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Riforma
della Pac: luci ed ombre Una
dichiarazione del presidente della Cia “Prendiamo atto delle nuove proposte di riforma della politica agricola comune presentate dal commissario Ue all’agricoltura Franz Fischler”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti. “Ci riserviamo, comunque, un giudizio più articolato, anche sulla base -ha aggiunto Pacetti- di un necessario e approfondito confronto con il documento presentato dall’Assemblea nazionale della Cia nel giugno scorso a Bruxelles alla Commissione, al Consiglio dei ministri e al Parlamento europeo”. “Tuttavia, da una prima lettura -ha sottolineato il presidente della Cia- nel documento della Commissione troviamo luci ed ombre. Infatti, pur giudicando che a medio a lungo termine un sistema generalizzato di aiuti disaccoppiati al settore agricolo rappresenterà il solo strumento consentito dagli accordi multilaterali del Wto, la Cia ritiene -ha rilevato il presidente della confederazione- che nella proposta si ritrovano sia possibili elementi di riequilibrio finanziario per il nostro Paese che aspetti che congelano una situazione che privilegia le superfici, le rese storiche negative per l’Italia e mantiene differenze sostanziali nel sostegno ai diversi comparti produttivi. Nello stesso tempo, notiamo che mancano criteri e parametri certi per sostenere la qualità delle produzioni”. Per quanto concerne il principio della modulazione, nonostante la proposta sia migliorata rispetto a quella formulata nel luglio scorso, restano dubbi in particolare -ha rilevato Pacetti- sulla destinazione dei fondi residui dopo la riduzione dello sviluppo rurale e sul loro metodo di gestione”. “Come Cia -ha evidenziato- abbiamo da sempre considerato valido il principio della modulazione degli aiuti sia in termini di equità economica sia per un maggiore finanziamento del secondo pilastro della Pac: lo sviluppo rurale. Tuttavia, non si può non registrare che ci saranno minori stanziamenti rispetto alle prime ipotesi della Commissione le quali prevedevano, attraverso questo strumento, maggiori finanziamenti, che l’Italia avrebbe potuto utilizzare per rafforzare la qualità, la tipicità, le politiche dei settori produttivi, la tutela dell’ambiente e del territorio e lo sviluppo rurale nel suo complesso”. Soffermandosi sui singoli settori, Pacetti ha sostenuto, tra l’altro, che “con le nuove proposte per il grano duro, pur se è stato ripristinato l’aiuto specifico per le zone semitradizionali, permane una penalizzazione di circa 148 milioni di euro, che per la Cia dovranno essere il più possibile recuperati con il premio di qualità”. “Chiediamo -ha concluso il presidente della Cia- a tutto il governo, e non solo al ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno, anche in vista della prossima presidenza dell’Ue da parte dell’Italia, un impegno speciale per tutelare e valorizzare il ruolo della nostra agricoltura in Europa e presentarsi in maniera adeguata ai prossimi appuntamenti in sede di negoziato Wto”. Ogm
e biotecnologie: audizione del presidente Pacetti alla commissione
Agricoltura del Senato “Ribadiamo un fermo ‘no’ a posizioni preconcette, dettate dalle emozioni o dalle ideologie, sugli Ogm e sulle biotecnologie in generale. Il vero problema è un altro: valutare le eventuali ricadute positive sul settore in termini economici e produttivi, senza dimenticare gli aspetti legati al principio di precauzione”. E’ quanto ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti intervenendo all’audizione al Senato della commissione Agricoltura. “La ricerca -ha detto Pacetti- è un punto importante non solo per utilizzare le biotecnologie nel nostro Paese, ma anche per fornire risposte ai paesi del Terzo mondo. Un discorso che in particolare riguarda le biotecnologie di seconda e terza generazione che possono servire in aree a bassa piovosità, per limitare l’uso della chimica o per salvare ecotipi. Insomma, potrebbero consentire vantaggi per la produzione di piante resistenti agli stress climatici, alla siccità, a malattie e a virus”. “Una domanda -ha aggiunto Pacetti- è, comunque, d’obbligo: è realistico parlare di Italia come paese Ogm free? Quali garanzie per i produttori e i consumatori e quali i costi? Tuttavia dovremo prima o poi adeguarci alle decisioni Ue in materia di presenze accidentali di Ogm anche nelle sementi. In definitiva, auspicando una decisione politica in materia, anche sulla scorta del documento del ministro Alemanno, la necessaria tutela e difesa della qualità dei prodotti agricoli non è possibile esclusivamente attuarla con i divieti. Non siamo di fronte ad una scelta referendaria tra si e no, ma il vero problema su questo campo è quello politico. Di come si gestiscono i limiti, dove si pongono i paletti che delimitano l’innovazione e la scoperta che migliora e quella che crea”. “Occorre -ha concluso Pacetti- rigettare posizioni troppo restrittive sia quelle eccessivamente liberali in merito alla commercializzazione degli Ogm. La stessa Chiesa afferma che, in questo campo, si devono evitare due opposte posizioni, egualmente inaccettabili: l’oscurantismo e il determinismo. Né l’uno, né l’altro sarebbero giustificabili”. La
riunione del Comitato direttivo dell’Anp-Cia Lo scorso 21 gennaio, presso la sede nazionale della Cia, si è riunito il Comitato direttivo nazionale dell’Associazione nazionale pensionati, al quale hanno partecipato anche il presidente della Confederazione Massimo Pacetti, il vicepresidente vicario Giuseppe Politi ed il vicepresidente Mino Rizzioli. Il Comitato direttivo ha convocato per il 15 e 16 aprile prossimi la terza assemblea congressuale nazionale dell’Associazione.
