1 febbraio 2002


sommario

 

ATTUALITA'

•    Camera: audizione della Cia sulla previdenza
•    La posizione della Cia sulla riforma del sistema fiscale
•    Carni bovine: incontro interprofessione italiana e francese
•    Fondamentale il ruolo degli agricoltori nella difesa dell’ambiente
•    Ortaggi: protesta a Roma dei produttori siciliani

DAL TERRITORIO

•    Cia di Ascoli: Tavolo di concertazione del progetto “I frutti del piceno”
•    Costituito il Consorzio per la valorizzazione delle “Carni bovine”

 

APPUNTAMENTI

•    Conferenza stampa sullo sviluppo delle montagne della Lombardia


 

ATTUALITA'

Audizione della Cia sulla previdenza

La Confederazione italiana agricoltori ha partecipato ieri all’audizione presso la Commissione lavoro della Camera sul disegno di legge 2145 (delega al governo in materia previdenziale, misure di sostegno alla previdenza complementare e all’occupazione stabile e riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria). Premessa la contrarietà della Cia allo strumento della delega (non motivato dall’urgenza di legiferare sul tema della previdenza), il giudizio nel merito della riforma è parzialmente soddisfacente nella misura in cui si tratta di una revisione del sistema previdenziale e non di una sostanziale riforma che andrebbe ad intaccare la sostanza di quel sistema.

In particolare, la delega accoglie le richieste della Cia di mantenimento delle pensioni di anzianità e di incentivi per chi resta al lavoro. Uno sforzo maggiore, invece, dovrebbe essere fatto -a giudizio della Cia- per abolire immediatamente, e non progressivamente, il divieto di cumulo tra pensione e lavoro dipendente e sul fronte della previdenza complementare, soprattutto, in considerazione della categoria dei lavoratori autonomi.

 

 

La posizione della Cia 
sulla riforma del sistema fiscale

La Confederazione italiana agricoltori ha partecipato all’audizione che si è tenuta ieri, 31 gennaio, presso la Commissione Finanze della Camera sulla riforma del sistema fiscale.

La Cia, nell’esprimere un giudizio positivo sui principi ispiratori della riforma, quali quello della riduzione del prelievo fiscale e quello della semplificazione, ha rappresentato alla Commissione la necessità di dotare il settore agricolo di provvedimenti strutturali che consentano alle imprese di poter pianificare a medio e lungo termine la propria attività.

A questo proposito la Confederazione, unitamente alle altre organizzazioni maggiormente rappresentative del settore agricolo, ha chiesto, in via definitiva, la conferma del regime speciale Iva per tutti i produttori agricoli, indipendentemente dal loro volume di affari e il mantenimento dell’aliquota Irap all’1,9 per cento anche per gli anni successivi, fin tanto che l’imposta non verrà eliminata, così come prevede l’attuale disegno di legge.

Considerati i tempi di attuazione dell’intera riforma, la Cia ha ribadito la necessità di addivenire in tempi ragionevolmente brevi ad una definizione di queste problematiche, avvalendosi, se necessario, della delega per coordinare ed armonizzare la normativa tributaria e previdenziale del settore agricolo, con le disposizioni contenute nella legge di orientamento.

 

 

Carni bovine: 
incontro interprofessione italiana e francese

Si è svolto ieri l’incontro tra i rappresentanti dell’Interprofessione francese per la carne bovina (Interbev) e i rappresentanti del tavolo interprofessionale italiano, Confederazione italiana agricoltori, Coldiretti, Confagricoltura, Assocarni, Ancalegacoop e Aia. Nel corso del meeting il portavoce del Tavolo interprofessionale italiano per le carni bovine e presidente della Coldiretti Paolo Bedoni e il presidente dell’Interbev Denis Sibille si sono confrontati sulla possibilità di mettere a punto interventi per la valorizzazione e il rilancio dell’immagine della carne bovina in Europa dopo l’emergenza Bse.

