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La
Cia della Calabria verso Ai
lavori è intervenuto il presidente nazionale della
Confederazione Massimo Pacetti “L’agricoltura
al centro dello sviluppo del Paese. Pensiamo anche a un grande progetto
per il meridione d’Italia, dove, ad esempio, si potrebbe cominciare a
produrre proteine vegetali, divenute ormai indispensabili anche in
relazione alla sicurezza alimentare”. Un concetto questo ribadito dal
presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti, nel corso della conferenza
stampa della Cia della Calabria che si è tenuta oggi a Catanzaro. Ai
lavori erano presenti, tra gli altri, il presidente regionale della Cia
Giuseppe Mangone ed il vicepresidente Michele Drosi. “Senza
la giusta attenzione del governo riguardo alle problematiche
dell’agricoltura -ha affermato il presidente nazionale Pacetti- è
impensabile mantenere gli standard qualitativi delle nostre produzioni e
le conseguenze per l’immagine complessiva del made in Italy sono
facilmente immaginabili”. “Infatti
-ha proseguito- non può esistere una cucina di qualità, quindi
un’alimentazione di qualità, senza alimenti sani e qualitativamente
apprezzabili”. “La
sicurezza alimentare, e questo deve essere chiaro a tutti, è un diritto
dei cittadini, dei consumatori e non una condizione opzionale sulla quale
concedersi distrazioni. Per questo motivo e per tutte le altre
problematiche e contingenze che toccano il settore agricolo italiano -ha
concluso il presidente della Cia- chiedo anche agli agricoltori calabresi
una massiccia partecipazione alla manifestazione nazionale del prossimo 21
marzo a Roma”. Nel
suo intervento Mangone ha sottolineato che “in Calabria la situazione è
stagnante, soprattutto per ciò che concerne l’emanazione di
un’adeguata legislazione regionale per il comparto agricolo. Nel
bilancio 2003, infatti, l’agricoltura non ha alcuna attenzione, mentre i
fondi strutturali che dovevano essere aggiuntivi sono ormai sostitutivi di
ogni forma di intervento ordinario”. A
livello europeo -ha continuato- forte è la preoccupazione per ciò che
riguarda la riforma della Pac, il cui percorso è frenato dal blocco
imposto dall’accordo franco-tedesco. Occorre, invece, una ripresa forte
del confronto per migliorare il documento della Commissione Ue, procedendo
speditamente alla riforma della Politica agricola comunitaria. E ciò
soprattutto per affrontare i problemi connessi all’allargamento
dell’Unione e in vista della ripresa dei negoziati della Wto”. La
Cia di Catania denuncia i gravi disagi per i pensionati della provincia Su
proposta dell’Anp-Cia di Catania si è tenuta una riunione con tutti i
sindacati dei pensionati per esaminare la grave situazione che si è
determinata tra i pensionati, i quali si vedono recapitare da parte
dell’Inps la richiesta per il recupero di somme indebitamente percepite
e non richieste. Alla
conclusione di un animato dibattito è stato, inoltre, stilato un
documento inviato al Prefetto e alla sede provinciale dell’Inps di
Catania, nel quale è stata chiesta la
sospensione di ogni recupero a far data dal prossimo mese di aprile, di
mettere i pensionati e le Organizzazioni che li rappresentano in
condizione di conoscere i motivi che hanno determinato gli indebiti,
la massima rateizzazione per quei
casi di effettivo indebito accertato, per il quale non sia possibile
l’applicazione delle disposizioni legislative vigenti in materia di
sanatoria. “Infine -ha ribadito Ruggiero Pardo, della presidenza provinciale della Cia di Catania- abbiamo chiesto un incontro con il Prefetto sia per un intervento presso il Governo nazionale, sia perché vi è una forte preoccupazione per la tensione tra gli ottomila pensionati della provincia, destinatari del recupero, ai quali viene tagliata drasticamente la pensione che rappresenta l’unico sostentamento di vita”.
