18 marzo 2003


sommario

 

PRIMO PIANO

•      Manifestazione della Cia del 21 marzo: la cucina dei pescatori domani in piazza a Roma
•      Continuano le adesioni alla manifestazione della Cia
 

ATTUALITA'

•    Cumulo lavoro-pensione: la Cia chiede a Berlusconi una proroga della sanatoria
•    Olio d’oliva: costituita la Federdop
•    Regolarizzazione vigneti prorogata al 31 luglio

DAL TERRITORIO

•    Cartolarizzazione Inps: la Cia della Puglia incontra i parlamentari
•    Convegno della Cia sulle prospettive della viticoltura reggiana


 

PRIMO PIANO

Manifestazione della Cia del 21 marzo: la cucina dei pescatori domani in piazza a Roma

L’iniziativa è stata organizzata dalla Lega Pesca che scenderà in piazza venerdì prossimo con la Cia.

Il pregiato, salutare e saporito pesce azzurro sbarca domani 19 marzo a Roma. Nelle due aree predisposte dalla Confederazione italiana agricoltori a Roma in piazza del Popolo in vista della manifestazione del 21 marzo, la Lega Pesca ha promosso l’iniziativa per riaffermare il ruolo che la pesca ricopre nell’ambito dell’agro-alimentare del nostro Paese e per sollecitare una politica più attenta verso i problemi del settore ittico. Un settore che come l’agricoltura ha bisogno di una svolta fatta di interventi e di politiche innovative. Ed è per questo che la Lega Pesca ha aderito alla manifestazione del prossimo 21 marzo a Roma.

Il pesce che verrà distribuito domani in piazza del Popolo arriverà direttamente dalla marineria marchigiana di Fano, area di vocazione ittica tra le principali sia a livello regionale che nazionale. Tre degustazioni gratuite sono previste nell’arco della giornata e saranno offerte dalla Cooperativa fanese Coomarpesca, una delle più antiche cooperative di pescatori sorte in Italia, aderente alla Lega Pesca.                                              


 

Continuano le adesioni alla manifestazione 
della Cia

Condivisione per le tematiche alla base della manifestazione nazionale del prossimo 21 marzo è stata espressa al presidente della Cia Massimo Pacetti anche dall’Unima (Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola) tramite il suo presidente Luigi Mulinelli e dall’Unavi (Unione nazionale associazioni venatorie italiane) tramite il presidente Giacomo Lanzini.

Il presidente dell’Unima ha espresso a Pacetti, tra le altre cose, “la consapevolezza che gli agromeccanici, che fanno capo ad Unima, rappresentano, ormai, un “fattore strutturale” proprio di quella agricoltura che la Cia persegue con tanta tenacia”.

Apprezzamento per il lavoro svolto dalla Cia è giunto anche dall’Unavi, che ha ribadito a Pacetti l’importanza del ruolo svolto dalla Cia “finalizzato alla corretta gestione del territorio con il duplice scopo di qualificare, per il bene del Paese, il sistema della ruralità e di realizzare una concreta conservazione ambientale e, di riflesso, faunistica”.

Lo stesso presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, ha comunicato al presidente Pacetti la partecipazione della Regione all’iniziativa di venerdì prossimo con il proprio gonfalone.

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ATTUALITA'

Cumulo lavoro-pensione: la Cia chiede a Berlusconi una proroga della sanatoria

Proroga del termine per il pagamento delle somme dovute a sanatoria delle violazioni verificatesi in materia di cumulo tra pensioni e redditi di lavoro. E’ quanto chiesto in una lettera, che di seguito pubblichiamo, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dal presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti. Lettera che era stata preceduta da un telegramma inviato rispettivamente al premier e al ministro del Welfare Roberto Maroni.

Egregio Presidente, la legge finanziaria 2003, n. 289 del 27/12/2002, all’articolo 44 concede la possibilità ai pensionati lavoratori, soggetti al divieto totale o parziale di cumulo tra pensione e redditi da lavoro, di sanare le violazioni verificatesi in passato dietro pagamento, entro il 17 marzo, di un importo determinato sulla base di particolari criteri stabiliti dalla stessa legge.