Cia
di Latina: le aziende agricole All’iniziativa coinvolti gran parte degli associati alla Cia di Latina, i quali metteranno le proprie aziende agricole a disposizione dei consumatori, vendendo direttamente alle famiglie sia presso la sede aziendale, sia nei mercati rionali, banchetti di piazza o mercati annonari per chi già lo fa. Insomma, viene saltata in questa maniera tutta la fase di mediazione e distribuzione che sembra aver rivelato le maggiori ombre. “Sarà un progetto a tutela della economicità -ha dichiarato il presidente della Cia provinciale Luca Targa- agiremo sull’intero territorio provinciale, stileremo una lista dei prodotti dando preferenza a quelli tipici e poi le numerose aziende aderenti all’iniziativa comunicheranno ai Comuni di appartenenza della vendita”. “Non devono essere chieste autorizzazioni -ha proseguito- in quanto la legge di orientamento in agricoltura consente la vendita diretta ai produttori, sia temporaneamente che permanentemente, con il solo obbligo della comunicazione”. Insomma, una sfida che secondo Cia e Federconsumatori dovrebbe di fatto portare ad un risparmio fino al 20 per cento. “Con l’euro -ha ribadito Targa- le aziende che vendono semi hanno aumentato, eppure i costi alla produzione scendono, forse a causa anche della flessione dei consumi, della necessità di ripristinare un flusso economico non condizionato. Le variabili sono molte, ma accade”. “E per chiarire ruoli e vicissitudini dei nostri affiliati -ha concluso il presidente della Cia di Latina- a livello regionale sta partendo “Aziende aperte”, una campagna per la trasparenza che faremo coincidere con questa sui prezzi, in modo che le famiglie facciano la spesa tornando a nutrire fiducia in coloro che vendono”. Delegazione
della Cia di Modena Una delegazione della Cia di Modena è, in questi giorni, volata fino a Città del Capo in Sudafrica per visitare la realtà agricola del luogo e per incontrare imprenditori del settore agroalimentare. L’iniziativa, promossa dall’Agia provinciale, ha finalità tecniche ed intende, nel contempo, conoscere le reali possibilità di interscambi economici con questo Paese. La delegazione visiterà, nel corso del viaggio, anche un istituto di ricerca, nei pressi di Stellenbosh, impegnato nel miglioramento genetico animale e vegetale. In programma anche numerosi appuntamenti tecnici ad alto livello, visite in aziende zootecniche, vitivinicole ed orticole e a stabilimenti di trasformazione del latte.
Convocata la Direzione dell’Agia Domani, 23 gennaio, alle ore 15, si svolgerà, presso la sede nazionale della Cia, la Direzione nazionale dell’Agia, con il seguente ordine del giorno: progetto di sviluppo dell’Associazione , programma operativo per il primo semestre 2003, iniziative Ceja e Congresso mondiale dei giovani agricoltori. Alla Direzione parteciperà Giuseppe Politi, vicepresidente vicario della Confederazione italiana agricoltori. Cia
Ancona: incontro In quest’ottica si inquadra la conferenza stampa organizzata dalla Cia provinciale di Ancona per domani 23 gennaio alle ore 12. Un’occasione per illustrare i notevoli risultati conseguiti, tra i quali l’importante traguardo raggiunto dall’azienda Monterosso, produttrice di farro perlato, farine e pasta di farro. All’incontro parteciperanno, tra gli altri, Giuseppe Cornacchia, responsabile Qualità della Cia nazionale, Franco Fiori, presidente regionale della Cia delle Marche, e Marco Giardini, presidente provinciale della Cia di Ancona. La
Cia della Puglia illustra Si tratta di un appuntamento ormai tradizionale per tracciare un bilancio consuntivo dei settori produttivi che caratterizzano l’agricoltura pugliese ed indicare le prospettive future. Ai lavori parteciperanno, oltre ai presidenti e dirigenti della Cia delle province pugliesi, il presidente regionale Antonio Barile ed il vicepresidente Donato Petruzzi. | |
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