18 gennaio 2001

testata nuovaagricoltura

sommario

ATTUALITA'

• La riunione della Giunta nazionale: mobilitazione sul territorio, forte impegno per il tesseramento e grande manifestazione a Roma nel mese di marzo.

• "Mucca pazza": per la Cia è prioritaria la sicurezza dei consumatori. Chiesto al presidente Amato di seguire in prima persona la grave emergenza. Costituita dalla Confederazione un’unità di crisi per la Bse.

• La Cia commenta i risultati dell’incontro tecnico sui carburanti agricoli: esito deludente.

DAL TERRITORIO

• A Martina Franca convegno sulle quote latte e inaugurazione nuova sede Cia.

• Preoccupazione a Ravenna per il carburante agricolo.

APPUNTAMENTI • Domani a Torino il convegno nazionale della Cia su "Agricoltura e manutenzione del territorio" .

   

 

ATTUALITA'

 

La riunione della Giunta nazionale: mobilitazione sul territorio, forte impegno per il tesseramento e grande manifestazione a Roma nel mese di marzo

Si è svolta il 16 gennaio scorso a Roma la riunione della Giunta nazionale della Confederazione italiana agricoltori.I lavori sono stati aperti da una relazione introduttiva del presidente Massimo Pacetti che ha illustrato il programma di iniziative che culmineranno con una grande manifestazione che si terrà nella capitale nel prossimo mese di marzo.

Il presidente Pacetti ha sottolineato l’esigenza di sviluppare su tutto il territorio nazionale una mobilitazione realmente incisiva al fine di rafforzare la presenza e il ruolo della Cia nella società e accrescere la capacità di proposta e di iniziativa dell’intera organizzazione.

In questo contesto, va portata avanti con determinazione la campagna di tesseramento 2001 che deve rappresentare un’occasione concreta per dare slancio alla svolta in atto nella Confederazione. Un momento, quindi, in cui l’organizzazione deve rendere propulsivo il suo impegno sindacale al servizio degli agricoltori, operando bene per ottenere il consenso e la partecipazione attiva degli associati.

Il 2001 è, dunque, un anno di grande rilevanza per la Cia che deve affrontare e vincere una sfida fondamentale per l’agricoltura italiana, interpretare le nuove esigenze dei produttori e rafforzare sempre di più i servizi per gli agricoltori e le imprese.

Soffermandosi sulla vicenda della Bse che è divenuta una drammatica emergenza, ha affermato che la Cia continuerà nella sua iniziativa per la qualità e la sicurezza alimentare. Si tratta -ha detto- di una scelta precisa per tutelare la salute dei consumatori e il lavoro di centinaia di migliaia di produttori. Lo stesso slogan, "La nostra qualità è la vostra sicurezza", rappresenta la linea strategica da perseguire per dare un decisivo contributo ad un’agricoltura moderna, sicura e competitiva che rafforzi sempre più il suo rapporto con la società.

Pacetti ha concluso la sua introduzione ricordando che i cambiamenti in atto, i nuovi e vecchi problemi dell’agricoltura, le sfide e le ricorrenti emergenze richiedono un atteggiamento e un impegno forti da parte della Cia che, nella completa autonomia dai governi e dai partiti, deve rendere sempre più incisiva la sua missione al servizio e per lo sviluppo del mondo agricolo italiano.

Si è aperto un ampio e articolato dibattito durante il quale tutti si sono trovati d’accordo con le considerazioni e indicazioni del presidente.

E’ stata sottolineata la necessità di un’azione forte da parte della Cia sul territorio e di un solido impegno per la piena riuscita della manifestazione nazionale in programma a Roma.

La Giunta, infine, ha dato mandato alla Presidenza nazionale di predisporre un documento il quale racchiuda sia le richieste per la prossima legislatura che quelle per fronteggiare le attuali emergenze: Bse, sanatoria dei vigneti, cartolarizzazione, carburanti.

"Mucca pazza": per la Cia è prioritaria la sicurezza dei consumatori. Chiesto al presidente Amato di seguire in prima persona la grave emergenza

Costituita dalla Confederazione un’unità di crisi per la Bse

Garantire la sicurezza alimentare dei consumatori e attuare il principio di precauzione; invito al presidente del Consiglio Giuliano Amato a seguire in prima persona la grave emergenza della "mucca pazza"; rendere immediatamente operativi gli indennizzi per i pesanti danni subiti dagli allevatori.

Queste le principali richieste formulate dalla Confederazione italiana agricoltori che per fronteggiare il problema della Bse ha costituito un’apposita unità di crisi, coordinata dal membro di presidenza Giulio Fantuzzi. Responsabile operativo dell’unità di crisi è Enzo Mastrobuoni ed è composta da Giuseppe Alagia, Massimo Mangiavacchi, Attilio Borroni, Mauro Vicini, Giordano Pascucci, Marino Berton e Loredana Oldani.