Sulla scorta delle esperienze maturate sono state, infatti, poste le basi per individuare obiettivi su alcuni progetti comuni per il rilancio e la valorizzazione della carne. Questi in sintesi le linee operative individuate:

- iniziative congiunte delle due interprofessioni attraverso la diffusione di una informazione quanto più possibile obiettiva ed equilibrata sugli aspetti nutrizionali, di sicurezza e qualità della carne bovina;

- scambio di esperienze nei rispettivi sistemi di management, controllo, tracciabilità e anagrafe del bestiame;

- confronto sulle problematiche relative all’applicazione dei regolamenti comunitari di organizzazione del settore, alla revisione della Politica agricola comunitaria di medio termine, all’allargamento Ue ai Paesi Peco;

- valorizzazione del sistema di interdipendenza dell’allevamento franco-italiano, che ottimizza il pascolo nella fase di crescita del vitello e l’alimentazione a cereali per il suo ingrasso in Italia.

Al termine dell’incontro si è svolta una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti.

 

Dichiarazione di Fantuzzi: 
gettate le basi per il rilancio del settore

“E’ stato un incontro importante ed estremamente positivo. Con esso si sono gettate le basi per una più stretta e proficua collaborazione”. E’ quanto ha rilevato Giulio Fantuzzi, membro della Presidenza nazionale della Confederazione italiana agricoltori in merito all’incontro svoltosi ieri a Roma tra i rappresentanti dell’interprofessione francese per la carne bovina (Interbev) e quelli del Tavolo interprofessionale italiano (Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Assocarni, Ancalegacoop e Aia).

Fantuzzi, al termine dell’incontro, ha sottolineato che la ventennale positiva esperienza dell’interprofessione francese nel settore della carne bovina “deve essere uno stimolo per sviluppare in maniera adeguata la filiera nel nostro Paese”. “I francesi -ha aggiunto- hanno dimostrato in questi anni che, pur essendoci ragioni e interessi distinti, gli obiettivi prioritari strategici si muovono giustamente nell’ottica della difesa dei consumatori e degli interessi dei vari comparti che compongono la filiera della carne bovina”.

Nel corso della riunione -ha sottolineato Fantuzzi- “è emerso chiaro l’obiettivo di integrare al meglio i due sistemi produttivi” e si è concordato sull’esigenza “di costruire sistemi di informazione e di comunicazione per i consumatori che rendano trasparenti tutte le fasi del mercato e garantiscano qualità e sicurezza delle carni bovina, specialmente in questo momento di rilancio dei consumi”.

A tal proposito Fantuzzi ha sostenuto l’esigenza di creare in Italia un Centro di informazione con eminenti personalità del mondo della ricerca e della scienza per garantire e promuovere la qualità della carne bovina e dare ampie assicurazioni ai consumatori. “Occorre, però, un adeguato finanziamento da parte pubblica per far funzionare in maniera valida questo importante strumento”.

Soffermandosi, infine, sui problemi della Bse e come l’Italia deve affrontare questa ultima fase dell’emergenza, Fantuzzi ha rilevato “la necessità di aumentare adeguatamente i fondi previsti dall’ultimo decreto in quanto insufficienti, evitando che nuovi oneri vadano a pesare sugli allevatori. Occorre fronteggiare con risorse valide il problema dello smaltimento dei materiali a rischio e degli indennizzi ai produttori”

               

 

Fondamentale il ruolo degli agricoltori 
nella difesa dell’ambiente

La Cia partecipa all’Onu alla riunione preparatoria
del Summit di Johannesburg

Nonostante gli sforzi intrapresi dai vari governi dei Paesi del mondo e dalle istituzioni internazionali, non si può dire che a 10 anni dallo svolgimento del Summit sullo sviluppo sostenibile di Rio dei Janeiro del 1992 siano stati fatti progressi decisivi sullo stato dell’ambiente nel pianeta.

Questa sostanzialmente è l’analisi e il bilancio che è stato tratto nel corso dell’Assemblea preparatoria al Summit di Johannesburg, che si svolgerà nel Settembre di quest’anno, svolta a New York dal 28 gennaio al primo febbraio al Palazzo delle Nazioni Unite.

Al di là di ogni valutazione sui problemi settoriali (sullo stato delle risorse o sui disastri naturali), per arrivare al nocciolo del problema occorre tener conto che, ad esempio, oggi nel mondo ci sono 1,2 miliardi di persone che vivono con meno di 1 dollaro al giorno e 1,8 miliardi che non hanno accesso all’acqua. Provocatoriamente un relatore all’Assemblea ha calcolato che se si traducessero gli investimenti della Banca Mondiale nei Paesi in via di sviluppo in aiuti diretti, si riuscirebbe a dare a tutte queste persone che guadagnano 1 dollaro al giorno un altro dollaro al giorno.

