Cia Padova: crolla dell'80% la produzione di olive nell'area dei Colli Euganei

12 settembre 2017
Cia Padova: crolla dell'80% la produzione di olive nell'area dei Colli Euganei
 

Caldo e siccità hanno messo in ginocchio le aziende del territorio.

Quest'anno i produttori di olio dei Colli Euganei perderanno 4 milioni di euro di fatturato, a causa delle conseguenze del caldo e della siccità che hanno imperversato sulla provincia nel corso dell'estate. Le temperature elevatissime e ben oltre la media stagionale, infatti, hanno determinato la mancata impollinazione degli olivi: in pratica, nonostante la fioritura sia avvenuta, gli eventi siccitosi hanno portato al mancato sviluppo delle olive, la cui produzione è calata dell'80%.

"Siamo di fronte ad una situazione veramente difficile -dichiara Ampelio Bianco, componente dell'Associazione Olivicoltori Euganei-. Il caldo ha letteralmente bruciato i fiori degli olivi, con conseguenze drammatiche sulla produzione. Nel caso della mia azienda, dei 340 olivi presenti ad Arquà Petrarca, solo 60 hanno prodotto una piccola quantità di olive. Dai 5 quintali di olio che producevo, sono passato ad appena un quintale scarso e, in tutto ciò, bisogna considerare che i costi di produzione come l'irrigazione ed eventuali trattamenti non cambiano. E' una condizione disastrosa". Una difficoltà che viene condivisa da tutti i produttori di olio dei Colli: "All'inizio della fioritura degli olivi è mancata completamente l'acqua -dice l'olivicoltore Vittorio Barollo-. L'impollinazione degli olivi non è avvenuta, e le piante, quando è arrivata l'acqua, se la sono tenuta per sé, senza riversarla nel frutto, determinando la mancata produzione delle olive. E' drammatico pensare di aver perso l'80% della produzione: quest'anno sarà un tracollo. A questo, si aggiunge il problema dei cinghiali, che di notte arrivano tra gli olivi e distruggono quel poco che è c'è". Sui Colli Euganei sono 400 gli ettari di terreno coltivati ad olivo, per un totale di 500 produttori che, nel corso del 2016, hanno registrato una produzione di 3.000 quintali di olio, per un fatturato complessivo di 4 milioni 620 mila euro. A livello regionale, il fatturato si aggira sui 15 milioni.

"In questa situazione è difficile fare agricoltura e produrre -dichiara il direttore di Cia Padova, Maurizio Antonini-. Alla drastica riduzione delle olive, si aggiunge la perdita di altri prodotti agricoli, dovuta alle elevate temperature e alla mancanza di piogge. Le produzioni di mais, barbabietola e foraggio sono diminuite del 30%, e la produzione del latte è diminuita del 20% nel periodo tra giugno e agosto, in conseguenza dello stress animale causato dal caldo estremo. Un vero e proprio bollettino di guerra: i danni complessivi della produzione agricola padovana superano i 100milioni. La Cia ha richiesto alla Regione lo stato di calamità naturale -prosegue il direttore-, servono urgenti interventi statali e comunitari che diano la possibilità agli agricoltori di gestire i rischi in agricoltura, per salvaguardare il proprio reddito e la sopravvivenza delle aziende".