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Ingresso
dei lavoratori extracomunitari: positivi i primi passi, ma sono necessarie
correzioni a breve Il
vicepresidente della Cia De Carolis sull’incontro al ministero del
Lavoro Apprezzamento
per l’intenzione del ministro Maroni di anticipare l’ingresso di
lavoratori extracomunitari nel nostro Paese per esigenze di lavoro
stagionale, ferma restando la decisione del Governo di subordinare
l’emanazione del decreto flussi al varo del ddl sull’immigrazione.
E’ quanto ha espresso il vicepresidente della Confederazione italiana
agricoltori Paolo De Carolis in seguito all’incontro svoltosi al
ministero del Lavoro sul problema dei flussi. Tale
anticipazione -ha detto- è in linea con quanto la Cia ha chiesto al
ministro in una lettera di qualche settimana fa, dove si esprimeva forte
preoccupazione per i disagi subiti dai produttori agricoli a causa del
solito ritardo del decreto flussi. Tuttavia,
la quota di lavoratori che potranno entrare subito nel nostro Paese dovrà
essere -a giudizio della Cia- di gran lunga superiore a quella dell’anno
precedente (13.000), proprio alla luce dell’esperienza fatta nel 2001,
in cui tale quota si è esaurita nel giro di poche ore. Così
come dovrà essere rivista la ripartizione per regioni di tali quote, che
il ministro intende elaborare sulla scia di quella del 2001. Nel suo
intervento nel corso dell’incontro al ministero, De Carolis ha, infatti,
ricordato a Maroni che lo scorso anno tale suddivisione di quote portò
all’esclusione di intere regioni -tra le quali tutto il Sud- che,
invece, ne avevano richiesto assegnazione.
Infine,
il vicepresidente della Cia ha fatto presente l’esigenza di rivedere il
criterio poco realistico in base al quale vengono escluse
dall’assegnazione delle quote le regioni ad alto tasso di
disoccupazione, causando, in tal modo, gravi disagi a tutta
l’agricoltura meridionale. Audizione
della Cia in Senato Il 29 gennaio scorso, su invito del
presidente della Commissione agricoltura del Senato ed alla presenza dei
rappresentanti dei Gruppi, la Confederazione italiana agricoltori è stata
chiamata a relazionare sulle conseguenze delle ultime calamità climatiche
per i prodotti ortofrutticoli italiani. La responsabile dell’Ufficio
ortofrutta della Cia, Giuliana Roncolini, ha illustrato i problemi ancora
aperti ed ha consegnato una nota scritta che riportiamo qui di seguito. La
situazione nel settore Il 17 gennaio scorso il presidente della
Cia, Massimo Pacetti, ha scritto a Berlusconi chiedendo di avviare le
procedure per lo stato di calamità per le gelate e la siccità che hanno
colpito il comparto ortofrutticolo. Questo in seguito ad una grande
preoccupazione nata da questa eccezionale situazione climatica che ha
colpito tutto il territorio nazionale e che rischia di divenire ancor più
drammatica se l’attuale assenza di precipitazioni dovesse persistere. In particolare, l’emergenza tocca il
settore ortivo, comparto molto importante per l’Italia, che è il primo
produttore europeo, con una quota del 28 per cento della produzione
comunitaria totale. Il giro di affari è di circa 3,6 miliardi di euro,
con una produzione di circa 15,8 miliardi di tonnellate. Il totale delle
superfici raggiunge i 550.000 ettari, con circa 250.000-300.000 aziende
agricole. Ricordiamo, inoltre, che la bilancia
commerciale in questo comparto è in positivo. Va, quindi, sostenuta e
rafforzata. Come accennato, un primo problema è
legato alla siccità che ha reso precarie le risorse idriche degli invasi
naturali ed artificiali (le riserve nei bacini in alcune regioni sono
completamente prosciugate). Di conseguenza: - in alcuni casi si rendono necessarie
nuove semine, in altri le piante non riescono a germinare; - per gli alberi da frutto si prevede
