8 febbraio 2001

testata nuovaagricoltura

ATTUALITA'

• Bse: il decreto del Governo è solo una prima parziale risposta per affrontare l’emergenza
• La messa al bando delle bistecche è una misura eccessiva e non motivata scientificamente. Per gli allevatori, già in grave emergenza, è un altro pesantissimo colpo. Il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti giudica negativamente il provvedimento dell’Ue. Si rischia di cancellare una cultura alimentare
• E’ un errore aver bloccato la ricerca pubblica nel settore delle agrobiotecnologie. Una dichiarazione del vicepresidente nazionale della Cia Alfonso Pascale

DAL TERRITORIO

• Assemblea della Cia di Padova: politica di sviluppo per l’agricoltura
• Cia Veneto: chiesto un intervento del presidente della Regione per fronteggiare l’emergenza Bse
• La Cia del Lazio partecipa all’unità di crisi regionale per la Bse
APPUNTAMENTI • Cia della Sicilia: manifestazione e presidio a Palermo
• "Qualità delle produzioni agricole e sicurezza alimentare": assemblea della Cia dell’Umbria
DOCUMENTI • Assicurazioni agricole agevolate: circolare del ministero sulle modifiche alla normativa del Fondo di solidarietà nazionale

   

 

ATTUALITA'

Bse: il decreto del Governo è solo una prima parziale risposta per affrontare l’emergenza

Le decisioni assunte dal Consiglio dei ministri sulla crisi della Bse sono solo una prima, parziale, risposta per affrontare l’emergenza. E’ quanto rileva la Confederazione italiana agricoltori.

Nel sottolineare che un giudizio più approfondito sarà dato quando si conosceranno i dettagli del decreto, la Confederazione italiana agricoltori afferma che finalmente sono stati previsti impegni finanziari nazionali diretti a sostenere le aziende colpite in modo drammatico dalla crisi di mercato.

Tuttavia, le modalità di erogazione e l’entità del sostegno finanziario rischiano, secondo la Confederazione di essere insufficienti rispetto alla necessità del settore.

Le caratteristiche assunte dalla crisi, anche per gli allarmismi ingiustificati e i comportamenti non sempre coerenti delle autorità competenti, nazionali ed europee, sono di dimensioni straordinarie ed altrettanto straordinario deve essere l’intervento e l’impegno dello Stato.

Dopo questa crisi, per il settore nulla sarà come prima e bisogna essere coscienti della necessità di dover affrontare il futuro su nuove basi. Ciò sarà possibile, secondo la Confederazione italiana agricoltori, se oggi si farà ogni sforzo per ricostruire un rapporto di fiducia con i consumatori, per far tornare alla normalità il mercato, per far riavviare l’attività degli allevamenti.

La Confederazione italiana agricoltori continuerà su tutto il territorio le sue iniziative, anche in collaborazione con gli altri soggetti della filiera e con i consumatori, ribadendo l’impegno prioritario volto a garantire sicurezza alimentare e qualità.

La Confederazione italiana agricoltori chiede al Governo un ulteriore impegno per definire nuovi strumenti normativi e finanziari che consentano al settore di risollevarsi e di affrontare con fiducia le sfide future.

La messa al bando delle bistecche è una misura eccessiva e non motivata scientificamente. Per gli allevatori, già in grave emergenza, è un altro pesantissimo colpo

Il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti giudica negativamente il provvedimento dell’Ue. Si rischia di cancellare una cultura alimentare

La proposta della Commissione Ue di mettere al bando la bistecca con l’osso a partire dal 31 marzo prossimo e di eliminare la colonna vertebrale su tutti i bovini di oltre 12 mesi provocherà nuovi pesanti danni per gli allevatori italiani che già sono alle prese con una drammatica emergenza causata dalla vicenda Bse. Lo ha sottolineato il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti il quale ha rilevato che l’orientamento europeo rischia anche di cancellare una cultura alimentare, come quella toscana, che è radicata nei secoli ed è patrimonio della cucina italiana e della sua immagine nel mondo.