Fieragricola
di Verona: la Cia presenta la nuova “Guida all’agriturismo in Italia
2003” Il
prossimo 6 marzo, alle ore 15, nell’ambito della Fieragricola di Verona,
la Confederazione italiana agricoltori, presente con un
proprio stand all’edizione di quest’anno (Padiglione 9 -
settore A1-A3), presenterà, nel corso di una conferenza stampa, la nuova
"Guida all'agriturismo in Italia 2003" curata da Turismo verde,
l’istituto della Cia che si occupa di agriturismo, ed edita
dall’Editrice Monteverde. Il
presidente nazionale della Confederazione Massimo Pacetti e il presidente
di Turismo Verde Andrea Negri illustreranno ai giornalisti i contenuti e
le novità della pubblicazione. Alla
presentazione è prevista la partecipazione del ministro delle Politiche
agricole Giovanni Alemanno. L’Assemblea
regionale La
Cia del Lazio ha convocato l’Assemblea regionale per il prossimo 10
marzo, alle ore 9.30, presso la Cooperativa Agricoltura Nuova a Roma. Nel corso dell’Assemblea saranno affrontate una serie di questioni, prima fra tutte la partecipazione alla manifestazione nazionale del prossimo 21 marzo. Tra gli altri temi all’ordine del giorno l’approvazione dello statuto della Cia regionale, l’approvazione del rendiconto consuntivo 2002, l’elezione del collegio dei revisori dei conti e dei probi viri.
Agia:
il documento del seminario “La qualità: tra business ed etica” Si
è svolto a Napoli, il 18 e 19 febbraio scorsi, il seminario dell’Agia
sul tema “La qualità: tra business ed etica”. Sono intervenuti come
relatori Gianluca Cristoni, presidente nazionale dell’Agia, Pino
Cornacchia, del Coordinamento delle politiche di sviluppo e di
organizzazione dei servizi della Cia nazionale, Giovanni Li Volti, membro
del Comitato tecnico scientifico per la certificazione vegetale del Mipaf,
Matteo Ansanelli, segretario generale dell’Agia, Tommaso Buffa,
responsabile Servizi Qualità del Cipaat Service, Marco Pasquale,
dell’Ufficio sulla qualità delle produzioni della Cia nazionale. Sono
intervenuti, tra gli altri, con un fattivo contributo alla discussione
Gennaro D’Orta, Diego Balduzzi, Salvatore Ciardiello, Diego Campolieti,
Maurizio Lunetta, Michele Masucci, Giuseppe Barberio, Giuseppe Serra,
Franco Catapano. Pubblichiamo di seguito il documento finale del
seminario, approvato dalla direzione, che raccoglie tutti i contributi che
sono stati portati durante i lavori. ________________ È
ormai assodato che il settore agricolo si dovrà adattare a grandi
trasformazioni che, nel linguaggio corrente, assumono una propria identità
sotto i nomi di: Sviluppo rurale, Multifunzionalità, Valorizzazione
territoriale, Sostenibilità ambientale e non ultimo di politica della
qualità. Il
tema della qualità è senz’altro di grande interesse soprattutto per
aziende ad alta “connotazione Giovane” sia per il livello
d’innovazione, preparazione ed entusiasmo imprenditoriale sia per
l’inevitabile necessità di presentarsi al mercato tendendo chiaro il
concetto che produrre fuori dalla logica della qualità porta con sé, in
assenza di specifiche altre connotazioni aziendali o territoriali, un
serio rischio di marginalizzazione. I
consumatori di oggi si aspettano che qualunque cosa si compri sia di
qualità. La domanda di una migliore qualità si rivolge a tutte le
aziende e necessita di cambiamenti nelle tecniche produttive e
nell’organizzazione. Di
tutti i termini propri del mondo economico la qualità è probabilmente la
parola a cui si fa uso ed abuso. Si
parla di aziende di qualità, di prodotti di qualità, di macchine di
qualità, ma nessuno si confronta sul significato di qualità. Il
seminario ha cercato di chiarire, in una visione estremamente operativa, i
termini della questione. Aspetto
non secondario della qualità è quello di raggiungere la giusta
valorizzazione dei prodotti di qualità nei mercati virtuali, capire come
far percepire, anche in via digitale, caratteristiche qualitative,
individuando il corretto impiego dell’Itc (Information and Communication
Technology). La
conquista del consumatore si può ottenere rafforzando il marchio che
comunichi in modo chiaro il proprio valore in ogni circostanza in modo
coerente con tutti i sistemi che si adotteranno per comunicare (importanza