una minore fioritura che comprometterà purtroppo il futuro raccolto. Un secondo problema, invece, è legato
alle gelate delle ultime settimane: - questo ha procurato una seria
compromissione di molti prodotti orticoli, tra cui finocchi, carciofi,
spinaci, lattuga, cavolfiori, cicoria, zucchine, peperoni; - per questi prodotti vi è stata una
minore produzione e quindi un normale rincaro dei prezzi, a cui, talvolta,
si sono aggiunti fenomeni speculativi sul piano commerciale; - sono, invece, ingiustificati quei
prezzi al consumo maggiorati per prodotti che sono già stati raccolti,
come, ad esempio, le mele e, in parte, gli aranci; - altro elemento da tenere in
considerazione è che le operazioni colturali che normalmente si svolgono
in questo periodo, tra cui semine, trapianti e pre-trattamenti, dovranno
attendere e quindi vi saranno forti ritardi per i prossimi raccolti. Fermo restando un generale bilancio di
perdite per le produzioni ortive e di danni (tra cui pezzature minori dei
prodotti), da alcuni monitoraggi specifici si rileva che siccità e gelate
hanno colpito: - in Sicilia: più del 50 per cento di
tutte le produzioni in campo e l’80 per cento dei carciofi; danni anche
alle produzioni serricole; - in Puglia: il 35 per cento dei
carciofi e in parte tutti i prodotti orticoli in pieno campo; - in Sardegna: il 75 per cento dei
carciofi e in parte tutti i prodotti orticoli in pieno campo; - nel Lazio: il 50 per cento delle
lattughe e dei finocchi ed il 40 per cento delle zucchine; - nella Campania: circa il 50 per cento
dei finocchi e dell’indivia. Più in generale, alla minor produzione
agricola si sono aggiunti altri fenomeni negativi dovuti al maltempo che
hanno contribuito all’aumento dei prezzi, tra cui, ad esempio le
difficoltà inerenti al trasporto, a causa del ghiaccio o neve ed una
scarsa importazione dagli altri paesi, in quanto colpiti dalle stesse
emergenze climatiche. L’emergenza
siciliana In generale, nell’ultima annata
agraria 2001-2002 la Plv siciliana (circa 7.500 miliardi di lire) ha
particolarmente risentito di una serie di eventi climatici che includono
anche le sciroccate del luglio scorso. Ciò ha comportato una sua
riduzione di circa il 20 per cento. Nelle ultime settimane solo le gelate
hanno provocato una forte diminuzione degli scambi commerciali nel mercato
di Vittoria. Il volume di tali scambi, se a gennaio del 2001 ammontava a
198.00 quintali, nel gennaio 2002 si è ridotto a circa 76.000 quintali. La scarsità dell’offerta si è
tradotta ieri, ad esempio, in un blocco effettivo di tutti i mercati della
regione. Per queste ragioni le organizzazioni
agricole siciliane hanno programmato una manifestazione a Piazza
Montecitorio giovedì prossimo, alle ore 10.00, dove, tra l’altro,
verranno offerti prodotti ortofrutticoli ai passanti. L’iniziativa si
concluderà alle ore 11.00 con una conferenza stampa presso l’Hotel
Nazionale. Si ricorda che non è ancora stato
avviato un importante contratto di programma che include tutta l’area
terricola siciliana e che prevede, tra l’altro, una necessaria
ristrutturazione della filiera. Sarebbe opportuno che tale contratto
potesse partire al più presto. Organismo
interprofessionale ortofrutticolo Tale Organismo, costituito lo scorso
anno, è già operativo ed ha già avviato dei Comitati di prodotto
specifici che stanno dando i primi risultati sul piano delle regole di
funzionamento della filiera e dei parametri minimi necessari per una
valorizzazione qualitativa dei prodotti. La struttura, comunque, non ha
ancora formalizzato alcuni adempimenti necessaria sia al suo
riconoscimento a livello nazionale che europeo, né ha completato ancora
l’ingresso nella compagine sociale di tutti i soggetti interessati.