Il Summit di New York è stata l’occasione per i gruppi cosiddetti “principali” (sindacati, donne, industriali, autorità locali, popolazioni indigene, agricoltori, Organizzazioni non governative, ricercatori) di esporre ai delegati permanenti di tutti i paesi riconosciuti all’Onu la loro posizione sullo sviluppo sostenibile e di contribuire alla stesura del documento ufficiale di apertura al Summit di Johannesburg.

La Cia, rappresentata da Nicola Stolfi, responsabile dell’Ufficio ambiente e territorio, ha sottolineato in ripetuti interventi nell’Assemblea alcuni punti ritenuti irrinunciabili. Innanzitutto deve essere garantito a tutti gli agricoltori il diritto e l’accesso alle risorse naturali, primi fra tutte la terra e l’acqua. Evidentemente ciò comporta, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, la necessità di una razionale utilizzazione delle risorse a prezzi equi. Inoltre, deve essere riconosciuta ed apprezzata dalla società intera, anche dal punto di vista economico, la funzione importante svolta dagli agricoltori nella difesa dell’ambiente e del territorio: solo in questo modo, infatti, si può operare una proficua opera di prevenzione.

Specialmente per i Paesi in via di sviluppo diventa essenziale, a parere della Cia, una ricerca scientifica e una azione di informazione e di assistenza tecnica che valorizzi le risorse locali (ad esempio salvaguardando le biodiversità) e migliori le capacità tecniche degli agricoltori.

Infine, la Cia ha proposto una iniziativa, ripresa con favore anche nel documento finale dei lavori, sulla utilità di intraprendere da parte delle Organizzazioni professionali agricole dei Paesi sviluppati un programma di divulgazione e di assistenza tecnica a vantaggio di agricoltori in Paesi in via di sviluppo.

Il ruolo importante che possono svolgere gli agricoltori per un sviluppo sostenibile è stato così rafforzato e ora bisogna lavorare perché a Johannesburg a settembre se ne incoraggi ancora l’azione e si trovino quelle soluzioni che consolidino la condizione economica degli agricoltori e salvaguardino l’ambiente per le nostre e le future generazioni.

Al termine dell’Assemblea Nicola Stolfi ha avuto occasione di incontrare la delegazione italiana all’Onu sugli argomenti in discussione e sulla preparazione della partecipazione al Summit di Johannesburg.

 

 

Ortaggi: protesta a Roma
dei produttori siciliani

Le organizzazioni professionali agricole (Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura e Coldiretti) della Sicilia e i sindaci della Fascia agricola trasformata, che si estende da Pachino (Siracusa) a Licata (Agrigento) fino a Marsala (Trapani), hanno manifestato ieri a Roma per difendere le primizie da serra che, a causa dell’allarmismo e della cattiva informazione da parte dei mass-media, “sono state attaccate illegittimamente”.

In particolare, i produttori siciliani -come è stato evidenziato nel corso di una conferenza, che è stata introdotta dal presidente della Cia siciliana Vito Lo Monaco-  hanno protestato nei confronti di chi ha aperto questa campagna denigratoria contro i prodotti ortofrutticoli in serra e in tal senso hanno ricordato come la serricultura siciliana assicuri lavoro, autonomia e dignità a 120 mila addetti e come si ignori che il 97 per cento delle serre siano fredde, cioè non riscaldate, grazie al clima mediterraneo. I produttori siciliani, sempre ieri a Roma, hanno distribuito 200 quintali di ortofrutta a Piazza San Giovanni.

Una delegazione di produttori siciliani è stata anche ricevuta dal ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno il quale ha sottolineato di essere consapevole degli effetti negativi che alcune dichiarazioni, rilasciate in occasione di trasmissioni televisive, hanno prodotto sull’immagine dell’ortofrutta siciliana.

