15 febbraio 2001

testata nuovaagricoltura

ATTUALITA'

• Riparto risorse aree depresse per il triennio 2001/2003: novità e disponibilità finanziaria per i patti territoriali

 

DAL TERRITORIO

• Roma: Bse e quote latte al centro dell’assemblea degli allevatori
• Cia Campania: firmato un Protocollo d’intesa tra Bassolino e le organizzazioni agricole

 

APPUNTAMENTI • Cia Toscana: convegno sulle aree montane e svantaggiate della Regione
• Cia Umbria: assemblea regionale sulla qualità delle produzioni agricole e la sicurezza alimentare
• L’Aprolat e la Cia incontrano gli allevatori delle province di Caserta e di Benevento

   

 

ATTUALITA'

Riparto risorse aree depresse per il triennio 2001/2003: novità e disponibilità finanziaria per i patti territoriali

Si segnala la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale n. 34 del 10 febbraio 2001 della delibera Cipe che stabilisce la ripartizione delle risorse per le aree depresse per il triennio 2001-2003.

- Nella delibera, oltre al credito d’imposta per le imprese che investiranno nella aree depresse del Paese (7.500 miliardi) e le agevolazioni a disposizione della legge 488/92 di fatto già esaurite (3.500 miliardi), troviamo il riparto delle risorse per la programmazione negoziata: 3.707 miliardi di cui 1616 miliardi per i patti territoriali agricoltura e pesca, 1.451 per i patti territoriali generalisti e 600 per i contratti di programma (sui contratti di programma vedi agenzia Nuova agricoltura n. 28) ed inoltre la dotazione finanziaria per gli interventi infrastrutturali (3.583,5 miliardi nel quadro delle intese istituzionali di programma).

- Il Cipe precisa che il finanziamento delle iniziative imprenditoriali comprese nei patti territoriali è a totale carico dei 1.616 miliardi indicati e quindi le Regioni dell’Obiettivo 1 tornano a disporre dei 500 miliardi di risorse dei Por che, secondo le previsione del 2000, avrebbero dovute essere destinate ai Patti territoriali specializzati agricoli.

- Gli interventi infrastrutturali proposti nei Patti territoriali sono a carico delle Regioni e all’allegato 7 si trova il riparto regionale delle risorse in percentuale ed entità (3.583,5 miliardi).

Di questo pacchetto di risorse finalizzate ad interventi infrastrutturali all’interno delle intese istituzionali di programma, una quota massima del 30 per cento della dotazione di ogni Regione, può essere eccezionalmente impegnata anche per iniziative produttive legate a strumenti di programmazione negoziata.

- Con la pubblicazione della Delibera Cipe nella Gazzetta ufficiale e l’avvenuta approvazione della legge finanziaria, le somme sono da ritenersi immediatamente spendibili.

- Per i Patti territoriali specializzati agricoltura e pesca (elencati nell’allegato 3) manca ora solamente l’emanazione, prevista tra pochi giorni, dei decreti specifici da parte del ministero del Tesoro.

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DAL TERRITORIO 

Roma: Bse e quote latte al centro dell’assemblea degli allevatori

"Mucca pazza e quote latte sono i gravi argomenti attualmente sul tappeto. Sono problemi su cui la Cia è chiamata ad esprimere una posizione.Proprio per questo abbiamo organizzato un confronto con gli allevatori, per meglio rappresentare, conoscendo precisamente le loro posizioni e le loro necessità". Con queste parole il presidente della Cia Lazio Fabrizio Bartoli ha aperto l’assemblea degli allevatori della provincia di Roma sul tema, appunto, "Mucca pazza e quote latte. Le proposte della Cia per il futuro della zootecnia", alla quale sono intervenuti Massimo Biagetti, presidente della Cia di Roma, Armando Ferlicca, direttore dell’Assessorato all’agricoltura. I lavori sono stati conclusi da Massimo Pacetti, presidente della Cia nazionale.