La Cia -ha sottolineato il presidente confederale Massimo Pacetti- è preoccupata per le dimensioni che sta assumendo la vicenda e si è, quindi, mobilitata con le sue strutture per garantire al massimo i consumatori italiani, sempre più disorientati davanti al susseguirsi di informazioni e di notizie, troppe volte infondate e allarmistiche.

La Confederazione ha chiesto, dunque, che, di fronte alla gravità della situazione, il presidente del Consiglio Amato -come evidenziato dalla lettera inviata al capo del Governo dal presidente Pacetti- assuma su di sé l’iniziativa e segua attentamente tutti i delicati sviluppi della vicenda.

Nello stesso tempo, la Cia ha sollecitato Amato ad impegnarsi a livello Ue affinché al più presto si dia il via all’Agenzia alimentare europea e si attuino le misure contenute nel "Libro bianco" sulla sicurezza alimentare.

Inoltre, la Cia ha riaffermato che gli indennizzi per gli allevatori colpiti dalla crisi della Bse vengano da subito resi operativi e che siano compensati anche i danni indiretti (fermo dell’attività aziendale, mancato reddito, aumento dei costi per il mantenimento dei capi bestiame non abbattuti) provocati dall’emergenza.

La Cia, infine, ha rivolto un invito alle altre organizzazioni professionali agricole (Coldiretti e Confagricoltura) perché siano superate le incomprensioni di questi ultimi mesi e si faccia, invece, un fronte comune per contrastare l’emergenza della "mucca pazza".

La Cia commenta i risultati dell’incontro tecnico
sui carburanti agricoli: esito deludente

Se le notizie ufficiose circa l’esito dell’incontro tra i ministeri delle Politiche agricole e delle Finanze sul decreto per i carburanti agricoli agevolati fossero confermate, commenta la Cia, sarebbe doveroso esprimere un giudizio negativo e di delusione.

Il decreto, infatti, non verrà modificato e le assegnazioni per l’anno 2001 saranno effettuate in via provvisoria calcolando i consumi sulla base delle tabelle ettaro/coltura. Tali tabelle, nota la Cia, peraltro, non sono state ancora aggiornate.

La Cia ritiene indispensabile rinviare l’entrata in vigore del decreto e garantire le assegnazioni di carburante agevolato alle imprese con modalità univoche sul territorio in un periodo di consistenti consumi. Per tali motivi la Cia continuerà la sua iniziativa di sollecitazione presso i ministeri competenti e la Presidenza del Consiglio.

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DAL TERRITORIO 

A Martina Franca convegno sulle quote latte e inaugurazione nuova sede Cia

Si è svolto ieri a Martina Franca (Taranto) il convegno sul tema "Quote latte, quale futuro", al quale hanno partecipato MassimoPacetti, presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi membro della Presidenza nazionale, Enzo Mastrobuoni, responsabile nazionale del settore zootecnico, Antonio Barile, presidente regionale della Cia di Puglia e Nicola Spagnuolo presidente provinciale della Cia di Taranto.

Dopo aver sottolineato il problema delle quote latte e dell’intero comparto zootecnico, Mastrobuoni ha rilevato il fallimento della politica comunitaria con tutte le conseguenze che attualmente si abbattono sul mondo agricolo.

Il presidente Pacetti, in accordo con i precedenti interventi di Politi e Barile, ha aggiunto che "è arrivato il momento -visto e considerato che le quote latte ci sono- di agevolare le piccole e medie aziende, liberalizzando le stesse da questi problemi".

Pacetti, infine, ha concluso che "il problema principale attualmente è quello di non attendere la fatidica data del 2006 per liberalizzare il mercato ed eventualmente annullare le quote, ma dare subito alle aziende medio-piccole presenti nei territori svantaggiati e montani, quale appunto la Murgia, la possibilità di crescere, avere competitività e non essere soffocati dalle aziende degli altri Paesi comunitari e da quelle aziende, anche italiane, che comunque vivono altre realtà. Ogni allevatore deve poter produrre in base alle esigenze familiari e alle proprie capacità aziendali senza alcun impedimento".

Al termine del convegno, è stata inaugurata la nuova sede della Cia di Martina Franca, "Comprensorio della Murgia".

Preoccupazione a Ravenna per il carburante agricolo

Il Tavolo verde della provincia di Ravenna, al quale hanno aderito Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, esprime forte perplessità e preoccupazione per l’attuale blocco nell’erogazione di carburante ad uso agricolo e per il pericolo di "serrata" minacciata dai distributori in riferimento all’applicazione del nuovo regolamento, così come dettato dal decreto n. 375 del 11 dicembre 2000.

