7 marzo 2001

testata nuovaagricoltura

ATTUALITA'

• Stima delle superfici a cereali, colture oleaginose e barbabietola per il 2001

DAL TERRITORIO

• Convegno sui fondi agricoli europei della Cia della Sicilia
• La Cia del Lazio al lavoro per la manifestazione del 21 marzo a Roma
• Valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali e riduzione dei pesticidi, obiettivi primari per la Cia di Salerno
• La Cia di Taranto si mobilita in vista della manifestazione nazionale

   

 

ATTUALITA'

Stima delle superfici a cereali, colture oleaginose
e barbabietola per il 2001

Anche per il 2001, il Consorzio italiano per il telerilevamento in agricoltura - Agrit ha effettuato un’indagine, per conto del Mipaf, sulle stime rapide degli investimenti ad oleaginose e cereali, attraverso interviste dirette a 2.853 aziende agricole, effettuate nel periodo dal 5 febbraio al 23 febbraio scorso.

Il metodo di selezione adottato da Agrit è uguale a quello dell’indagine 2000, con la differenza che quest’anno al conduttore è stato sottoposto un questionario che richiedeva anche le superfici seminate nell’annata agraria 1999/2000 onde poter effettuare un confronto con le previsioni di semina dell’annata 2000/2001.

Le colture interessate sono: frumento duro e tenero, orzo, avena, mais da granella, colza, girasole, soia e barbabietola da zucchero.

Le stime riferite alle colture in semina autunnale si possono considerare stabili, mentre per quanto riguarda il mais e i semi oleosi, i dati sono previsionali e quindi suscettibili di future variazioni dal momento che riguardano le intenzioni di semina degli agricoltori.

Dall'esame dei risultati si evince che, rispetto allo scorso anno, a livello Italia vi sarà un lieve aumento degli investimenti sia a cereali dell’1,2 per cento, sia ad oleaginose del 2,6 per cento, mentre le barbabietole da zucchero registrano un calo del 5,9 per cento.

Nell’ambito dei cereali sono il mais ed il frumento duro ad aumentare rispettivamente del 2,8 per cento e del 3,3 per cento; mentre, come prevedibile, i cereali autunno-vernini sono in diminuzione a causa delle avverse condizioni climatiche al momento della semina.

Per le oleaginose è il girasole a registrare una riduzione del 10,2 per cento, con investimenti pari a 222.463 ettari contro 247.850 ettari dello scorso anno, mentre le superfici investite a soia sono previste in aumento del 14,2 per cento, passando da 254.740 ettari dello scorso anno a 290.946 ettari.

La causa di tale incremento è da ricercare nel favorevole andamento dei prezzi di mercato fin dal periodo del raccolto, continuato anche in seguito per la maggiore richiesta di proteine vegetali dovuta alla crisi della Bse ed al conseguente divieto dell’impiego delle farine animali nei mangimi.

C’è da sottolineare, poi, che anche nella campagna 2000/2001 la superficie massima garantita dei semi oleosi non è stata superata e pertanto i pagamenti per superficie non hanno subìto penalità.

A livello di grandi aree (nord, centro sud e isole), le variazioni degli investimenti sono diversificate, infatti al Nord fra i cereali è in aumento solo il mais del 3,1 per cento e fra le oleaginose la soia di tutta la percentuale Italia, mentre al Centro si evidenzia un incremento delle superfici a cereali più marcato (+ 6,7 per cento) a sfavore delle oleaginose, in particolare del girasole e della colza che registrano rispettivamente una flessione pari al 7,5 per cento ed al 16,3 per cento.

Un dato interessante al Sud riguarda l’aumento della colza pari al 50,6 per cento con 15.900 ettari contro i 10.559 della scorsa campagna, mentre il girasole cala anche al Sud dell’11,8 per cento.

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DAL TERRITORIO

Convegno sui fondi agricoli europei della Cia della Sicilia

Il programma regionale che permetterà alla Regione Sicilia di usufruire di risorse dal fondo europeo per l’agricoltura per 3200 miliardi da spendere entro il 31 dicembre 2002, e che doveva essere pronto alla fine dello scorso ottobre, potrà fruire ancora di una chiamata d’appello, ma il conto alla rovescia è iniziato.

Il 31 marzo non ci saranno più appelli e così nei giorni scorsi, a Capo D’Orlando, si è svolto un vertice nazionale della Confederazione italiana agricoltori per sensibilizzare il Governo regionale, ma anche a difesa degli interessi di tutto il settore in vista della manifestazione di Roma del prossimo 21 marzo.

"La programmazione negoziata e gli interventi strutturali in agricoltura in Agenda 2000", questo il tema dell’incontro, al quale erano presenti, oltre ad esponenti di forze politiche nazionali, il presidente nazionale della Cia, MassimoPacetti, il presidente della Cia regionale e membro della Presidenza nazionale, Vito Lo Monaco, il presidente provinciale e il presidente aggiunto della Cia di Messina, Francesco Calanna e Gino Savoia.

Sono 91 i patti territoriali finanziati in agricoltura nel territorio nazionale con Agenda 2000, 25 dei quali in Sicilia e 5 nella provincia di Messina.