Mancano ancora un’associazione industriale di trasformazione (l’Aiipa)
e le associazioni relative alla grande distribuzione. L’emergenza sta dando un potente
stimolo alla soluzione di questi ultimi problemi e quindi si ritiene che
già dal prossimo mese l’Organismo interprofessionale possa andare a
regime. Ciò sarà fondamentale per gestire
anche situazioni di calamità come quella attuale e per avere quella
famosa cabina di regia di cui in questi giorni tanto si parla. Ue:
l’ammontare dell’aiuto La Commissione Ue ha modificato
la decisione, presa il 15 gennaio scorso, relativa all’ammontare
dell’aiuto complementare per la campagna 2001 insieme alla nuova entità
degli aiuti per la prossima campagna. Infatti, avendo l’Italia
corretto i risultati della campagna 2001 (da 46.140.000 quintali a
48.065.550 quintali), si supera la quota comunitaria nonostante i
recuperi che sono stati riconosciuti per mancata produzione di altri paesi
europei. L’aiuto complementare per la
campagna 2001-2002 sarà dunque di 2,70 euro/tonnellate, mentre l’aiuto
per la prossima campagna sarà di 34,06 euro/tonnellate. (Politiche delle produzioni e di
mercato-uff.ortofrutta) Ortofrutta
trasformata: proposte di regolamento 449/2001 e decreto ministeriale 26-4-01 Il 28 gennaio scorso si è
svolta, presso il ministero delle Politiche agricole e forestali, una
riunione di approfondimento delle problematiche applicative del
regolamento Ce 449/2001 e decreto ministeriale 26 aprile 2001. In quella occasione, sono state
presentate dalle Unioni di prodotto, con l’accordo delle organizzazioni
professionali agricole, alcune proposte di modifica che di seguito
riportiamo. Proposte
di modifica del regolamento Ce 449/01 1) Per la stipula della clausole
aggiuntive devono essere eliminati, per l’arrivo agli organismi di
controllo, i cinque giorni lavorativi prima dell’inizio delle consegne,
perché questo impedisce all’Op di stipulare clausole in breve tempo
qualora si trovi nell’esigenza di consegnare altri carichi (cfr. art. 5
par. 3); 2) l’invio dei certificati di
consegna agli organismi di controllo deve avvenire entro cinque giorni
lavorativi successivi alla settimana di consegna, come per gli agrumi (cfr.
art. 11 par. 1); 3) la sanzione applicata per i
controlli sulle superfici (art. 18 par. 1 lettera i secondo
trattino) deve riguardare il singolo produttore interessato e non
l’intera Op (cfr. art. 20 par. 5); 4) le Op (o le cooperative
associate) devono avere la possibilità di anticipare l’aiuto
comunitario (a proprio rischio) fermo restando la possibilità di
compensare quanto erogato in anticipo al momento dell’erogazione
dell’aiuto; 5) la data di consegna e di
trasformazione finale per le pere destinate alla trasformazione deve
coincidere. Proposte
di modifica 1) Confermare al 20 maggio (come
per la campagna 2001) il termine per l’invio dei dati catastali del
pomodoro così come previsto dall’articolo 5 paragrafo 5 del regolamento
Ce 449/01 (cfr. art. 5 par. 5). Proposte
di modifica del Sw Agea e delle procedure in essere 1) Procedura Agea comune a
pomodoro e frutta. - Deve
essere creata una unica banca dati a cui far riferimento sulla base dei
dati informatizzati dalle singole Op; - aggiornare l’archivio
trasformatori assegnando un unico codice univoco ad ogni ditta a cui
collegare un codice per ogni suo stabilimento; - aggiornare l’archivio Op in
modo che i dati generali (rappresentante legale, c/c bancario, sede, ecc)
siano gestibili dal menù Servizi (con scarico file verso altri soggetti); - aggiornare l’archivio
varietale riducendo la casistica delle codifiche per semplificare
l’immissione dei dati (tondo, lungo, pomodorini, lungo San Marzano,
altre varietà per frutta); - contratti e clausole
aggiuntive: l’inserimento nel Sw Agea deve essere effettuato dalle Op; - deve essere prevista una
diversa gestione dei dati dei certificati di consegna da inviare ai vari
organismi; - deve essere realizzato il Sw
per l’inserimento dei pagamenti del prezzo della materia prima. 2) Modelli Agea. - Il modello del contratto tipo
deve essere modificato nella parte riguardante il prodotto e deve essere
indicato che il trasformatore si deve attenere al modello tipo di
