Cia Basilicata: nevicate e gelo notturno mettono in ginocchio i redditi agricoli

09 gennaio 2017
Cia Basilicata: nevicate e gelo notturno mettono in ginocchio i redditi agricoli
 

La neve abbondante e le gelate notturne stanno mettendo in crisi l'agricoltura lucana. Lo riferisce la Cia Basilicata, evidenziando come "a rischio sono soprattutto le coltivazioni ortive in campo aperto: spinaci, cicorie, cavoli, insalate, broccoli, verze, finocchi e carciofi sono i prodotti più minacciati con il concreto pericolo di congelamento e blocco della crescita. Allarme anche per oliveti, vigneti e colture frutticole". La situazione diventa allarmante in particolare per le lastre di ghiaccio che rendono impossibile la circolazione dei mezzi e l'approvvigionamento dei prodotti agroalimentari, rallentando la logistica e i trasporti legati all'attività aziendale, quindi la distribuzione dei prodotti, soprattutto quelli freschi, e l'approvvigionamento di mangimi e concimi, come già disposto dagli stop dei Prefetti ai tir.

Neve e gelo -si legge nella nota della Cia- costano caro al settore primario: aumentano le spese per il riscaldamento di serre e stalle; le produzioni orticole in campo aperto vanno in "tilt" con il pericolo di congelamento e blocco della crescita e, al di sotto dei -2° di temperatura media giornaliera, cala fino al 20% la resa produttiva degli animali da latte. Inoltre il gelo artico sta già facendo lievitare la voce "energia". Il riscaldamento costante di serre e stalle significa un ulteriore aggravio sui costi produttivi compreso tra il 5 e il 10%. Una stangata vera e propria, tanto più che il prezzo del gasolio agricolo è praticamente raddoppiato nel giro dell'ultimo anno.

Proprio in vista dei peggioramenti previsti -osserva la Cia Basilicata- siamo disponibili a mettere a disposizione dei Comuni maggiormente colpiti da neve e ghiaccio i nostri strumenti di lavoro. I trattori potranno essere utilizzati come spalaneve e gli spandiconcime saranno adattati come spargi sale sulle strade rurali e interpoderali, ma anche sulle strade asfaltate dei centri urbani e sulle statali. La rete capillare delle nostre aziende agricole e i vivaisti potranno collaborare alla messa in sicurezza degli alberi che sotto il peso della neve crollano sulle strade con danni a persone e automezzi. La presenza diffusa degli agricoltori sul territorio assicura un intervento capillare anche nelle aree più critiche e "scongiura" il rischio di isolamento delle abitazioni soprattutto nelle zone più impervie, interne e montane.

"Da anni -sottolinea Paolo Carbone della Cia lucana- abbiamo lanciato la proposta di ‘aziende sentinella' e quindi una ‘rete rurale' di Protezione Civile. Inoltre, continuiamo a sollecitare i Comuni, come è scritto nella Carta di Matera che tantissimi sindaci hanno sottoscritto, a stipulare accordi-convenzioni con titolari di aziende agricole che dispongono di automezzi per liberare le strade interpoderali e comunali dalla neve. E' questo il modo più efficace per evitare disagi alle popolazioni rurali e di tanti paesi delle zone interne o che vivono nelle contrade senza dover attendere i mezzi, sempre più ridotti, della Provincia. Con la promozione del volontariato per la protezione civile nelle aree rurali intendiamo organizzare gli agricoltori in azioni di solidarietà sociale che completano l'esercizio della loro funzione di presidio del territorio. Tra le attività umane, come abbiamo evidenziato nella ‘Carta di Matera', l'agricoltura è quella che maggiormente interagisce con il suolo, contribuendo alla sua conservazione, e può operare per il mantenimento e lo sviluppo della sua peculiare caratteristica di risorsa multifunzionale".  

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