Nel corso del dibattito sono state affrontate le varie questioni che oggi, in piena emergenza Bse, accrescono le difficoltà per gli allevatori. In particolare, per quanto riguarda la provincia di Roma, sono stati lamentati i ritardi per la costruzione dell’inceneritore. Preoccupazioni sono state espresse anche per le quote latte che pesano in maniera rilevante nella gestione delle aziende zootecniche.

Nelle sue conclusioni, il presidente Pacetti ha ricordato le iniziative e le proposte della Cia per fronteggiare la crisi provocata dalla Bse e per ridare slancio all’intera filiera della carne bovina che sta subendo un vero e proprio tracollo.

Pacetti ha evidenziato l’esigenza che, accanto ai provvedimenti dettati dall’emergenza, si avvii al più presto una politica programmatica di rilancio del settore, avendo sempre come prioritaria la sicurezza alimentare e la tutela del consumatore.

Il presidente della Cia ha affermato la necessità di un‘adeguata riconversione degli allevamenti, attraverso un apposito piano zootecnico nazionale, e misure di carattere strutturale per promuovere e valorizzare il "circuito della qualità".

Dopo aver rilevato che occorre sviluppare un piano nazionale per le proteine vegetali che devono sostituire definitivamente quelle animali anche a livello europeo e mondiale, Pacetti si è soffermato sul problema delle quote latte, rilevando l’esigenza di un loro superamento, e su quello dei carburanti agricoli agevolati, il cui decreto vede la Cia impegnata per una serie di modifiche importanti per l’imprenditore agricolo.

Cia Campania: firmato un Protocollo d’intesa tra Bassolino e le organizzazioni agricole

Un nuovo Protocollo d’intesa governerà i rapporti tra il mondo agricolo e la Regione Campania. E’ stato firmato nei giorni scorsi dal presidente della Giunta regionale, Antonio Bassolino, e da Antonio Simiele, Gennaro Masiello e Antonino Mellone, rispettivamente presidenti di Cia, Coldiretti e Confagricoltura della Campania. Il Protocollo contiene l’impegno di giungere in breve tempo ad un consiglio regionale, interamente dedicato all’agricoltura, con la discussione delle prime quattro leggi di riforma del settore. Questo il risultato dei proficui contatti sviluppati, nelle scorse settimane, dalle dirigenze delle tre organizzazioni professionali col massimo esponente del Governo regionale e con l’assessore all’Agricoltura Vincenzo Aita.

Viene illustrata la costituzione di un "Comitato per l’agricoltura campana", avente come scopo la concertazione e la programmazione degli interventi. Il Comitato opererà, già dai prossimi giorni, su due livelli: uno politico-generale, ubicato presso gli Affari generali della Presidenza regionale, l’altro a carattere operativo, detto "Comitato verde", presso l’assessorato all’Agricoltura, col compito di "tradurre in progetti di legge, regolamenti e documenti le linee d’indirizzo definite nell’ambito della programmazione partecipata in agricoltura". Il Comitato sarà allargato, di volta in volta e a seconda delle opportunità, ai rappresentanti della cooperazione, dell’associazionismo, dell’agro-alimentare e dei consumatori.

La novità del protocollo, oltre che nel valore ribadito dell’utilità della concertazione, risiede proprio nei suoi contenuti. Viene, infatti, prospettata una fase nuova dell’agricoltura e delle sue relazioni con l’economia ed il territorio. Viene riconosciuta "l’attività multifunzionale dell’impresa" ed "il nuovo ruolo sociale del sistema agricolo", legato strettamente alla sicurezza alimentare, alla tutela dei consumatori ed alla compatibilità ambientale.

Ma ciò significa anche adeguamento strutturale e tecnologico delle aziende, innovazioni, valorizzazione della capacità d’impresa, tutela del patrimonio agro-alimentare campano, a partire dai prodotti tipici.