certificato di consegna dell’Agea (4); - il modello di certificato di
consegna deve essere semplificato nei contenuti (5). 3) Procedure per anomalie Dca. - La penalità prevista
genericamente per tutte le anomalie deve essere riveduta in base
all’importanza dell’anomalia; - occorre prevedere una
franchigia sulla differenza di superficie che si intende dichiarare come
anomalia (tralasciando le limitate differenze tra le superfici rilevate
che non dipendono evidentemente dal dolo). Un errore limitato della
superficie non può incidere su di un aiuto che viene rapportato al
quantitativo consegnato. Al
via la “Selezione del sindaco”, Al via la “Selezione del
sindaco”, un concorso che vuole valorizzare le piccole produzioni
vitivinicole di qualità. I vini, Doc o Docg, candidati a
diventare la “Selezione del sindaco” devono provenire da una partita
speciale, la cui consistenza non superi le 10.000 bottiglie e da uve
prodotte nel territorio di una delle Città del vino. La distinzione
“Selezione del sindaco” sarà riconosciuta ai vini che avranno
superato un certo punteggio in un esame condotto secondo il metodo di
valutazione Oiv. I vini vincitori potranno
fregiarsi della distinzione di “Selezione del sindaco” dei rispettivi
comuni per l’anno 2002. Tutti i vini che si fregeranno
della distinzione saranno ospitati nell’Enoteca italiana di Siena
gratuitamente e si avvarranno del supporto marketing su web e dei servizi
di e-commerce del sito internet. Per informazioni si può
consultare il sito internet www.cittadelvino.com. Le
scadenze da rispettare per partecipare al concorso “Selezione del sindaco” Per
le aziende 15
marzo 2002. Termine ultimo per la presentazione, presso la sede del Comune
di appartenenza, delle domande di partecipazione corredate dei relativi
documenti (mod.C). 30
aprile 2002. Consegna, con bolla, dei campioni e dei certificati di
analisi presso la sede dell’Enoteca italiana di Siena. Per
i Comuni 30
marzo 2002. Termine per la spedizione della scheda di adesione
all’Associazione nazionale Città del vino (mod. A e B). 30
aprile 2002. Invio della documentazione relativa alle aziende partecipanti
all’Associazione nazionale Città del vino (mod.D). Per
il Comitato organizzatore 10/12
maggio2002. Valutazione dei campioni effettuata da apposite commissioni
presso la sede dell’Enoteca italiana di Siena. 13
maggio 2002. Pubblicazione dei risultati sul sito www.cittadelvino.com. Fine
maggio 2002. Premiazione in occasione della Convention di primavera
dell’Associazione nazionale Città del vino. Nota.
I modelli A, B, C e D sono scaricabili dal sito www.cittadelvino.com.
La
Cia della Lombardia partecipa L’agricoltura ha avuto largo
spazio nei temi affrontati durante l’incontro svoltosi ieri, 29 gennaio,
promosso dalla Regione Lombardia, tra i rappresentanti dell’economia
lombarda con Mel Sembler, il neoambasciatore in Italia degli Stati Uniti
d’America. Umberto Borelli, presidente della
Confederazione italiana agricoltori della Lombardia, nel suo intervento,
ha messo in evidenza lo straordinario patrimonio di prodotti agricoli di
qualità, tipici e tradizionali, che vanta la regione, frutto
dell’imprenditorialità degli agricoltori e di una secolare tradizione. L’ambasciatore americano ha
ripreso, più volte, il tema dell’import-export alimentare tra
l’Italia e gli Usa, affrontando anche la questione degli Organismi
geneticamente modificati. Su questa tematica la Cia della Lombardia
ribadisce i propri orientamenti improntati al rispetto del principio di
precauzione. Pur senza alcuna chiusura ideologica, la Cia ritiene
imprescindibile un’attenta valutazione dei costi-benefici
dell’introduzione delle nuove tecnologie genetiche, che devono vedere
gli agricoltori come soggetti attivi e non semplici comprimari nelle
scelte della ricerca. Inoltre, deve essere
contestualmente tutelata -secondo la Cia della Lombardia- la sicurezza del
consumatore, attraverso efficaci controlli e meccanismi di tracciabilità,
per garantire scelte consapevoli. “Latte
in nero”: incontro in Lombardia “Tutelare quanti operano nel
rispetto delle regole, eliminando le distorsioni del mercato determinate
da illegalità, è una delle componenti per il rilancio del settore
