentativo
di un’azienda brasiliana di registrare tale denominazione. Prossima
tappa quasi sicuramente l’Australia, dove si produce con il nome di
“Lambrusco” un vino che non ha nulla a che fare con quello originario
dell’Emilia Romagna. | |
|
| |