13 febbraio 2003


sommario

 

ATTUALITA'

•    Costituita la nuova Unione nazionale unitaria dei seminativi
•    Approvata definitivamente la nuova legge delega
•      Disoccupazione agricola 2002: attività Inac e trattenuta sindacale Ancca
•      Pubblicato il regolamento per l’etichettatura dei mangimi prodotti secondo il metodo biologico

 

DAL TERRITORIO •    Cia Ravenna: un progetto per la commercializzazione dei prodotti tipici
•    La Cia di Asti e la Cia di Imperia per la valorizzazione dell’extravergine

 

APPUNTAMENTI

•    Agia: a Napoli iniziativa nazionale sul tesseramento, riunione della Direzione e seminario sulla qualità
•    A Padova il Salone internazionale di florovivaismo e giardinaggio


 

ATTUALITA'

Costituita la nuova Unione nazionale 
unitaria dei seminativi

Si è costituita oggi a Roma la nuova Unione nazionale dei seminativi. I lavori, ai quali ha partecipato l'on. Scarpa Bonazza, sottosegretario al ministero delle Politiche agricole, sono stati introdotti e presieduti da Giuseppe Politi, presidente di Uiaprof e vicepresidente vicario della Cia. E’ seguita, poi, la relazione di Carla Donnini, consigliere Uiaprof, che ha illustrato le prospettive per il settore dei seminativi. Tra gli interventi programmati vi sono stati quello di Valerio Marchioni, presidente Unacop, e di Antonio Balocco, presidente Unisol.

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Con la costituzione della nuova Unione nazionale dei seminativi  si è finalmente realizzato un polo cerealicolo di valenza nazionale ed europea. E’ un momento storico per il settore in quanto Associazioni e Unioni dei produttori, Cooperative e Consorzi agrari hanno aderito ad un progetto forte ed ispirato da principi economici, il cui obiettivo principale è quello  di rappresentare, difendere e valorizzare il comparto dei seminativi, nonché il reddito che ne deriva per gli operatori coinvolti, a partire dai produttori agricoli.

Il progetto è condiviso e fortemente sostenuto dalle maggiori Organizzazioni professionali agricole.

Il settore dei seminativi è il principale protagonista della riforma della Politica agricola comune, in quanto rappresenta la voce finanziaria più onerosa del bilancio agricolo dell’Unione europea.

Infatti, gli investimenti a seminativi coprono il 40 per cento della superficie agricola utile nella Ue a 15. Sono coltivati in tutti gli stati membri e, con 42,5 milioni di ettari e 220 milioni di tonnellate, rappresentano circa il 12 per cento della produzione finale agricola Ue. Costituiscono un’importantissima fonte di approvvigionamento per le produzioni animali e fanno dell’Unione europea il secondo attore degli scambi mondiali di cereali, dopo gli Usa.

Il settore dei seminativi è di rilevante importanza per l’Italia. Coinvolge poco meno di 600.000 aziende, pari ad 1/3 del totale, che coltivano una superficie di 4,5 milioni di ettari tra cereali e proteoleaginose, pari al 34 per cento della Sau nazionale (13,2 milioni di ettari), con una Plv di circa 3 miliardi di euro, cui vanno aggiunti circa 2,2 miliardi di euro erogati ai produttori agricoli, quali pagamenti per superficie.

Inoltre, secondo il quinto censimento dell’Istat, l’utilizzazione della Sau a seminativi, comprese le colture Cop (cereali, oleaginose e proteaginose), incide per il 50 per cento nelle aziende con 10-20 ettari per arrivare al 56 per cento in quelle con 30-50 ettari.

La produzione complessiva  di cereali e proteoleaginose si attesta a circa 20,9 milioni di tonnellate.

Da queste cifre, si evince l’importanza che i seminativi rivestono nell’agricoltura italiana, pur rappresentando coltivazioni che sono considerate “continentali” e non mediterranee.

I processi di ristrutturazione radicale a cui è soggetto il settore, a seguito delle note proposte di riforma della Pac, richiedono una rappresentanza forte che possa intervenire in sede nazionale ed europea per salvaguardarne gli interessi ed evitare che l’introduzione di alcune norme comunitarie mettano a rischio importanti coltivazioni del nostro Paese.

Non a caso, nel mirino della riforma Pac vi è il principale cereale italiano: il grano duro. L’’Italia è il primo paese produttore, con una quota del 47 per cento degli investimenti europei pari, nel 2002, a 4.036.000 ettari.

