Cia Basilicata: anche a Venosa la Giornata della cultura del vino e dell'olio

15 maggio 2017
Cia Basilicata: anche a Venosa la Giornata della cultura del vino e dell'olio
 

E' stato soprattutto un evento per festeggiare un "grande patrimonio di conoscenza di territori d'eccellenza per i suoi prodotti": è il commento della Cia alla Giornata nazionale della cultura del vino e dell'olio, organizzata dall'Associazione Italiana Sommelier di intesa con Mipaaf, Mibact che in Basilicata si è svolta a Venosa (Castello Pirro Del Balzo) dove ha sede l'enoteca regionale. Per la Cia, l'Enoteca Regionale Lucana, che ha sede a Venosa nella prestigiosa location del Castello Pirro del Balzo, è uno strumento indispensabile per la definizione di strategie di promozione e commercializzazione non solo delle produzioni vinicole di qualità, ma di tutti i prodotti alimentari "made in Basilicata" e dei territori.

"Non semplicemente una festa, una degustazione, ma un'occasione -sottolinea Paolo Carbone della Cia- per far conoscere olio e vino, citando i 500 vitigni italiani censiti e le più di 300 cultivar, numeri fondamentali non solo per l'enogastronomia, quanto per il suo valore culturale. Un settore da 5 miliardi di fatturato e un milione e mezzo di occupati, solo per il vino. Vino e olio rappresentano l'esempio più lampante della ricchezza che il nostro Paese sa offrire, tanto dal punto di vista delle condizioni climatiche e della fertilità della sua terra, quanto della capacità umana di trasformare questi doni della natura in prodotti dalla riconosciuta eccellenza mondiale. Un patrimonio che non teme la concorrenza globalizzata ma che va protetto, conosciuto e valorizzato, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, come questa, sulla qualità e le varietà di prodotti che possiamo offrire."

"Per la Cia -continua Carbone- un'occasione per una prima riflessione sul Testo unico del vino che è diventato legge. Si tratta di un provvedimento che porterà da subito numerose semplificazioni e facilitazioni per gli operatori, frutto di un lavoro intenso durato anni, che ha visto impegnati tutti i gruppi parlamentari e le organizzazioni del settore vitivinicolo, uniti dal comune intento di semplificare, innovare e valorizzare un comparto strategico per il Made in Italy. Rivendichiamo con orgoglio che il nostro Paese è il primo che si è dotato di un unico strumento a livello europeo, in grado di conferire maggiore competitività alle nostre imprese. Un Testo, dunque, che promette di dimezzare la burocrazia in un settore fondamentale per il Paese, fatturando oltre 14 miliardi di euro l'anno, di cui un terzo con l'export. Nella Legge è stata inserita la possibilità di introdurre in etichetta sistemi di informazione al consumatore che sfruttino le nuove tecnologie contribuendo ad aumentare la trasparenza".

"E' inoltre molto interessante la novità sulla salvaguardia dei vigneti ‘eroici o storici' che dovrebbe agevolare interventi di ripristino, recupero e salvaguardia di quei vigneti impiantati su aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico -conclude Carbone- un tema a noi caro, quello del paesaggio, perché le nostre vigne fanno davvero paesaggio e danno un valore aggiunto ai nostri prodotti". In particolare la progressione dell'export che per il vino lucano continua ad essere una caratteristica di nicchia, con l'aglianico del Vulture che fa da battistrada sui mercati europei e mondiali incide positivamente anche sulle quotazioni dei vini nel mercato interno, segno che la catena del valore del vino sta portando risultati positivi su tutti gli anelli della filiera. Tutto ciò mentre la cultura del consumatore sta cambiando in modo radicale, sia nel mercato interno sia in quello estero". L'imperativo, pertanto, è continuare a percorrere la strada della qualità per affermare, insieme al nostro vino, i nostri valori e le nostre tradizioni, unici al mondo e apprezzati da un pubblico sempre più ampio. E' evidente che il calo ormai strutturale dell'export dei vini comuni e sfusi in favore dei prodotti di qualità, sollecita uno sforzo ulteriore che dobbiamo fare per conquistare nuove quote di mercato per i nostri vini a Denominazione di Origine, non accontentandoci di crescere solo a valore proprio in virtù del fatto che la richiesta di vino è orientata verso prodotti i qualità. 

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