|
|||||||||||||
|
Qualità e sicurezza del consumatore: obiettivi prioritari dellagricoltura Il presidente della Cia Massimo Pacetti interviene alla seconda Conferenza nazionale per leducazione alimentare La sicurezza alimentare e la corretta informazione ai consumatori rappresentano elementi inscindibili di una politica fondata sulla qualità e sulla salubrità dei prodotti agricoli e alimentari. Lo ha affermato il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti intervenendo, presso la sede della Fao a Roma, alla tavola rotonda conclusiva della seconda Conferenza nazionale per leducazione alimentare. Pacetti ha rilevato che il mondo agricolo è strategicamente alleato con quello dei consumatori per assicurare benessere e sviluppo. E una relazione che trae origine dallinizio stesso della nostra civiltà e che nel tempo ha mutato le sue caratteristiche interagendo con i cambiamenti sociali, tecnologici e culturali della società. Oggi -ha sottolineato il presidente della Confederazione italiana agricoltori- i consumatori esprimono esigenze complesse e diversificate alle quali lagricoltura deve saper rispondere efficacemente puntando sulla qualità, assicurando, nel contempo, una informazione pertinente e corretta. Dopo la crisi della Bse -ha aggiunto Pacetti- nulla sarà come prima, non solo in Italia. Bisogna essere coscienti della necessità dover affrontare il futuro su basi nuove. Ciò sarà possibile se già da oggi, ancora in piena emergenza, si svilupperà ogni sforzo possibile per ricostruire un rapporto di fiducia con i consumatori. Per la Confederazione italiana agricoltori obiettivi prioritari restano, quindi, la sicurezza alimentare, la tutela del consumatore, la qualità delle produzioni e uninformazione la più trasparente e tempestiva possibile. In questo contesto, secondo il presidente Pacetti, è indispensabile che vengano applicate tutte le misure contenute nel "Libro bianco" dellUnione europea sulla sicurezza alimentare predisposto più di un anno fa. Tra queste la Confederazione italiana agricoltori ritiene fondamentale listituzione e il decollo dellAgenzia alimentare, per la quale il nostro Paese rivendica la sede. Tale Agenzia assume la valenza di un presidio indispensabile per garantire percorsi di trasparenza, di indipendenza e di eccellenza scientifica nel governo delle emergenze sanitarie a livello europeo. Per Pacetti, senza uno scatto delle istituzioni e del mondo economico e sociale nella delicata materia della sicurezza alimentare, diventa difficile costruire lEuropa dei cittadini, ma anche difendere giuste politiche di sostegno al settore agricolo nel contesto dei negoziati internazionali in ambito Wto. Secondo la Confederazione italiana agricoltori, è solo in tale dimensione europea, difficile ma obbligata, che si possono dare nuove ragioni e nuovi obiettivi a quel nuovo accordo che deve legare agricoltura e società. Un accordo di cui il nostro Paese ha urgente bisogno. Pacetti, infine, dopo aver evidenziato la necessità di garantire, ai vari livelli, una chiara informazione indirizzata ad una più corretta educazione alimentare, ha sottolineato limportanza che svolge la ricerca nella sicurezza degli alimenti e nella tutela dell ambiente. In tale contesto la Confederazione italiana agricoltori rivendica la positività del principio, ormai ammesso a livello comunitario, della più scrupolosa "precauzione" verso la salute umana e la salvaguardia dellambiente. La combinazione di questi due capisaldi si traduce nel favorire la ricerca pubblica nellapplicazione delle biotecnologie in agricoltura per una produzione più redditizia e soprattutto più sicura. Modifiche al decreto sullo schedario viticolo Il ministero per le Politiche agricole ha fatto conoscere in questi giorni il testo di alcune modifiche da apportare al decreto 26 luglio 2000, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n° 220 del 20 settembre 2000, recante "Termini e modalità per la dichiarazione delle superfici vitate". In particolare, tali modifiche vanno nella direzione, più volte da noi sostenuta, di semplificazione del settore. Viene finalmente chiarito che la dichiarazione allo schedario vale anche per laggiornamento o liscrizione dei vigneti negli albi Docg e Doc e agli elenchi delle vigne Igt. Si stabilisce, inoltre, che la superficie e la dichiarazione rappresentano la base per la determinazione dei diritti e dei doveri a decorrere dalla campagna successiva alla presentazione. E previsto, poi, che con determinazione della Regione le testate e le fasce laterali a servizio dei vigneti, tenendo conto della meccanizzazione, delle forme di allevamento e dei sesti di impianto, possono essere considerate utili fino alla misura di 5 metri. Per quanto riguarda la discordanza consistente fra i dati dichiarati dal produttore e quelli in possesso degli archivi Agea, viene stabilito che sarà la Regione ad accertare e convalidare la reale consistenza del vigneto dopo la presentazione della dichiarazione stessa. Infine, la data ultima di presentazione delle dichiarazioni è spostata, per ora, al 30 giugno 2001, restando lobbligo di presentazione anteriore per i viticoltori richiedenti aiuti alla ristrutturazione o riconversione dei vigneti a valere sui fondi 2000.