lattiero-caseario nella nostra regione”. Questo è quanto Umberto Borelli,
presidente della Confederazione italiana agricoltori della Lombardia, ha
ribadito al vicepresidente regionale e assessore all’Agricoltura Viviana
Beccalossi, nel corso dell’incontro tenutosi ieri per affrontare il tema
del “latte in nero”, anche alla luce delle allarmanti dichiarazioni
del sottosegretario alle politiche agricole Dozzo. “La fase in corso di rinnovo
dei contratti di fornitura di latte e il recente avvio della discussione
sulla riforma della normativa sulle quote latte presentata dal ministro
Alemanno -ha sottolineato Borelli- riportano all’urgenza di dare
soluzione ai tanti nodi che pesano sulla zootecnia da latte. Non si può
progettare il futuro senza chiudere con questa lunga stagione che segna
negativamente e da troppo tempo il comparto lattiero-caseario”. “Una stagione -ricorda-
caratterizzata non solo dal ‘latte in nero’, ma anche dagli oltre 2000
miliardi di prelievo supplementare che incombono sulle aziende. E’
sempre più inderogabile una riforma radicale di tutto il sistema della
gestione delle quote latte”. “Tra i cardini di questa
riforma -ha concluso il presidente- dovrà esserci la massima flessibilità
della gestione delle quote, con la possibilità reale di affitto e di
compravendita su tutto il territorio nazionale, oggi di fatto impedita”.
A questo proposito la Cia della
Lombardia ha riproposto l’esigenza di garantire, già per il periodo in
corso, la possibilità di stipulare contratti di affitto di quota, senza
la revoca della quota integrativa regionale. Il vicepresidente Viviana
Beccalossi ha confermato la volontà della Regione Lombardia di
contrastare i fenomeni di illegalità nel settore lattiero-caseario,
confermando che è già avviato un percorso di controllo. Sui temi della
riforma della gestione delle quote latte, inoltre, ha ribadito che la
Regione si impegnerà con il Governo perché si arrivi presto a un nuovo
impianto normativo più rispondente alle esigenze della zootecnia da latte
lombarda. La
Cia di Taranto parte attiva nell’organizzazione della Fiera Pessima di Manduria Si è tenuta nei giorni scorsi,
nella sede della Confederazione italiana agricoltori di Manduria, una
riunione tecnico-operativa per discutere delle opportunità e delle
modalità per una partecipazione diretta dell’Associazione e delle
proprie aziende associate alla prossima edizione della Fiera Pessima che
si terrà nel prossimo mese di marzo. Alla riunione, presieduta dal
presidente provinciale della Cia, Nicola Spagnuolo, hanno preso parte
Paola Galeone della Commissione prefettizia del Comune di Manduria e
Angelo Coltella direttore provinciale dell’Ascom di Taranto e
coordinatore del settore Attività produttive del Comune di Manduria. “La Cia -ha affermato il
presidente Spagnuolo- ha deciso di attivarsi per una migliore riuscita di
questa edizione della Fiera, affinché possa rappresentare l’inizio di
un nuovo modo di intendere l’importanza della rassegna, rivolta più
alle esigenze di business delle aziende espositrici che all’unico ed
esclusivo obiettivo storico culturale e tradizionale, anch’esso
importante, ma che da solo non può fungere da richiamo per gli operatori
commerciali ai diversi livelli”. “Per questi motivi -ha concluso
Spagnuolo- sono state invitate ad esporre le loro produzioni le aziende
associate alla Confederazione operanti nei vari settori dell’agroalimentare,
per dare un’immagine più completa dell’economia agricola della nostra
zona e per mettere in vetrina i nostri prodotti tipici”. Cia
di Padova: incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura Il gruppo dirigente della
Confederazione italiana agricoltori di Padova si è incontrato ieri, 29
gennaio, con l’assessore regionale all’Agricoltura, Giancarlo Conta,
per analizzare i temi più importanti dell’agricoltura veneta. Durante l’incontro, aperto dal
presidente della Cia provinciale, Alessandro Ghiro, l’assessore ha
ribadito, tra le altre cose, l’impegno di modificare il Piano di
sviluppo rurale e di affrontare, al più presto, i problemi aperti sulla
bonifica. L’assessore Conta ha, infine,
confermato l’intenzione di mettere in atto la manovra di
sburocratizzazione.