ad esempio di qualit@giovane). L’innalzamento
dei parametri di benessere naturale e la più diffusa cultura da parte dei
consumatori ha fatto sì che negli ultimi anni l’attenzione alla
dimensione ambientale crescesse in modo esponenziale e così anche gli
strumenti ad esso correlati acquisissero nuova importanza, in
quest’ottica una sfida non secondaria è rappresentata dalla possibilità
di collegare i territori, con attenzione per quelli a maggiore valenza
naturalistica, ai prodotti (marchi territoriali per commercializzazione
all’interno degli stessi territori). La
qualità delle piante ad esempio è la partenza della produzione
(alimentari, ornamentali) in questo senso non deve essere trascurata
l’importanza della certificazione del materiale genetico utilizzato per
la propagazione. Un ruolo più da protagonista deve essere ricercato dai
giovani imprenditori agricoli attraverso forme di correlazione con gli
istituti universitari di fitopatologia. Questione
non marginale per i giovani imprenditori è certamente quella delle
materie prime cioè dei prodotti delle coltivazioni e degli allevamenti, i
sistemi di certificazione della qualità danno per scontato la presenza
delle materie prime e le modalità per produrle. Per produrre
l’imprenditore deve fare i conti ancora con troppe autorizzazioni da richiedere a uffici diversi con
visioni spesso contrastanti sulle interpretazioni delle leggi, che
ingenerano confusione, ad esempio in ambito sanitario se è vero che
grazie alle deroghe si è data la possibilità di continuare a produrre
con tecniche tradizionali è altrettanto vero che si è giunti
all’assurdo quando un sistema di produzione è stato
consentito in un territorio mentre è rimasto “fuorilegge” nel
territorio contermine. Si
vuole costruire una strada semplice e chiara per produrre nelle regole,
anche attraverso la condivisione, tra i diversi attori (agricoltori e
controllori), del libro bianco sulla sicurezza alimentare. Intraprendere
sistemi di qualità è una grande opportunità per le imprese che vogliono
presentarsi sul mercato in un modo nuovo, anticipando i tempi
dell’obbligatorietà. I
giovani dovranno assumere un ruolo da protagonista anche attraverso la
partecipazione ai Consorzi di Tutela ed Enti di Certificazione. L’impegno
sociale delle imprese è divenuto un vero e proprio investimento, in grado
di garantire alle aziende un ritorno non soltanto d’immagine, ma anche
dal punto di vista della remunerazione del capitale. Le imprese devono
essere considerate un patrimonio della società e per la società. La
società oggi chiede alle imprese agricole sicurezza alimentare e
protezione ambientale non più, come nel dopoguerra, semplicemente
alimenti in quantità. L’agricoltura di allora ha risposto alle esigenze
del periodo, oggi all’agricoltura si chiede soprattutto qualità e
sicurezza, ed è su questo argomento che possiamo essere vincenti, infatti
dobbiamo dimostrare che il valore del comparto primario non deve essere
valutato sulla base della percentuale di pil prodotto, ma anche per il
ruolo fondamentale che occupa nella catena della sicurezza alimentare,
ambientale e sociale. Gli imprenditori agricoli, infatti già alla base
della loro attività assumono una (co-)responsabilità specifica in campi
quali: 1) la conservazione della natura e delle risorse naturali primarie
per fronteggiare i fabbisogni di generazioni presenti e future; 2) la
salute e il benessere di uomini e animali; 3) la produzione e fornitura di
cibo sano e di qualità. In vista, infine, del 2004 anno europeo della Rsi (Responsabilità Sociale dell’Impresa) i giovani imprenditori agricoli dell’Agia intendono giungervi con un progetto che definisce l’impegno etico dell’imprenditore agricolo che esplica la propria attività nel rispetto della natura, dei valori estetici, etc. Il tutto continuando a perseguire gli obiettivi del profitto ma non a spese del benessere dei propri dipendenti, degli stakeholders e delle comunità in cui il business si esplica, tenendo nella dovuta considerazione che l’impegno etico è anche una leva di marketing, ormai ineludibile, motivo di simpatia, generatore di consenso ed in ultima analisi di preferenza del consumatore. | |
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