La misura Ue -ha affermato il presidente della Confederazione italiana agricoltori- appare eccessiva, drastica e non motivata. E’ un provvedimento dettato più dall’onda emotiva che da reali pericoli supportati dalla ricerca scientifica. Il "principio di precauzione", infatti, se usato indiscriminatamente rischia di determinare solo incertezze e di alimentare le paure dei consumatori.

La nostra confederazione -ha aggiunto Pacetti- ha come obiettivo prioritario la sicurezza alimentare e la tutela del consumatore. Per questo motivo crediamo necessario rafforzare i controlli anche di carattere preventivo, eventualmente ampliare i test anti-Bse e potenziare la ricerca scientifica sul morbo, in modo da dare certezze assolute ai cittadini, piuttosto che adottare misure che hanno il solo effetto di essere punitive nei confronti dei produttori e dell’intero settore. Il bando delle "fiorentine" si trasforma così in un altro colpo durissimo per la filiera della carne bovina, sempre più abbandonata a se stessa.

Prendiamo, quindi, atto della misura comunitaria, ma chiediamo -ha concluso Pacetti- che il governo, oltre a quelli che verranno varati oggi dal Consiglio dei ministri, adotti ulteriori provvedimenti a sostegno degli allevatori e per favorire la ripresa del comparto, promuovendo e valorizzando il "circuito della qualità".

E’ un errore aver bloccato la ricerca pubblica nel settore delle agrobiotecnologie

Una dichiarazione del vicepresidente nazionale della Cia Alfonso Pascale

È un errore aver bloccato la ricerca pubblica nel settore delle agrobiotecnologie. Lo ha dichiarato il vicepresidente della Cia Alfonso Pascale. Depotenziare gli istituti di ricerca, bloccare i finanziamenti dei progetti agrobiotecnologici, vietare la sperimentazione in campo aperto, la sola veramente efficace, lasciando spazio esclusivamente a quella delle multinazionali è un danno irreversibile per la nostra agricoltura, che rischia di rimanere esclusa da una rivoluzione tecnologica di proporzioni enormi e, quindi, penalizzata in termini di competitività.

Solo con lo sviluppo sostenibile delle biotecnologie - ha continuato Pascale- potremo recuperare a fini produttivi le terre marginali e aride, utilizzare le acque del mare per irrigare i terreni, ridurre l’impiego dei prodotti chimici di sintesi e trovare le soluzioni più idonee per salvaguardare la tipicità dei nostri prodotti.

Il mondo della ricerca pubblica è giustamente insorto per invocare le garanzie di libertà necessarie per poter svolgere la propria attività. Tale opzione -ha ribadito il vicepresidente della Cia- non può in ogni caso essere messa in discussione e non va confusa con le scelte in materia di commercializzazione di prodotti Ogm, da assumere in base al principio di precauzione.

Occorre -ha concluso Pascale- aprire un confronto pubblico, volto a democratizzare lo sviluppo tecnologico, al fine di orientare la ricerca pubblica alla tutela della biodiversità, alla salvaguardia delle risorse naturali e alla sicurezza alimentare.

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DAL TERRITORIO

Assemblea della Cia di Padova: politica
di sviluppo per l’agricoltura

Oltre duecento rappresentanti dei gruppi dirigenti provinciali e zonali hanno partecipato, ieri, all’incontro organizzato dalla Cia di Padova con il presidente nazionale Massimo Pacetti. Molte sono state le questioni affrontate e le domande poste dagli agricoltori, anche se l’emergenza del settore dell’allevamento bovino, coinvolto dalla Bse, è stato uno degli argomenti più discussi. Forte è stata, infatti, la critica del mondo agricolo alla gestione dell’emergenza della Bse da parte del ministro per le Politiche agricole. Forte è stato il messaggio lanciato da questo momento di confronto tra i vertici dell’organizzazione e gli agricoltori: è necessario rilanciare il ruolo fondamentale dell’agricoltura per lo sviluppo economico del Paese, partendo dall’applicazione immediata di alcuni elementi della nuova Legge di orientamento.

