28 febbraio 2003


sommario

 

DAL TERRITORIO

    La Cia della Calabria verso la manifestazione del 21 marzo.
    La Cia di Catania denuncia i gravi disagi per i pensionati della provincia. 

APPUNTAMENTI

    Fieragricola di Verona: la Cia presenta la nuova “Guida all’agriturismo in Italia 2003”. 
    L’Assemblea regionale della Cia del Lazio. 

DOCUMENTI

   Agia: il documento del seminario “La qualità: tra business ed etica”. 


 

DAL TERRITORIO

La Cia della Calabria verso la manifestazione del 21 marzo

Ai lavori è intervenuto il presidente nazionale della Confederazione Massimo Pacetti

 

“L’agricoltura al centro dello sviluppo del Paese. Pensiamo anche a un grande progetto per il meridione d’Italia, dove, ad esempio, si potrebbe cominciare a produrre proteine vegetali, divenute ormai indispensabili anche in relazione alla sicurezza alimentare”. Un concetto questo ribadito dal presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti, nel corso della conferenza stampa della Cia della Calabria che si è tenuta oggi a Catanzaro.

Ai lavori erano presenti, tra gli altri, il presidente regionale della Cia Giuseppe Mangone ed il vicepresidente Michele Drosi.

“Senza la giusta attenzione del governo riguardo alle problematiche dell’agricoltura -ha affermato il presidente nazionale Pacetti- è impensabile mantenere gli standard qualitativi delle nostre produzioni e le conseguenze per l’immagine complessiva del made in Italy sono facilmente immaginabili”.

“Infatti -ha proseguito- non può esistere una cucina di qualità, quindi un’alimentazione di qualità, senza alimenti sani e qualitativamente apprezzabili”.

 “La sicurezza alimentare, e questo deve essere chiaro a tutti, è un diritto dei cittadini, dei consumatori e non una condizione opzionale sulla quale concedersi distrazioni. Per questo motivo e per tutte le altre problematiche e contingenze che toccano il settore agricolo italiano -ha concluso il presidente della Cia- chiedo anche agli agricoltori calabresi una massiccia partecipazione alla manifestazione nazionale del prossimo 21 marzo a Roma”.

Nel suo intervento Mangone ha sottolineato che “in Calabria la situazione è stagnante, soprattutto per ciò che concerne l’emanazione di un’adeguata legislazione regionale per il comparto agricolo. Nel bilancio 2003, infatti, l’agricoltura non ha alcuna attenzione, mentre i fondi strutturali che dovevano essere aggiuntivi sono ormai sostitutivi di ogni forma di intervento ordinario”.

A livello europeo -ha continuato- forte è la preoccupazione per ciò che riguarda la riforma della Pac, il cui percorso è frenato dal blocco imposto dall’accordo franco-tedesco. Occorre, invece, una ripresa forte del confronto per migliorare il documento della Commissione Ue, procedendo speditamente alla riforma della Politica agricola comunitaria. E ciò soprattutto per affrontare i problemi connessi all’allargamento dell’Unione e in vista della ripresa dei negoziati della Wto”.

 

 

La Cia di Catania denuncia i gravi disagi per i pensionati della provincia

Su proposta dell’Anp-Cia di Catania si è tenuta una riunione con tutti i sindacati dei pensionati per esaminare la grave situazione che si è determinata tra i pensionati, i quali si vedono recapitare da parte dell’Inps la richiesta per il recupero di somme indebitamente percepite e non richieste.

Alla conclusione di un animato dibattito è stato, inoltre, stilato un documento inviato al Prefetto e alla sede provinciale dell’Inps di Catania, nel quale è stata chiesta  la sospensione di ogni recupero a far data dal prossimo mese di aprile, di mettere i pensionati e le Organizzazioni che li rappresentano in condizione di conoscere i motivi che hanno determinato gli indebiti,  la massima rateizzazione per  quei casi di effettivo indebito accertato, per il quale non sia possibile l’applicazione delle disposizioni legislative vigenti in materia di sanatoria.

“Infine -ha ribadito Ruggiero Pardo, della presidenza provinciale della Cia di Catania- abbiamo chiesto un incontro con il Prefetto sia per un intervento presso il Governo nazionale, sia perché vi è una forte preoccupazione per la tensione tra gli ottomila pensionati della provincia, destinatari del recupero, ai quali viene tagliata drasticamente la pensione che rappresenta l’unico sostentamento di vita”.