L’Istituto della previdenza sociale con notevole ritardo alla fine di febbraio ha, indiscriminatamente, inviato a numerosi pensionati la comunicazione con la quale illustra la possibilità offerta dalla legge n.289/02  che determina la somma una tantum per eliminare definitivamente il divieto di cumulo negli anni precedenti. Si può facilmente immaginare la confusione che tali lettere hanno generato nei soggetti destinatari, non autonomamente in grado di valutare il da farsi, soprattutto in considerazione dell’imminente scadenza e per effetto di informazioni spesso incomplete o fuorvianti delle agenzie dell’Istituto.

La situazione si rileva ancora più grave ed incerta in relazione al mondo agricolo data la peculiarità e complessità delle situazioni soggettive interessate.

La Confederazione italiana agricoltori chiede, pertanto, di voler prorogare il predetto termine del 16 marzo anche al fine di consentire alle organizzazioni interessate ed in modo particolare agli Enti di Patronato, investiti della problematica, una serena ed approfondita disamina relativa alla fondatezza delle richieste formulate dall’Inps peraltro in modo generico ed indiscriminato.

 

 

Olio d’oliva: costituita la Federdop

Nei giorni scorsi i rappresentanti di quattordici Consorzi di tutela e valorizzazione di altrettante Dop dell’olio di oliva hanno costituito un organismo di rappresentanza e di coordinamento a livello nazionale, aperto alle altre Dop che in seguito vorranno aderire.

Resta aperta, a parere della Confederazione italiana agricoltori, la questione dell’opportunità che si tenga in considerazione anche la realtà delle Igp, a partire da quella Toscana.

Tale iniziativa fa seguito ad un’attività di raccordo di questa importante esperienza di valorizzazione delle produzioni di qualità legate al territorio portata avanti su impulso unitario della Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Cno ed Unaprol.

 

 

Regolarizzazione vigneti prorogata al 31 luglio

Il Comitato di gestione vino, nella riunione che si è svolta il 12 marzo scorso, ha espresso il parere favorevole sul progetto di regolamento che differisce al 31 luglio prossimo il termine ultimo per la regolarizzazione dei vigneti, previsto all’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento Ce n. 1493/99.

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DAL TERRITORIO

Cartolarizzazione Inps: la Cia della Puglia incontra i parlamentari

“In questi giorni a migliaia di agricoltori pugliesi l’Inps sta recapitando le cartelle esattoriali per il recupero forzoso della debitoria contributiva relativa alla cosiddetta cartolarizzazione dei contributi previdenziali in agricoltura. Tale recupero da parte dell’Inps sta avvenendo senza alcuna verifica dell’effettivo debito. Infatti,  in molto casi o il debito è stato già pagato o i contributi da pagare si riferiscono alla mancata applicazione dei benefici previsti dalla legislazione sul risarcimento dei danni per calamità atmosferiche.  In altri casi ancora il debito verso l’Inps è dovuto al peso economico eccessivo dei costi contributivi sui bilanci delle aziende agricole, particolarmente delle 43 mila  aziende pugliesi, che assumono ben 14 milioni giornate lavorative, pari a circa il 20 per cento della manodopera agricola impiegata in Italia”. E’ quanto ha affermato Antonio Barile, presidente regionale della Cia della Puglia, nel corso di un incontro svoltosi ieri a Bari con i parlamentari pugliesi sul tema della cartolarizzazione dei crediti Inps.

“La Cia della Puglia -ha sottolineato- già da molto tempo aveva posto la questione all’attenzione dei parlamentari e del governo e più volte aveva chiesto un intervento legislativo preciso per evitare penalizzazioni ulteriori agli imprenditori agricoli. La Cia regionale, infatti, ha proposto a tutti i parlamentari pugliesi in occasione dell’approvazione della legge Finanziaria 2003 uno specifico emendamento, che non è stato accolto”.

