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Agnelli:
un protagonista assoluto Pacetti
esprime il cordoglio della Cia “Con la morte di Giovanni Agnelli scompare uno dei protagonisti della vicenda economica, politica e sociale italiana degli ultimi cinquant’anni. Una figura autorevole che ha inciso in maniera profonda sia nell’apparato produttivo che nel sistema capitalistico del nostro Paese”. Lo ha affermato il presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti, esprimendo il cordoglio dell'organizzazione. “Giovanni Agnelli ha rappresentato -ha aggiunto Pacetti- un simbolo di un’Italia che si è sviluppata ed è divenuta uno dei paesi più industrializzati del mondo occidentale”. “Con l’avvocato Agnelli, che ha segnato la storia recente dell'Italia non solo per la gestione della Fiat, si chiude, quindi, un’epoca -ha sottolineato Pacetti- fortemente caratterizzata da una radicale trasformazione del tessuto socio-economico del Paese”. Cirio:
interessante la proposta “L’offerta della Columbus, insieme a Mantau surgelati e Steriltom, tesa a dare continuità alla produzione dei trasformati di pomodori nello stabilimento è importante soprattutto -ha aggiunto Pacetti- per la partecipazione, seppur indiretta, dei produttori agricoli alla gestione delle attività dello stabilimento. Infatti, l’Uiapoa, in cui vi è una rilevante rappresentanza di agricoltori della Cia, fornisce più del 50 per cento della materia prima alla struttura della Cirio e, quindi, verrebbe realizzato un esempio di filiera agro-alimentare dove l’agricoltore assume un ruolo più attivo sia a livello di produzione che di trasformazione”. “Dunque, auspichiamo -ha concluso il presidente della Cia- che la trattativa in corso possa portare a risultati positivi, anche tenendo conto che entro il prossimo 15 febbraio i produttori dovranno avere certezze rispetto ai contratti da sottoscrivere per la cessione del pomodoro”. Il
giudizio della Cia sulla legge Il provvedimento, approvato alla Camera punta a garantire l'efficienza e la qualità dei servizi pubblici essenziali da parte delle istituzioni nazionali e locali: istruzione, sanità, trasporti, protezione ambientale e civile, poste. Presso i comuni potranno essere istituiti centri multifunzionali per concentrare una pluralità di servizi, da quelli sanitari a quelli scolastici, da quelli ambientali a quelli turistici. I servizi postali potranno essere assicurati anche da uffici mobili e i pagamenti di vaglia e conti correnti saranno eseguibili anche nei negozi. D'intesa con il ministero delle Politiche agricole le associazioni locali potranno studiare forme di valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici. Incentivi finanziari e premi di insediamento potranno essere disposti dalle Regioni per chi intende stabilire la propria residenza o attività commerciale nei piccoli comuni per almeno 10 anni. La permanenza delle scuole nei piccoli comuni potrà essere sostenuta anche attraverso la tecnologia, informatizzazione, lezioni in videoconferenza. La Cia si augura che la prossima discussione al Senato introduca alcuni emendamenti migliorativi: quali la creazione di centri di servizio ai cittadini, polifunzionali ed informatizzati, il mantenimento e l’informatizzazione delle istituzioni scolastiche, con cessione di attrezzature da parte della Pubblica amministrazione, il mantenimento dei servizi postali e di distribuzione dei carburanti, misure di incentivazione fiscale per l’insediamento abitativo o produttivo, il recupero delle terre incolte e la possibilità per i produttori locali di poter vendere i prodotti tipici, non tutelati in sede comunitaria, anche ai ristoranti ed agli alberghi. La Cia, nel ribadire l’importanza del provvedimento, sottolinea la necessità che nell’attuazione della legge vengano coinvolte tutte quelle realtà che effettivamente operano nel territorio dei piccoli comuni, a cominciare dagli agricoltori e dalle loro organizzazioni professionali. Regione
