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partecipazione della Cia La Cia è presente anche quest’anno alla Fieragricola di Verona, giunta alla sua 104a edizione. E’ stato allestito uno stand presso il padiglione del World Trade Center (stand c7) con esposizione di prodotti tipici delle nostre terre, pubblicazioni, depliant e manifesti. Vengono anche proiettati filmati sulle attività e sulle iniziative della Confederazione sulla qualità e relative alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari italiani. Significativa anche la presenza delle Associazioni e degli Istituti della Cia che operano nel campo dei giovani, delle donne, degli anziani, dell’agricoltura biologica, dell’agriturismo, dei servizi fiscali, previdenziali, formativi e assicurativi. Con l’occasione viene anche presentata la nuova rivista bimestrale della Confederazione “Humus” e la “Guida all’agriturismo in Italia 2002” elaborata da Turismo verde ed edita per il quinto anno consecutivo dalla Geo-Mondadori. Inoltre, è significativa anche la partecipazione della Cia alle numerose iniziative promosse nell’ambito della Fieragricola (convegni, tavole rotonde, seminari, workshop). In particolare, da rilevare la presenza del presidente della Cia Massimo Pacetti all’inaugurazione della Fiera scaligera e ai convegni internazionali sul Wto e sull’allargamento dell’Unione europea con gli interventi del ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno e del commissario europeo all’Agricoltura Franz Fischler. Il
Parmigiano ancora una volta Ancora una volta il Parmigiano è sotto minaccia. Nella prossima riunione del Codex Alimentarius (in programma per il 19 aprile) figura, infatti, all’ordine del giorno la richiesta di registrazione della denominazione “Parmesan”. Quindi, un nuovo pericoloso attacco per il nostro formaggio tipico, che era già stato sventato due anni fa. A rilevarlo è la Confederazione italiana agricoltori la quale sottolinea che la delegazione italiana nel Csa (Comitato speciale agricoltura), ponendo il problema, ha attenuto all’unanimità un importante risultato: l’impegno di tutte le delegazioni comunitarie ad astenersi dal prendere posizione individualmente nella riunione del Codex e a rimettere alla presidenza spagnola l’incarico di esprimere la posizione comunitaria, finalizzata a ottenere il rinvio di qualsiasi decisione sul “Parmesan”, in attesa della sentenza della Corte di Giustizia in materia. La Cia ritiene, comunque, che per tale problema vada assunta una posizione di assoluta intransigenza tesa a tutelare da imitazioni un prodotto che è leader del made in Italy agroalimentare e che interessa i soggetti di tutta la filiera che vanno coinvolti nell’azione di difesa. Autorizzare la registrazione della denominazione “Parmesan” costituirebbe, per la Cia, una irreparabile falla nella quale troverebbero spazio richieste analoghe per prodotti che imitano le nostre produzioni di qualità. La Cia, infine, ricorda che in sede di Conferenza interministeriale di Doha, nell’ambito del negoziato Wto, è stata raggiunta un’intesa per la realizzazione di un registro multilaterale a difesa delle produzioni tutelate e tipiche. Quindi, è questo lo strumento che dovrà garantire le nostre produzioni di qualità da imitazioni sui mercati a difesa dei produttori e dell’intera filiera. Progetto
pilota del Cipa-at sull’introduzione Il progetto pilota sull’introduzione e la tenuta della contabilità da parte di imprese condotte da giovani agricoltori, presentato dal Cipa-at al ministero delle Politiche agricole e forestali, ha ottenuto il massimo della valutazione, collocandosi al primo posto fra tutti i progetti presentati. L’eccellente risultato è espresso nella graduatoria recentemente pubblicata dal Mipaf e relativa, appunto, al bando di selezione “Per la realizzazione di corsi di formazione finalizzati a favorire l’introduzione e la tenuta della contabilità da parte di imprese condotte da giovani agricoltori” in attuazione di quanto disposto dall’articolo articolo 14, comma 6, della legge 441/98. Tale progetto prevede la realizzazione di 13 corsi di formazione professionale su tutto il territorio nazionale indirizzati a 20 allievi per ciascuno dei corsi medesimi. Prevede, inoltre, la fornitura gratuita ad ogni partecipante del software necessario alla tenuta della contabilità oltre ad un finanziamento pari al 40 per cento (e comunque per un massimo di 723 euro circa) per l’acquisto dell’hardware (computer e stampante). Al termine del corso di formazione è prevista l’assistenza contabile ai giovani partecipanti per la durata di un anno. I bandi per la partecipazione ai corsi di formazione professionale verranno pubblicati fra breve e saranno preceduti da una videoconferenza, prevista per il giorno 20 marzo, per illustrare ai dirigenti regionali della Cia le modalità di svolgimento del progetto. Per la realizzazione di questo, il Cipa-at opererà in collaborazione con la Cia Imprese, Caf Srl, con l’Agia, con l'Agrinform Spa e con le strutture territoriali interessate della Confederazione.
Cia
dell’Emilia Romagna: La Confederazione italiana agricoltori dell’Emilia Romagna respinge con fermezza ogni ipotesi di allargare l’applicazione delle accise nel settore vitivinicolo. Infatti, i servizi tecnici della Commissione europea vorrebbero parificare il vino ad un qualsiasi altro superalcolico o prodotto industriale, senza considerare minimamente l’importanza che il vino ricopre da un punto di vista economico, alimentare, socioculturale e medico. L’ipotesi più accreditata è quella di applicare ai vini tranquilli un’accisa pari a 0,13 euro/litro (252 lire), da portare a breve a 0,15 euro/litro (290 lire). Si fa presente che oggi, in Emilia Romagna, un vino da tavola o ad indicazione geografica tipica, all’ingrosso, è quotato tra i 0,20 euro/litro ed i 0,30 euro/litro, con una incidenza ipotetica delle accise mediamente pari al 56 per cento. La Cia ritiene che in questa maniera si “salasserà” scriteriatamente uno dei pochi settori agricoli italiani che, grazie ad ingenti investimenti, sta conoscendo un periodo di meritato successo anche internazionale. Considerando che necessariamente la gran parte delle accise la si dovrà poi far pagare ai consumatori finali, i quali inevitabilmente ridurranno gli acquisti di vino, la Cia ipotizza un danno per la filiera di 500 milioni di euro (1000 miliardi di lire) l’anno, con conseguenze devastanti anche per l’intero indotto. Vi è, pertanto, la necessità che il governo si attivi, in sede comunitaria, affinché ogni ipotesi di introduzione delle accise nel vino sia definitivamente abbandonata.
Fieragricola
di Verona: Si svolgerà domani nell’ambito della Fieragricola di Verona il convegno internazionale sul tema “Le sfide della Politica agricola comune verso l’allargamento dell’Ue”. All'incontro parteciperà il presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti. Previsti gli interventi del ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno e del commissario europeo all’Agricoltura Franz Fischler. A
Roma seminario nazionale Si terrà a Roma, il 18 e 19 marzo prossimi, presso il Centro Congressi Frentani a partire dalle ore 15.30, il seminario nazionale del Caf Cia Srl, sull’assistenza fiscale 2002 e la legge finanziaria. Nel corso dei lavori verranno affrontati temi come le novità fiscali della finanziaria 2002, le novità normative relative al modello 730, quelle relative alla procedura informatica e gli aspetti organizzativi e comportamentali dell’assistenza fiscale del Caf. Al seminario parteciperà Paolo De Carolis, vicepresidente nazionale della Cia. | |
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