Il presidente provinciale, Alessandro Ghiro, ha aperto l’assemblea ribadendo le critiche della Cia alla Regione per il modo confuso con cui si sta gestendo il Piano di sviluppo rurale, mentre il presidente regionale, Mino Rizzioli, ha voluto sottolineare il ruolo dell’agro-alimentare nel Veneto.

Altri temi affrontati sono stati quello dei carburanti agricoli agevolati, la fiscalità e la burocratizzazione, il ruolo delle piccole aziende e le nuove prospettive degli Ocm.

Cia Veneto: chiesto un intervento del presidente della Regione per fronteggiare l’emergenza Bse

Un intervento del presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, presso le autorità preposte alla vigilanza è stato chiesto dalla Cia regionale per contrastare le massicce importazioni dall’estero di carni rosse e bianche di scarsa qualità e di dubbia sicurezza alimentare.

Nel documento firmato dal presidente regionale della Confederazione, Guglielmo Rizzioli, si segnalano anche gravi speculazioni in atto nelle vendite di carne di pollo, tacchino, agnello, suino, equino e del pesce.

"La Cia del Veneto -si legge nel documento a Galan- auspica un suo intervento presso le autorità preposte alla vigilanza per contrastare commerci di carne che possano mettere a repentaglio la salute pubblica e tutte quelle manovre speculative che rischiano di far crescere ingiustamente la spesa delle famiglie".

La Cia del Lazio partecipa all’unità di crisi regionale per la Bse

La Regione Lazio ha costituito un’unità di crisi per la Bse.

Ne fanno parte gli assessori regionali all’Ambiente, alla Sanità, all’Agricoltura e i rappresentanti delle organizzazioni agricole.

La Confederazione italiana agricoltori del Lazio è rappresentata dal presidente Fabrizio Bartoli.

Per oggi è stata convocata una prima riunione per esaminare i problemi operativi riguardanti la vicenda Bse e per illustrare i lavori della Cabina di regia Governo-Regioni.

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APPUNTAMENTI

Cia della Sicilia: manifestazione
e presidio a Palermo

La psicosi della mucca pazza ha inferto un altro grave colpo alla già fragile agricoltura della Sicilia, per la quale è necessario, in tempi brevissimi, l’intervento concreto ed efficace della Regione. Per questa ragione la Confederazione italiana agricoltori regionale ha organizzato per il prossimo 13 febbraio una manifestazione che si svolgerà a Palermo, alle ore 9.30 a Piazza Marina, e un presidio davanti Palazzo dei Normanni. Migliaia di agricoltori ed allevatori, da ogni parte della Sicilia, organizzeranno una grigliata di carne e spremute di arancia rossa da offrire ai passanti. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione sulle produzioni siciliane oggi maggiormente a rischio: la zootecnia e l’agrumicoltura.

La Cia chiede alle istituzioni regionali di assumere impegni precisi in favore dell’agrumicoltura, attivando il piano agrumi, e degli allevamenti, procedendo al pagamento del pregresso 97-98 relativo alla legge 12/89 sulla brucellosi, all’identificazione dei danni subiti per la crisi "mucca pazza" con il rimborso immediato agli allevatori delle spese di macellazione ed incenerimento dei capi sospetti e all’obbligo dell’utilizzo dei microchip per l’identificazione dei capi. Sul tavolo, la Cia mette anche una serie di altre questioni rimaste aperte: la copertura finanziaria delle spese per il miglioramento fondiario che resteranno fuori da Agenda 2000, la rinegoziazione dei mutui per i debiti delle imprese, i costi relativi al caro gasolio e ai trasporti, il finanziamento delle indennità compensative pregresse alle imprese agricole (che verranno poi rimborsate alla Regione dall’Unione europea) e l’attivazione del piano di sviluppo rurale e degli aiuti previsti nel Por 2000-2006.

Su questi temi il presidente della Cia Vito Lo Monaco ed una delegazione di produttori agricoli incontreranno, nella stessa giornata di martedì 13, il presidente della Commissione legislativa attività produttive, Fleres, ed i capigruppo di maggioranza ed opposizione.

