Cia Liguria: servono azioni concrete per dare seguito agli impegni presi

14 luglio 2017
Cia Liguria: servono azioni concrete per dare seguito agli impegni presi
 

In agricoltura continua l'era della comunicazione. L'importante è dire di aver fatto. Se poi le cose non funzionano, pazienza.

Ne abbiamo esempi tutti giorni. Dal Ministro Martina, con la sua agricoltura 2.0 e l'informatizzazione delle procedure, annunciata ma inesistente. Ad Agea, assolutamente inefficace, incapace di svolgere la propria funzione. Fino a casa nostra con la Regione Liguria dove non passa giorno che l'Assessore ci comunichi quanti soldi ha messo a disposizione per l'agricoltura (nella realtà le risorse provengono dall'Unione Europea in gran parte), ma dimentica di dire che non si sono ancora potuti spendere: in parte per responsabilità di cui sopra ma, soprattutto, perché nella scrittura delle misure e dei bandi, complicati di per sé, nulla si è fatto per rendere più semplice la vita alle imprese agricole.

"Siamo la Regione che insieme al Friuli, al netto di tutti i ritardi di Agea (che hanno anche altri) ha speso di meno e rischia di vedersi tagliate le risorse -sottolinea Aldo Alberto, presidente di Cia Liguria-. I bandi non li scrive l'Assessore, ma sicuramente dovrebbe preoccuparsi di quali effetti producono: non si è dato indirizzo alcuno agli uffici, ci si limita al trincerarsi dietro responsabilità che si imputano ad altri. Dimenticando che le norme vivono anche di interpretazioni che, nel rispetto della legalità, possono renderle più rispondenti alla realtà locale".

La situazione peggiora anche perché l'Assessore regionale pare non apprezzare molto il confronto e contributo della rappresentanza agricola e stenta a dare seguito agli impegni presi (sanatoria dei pozzi, procedure sui danni con protezione civile).

Risultato: bandi che aggiungono complicazione a complicazione, errori di valutazione che creano procedure ingestibili e rischiano di vanificare lo sforzo delle aziende, istruttorie avviate e gestite con modalità poco efficaci, e altre che neppure sono partite. "Tutto questo senza che l'Assessore si senta in dovere di domandarsi perché -si chiede il presidente di Cia Liguria-. Perché su 2.800 domande per i muretti a secco oltre il 90% subisce, in istruttoria, fatta sulle foto, tagli che superano abbondantemente il 50% ?; perché si chiude la misura sull'agriturismo dopo 9 giorni senza nemmeno preoccuparsi del fatto che così si premia la ‘lotteria' di chi arriva prima, anziché un minimo di qualità oltre a mettere in discussione il diritto di chi legittimamente poteva vantare progetti migliori di quelli che saranno finanziati? Perché si scrivono bandi che impediscono alle imprese di fare ulteriori investimenti, non per limiti propri, ma per effetto di istruttorie non effettuate con pratiche giacenti da ormai un anno e oltre?".

Si può anche continuare a dare la colpa ad Agea, ma la politica locale sembra aver rinunciato a qualsiasi azione concreta per cambiare le cose. Troppo comodo scaricare su tecnici e burocrazia (quella degli altri mai la propria). Chi è al Governo ha la responsabilità di cercare soluzioni, anche con un po' di coraggio.