Per questo motivo le tre unioni promotrici: Uiaprof, Unacop e Unisol, a cui aderiscono 50 soci fra associazioni, cooperative e consorzi agrari,   consapevoli del momento particolare per il settore, hanno dato vita all’Unione seminativi con il supporto delle altre Organizzazioni costituenti il tavolo di coordinamento: Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Anca-Legacoop, Federagrolimantere-Confcooperative e Assocap.

La nuova Unione nazionale, riconosciuta, fortemente rappresentativa nella concentrazione fisica del prodotto, nella valorizzazione della qualità e nell’orientamento al mercato,ha fra gli scopi principali, oltre alla difesa degli interessi del comparto nelle sedi nazionali e internazionali, il raggiungimento di una rappresentanza, in breve tempo, di almeno il 50 per cento della produzione nazionale di seminativi e l’elaborazione di strategie di rapporto con il mercato, in una visione di filiera.

Il presidente uscente dell’Uiaprof, contenitore della nuova Unione, Giuseppe Politi passa il testimone al nuovo presidente Valerio Marchioni.

 

 

Approvata definitivamente la nuova legge delega

Il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente il disegno di legge che riguarda “Disposizioni in materia di agricoltura”. Si tratta della delega che il governo ha chiesto, in sede di approvazione della legge finanziaria per il 2002, per la redazione di uno o più decreti in materia di agricoltura, forestazione e pesca. Una sorta di legge di orientamento bis.

Il governo e la maggioranza hanno chiesto la “blindatura” e nelle Commissioni come in Aula non vi è stata la possibilità per eventuali modifiche rispetto al testo approvato alla Camera dei Deputati.

Il testo del provvedimento definitivo è consultabile sul nostro sito internet. Un commento analitico sarà approntato nei prossimi giorni.

 

 

Disoccupazione agricola 2002: attività Inac
e trattenuta sindacale Ancca

Le domande di disoccupazione agricola con delega sindacale, relative al 2002, devono essere presentate alle sedi Inps entro il prossimo 31 marzo 2003

 Lo scorso anno il patronato Inac e l'Associazione nazionale coltivatori a contratto agrario hanno raccolto circa 50.000 deleghe : un risultato positivo che attesta il ruolo professionale e politico svolto nella rappresentanza della categoria di tutti i lavoratori destinatari della prestazione di disoccupazione agricola , in particolare dei piccoli coloni e dei compartecipanti familiari .

Il modello di domanda viene spedito in queste settimane dall'Inps ai lavoratori che nello scorso 2002 hanno percepito la prestazione .

Riguardo alla natura delle prestazioni assistenziali i criteri di idoneità sono immutati ; come è noto, è possibile la consultazione via internet degli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli dipendenti, dei compartecipanti familiari e dei piccoli coltivatori e coloni, relativi al 2001 ed al primo semestre del 2002 , suddivisi per provincia e comune.

In riferimento alla trattenuta sindacale fatta dall’Ancca si conferma che :

- la delega firmata dal lavoratore deve essere sottoscritta dal responsabile Ancca locale ,designato con delibera dalla Cia provinciale;

- la misura del contributo sindacale va sempre indicata nella delega e varia a seconda delle giornate riferite al lavoratore ed in base ai parametri fissati dalle nostre sedi territoriali .

 

 

Pubblicato il Regolamento per l’etichettatura dei mangimi prodotti secondo il metodo biologico

E’ stato pubblicato sulla Guce il Regolamento (Ce) n.223/2003 della Commissione, del 5 febbraio 2003, concernente i requisiti in materia di etichettatura riferiti al metodo di produzione biologico per i mangimi, i mangimi composti per animali e le materie prime per mangimi e recante modifica del regolamento (Cee) n. 2092/91 del Consiglio.

Le principali novità introdotte da questo Regolamento, che modifica anche l’allegato II del Reg. 2092/91, riguardano l’etichettatura dei mangimi destinati agli allevamenti biologici.

I mangimi possono recare in etichetta l’indicazione “da Agricoltura Biologica” solo nel caso in cui almeno il 95 per cento della sostanza secca sia costituito da materie prime ottenute “da agricoltura biologica”. L’indicazione “può essere utilizzato in agricoltura biologica conformemente al Reg. Ce 2092/91”, invece, è destinata solo ai prodotti che comprendano materie prime ottenute da agricoltura biologica e/o convenzionale in quantità variabili.

La questione che più era stata dibattuta, anche al Copa, e cioè quella della destinazione esclusiva dei mangimifici alla produzione di alimenti per la zootecnia biologica, è stata rimandata al 2007. Fino a quella data è consentita la coesistenza di linee dedicate al biologico nei mangimifici tradizionali, a patto che le lavorazioni siano completamente separate.