"Qualità delle produzioni agricole e sicurezza alimentare": assemblea della Cia dell’Umbria

La Confederazione italiana agricoltori dell’Umbria ha organizzato per il prossimo 17 febbraio, alle ore 9 presso il Centro Congressi della Camera di commercio di Perugia, una assemblea regionale sul tema "Qualità delle produzioni agricole e sicurezza alimentare".

Esistono oggi, secondo la Cia, le condizioni per operare concretamente al fine di raggiungere in tempi brevi il duplice obiettivo di fornire una garanzia ai consumatori di fronte alla richiesta sempre più pressante di sicurezza alimentare e di migliorare il reddito dei produttori rendendo le imprese agricole sempre più competitive.

Con l’assemblea di Perugia la Cia dell’Umbria intende verificare, insieme al mondo scientifico, istituzionale ed economico, lo stato di attuazione della strategia della qualità ed avanzare proposte concrete per la piena valorizzazione delle risorse agricole ed alimentari.

I lavori saranno aperti dal presidente regionale Walter Trivellizzi. Il vicepresidente Giuseppe Natale svolgerà la relazione centrale.

Le conclusioni saranno svolte da Giulio Fantuzzi, membro della Presidenza nazionale della Cia.

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DOCUMENTI

Assicurazioni agricole agevolate: circolare
del ministero sulle modifiche alla normativa
del Fondo di solidarietà nazionale

L’articolo 127 della legge 29 dicembre 2000, n. 388 "Nuove norme procedurali in materia di assicurazioni agricole agevolate" introduce rilevanti modifiche alle leggi che governano gli interventi statali del Fondo di solidarietà nazionale, in particolare gli interventi ex ante per la difesa passiva mediante assicurazioni.

Come richiesto anche dalla Cia il Mipaf ha pubblicato una circolare interpretativa che di seguito pubblichiamo.

Questa circolare offre alcune prime spiegazioni alle richieste avanzate dalla Cia. Altri problemi, tuttavia, non sono ancora risolti.

Oggetto: modifiche alla normativa del Fondo

di Solidarietà nazionale introdotte dall’art. 127 della legge n. 388/2000 (legge finanziaria 2001).

La legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001), all’art. 127 ha introdotto nuove disposizioni per la concessione degli interventi compensativi del Fondo di solidarietà nazionale e per l’assicurazione agricola agevolata.

Passando ad esaminare le singole disposizioni dell’art.127, si evidenzia quanto segue.

Interventi compensativi

a) Il comma 1 stabilisce che in sede di istruttoria delle singole richieste di spesa, oltre ai danni conseguenti all’evento dichiarato eccezionale, devono essere considerati anche quelli prodotti nel corso dell’annata agraria da altri eventi precedenti, eccedenti l’ordinario rischio d’impresa, per i quali non sono stati erogati aiuti.

Restano comunque ferme le attuali disposizioni per la declaratoria dell’evento, la delimitazione delle aree e la rilevazione dei danni, come illustrato nella circolare n. 7 del 28 maggio 1992, esplicativa della legge n. 185/92 (pagg. 5-9: attivazione degli interventi-procedure istruttorie).

b) Il medesimo comma stabilisce, inoltre, che nel calcolo dell’incidenza del danno sulla produzione lorda vendibile aziendale (p.l.v.), per la verifica della soglia di accesso agli interventi di soccorso, che resta invariata nella misura del 35 per cento, non devono essere considerati i contributi e le altre integrazioni dell’Unione europea percepiti dall’azienda. Resta ferma la procedura secondo cui le produzioni assicurate vanno considerate non danneggiate.

Poiché le innovazioni introdotte al comma 1 non trovano specifica collocazione negli orientamenti della Ue sugli aiuti di Stato, di cui al documento 2000/C28/02, prima di dare attuazione alle nuove disposizioni di legge a partire dagli eventi del 2001, occorrerà attendere il parere della Commissione che sarà comunicato con successiva nota.

Interventi assicurativi

a) Sottoscrizione polizze

Le disposizioni introdotte ai commi 2, 3 e 4, sono profondamente innovative delle procedure per la contrattazione e la stipula delle polizze assicurative. Viene liberalizzata la domanda assicurativa e consentito anche ad altri soggetti, singoli e associati, di contrattare e sottoscrivere le polizze, ed accedere direttamente al contributo che fino al 31/12/2000 veniva riconosciuto al produttore esclusivamente attraverso i consorzi di difesa.