Durante l’incontro la Cia ha, quindi, sottoposto ai parlamentari pugliesi una proposta, che consente di chiudere quest’annosa questione, riassumibile nei seguenti punti:

- sospendere, per almeno un anno, la procedura di recupero della debitoria Inps maturata al 31 dicembre 2002 per contributi previdenziali dei coltivatori diretti e per l’assunzione di manodopera agricola;

- consentire, anche attraverso l’estensione interpretativa dell’art. 12 della legge finanziaria 2003, la sanatoria delle cartelle esattoriali relative ai ruoli di pagamento dei contributi previdenziali delle aziende agricole effettivamente debitrici. Le aziende agricole dovranno avere la possibilità di regolarizzare la propria posizione con il pagamento del 20-25 per cento delle somme dovute, al netto di sanzioni, interessi e benefici non goduti ai sensi della Legge 185\92 sulle calamità atmosferiche. Ciò costituirebbe un vantaggio per l’Inps oltre che per gli agricoltori, in quanto l’Inps incasserebbe il 20-25 per cento  contro l’8,6 per cento  previsto dalla cartolarizzazione;

- individuare, per coloro che hanno versato i contributi negli ultimi cinque anni 1998-2002, la possibilità di trasformare parte dell'importo pagato in agevolazioni o credito d’imposta da utilizzare per la compensazione  di tasse e contributi futuri;

- affrontare in modo organico la questione dei costi contributivi per portarli a livelli di sopportabilità economica per le aziende agricole, tenendo conto dei costi medi europei.

- favorire l’emersione degli imprenditori agricoli attraverso un provvedimento una tantum che preveda per tutto il 2003 la possibilità dell’iscrizione degli elenchi dei Cd presso l’Inps, senza l’applicazione di sanzioni o iscrizioni retroattive per chi ha svolto attività di lavoratore dipendente in agricoltura.

“Lanciamo un appello a tutti parlamentari pugliesi e al governo regionale -ha concluso Barile- affinché venga data una risposta concreta e rapida alle aspettative di migliaia di agricoltori oggi umiliati dalla procedura di riscossione, attraverso le cosiddette ganasce fiscali, che sta bloccando centinaia di trattori ed automobili. "

 

 

Convegno della Cia sulle prospettive della  viticoltura reggiana

Un quadro dell’alto livello qualitativo della viticoltura reggiana è stato delineato ieri nel corso del convegno “Le prospettive della viticoltura reggiana tra sanatorie, ristrutturazioni e riforma dell’Ocm vino” organizzato dalla Cia di Reggio Emilia.

Al convegno hanno portato il loro contributo, tra gli altri, Antonio Senza, della Cia provinciale, Ivan Bertolini, presidente della Cia reggiana, Luciano Trentini, funzionario dell’assessorato regionale all’Agricoltura, Gianmatteo Pesenti, direttore del Consorzio dei vini reggiani, e Corrado Casoli, presidente di Cantine Riunite.

Nel corso dei lavori è emerso come il comparto, nella provincia di Reggio Emilia, sia secondo solo al lattiero-caseario, con una produzione, nella passata vendemmia, di 1.388.000 quintali di uve trasformati in 986 mila ettolitri di vino.

E’, altresì, emerso anche un fatturato di circa 64 milioni di euro nel 2001 con 2 milioni di quintali prodotti, dato che ha portato a stimare anche per il 2002 una cifra abbastanza vicina, nonostante un calo produttivo che supera il 30 per cento a causa del maltempo autunnale.

Dai vari interventi è anche emersa la necessità di sostituire ancora molto vigneto vecchio e di trovare una soluzione alla frammentazione accentuata, con 5.600 aziende.

Il 2003 sarà un’annata delicata sui mercati, secondo la Cia provinciale, perché i prezzi nostrani aumentano a fronte di quelli più concorrenziali di California, Cile ed Australia. I Consorzi reggiani, tuttavia, sono impegnati in un lavoro di tutela dei vini locali contro la pirateria internazionale. Dopo una causa intentata contro tre aziende inglesi che usavano la denominazione di “Lambrusco”, ora sono intervenuti contro il tentativo di un’azienda brasiliana di registrare tale denominazione. Prossima tappa quasi sicuramente l’Australia, dove si produce con il nome di “Lambrusco” un vino che non ha nulla a che fare con quello originario dell’Emilia Romagna.

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