Resta irrisolto, purtroppo, il rischio di contaminazione da Ogm. Permane però evidentemente il divieto assoluto di destinare alla zootecnia biologica mangimi contaminati da organismi geneticamente modificati. Spetta all’Organismo di Controllo che certifica l’ultima fase dell’insacchettamento e dell’etichettatura garantire la conformità del prodotto e l’assenza totale di Ogm.

E’ possibile scaricare il regolamento, in formato pdf, dalla intranet Cia nella sezione “normativa”.

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DAL TERRITORIO

Cia Ravenna: un progetto 
per la commercializzazione dei prodotti tipici

Lo scorso 6 febbraio, presso la sede provinciale della Cia di Ravenna si è svolto il primo incontro per la messa a punto di un progetto di commercializzazione integrata di prodotti tipici e tradizionali, nonché delle produzioni delle aziende che hanno imboccato la strada della multifunzionalità. All’incontro hanno partecipato anche Paola Pula, vicedirettore della Cia di Ravenna, ed Efrem Tassinato, responsabile dell’Ufficio politiche di commercializzazione e rapporti coi consumatori della Cia nazionale.

Il ragionamento alla base dell’idea progettuale è che il prodotto della piccola e media azienda, benché già trasformato, confezionato e pronto al consumo, fatica ad arrivare al mercato di destinazione. Tale situazione si verifica anche nel caso di approvvigionamento da parte di aziende agrituristiche operanti nello stesso territorio che necessitino di prodotti locali.

Nel corso dell’incontro, è stato, quindi, evidenziata la mancanza di una struttura intermedia che sovrintenda alla comunicazione, alla logistica e, più in generale, alla fornitura di tali prodotti e servizi.

“Al riguardo già nell’ambito della Confederazione vi sarebbe un discreto mercato sia per la domanda che per l’offerta” ha detto Giulio Felicetti, direttore della Cia di Ravenna “infatti, da una stima di larga massima, in Italia si contano circa 1.200 imprese agrituristiche associate a Turismo Verde, di cui oltre cento nella sola Emilia Romagna,  e altrettante si possono stimare che realizzino prodotti alimentari pronti al consumo, come vino, frutta, olio, formaggio, salumi, marmellate, sottoli e sottaceti, pane e focacce, dolci”.

Da non sottovalutare, inoltre, l’aspetto delle abilità specifiche specie relazionato alla multifunzionalità di tali imprese: le aziende agrituristiche esprimono abilità di preparazione  e servizio pasti, capacità di relazione con i clienti e  abilità organizzative”.

“L’idea quindi -ha concluso Felicetti- consiste nel mettere a sistema  i prodotti e le abilità delle imprese associate alla Cia e ‘venderle’ in modo da rendere appetibile l’attività per le imprese stesse togliendola dalla dimensione di sporadico volontariato. Alcune manifestazioni, per esempio per l’annata agraria 2002 a Ravenna ed il convegno di “Donne in campo” a Bologna, hanno dato ottimi ritorni di immagine e soddisfazione del cliente”.

Viscardo Baldi, presidente di Turismo Verde di Ravenna, nel suo intervento, ha sottolineato la necessità che il progetto che si va strutturando abbia a comprendere gli aspetti dell’informazione sul prodotto e favorisca o attui momenti associati per la trasformazione, fornendo, inoltre, risposte organizzate per la tutela dei marchi aziendali e di prodotto.

 

 

La Cia di Asti e la Cia di Imperia
per la valorizzazione dell’extravergine


La qualità come fattore unificante di due prodotti apparentemente così dissimili come olio e vino, è stato questo l’assunto che il sindaco di Vinchio, Renzo Giordano, ha usato per presentare, nel salone dei convegni della Cantina Produttori di Vinchio e Vaglio, una degustazione di olio extravergine d’oliva prodotto, sotto il marchio “Benedetto”, da una ventina di piccoli coltivatori dell’entroterra imperiese.

L’iniziativa, patrocinata dalla Cia provinciale di Asti e curata dal dirigente della Confederazione Italo Mussio, è il primo passo di una collaborazione che si dovrebbe sviluppare nei prossimi mesi tra il Consorzio per le produzioni agricole “Schiettoligure” di Imperia, la Cia di Asti ed il Comune di Vinchio, dove si sta studiando la possibilità di sperimentare, anche se in forma limitatissima, la coltivazione dell’olivo.

Un centinaio di operatori del settore agroalimentare astigiano, tra cui numerosi titolari di aziende agrituristiche, hanno partecipato alla degustazione per valutare le caratteristiche organolettiche e le qualità del “Benedetto” prima della sua immissione al consumo.