Pertanto, a partire dal 01/01/2001, in base alle nuove disposizioni, i contratti di assicurazione possono essere stipulati in forma collettiva per i propri associati, dai consorzi di difesa, dalle cooperative e loro Consorzi, nonché dai singoli produttori che possono beneficiare direttamente del contributo le cui modalità di erogazione saranno stabilite con decreto di questo ministero, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome. La legge non specifica che le cooperative debbano avere connotazione agricola, ma in considerazione della materia trattata ogni precisazione appare superflua.

Queste innovazioni intese a liberalizzare la domanda, anche se fanno decadere le limitazioni sul numero dei soggetti abilitati ad operare nel medesimo territorio provinciale, previste dall’art. 10 della legge n. 185/92, appare opportuno che le regioni prima di autorizzare i nuovi soggetti che ne facciano domanda, verifichino, tra l’altro, le capacità assuntive ed organizzative per assicurare economicità all’intervento stesso, a garanzia dei soci aderenti alla contrattazione collettiva e ai fondi di mutualità.

I Consorzi e le Cooperative per la difesa delle produzioni dei loro associati oltre alle polizze assicurative, possono istituire fondi di mutualità e solidarietà. Si ritiene che per lo sviluppo di questa nuova forma di difesa gli Enti interessati possano costituire accantonamenti di bilancio utilizzando, previa regolare deliberazione assembleare e adeguamento dello statuto, anche le riserve eventualmente disponibili nella soppressa Cassa sociale che sono vincolate alla difesa delle produzioni, secondo procedure e modalità da stabilire dallo stesso ente associativo, adottando apposito regolamento interno. Si ritiene che la forma mutualistica possa essere integrata da polizze assicurative a garanzia di rischi elevati e non sostenibili autonomamente dall’Ente. Sia per le polizze che per le forme mutualistiche e miste (mutualità integrata da polizza) possono essere concessi contributi nella spesa sostenuta, entro il limite dei parametri contributivi stabiliti annualmente ai sensi del Dpr n. 324/96.

Conformemente a quanto stabilito al comma 3, i valori delle produzioni assicurabili al mercato agevolato in precedenza fissati dalle Camere di commercio a livello provinciale, a partire dal corrente anno, devono essere stabiliti con decreto di questo ministero sulla base dei prezzi di mercato rilevati dall’Istituto per studi, ricerche e informazioni sul mercato agricolo (Ismea). A tale adempimento si dovrà provvedere entro il 31 dicembre di ogni anno per l’anno successivo per consentire ai produttori di programmare con largo anticipo la copertura assicurativa delle produzioni aziendali.

Per il corrente anno sono in corso le procedure ed i relativi prezzi unitari, medi, delle singole produzioni da applicare per il calcolo dei valori assicurabili al mercato agevolato, non appena perfezionato il decreto di approvazione, potranno essere consultati nella banca dati assicurativi del sito internet di questo ministero www.politicheagricole.it.

Per favorire l’espansione della base assicurativa, il medesimo comma 3 prevede la costituzione di un fondo di riassicurazione dei rischi presso l’Ismea. Per la elaborazione del progetto esecutivo da sottoporre al parere della Conferenza Stato-Regioni, per la successiva approvazione con decreto ministeriale, è stato costituito apposito gruppo di lavoro.

b) Misure e modalità erogazione contributo

Allo scopo di incentivare la copertura assicurativa attraverso polizze multirischio e globali della produzione aziendale, dalle calamità e alle condizioni stabilite al paragrafo 11.5 del documento 2000/C28/02 della Unione europea, sugli aiuti di Stato, il comma 5 eleva all’80 per cento l’aliquota contributiva sulla spesa parametrata sostenuta per il pagamento del premio. Negli altri casi, il contributo resta invariato al 50 per cento.