Comuni sotto i 5 mila abitanti Lombardia 1.154 Piemonte 1.077 Campania 339 Veneto 329 Calabria 326 Sardegna 316 Trentino Alto Adige 312 Lazio 259 Abruzzo 253 Sicilia 198 Liguria 183 Marche 179 Emilia Romagna 166 Friuli Venezia Giulia 162 Toscana 141 Molise 124 Basilicata 97 Puglia 87 Valle d’Aosta 73 Umbria 63 Totale 5.838
L’ordine
del giorno Il 27 ed il 28 gennaio prossimi i quindici ministri dell’Agricoltura si riuniranno per la loro prima riunione sotto la presidenza greca dell’Unione europea. I ministri apriranno i lavori con un giro di tavola sulle proposte di riforma della Pac, adottate dalla Commissione lo scorso 22 gennaio. Lo scambio di opinioni sulle proposte di riforma sarà aperto al pubblico, ovvero verrà trasmesso in diretta nella sala stampa del Consiglio. Il dossier verrà affidato al Comitato speciale agricolo e in seguito discusso dai ministri, argomento per argomento, durante le loro sessioni mensili. I ministri dell’Agricoltura discuteranno, in parallelo ai quindici ministri degli Affari esteri dell’Unione, della proposta di posizione comunitaria sui negoziati agricoli dell’Omc presentata dalla Commissione nello scorso mese di dicembre.
La
Cia della Puglia illustra “Ortaggi, uva da tavola, pomodoro, olio d’oliva, zootecnia, agrumi, tabacco, grano duro -ha ribadito- sono i comparti che hanno subito il maggior calo di produzione e hanno determinato il segno negativo dei due principali indicatori dell’economia agricola, con una riduzione dei redditi stimata intorno al 30 per cento. I risultati dell’agriturismo e della bieticoltura mostrano, invece, una tenuta della produzione lorda vendibile. Siamo di fronte, insomma, al rischio di un vero proprio declino dell’agricoltura pugliese, le cui principali responsabilità vanno addebitate al governo della Regione, il quale non ha una politica agricola seria e all’altezza dell’importanza e dei problemi del settore primario regionale”. Sulla stessa linea l’intervento del vicepresidente regionale della Confederazione Donato Petruzzi, il quale ha ribadito che “se per l’economia complessiva del nostro Paese e per l’azienda Italia l’anno passato è stato difficile, per le aziende agricole si può affermare che lo sia stato ancora più, se non addirittura drammatico. Prima la siccità, poi le piogge continue, le alluvioni, le grandinate, le trombe d’aria hanno imperversato a macchia di leopardo su tutta la Puglia, creando gravissimi danni a quasi tutte le produzioni agricole”. “Al danno poi si aggiunge la beffa -ha continuato- l’agricoltura, nonostante tutte le calamità, è la vera calmieratrice dell’inflazione, in quanto i prezzi alla produzione non sono aumentati, ma al consumo per alcuni prodotti, come per esempio gli ortofrutticoli, sono aumentati del 20per cento”. La Cia della Puglia esprime, quindi, un giudizio critico sull’operato del governo Fitto nei suoi due anni e mezzo di attività. In particolare, reputa totalmente insufficiente l’ impegno per risolvere i nodi strutturali del comparto regionale a partire dall’approvvigionamento idrico, dove si continuano a registrare colpevoli ritardi. La
Cia regionale auspica, altresì, che la convocazione del tavolo verde da
parte dell’assessore Marmo rappresenti il concreto avvio di una nuova
fase di concertazione con le organizzazioni professionali agricole,
ribadendo la propria disponibilità ad apportare ogni contributo utile
alla soluzione dei problemi relativi al settore agricolo. Ferma denuncia anche per la sottovalutazione, da parte del governo nazionale, dei numerosi problemi legati al comparto agricolo nella legge Finanziaria 2003, che destina scarsissime risorse al settore, e la mancata approvazione degli emendamenti sulla cartolarizzazione dei contributi Inps e sull’emersione dell’impreditoria agricola sommersa. La
