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Maltempo
al Sud: oltre 300 milioni Le
prime stime della Cia. Gli agricoltori costretti alla risemina e al
ripristino dei terreni distrutti dagli allagamenti Centinaia di allevamenti di bovini, ovini e avicoli persi, con la perdita di migliaia di capi di bestiame, ettari di campi seminati a cereali allagati e devastati, colture di ortaggi (cavolfiori, zucchine, finocchi, melanzane, carciofi) che sono state spazzate via dalla furia delle piogge , alberi da frutta (peschi, ciliegi, meli, peri e mandorli), vigneti e oliveti sradicati, strutture aziendali (in particolare stalle e serre) inondate dalle acque, smottamenti e frane. Questo il quadro dell’agricoltura e della zootecnia del Molise, dell’Abruzzo, della Puglia, della Campania e della Basilicata, colpite duramente dal maltempo. I danni, secondo i primi calcoli effettuati dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, superano i 300 milioni di euro. Cifra ancora provvisoria che, purtroppo, è destinata a salire visti i costi che i produttori agricoli dovranno sostenere per le risemine, per il ripristino delle colture (soprattutto vigneti), dei terreni e delle strutture, per l’acquisto di mezzi tecnici messi fuori uso dalle violente piogge e dai conseguenti allagamenti. Le zone più colpite sono quelle delle province di Campobasso, di Chieti, di Foggia, di Caserta, di Benevento, di Avellino e di Potenza. La Cia ha istituito dei centri operativi di emergenza per fronteggiare la gravissima situazione in cui si trovano gli agricoltori e gli allevatori, molti dei quali sono, al momento, impossibilitati a raggiungere sia i terreni coltivati che le strutture aziendali. La situazione è resa ancora più difficile dal fatto che mancano foraggio e mangimi per il bestiame andati persi per la pioggia alluvionale e per le esondazioni di molti fiumi. La situazione è particolarmente preoccupante, a parere della Cia, considerato che ormai basta una perturbazione atmosferica neppure eccezionale per mettere in crisi un territorio estremamente vulnerabile, per mancanza di interventi di manutenzione e di cura sulle infrastrutture idriche e per la tenuta dei terreni. Per questo motivo, la Cia, che sta seguendo attentamente l’evolversi della situazione, ha chiesto l’immediato stato di calamità per le zone colpite dalle avversità atmosferiche. Dopo il maltempo che all’inizio dell’anno ha devastato molte colture delle regioni del Nord, questa nuova calamità assesta un altro pesante colpo all’agricoltura, che già l’anno scorso, proprio per le intemperie, ha registrato una perdita di oltre 4 miliardi di euro. Ortofrutta:
la Cia nel Consiglio Per la parte agricola il Consiglio di amministrazione è composto da Giuliana Roncolini, responsabile nazionale Cia dell’Ufficio ortofrutta, da Romeo Lombardi, dell’Anca Legacoop, da Gaetano Iacono, dell’Ascat-Unci, da Pietro Sandali, della Coldiretti, da Sergio Lenzi, della Confagricoltura, da Paolo Bruni, delle Confcooperative-Federagricole, da Alessandro Cecchini, della Copagri, da Gioacchino Russo, dell’Italpatate, da Stefano Biral, dell’Uiapoa, da Carmelo Bazzana, dell’Unacoa, da Fausto Bosca, dell’Unapa, da Fabrizio Marzano, dell’Unaproa. Per la parte relativa al commercio-industria, invece, i membri sono Massimo Uguzzoni, dell’Aiipa, da Roberto Conti, dell’Ancc-coop, da Placido Putolu, dell’Ancd-Conad, da Giuseppe Calcagni, dell’Aneioa, da Luigi Salvati, dell’Anicav, da Roberto Rossi, dell’Assitrapa, da Marco Pagani, della Faid Federdistribuzione, da Ottavio Guala, della Federagro, da Bruno Dilani, della Federcom, da Sandro Fedeli, della Federconsumo-Confcooperative. Inoltre, Marzio Cozzolino e Marco Serafini per raggiungere la paretiticità.
Associata
alla Cia di Ancona La farroteca di Monterosso ha ufficialmente aperto le sue porte al pubblico nello scorso week-end. Numerosa l’affluenza di gente che ha apprezzato le degustazioni del cereale nei modi più svariati. All’inaugurazione della prima “casa del farro” hanno partecipato, tra gli altri, il presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti, il presidente della Cia Marche Franco Fiori e il presidente provinciale della Cia di Ancona Marco Giardini. “La Cia -ha affermato il presidente Pacetti- è impegnata ormai da anni nella promozione delle strategie di qualità delle imprese agricole, nella consapevolezza che tali strategie possono garantire lo sviluppo delle aziende e delle aree rurali. In questo spirito si inserisce il lavoro do formazione ed informazione svolto dalla Confederazione per far raggiungere alle aziende associate elevati standard operativi”. Franco Fiori ha sottolineato l’importanza dello stretto collegamento tra la proposta della Cia e l’offerta dio servizi avanzati ed a altresì ribadito come ormai le aziende agricole, oltre che produrre qualità, siano in grado di utilizzare gli strumenti più innovativi per essere organizzate e competitive sul mercato”. Sulla stessa linea anche le parole di Marco Giardini, il quale ha evidenziato l’impegno della Confederazione nelle azioni di assistenza, consulenza e formazione alle imprese che si prefiggono di intraprendere percorsi di qualità. Cia
di Trapani: chiesto il collaudo Le piogge abbondanti degli ultimi giorni hanno praticamente riempito l’invaso fino alla quota autorizzata di 64,50 metri sul livello del mare a cui corrisponde una capacità di circa 9 milioni di metri cubi d’acqua. Ma il livello di massimo invaso, previsto dal progetto, corrisponde a 68 metri sul livello del mare cui corrisponde una capacità addirittura doppia di quella invasa attualmente, pari a circa 18 milioni di metri cubi. “Si corre il rischio di dovere aprire nei prossimi giorni -ha denunciato Giuseppe Aleo, presidente provinciale della Cia di Trapani- le paratie della diga e far disperdere in mare consistenti e preziose risorse idriche che servono all’agricoltura”. Partita
con successo “La settimana La “Settimana del Pane e della Pasta” , che animerà di iniziative tutte le province toscane, è una Kermesse organizzata da Toscana Cereali, con la collaborazione della Regione, di Toscana Promozione, dell’Arsia, del Monte de’ Paschi di Siena. Gli incontri in programma seguono l’intero percorso (seme, produzione, conservazione, prima e seconda trasformazione) che questi prodotti fanno prima di arrivare sulle nostre tavole, dove la buona pratica agronomica degli agricoltori toscani garantisce a tutti qualità e sapori ritrovati. “L’iniziativa di Toscana Cereali –ha affermato Giordano Pascucci, vicepresidente della Cia regionale- rende finalmente merito ad alcune produzioni agricole tipiche e di qualità, grano in particolare, a lungo sottovalutate. La Cia Toscana condivide lo spirito dell’iniziativa, che si colloca sulla scia di analoghe iniziative, come la Città del vino e la città dell’olio”. “Dopo la pasta -ha proseguito Pascucci- siamo finalmente giunti a dedicare la dovuta attenzione e le giuste iniziative a favore del pane e della biscotteria tipica e di qualità. Mi auguri che il confronto appena avviato possa rapidamente giungere a compimento con la costituzione dell’Associazione borghi del pane, verso cui l’iniziativa di Toscana Cereali è indirizzata”. | |
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