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APPUNTAMENTI

Fieragricola di Verona: la Cia presenta la nuova “Guida all’agriturismo in Italia 2003”

Il prossimo 6 marzo, alle ore 15, nell’ambito della Fieragricola di Verona, la Confederazione italiana agricoltori, presente con un  proprio stand all’edizione di quest’anno (Padiglione 9 - settore A1-A3), presenterà, nel corso di una conferenza stampa, la nuova "Guida all'agriturismo in Italia 2003" curata da Turismo verde, l’istituto della Cia che si occupa di agriturismo, ed edita dall’Editrice Monteverde.

Il presidente nazionale della Confederazione Massimo Pacetti e il presidente di Turismo Verde Andrea Negri illustreranno ai giornalisti i contenuti e le novità della pubblicazione.

Alla presentazione è prevista la partecipazione del ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno.

 

 

L’Assemblea regionale della Cia del Lazio

La Cia del Lazio ha convocato l’Assemblea regionale per il prossimo 10 marzo, alle ore 9.30, presso la Cooperativa Agricoltura Nuova a Roma.

Nel corso dell’Assemblea saranno affrontate una serie di questioni, prima fra tutte la partecipazione alla manifestazione nazionale del prossimo 21 marzo. Tra gli altri temi all’ordine del giorno l’approvazione dello statuto della Cia regionale, l’approvazione del rendiconto consuntivo 2002, l’elezione del collegio dei revisori dei conti e dei probi viri.

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DOCUMENTI

Agia: il documento del seminario “La qualità: tra business ed etica”

Si è svolto a Napoli, il 18 e 19 febbraio scorsi, il seminario dell’Agia sul tema “La qualità: tra business ed etica”. Sono intervenuti come relatori Gianluca Cristoni, presidente nazionale dell’Agia, Pino Cornacchia, del Coordinamento delle politiche di sviluppo e di organizzazione dei servizi della Cia nazionale, Giovanni Li Volti, membro del Comitato tecnico scientifico per la certificazione vegetale del Mipaf, Matteo Ansanelli, segretario generale dell’Agia, Tommaso Buffa, responsabile Servizi Qualità del Cipaat Service, Marco Pasquale, dell’Ufficio sulla qualità delle produzioni della Cia nazionale. Sono intervenuti, tra gli altri, con un fattivo contributo alla discussione Gennaro D’Orta, Diego Balduzzi, Salvatore Ciardiello, Diego Campolieti, Maurizio Lunetta, Michele Masucci, Giuseppe Barberio, Giuseppe Serra, Franco Catapano. Pubblichiamo di seguito il documento finale del seminario, approvato dalla direzione, che raccoglie tutti i contributi che sono stati portati durante i lavori.

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È ormai assodato che il settore agricolo si dovrà adattare a grandi trasformazioni che, nel linguaggio corrente, assumono una propria identità sotto i nomi di: Sviluppo rurale, Multifunzionalità, Valorizzazione territoriale, Sostenibilità ambientale e non ultimo di politica della qualità.

Il tema della qualità è senz’altro di grande interesse soprattutto per aziende ad alta “connotazione Giovane” sia per il livello d’innovazione, preparazione ed entusiasmo imprenditoriale sia per l’inevitabile necessità di presentarsi al mercato tendendo chiaro il concetto che produrre fuori dalla logica della qualità porta con sé, in assenza di specifiche altre connotazioni aziendali o territoriali, un serio rischio di marginalizzazione.

I consumatori di oggi si aspettano che qualunque cosa si compri sia di qualità. La domanda di una migliore qualità si rivolge a tutte le aziende e necessita di cambiamenti nelle tecniche produttive e nell’organizzazione.

Di tutti i termini propri del mondo economico la qualità è probabilmente la parola a cui si fa uso ed abuso.

Si parla di aziende di qualità, di prodotti di qualità, di macchine di qualità, ma nessuno si confronta sul significato di qualità.

Il seminario ha cercato di chiarire, in una visione estremamente operativa, i termini della questione.

Aspetto non secondario della qualità è quello di raggiungere la giusta valorizzazione dei prodotti di qualità nei mercati virtuali, capire come far percepire, anche in via digitale, caratteristiche qualitative, individuando il corretto impiego dell’Itc (Information and Communication Technology).