Cia porta a certificazione Iso Tutto il percorso è stato assistito e seguito dalle strutture tecniche della Cia provinciale di Ancona, in particolare da Dimitri Giardini, in collaborazione con Tommaso Buffa del Cipaat Service nazionale. Si tratta della terza azienda portata a certificazione dalla Cia. Nella conferenza stampa di presentazione, il presidente regionale della Cia Marche Franco Fiori, ha sottolineato l’importanza dello stretto collegamento tra la proposta politica della Cia con l’offerta di servizi avanzati e come ormai le aziende agricole, oltre che a produrre qualità, sono in grado, alla pari di tutti gli altri settori, di utilizzare gli strumenti più innovativi per essere organizzate, competitive e vincenti sul mercato. Marco Giardini, presidente provinciale della Cia di Ancona, ha ribadito l’alto grado di professionalità raggiunto dalla Confederazione nelle azioni di assistenza, consulenza e formazione, per valorizzare i progetti imprenditoriali, aiutare le aziende ad intraprendere percorsi di qualità ed accompagnarle al raggiungimento degli obiettivi predefiniti. Alla conferenza stampa erano presenti anche Eugenio Govoni, amministratore delegato di Check Fruit srl, organismo terzo di certificazione, e Lea Luzi, titolare dell’Azienda Monterosso, che ha ringraziato la Cia per i servizi svolti. Cia
Sassari: un progetto strategico per superare le emergenze La Cia di Sassari ha, quindi, inviato un documento ai presidenti del Consiglio e della Giunta regionali, agli assessori regionali all’Agricoltura, alla Provincia, alla Comunità montana e ai sindaci, contenente un progetto strategico di superamento delle emergenze ed un moderno programma di sviluppo dell’agricoltura. In esso, constatate le persistenti emergenze in cui da anni versa il settore agricolo e zootecnico sardo, peraltro caratterizzanti l’economia dell’isola, l’assenza di interventi da parte della Regione a favore delle imprese agricole danneggiate dalla siccità nei due anni passati, l’assoluta noncuranza delle priorità indicate dalle forze sociali in sede di concertazione nella stesura del “complemento di programma” in riferimento al Quadro comunitario di sostegno sui fondi strutturali 2000-2006, la Cia di Sassari ha ribadito l’esigenza di avviare un programma di ammodernamento delle strutture produttive, anche attraverso riforme strutturali ed infrastrutturali. In particolare, la Cia provinciale rileva la necessità di una serie di misure urgenti in materia di energia, di risorse idriche, di trasporti, di finanziamenti per interventi di priorità regionale.
L’Uiaprof
presenta il progetto “Srai 2” Infatti, fin dal 1990, l’Uiaprof ha attuato un sistema informativo per razionalizzare la gestione degli stoccaggi del frumento duro e per fornire informazioni utili per la commercializzazione de prodotto. Nel ’96, l’Uiaprof ha eseguito il progetto “Srai 1”, cofinanziato dal Mipaf, finalizzato all’erogazione di servizi reali inerenti all’attuazione degli accordi interprofessionali, attraverso l’installazione di una rete di dieci laboratori veloci per il rilevamento dei dati relativi alle proteine, al peso specifico, all’umidità, al glutine, del frumento duro. Il prossimo 31 gennaio a Roma, presso il Jolly Hotel, alle ore 10, l’Uiaprof presenterà il progetto “Srai 2”, con il quale ha ampliato la rete di rilevazione delle caratteristiche del prodotto per ottenere a pieno gli obiettivi prefissati, come la maggiore integrazione della filiera del grano duro, un orientamento produttivo coerente con le esigenze delle industrie di trasformazione, un miglioramento delle informazioni relative la produzione degli associati, un rapporto di collaborazione con il mondo della ricerca e della sperimentazione. I lavori saranno introdotti e presieduti da Giuseppe Politi, presidente dell’Uiaprof e vicepresidente vicario della Cia. Il progetto sarà, invece, illustrato dal coordinatore Gianfranco Turbanti. | |
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