"Globalizziamo le produzioni tipiche": convegno della Cia Toscana Ai lavori è intervenuto il presidente Massimo Pacetti "Il 15 per cento dei Comuni Toscani è a "disagio insediativo". In queste aree lagricoltura costituisce lattività prevalente e può rappresentare una occasione di riscatto sociale ed economico". Lo ha rilevato Giordano Pascucci, vicepresidente della Cia Toscana, introducendo il convegno tenutosi a Castelnuovo Garfagnana, in provincia di Lucca, nel cuore di una delle zone più disagiate della Toscana. I lavori, che sono stati conclusi da un intervento del presidente della Cia Massimo Pacetti, sono stati aperti da Alberto Focacci, della Presidenza della Cia lucchese, che, nel presentare la peculiarità dellagricoltura di questa provincia aveva tenuto a sottolineare come "la Garfagnana oggi si sia ritagliata unautonoma identità territoriale che ha creato in loco posti di lavoro non previsti partendo proprio dallagricoltura e dal suo territorio". "Ciò dimostra che è necessario uno sviluppo complessivo dei settori economici presenti (agricoltura, artigianato e commercio) che in queste zone possono aver "naturalmente" un alto livello di integrazione -ha proseguito Pascucci- un accordo tra il settore primario, il terziario, i fornitori di servizi, i consumatori e gli ambientalisti può costituire una iniziativa di grande valenza strategica" In Toscana le aree montane e svantaggiate rappresentano oltre il 60 per cento del territorio e per la Cia lobiettivo prioritario dovrà essere trasformare la loro "marginalità" in risorsa. "A nostro avviso -ha proseguito Pascucci-, per tutte le produzioni toscane, pur con le opportune diversificazioni, le direttrici di sviluppo sono essenzialmente due: qualità e legame con il territorio, quale binomio vincente nella nuova competizione. Perseguire la qualità legandola al territorio consente di soddisfare le nuove esigenze dei consumatori, anche attraverso lo sviluppo equilibrato con l'ambiente naturale esaltando le peculiarità delle diverse aree rurali. In definitiva con questa iniziativa la Cia Toscana ha voluto ribadire il ruolo dellagricoltura e dellimpresa, che fanno perno su qualità e tipicità di prodotto e di processo, e rilanciare un accordo tra forze economico-sociali, amministrazioni pubbliche, consumatori, ambientalisti e la collettività generale per un progetto concertato di sviluppo delle aree rurali della Toscana." Pascucci ha concluso sottolineando che "un accordo non si esaurisce nel richiedere solo attenzione o finanziamenti, pur necessari, per le aree rurali ed in particolare per quelle di montagna e di collina, si tratta anche di esigere che ogni elemento della filiera, le stesse istituzioni svolgano la loro parte con rigore e professionalità." Nel dibattito sono intervenuti, fra gli altri, Francesco Pifferi Presidente della Comunità montana della Garfagnana, Il dott. Francesco Di Iacovo dellUniversità di Pisa, Damiano Cecchetti, Assessore provinciale allAgricoltura, Claudio Guerrieri, Presidente della Camera di Commercio di Lucca, Maria Grazia Mammuccini, amministratore unico dellArsia, Marco Scaltritti della Lega Coop forestale di Lucca, Gianni Volpino del Parco delle Apuane. In apertura dei lavori ha portato il saluto il Sindaco di Castelnuovo G.na Carlo Popaiz. Enzo Pierangioli, presidente della Cia della Toscana, nel dare la parola allAssessore regionale allambiente Tommaso Franci ha sottolineato come "fino ad oggi il mondo agricolo sia stato escluso dalla concertazione e come invece voglia essere presente". "Lambiente e lagricoltura sono legati in maniera inscindibile ha sottolineato lassessore Franci per questo lassessorato allambiente ha finanziato azioni a favore dellagricoltura biologica in zone parco e nelle aree protette. Per questo -ha concluso- occorre lavorare attorno alla tracciabilità dei prodotti che va ben oltre il concetto di qualità. Massimo Pacetti, presidente