La conquista del consumatore si può ottenere rafforzando il marchio che comunichi in modo chiaro il proprio valore in ogni circostanza in modo coerente con tutti i sistemi che si adotteranno per comunicare (importanza ad esempio di qualit@giovane).

L’innalzamento dei parametri di benessere naturale e la più diffusa cultura da parte dei consumatori ha fatto sì che negli ultimi anni l’attenzione alla dimensione ambientale crescesse in modo esponenziale e così anche gli strumenti ad esso correlati acquisissero nuova importanza, in quest’ottica una sfida non secondaria è rappresentata dalla possibilità di collegare i territori, con attenzione per quelli a maggiore valenza naturalistica, ai prodotti (marchi territoriali per commercializzazione all’interno degli stessi territori).

La qualità delle piante ad esempio è la partenza della produzione (alimentari, ornamentali) in questo senso non deve essere trascurata l’importanza della certificazione del materiale genetico utilizzato per la propagazione. Un ruolo più da protagonista deve essere ricercato dai giovani imprenditori agricoli attraverso forme di correlazione con gli istituti universitari di fitopatologia.

Questione non marginale per i giovani imprenditori è certamente quella delle materie prime cioè dei prodotti delle coltivazioni e degli allevamenti, i sistemi di certificazione della qualità danno per scontato la presenza delle materie prime e le modalità per produrle. Per produrre l’imprenditore deve fare i conti ancora  con troppe autorizzazioni da richiedere a uffici diversi con visioni spesso contrastanti sulle interpretazioni delle leggi, che ingenerano confusione, ad esempio in ambito sanitario se è vero che grazie alle deroghe si è data la possibilità di continuare a produrre con tecniche tradizionali è altrettanto vero che si è giunti all’assurdo quando un sistema di produzione è stato  consentito in un territorio mentre è rimasto “fuorilegge” nel territorio contermine.

Si vuole costruire una strada semplice e chiara per produrre nelle regole, anche attraverso la condivisione, tra i diversi attori (agricoltori e controllori), del libro bianco sulla sicurezza alimentare. Intraprendere sistemi di qualità è una grande opportunità per le imprese che vogliono presentarsi sul mercato in un modo nuovo, anticipando i tempi dell’obbligatorietà.

I giovani dovranno assumere un ruolo da protagonista anche attraverso la partecipazione ai Consorzi di Tutela ed Enti di Certificazione.

L’impegno sociale delle imprese è divenuto un vero e proprio investimento, in grado di garantire alle aziende un ritorno non soltanto d’immagine, ma anche dal punto di vista della remunerazione del capitale. Le imprese devono essere considerate un patrimonio della società e per la società. La società oggi chiede alle imprese agricole sicurezza alimentare e protezione ambientale non più, come nel dopoguerra, semplicemente alimenti in quantità. L’agricoltura di allora ha risposto alle esigenze del periodo, oggi all’agricoltura si chiede soprattutto qualità e sicurezza, ed è su questo argomento che possiamo essere vincenti, infatti dobbiamo dimostrare che il valore del comparto primario non deve essere valutato sulla base della percentuale di pil prodotto, ma anche per il ruolo fondamentale che occupa nella catena della sicurezza alimentare, ambientale e sociale. Gli imprenditori agricoli, infatti già alla base della loro attività assumono una (co-)responsabilità specifica in campi quali: 1) la conservazione della natura e delle risorse naturali primarie per fronteggiare i fabbisogni di generazioni presenti e future; 2) la salute e il benessere di uomini e animali; 3) la produzione e fornitura di cibo sano e di qualità.

In vista, infine, del 2004 anno europeo della Rsi (Responsabilità Sociale dell’Impresa) i giovani imprenditori agricoli dell’Agia intendono giungervi con un progetto che definisce l’impegno etico dell’imprenditore agricolo che esplica la propria attività nel rispetto della natura, dei valori estetici, etc. Il tutto continuando a perseguire gli obiettivi del profitto ma non a spese del benessere dei propri dipendenti, degli stakeholders e delle comunità in cui il business si esplica, tenendo nella dovuta considerazione che l’impegno etico è anche una leva di marketing, ormai ineludibile, motivo di simpatia, generatore di consenso ed in ultima analisi di preferenza del consumatore.

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