Il carburante agricolo è un’altra punta dell’iceberg del malessere che le imprese agricole stanno attraversando.

Si ricorda che le oltre 10 mila ditte iscritte all’Ufficio provinciale macchine agricole (Ex Uma) consumano oltre 17 mila quintali di gasolio per il florovivaismo, oltre 296 mila quintali di gasolio per le altre lavorazioni e pratiche agronomiche e 6,6 mila quintali di benzina agricola (riferimento anno 2000) e l’ammontare dell’abbattimento di prezzo complessivo supera di gran lunga i 30 miliardi di lire (sono 317 miliardi di lire a livello regionale).

Un’agricoltura fortemente intensiva e specializzata che rappresenta una realtà ortofrutticola e vitivinicola di rilievo nazionale non può fare i conti, nel suo processo assai difficile di modernizzazione, anche con sistemi di incentivazione impari rispetto alle altre realtà europee concorrenti né con gli attuali prezzi del carburante utilizzato per le attività agricole, nonostante la riduzione dell’accise, deliberata dal Governo e tuttora valida nella legge finanziaria 2001.

A quanto premesso vanno aggiunti poi l’impreparazione delle Regioni e l’incapacità di avere a disposizione procedure semplificate.

Anzi i problemi maggiori sono proprio legati all’aumento dei complessi adempimenti burocratici proposti.

Due sono le azioni, secondo le organizzazioni aderenti al Tavolo verde, che vanno intraprese per risolvere un problema che si propone sempre più pressante e che è già, di per sé, pesante per l’effetto caro gasolio.

Serve, innanzitutto, un intervento urgente di proroga dell’entrata in vigore del decreto di almeno un anno, eccezion fatta per l’articolo 10.

In tale periodo, occorre rivedere gli aspetti che appaiono eccessivamente burocratici e penalizzanti per le imprese.

In tal senso chiediamo alle organizzazioni nazionali di rivolgersi per il raggiungimento di questo obbiettivo al presidente del Consiglio, Giuliano Amato e ai ministri delle Politiche agricole, Alfonso Pecoraro Scanio e delle Finanze, Ottaviano Del Turco.

Vanno poi apportate al decreto emanato dal Mipaf del 24 febbraio scorso le modifiche proposte e concordate tra le Regioni e le organizzazioni professionali agricole.

Alla Regione Emilia-Romagna, infine, chiediamo di procedere in via provvisoria all’erogazione immediata dell’assegnazione che, compatibilmente con l’adozione di procedure semplificate e informatiche interagenti con le organizzazioni professionali, deve avvenire attraverso l’applicazione delle tabelle "ettarocoltura" così come proposte in sede di Consulta agraria e di deliberazione di Giunta.

I nuovi sistemi di assegnazione debbono poter disporre di strumenti informatici e telematici interattivi con il territorio, tra Regione-Uffici provinciali e organizzazioni agricole, realizzando realmente uno snellimento delle procedure e riservando all’Ente pubblico lo svolgimento delle funzioni di vigilanza e controllo.

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APPUNTAMENTI 

Domani a Torino il convegno nazionale della Cia su "Agricoltura e manutenzione del territorio"

Si svolgerà domani a Torino il convegno nazionale della Cia sul tema "Agricoltura e manutenzione del territorio", che si terrà presso il Centro congressi "Torino incontra".

I lavori -ai quali interverranno i ministri delle Politiche agricole Alfonso Pecoraro Scanio e dell’Ambiente Willer Bordon- saranno aperti da Peppino Cancelliere presidente regionale Cia Piemonte. Dopo i saluti di Enzo Ghigo, presidente regione Piemonte e del Comitato regioni, di Mercedes Bresso, presidente provincia di Torino, e di Valentino Castellani, sindaco di Torino, il vicepresidente della Cia, Alfonso Pascale, terrà la relazione centrale.

Al convegno interverranno, fra gli altri, Enrico Borghi, presidente dell’Uncem, Luciano Caveri, presidente del Comitato italiano anno internazionale delle montagne, Frank Gaskell, presidente di Euromontana, Giuseppe Gavioli, coordinatore del Comitato di consultazione autorità di Bacino del Po, Arcangelo Lobianco, presidente dell’Anbi, Annibale Mottana, presidente dell’Istituto nazionale ricerca sulla montagna, Ermete Realacci, presidente di Legambiente, Luciano Saino, vicepresidente della Federazione italiana parchi.

Le conclusioni saranno tenute dal presidente della Cia Massimo Pacetti.

Con il convegno di Torino, la Cia intende formulare proposte organiche per utilizzare in modo efficace i finanziamenti destinati alla difesa del suolo, regolare a tutti i livelli l’uso razionale ed equilibrato delle risorse naturali, sostenere il ruolo multifunzionale dell’agricoltura al fine di assicurare uno sviluppo durevole.

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