La programmazione delle politiche agricole diventa, infatti, "un elemento fondante del Protocollo, valorizzando gli aspetti della multifunzionalità che meglio si adattano alle specifiche realtà, da quelle più adatte alle esigenze produttive ed alle necessità dei consumatori, a quelle di presidio del territorio, difesa dell’ambiente e servizi offerti alla collettività". Di qui all’integrazione delle politiche di settore, alla revisione delle leggi con l’obiettivo d’arrivare ad un "corpus unitario per l’agricoltura", ed allo snellimento delle procedure, il passo è breve. Il Protocollo, in definitiva, reinterpreta l’agricoltura, la sua funzione, la sua nuova centralità, impegnando le imprese ai necessari adeguamenti tecnologici e l’istituzione regionale ad una nuova stagione di riforme legislative. E, proprio nel consiglio regionale previsto per marzo, dovrebbero essere messe in discussione le prime proposte di legge: Consorzi di bonifica, agricoltura eco-compatibile e biologica, consorzio fidi e tutela dei suoli agricoli.

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APPUNTAMENTI

Cia Toscana: convegno sulle aree montane e svantaggiate della Regione

La Confederazione italiana agricoltori della Toscana e quella provinciale di Lucca ha organizzato due appuntamenti per illustrare i progetti realizzati e le proposte per la valorizzazione dei prodotti tipici dell’agricoltura lucchese.

Il primo appuntamento, previsto per oggi alle ore 18 presso il ristorante "Il Pozzo" a Pieve di Fosciana (Lucca), vedrà la presentazione di un dossier della Cia di Lucca e una degustazione guidata ai prodotti tipici locali.

Parteciperà il presidente della Cia nazionale MassimoPacetti.

Il secondo appuntamento, per domani alle ore 10 presso la sala ex archivio La rocca Ariostesca a Castelnuovo Garfagnana (Lucca), prevede un convegno sul tema "Qualità, tipicità e sviluppo rurale nelle aree montane e svantaggiate della Toscana".

La relazione sarà svolta da Giordano Pascucci, vicepresidente della Cia Toscana, mentre le conclusioni saranno tratte da Massimo Pacetti, presidente nazionale Cia.

 

Cia Umbria: assemblea regionale sulla qualità delle produzioni agricole e la sicurezza alimentare

Si terrà a Perugia, presso il Centro Congressi della Camera di commercio, il 17 febbraio prossimo, alle ore 9, l’assemblea regionale della Confederazione italiana agricoltori sul tema "Qualità delle produzioni agricole e sicurezza alimentare", attraverso nella quale la Cia dell’Umbria intende verificare, insieme al mondo scientifico, istituzionale ed economico, lo stato di attuazione della strategia della qualità della Regione ed avanzare proposte concrete per la valorizzazione delle risorse agricole ed alimentari.

La strategia della qualità legata al territorio, sostenuta dalla Cia fin dagli anni ‘80, ha trovato di recente una piena e generale condivisione da parte delle istituzioni e dei sindacati interessati.

Esistono quindi, oggi, le condizioni per operare concretamente al fine di raggiungere, in tempi brevi, un duplice obiettivo: fornire una garanzia scientifica ai consumatori, rispetto alla richiesta sempre più pressante di sicurezza alimentare, e migliorare il reddito dei produttori, rendendo le imprese agricole sempre più competitive.

I lavori dell’assemblea saranno aperti da Walter Trivellizzi, presidente regionale della Cia dell’Umbria, mentre la relazione introduttiva sarà svolta da Giuseppe Natale, vicepresidente regionale.

Le conclusioni saranno tratte da Giulio Fantuzzi, membro della Presidenza nazionale della Confederazione.

 

L’Aprolat e la Cia incontrano gli allevatori delle province di Caserta e di Benevento

L’Aprolat campano-molisana e la Confederazione italiana agricoltori hanno indetto un incontro con gli allevatori delle province di Caserta e di Benevento, che si svolgerà domani alle ore 19 presso la sala del Consiglio comunale di Ruviano.

I temi affrontati saranno il nuovo prezzo del latte alla stalla con Eurolat e i problemi legati alla vicenda della Bse.

All’incontro parteciperanno Lino Martone, presidente provinciale della Cia di Caserta, Giuliano Martino, presidente dell’Aprolat campano-molisana e i rappresentanti del servizio veterinario locale.

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