Circa le modalità di erogazione del contributo a favore degli Enti associativi sulla spesa premi delle polizze collettive, si ritiene che possano essere mantenute le attuali procedure che prevedono il pagamento di un anticipo del 70 per cento sulla base dei dati provvisori informatizzati delle polizze, ed entro i limiti della spesa assicurativa posta a ruolo a carico degli associati, e l’erogazione del saldo sulla base dei dati definitivi di polizza, dopo la presentazione del conto consuntivo alle regioni, come previsto dall’art. 10, ultimo comma, della legge 15 ottobre 1981, n. 590.

Considerato che il comma 6, ha reso facoltativa l’emissione dei ruoli per la riscossione dei contributi assicurativi a carico degli associati, gli Enti richiedenti l’anticipo contributivo che scelgono procedure alternative di riscossione, dovranno dimostrare con idonea documentazione, da presentare tramite le regioni, la spesa premi posta a carico degli associati.

Nella richiesta di contributo a saldo i soggetti interessati devono tenere presente che con la soppressione della Cassa sociale, disposta ai sensi del comma 7, a partire dal 2001 non vanno esposte le spese gestionali della soppressa Cassa ed il contributo statale riguarderà unicamente la spesa parametrata, sostenuta per il pagamento dei premi o degli indennizzi per le iniziative di mutualità.

Le modalità di erogazione del contributo, nelle misure predette, sulla spesa premi parametrata delle polizze sottoscritte in proprio dai produttori, come previsto dal comma 4, saranno stabilite con decreto di questo ministero, sentita la Conferenza Stato-Regioni. Il decreto è in corso di elaborazione e sarà diramato in tempo utile per l’avvio della prossima campagna assicurativa, non appena perfezionato dopo l’acquisizione dei previsti pareri..

c) Soppressione Cassa sociale

Il comma 7 dispone la soppressione della gestione separata per la difesa attiva e passiva con il contributo dello Stato, denominata cassa sociale.

Pertanto, a partire dal 2001, in sostituzione della cassa sociale, di cui all’art. 19 della legge 25 maggio 1970, n. 364, gli Enti associativi devono ricondurre nell’ambito della gestione ordinaria le attività di difesa attiva e passiva delle produzioni, con l’obbligo di tenere una contabilità separata dei contributi associativi e pubblici attinenti dette attività. Le relative modifiche statutarie previste dal comma 7, a cui devono uniformarsi i consorzi già costituiti ai sensi dell’art. 14 e seguenti della legge n. 354/70 e successive modifiche e integrazioni, possono essere adottate con le maggioranze previste per le assemblee ordinarie come prevede la medesima disposizione.

Con la soppressione della gestione separata denominata cassa sociale, viene meno l’obbligo di adottare i modelli bilancio, approvati con decreto di questo ministero di concerto con il ministero del Tesoro del Bilancio e della programmazione economica in data 22/10/1987, n. 1380.

Tuttavia, per assicurare la massima trasparenza ed agevolare i controlli sulle azioni di difesa delle produzioni, con il contributo dello Stato i soggetti interessati (consorzi, cooperative, consorzi di cooperative) dovranno gestire le entrate e le spese della contabilità separata, in apposito conto bancario.

Il comma 8 nel modificare l’art. 17, quarto comma, della legge n. 364/70, dispone che nella composizione del Collegio sindacale degli Enti associativi preposti alla difesa delle produzioni in forma collettiva, deve essere previsto anche un rappresentante della Regione, le cui modalità di nomina dovranno essere stabilite con decreto del ministro, sentita la Conferenza Stato-Regioni. Il decreto è in corso e sarà diramato non appena perfezionato, dopo l’acquisizione dei relativi pareri.

Si ritiene che con l’ulteriore presenza del rappresentante regionale nel Collegio sindacale degli Enti che intendono gestire azioni di difesa in forma collettiva, il legislatore abbia voluto ulteriormente velocizzare le procedure di erogazione del contributo senza particolari formalità e accertamenti successivi, dal momento che le verifiche della Pubblica amministrazione preposta alla vigilanza e all’erogazione del contributo sono effettuate con propri rappresentanti nell’Organo di controllo interno all’Ente.

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