“L’extravergine Benedetto -ha ricordato il presidente della Cia di Imperia e sindaco di Pietrabruna, Riccardo Giordano- è prodotto esclusivamente con olive taggiasche, le stesse che furono introdotte a Taggia dai monaci benedettini quasi ottocento anni or sono, di sola produzione ligure. E questa cosa è oggi piuttosto rara anche per le aziende più note per la bontà del loro prodotto. Si tratta, insomma, di un prodotto certificato in tutte le fasi di lavorazione, proveniente da uliveti molto antichi, in procinto di essere abbandonati dai produttori, stretti da una concorrenza sempre più difficile da affrontare”.

Su ispirazione della Cia di Imperia è stato, invece, possibile formare un gruppo di piccoli produttori in grado di proporre al mercato un olio extravergine di altissima qualità e assolutamente raro nel pur pregiato panorama produttivo nazionale.

L’extravergine “Benedetto”, la cui vendita avviene normalmente mediante forme di commercializzazione quasi familiari, potrà essere tra poco disponibile presso il negozio di “Agricoltura Ambiente” ad Asti.

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APPUNTAMENTI

Agia: a Napoli iniziativa nazionale
sul tesseramento, riunione della Direzione 
e seminario sulla qualità

L’Associazione giovani imprenditori agricoli della Cia ha organizzato per il 18 e 19 febbraio prossimi a Napoli due giornate ricche di iniziative.

La mattinata del 18 si aprirà con un incontro nazionale sul tesseramento, che si terrà, a partire dalle ore 10.30, presso il New Europe Hotel.

I lavori , sul tema “Una proposta forte per una convinta e diffusa adesione”, presieduti dal vicepresidente vicario della Cia Giuseppe Politi, saranno aperti dal presidente regionale dell’Agia Campania Mario Grasso. Seguirà la relazione del presidente nazionale dell’Associazione Gianluca Cristoni e l’intervento del presidente della Cia regionale Aniello Troiano.  Le conclusioni saranno svolte  dal presidente nazionale della Confederazione Massimo Pacetti.

Nel pomeriggio della stessa giornata, alle ore 15, è, invece, convocata la Direzione nazionale dell’Agia, con il seguente ordine del giorno: la nomina del segretario generale, la manifestazione nazionale della Cia del 21 marzo prossimo, la Conferenza europea dei Giovani agricoltori del prossimo 28 e 29 marzo, le iniziative del Ceja ed il Congresso mondiale dei giovani agricoltori, l’approvazione del Documento del seminario sulla qualità (in programma nello stesso pomeriggio).

I lavori della Direzione nazionale dell’Agia saranno aperti dal presidente confederale Massimo Pacetti.

Nel pomeriggio, infine, alle ore 16, si aprirà il seminario sul tema “La qualità: tra business ed etica”, che proseguirà nella giornata del 19 febbraio.

La prima giornata dei lavori, aperti dal presidente della Cia Campania Aniello Troiano ed introdotti dal presidente nazionale dell’Agia Gianluca Cristoni, vedranno la partecipazione, tra gli altri, di Giuseppe Cornacchia, dell’Ufficio coordinamento delle politiche di sviluppo e di organizzazione dei servizi della Cia nazionale, che affronterà il tema della qualità, di Giovanni Li Volti, membro del Comitato tecnico scientifico per la certificazione vegetale del Mipaf, che tratterà le questioni relative al florovivaismo.

Il giorno successivo, 19 febbraio, alle ore 9, Matteo Ansanelli riprenderà i lavori affrontando il tema “Il caso qualità per i siti web che fanno commercio elettronico”. Saranno poi presentati tre casi concreti di certificazione da parte di Tommaso Buffa, responsabile dei Servizi qualità del Cipa.at service, mentre Marco Pasquale, dell’Ufficio sulla qualità delle produzioni della Cia nazionale, tratterà il tema relativo alla qualità e alle frodi.

 

 

 

A Padova il Salone internazionale
di florovivaismo e giardinaggio

Si apre alla Fiera di Padova il Salone internazionale del florovivaismo e del giardinaggio, nel quale saranno presentate le novità del mercato 2003 con tutte le coltivazioni mediterranee in primo piano.

L’importante appuntamento di Flormart-Miflor, giunto alla sua 46esima edizione, si terrà dal 21 al 23 febbraio prossimo a Padova e vedrà la partecipazione di produttori, di tecnici e di operatori provenienti da tutto il mondo.

Nell’ambito della Fiera, il prossimo 21 febbraio, alle ore 14.30, avrà luogo il Consiglio di amministrazione di Civi-Italia, l’organismo interprofessionale per le attività vivaistiche, al quale parteciperà Giovanni Li Volti, responsabile nazionale dell’Ufficio florovivaistico della Cia.

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