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Audizione
della Cia sulla previdenza La
Confederazione italiana agricoltori ha partecipato ieri all’audizione
presso la Commissione lavoro della Camera sul disegno di legge 2145
(delega al governo in materia previdenziale, misure di sostegno alla
previdenza complementare e all’occupazione stabile e riordino degli enti
di previdenza e assistenza obbligatoria). Premessa la contrarietà della
Cia allo strumento della delega (non motivato dall’urgenza di legiferare
sul tema della previdenza), il giudizio nel merito della riforma è
parzialmente soddisfacente nella misura in cui si tratta di una revisione
del sistema previdenziale e non di una sostanziale riforma che andrebbe ad
intaccare la sostanza di quel sistema. In
particolare, la delega accoglie le richieste della Cia di mantenimento
delle pensioni di anzianità e di incentivi per chi resta al lavoro. Uno
sforzo maggiore, invece, dovrebbe essere fatto -a giudizio della Cia- per
abolire immediatamente, e non progressivamente, il divieto di cumulo tra
pensione e lavoro dipendente e sul fronte della previdenza complementare,
soprattutto, in considerazione della categoria dei lavoratori autonomi. La
posizione della Cia La
Confederazione italiana agricoltori ha partecipato all’audizione che si
è tenuta ieri, 31 gennaio, presso la Commissione Finanze della Camera
sulla riforma del sistema fiscale. La
Cia, nell’esprimere un giudizio positivo sui principi ispiratori della
riforma, quali quello della riduzione del prelievo fiscale e quello della
semplificazione, ha rappresentato alla Commissione la necessità di dotare
il settore agricolo di provvedimenti strutturali che consentano alle
imprese di poter pianificare a medio e lungo termine la propria attività. A
questo proposito la Confederazione, unitamente alle altre organizzazioni
maggiormente rappresentative del settore agricolo, ha chiesto, in via
definitiva, la conferma del regime speciale Iva per tutti i produttori
agricoli, indipendentemente dal loro volume di affari e il mantenimento
dell’aliquota Irap all’1,9 per cento anche per gli anni successivi,
fin tanto che l’imposta non verrà eliminata, così come prevede
l’attuale disegno di legge. Considerati
i tempi di attuazione dell’intera riforma, la Cia ha ribadito la
necessità di addivenire in tempi ragionevolmente brevi ad una definizione
di queste problematiche, avvalendosi, se necessario, della delega per
coordinare ed armonizzare la normativa tributaria e previdenziale del
settore agricolo, con le disposizioni contenute nella legge di
orientamento. Carni
bovine: Si
è svolto ieri l’incontro tra i rappresentanti dell’Interprofessione
francese per la carne bovina (Interbev) e i rappresentanti del tavolo
interprofessionale italiano, Confederazione italiana agricoltori,
Coldiretti, Confagricoltura, Assocarni, Ancalegacoop e Aia. Nel corso del
meeting il portavoce del Tavolo interprofessionale italiano per le carni
bovine e presidente della Coldiretti Paolo Bedoni e il presidente dell’Interbev
Denis Sibille si sono confrontati sulla possibilità di mettere a punto
interventi per la valorizzazione e il rilancio dell’immagine della carne
bovina in Europa dopo l’emergenza Bse. Sulla
scorta delle esperienze maturate sono state, infatti, poste le basi per
individuare obiettivi su alcuni progetti comuni per il rilancio e la
valorizzazione della carne. Questi in sintesi le linee operative
individuate: -
iniziative congiunte delle due interprofessioni attraverso la diffusione
di una informazione quanto più possibile obiettiva ed equilibrata sugli
aspetti nutrizionali, di sicurezza e qualità della carne bovina; -
scambio di esperienze nei rispettivi sistemi di management, controllo,
tracciabilità e anagrafe del bestiame; -
confronto sulle problematiche relative all’applicazione dei regolamenti
comunitari di organizzazione del settore, alla revisione della Politica
agricola comunitaria di medio termine, all’allargamento Ue ai Paesi Peco; -
valorizzazione del sistema di interdipendenza dell’allevamento
franco-italiano, che ottimizza il pascolo nella fase di crescita del