Ortofrutta:
manifestazione domani In Sicilia è crisi pesante per
il settore dell’ortofrutta, soprattutto per le produzioni sotto serra.
Il maltempo delle scorse settimane, in particolare le gelate, e l’ondata
di allarmismo provocato dai mass-media che hanno criminalizzato i prodotti
orticoli siciliani, hanno causato pesanti perdite per i produttori che si
trovano oggi a fronteggiare una situazione critica. Per questi motivi le
organizzazioni professionali agricole (Cia, Confagricoltura, Coldiretti) e
i sindaci dei Comuni colpiti -la “fascia agricola trasformata” che si
estende da Pachino (Siracusa) a Licata (Agrigento) fino a Marsala
(Trapani)- hanno organizzato manifestazioni di protesta. Iniziative per
sollecitare lo stato di calamità naturale e una serie di misure a
sostegno del settore. Nell’ambito di questa
mobilitazione domani 31 gennaio a Roma vi sarà una manifestazione
pubblica in Piazza del Parlamento e la distribuzione gratuita di
ortofrutta dell’area serricola siciliana. L’iniziativa e i temi della
vertenza verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che avrà
luogo alle ore 10.30, nella Sala Cristallo dell’hotel Nazionale. La
conferenza, che è stata convocata congiuntamente alle organizzazioni
agricole regionali e nazionali, dal sindaco di Vittoria, on. Francesco
Aiello, responsabile del Coordinamento dei sindaci, sul tema “Caro
prezzi e qualità dei prodotti ortofrutticoli siciliani: la verità”,
sarà introdotta dal presidente della Cia siciliana Vito Lo Monaco. Al termine della conferenza
stampa, e fino alle ore 16, in Piazza Montecitorio ed in Piazza Colonna,
nei pressi di Via del Corso, sarà effettuata la distribuzione gratuita di
prodotti ortofrutticoli. “I
racconti dei nonni”: iniziativa della Cia di Arezzo Si svolgerà il prossimo 1
febbraio, alle ore 10, l’iniziativa sul tema “I racconti dei nonni”,
organizzata dalla Confederazione italiana agricoltori e la Camera di
commercio di Arezzo. Ai lavori, aperti da Paolo
Tamburini, presidente della Cia di Arezzo e coordinati da Giorgio Del
Pace, vicepresidente della Cia di Arezzo, interverranno, tra gli altri,
Enzo Pierangioli, presidente regionale della Cia, Giuseppe Avolio,
presidente del Comitato mediterraneo della Fipa, Alfonso Caruso,
provveditore degli Studi di Arezzo, Camillo Brezzi, assessore alla Cultura
della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai, assessore all’Agricoltura
della Provincia di Arezzo e Manlio Sigillò, dell’Area marketing Unipol. Le conclusioni saranno svolte dal
presidente nazionale della Confederazione Massimo Pacetti. Cia
del Lazio: seminario sulla legge Si terrà a Roma, il prossimo 1
febbraio a partire dalle ore 9.30 presso il Centro Congressi Frentani,
organizzato dalla Confederazione italiana agricoltori regionale del Lazio,
un seminario di approfondimento sul tema “Legge di orientamento e i
principali aspetti d’interesse agricolo nella legge finanziaria 2002”. Ai lavori, interverranno, tra gli
altri, Carmine Masoni, della Direzione nazionale della Cia, Massimo
Bagnoli, del Caaf-Cia nazionale, Rossana Zambelli, segretario dell’Agia
nazionale e Clelia Piccirilli, presidente dell’Anca. Nel pomeriggio porterà il suo
saluto il presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti. | |
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