nazionale della Cia, ha affermato, nel suo intervento, che "la Confederazione insisterà sino alla noia sullimpresa diffusa e multifunzionale. Occorre unalleanza forte tra agricoltura e società, perché lagricoltura è motore di sviluppo e necessita di tutta lattenzione da parte dello stato e del lavoro di uomini e donne." Pacetti ha proseguito sottolineando che "occorrono politiche ha favore dei servizi nelle aree montane e depresse, ma non come riequilibrio, quanto come risposte originali ai bisogni del territorio. Puntiamo alla rimodulazione delle risorse comunitarie, ma stando attenti a non ripercorrere la strada delle quote di produzione. La qualità costa -ha concluso il presidente della Cia- e oggi è chiaro quanto danno possono produrre politiche dissennate mirate al mero contenimento dei costi di produzione". Cia di
lucca: un vademecum della qualità "Agricoltura di qualità allinsegna della semplicità." Con queste parole Alessandro Del Carlo, Presidente della Cia di Lucca, ha presentato la brochure edita per iniziativa della stessa confederazione. Si tratta di oltre venti esperienze imprenditoriali lucchesi che sono state schedate e raccolte in unagevole pubblicazione. Una sorta di vademecum della qualità agricola allinsegna della tipicità lucchese, e garfagnina in particolare. A Pieve Fosciana, nella Garfagnana lucchese, alla presentazione della pubblicazione, oltre ad amministratori e personalità locali, erano presenti il presidente della Cia Massimo Pacetti, rappresentanti di enti regionali, tra i quali Maria Grazia Mammuccini per lArsia, e della grande distribuzione, Franco Cioni della Unicoop . Tra gli intervenuti Enzo Pierangioli, Presidente regionale Cia, che ha sottolineato la necessità di continuare in questa azione di promozione delle tipicità locali. "Noi non abbiamo scoperto la tipicità e la qualità da pochi giorni. Da anni -ha proseguito- rivendichiamo più attenzione al lavoro dei nostri produttori, che non è solo la produzione di beni, ma anche di servizi. Il recupero della tradizione enogastronomica, ad esempio, è un servizio culturale a vantaggio di intere comunità." Il Presidente nazionale della Cia, Massimo Pacetti, ha rilevato che "cè unagricoltura fatta di numeri, di regolamenti, di modulistiche, di burocrazia. E cè unagricoltura più vera, fatta di fatica e di esperienza, come quella che la Cia di Lucca presenta nella sua brochure. E questultima lagricoltura che cittadini e consumatori debbono riscoprire. Perché è allinsegna della tradizione e della qualità. In zone montane, come la Garfagnana, è possibile solo questa agricoltura, ben distante da ogni sofisticazione, fortemente ancorata al suo territorio, portatrice di innovazione allinsegna della multifunzionalità. Ecco,-ha concluso Pacetti- noi vogliamo rappresentare bene anche questa agricoltura, una vera risorsa per il Paese." Cia e
Slow Food della Garfagnana insieme La migliore gastronomia in occasione della degustazione organizzata dalla Confederazione Italiana Agricoltori e da Slow Food della Garfagnana. Un incontro tra la produzione e la passione enogastronomica. Entusiasta delliniziativa Maria Grazia Mammuccini, amministratore di Arsia: "Produzioni ottime, sapori e saperi antichi, tutto conferma la correttezza della nostra impostazione: censire e valorizzare le produzioni tipiche locali." Grande testimone il farro Igp della Garfagnana, trattato con i fagioli rossi di Lucca e i giallorini della Garfagnana, presente nei dolci, immancabile nel pane, appena accennato nel birolfarro. E poi tutta la sapienza casearia nei pecorini di montagna, nei formaggi di latte bovino, per non dire del trattamento riservato alla carne della cinta senese, che non deve essere solo senese se ci sono allevamenti anche in Garfagnana. Iniziata con una degustazione guidata di oli extravergini di oliva, la serata è proseguita sotto la sapiente guida degli esperti di Slow Food della