vitello e l’alimentazione a cereali per il suo ingrasso in Italia. Al
termine dell’incontro si è svolta una conferenza stampa alla quale ha
partecipato anche il presidente della Confederazione italiana agricoltori
Massimo Pacetti. Dichiarazione
di Fantuzzi: “E’
stato un incontro importante ed estremamente positivo. Con esso si sono
gettate le basi per una più stretta e proficua collaborazione”. E’
quanto ha rilevato Giulio Fantuzzi, membro della Presidenza nazionale
della Confederazione italiana agricoltori in merito all’incontro
svoltosi ieri a Roma tra i rappresentanti dell’interprofessione francese
per la carne bovina (Interbev) e quelli del Tavolo interprofessionale
italiano (Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Assocarni, Ancalegacoop e
Aia). Fantuzzi,
al termine dell’incontro, ha sottolineato che la ventennale positiva
esperienza dell’interprofessione francese nel settore della carne bovina
“deve essere uno stimolo per sviluppare in maniera adeguata la filiera
nel nostro Paese”. “I francesi -ha aggiunto- hanno dimostrato in
questi anni che, pur essendoci ragioni e interessi distinti, gli obiettivi
prioritari strategici si muovono giustamente nell’ottica della difesa
dei consumatori e degli interessi dei vari comparti che compongono la
filiera della carne bovina”. Nel
corso della riunione -ha sottolineato Fantuzzi- “è emerso chiaro
l’obiettivo di integrare al meglio i due sistemi produttivi” e si è
concordato sull’esigenza “di costruire sistemi di informazione e di
comunicazione per i consumatori che rendano trasparenti tutte le fasi del
mercato e garantiscano qualità e sicurezza delle carni bovina,
specialmente in questo momento di rilancio dei consumi”. A
tal proposito Fantuzzi ha sostenuto l’esigenza di creare in Italia un
Centro di informazione con eminenti personalità del mondo della ricerca e
della scienza per garantire e promuovere la qualità della carne bovina e
dare ampie assicurazioni ai consumatori. “Occorre, però, un adeguato
finanziamento da parte pubblica per far funzionare in maniera valida
questo importante strumento”. Soffermandosi,
infine, sui problemi della Bse e come l’Italia deve affrontare questa
ultima fase dell’emergenza, Fantuzzi ha rilevato “la necessità di
aumentare adeguatamente i fondi previsti dall’ultimo decreto in quanto
insufficienti, evitando che nuovi oneri vadano a pesare sugli allevatori.
Occorre fronteggiare con risorse valide il problema dello smaltimento dei
materiali a rischio e degli indennizzi ai produttori”
Fondamentale
il ruolo degli agricoltori La
Cia partecipa all’Onu alla riunione preparatoria Nonostante
gli sforzi intrapresi dai vari governi dei Paesi del mondo e dalle
istituzioni internazionali, non si può dire che a 10 anni dallo
svolgimento del Summit sullo sviluppo sostenibile di Rio dei Janeiro del
1992 siano stati fatti progressi decisivi sullo stato dell’ambiente nel
pianeta. Questa
sostanzialmente è l’analisi e il bilancio che è stato tratto nel corso
dell’Assemblea preparatoria al Summit di Johannesburg, che si svolgerà
nel Settembre di quest’anno, svolta a New York dal 28 gennaio al primo
febbraio al Palazzo delle Nazioni Unite. Al
di là di ogni valutazione sui problemi settoriali (sullo stato delle
risorse o sui disastri naturali), per arrivare al nocciolo del problema
occorre tener conto che, ad esempio, oggi nel mondo ci sono 1,2 miliardi
di persone che vivono con meno di 1 dollaro al giorno e 1,8 miliardi che
non hanno accesso all’acqua. Provocatoriamente un relatore
all’Assemblea ha calcolato che se si traducessero gli investimenti della
Banca Mondiale nei Paesi in via di sviluppo in aiuti diretti, si
riuscirebbe a dare a tutte queste persone che guadagnano 1 dollaro al
giorno un altro dollaro al giorno. Il
Summit di New York è stata l’occasione per i gruppi cosiddetti
“principali” (sindacati, donne, industriali, autorità locali,
popolazioni indigene, agricoltori, Organizzazioni non governative,
ricercatori) di esporre ai delegati permanenti di tutti i paesi
riconosciuti all’Onu la loro posizione sullo sviluppo sostenibile e di