Il ministro ha detto di essere sconcertato e mortificato per questi meccanismi giornalistici perversi, assicurando il massimo impegno per un recupero d’immagine dell’ortofrutta siciliana, anche attraverso appelli mirati, in trasmissioni televisive come quelle di Vespa e Costanzo.

Sui danni da gelo Alemanno ha, quindi, confermato la disponibilità, per gli agricoltori, di un fondo nazionale di quasi 186 milioni di euro, pari a 360 miliardi di lire, ricordando di aver richiesto altri stanziamenti all’Unione europea. In particolare il ministro ha spiegato che per avviare i rimborsi attendiamo solo i conteggi da parte delle prefetture, al fine di valutare l’entità dei danni.

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DAL TERRITORIO

Cia di Ascoli: Tavolo di concertazione 
del progetto “I frutti del piceno”

Presso la sede della Confederazione italiana agricoltori di Ascoli, si è svolto, nei giorni scorsi, il primo incontro di preparazione al Tavolo di concertazione del progetto “I frutti del piceno”.

Si sta, dunque, concretizzando il rilancio dell’ortofrutta nel territorio, dopo il convegno, tenutosi lo scorso ottobre, quando la società Flop di Porto d’Ascoli, che fa capo a Leo Bollettini, gettò le basi per un rilancio del comparto agricolo locale mettendo a punto idee e strategie in collaborazione con il presidente della Cia picena dante Teodori e quello della Camera di commercio Enio Gibellieri.

Ai lavori, in attesa, dunque, di stipulare un preliminare d’intesa e costituire un comitato tecnico-scientifico, hanno partecipato, tra gli altri, Paolo De Angelis, della Flop responsabile dello sviluppo del progetto “I frutti del piceno”, Paolo Zappasodi, in rappresentanza dell’Associazione degli industriali, Costantino Brandozzi, della Confcommercio e Gina Paolo Crescenzi, tecnico del settore ortofrutta.

 

 

Costituito il Consorzio 
per la valorizzazione delle “Carni lucane”

Nei giorni scorsi, per iniziativa della Confederazione italiana agricoltori, della Coldiretti e della Confagricoltura della Basilicata, unitamente alle Associazioni provinciali allevatori di Potenza e Matera, all’Unioncamere della Basilicata, a Legacoop, alla Confcommercio, alla Confesercenti, alla Fipe (Federazione pubblici esercizi) e all’Acu (Associazione dei consumatori), è stato costituito il Consorzio regionale dei produttori zootecnici “Carni lucane”.

A dirigere il Consorzi sono stati chiamati, in qualità di vicepresidenti, Salvatore Fontana, in rappresentanza della Cia, Rocco Battaglino, presidente dell’Apa di Potenza e presidente della Coldiretti di Potenza e Marcello Di Ciommo, presidente regionale della Confagricoltura.

Il Consiglio di amministrazione è, inoltre, composto da Perrone Canio e Francesco Bitorsoli della Cia, Ferramosca Palmino e Germano Pasquale della Coldiretti, Carbone Carlo Maria e Lorenzo Rago della Confagricoltura.

Il Consorzio “Carni lucane” intende sviluppare la sua azione per il rilancio della zootecnia che punti sulla qualità delle produzioni, sulla sicurezza alimentare e sulla tracciabilità delle carni lucane attraverso la costruzione di un sistema di filiera, nel quale si collocano allevatori, trasformatori, distributori e società di servizi.

Per questi obiettivi il Consorzio ha presentato una proposta di filiera da realizzare con le misure previste dal Por Basilicata 2000-2006 che interesserà l’intero comparto lucano.

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APPUNTAMENTI

Conferenza stampa sullo sviluppo
delle montagne della Lombardia

Si svolgerà il prossimo 7 febbraio a Milano, presso il Circolo della stampa alle ore 10, una conferenza stampa, organizzata dalla Confederazione italiana agricoltori della Lombardia e dal Cipa-at, sul tema “Gli agricoltori protagonisti della tutela e dello sviluppo delle montagne della Lombardia”.

Ai lavori parteciperanno, tra gli altri, Massimo Pacetti, presidente nazionale della Cia, Umberto Borelli, presidente regionale della Cia della Lombardia, Agostino Da Polenza, direttore esecutivo del Comitato italiano dell’Anno internazionale delle montagne e Viviana Beccalossi, vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia.

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