Garfagnana. Tante le cose da riscoprire, anche tra gli alimenti di tutti i giorni. Il pane, ad esempio, presentato in quattro versioni diverse: farina di castagne (si definisce "di necci"), patate, farro e mais. Quattro sapori diversi che, accompagnati ai cibi "poveri" della tradizione, fanno la differenza. "E unolimpiade del gusto ha dichiarato Giordano Pascucci, vicepresidente regionale della Cia sapientemente diretta dagli amici di Slow Food. Unolimpiade che la Cia intende riproporre anche in altre parti della Toscana. I giacimenti gastronomici scoperti in una serata sono il segnale di una vera miniera del gusto che la Cia, assieme a Slow Food, deve valorizzare".
Le modalità per le domande di disoccupazione agricola Anche questanno, le domande di disoccupazione agricola, con le deleghe per la trattenuta sindacale relative al 2000, dovranno essere raccolte e presentate alle sedi Inps, entro il prossimo 31 marzo. Modulistica Il modello di domanda (mod. prest. agr. 21 tp), come negli anni scorsi, sarà inviato al domicilio dei lavoratori. Per i lavoratori nuovi iscritti, il modello non prestampato potrà essere ritirato presso lInps, mentre un limitato quantitativo vi è stato già inviato. In ogni caso, ricordiamo che qualora si verificassero ritardi nella consegna dei modelli, gli stessi potranno essere riprodotti in fotocopia. Riguardo al modello usato lo scorso anno, il nuovo contiene un quadro G (comunicazione integrativa di manodopera agricola degli operai a tempo determinato). Nel suddetto quadro, il lavoratore elencherà la denominazione dellazienda dove è stata prestata lattività lavorativa lo scorso anno, il numero progressivo pagina registro dimpresa, il numero di giornate, nonché allegare copia del foglio registro dimpresa, busta paga, altra documentazione. Precisiamo che la mancata compilazione del suddetto quadro G non pregiudicherà in alcun caso la liquidazione della indennità di disoccupazione, salvo ritardarne la liquidazione, nei casi in cui il lavoratore non fosse stato incluso negli elenchi anagrafici, perché lavoratore migrante, (calamità naturali ecc). In questi casi si consiglia la compilazione del quadro G. sullargomento lInps sta predisponendo un apposito messaggio che provvederemo a rendere noto con tempestività. Problematiche Riteniamo opportuno richiamare alla vostra attenzione alcune problematiche, già oggetto di controversia lo scorso anno, risoltesi positivamente. In particolare: - le lavoratrici madri, dimessesi durante il periodo in cui sussista il divieto di licenziamento, hanno titolo alle indennità di disoccupazione, pertanto le domande eventualmente definite in modo difforme dovevano essere riesaminate dallInps (circ. Inps n. 128 del 5 luglio 2000); - lapplicazione dellart 34, comma 5 della legge n° 448/1998 (Finanziaria 1999) nella parte in cui stabilisce che la cessazione del rapporto di lavoro per dimissioni, intervenute con decorrenza successiva al 31 dicembre 1998 non desse titolo alla indennità di disoccupazione, né ordinaria né con requisiti ridotti. Per il settore agricolo lo scorso anno venne chiarito dal ministero del Lavoro che, nei casi di cessazione di lavoro per dimissioni, è da considerare non indennizzabile il solo periodo che intercorre dalla data delle dimissioni alla data di inizio del nuovo rapporto di lavoro. Prestazione Riguardo alla natura della prestazione i requisiti per ottenerla sono immutati e così brevemente riassumibili: - indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali - iscrizione negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli nellanno solare per il quale viene chiesta lindennità di disoccupazione per almeno una giornata e per non più di 270 giornate - possesso di almeno due anni di anzianità assicurativa contro la disoccupazione involontaria (per lanno per il quale è chiesta la prestazione e per un anno precedente) - possesso nellultimo biennio di