"Purtroppo la macchina burocratica nazionale non è veloce e snella come quella europea -ha sostenuto nel suo intervento il presidente nazionale- questa è la scommessa che dobbiamo vincere in breve tempo, se non vogliamo rischiare di perdere finanziamenti a favore dei nostri diretti concorrenti europei".

Pacetti si è poi soffermato sullo stato di salute della nostra agricoltura "non è assolutamente ammalata, anzi sta benissimo sia per intensità produttiva che per qualità. Credo che per qualità sia la prima sul mercato europeo. Tuttavia, ci sono dei fattori aggiunti come il costo della manodopera, il trasporto e i costi per l’inserimento sul mercato che la rendono poco competitiva. E’, quindi, in questa direzione che bisogna intervenire al più presto".

 

La Cia del Lazio al lavoro
per la manifestazione del 21 marzo a Roma

Si è riunito ieri il Comitato direttivo Cia dei Castelli Romani per organizzare un accurato piano d’azione e di intervento per la manifestazione nazionale del 21 marzo.

Erano presenti all’incontro il presidente provinciale di Roma Massimo Biagetti ed il presidente della Cia del Lazio Fabrizio Bartoli, che ha anticipato lo sviluppo di altri incontri comunali, durante i quali verranno avanzate soprattutto le proposte dell’organizzazione per la salvaguardia del territorio.

La riunione di ieri rappresenta soltanto uno dei momenti di raccordo tra i quadri dirigenti e gli iscritti della Cia, che il Lazio sta organizzando in vista di questo grande momento, che porrà nuovamente al centro del dibattito politico e pubblico il tema dell’agricoltura, centrale per l’economia italiana.

 

Valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali
e riduzione dei pesticidi, obiettivi primari
per la Cia di Salerno

"Il Piano integrato territoriale (Pit) Agro-nocerino dovrà rilanciare l’agricoltura, consentendo l’ammodernamento delle aziende e puntando sulla qualità dei prodotti tipici e tradizionali". Sono queste le indicazioni che la Confederazione italiana agricoltori di Salerno dà alle istituzioni locali per la stesura del Pit. Indicazioni che tengono conto delle risultanze del censimento agricolo, che sta confermando la costante sottrazione di territorio alla coltivazione, e della necessità di salvaguardare le 3 mila piccole aziende agricole del territorio.

Secondo la Cia, il Pit deve essere lo strumento per finanziare le iniziative di aziende individuali che siano legate a progetti di qualità per il rilancio delle produzioni tipiche e tradizionali. Non a caso si chiede che i punteggi più alti, e quindi la priorità nei finanziamenti, vengano assegnati ai produttori che si impegnano a destinare almeno un terzo della propria azienda alla coltivazione del pomodoro San Marzano per la trasformazione industriale e che attuino i metodi della lotta integrata e biologica, puntando alla riduzione dell’uso di prodotti chimici di sintesi.

Per il Piano integrato territoriale la Cia punta su determinati obiettivi: la difesa dei suoli agricoli, incentivi all’inserimento dei giovani, la diminuzione dei costi di produzione, l’accorpamento fondiario, la politica ambientale per la riduzione della chimica e dell’inquinamento delle acque.

La Confederazione italiana agricoltori chiede, inoltre, la predisposizione di misure volte a finanziare i processi di ammodernamento delle aziende che prevedano anche la possibilità di acquisto dei terreni e l’adeguamento delle serre.Gli investimenti dovrebbero essere finalizzati a ridurre l’impatto ambientale, mediante introduzione di energia alternativa, risparmio energetico, sistemi di irrigazione che ottimizzino l’impiego della "risorsa acqua", automazione nella distribuzione degli antiparassitari con irrigazione a goccia o con atomizzatori per diminuire la quantità.

"Lo scopo -ha dichiarato il presidente provinciale della Cia, Diego Meli- è quello di ottenere con gli incentivi previsti dal Pit, il finanziamento di centinaia di agricoltori che così potrebbero contribuire al cambiamento della struttura agricola del territorio".

 

La Cia di Taranto si mobilita
in vista della manifestazione nazionale

La Confederazione italiana agricoltori di Taranto dichiara lo stato di mobilitazione generale della categoria, che sfocerà nella grande manifestazione nazionale di Roma a Piazza del Popolo il 21 marzo prossimo.

I motivi della mobilitazione sono: la perdurante crisi dell’olio d’oliva e del settore vitivinicolo, l’estremo disagio generato dal decreto legge 375 per i nuovi adempimenti Uma, la profonda crisi del settore zootecnico legata alla vicenda della Bse e la cartolarizzazione dei crediti Inps.

Con questa iniziativa la Cia intende riportare all’attenzione dell’opinione pubblica la centralità dell’agricoltura, chiedendo al futuro Governo del Paese precisi impegni per affrontare e risolvere tali problemi.

In preparazione della manifestazione nazionale, la Cia di Taranto ha organizzato una serie di assemblee in vari comuni della provincia, in particolare a Manduria, Maruggio, Montemesola, Castellaneta Marina, Avetrana, Martina Franca e Sava.

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