contribuire alla stesura del documento ufficiale di apertura al Summit di
Johannesburg. La
Cia, rappresentata da Nicola Stolfi, responsabile dell’Ufficio ambiente
e territorio, ha sottolineato in ripetuti interventi nell’Assemblea
alcuni punti ritenuti irrinunciabili. Innanzitutto deve essere garantito a
tutti gli agricoltori il diritto e l’accesso alle risorse naturali,
primi fra tutte la terra e l’acqua. Evidentemente ciò comporta,
specialmente nei Paesi in via di sviluppo, la necessità di una razionale
utilizzazione delle risorse a prezzi equi. Inoltre, deve essere
riconosciuta ed apprezzata dalla società intera, anche dal punto di vista
economico, la funzione importante svolta dagli agricoltori nella difesa
dell’ambiente e del territorio: solo in questo modo, infatti, si può
operare una proficua opera di prevenzione. Specialmente
per i Paesi in via di sviluppo diventa essenziale, a parere della Cia, una
ricerca scientifica e una azione di informazione e di assistenza tecnica
che valorizzi le risorse locali (ad esempio salvaguardando le biodiversità)
e migliori le capacità tecniche degli agricoltori. Infine,
la Cia ha proposto una iniziativa, ripresa con favore anche nel documento
finale dei lavori, sulla utilità di intraprendere da parte delle
Organizzazioni professionali agricole dei Paesi sviluppati un programma di
divulgazione e di assistenza tecnica a vantaggio di agricoltori in Paesi
in via di sviluppo. Il
ruolo importante che possono svolgere gli agricoltori per un sviluppo
sostenibile è stato così rafforzato e ora bisogna lavorare perché a
Johannesburg a settembre se ne incoraggi ancora l’azione e si trovino
quelle soluzioni che consolidino la condizione economica degli agricoltori
e salvaguardino l’ambiente per le nostre e le future generazioni. Al
termine dell’Assemblea Nicola Stolfi ha avuto occasione di incontrare la
delegazione italiana all’Onu sugli argomenti in discussione e sulla
preparazione della partecipazione al Summit di Johannesburg. Ortaggi:
protesta a Roma Le
organizzazioni professionali agricole (Confederazione italiana
agricoltori, Confagricoltura e Coldiretti) della Sicilia e i sindaci della
Fascia agricola trasformata, che si estende da Pachino (Siracusa) a Licata
(Agrigento) fino a Marsala (Trapani), hanno manifestato ieri a Roma per
difendere le primizie da serra che, a causa dell’allarmismo e della
cattiva informazione da parte dei mass-media, “sono state attaccate
illegittimamente”. In
particolare, i produttori siciliani -come è stato evidenziato nel corso
di una conferenza, che è stata introdotta dal presidente della Cia
siciliana Vito Lo Monaco- hanno
protestato nei confronti di chi ha aperto questa campagna denigratoria
contro i prodotti ortofrutticoli in serra e in tal senso hanno ricordato
come la serricultura siciliana assicuri lavoro, autonomia e dignità a 120
mila addetti e come si ignori che il 97 per cento delle serre siano
fredde, cioè non riscaldate, grazie al clima mediterraneo. I produttori
siciliani, sempre ieri a Roma, hanno distribuito 200 quintali di
ortofrutta a Piazza San Giovanni. Una
delegazione di produttori siciliani è stata anche ricevuta dal ministro
delle Politiche agricole Giovanni Alemanno il quale ha sottolineato di
essere consapevole degli effetti negativi che alcune dichiarazioni,
rilasciate in occasione di trasmissioni televisive, hanno prodotto
sull’immagine dell’ortofrutta siciliana. Il
ministro ha detto di essere sconcertato e mortificato per questi
meccanismi giornalistici perversi, assicurando il massimo impegno per un
recupero d’immagine dell’ortofrutta siciliana, anche attraverso
appelli mirati, in trasmissioni televisive come quelle di Vespa e Costanzo. Sui danni da gelo Alemanno ha, quindi, confermato la disponibilità, per gli agricoltori, di un fondo nazionale di quasi 186 milioni di euro, pari a 360 miliardi di lire, ricordando di aver richiesto altri stanziamenti all’Unione europea. In particolare il ministro ha spiegato che per avviare i rimborsi attendiamo solo i conteggi da parte delle prefetture, al fine di valutare l’entità dei danni.