almeno 102 contributi giornalieri; - indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti ne beneficiano i lavoratori che possono fare valere almeno due anni di assicurazione contro la disoccupazione involontaria (lanno per il quale si chiede lindennità, e per almeno uno di quelli precedenti) - almeno 78 giornate di lavoro effettivamente svolte nellanno per il quale si chiede la prestazione, computando anche le giornate di assenza per ferie, malattia, gravidanza e puerperio. Consultazione elenchi anagrafici Come a voi certamente noto, dallo scorso mese di novembre è possibile la consultazione via internet degli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli dipendenti. LInps ha accolto, infatti, la nostra richiesta di poter consultare via Internet gli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli a tempo determinato, dei compartecipanti familiari e dei piccoli coltivatori diretti, relativi agli anni 1998-1999-2000, suddivisi per provincia e comune. Per entrare nel sito dellInps, dove è possibile trovare le informazioni di nostro interesse, è necessario digitare il seguente indirizzo:www.inac-cia.it/intranet/4-2001.htm Come potete constatare, trattasi di dati alquanto importanti da utilizzare con la massima discrezione, evitando in particolare che la password vada in possesso a persone estranee alla nostra Organizzazione. Sarà possibile visualizzare e stampare, per Comune, gli elenchi dei lavoratori agricoli dipendenti per gli anni 1999 e 2000 (1° e 2° trimestre). I suddetti elenchi, contengono: i dati anagrafici del lavoratore; il numero di giornate per trimestre e anno; il numero di giornate integrate dai piccoli Cd; il numero di giornate accreditate a seguito di calamità naturali; i dati relativi a rapporti di lavoro part-time. In riferimento alla trattenuta sindacale fatta dalla Associazione nazionale coltivatori a contratto agrario, si ricorda che: a) la delega deve essere sottoscritta dal lavoratore e deve recare il timbro della sigla dellAssociazione nazionale coltivatori a contratto agrario, ciò a dire lAncca-Cia e la firma del rappresentante dellAssociazione coltivatori a contratto agrario locale; b) la Cia provinciale, ove non fosse già stato fatto, deve deliberare il rappresentante dellAssociazione e questi essere titolare della firma sul modulo della Ds. Il direttore dellInac provinciale, che peraltro figura nel riquadro del mandato di assistenza patronale, non può essere anche responsabile dellAncca; c) nel caso di titolare di Ds che riceva il modello già con delega ad altra Organizzazione ed intenda revocare tale mandato e conferirlo allAnca, va cancellata la sigla del precedente sindacato e va apposto il timbro dellAncca-Cia, nel riquadro sottostante, con relativa crocetta accanto; in caso di modello con delega allAncca va apposta una crocetta nel riquadro soprastante, con relativo timbro dellAncca nello spazio riservato allorganizzazione sindacale; d) la misura del contributo a favore dellassociazione sindacale va sempre indicata nella delega e varia a seconda delle giornate riferite al lavoratore: 51, 101, 151, secondo gli importi fissati dagli uffici territoriali; e) lInps verserà alla sede nazionale dellassociazione coltivatori a contratto agrario, che ha direttamente stipulato la convenzione il 16 dicembre 1994 (circolare Inps n. 335/94), lintero importo della trattenuta, depurata delle proprie spese, sui pagamenti che si effettueranno il mese successivo a quello di pagamento al lavoratore, solitamente nel secondo semestre; f) i nostri uffici devono assicurarsi che le sedi territoriali dellInps specifichino la loro provincia nel bonifico bancario, perché negli anni passati molti accrediti risultavano anonimi e la sede di provenienza è stata ricostruita, con rischio di errore e ritardo, mettendo a confronto i dati bancari con quelli contenuti nelle comunicazioni Inps relative ai futuri accrediti.
|