Cia
di Ascoli: Tavolo di concertazione Presso
la sede della Confederazione italiana agricoltori di Ascoli, si è svolto,
nei giorni scorsi, il primo incontro di preparazione al Tavolo di
concertazione del progetto “I frutti del piceno”. Si
sta, dunque, concretizzando il rilancio dell’ortofrutta nel territorio,
dopo il convegno, tenutosi lo scorso ottobre, quando la società Flop di
Porto d’Ascoli, che fa capo a Leo Bollettini, gettò le basi per un
rilancio del comparto agricolo locale mettendo a punto idee e strategie in
collaborazione con il presidente della Cia picena dante Teodori e quello
della Camera di commercio Enio Gibellieri. Ai
lavori, in attesa, dunque, di stipulare un preliminare d’intesa e
costituire un comitato tecnico-scientifico, hanno partecipato, tra gli
altri, Paolo De Angelis, della Flop responsabile dello sviluppo del
progetto “I frutti del piceno”, Paolo Zappasodi, in rappresentanza
dell’Associazione degli industriali, Costantino Brandozzi, della
Confcommercio e Gina Paolo Crescenzi, tecnico del settore ortofrutta. Costituito
il Consorzio Nei
giorni scorsi, per iniziativa della Confederazione italiana agricoltori,
della Coldiretti e della Confagricoltura della Basilicata, unitamente alle
Associazioni provinciali allevatori di Potenza e Matera, all’Unioncamere
della Basilicata, a Legacoop, alla Confcommercio, alla Confesercenti, alla
Fipe (Federazione pubblici esercizi) e all’Acu (Associazione dei
consumatori), è stato costituito il Consorzio regionale dei produttori
zootecnici “Carni lucane”. A
dirigere il Consorzi sono stati chiamati, in qualità di vicepresidenti,
Salvatore Fontana, in rappresentanza della Cia, Rocco Battaglino,
presidente dell’Apa di Potenza e presidente della Coldiretti di Potenza
e Marcello Di Ciommo, presidente regionale della Confagricoltura. Il
Consiglio di amministrazione è, inoltre, composto da Perrone Canio e
Francesco Bitorsoli della Cia, Ferramosca Palmino e Germano Pasquale della
Coldiretti, Carbone Carlo Maria e Lorenzo Rago della Confagricoltura. Il
Consorzio “Carni lucane” intende sviluppare la sua azione per il
rilancio della zootecnia che punti sulla qualità delle produzioni, sulla
sicurezza alimentare e sulla tracciabilità delle carni lucane attraverso
la costruzione di un sistema di filiera, nel quale si collocano
allevatori, trasformatori, distributori e società di servizi. Per questi obiettivi il Consorzio ha presentato una proposta di filiera da realizzare con le misure previste dal Por Basilicata 2000-2006 che interesserà l’intero comparto lucano.
Conferenza
stampa sullo sviluppo Si
svolgerà il prossimo 7 febbraio a Milano, presso il Circolo della stampa
alle ore 10, una conferenza stampa, organizzata dalla Confederazione
italiana agricoltori della Lombardia e dal Cipa-at, sul tema “Gli
agricoltori protagonisti della tutela e dello sviluppo delle montagne
della Lombardia”. Ai lavori parteciperanno, tra gli altri, Massimo Pacetti, presidente nazionale della Cia, Umberto Borelli, presidente regionale della Cia della Lombardia, Agostino Da Polenza, direttore esecutivo del Comitato italiano dell’Anno internazionale delle montagne e Viviana Beccalossi, vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia. | |
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